Sono da quasi trentanni un cultore della saga di ALIEN, i film di fantascienza mi piacciono molto, se sposati poi con le visioni di Giger impazzisco. E’ dal 1997 che speravo, attendevo, bramavo per il quinto episodio della serie ed ora eccolo qui. Finalmente.
Ho cercato di evitare di leggere le recensioni già apparse su internet e le critiche già rivolte al film e a Ridley Scott stesso, volevo godermi il film per quello che era: un film di fantascienza nonché 5° capitolo di una serie che mi piace un sacco. Le aspettative erano alte ma certo non dimenticavo che appunto era il 5° episodio, difficile replicare la riuscita del primo o dei primi due. Dirò subito che il film mi è piaciuto, che me lo sono goduto in una proiezione delle 18,15 al multisala di Herberia in una sala quasi vuota in compagnia della groupie…la situazione perfetta.
Avevo sentito dire che non era un vero prequel di Alien, in realtà mi sembra che lo sia, senza tanti dubbi. L’idea di associare la tematica ALIEN a quella del trovare risposte ancestrali è azzeccata e mi ha sorpreso. Siamo nel 2089 due ricercatori scoprono altri graffiti che raffigurano degli umanoidi che indicano una costellazione, leggono in questo un invito. Riescono ad organizzare una spedizione finanziata dalle Weyland Industries e un una paio di anni più tardi arrivano su uno dei pianeti di quella costellazione. Ma non sarà semplice trovare risposte alle profonde e spaventose domande che l’uomo si pone da sempre.
L’intro è bellissima, un panorama scozzese duro e puro, ma risulta incomprensibile la scena in cui un umanoide gigantesco si sacrifica ingerendo uno strano liquido. Che cosa sta a significare? Io non l’ho capito. C’è chi dice che nel cadere sfaldandosi in un fiume impetuoso darà origine alla vita terreste. Ipotesi suggestiva, ma proprio non c’ero arrivato.
Altre cosette discutibili sono il trucco usato per rendere vecchio l’autore che impersona il signor Weyland, alcune scene e soluzioni che sembrano un po’ tirate via e il fatto che fin da subito si capisce che il tutto non ha il vero ampio respiro di un film, ma piuttosto quello di una serie televisiva di successo dei nostri anni. Insomma si capisce in fretta che ci saranno altri episodi.
Detto questo, è da vedere: fantascientifico, gotico, cupo,”violento e umido di liquidi corporei” (come ha detto Barbara Baraldi), insomma un gran bel film. Sono poi contento che abbiano scelto Noomi Rapace come personaggio femminile centrale.
I capitoli della saga:
1979: ALIEN (Ridley Scott) TTTTT
1986: ALIENS – SCONTRO FINALE (James Cameron) TTTTT
1992: ALIEN3 (David Fincher) TTTT½
1997: ALIEN: LA CLONAZIONE (Jean Pierre Jeunet) TTT
2012: PROMETHEUS (Ridley Scott) TTTT















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