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As Tim Goes By

22 Giu

Solstizio d’estate appena passato, immerso nel caldo torrido di questo gran pezzo dell’Emilia mi getto a capofitto nelle inevitabili riflessioni che nascono nella maruga dell’uomo di blues che sono. A bordo del treno che mi porta da un capo all’altro della mia vita, dal finestrino osservo la mia esistenza e tutto quello che la circonda passare via velocemente nonostante abbia l’impressione che tutto ristagni.

Già, il tempo scorre a velocità supersonica, lascia senza fiato, irretisce ed inibisce i sensi.

I campi di grano nei pomeriggi estivi riportano alla mente immagini tratte da sussidiari di una infanzia ormai lontanissima.

Bassa modenese – foto Andrea Malagola –

i giorni si susseguono ad un speditezza ragguardevole, in un battibaleno il sole nasce e quindi affonda dietro l’orlo del mondo, la sera cala e in essa ricerco refrigerio ricordando distanti notti d’estate della  fanciullezza idealizzando il paesino in cui sono nato e dandone una versione certamente edulcorata.

Nonantola by night – foto di Giorgio Lera

La mia fitta rete di amicizie si sta sfilacciando, per un motivo o per l’altro la frequentazione dei mie blues brothers si è attenuata, è colpa mia? Mi sto isolando dal mondo come d’altra parte sta facendo la mia amica Yesterday Frig, alias Copper Leg Girl (gamba ramata insomma)?

L’unico amico dal quale non mi disconnetto mai è (quel gran figo di) Polbi, quest’anno festeggiamo i trent’anni di amicizia assoluta, mi basta guardare una sua foto per sentirmi meno solo e al sicuro (un po’ come accade quando guardo immagini di Keith Richards), e dire che siamo esattamente agli antipodi dello stivale, io nella Regium Lepidi, lui nella Regium Calabriae, eppure la distanza ci fa un baffo.

Polbi, estate 2025

Lo sferragliare del treno della mia vita dà il ritmo al traffico di pensieri, nessuno di essi dà la precedenza, sfrecciano tutti in maniera casuale:

_la tendenza che ho ad usare il termine “iperbole” anche al plurale, visto che “iperboli” proprio non mi piace.

_i nuovi gruppi di classic Rock che non fanno altro che fotocopiare la musica e l’estetica dei grandi gruppi del passato, nessuna pericolosità reale, nessun sbuffo creativo degno di nota, solo riproposizioni  audiovisive sterili del bel tempo che fu.

_Lucien Bullock che riempie una volta di più il Campo Volo (va beh, la RCF Arena) qui a Regium Lepidi …

_la tipa a cui chiesi anni fa “ma che musica ti piace? Hai qualche artista preferito?” e impiegò un giorno e mezzo a rispondere.

_la brutalità in senso lato delle persone, degli amici, dei colleghi, dei semplici conoscenti, degli sconosciuti; la si contempla nelle azioni e nei discorsi di ogni giorno e descrive lo scollamento profondo tra ciò che si dice o scrive e il comportamento messo in atto. Immagino di essere un tipo parecchio sensibile (but I’m not the only one … whaddayathink Lady Moon?) e magari per stare al mondo serve una corazza che anestetizzi i sentimenti, ma la brutalità appunto, anche inconscia e involontaria, proprio non la reggo. Gente che sì a malapena conosci ma che frequenti tutti i giorni che nemmeno saluta, gente che ammicca e poi sparisce, gente che liquida faccende che ti coinvolgono con poche parole e senza tante spiegazioni, … ma allora sono tutte frottole quelle che raccontano, tutti quei bei discorsi che vengono fatti nei workshop di formazione ed incontri simili sulla importanza del quoziente emotivo, dell’empatia, sul “prima di assumerti mi interessa sapere chi sei, conoscerti, le competenze si possono anche acquisire in un secondo momento” come mi ha riportato recentemente una mia nuova amica. Che il profitto e il denaro (dunque il potere) siano l’unico scopo della società umana oggi è chiaro, ma perlomeno che non ci si prenda per i fondelli. Troppi leader senza leadership, troppe autorità senza autorevolezza, tropp* scriteriat* mess* a governare aziende, nazioni, continenti, mondi.

Difficile districarsi tra questi rovi spinosi, difficile uscire indenni, tutt* che vogliono dimostrare di essere maschi o femmine alfa, quando l’importante sarebbe imparare a vivere nel branco con po’ di decenza.

Ecco che allora mi perdo nella ucronia, nei futuri che non sono stati e che non saranno, nei presenti diversi da quelli che abito.

Sempre troppo facile per me smarrirsi in un fiume di pensieri e allora meglio abbandonarsi nelle braccia di una donna, reale o immaginaria che sia, e nella musica, la musa per eccellenza, l’unica che sa dare sollievo al mio animo inquieto ed irrequieto, nonostante ci sia il divieto all’allitterazione.

Già, devo ricordare che un bacio è sempre un bacio, un sospiro è solo un sospiro, e che le cose fondamentali valgono sempre col passare del tempo …

You must remember this:
A kiss is still a kiss,
A sigh is just a sigh.
The fundamental things apply
As time goes by.

SERIE TV

_Dept. Q (UK/USA 2025) – TTTT

Serie televisiva thriller poliziesca scozzese creata da Scott Frank e Chandni Lakhani, basata sulla serie di romanzi dello scrittore danese Jussi Adler-Olsen.

FILM

_ La Vedova Nera (Spagna 2025) – TTT½

PLAYLIST

_Acqua Fragile ” Morning Comes” 1973

_Tom Waits “San Diego Serenade” 1974

_Miles Davis “Flamenco Sketches” 1959

_The Impressions “People Get Ready” 1965

_The Beach Boys “The Nearest Faraway Place” 1969

◊ ◊ ◊

E allora, se ci penso, alla fine mi basta poco, quella fettina di pianura su cui vivo, uno dei miei dischi obliqui preferiti, le ristampe con nuove traduzioni di Philip Roth e Franz Kafka, le gioie e i dolori legate alla mia squadra del cuore, certi film di Sydney Pollack e Walter Hill, qualche vecchio blues del Delta e il non rinunciare a darmi una mossa …

You got to move
You got to move
You got to move, child
You got to move
Oh, when the Lord get ready
You got to move

You may be high
You may be low
You may be rich, child
You may be poor
But when the Lord get ready
You got to move

You see that woman
Who walks the street
You see that police
Upon his beat
But then the Lord get ready
You got to move

You got to move

View from the Domus Saurea – estate 2025 – foto Tim T.

Tim Tirelli giugno 2025

Una gatta di nome Spaventina

13 Giu

É dal 15 maggio che Spaventina non torna a casa, non si era mai allontanata per più di due giorni, per una gatta di 17 anni (84 o giù di lì in anni umani) che viveva in campagna significa solo una cosa: non esserci più. Eccomi dunque qui a scrivere due righe di saluto a questa gatta che per 17 anni ha in qualche modo convissuto con noi, una gatta che abbiamo visto nascere e che nonostante la sua indole solitaria e diffidente ha fatto parte della colonia felina della Repubblica Democratica di Palmiria e dunque della nostra famiglia.

Dal 2023 qui alla Domus abbiamo avuto perdite pesanti, Palmiro in primis, Raissa lo scorso anno e adesso lei che era figlia di quest’ultima. Già a sette/otto settimane manifestò il suo carattere tanto da guadagnarsi il nome che si è portata addosso per tutti questi anni.

Spaventina giugno 2008 – foto Saura T

Già, è stata un gatta guardinga, ha sempre vissuto e operato con estrema cautela, di certo eccessiva, ci riconosceva come umani di riferimento ma preferiva mantenere le distanze, talvolta entrava in casa e negli ultimi due inverni in cui sentiva la vecchiaia ghermirla ogni sera riusciva a vincere la diffidenza, entrare in casa e infilarsi in soffitta dove passava la notte al caldo con ciotole di cibo e acqua a disposizione. E’ stato in questi due inverni che abbiamo capito concretamente quanto bene ci volesse: una volta in soffitta, al sicuro nella sua comfort zone, si faceva abbracciare, strofinare, rimodellare e riusciva a ricambiare l’amore che sentiva provenire dai due umani a cui era capitata … le fusa rumorose e gli sfregamenti di muso contro muso erano prove inequivocabili.

Spaventina – foto Tim Tirelli

In tutti questi anni Spaventina ha passato buona parte delle sue giornate a gironzolare intorno ad una casa diroccata a un centinaio di metri dalla nostra House Of Blues, chissà quanti topini ha catturato, quante piccole avventure tra quelle mura in rovina, tra quella vegetazione intricata. Verso sera, quando le lanciavo il richiamo (“andiamo Spavve, ‘ndiamo,’ndiamo ‘ndiamo ‘ndiamo!?”) sbucava tra la folta vegetazione, si rimetteva in carreggiata, percorreva quel breve tratto della stradina lunga e tortuosa e veniva a prendersi la razione serale di cibo e coccole (se era molto affamata se le lasciava fare).

Ragni-Raissa-Spaventina – gatte sulla finestra – ottobre 2020 – foto Tim Tirelli

Siamo stati fortunati con lei, in 17 anni solo tre volte dal veterinario, nessun problema serio, tonica, dinamica e con gli esami a posto sino alla fine. Penso che abbia passato un buona vita qui in campagna, in una casa che si affaccia su di una stradina chiusa, poche macchine, qualche trattore e tanto verde da esplorare. Avrei voluto spupazzarmela di più, ma questo è un bisogno umano, evidentemente a lei andava bene così.

Mi spiace non sapere che fine abbia fatto, non aver potuto seppellirla qui sotto ai frassini dove riposano gli altri suoi compagni di avventure, tuttavia fa tutto parte del ciclo naturale. Addio piccola Spavve, inutile dire che ci mancherai molto, sai, ti abbiamo voluto tanto bene.

Spaventina – Domus Saurea autunno 2021 – foto TT

Bonomia blues a balus

31 Mag

Negli ultimi mesi, diciamo da Marzo a Maggio, mi è capitato di recarmi con frequenza e di buona mattina a Bonomia per faccende lavorative. Sveglia alle 5, treno poco dopo le 6, e alle 7 eccomi arrivato nella città dotta, grassa e rossa. In marzo le mattine sono fredde, a tratti gelide … entro nella stazione di partenza attraversando Europa Square, in queste albe livide gli alberi spogli e i praticelli delle aiuole modello brughiera spingono l’animo verso la desolazione spirituale. 

Parcheggio Stazione – Regium Lepidi – 2025 – foto Tim Tirelli

Negli auricolari del Samsung Stagnation dei Genesis, non sono nemmeno le sei del mattino ma avrei l’istinto di seguire letteralmente il testo di Gabriel 

I want to sit down
I want a drink
I want a drink
To take all the dust and the dirt from my throat
I want a drink
I want a drink
To wash out the filth that is deep in my guts
I want a drink
Then let us drink
Then let us smile
Then let us go

Non sono in vacanza nella mia isoletta caraibica preferita (The Hasta Siempre one) però, sono qui per lavorare, fare la fila per tre, risponder sempre di sì e comportarmi da persona civile. Il bicchiere di Rum on the rocks con la fettina di lime può aspettare.

In tre giorni consecutivi (oggi è uno di questi) si ripetono incontri con chi ha le giornate scandite dal solito tran tran. Quando il treno verso le 7 arriva alla stazione centrale c’è ogni mattina la donna bassina perduta in attesa di chissà quale treno, mentre mi immetto su via Amendola mi superano ogni giorno due meridionali non troppo alti che – incassati nei loro giubbotti e berretti di lana – se ne vanno in silenzio a lavorare. Il senzatetto che per tre giorni di fila dorme sopra a cartoni e avvolto in un telo a ridosso dell’entrata di un negozio stamattina si muove, non trova pace nei 2 gradi centigradi di questo freddo mattino. Poco più in là due donne impellicciate stanno facendo colazione comodamente sedute in un tavolino del bar Milano sotto ai portici.

La città è sonnolenta e al contempo già pronta a mettersi in moto, io percorro via Marconi e quindi mi vado a perdere nelle stradine dell’inner city della città. Verso le 13 mi fermo a pranzare, da solo, in un bistrot. Sono all’altezza di via Hugh Shorts dunque in the heart of the city e anche stavolta mi pare che non vi sia amore…

C’è un altro disperato che pranza da solo in un tavolo poco più in là. Veste un completo sgualcito con tanto di gilet senza maniche di lana tipo impiegato del catasto o bancario ormai pronto per il cimitero degli elefanti. Si toglie la giacca, la piega con cura e la appoggia allo schienale della sedia che ha lì di fianco, si avvolge poi le maniche della camicia ad altezza avambraccio, dispone posate e bicchiere secondo un ordine preciso, piega il giornale “La Verità” (scusate le maiuscole) e inizia ad assaggiare il piatto che ha davanti. Potrebbe essere uno dei personaggi di un film di Verdone.

Torno al lavoro e a fine pomeriggio mi incammino di nuovo verso la stazione, incrocio una scritta sul muro … sospiro …. sì, dai piccola, portami dov’è buio dove l’unica luce sei tu.

Light & Shade – Bonomia 2025 – foto Tim Tirelli

Qualche minuto davanti alla Libreria Libraccio

e di nuovo rail station bound a contemplare tutto quel blues che abita nei miei pensieri.

VITA ALLA DOMUS

Ad inizio maggio mettiamo in ovra, come diciamo qui, la piscina ed il bersò, sebbene il tempo sia frizzante e turbolento

La Yamaha Girl – Domus Saurea primavera 2025 – foto Tim Tirelli

Le cicogne stanziali di Gavasseto (10 km da Borgo Massenzio) a volte arrivano sino qui, all’improvviso, e ci voltiamo a guardarle proprio mentre parte l’autoscatto.

Guardando le cicogne – Domus Saurea primavera 2025 – autoscatto

I gatti continuano a colorare la nostra vita, sebbene nell’ultimo anno e mezzo abbiamo avuto due perdite molto dolorose, Palmiro e Raissa, a cui se ne sta aggiungendo un’altra o meglio, se ne è aggiunta un’altra: sono ormai più di due settimane che Spaventina non torna a casa e per una gatta di 17 anni (80 e passa anni umani) pur ancora in gamba significa probabilmente la fine. Non abbiamo finito di cercarla e di sperare, ma occorre iniziare ad accettare la triste realtà.

Honecker ormai ha un anno e mezzo (in anni umani è come fosse un adolescente di 18 anni), è ancora un gran monello ma si intravedono segni di crescita e maturità. Essendo l’ultimo arrivato (si è presentato qui da noi spontaneamente nell’ottobre del 2023 a più o meno un mese e mezzo d’età) ha ancora attenzioni prioritarie da parte nostra, ma forse non è nemmeno così, perché anche a Minnie (6 anni) e Ragnatela (17 anni figlia di Raissa e sorella della Spavve) riserviamo il nostro massimo impegno; così come succede ai due randagi ormai stanziali, ovvero il vecchio maschio alfa Aroldo, pieno di cicatrici da vita selvaggia e Poldo Sbaffini, un gatto bonario che cerca solo sicurezze, cibo e carezze.

Tyrrel & Honecker – primavera 2025 – foto Saura T.

 

Tyrrell & Honecker – primavera 2025 – autoscatto

 

Honecker, the beautiful one – primavera 2025 – foto Tim Tirelli

SERIE TV

_Adolescence (UK 2025) – TTTT

_Under The Bridge (USA 2024) – TTT½

_Acab (Italia 2025) – TTT½

_Celda 211 (Messico 2025) – TTT

_Åremorden – Gli omicidi di Åre (The Åre Murders) (Svezia 2025) – TTT½

_Clark (Svezia 2022) – TTT½

_Il Giardiniere (Spagna 2025) – TT½

_La Cupola Di Vetro (Svezia 2025) – TTT½

_ Reservatet (Danimarca 2025) – TTTT

FILM

_Uno di noi (Let Hin Go) – USA 2020 – TTT

_Bandida – La Numero Uno (Brasile 2024) – TTT¾

_Il Ragazzo dai Pantaloni Rosa (Italia 2024) – TTT½

_Belfast (Usa 2021) – TTT¾

_The Order (Canada 2024) – TTTT

_Force Of Nature (Usa 2020) – TT½

_Absolution (Usa 2024) – TTT½

PLAYLIST

_Heart featuring John Paul Jones on bass

_Staple Singers featuring Jimmy Page

_ Doors

_Miles Davis

_UFO

FINALE

Dopo la mia adorata Mar e il mio adorato Piter Tanglewood, lascia l’azienda in cui lavoro anche la  Stremmy Girl, la Chemistry Teacher del mio cuore. La Blues Unit di cui facevamo parte si assottiglia sempre più, siamo ormai rimasti in tre, io, la Sonya LittleSaints e PaoloLeo81; tra l’altro se ne va anche SimoSca, altro collega al quale sono affezionatissimo. Soffro ogni volta, il distacco da persone a cui sono legato è sempre faccenda complicata per me.

Scaringi’s last dance – Tim, Stremmy, Mar – aprile 2025 – autoscatto

Mi rifaccio uscendo in pausa pranzo con Lady Moon o con l’amico Jaypee, 31 anni di amicizia cristallina sotto il segno di blues

Tim & l’amico Jaypee – Mutina maggio 2025 – autoscatto

e con gli ex colleghi di una mia precedente avventura professionale, i ragazzi della via Po.

Io e Rinna ci battibecchiamo come sempre, in modo affettuoso ma preciso, abbiamo modi diversi di pensare la società, chi in modalità moderata chi invece in quella rivoluzionaria … non è semplice trovare territori comuni, ma almeno ci proviamo, anche perché ci vogliamo bene; però sia chiaro, finisce sempre col sottoscritto che gli dice: at voi ben damànt un fradèl mo t’en capès gninto (ti voglio bene come un fratello ma non capisci niente).

Tyrrell-Picci-Rinna-Pavve – I ragazzi della via Po – maggio 2025 – autoscatto

Queste uscite, i concerti di Michael Schenker e di Rod Stewart … tutti stratagemmi per non pensare alla condizione della società odierna, ed è grazie agli alberi della Domus che cerco di non vedere le brutture di un mondo che faccio sempre più fatica ad accettare,

View from Domus Saurea maggio 2025 – foto Tim Tirelli

cerco riparo e sollievo e lo trovo rimirando la pianta di malva che ho da diversi anni e che è in piena fioritura

La Malva, Domus Saurea maggio 2025 – foto Tim Tirelli

sì, ho bisogno di bellezza, di speranza, di maestosi respiri universali, e allora è così che anche stavolta vengono in mio soccorso i Led Zeppelin, Rain Song è la canzone perfetta in questi momenti.

I Led Zeppelin … ah!

TT’s SCHOOL OF ROCK XII: The Who

21 Apr

Dodicesima School of Rock quella dell’equinozio di primavera del 2025 e dunque – qui faccio un copia incolla – nuovo ritrovo modello “Dopolavoro” nei locali della azienda per cui lavoro. Sospinto dall’inarrestabile volontà del nostro dirigente GLB eccomi di nuovo davanti al gruppo dei fedelissimi e affezionati colleghi che con dedizione e passione si assiepano – dopo l’orario di lavoro – nella (mia amatissima) Sala Blues (where the dreams come blue), la grande sala informale dell’azienda dotata di un vero e proprio impianto hi-fi.

Mi prendo una mezz’oretta prima dell’inizio per raccogliere i pensieri, immergermi nella silenziosa sala vuota e preparare ellepì e cd.

Tim Tirelli’s School Of Rock XI – foto Tim Tirelli

Tim Tirelli’s School Of Rock XI  – foto Tim Tirelli

Avendo sola un’ora o poco più vado di buon passo, parlo delle origini, della formazione del gruppo, dei quattro componenti, dei primi singoli e dell’inizio del successo.

TT School Of Rock The WHO – foto Siuviu

TT School Of Rock The WHO – foto TinMarcy

Mi concentro soprattutto sul loro periodo migliore, ovvero 1969-1978. Il primo concept album Tommy e il primo clamore internazionale con un disco che ha fatto la storia del Rock.

TT School Of Rock The WHO – Tim – foto Mar

Tim Tirelli’s SoR The Who – Tommy 1969 – AG Sala Blues 25-3-25 – Filmato da Siuviu e Marzia P

Qualche accenno a Live At Leeds, che nella sua edizione originale rimane uno degli album dal vivo più esposivi.

TT School Of Rock The WHO – Tim – foto Mar b

Con Who’s Next si toccano vette ancora più alte, uno dei 33 giri di musica Rock tra i più belli in assoluto, un album che tutti gli amanti della musica che amiamo dovrebbero avere: Baba O’Riley, Getting In Tune, We Dont’ Get Fooled Again, Behind Blue Eyes … la spinta emotiva adolescenziale e le sue sfumature descritta magistralmente…

“Ma i miei sogni non sono così vuoti
come la mia coscienza sembra essere
ho ore, solo solitudine
il mio amore è vendetta che non è mai libera.””

TT School Of Rock The WHO – Tim – foto TinMarcy

Tim Tirelli’s SoR The Who – Whos’ Next – AG Sala Blues 25-3-25 – Filmato da Marzia P

Il tour seguente, le tensioni tra Townshend e Daltrey, i problemi con le sostanze chimiche di Moon, una pausa di riflessione e di nuovo un capolavoro: Quadrophenia, che “l’amore regni su di noi”.

TT School Of Rock The WHO – Tim – foto b TinMarcy

Tim Tirelli’s SoR The Who – Quadrophenia – AG Sala Blues 25-3-25 – Filmato da Siuviu

TT School Of Rock The WHO – Tim – foto Siuviu

Nel 1975, il disco The Who By Numbers e il film Tommy,

TT School Of Rock The WHO – Tim foto TinMarcy

e nel 1978 l’album Who Are You?, l’ultimo disco con Moon e la fine degli Who come li conoscevamo.

TT School Of Rock The WHO – foto TinMarcy

Tim Tirelli’s SoR The Who – Who Are You – AG Sala Blues 25-3-25 – Filmato da Marzia P

Nel 1979 ultimi squilli con il film Quadrophenia e il film-documentario The Kids Are Alright.

Niente male anche stasera direi, serata più intima (rispetto al sold out/overbooking della penultima puntata, quella dedicata ai Queen, gruppo certamente più commerciale e pompato, ma si sa gli Who sono un gruppo per intenditori o perlomeno per volenterosi.

Il solito finale un po’ sopra le righe, le foto con le groupies e il party dopo lo show al Red Lion Pub di Mutina. New York, goodnight. It’s been great.

Tim Tirelli’s SoR The Who – Finale- AG Sala Blues 25-3-25 – Filmato da Siuviu

TT School Of Rock The WHO – le Adidas della Marzia – foto Siuviu

TT’s School Of Rock – Groupies – foto Siuviu

Mar-Siuviu-Tim – after the show party

◊ ◊ ◊

RP New York Goodnight

◊ ◊ ◊

 

la School Of Rock sul blog:

XI

TT’s SCHOOL OF ROCK XI: Queen

X

TT’s SCHOOL OF ROCK X: Santana

IX

TT’s School Of Rock Episodio IX PFM è contenuta all’interno di:

When the blues is in league with the freeway

VIII

TT’s SCHOOL OF ROCK VIII: Free & Bad Co

VII

TT’s SCHOOL OF ROCK VII: Led Zeppelin

VI

TT’s SCHOOL OF ROCK VI: DEEP PURPLE

V

TT’s SCHOOL OF ROCK V: Eric Clapton

IV

TT’s SCHOOL OF ROCK: Emerson Lake & Palmer

III

– TT’s School Of Rock Episodio 3 GENESIS è contenuta all’interno di:

https://timtirelli.com/2022/07/29/il-terrore-del-sabato-mattina-e-altri-blues-assortiti/

II

Tim Tirelli’s School Of Rock – episode 2

I

Tim Tirelli’s School Of Rock

The Equinox live alla Bottega dei Briganti 26 Febbraio 2025

23 Mar

Gli Equinox tornano alla Bottega dei Briganti che per noi è un po’ quello che il LA Forum era per i LZ. Siamo ad Orologia di Quattro Castella, vicino a Montecavolo, a circa 15 km sud ovest di Regium Lepidi. Il locale è raddoppiato in spazi e dunque vi è un po’ di apprensione … saremo in grado di riempirlo in questo mercoledì sera? Il palco ora è più grande e questo è un fatto molto positivo, ad ogni modo direi missione compiuta, la Bottega è piena, gente arriva sin dalla Toscana (la Tuscany Boy’s gang) e poi da Bologna, dal Modenese e ovviamente dal Reggiano. 

THE EQUINOX -BdB 26-2-2025 Foto Tim T.

Sono influenzato, da quattro giorni ho febbre, tosse e un raffreddore fastidioso. Non ho voluto rimandare ma inutile nasconderlo, sono cotto. Prepariamo la strumentazione, facciamo il soundcheck, ci cambiamo, ceniamo e io sarei già pronto per andare a letto. Prendo una bustina di potassio e magnesio.

THE EQUINOX -BdB 26-2-2025 Foto Francesco Prete

Ore 21,45 si parte.

Nei primi due pezzi faccio una gran fatica, sono esausto e mi chiedo come farò a finire il concerto. In Black Dog per un momento mi perdo, non sono puntualissimo nel riff strumentale. In Heartbreaker cerco di fare il possibile per essere quantomeno dignitoso. 

Video Immigrant Song-Black Dog-Heartbreaker – filmato da Giovanni Sandri

The Equinox Bottega dei Briganti 26-2-2025 foto Giovanni Sandri

Un gran spinta me la dà il gruppo, Lele, Saura e Pol spingono con convinzione, sono ottimi (!) musicisti, sanno cos’è il Rock, il sound e il “senso” che riusciamo a creare insieme è ogni volta fonte di soddisfazione per me. Io rimango obnubilato e confuso come il pezzo che andiamo a proporre.

Video Dazed And Confused – filmato da Giovanni Sandri

The Equinox Bottega dei Briganti 26-2-2025 foto Giovanni Sandri

Seguono What Is And What Should Never Be e Nobody’s Fault But Mine. Mi tolgo il foulard, sto sudando molto ma tengo la giacca, la porta d’ingresso è vicino al palco e non voglio che gli spifferi peggiorino la mia situazione.

Video What Is And What Should Never Be – Nobody’s Fault But Mine – filmato da Giovanni Sandri

The Equinox Bottega dei Briganti 26-2-2025 foto Giovanni Sandri

The Equinox Bottega dei Briganti 26-2-2025 foto Giovanni Sandri

The Equinox Bottega dei Briganti 26-2-2025 foto Giovanni Sandri

Sarebbe il momento di Misty Mountain Hop, ma dopo pochi secondi l’expander di Saura, il dispositivo che permette alla pedaliera basso di funzionare, va in contrasto con l’impianto del locale e si spegne; riproviamo più volte ma niente da fare. L’umore peggiora, significa fare a meno dei pezzi con le tastiere e quindi anche di Since I’ve Been Loving You, Kashmir, Stairway e Thank You. La scaletta va stravolta, peccato in una serata in cui già sono messo così così io non ci voleva. Procediamo con When The Levee Breaks, evitiamo di fare Dancing Days e quindi affrontiamo Moby Dick. Durante l’assolo di Lele mi seggo sul divano, cerco di riprendere le forze e contemplo il lavoro di Lele. Lui non vorrebbe fare questo pezzo, mi dice sempre che non è tipo da assoli, ma ogni volta che gliene sento fare uno rimango incantato: Lele ha un tocco pieno di dinamica e swing e per uno come me cresciuto ascoltando John Henry Bonham quella è una faccenda maledettamente seria. Così lo zittisco e gli impongo (scherzando ovviamente) di farlo.

The Equinox Bottega dei Briganti 26-2-2025 foto Giovanni Sandri

Andiamo avanti con The Song Remains the Same, dopo un paio di mie sbavature mi riprendo e mi ributto nel flusso di questa cavalcata elettrica. Non possiamo non fare Stairway e allora Saura si mette alle tastiere e finita la lunga introduzione, quando entra la batteria, torna al basso.

video Levee – TSRTS – Stairway (spezzoni) – filmato da Giovanni Sandri

The Equinox Bottega dei Briganti 26-2-2025 foto Giovanni Sandri

The Equinox Bottega dei Briganti 26-2-2025 foto Giovanni Sandri

The Equinox Bottega dei Briganti 26-2-2025 foto Giovanni Sandri

The Equinox Bottega dei Briganti 26-2-2025 foto Giovanni Sandri

Una volta salutata la doppio manico partiamo col piombo Zeppelin: Whole Lotta Love (including Going Down un pezzo che i LZ a volte inserivano nel lungo medley di WLL), Communication Breakdown e Rock And Roll.

video Whole Lotta Love – The Train Kept A-Rollin – filmato da Giovanni Sandri

The Equinox Bottega dei Briganti 26-2-2025 foto Giovanni Sandri

The Equinox Bottega dei Briganti 26-2-2025 foto Giovanni Sandri

The Equinox Bottega dei Briganti 26-2-2025 foto Giovanni Sandri

La gente ci chiede a gran voce il bis e allora – sebbene siano anni che non la suoniamo più optiamo per Train Kept-A Rollin’, il pezzo del 1951 di Tiny Bradshaw reso celebre in UK da Johnny Burnette nel 1956 in versione Rock e ripreso dagli Yardbirds e dai Led Zeppelin stessi (tour 1968, 1969,1980).

Sono certo di non aver suonato al massimo delle mie possibilità, ma la gente viene a complimentarsi con molto calore e, una volta rivisto i video, devo dire che certamente poteva andare peggio visto i problemi tecnici e di salute. Alla fin fine questo è Rock And Roll, tenere la barra a dritta anche durante la tempesta. Orologia, goodnight. It’s been great!

TT’s SCHOOL OF ROCK XI: Queen

31 Gen

Undicesima School of Rock quella del solstizio d’inverno del 2024 e dunque nuovo ritrovo modello “Dopolavoro” nei locali della azienda per cui lavoro. Sospinto dall’inarrestabile volontà del nostro dirigente GLB eccomi di nuovo davanti al gruppo dei fedelissimi e affezionati colleghi che con dedizione e passione si assiepano – dopo l’orario di lavoro – nella (mia amatissima) Sala Blues (where the dreams come blue), la grande sala informale dell’azienda dotata di un vero e proprio impianto hifi.

Mi prendo una mezz’oretta prima dell’inizio per raccogliere i pensieri, immergermi nella silenziosa sala vuota e preparare ellepiì e cd.

Tim Tirelli’s School Of Rock XI – Queen – foto Tim Tirelli

Tim Tirelli’s School Of Rock XI – Queen – foto Tim Tirelli

Tim Tirelli’s School Of Rock XI – Queen – foto Tim Tirelli

Tim Tirelli’s School Of Rock XI – Queen – foto Tim Tirelli

Tim Tirelli’s School Of Rock XI – Queen – foto Tim Tirelli

Stasera c’è il completo sold out, siamo in overbooking, anzi no, piantiamola con questo maledetto inglese, siamo in numero superiore ai posti disponibili, d’altra parte il gruppo in questione è borderline, Rock ma non solo, infatti una volta inviato l’invito di questa undicesima School of Rock ho ricevuto feedback variegati, alcuni si sono mostrati molto soddisfatti della scelta (in primis il grande Albi “Tim, erano 4 anni che aspettavo questo momento) e altri più scettici (“Tim, ti hanno pagato per fare la puntata sui Queen”).

Questa ambivalenza mi ha ricordato un articolo (provocatorio) scritto parecchi anni fa sul  blog:

 

MA I QUEEN, SONO UN GRUPPO ROCK?

Parto con una prima visione d’insieme facendo, ahimè, una sorta di compitino veloce:

I Queen sono stati fondati nel 1970 a Londra da quattro musicisti che combinavano background artistici molto diversi ma complementari: Freddie Mercury, Brian May, Roger Taylor e John Deacon. Sono diventati uno dei gruppi rock più influenti della storia, noti per il loro stile eclettico, spettacoli dal vivo potenti e innovazioni nell’uso di tecnologie musicali e video. Aggiungo anche che la componente grandeur/kitsch – vista la debordante personalità del cantante – è stata, particolarmente nella seconda parte della carriera, una costante. Qualche notizia biografica su Farrokh Bulsara, Brian Harold May, Roger Meddows Taylor e John Richard Deacon, l’impatto commerciale (enorme successo, soprattutto negli anni ’70 e ’80, vendendo complessivamente oltre 300 milioni di dischi a livello mondiale) e una ancor più veloce storia del gruppo, storia che inizia inizia nei tardi anni ’60, quando Brian May (chitarrista) e Roger Taylor (batterista) formarono il gruppo Smile insieme al bassista Tim Staffell, che abbandonò la band nel 1970. Fu proprio grazie a Staffell che May e Taylor conobbero Freddie Mercury (al tempo, Farrokh Bulsara appunto), un giovane cantante e artista con un’evidente vena creativa. Con l’ingresso di Mercury, che suggerì il nome “Queen”, e successivamente del bassista John Deacon nel 1971, la band trovò la sua formazione definitiva.

Il loro album di debutto, “Queen” (1973), pur non ottenendo subito grande successo, fu seguito da “Queen II” (1974), con cui cominciarono a guadagnare popolarità. Con “Sheer Heart Attack” (1974) e soprattutto “A Night at the Opera” (1975), i Queen si affermarono come fenomeno mondiale. “Bohemian Rhapsody”, dall’album del 1975, è diventata una delle canzoni più iconiche della storia del rock.

Con dischi come “News of the World” (1977) e “Jazz” (1978), i Queen consolidarono il loro successo internazionale. Con brani come “We Will Rock You”, “We Are the Champions”, “Don’t Stop Me Now”, e “Bicycle Race”, il loro stile divenne sempre più riconoscibile e amato dal grande pubblico. L’album “The Game” (1980), grazie a “Another One Bites the Dust”, segnò un altro punto di svolta nel suono della band, le influenze decisamente ballabili del fortunatissimo (bel) singolo scritto da Deacon li mantenne su vette altissime.

Durante i primi anni ’80, la band tuttavia attraversò una fase controversa con “Hot Space” (1982), un album che per metà propone disco music e che deluse gran parte dei fan storici (compreso il sottoscritto). “The Works” (1984) segnò in qualche modo un ritorno al rock e una discreta rinascita commerciale, con successi come “Radio Ga Ga” e “I Want to Break Free”. Nel 1985, i Queen parteciparono al Live Aid a Londra, con una performance considerata con buona ragione la migliore di quel grande evento.

L’album “A Kind of Magic” (1986) confermò il successo della band anche nelle colonne sonore (dopo il mezzo pasticcio di Flash del 1980) associandosi al film Highlander. Nel 1987, a Mercury fu diagnosticato l’AIDS, ma continuò a lavorare con la band. Il modesto (artisticamente parlando) “The Miracle” (1989) e il ben più convincente “Innuendo” (1991) riflettono la faccia dei Queen in questa fase. La morte di Mercury nel novembre 1991 significò ovviamente la fine dei Queen (sebbene May e Taylor abbiano continuato con un paio di cantanti assunti come “guest”), “Made in Heaven” (1995) diventò il classico album postumo  completato dai membri rimasti usando le ultime registrazioni di Freddie.

Aggiungo qualche dato tecnico sui primi tre album che comunque salto quasi a piè pari (ben sapendo che i fan in senso stretto non mi perdoneranno).

Queen (1973)

  1. Keep Yourself Alive
  2. Doing All Right
  3. Great King Rat
  4. My Fairy King
  5. Liar
  6. The Night Comes Down
  7. Modern Times Rock ‘n’ Roll
  8. Son and Daughter
  9. Jesus
  10. Seven Seas of Rhye (strumentale)
  • Tecniche: Registrato ai Trident Studios, prodotto da Roy Thomas Baker.
  • Classifiche e vendite:
    • UK: posizione n. 24; oltre 100,000 copie vendute (Disco d’argento).
    • USA: circa 500,000 copie.
    • Giappone e Italia: Riconosciuto successivamente, con modeste vendite iniziali.

Queen II (1974)

  1. Procession
  2. Father to Son
  3. White Queen (As It Began)
  4. Some Day One Day
  5. The Loser in the End
  6. Ogre Battle
  7. The Fairy Feller’s Master-Stroke
  8. Nevermore
  9. The March of the Black Queen
  10. Funny How Love Is
  11. Seven Seas of Rhye
  • Tecniche: Album più orchestrale e sperimentale.
  • Classifiche e vendite:
    • UK: n. 5; Disco d’oro. 150.000 copie
    • USA: vendite inferiori rispetto al Regno Unito.

1974: Sheer Heart Attack

Il terzo album dei Queen rappresenta il primo successo commerciale del gruppo. Dopo l’uscita di “Queen” e “Queen II”, che avevano avuto riscontri positivi soprattutto in Inghilterra, “Sheer Heart Attack” si apre al mercato internazionale, grazie a un suono più accessibile, vagamente glam e singoli niente male.

  • Brani principali:
    • “Killer Queen” (singolo di successo in UK e USA, con elementi di pop rock e cabaret)
    • “Now I’m Here” (un pezzo più hard rock scritto da Brian May)
    • “Stone Cold Crazy” (considerata una delle prime canzoni proto-thrash, influenzando generazioni di band hard rock e metal)
  • Classifiche e vendite:
    • UK Albums Chart: Raggiunge il n. 2 –  600,000+ copie (disco di platino)
    • USA Billboard 200: Entra in classifica alla posizione n. 12 – circa 1.000.000 di copie (disco di platino)
    • Giappone: circa 100,000 copie
    • Italia: circa 70,000 copie

Video TT’s SoR – primi anni – filmato da Jona H & Marzia P

 Passo quindi al periodo d’oro dei Queen, quello che va dal 1975 al 1980.

1975: A Night at the Opera

Considerato uno dei massimi capolavori dei Queen, sottolineo che “A Night at the Opera” segna un nuovo standard nella produzione musicale per complessità e costi. Registrato utilizzando tecnologie avanzate per l’epoca, è un album che esplora rock, ballate, opera e cabaret, culminando in “Bohemian Rhapsody”. Quasi inutile farla ascoltare ma non si può evitare anche perché divenne un enorme successo globale, grazie anche all’iconico video musicale trasmesso in anteprima sulla BBC, aprendo la strada all’era del video musicale.

  • Classifiche e vendite:
    • UK: Primo posto, tre volte disco di platino, pari a circa 1.100.000 copie vendute. L’album è stato il primo della band a raggiungere il primo posto nella classifica britannica, restando in vetta per settimane​
    • USA: Multi platino, raggiunge il quarto posto, 3.000.000 di copie
  • Giappone: circa 300,000 copie
  • Italia: circa 200,000 copie

Video TT’s SoR – ANATO – filmato da Jona H & Marzia P

1976: A Day at the Races

L’album con cui mi sono arrivati i Queen. Dico ai colleghi che proseguendo sulla scia di “A Night at the Opera”, “A Day at the Races” riprende alcuni temi e lo stile del precedente, ma con arrangiamenti forse più accessibili benché la produzione rimanga sofisticata. È il primo album dei Queen interamente autoprodotto. I pezzi cardine sono “Somebody to Love” (ispirata dal gospel e uno dei brani più emotivi di Mercury) e “Tie Your Mother Down” (un classico hard rock scritto da Brian May)

  • Classifiche e vendite:
  • USA: 1,000,000+ copie (platino)
  • UK: quasi  600,000+ copie (due dischi di platino)
  • Giappone: circa 200,000 copie
  • Italia: circa 150,000 copie

Tim Tirelli’s School Of Rock XI – Queen – foto Jona H

Tim Tirelli’s School Of Rock XI – Queen – foto MARZIA P

Video TT’s SoR – ADATR – filmato da Marzia P

Arriva poi il momento di quello che forse è il mio disco preferito, di certo uno dei due a cui sono più affezionato.

1977: News of the World

Certo, due delle canzoni più iconiche e rappresentative della band, “We Will Rock You” e “We Are the Champions”, che sono diventate inni universali, ma anche diverse deep cut, ovvero i brani forse meno conosciuti ma profondi, come Spread Your Wings, All Dead All Dead, Sleeping On The Sidewalk, Who Needs You, la meravigliosa (!!!) It’s Late e il blues notturno da cuore infranto di Melancholy Blues.

La copertina dell’album “News of the World” dei Queen, pubblicato nel 1977, è a mio avviso l’unica copertina del gruppo ad essere di livello superiore, la più iconiche nella discografia della band. L’immagine raffigura un gigantesco robot che tiene in mano i corpi senza vita dei membri della band, trasmettendo un senso di drammaticità e fantascienza.

La copertina fu creata da Frank Kelly Freas, un celebre illustratore di fantascienza appunto. L’immagine originale, disegnata nel 1953 per la rivista Astounding Science Fiction, mostrava un robot che teneva un uomo ferito.

La band chiese a Freas di adattare l’opera, sostituendo l’uomo con i membri dei Queen.

Il robot è rappresentato con un’espressione malinconica, come se fosse addolorato per ciò che ha fatto. Questo contrasto tra la potenza meccanica e la fragilità emotiva o comunque umana è parte del fascino dell’immagine. Questa copertina è diventata un simbolo del periodo più ambizioso della band. Il design ha contribuito a rendere l’album visivamente memorabile, abbinandosi perfettamente all’energia innovativa e ai temi di sfida dell’album.

  • Classifiche e vendite:
  • USA: 4,000,000+ copie (quadruplo platino)
  • UK: 600,000+ copie (multi-platino)
  • Giappone: circa 250,000 copie
  • Italia: circa 180,000 copie

Tim Tirelli’s School Of Rock XI – Queen – foto Jona H.

Tim Tirelli’s School Of Rock XI – Queen – foto Jona H

Video TT’s SoR – NOTW – filmato da Marzia P

Inizio ad accelerare, il tempo scorre in fretta:

1978: Jazz

“Jazz” è un album di Rock vario, eccentrico e vario tipico dei Queen.

  • Brani principali:
    • “Bicycle Race” (pezzo irriverente con un famoso videoclip)
    • “Don’t Stop Me Now” (inno all’energia e alla vitalità di Mercury)
    • “Fat Bottomed Girls” (brano rock classico scritto da Brian May
  • Classifiche e vendite:
    • UK: n. 2, disco di platino, 300.000
    • USA: n. 6, disco di platino, 1.000.000
  • Giappone: circa 150,000 copie
  • Italia: circa 150,000 copie

1980: The Game

Con “The Game”, i Queen sfornano il loro secondo album più venduto negli USA. Due i singoli di enorme successo: “Another One Bites the Dust” (un bel Rock in formato funky scritto da John Deacon) e”Crazy Little Thing Called Love” (brano in stile rock and roll anni cinquanta)

  • Classifiche e vendite:
  • USA: 4,000,000+ copie (quadruplo platino)
  • UK: 900,000+ copie (multi-platino)
  • Giappone: circa 300,000 copie
  • Italia: circa 200,000 copie

1982: Hot Space

“Hot Space” rappresenta l’album più controverso della band, caratterizzato da un forte orientamento verso la disco music, con pochi brani rock classici. Per il giovane Tim di quegli anni fu un colpo al cuore. Tuttavia contiene Under Pressure” (collaborazione con David Bowie).

  • Classifiche e vendite:
    • UK: n. 4, disco d’oro 150.000
    • USA: disco d’oro, 500.000
  • Giappone: circa 75,000 copie
  • Italia: vendite modeste, circa 50,000 copie

Video TT’s SoR – JAZZ/THE GAME/FLASH HOT SPACE – filmato da Marzia P

1984: The Works

“The Works” segna un ritorno dei Queen a uno stile rock più tradizionale dopo l’esperimento dance di “Hot Space”. L’album riflette la risposta della band alle critiche e il desiderio di ritornare al proprio nucleo rock. Non è un album spettacolare, ma pur con influenze anni 80 è un disco ben più che dignitoso che  personalmente mi riconcilia col gruppo. “Keep Passing the Open Windows”, “Radio Ga Ga”, “Hammer to Fall” i brani a me più cari.

  • Classifiche e vendite:
    • USA: circa 1,000,000 copie (platino)
    • UK: 600,000+ copie (multi-platino)
    • Giappone: circa 200,000 copie
    • Italia: circa 150,000 copie

1986: A Kind of Magic

“A Kind of Magic” è un album strettamente collegato al film Highlander – L’ultimo immortale, diversi pezzi sono stati creati come colonna sonora della pellicola. Il suono del disco e del Rock dei Queen si veste di anni ottanta e inevitabilmente diventa più grossolano seppur funzionale a quel periodo.

  • Classifiche e vendite:
    • USA: circa 1,000,000 copie (platino)
    • UK: 600,000+ copie (multi-platino)
    • Giappone: circa 250,000 copie
    • Italia: circa 180,000 copie

1989: The Miracle

“The Miracle” segna il ritorno dei Queen in studio dopo un periodo difficile per la band. Freddie Mercury scopre di essere malato di AIDS, ma la band decide di continuare a registrare e conseguentemente far uscire il nuovo album. “Breakthru”, “The Miracle”, “The Invisible Man” i pezzi di maggior valore a mio avviso. Il resto piuttosto bruttino.

  • Classifiche e vendite:
    • USA: circa 500,000 copie (oro)
    • UK: 600,000+ copie (multi-platino)
    • Giappone: circa 150,000 copie
    • Italia: circa 130,000 copie

1991: Innuendo

Con “Innuendo”, ultimo album pubblicato dai Queen durante la vita di Freddie Mercury, la band torna ad avere credibilità Rock. Nonostante le sue condizioni di salute peggiorino, Freddie registra cose egregie. “Innuendo” è una meraviglia … epica, rococò, intensa, bellissima. “I’m Going Slightly Mad” e “These Are the Days of Our Lives” le altre due perle. A me è sempre piaciuta anche Headlong.

La copertina dell’album è senza dubbio una delle più artistiche e significative della band.

  • Classifiche e vendite:
    • USA: circa 500,000 copie (oro)
    • UK: 300,000+ copie (disco di platino)
    • Giappone: circa 200,000 copie
    • Italia: circa 100,000 copie

1995: Made in Heaven

Pubblicato postumo dopo la scomparsa di Mercury, “Made in Heaven” è composto da tracce vocali registrate prima della sua morte, con arrangiamenti e produzione finale curati dai membri rimasti. L’album è caratterizzato da toni malinconici ma celebra anche il contributo artistico di Freddie. Questo quello che si dice. Non roba per me, quindi evito di giudicarlo.

    • Classifiche e vendite:
      • USA: circa 500,000 copie (oro)
      • UK: 1,200,000+ copie (multi-platino)
      • Giappone: circa 400,000 copie
  • Italia: circa 150,000 copie

Un accenno anche a Live killer de 1979, e poi via verso i saluti finali (vedi video qui sotto). Un’altra serata niente male, un’altra illusione che il Rock sia ancora quello che era.

NEW YORK GOODNIGHT! Sant’Orsola thank you … it’s been great.

Video TT’s SoR – Finale – filmato da Marzia P

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RP New York Goodnight

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la School Of Rock sul blog:

X

TT’s SCHOOL OF ROCK X: Santana

IX

TT’s School Of Rock Episodio IX PFM è contenuta all’interno di:

When the blues is in league with the freeway

VIII

TT’s SCHOOL OF ROCK VIII: Free & Bad Co

VII

TT’s SCHOOL OF ROCK VII: Led Zeppelin

VI

TT’s SCHOOL OF ROCK VI: DEEP PURPLE

V

TT’s SCHOOL OF ROCK V: Eric Clapton

IV

TT’s SCHOOL OF ROCK: Emerson Lake & Palmer

III

– TT’s School Of Rock Episodio 3 GENESIS è contenuta all’interno di:

https://timtirelli.com/2022/07/29/il-terrore-del-sabato-mattina-e-altri-blues-assortiti/

II

Tim Tirelli’s School Of Rock – episode 2

I

Tim Tirelli’s School Of Rock

Mario e la Fufi (briciole di frolla al cacao blues).

19 Gen

Sabato sera, pizzeria di Herberia. Di fianco ho il mio fedele amico fraterno e cuore nerazzurro Mario, di fronte abbiamo due groupie raccattate chissà dove. Il locale è pieno. Arriva la cameriera, ordiniamo. E’ il mio turno “una Bella Napoli alta, grazie”, la cameriera si avvicina quindi a Mario, il quale sottovoce le dice, indicando una pizza sulla tovaglietta/menù: “A me questa, non la nomino altrimenti il mio amico Tim s’incazza!”. Scoppio a ridere, Mario vuole evitare che lo prenda in giro perché ordina la pizza Fufi con conseguente scherno accompagnatorio “An s’è mai vest Johnny Winter tôr una Fufi … non si è mai visto Johnny Winter ordinare una Fufi“, sottintendendo che con quel nome è una pizza da mammolette. Si sa, con gli amici del Team Tirelli giochiamo a fare gli uomini di una volta, sebbene tra creme e prodotti di cosmesi siamo ormai tutti dei metrosexual.

Parliamo delle nostre cose, io e Mario teniamo inoltre d’occhio i risultati delle partite in corso delle dirette concorrenti della nostra squadra del cuore. Arriva quindi il momento del dessert, io non posso non ordinare una delle mie droghe preferite, ovvero il sorbetto bio di stagione al mandarino (sì, lo so, sono una pheega anche io). Una delle groupie ordina il mascarpone con il “crumble” cacao dimenticando forse che il cacao ha un gusto particolare che lei non ama particolarmente, infatti si arrabbia parecchio per il sapore che ha, arriva persino ad inveire contro le briciole di frolla al cacao, al che libero ITTOD (uno dei tre uomini che sono) mi alzo ed esclamo: sì, dai, fanculo, spacchiamo tutto!!! Il mio exploit la sorprende, la tensione si stempera in risate fragorose. La serata è salva. Grazie ITTOD.

◊ ◊ ◊

Il riscaldamento climatico è ormai conclamato da anni, il pianeta è stremato, ciò non toglie che qui nella steppa della Valpadana vi siano ancora periodi piuttosto freddi, un rosario di notti e mattine sottozero che rendono i territori intorno alla Domus, la casetta blues e vagamente derelitta dove vivo, simili alle tundre del grande nord. Per l’uomo di blues che sono questi panorami sono assai suggestivi.

Tundra alla Domus – gennaio 2025 – foto Tim Tirelli

Tundra alla Domus – gennaio 2025 – foto Tim Tirelli

Tundra alla Domus – gennaio 2025 – foto Tim Tirelli

Talvolta al crepuscolo, se non rincasa per tempo, vado a cercare il gatto Honecker, l’unico maschio dei quattro felini che abitano la Domus; ultimamente sembra attratto dalla vecchia casa mezza crollata a cento metri da qui, proprio come faceva l’indimenticato e tanto amato gatto Palmiro anni or sono. Mi inoltro tra la vegetazione intricata che prospera intorno al rudere chiamandolo in maniera suadente; d’un tratto il fascio di luce della torcia si riflette sul suo muso, i suoi occhi si trasformano in due faretti che lo guidano verso di me. Arrivati sulla stradina stretta e tortuosa ci incamminiamo verso casa, Honecker lo fa col suo passo sinuoso, sembra quasi una danza, ogni tanto si volta per assicurarsi che io sia proprio dietro di lui, mi si scioglie il cuore; non pensavo che dopo Palmiro avrei potuto amare un altro gatto in questo modo. Volgo lo sguardo verso sud, sugli Appennini vi è una pennellato di arancione … prendo il cellulare, faccio partire Dusk dei Genesis e mi emoziono quasi fino alle lacrime e constato ancora una volta quanto la musica mi permetta di sopravvivere, di illudermi che ci sia un senso in questo mistero assoluto che è la vita.

Dusk alla Domus – gennaio 2025 – foto Tim Tirelli

Dusk alla Domus – gennaio 2025 – foto Tim Tirelli

Rincasati, una volta rifocillato il mio amico felino, amorevolmente lo redarguisco … qui intorno abbiamo volpi e altri animali che potrebbero essere pericolosi per lui, non deve attardarsi fuori. Honecker mi guarda perplesso, ovviamente non capisce il perché di questa reprimenda, è legittimo il sguardo, quanto siamo stupidi noi umani quando pretendiamo che si vedano le cose dal nostro punto di vista.

Honecker – gennaio 2025 – foto Tim Tirelli

GOLDEN AGE OF ROCK AND ROLL

Incappo in un trafiletto tratto da una vecchia rivista nazional popolare italiana, Sorrisi e Canzoni Tv, riporta la classifica dei 45 giri più venduti nel gennaio del 1978 in Italia. Ripenso al Tim adolescente di quel periodo che si attaccava ai nomi a lui cari presenti in classifica … Santana, Vecchioni, Le Orme, Pooh, Jean Michel Jarre, Locanda Delle Fate, Branduardi…

Superclassifica settimanale dei 45 giri più venduti , pubblicata sul n. 4 di TV Sorrisi e Canzoni del Gennaio 1978 (Maurizio G. Donatelli)

SERIE TV

_American Primeval (USA 2025) – TTTT½

Storie cupe e violente di frontiera (1850) che riprendono anche fatti realmente accaduti, descritte senza retorica né filtri. Serie TV di alto godimento per gli uomini blues che siamo.

_ True Detective 4: Night Country ( 2024) – TTTT

Ennesima stagione di grande impatto. Ambientata in Alaska questo nuovo capitolo è un magnifico noir gelido e tenebroso. Jodie Foster è fantastica.

_ Detective Cormoran Strike (UK 2017 – 2022) – TTTT

Strike è una serie televisiva britannica basata sui romanzi polizieschi scritti da J. K. Rowling con lo pseudonimo di Robert Galbraith. il protagonista della serie è il personaggio di Cormoran Strike, nome suggestivo per il blog che siamo. Cormoran è un uomo tribolato, fa l’investigatore privato, il suo ufficio è in Denmark Street, strada londinese centrale per noi amanti della Musica Rock. Cormoran è figlio di una rockstar e di una groupie. La 5a stagione è forse quella che mi è piaciuta di più.

 

The Walking Dead: The Ones Who Live (USA 2024)- TT½ 

La si considera uno spinoff questa miniserie televisiva statunitense del 2024 ideata da Scott M. Gimple, Danai Gurira e Andrew Lincoln. In pratica è un sequel che vede Andrew Lincoln, Danai Gurira e Pollyanna McIntosh riprendere i loro ruoli. Non mi è piaciuta, troppo prevedibile, in qualche modo sdolcinata e lontana dalla grandezza (lo so, è ovvio) delle prime magnifiche stagioni originali.

PLAYLIST

FINALE

Talvolta ritorno al mio paese natale, Nonatown, lo faccio per mantenere il legame col luogo in cui sono nato e vissuto per qualche decennio, per incontrare casualmente facce conosciute, sebbene ormai siano sempre meno. Vi sono anche in questo sabato, in preda alla nostalgia giro per il piccolo centro storico con le due torri e la famosa abbazia dell’anno 752; faccio colazione in uno dei bar del complesso commerciale dove una volta vi era una antica fabbrica per la lavorazione del pomodoro poi divenuta per parecchi decenni cantina sociale. Saggiamente qualche lustro fa, al momento della ristrutturazione, fu deciso di mantenere il design architettonico del vecchio aggregato cosicché il tutto non è davvero niente male. Entro per qualche secondo alla Coop e vedo solo facce sconosciute, forestieri che sono venuti a vivere in periferia visto che i prezzi delle case del capoluogo di provincia sono inavvicinabili ai più. Al ritorno mentre cammino sotto ai platani di via Fossa Signora noto un uomo della mia età che mi fissa; lo guardo dritto negli occhi e gli chiedo: “mi scusi, ci conosciamo?”, “tu sei Tirelli vero?”, “Sì, sono io ma tu chi sei?” “Sono Vito …”. Cazzo, Vito, un’amico d’infanzia, subito mi si sprigiona il ricordo dell’andare, in estate, in campeggio ovvero in vacanza in montagna con la parrocchia … è da allora che non ci vediamo. Lo abbraccio, ci aggiorniamo brevemente sulle nostre vite e poi aggiunge “so che sei un grande chitarrista” … ah, Vito, Vito, magari lo fossi davvero.

Risalgo in macchina e ritorno verso l’altra città che ho nel DNA, Regium Lepidi. Chiamo l’amico Jaypee. 

“Ciao Jay, che stai facendo?”

“Sto ripassando Vento Di Maestrale (un mio pezzo), sabato prossimo abbiamo le prove e voglio essere preparato. E tu?”

Con Jaypee, Mixi e March abbiamo deciso di ritrovarci in sala prove, come dico sempre … così per non morire; vogliono suonare i miei pezzi ed io non posso che esserne lusingato.

“Sto tornando a casa, sono appena stato a Nonatown e ho pensato di chiamare l’amico Jaypee, anche perché ormai sei l’unico che ho …” gli dico

“Beh, sono l’unico perché le altre sono tutte pheeghe!” mi dice, alludendo al fatto che ormai ho la nomea di frequentare solo delle (gran) pheeghe.

Scoppio a ridere di nuovo. Jaypee, come fa spesso, riesce a risolvermi le giornate.

Tim & Jaypee alla discoteca Rock “Corallo” – Scandiano dicembre 2011

 

 

Tempi Blues

22 Dic

Non c’è la sveglia che si intromette nel mio sonno stamattina, eppure eccomi già qui ad occhi aperti a perdermi tra le fessure della tapparella; puntualmente finisco per non riuscire a fermare i pensieri che schizzano da tutte le parti.

Tapparella Blues - foto Tim Tirelli

Roller Shutter Blues – foto Tim Tirelli

E’ inverno qui nell’Emilia centrale che più centrale non si può, freddo, giornate immerse nella nebbia che si alternano talvolta a mattinate più limpide.

Vicino alla Domus – 2024 Foto Tim Tirelli

E’ domenica, cammino tra queste campagne proletarie, schiette e aperte ascoltando Out Of the Woods (1978) degli Oregon.

Da queste terre basse osservo lassù il mondo, appare sempre più lontano dai nostri animi, appeso com’è alla grossolanità della spinta dell’autarchia nazionalista e da personaggi senza lignaggio morale e culturale messi a governare nazioni da popoli narcotizzati dall’unica narrazione economica di oggi. I programmi TV che ancora spingono sul genere nazional-popolare, la cultura che sembra messa all’angolo, il linguaggio che cede costantemente pezzetti di sé sotto l’invasione di quella lingua barbara che è l’inglese (quando recentemente mi sono sentito dire che sono skillato, ho avuto un capogiro) e dell’uso insopportabile di parole italiane che in molti ancorano all’inglese: attitudine (che andrebbe usato per tradurre aptitude e non attitude, ovvero atteggiamento, approccio), devastato (vedi blog di qualche tempo fa: https://timtirelli.com/2020/10/05/parole-al-vento-la-fine-dellaggettivo-distrutto-e-lavvento-del-termine-devastato/) … non manca certo la locuzione congiuntiva della lingua italiana più maltrattata ovvero quel “piuttosto che” usato al posto di oppure … “stasera mi ascolterò un ellepì di uno dei miei gruppi preferiti, che so i Led Zeppelin, oppure i Free, financo gli Edgar Winter’s White Trash” … “Preferisco il football piuttosto che il golf” … ma è così difficile da capire? Un po’ simile alla confusione che molta gente fa tra le espressioni volgari “sticazzi” e “mecojoni”, Rocco Schiavone ci insegna che: Sticazzi = chissenefrega. Mecojoni = tanta roba, stupore.

E va beh, sono alle solite, intrappolato in dettagli ai più incomprensibili, intanto la domenica passa, nel cielo inizia a sbiadire l’ultima luce del pomeriggio; mentre rincaso incontro una donna che legge il blog e che vuole farsi un autoscatto con me … niente foto baby, se proprio vuoi possiamo contemplare “le nostre ombre che al di sopra delle nostre anime”

Long Riders - Borgo Massenzio - Foto Tim Tirelli

Long Riders – Borgo Massenzio – Foto Tim Tirelli

GOLDEN AGE OF ROCK AND ROLL

  • Melody Maker reader’s poll 1970

Da Melody Maker 1970

  • Da Ciao 2001 Primavera 1975 – Classifiche vendite dischi

Ciao 2001 primavera 1975

Ciao 2001 primavera 1975 b

  • Nuova foto di TDL utilizzata da Gibson per promuovere le sue nuove repliche della Gibson SJ-200 del 1964 (di proprietà di Mickie Most), suonata da TDL nel primo album dei Led Zeppelin.
New photo of TDL used by Gibson to promote its new replicas of the 1964 Gibson SJ-200 (owned by Mickie Most) TDL played on Led Zeppelin's first album

Nuova foto di TDL utilizzata da Gibson per promuovere le sue nuove repliche della Gibson SJ-200 del 1964 (di proprietà di Mickie Most), suonata da TDL nel primo album dei Led Zeppelin.

FILM

_The Good Liar (USA 2019) TTT½ – con la sempre bellissima e bravissima Helen Mirren

_ Due Vite Parallele (El lugar de la otra) – (CILE 2024) TTT¾ – Basato sul libro di Alia Trabucco Zerán ed ispirato ad un fatto di cronaca realmente accaduto in Cile nel 1955.

_The Woman King (USA 2022) – TTT – Basato su fatti reali. Peccato sia stato fatto dagli statunitensi.

_Immaculate (La Prescelta) (USA/ITALIA 2024) – TTTT . Con Alvaro Morte (il professore de La Casa Di Carta) e la bravissima Sydney Sweeney. Orrore tra le mura di un convento, almeno un paio di trovate spiazzanti. Da vedere.

_ Monaco – Sull’Orlo Della Guerra (UK 2021) – TTT½

_Black Doves – TTT+

_HereAfter (USA 2010) TTT¾ – Film di Clint Eastwood

__La Casa Degli Oggetti – TTT½ con Alvaro Morte

_Unbroken – TTT+

_Quell’Estate Con Irene – TTT¾

SERIE TV

_Rapina Al Banco Central (SPAGNA 2024) – TTT½

_Respira – TTT+

_Fallout – TTT

_Kaleidoscope – TTT+

_The Spy – TTTT

_The Elicopter Heist – TTT½

_Cent’Anni di Solitudine – TTTT½

Netflix e i due registi sono riusciti nella difficile impresa di riprodurre sullo schermo un capolavoro della letteratura mondiale senza nulla togliere alla storia e alla potenza del libro (che comunque rimane il punto più alto). Tanto di cappello. Da vedere.

GATTI ALLA DOMUS

Honecker, il gattino di 45 gg che nell’ottobre 2023 si infilò nella Domus a nostra insaputa è ormai diventato un giovanotto, guidato dall’istinto e dalla curiosità sfreccia nei suoi territori con una energia che sembra inesauribile. Qualche sosta ogni tanto …

Honecker, ottobre 2024 - foto Tim Tirelli

Vicino alla Domus – Novembre 2024 Foto Tim Tirelli

e la sera, il tepore della casa.

Sleepy Honecker, ottobre 2024 - foto Tim Tirelli

Sleepy Honecker, fine ottobre 2024 – foto Tim Tirelli

Honecker – Solstizio 2024 – Foto Tim Tirelli

Ci fa una gran compagnia sebbene al momento non sia esattamente un gatto sentimentale, ma almeno ci aiuta a lenire in qualche modo la mancanza di Palmiro, già un anno che se ne è andato e ancora manca tantissimo … io continuo a vederlo in giro …basta una sporta nera spiegazzata su di una sedia in garage per sentire un tuffo al cuore

Vederlo dappertutto - foto Tim Tirelli

Vederlo dappertutto – foto Tim Tirelli

La connessione col gatto Palmiro era davvero speciale …

Palmiro Domus Saurea Novembre 2020 – foto TT

Palmiro – Domus Saurea 26-06-2011 – foto TT

PLAYLIST

FINALE

L’amico Jaypee mi manda una foto di noi due ripresi durante una jam session di 3 decenni fa …

Tim & John Paul Cappi anni novanta

Tim & John Paul Cappi anni novanta

sospiro e torno a circumnavigare le domeniche dicembrine della Domus.

Si alternano notti terse e stellate …

Starry Night at the House Of Blues - foto Tim Tirelli

Starry Night at the House Of Blues – foto Tim Tirelli

mattine fumanti di freddo

mattina alla Domus – Dicembre 2024 – foto Tim T.

e gli eterni spifferi della nebbia che entrano nelle ossa.

nebbia sui fossi – Domus dicembre 2024 – foto Tim Tirelli

Alzo il bavero, mi calo il cappello di lana sulla testa come fossi Charles Bronson ne Il Giustiziere Della Notte (e del blues) 2 e continuo a camminare in quel pezzo d’Emilia a cui sento di appartenere. Cerco di scacciare i blues, di illuminare il mio animo con le lucine ad intermittenza che incorniciano l’arrivo del Sol Invictus, di pensare a faccenduole divertenti… ad esempio al biglietto che mi ha lasciato l’umana con cui vivo conscia del fatto che quel giorno avrei lavorato da casa e che avrei dovuto cavarmela da solo per il pranzo:

“Tortelli dentro tovagliolo, secondo cassetto del freezer. Non farli bollire al massimo sennò si rompono. Il burro è in frigo … in front of you. Ciao!”

Mi scappa una risatella pensando poi all’altra sera: ero in bagno, dopo la doccia finivo di prepararmi in vista di una uscita a cena, da dietro l’uscio sento l’umana di cui sopra chiedermi con sarcasmo:

“Hai finito di darti le cremine, possiamo andare?”

Continuo a ridere ricordando lo scambio di battute con due mie amiche-colleghe durante una pausa caffè nel refettorio aziendale. Matzia racconta una cosa, e io – da cagacaxxo quale sono – puntualizzo, drago il discorso per correggere ogni inglesismo o imprecisione. Matzia sorridendo sbuffa “Eccolo lì il sapientino … oh, io ormai quando parlo ho il terrore di usare termini non congrui, non uso più l’aggettivo “devastata” quando devo parlare di me perché Tim dice che è un obbrobrio di stampo statunitense, quindi uso “distrutta” come consiglia lui, evito gli inglesismi, sto attenta alla sintassi uff … continua a dire che i dettagli sono importanti …”,

Tim e Matzia – dicembre 2024 – autoscatto

mentre scendiamo le scale per tornare nei nostri uffici rifletto sul fatto che essere miei amici è ormai uno sport estremo e che finirò per trovarmi solo, ma poi, la cara e dolce amica Sonya se ne esce con un “ci vorrebbero più Tim nel mondo!”.

Sonya & Tim – maggio 2024 – Foto Mar Likentin

E allora questi ultimi giorni prima di natale prendono una sfumatura più leggera e allegra.

Donne e uomini di blues che seguite questo blog, prepariamoci dunque a festeggiare la natività, quella originale dedicata alla rinascita del sole (si sa, le giornate tornano ad allungarsi dopo il solstizio d’inverno), celebriamo ancora una volta il natale, ovvero il Dies Natalis Solis Invicti (“Giorno di nascita del Sole Invitto”), stringiamoci l’un l’altra, cerchiamo di voler bene, di tollerare, di rispettare, di roccare e rollare e ognuno festeggi come crede. Dal canto mio lo farò nelle case sacre del culto che seguo. Auguri.

TT’s SCHOOL OF ROCK X: Santana

29 Set

Decima School of Rock quella del recente Equinozio d’autunno e dunque nuovo ritrovo modello “Dopolavoro” nei locali della azienda per cui lavoro. Sospinto dall’inarrestabile volontà del nostro dirigente GLB eccomi di nuovo davanti al gruppo dei fedelissimi e affezionati colleghi che con dedizione e passione si assiepano – dopo l’orario di lavoro – nella (mia amatissima) Sala Blues (where the dreams come blue), la grande sala informale dell’azienda dotata di un vero e proprio impianto hifi; circa 25 intrepide eroine ed eroi pronti a tutto pur di seguire le sciocchezzuole musicali che il sottoscritto ha  da dire circa l’artista del giorno, ovvero i Santana. Il mood della serata è frizzante, (mi dicono che) sono pronto ad intrattenere con verve gli amici-colleghi con le mie solite esuberanze circa la grande Musica Rock degli anni settanta. Essendo un uomo di una (in)certa età racconto le mie esperienze vissute, probabilmente trattasi dei miei soliti pipponi, ma il gentile pubblico presente sembra sempre gradire.

In attesa degli ultimi ritardatari scatto una foto agli ultras già presenti:

Tim T School Of Rock X - The Audience - foto Tim T.

Tim T School Of Rock X – The Audience – foto Tim T.

Racconto che Carlo Santana fu il primo chitarrista che colpì il mio immaginario musicale, con il suo fraseggio a volte delicato e pieno di melodia suadente a volte impetuoso come una energica colata di lava.
Anni settanta, ho 14/15 anni, sto scoprendo il Rock, sono ancora acerbo, i Led Zeppelin (la mia band del cuore) e la prima vera coscienza Rock arriveranno poco dopo, nel frattempo sto elaborando il fatto che la musica è faccenda maledettamente importante per me … dai primi 45 giri di Gianni Morandi dell’infanzia, ai pezzi al piano suonati da mia madre e mia sorella, alle sigle della TV dei ragazzi (il programma dei miei tempi dedicato ai bambini e ai ragazzini) che erano già pezzi importanti (la versione di Joe Cocker di She
Came In Throught My Bathroom Window dei Beatles e A Salty Dog dei Procul Harum brano immortale), al Jazz ballabile delle Big Band americane degli anni 40 e 50 che mi arrivò tramite mia madre … ecco, da tutto questo ai primi fremiti per la musica Rock, certo più articolata, complessa eppure fruibile e con quel battito primordiale che mi faceva fremere e che veniva trasmesso dalle prime radio libere … e allora improvvisamente i primi cantautori italiani Bennato, De Gregori e i primi singoli Rock che mi colpirono; Honky Tonk Train Blues di Keith Emerson, Music di John Miles e, appunto, Europa di Santana.

Evidenzio il fatto che Santana, la band fondata nel 1966 dal chitarrista messicano Carlos Santana a San Francisco, è (stata) uno dei gruppi più influenti e innovativi del rock. La loro musica, una miscela unica di rock, blues, jazz e ritmi latini, ha contribuito a definire un nuovo genere musicale negli anni d’oro della musica, il periodo tra il 1969 e il 1978 rappresenta l’apice creativo e (fino a quel punto) commerciale della band, caratterizzato da una serie di album che hanno raggiunto il successo mondiale e ridefinito il panorama musicale.
Sottolineo che fino al 2023, si stima che i Santana abbiano venduto oltre 100 milioni di
dischi in tutto il mondo, dunque i Santana sono uno dei gruppi rock più venduti di tutti i tempi, grazie al successo di album iconici come Santana (1969) Abraxas (1970), e Supernatural (1999 …ma qui siamo nel campo dell’easy listening) che da solo ha venduto oltre 30 milioni di copie.

Continuo con un po’ di storia:

Carlos Humberto Santana Barragán nacque ad Autlán de Navarro, nello stato di Jalisco, in Messico, il 20 luglio 1947. Imparò a suonare il violino all’età di cinque anni e la chitarra all’età di otto sotto la guida di suo padre, che era un musicista mariachi. Suo fratello minore, Jorge, divenne anch’egli un chitarrista professionista.
La famiglia si trasferì da Autlán a Tijuana, al confine con gli Stati Uniti. La carriera rock and roll di Carlos iniziò nel parco cittadino: Parque Teniente Guerrero. Sua madre lo portò a vedere i TJs, la band pioniera del rock and roll della città, formata da Javier Bátiz. All’età di 12 anni, Carlos diventò un roadie e successivamente si unì alla band come bassista, poiché Bátiz suonava la chitarra. In seguito, lasciò il gruppo per suonare la chitarra in un’altra band da bar.

TT SoR X - SANTANA - foto b Siuviu Z

TT SoR X – SANTANA – foto b Siuviu Z

I Tjs e Bátiz introdussero Carlos al blues, specialmente quello di T- Bone Walker, Muddy Waters, B.B. King, Chuck Berry, Howlin’ Wolf e a James Brown. In questo periodo il Santana ragazzino fu abusato da un uomo.
I Santana si trasferirono poi a San Francisco, dove suo padre trovò lavoro stabile. Nell’ottobre del 1966, Carlos fondò la Santana Blues Band. Verso il 1968 la band iniziò ad incorporare diversi tipi di influenze nel loro blues elettrico .

Etc etc …

Passo poi agli album e alle tournée, riportando alcuni dati intervallandoli al prosieguo e al ricamo della storia del gruppo, facendo ascoltare i brani forse (!) più significativi:

1. Santana (1969) Data di Uscita: Agosto 1969
Brano – Evil Ways (Sonny Henry)
Vendite:
o USA: 2 milioni di copie (Doppio Disco di Platino)
o UK: 300,000 copie (Disco d’;Oro)
o Italia: 80,000 copie

Tim Tirelli's SoR X - SANTANA - foto Siuviu Z

Tim Tirelli’s SoR X – SANTANA – foto b Siuviu Z

2. Abraxas (1970) Data di Uscita: Settembre 1970
Brani -Black Magic Woman/Gypsy Queen (Peter Green, Gábor Szabó)
– Oye Como Va (Tito Puente)
Vendite:
o USA: 5 milioni di copie (Quintuplo Disco di Platino)
o UK: 500,000 copie (Disco di Platino)
o Italia: 150,000 copie

Video “Tim & Black Magic Woman” – filmato da Siuviu Z.

Tim Tirelli's SoR X - SANTANA - foto Siuviu Z

Tim Tirelli’s SoR X – SANTANA – foto Siuviu Z

3. Santana III (1971) Data di Uscita: Settembre 1971
Brano – Everybody’s Everything (Carlos Santana, Gregg Rolie, Michael Carabello)
Vendite:
o USA: 2 milioni di copie (Doppio Disco di Platino)
o UK: 250,000 copie (Disco d’oro)
o Italia: 100,000 copie

Per sommi capi racconto la fase Jazz Rock …
Miles Davis nel 1970 fa uscire Bitches Brew, i musicisti che collaborano al disco da lì a poco formeranno i grandi gruppi che faranno la storia del Jazz Rock mondiale:
John McLaughlin e Billy Cobham la MAHAVISHNU ORCHESTRA
Joe Zawinul e Wayne Shorter I WEATHER REAPORT
Chick Corea I RETURN TO FOREVER
E’ un movimento che influenzerà i Santana e tanti altri gruppi Rock, in molti hanno avuto la loro fase Jazz Rock tra cui la Premiata Forneria Marconi di cui abbiamo parlato la volta scorsa.

Video “Tim & Santana III” – filmato da Stremmy Girl

4. Caravanserai (1972) Data di Uscita: Ottobre 1972Brani
o Eternal Caravan of Reincarnation (Doug Rauch, Tom Rutley)
o Song of the Wind (Neal Schon, Carlos Santana, Gregg Rolie)
Vendite:
o USA: 1,5 milioni di copie (Disco di Platino)
o UK: 200,000 copie
o Italia: 70,000 copie

Caravanserai rappresenta un punto di svolta nella carriera di Santana. Abbandonando in gran parte i brani strutturati per le radio, l’album esplora territori più (scusate l’allitterazione) sperimentali, spirituali e strumentali, fondendo jazz, rock e influenze world music. Sebbene meno commerciale è acclamato dalla critica per la sua profondità e complessità musicale.

Video “Tim & Caravanserai” – filmato da Stremmy Girl e Siuviu Z.

Racconto poi dell’album Love Devotion e Surrender del 1973 registrato da Carlos in coppia con McLaughlin, disco difficile che incredibilmente arrivò al n.11 della classifica USA.

Proseguo quindi con gli album del gruppo …

5. Welcome (1973) Data di Uscita: Novembre 1973
Brani  Going Home (Alice Coltrane) – Flame-Sky (Carlos Santana, Mahavishnu John McLaughlin)
Vendite:
o USA: 500,000 copie (Disco d’oro)
o UK: 100,000 copie
o Italia: 50,000 copie

Welcome continua nella direzione spirituale e jazz fusion iniziata con Caravanserai. L’influenza di John McLaughlin è evidente, e l’album riflette l’interesse di Carlos Santana per la filosofia spirituale e la meditazione. La musica è sofisticata, con complesse strutture melodiche e armoniche.

Accenno al live Lotus del 1974 e proseguo con i lavori da studio …

6. Borboletta (1974) – Data di Uscita: Ottobre 1974Vendite:
o USA: 500,000 copie (Disco d’Oro)
o UK: 150,000 copie
o Italia: 40,000 copie

Borboletta è un album che esplora ulteriormente il Jazz Rock e le sonorità brasiliane. L’influenza di Flora Purim e Airto Moreira, entrambi noti musicisti brasiliani, si fa sentire in diversi brani. L’album, nonostante non abbia avuto lo stesso successo commerciale dei precedenti, è apprezzato per la sua ricchezza e la varietà delle influenze musicali.

7.Amigos (1976) – Data di Uscita: Marzo 1976
Brano Europa (Earth’s Cry Heaven’s Smile) (Carlos Santana, Tom Coster)
Vendite:
o USA: 1,5 milioni di copie (Disco di Platino)
o UK: 300,000 copie (Disco d’Oro)
o Italia: 120,000 copie

Video “Tim & Europa” – filmato da Stremmy Girl e Siuviu Z.

Con Amigos, Santana ritorna a un sound più accessibile mantenendo le influenze latine. Europa (Earth’s Cry Heaven’s Smile) è uno degli strumentali più amati del gruppo, probabilmente il migliore, con un assolo, o meglio un dipinto fatto con la chitarra, di Carlos Santana che è diventato iconico. Questo album segnò un rinnovato successo commerciale per la band.

8. Festival (1977) – Data di Uscita: Gennaio 1977
Brani:
o Carnaval (Tom Coster, Carlos Santana)
o Let the Children Play (Leon Patillo, Carlos Santana)
o Revelations (Tom Coster, Carlos Santana)
Vendite:

o USA: 800,000 copie (Disco d’Oro)
o UK: 200,000 copie
o Italia: 60,000 copie

Festival continua la tradizione di Santana di esplorare ritmi latini e temi spirituali. Il disco è caratterizzato da un’atmosfera piuttosto festosa e decisamente ritmica, con tracce come Carnaval e Let the Children Play che evocano un senso di celebrazione e gioia.

Video “Tim & Carnaval” – filmato da Stremmy Girl

9. Moonflower (1977) – Data di Uscita: Ottobre 1977
Brano Flor D’Luna (Moonflower) (Tom Coster)
Vendite:
o USA: 2 milioni di copie (Doppio Disco di Platino)
o UK: 400,000 copie (Disco di Platino
o Italia: 100,000 copie

Moonflower è un album doppio che combina registrazioni live con nuovi brani in studio. La reinterpretazione di She’s Not There dei The Zombies divenne un successo riportando Santana nelle classifiche. Moonflower riflette la versatilità della band, capace di passare da potenti esibizioni live a composizioni strumentali delicate.
Flor D’Luna fu un singolo molto fortunato qui in Italia, gradevole e melodico curiosamente contiene una manciata di note che sembrano provenire da Romagna Mia “in questa notte stella ta la mia serenata la dedico a te”

Video “Tim & Flor d’Luna” – filmato da Stremmy Girl

10. Inner Secrets (1978) – Data di Uscita: Ottobre 1978
Vendite:
o USA: 1 milione di copie (Disco di Platino)
o UK: 250,000 copie
o Italia: 80,000 copie

Inner Secrets segna un cambiamento verso un sound più rock e pop. Il singolo Well All Right, una cover di Buddy Holly, ebbe un buon successo, e l’album segnò una fase di transizione per la band verso sonorità più moderne.

Il tempo è ormai agli sgoccioli, liquido frettolosamente i decenni successivi:

Anni 80
Negli anni ottanta, la musica dei Santana subì una trasformazione significativa, spostandosi verso sonorità più commerciali, con una maggiore enfasi sul pop e la musica elettronica. Album come Marathon (1979), Zebop! (1981) e Shangó (1982) riflettono questo cambiamento. Nonostante la svolta, i Santana continuarono a produrre discreti successi, come tuttavia, la critica musicale fu meno entusiasta rispetto al passato.

Anni ’90
Negli anni ’90, i Santana andarono ad un declino commerciale, pur continuando a produrre musica. Album come Spirits Dancing in the Flesh (1990) e Milagro (1992) non ebbero lo stesso successo dei lavori precedenti, ma mantennero una fedeltà al sound latino-rock che li aveva resi famosi. Verso la fine del decennio, Carlos Santana si concentrò su collaborazioni e progetti solisti.

Supernatural e la Rinascita (1999)
Il 1999 segnò una grande rinascita per Carlos Santana e la sua band con l’album Supernatural, disco pieno di duetti che portò ad un un successo clamoroso, vincendo nove Grammy Awards e vendendo milioni di copie in tutto il mondo. Il disco dominò le classifiche globali, riportando i Santana al centro della scena musicale.

Anni 2000 e successivi

Dopo il successo di Supernatural, i Santana continuarono a godere di grande popolarità. Album come Shaman (2002) e All That I Am (2005) seguirono la formula delle collaborazioni con artisti contemporanei, mantenendo alta l’attenzione del pubblico. Tuttavia, i successi commerciali diminuirono gradualmente. Santana tornò a sonorità più classiche con album come Guitar Heaven (2010), in cui reinterpretò brani rock storici, e Shape Shifter (2012), che esplorava di nuovo le sue radici strumentali.

Concludo ringraziando i presenti per essere intervenuti anche in questa decima puntata, benedicendoli nel nome del blues e dando appuntamento al solstizio d’inverno per un’altra probabile puntata. Come ogni volta ricordo loro che sebbene il loro corso a volte possa cambiare i fiumi sempre raggiungono il mare. Insomma il solito teatrino finale …
Grazie mille ragazze e ragazzi, anche questa volta mi avete fatto sognare, per qualche secondo mi è sembrato di essere sul palco del Madison Square Garden (o perlomeno su
quello del Teatro Storchi qui a Modena) e dunque la chiosa rimane la stessa, la canzone
rimane la stessa … tutti insieme…

NEW YORK GOODNIGHT!

Sant’Orsola thank you … it’s been great.

Video “Saluti finali” – filmato da Stremmy Girl

◊ ◊ ◊

RP New York Goodnight

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la School Of Rock sul blog:

IX

TT’s School Of Rock Episodio IX è contenuta all’interno di:

When the blues is in league with the freeway

VIII

TT’s SCHOOL OF ROCK VIII: Free & Bad Co

VII

TT’s SCHOOL OF ROCK VII: Led Zeppelin

VI

TT’s SCHOOL OF ROCK VI: DEEP PURPLE

V

TT’s SCHOOL OF ROCK V: Eric Clapton

IV

TT’s SCHOOL OF ROCK: Emerson Lake & Palmer

III – TT’s School Of Rock Episodio 3 è contenuta all’interno di:

https://timtirelli.com/2022/07/29/il-terrore-del-sabato-mattina-e-altri-blues-assortiti/

II

Tim Tirelli’s School Of Rock – episode 2

I

Tim Tirelli’s School Of Rock

Mare Nostrum Blues

12 Set

Cammino sul bagnasciuga in questo mercoledì di inizio settembre, il colore cobalto chiaro del cielo si fonde con quello del mare, quest’ultimo però a tratti scopre squarci liquidi color ottanio. Sono qui per qualche giorno di vacanza sulle coste occidentali del Mare Nostrum, il tempo varia in fretta, un’altalena di nuvole bellissime e di sole deciso mentre il mare rimane irrequieto, come me. L’acqua è purissima, immergersi in essa è ogni volta come un battesimo laico, ogni volta che risalgo dalle acque mi illudo di essere un uomo nuovo. Contemplo queste vastità d’acqua e d’aria con il mio solito fervore, un insieme di sentimenti al galoppo che mi trascinano chissà dove.

Tim, Mare Nostrum, settembre 2024 - Foto Saura T. ok

Tim, Mare Nostrum, settembre 2024 – Foto Saura T

La colonna sonora di questa mattina nuvolosa e vivace è particolare e stramba, qualche outtake (1973 e oltre) degli ELP finite nell’album Works II (1977), stranezze musicali che sembrano però perfette e precise nel contesto spazio temporale in cui mi trovo adesso.

Musica ideale per i pensieri accartocciati che sto cercando di stendere al sole mentre meditabondo osservo l’orizzonte … intendo trovare risposte a decisioni che dovrò prendere e magari soluzioni a rapporti irrisolti che ho con alcune persone.

Tim, Mare Nostrum, settembre 2024 - Foto Tim T.

Tim, Mare Nostrum, settembre 2024 – Foto Tim T.

Poi i pensieri si fanno naufraghi, arrivo financo a soffermarmi su quanto espone nelle sue lectio magistralis Umberto Galimberti a proposito dell’età della tecnica in cui siamo precipitati (dove l’uomo ha valore solo come strumento), quell’abisso da cui mai più usciremo. Rifletto poi sui risultati delle recenti elezioni avvenute in Germania, non tanto sui vincitori (la loro vittoria era malauguratamente scontata) quanto piuttosto sul fenomeno Sahra Wagenknecht e la sua Bündnis; i grandi (?) giornali italiani (quelle due o tre testate che ancora si riesce a leggere) hanno già bollato la sua Alleanza con uno dei loro soliti epiteti, d’altro canto i moderati arrivano fino lì, non vanno oltre, con un pelo più di attenzione la si sarebbe potuto descrivere come, che so,  Rosso fluido, esperienza criticabile senza dubbio per certi aspetti, ma in proiezione vedo uno certo spazio per questa Bündnis ossimoro di posizioni.

Scaccio le riflessioni pesanti e cerco pensieri più leggeri … ripenso alle ragazzine che alla sera vedo in giro nei posti costieri in cui mi trovo, tutte identiche, capelli lunghi e lisci, braghette corte, scarpe da ginnastica (va beh, sneaker), maglietta attillata, borsetta minuscola. Un template unico per tutte. A dire il vero anche le donne di una (in) certa età, il mio eventuale target, sembrano tutte uguali … forse è solo una sensazione ma mi pare che ci sia una uniformità estetica preoccupante. Magari era così anche ai miei tempi, o forse no …forse la musica più articolata e profonda che decenni fa arrivava in classifica tanto quanto la musichetta easy listening, riusciva a renderci meno omogenei.

Ma sono al mare per dio (insomma per Page), meglio smetterla con i miei soliti pipponi, meglio vivere la prima decade di questo mese dolcemente malinconico con un piglio diverso e magari trovare rifugio in una poesia.

Settembre

Di Luigi Pirandello – Da Nuova Antologia16 agosto 1910.

Le speranze se ne vanno
come rondini a fin d’anno:
torneranno?
Nel mio cor vedovi e fidi
stanno ancora appesi i nidi
che di gridi
già sonaron brevi e gaj:
vaghe rondini, se mai
con i raj
del mio Sole tornerete,
le casucce vostre liete
troverete.

GOLDEN AGE OF ROCK AND ROLL

_TDL with Peter Grant and Bad Company – Memorial Stadium, Austin, Texas, 1st september 1974

Scovate alcune foto poco note dell’apparizione del Dark Lord con i Bad Company ad Austin del 1974

TDL with Peter Grant and Bad Company – Memorial Stadium, Austin, Texas, 1st september 1974

TDL with Peter Grant and Bad Company – Memorial Stadium, Austin, Texas, 1st september 1974

TDL and Bad Company – Memorial Stadium, Austin, Texas, 1st september 1974

TDL and Bad Company – Memorial Stadium, Austin, Texas, 1st september 1974

_Led Zeppelin – Rock and Roll & Sick Again – Montreal 1975 – 8mm Multicam Edit

Nuovo video amatoriale dei Led Zeppelin a Montreal il 6 febbraio 1975

_Festival Rock Misano Adriatico 1974

Mi imbatto ancora una volta nel manifesto del Festival Rock previsto a Misano Adriatico nel luglio de 1974 ma mai concretizzatosi. I Deep Purple mark III, Lou Reed, Mahavishnu Orchestra, Billy Preston, i Faces, gli Humble Pie e via via tutti gli altri. Ah!

PLAYLIST

FILM

_Dogs Don’t Wear Pants – Drammatico – Finlandia, Lettonia, 2019 – TTT¾

Riguardo questo film qualcuno ha scritto: “È una riflessione, anche seria, in alcuni momenti divertente, occasionalmente inquietante e alla fine gioiosa, sul dolore, la perdita e il potere curativo di fruste e catene”.

Da vedere.

In programmazione sul canale streaming MUBI.

FINALE

La settimana di ferie vola via, si ritorna al lavoro e agli impicci (come direbbe il nostro Polbi) della vita quotidiana, ma questa volta mi sento più leggero nell’affrontarli, sarà per lo scudo magico che mi protegge…

One faith, one love – Tim settembre 2024