Quando ti rubano il GALAXY blues

19 Gen

Venerdì, primissimo pomeriggio. La groupie si alza, va in bagno che è a tre metri dalla sua scrivania. Su di essa troneggia il cartello SPORTELLO CHIUSO. La groupie  deve sbrigare altro lavoro oggi, al pubblico pensano i suoi due colleghi. Il suo è un ufficio un po’ defilato, la gente ci va per sbrigare  quelle pratiche che non vengono gestite dagli sportelli veri e propri. Nonostante il cartello, quando la groupie torna, trova un tipo seduto davanti a lei. Il tipo biascica qualcosa,non sembra a posto,  chiede una informazione e se ne va.

Poco dopo la groupie s’ accorge che sulla scrivania il cellulare è sparito. Non può che essere stato lo spostato di prima. Corre fuori, il tipo non si vede, mi telefona. Mentre m’informa dentro di me tiro una madonna…un Samsung Galaxy SIII da 700 euro  comprato da poco ne vale anche due di madonne. Tiro anche l’altra.

Samsung_Galaxy_S3IMG_0044

Poi invito la groupie ad andare dai carabinieri lì vicino. Mentre lei segue il mio consiglio io faccio il numero del suo cellulare. Squilla. Nessuno risponde. Provo una seconda volta. Mi risponde un tipo che biascica le parole, non sembra a posto “Pronto , questura“, uhm ho i miei dubbi che sia la questura ma sto al gioco, spiego la faccenda e il tipo mi dice “Venga alla questura in via Roma e chieda del Maresciallo Lo Cascio, ci hanno portato questo cellulare che qualcuno ha perso”. Chiamo l’ufficio della groupie, spiego la cosa, la sua collega va gentilmente a riferirle tutto. Dopo un po’ mi chiama la groupie, naturalmente in questura nessuno sa chi sia il Maresciallo Lo Cascio…eh, certo i Marescialli sono carabinieri non poliziotti. Do il codice IMEI alla groupie e con quello torna a far la denuncia nella caserma dei carabinieri.

La groupie è affranta, era un cellulare nuovo, aveva dentro tutte le sue cose, lo avevamo comprato insieme. Faccio l’uomo di blues illuminato, le dico che queste cose nella vita bisogna metterle in conto, che purtroppo possono capitare, che nella vita c’è ben di peggio, che il 50% dell’umanità fa schifo, bisogna conviverci, non arrendersi, ma conviverci e che passata l’incazzatura momentanea bisogna elaborare il tutto e non farsi rovinare la vita. La groupie sospira, sembra una bambina, capisce e mi saluta mesta mesta. Metto giù il telefono. Mi rimetto a lavorare, ma l’accaduto si trasforma in un fastidio costante e noioso. Tento di concentrami sul lavoro, ma faccio fatica… apro VLC Media Player, seleziono la cartella del bootleg  DAVID BOWIE LOS ANGELES UNIVERSAL AMPHITEATRE 5 SETTEMBRE 1974 e faccio partire la musica…

Bowie L.A. 1974

Dopo un po’ scelgo qualcos’altro: LOU REED a NEW YORK nel gennaio del 1973…

Lou Reed NYC 1973

Evidentemente ho voglia di qualcosa dagli accenti tenebrosi, metropolitani, spigolosi. Poco dopo le 18 stacco, non riesco a stare concentrato. Entro in macchina e mi dirigo verso casa. Chiamo la groupie per sentire come va. E’ stata alla TIM, ha bloccato il telefono, la sim e se n’è fatta fare un duplicato. E’ sempre un po’ triste, cerco di rinfrancarla. Poi rimango tra me e me. Penso che faccio tanto quello che la prende con filosofia, il progressista, il liberal, il “compagno” ma dentro ho solo una gran voglia di prendere un tubo di metallo e di picchiare il ladro sulla schiena, e non m’importa se è un disadattato, uno spostato, un drogato. Penso a Polbi: quando gli sono andati in casa e gli hanno fregato il mac portatile, l’ha presa con filosofia sin da subito, arrivando a dire “magari erano dei disperati e ne avevano più bisogno loro di me”. Polbi è un grand’uomo lo so, ma io sono diverso. Adesso sono IN FOR THE KILL, meglio che non abbia per le mani lo stronzo. Mi spavento un po’ per tutti i rigurgiti di violenza che mi vengono su, quando il diavolo prende possesso del mio corpo mi faccio paura e mi devo tenere a bada.

Tiro giù il finestrino, prendo una boccata d’aria, i pensieri tornano a farsi ordinati, spingo il tastino CD del car stereo, parte THE ENVOY di WARREN ZEVON e il mondo torna ad essere vivibile…

Warren Zevon The Envoy

I’ve felt your pain
And I know your sorrow
You could try to let the past slip away
Live for today
Don’t stop believing in tomorrow

PS: Torno a casa, da facebook vengo a conoscenza che oggi hanno rubato il cellulare anche a Fausto, un mio amico (ed ex mio cantante). Ah, va bene Warren Zevon, ma zio can c’av vegna n’azidènt a tòt.

4 Risposte to “Quando ti rubano il GALAXY blues”

  1. Pol 19/01/2013 a 15:13 #

    Personalmente quando ho accessi d’ira distruttrice dico che ho un Mister Hyde dentro di me che, per fortuna, salta fuori raramente. Dovessi beccare in flagrante uno che mi frega il telefono, o peggio ancora, uno che mi è entrato in auto forzando lo sportello, beh….io in mezzo a quello sportello gli aprirei la testa.

    Mi piace

  2. lucatod 19/01/2013 a 16:28 #

    Mi associo a Pol , se c’è una cosa che mi fa davvero girare le palle è la gente di merda disonesta che va a fregare a chi invece si fa il mazzo dalla mattina alla sera . Purtroppo il più delle volte questi individui la passano liscia …

    Mi piace

  3. Paolo Barone 19/01/2013 a 18:00 #

    Come gia’ ti dicevo, ovviamente la mia reazione distaccata e progressista e’ stata anche preceduta e seguita da ben altre emozioni….
    Che ci vuoi fare, in fin dei conti sono cose che capitano e incazzarci come bestie e’ normale, ma non cambia le cose.
    Mi viene da fare una riflessione. Fino a qualche anno fa i ladri ti prendevano cose di valore economico ma spesso di zero valore affettivo. Oggi, con il furto di computer, telefoni ecc. si portano via non soltanto cose costose, ma anche pezzi delle nostre vite, dei nostri ricordi. Cose intime e spesso uniche, fotografie, video, registrazioni.
    Questo e’ ancora più difficile da digerire.

    Mi piace

    • Sara Crewe 22/01/2013 a 21:37 #

      Quando sono al lavoro, essendo i nostri uffici aperti al pubblico, devo portarmi appresso la borsa anche quando vado a fare una fotocopia. E in questo preciso momento della mia vita, qualunque cosa mi fregassero di valore superiore ai cento euro non potrei ricomprarla, quindi sarei incazzata, superincazzata, incazzatissima.

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: