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Paolino Lisoni modello

31 Gen

L’altro giorno ero da Giangi (il mio medico a Ninetyland), in sala d’attesa chiacchieravo con Luisa, la segretaria, mia amica d’infanzia, scrivevo sms a Giancarlo Trombetti per assicurami che la scossa di terremoto non avesse fatto danni dalle sue parti, navigavo in internet col cellulino; ma soprattutto guardavo con insistenza, di fronte a me, il manifesto che promuoveva il servizio di prenotazioni telefoniche del Servizio Sanitario Regionale dell’Emilia Romagna.

Paolino Lisoni modello

Paolino Lisoni modello

Il modello sulla sinistra non poteva che essere Paolino Lisoni. Il manifesto lo avevo visto anche l’anno scorso, ma mi dimenticai di chiedergli lumi. Stavolta gli mando un messaggio (“sei tu?) con la foto allegata. Liso mi risponde “Sì, no comment!”.

Dunque, un amico intimo, seguace del TTBlog, chitarrista extraordinaire, illuminato del blues, cultore (come il sottoscritto) di CARAVANSERAI dei SANTANA, fa anche il modello. Non si finisce mai di conoscere le persone.

Leggere BILLBOARD e scoprire di non essere più un conoscitore di musica

25 Gen

Billboard 26-01-2013Stamattina davo un’occhiata all’ultimo numero della rivista americana BILLBOARD (quello del 26/01/2013), sfogliavo pagine di articoli dedicate ad artisti a me sconosciuti e iniziavo a sentirmi spaesato. Mi concentravo poi sulla Top 200 americana ufficiale e mi accorgevo che delle prime 100 posizioni conoscevo (nel senso di aver sentito almeno qualche canzone) solo pochi nomi: PINK-ADELE-RIHANNA-ALICIA KEYS-LED ZEPPELIN (al 45° posto con CELEBRATION DAY)-KID ROCK-BLACK KEYS-C. AGUILERA-GREEN DAY-JOURNEY-MUSE-MICHAEL JACKSON-BOB SEGER-ROLLING STONES.

14 su 100.  Di questi, 3 mi piacciono molto (LZ-RS-SEGER), 2 li seguo da lontano con un po’ d’interesse (BLACK KEYS e MUSE), e altri 2 li ascolto occasionalmente quando alla domenica mattina faccio le pulizie di casa (PINK e i JOURNEY).

Ho capito quindi di non essere più un conoscitore di musica, l “esperto” che molti conoscenti pensano io sia. Sono dunque un uomo di una (in)certa età ripiegato sulla musica della sua giovinezza avulso dal contesto odierno.

Tesi confermata dal fatto che nelle seconda parte dell classifica (dal numero 101 al 200) gli unici nomi che hanno catturato la mia attenzione sono stati:

LZ “MOTHERSHIP” (145° posto – 2 milioni di copie vendute), JIMI HENDRIX “EXPERIENCE HENDRIX THE BEST OF” (165° – 2 milioni), AC/DC “BACK IN BLACK” (171° – 22 milioni), PINK FLOYD “THE DARK SIDE OF THE MOON” (188° – 15 milioni).

Tutto qua, semplici riflessioni di un malinconico venerdì di fine gennaio fatte mentre mi ascolto l’album degli EMERSON LAKE & POWELL.

…but I feel I’m growing older
and the songs that I have sung
echo in the distance
like the sound
of a windmill goin’ ‘round
I guess I’ll always be…
a soldier of fortune

Quando ti rubano il GALAXY blues

19 Gen

Venerdì, primissimo pomeriggio. La groupie si alza, va in bagno che è a tre metri dalla sua scrivania. Su di essa troneggia il cartello SPORTELLO CHIUSO. La groupie  deve sbrigare altro lavoro oggi, al pubblico pensano i suoi due colleghi. Il suo è un ufficio un po’ defilato, la gente ci va per sbrigare  quelle pratiche che non vengono gestite dagli sportelli veri e propri. Nonostante il cartello, quando la groupie torna, trova un tipo seduto davanti a lei. Il tipo biascica qualcosa,non sembra a posto,  chiede una informazione e se ne va.

Poco dopo la groupie s’ accorge che sulla scrivania il cellulare è sparito. Non può che essere stato lo spostato di prima. Corre fuori, il tipo non si vede, mi telefona. Mentre m’informa dentro di me tiro una madonna…un Samsung Galaxy SIII da 700 euro  comprato da poco ne vale anche due di madonne. Tiro anche l’altra.

Samsung_Galaxy_S3IMG_0044

Poi invito la groupie ad andare dai carabinieri lì vicino. Mentre lei segue il mio consiglio io faccio il numero del suo cellulare. Squilla. Nessuno risponde. Provo una seconda volta. Mi risponde un tipo che biascica le parole, non sembra a posto “Pronto , questura“, uhm ho i miei dubbi che sia la questura ma sto al gioco, spiego la faccenda e il tipo mi dice “Venga alla questura in via Roma e chieda del Maresciallo Lo Cascio, ci hanno portato questo cellulare che qualcuno ha perso”. Chiamo l’ufficio della groupie, spiego la cosa, la sua collega va gentilmente a riferirle tutto. Dopo un po’ mi chiama la groupie, naturalmente in questura nessuno sa chi sia il Maresciallo Lo Cascio…eh, certo i Marescialli sono carabinieri non poliziotti. Do il codice IMEI alla groupie e con quello torna a far la denuncia nella caserma dei carabinieri.

La groupie è affranta, era un cellulare nuovo, aveva dentro tutte le sue cose, lo avevamo comprato insieme. Faccio l’uomo di blues illuminato, le dico che queste cose nella vita bisogna metterle in conto, che purtroppo possono capitare, che nella vita c’è ben di peggio, che il 50% dell’umanità fa schifo, bisogna conviverci, non arrendersi, ma conviverci e che passata l’incazzatura momentanea bisogna elaborare il tutto e non farsi rovinare la vita. La groupie sospira, sembra una bambina, capisce e mi saluta mesta mesta. Metto giù il telefono. Mi rimetto a lavorare, ma l’accaduto si trasforma in un fastidio costante e noioso. Tento di concentrami sul lavoro, ma faccio fatica… apro VLC Media Player, seleziono la cartella del bootleg  DAVID BOWIE LOS ANGELES UNIVERSAL AMPHITEATRE 5 SETTEMBRE 1974 e faccio partire la musica…

Bowie L.A. 1974

Dopo un po’ scelgo qualcos’altro: LOU REED a NEW YORK nel gennaio del 1973…

Lou Reed NYC 1973

Evidentemente ho voglia di qualcosa dagli accenti tenebrosi, metropolitani, spigolosi. Poco dopo le 18 stacco, non riesco a stare concentrato. Entro in macchina e mi dirigo verso casa. Chiamo la groupie per sentire come va. E’ stata alla TIM, ha bloccato il telefono, la sim e se n’è fatta fare un duplicato. E’ sempre un po’ triste, cerco di rinfrancarla. Poi rimango tra me e me. Penso che faccio tanto quello che la prende con filosofia, il progressista, il liberal, il “compagno” ma dentro ho solo una gran voglia di prendere un tubo di metallo e di picchiare il ladro sulla schiena, e non m’importa se è un disadattato, uno spostato, un drogato. Penso a Polbi: quando gli sono andati in casa e gli hanno fregato il mac portatile, l’ha presa con filosofia sin da subito, arrivando a dire “magari erano dei disperati e ne avevano più bisogno loro di me”. Polbi è un grand’uomo lo so, ma io sono diverso. Adesso sono IN FOR THE KILL, meglio che non abbia per le mani lo stronzo. Mi spavento un po’ per tutti i rigurgiti di violenza che mi vengono su, quando il diavolo prende possesso del mio corpo mi faccio paura e mi devo tenere a bada.

Tiro giù il finestrino, prendo una boccata d’aria, i pensieri tornano a farsi ordinati, spingo il tastino CD del car stereo, parte THE ENVOY di WARREN ZEVON e il mondo torna ad essere vivibile…

Warren Zevon The Envoy

I’ve felt your pain
And I know your sorrow
You could try to let the past slip away
Live for today
Don’t stop believing in tomorrow

PS: Torno a casa, da facebook vengo a conoscenza che oggi hanno rubato il cellulare anche a Fausto, un mio amico (ed ex mio cantante). Ah, va bene Warren Zevon, ma zio can c’av vegna n’azidènt a tòt.

I CAN’T QUIT YOU BARACK

7 Nov

Meno male…

IPSE DIXIT: MICHELE SERRA da “il venerdì” n.1273 del 10/08/2012

21 Ago

Pagina 12, rispondendo ad una lettera a proposito del possibile ritorno di “Burlesqueoni” (come lo chiama Luca Bottura):

Con tutti i suoi difetti, il governo Monti ha dimostrato agli italiani non di sinistra che una classe dirigente decente, e certamente non di sinistra, esiste. Può anche darsi che, come lei teme, Berlusconi riesca ancora a fare qualche danno, e a mettersi di traverso. Ma a Palazzo Chigi (e tantomeno al Quirinale) io sono sicuro che non lo vedremo più. E lo spavento passato è stato così grande che mi accontento, per adesso, di sapere questo.”

 

An s’è mai vest Johnny Winter fer chi lavòr chè: ALLATTARE UN GATTINO

17 Lug

INTERNO NOTTE: ore 24, dopo aver cenato-guardato un film-sistemato le mie cose-suonato la chitarra do ancora un po’ di omogenizzato al gatto con l’intento di ritardare il più possibile la sveglia mattutina. Mi sdraio poi sul letto, pronto a sorbirmi per i prossimi 45 minuti la furia che quella specie di alien peloso e nero esibisce dopo il mini pasto di mezzanotte. Sì perché Palmir, dopo aver sonnecchiato per circa tre ore sul mio petto mentre io mi guardavo un film appunto o lo speciale calciomercato di Skysport24, a mezzanotte si desta, dell’elmo di Scipio si cinge la testa e inizia la sua personale battaglia contro il “ragno spaziale” e “l’ape assassina” (due giocattoli che la groupie gli ha comprato) e le mie mani.

Non riesco a leggere nemmeno due pagine dell’ultimo speciale di Dylan Dog, Palmir è indiavolato, salta sopra e sotto al letto, sgozza il ragno, squarta l’ape, azzanna le mie mani…è così pieno di vita che sembra indemoniato. Affonda quei suoi dentini bianchi nella carne, spalanca la bocca…piccolo e nero com’è sembra un pipistrello. Cerco di esorcizzarlo con la cover dell’album BLIZZARD OF OZZ di Ozzy, ma il diavolo della tasmania sembra infischiarsene. Poi, all’improvviso la sua energia finisce, si accascia letteralmente sul letto, fa un sospiro e si mette a dormire. Finalmente.

Spengo la lampada sul comodino. Appoggio la testa sul cuscino e mentre penso al JEFF BECK GROUP, sento il sonno arrivare, quieto, maestoso, salutare. L’ultimo pensiero (BECK OLA fu registrato in soli quattro giorni da una band dove nessuno era un songwriter…te lo dico che non è un granché) si stempera verso l’alba dei miei sogni (sognerò Keith Richard, giuro!), sto per abbandonarmi, che bello…quando ad un tratto sento una sciarpina di pelo avvolgermi il collo. Palmir è nel suo momento sentimentale, mi si attorciglia tutt’intorno, fa partite le sue fusa che sono una via di mezzo tra il rumore che fa un amplificatore quando ha il cono rotto e slabrato e una “sgadòra” . Non contento inizia a succhiarmi il collo alla ricerca dei capezzoli della sua mamma. Palmir non ha ancora capito che sono un maschio.

Accendo la lampada, mi tiro su, prendo il mini biberon e inizio ad allattarlo…è l’una meno dieci di notte e mi dico: non si mai visto Johnny Winter far quei lavori qui.

(Tim allatta Palmiro: foto di LST)

(Johnny Winter – the white god)

PS: la rubrica “An s’è mai vest Johnny Winter fer chi lavòr chè” è dedicata al mio amico Paolino Lisoni.

L’estate degli UOMINI IN BRAGHE CORTE E SANDALI

11 Lug

Ecco, io con l’estate ho questo problema: non mi piace vedere gli uomini in braghe corte, peggio ancora se con sandali, ciabatte o comunque con miserabili mise. Certo fa caldo, ma un minimo di rispetto per se stessi, per gli altri, per l’umanità intera dovrebbe essere obbligatorio. E proprio noi italiani, che dovremmo essere  portatori di eleganza, stile, arte, ci conciamo come dei tedeschi qualunque stile lidi ferraresi anni settanta.

Certo, mi  si obbietterà, tu dici così perché magro come sei, con quelle due gambe da grillo, in pantaloni corti non stai bene…sì è vero, ma va al di là di questa cosa. Non mi piacciono nemmeno gli uomini che possono permetterselo grazie al loro fisico, con magari il calzino in tinta e – per dirla alla Picca – col colletto della polo tirato su. Io a casa in campagna ci sto con i pantaloni corti e le infradito, ma non mi permetto nemmeno di andare a Borgo Massenzio senza i pantaloni lunghi. Ma siamo matti? An s’è mai vèst Johnny Winter andèr in gir vistii acsè!

Non si può andare in giro come un LEOPOLD qualunque…

(Leopold in Svizzera con Claude Nobs qualche anno fa)

Capisco che se si è a casa propria o al mare i pantaloni corti e le infradito siano pratici…

(Freddie versione relax)

ma per tutto il resto, per un uomo di blues come me non sono ammissibili. Sembra che nessuno la pensi come me, tranne il mio facebook friend Stef Imperiale, che rabbrividisce e si offende quanto me quando vede come sono conciati certi uomini in estate.

Una volta un mio conoscente si è presentato al mio cospetto con: scarpa rossoblu, calzino corto nero, braghetta corta verdone, camicia celeste burocrate…dopo mi son dovuto sdraiare cinque minuti per riprendermi.

Recentemente mi son recato a fare l’esame del sangue e dal gommista e appena fatto sono scappato in preda al terrore….ma si può andare in giro così? Con i sandali e le calze corte?

Non parliamo poi di quelli che vanno in giro coi pinocchietti….ahhhhhhhh!

(Braghe corte – varie foto di TT)

Eppure con gran raccapriccio e terrore vedo che tutte le estati gli uomini in braghe corte aumentano, questo mi fa capire che l’umanità non ha futuro, siamo condannati ad estinguerci.

I 12 album che ascoltavamo negli anni 80 – Reminder

13 Giu

Alexdoc ha fatto iol riassunto circa le  preferenze dei fedelissimo del blog e ne è venuta fuori una di quelle classifichine che per gente come noi sono sempre divertenti. Tuttavia i 16 commenti – pur essendo un numero dignitoso – sono pochi per tirare le somme, così invito i più volenterosi della TTBlog Community a mandare qualche altro commento con le proprie preferenze.

I commenti vanno bene sia in risposta a questo reminder sia al thread originale del 31 maggio:

https://timtirelli.com/2012/05/31/i-12-album-che-ascoltavamo-negli-anni-80/

Thank you.

Per arginare il “dispepsia funzionale blues”

11 Giu

Sarwooda è una mia collega, oltre al posto di lavoro condividiamo – purtroppo – anche il blues della dispepsia. Nei caldi pomeriggi estivi, mentre ci prepariamo una bella tisana calda bollente, fantastichiamo di non avere lo stomaco delicato e di poterci sparare una bella Guinness scura gelata o anche una fresca Lemonsoda.  Ben presto però ritorniamo down to earth, se lo facciamo siamo quasi certi di passare il giorno dopo con mal di testa e nausea, così sospirando ci accontentiamo della birrette o del Southern Comfort che ci concediamo diligentemente solo il sabato a pranzo.

(Sarwooda & Tim – foto di repertorio – scatto di Franzibus)

Oltre alla nausea e al feroce mal di testa, la dispepsia porta anche la cronica mancanza di sonno. Dal pasto serale al momento di coricarsi devono passare perlomeno 4 ore, meglio se 5… per essere più o meno sicuri di essere in una forma decente l’indomani. Questo significa andare a letto mai prima della mezzanotte, preferibilmente verso l’una. Vietato quindi addormentarsi sul divano la sera, vietato concedersi una sera alla settimana un bel lungo sonno ristoratore, di quelli che vai a letto alle 22.

La dispepsia significa avere il parafulmine dello stress proprio lì, nel bel mezzo dello stomaco. Che blues, per la madonna! Visto che dobbiamo conviverci (purtroppo non esistono rimedi veramente efficaci, e per la medicina quel tratto del corpo umano è ancora un mezzo mistero) siamo sempre alla ricerca di modi per arginarla o aggirarla. Sarwooda ha trovato questo pratico articolo con cui recuperare la mancanza di sonno in ufficio nella pausa dalla 13 alle 14. Piuttosto blues, eh?

 

In che disco vogliamo essere pressati dopo morti?

8 Giu

Trasforma le tue ceneri in un disco in vinile!!!!!!!!!!!

L’immortalità a 33 giri (e un 1/3)
In che disco vogliamo essere pressati dopo morti?
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Picca mi manda queste due righe con link tramite email…e devo dire che l’idea mi sembra carina: le nostre ceneri pressate insieme al vinile di un disco dalla capacità di 24 minuti totali. Io ci sto pensando, non userei certo delle mie canzoni come invece propone l’inventore, ma fornirei alla ditta sei/sette canzoncine scelte tra i miei LP preferiti in modo da realizzare una simpatica mini compilation analogica da dare ai miei amici (sono previste 30 copie)…che so…SATISFACTION GUARANTED dei Firm, CITIES ON FLAME WITH ROCK AND ROLL dei Boc, A SALTY DOG dei Procul Harum, I’M GONNA CRAWL dei LZ, MUSIC di John Miles e THE ENDLESS ENIGMA degli Elp…(quest’ultima da ascoltare in piedi al grido di “Elp o muerte!”).