Terza decade di agosto, manca ancora un mese alla fine dell’estate ma in questo sabato mattina nebbioso annuso già gli odori del fine stagione ormai dietro l’angolo;
Foggy day – fine agosto 2025 – Domus Saurea – foto Tim Tirelli
sono in attesa dei venti provenienti dai quadranti settentrionali, chissà cosa porteranno la Tramontana, il Grecale e il Maestrale quest’anno.
Sono le 7 del mattino e sono qui giù ad aspettare le impressioni di settembre che prima o poi faranno capolino, faccio due passi tra l’usuale paesaggio in cui sono immerso, cerco di fare evaporare del tutto il Rum bevuto ieri sera qui sotto al bersò insieme ad una coppia di vicini coi quali andiamo molto d’accordo. Il cellulino passa in riproduzione casuale Arthur “Big Boy” Crudup, Blind Blake e Leroy Carr e mi chiedo appunto da quanto tempo è partito il treno della sera, da quanto per dio, perché “a volte mi sento così disgustato e mi sento così giù che quasi non so cosa, in questo mondo, amore, devo fare. Per quanto, quanto, quanto a lungo, amore, quanto a lungo?”…
How long babe how long Has that evenin’ train been gone? How long, how, how long, baby how long?
Went and asked at the station: ‘why’s my baby leavin’ town?’ You were disgusted, nowhere could peace be found For how long, how, how long, baby how long?
I can hear the whistle blowin’ but I cannot see no train And it’s deep down in my heart baby, there lies an achin’ pain For how long, how, how long, baby how long?
Sometimes I feel so disgustin’ and I feel so blue That I hardly know what in this world baby just to do For how long, how, how long, baby how long?
And if I could holler, like I was a mountain jack I’d go up on the mountain and I’d call my baby back But for how long, how, how long, baby how long?
And someday you gonna be sorry that you done me wrong But it will be too late baby, I will be gone For so long, so long, baby so long
My mind gets a ramblin’, I feel so bad Thinkin’ about the bad luck that I have had For how long, how, how long, baby how long?
Tuttavia, come puntualmente accade, il sole torna a splendere … eccolo qui l’unico dio a cui inginocchiarsi (va beh, ce ne sarebbero un altro paio, entrambi suonano la chitarra), il Sol Invictus.
29 Palms meno 27 – fine agosto 2025 – Domus Saurea – foto Tim Tirelli
GOLDEN AGE OF ROCK AND ROLL
_Led Zeppelin – “Dazed & Confused” dal vivo ad Amsterdam 05/10/1969
Sembra che nella versione del documentario Becoming Led Zeppelin che sta per essere messo sul mercato (uscirà il 30 settembre), vi sia come bonus il filmato di “Dazed & Confused” dal vivo ad Amsterdam 05/10/1969 in ottima qualità (ripreso dalla TV dei Paesi Bassi all’epoca). Nel link qui sotto pochi secondi del nuovo video in questione riguardanti John Bonham.
Non so se questo video rimarrà a lungo su Youtube, visto che lo hanno già bandito, ma è davvero qualcosa di strepitoso, la qualità è altissima per essere un filmato non esattamente legittimo. All’epoca il gruppo era nella fase “orizzonti perduti”, seppur ancora in formissima e in un momento di successo straordinario. Vedere Edward Van Halen per più di un ora in qualità pro è una soddisfazione immensa per il ragazzino che ero.
_Joe Perry Project – Boston 19/08/2025
Joe Perry ritorna on the road con il JP Project e lo fa una formazione davvero particolare: Perry, Whitford, Chris Robinson dei Black Crowes, Robert DeLeo dei Stone Temple Pilot e il batterista che sostituiti Joey Kramer negli ultimi giorni degli Aerosmith. Scaletta sorprendente visto che contiene cose tipo Get The Lead Out/Heartbreaker, My Fist Your Face (da Done With Mirrors del 1985, disco obliquo che a me piace moltissimo), un paio di Cover degli STP e un paio dei Black Crowes.
Mi piacerebbe molto vedere una data di questo tour, anche se Joe chitarristicamente parlando non sembra esattamente in gran forma (tutt’altro):
Qualche trovata davvero buona, ma finale che invece di essere inaspettato diventa scontato. Old Man di Neil Young nella colonna sonora.
PLAYLIST
I Corvi Neri al debutto, 1990 …
Allan Holdsworth con gli UK, 1978
Lo smilzo di Memphis
Muddy 1975 …
I’m going to be standing on the corner, Twelfth Street and vine
I’m going to be standing on the corner, Twelfth Street and vine
With my Kansas City baby and my bottle of Kansas City wine
Drummer Billy Cobham + Tom Scott on tenor, soprano + guitarist Steve Khan + electric bassist Alphonso Johnson 1978 …
FINALE
Prima di andare a fare la spesa settimanale, mi fermo a far colazione nel bar di Gavassae, la frazione di Regium Lepidi contigua a quella dove vivo; un cappuccino e un cannellino in una atmosfera un po’ “sguasta” da vecchio bar di una volta. Di fianco al mio tavolo due uomini con un paio di lustri più di me parlano fitto fitto in dialetto reggiano strettissimo, ovviamente capisco alla perfezione quello che dicono … si raccontano gli impicci reciproci riguardo la loro salute. Il dialetto è scorrevolissimo, è chiaro che è quella la loro lingua madre principale, mi chiedo se quando scomparirà la gente di quella età (ed oltre) il dialetto emiliano centrale che parliamo qui rimarrà una lingua viva. Per adesso mi godo questi scampoli del territorio che portano ad epoche passate, osservo gli avventori, quasi tutti avanti con gli anni, appartenenti ad una generazione contadina legata a doppio filo al cuore pulsante di questa terra, lo faccio mentre i gestori del bar, cinesi, vestiti delle loro espressioni inesplicabili continuano impassibili il loro lavoro.
Esco dalla Grande Muraglia di Gavassae e torno a pensare ai miei blues.
Agosto veniva chiamato sextilis nel calendario romano essendo il sesto mese, visto che l’anno iniziava col mese di Martius, ma fu poi rinominato augustus 2032 anni fa in onore dell’imperatore Augusto; è un mese che, anche se sono in ferie, amo passare a casa, nella quiete delle città svuotate, nel brusio serale delle feste dell’Unità che in questa fetta d’Emilia hanno ancora un senso, nel lento scorrere di giornate che negli altri mesi dell’anno scappano tra le dita con una velocità impressionante, nel verde della campagna stremata da questo caxxo di anticiclone africano. Grazie a questi giorni di pausa ho ripreso a frequentare il blog, l’impulso di scrivere è tornato potente, in questa pace agostana ritrovo me stesso, la vibrazione vitale torna potente, addirittura si presenta di nuovo lo spirito battagliero del giovane uomo che ero quando, insieme al mio grande amico di allora, il povero Pop, ci si sentiva titanici dinnanzi al futuro.
Torno al presente, osservo gli ippocastani che dalla finestra dello studiolo filtrano la pianura campagnola in cui vivo,
Ippocastano dalla finestra – Domus Saura agosto 2025 – foto Tim Tirelli
mentre ascolto Songs for the Beginners di Graham Nash, Wounde Bird è sempre da brividi … una canzoncina in RE semplice semplice, tre accordi, tre strofe, niente ritornello, eppure tocca il mio cuore e il mio spirito blues:
Offri al tuo angelo una serenata, cantata con lo sguardo. Cresci e diventa un po’ più alto, anche se gli anni dicono il contrario. Sentiti un po’ più piccolo, e così in statura ti eleverai. Sia il vagabondo che il poeta devono affrontare draghi per conquistare una sposa. E la torta dell’umiltà ( espressione idiomatica inglese che sta per “ammettere di aver sbagliato”, ndTim) è sempre amara da ingoiare quando c’è di mezzo l’orgoglio.
A quel tempo, 1971, Nash stava passando dolori sentimentali, lui e Joni Mitchell si erano appena lasciati, molte canzoni ovviamente parlano di lei, ma non Wounded Bird, che pare sia stata scritta per Stephen Stills, anch’egli alla prese con profondi blues amorosi dovuti alla fine della sua relazione con Judy Collins. Per la cronaca, l’album Songs For Beginners arrivò al n.15 della classifica USA e diventò disco d’oro (500.000 copie vendute).
In queste due settimane cerco di mettere da parte le mie paturnie, lavoro di buona lena al mattino nella fetta di verde intorno alla Domus Saurea, la house of blues dove vivo insomma, mi faccio delle belle nuotate e nella tarda mattinata mi rifugio in casa visto il gran caldo, seguito dai gatti;
Honecker agosto 2025 – foto Tim Tirelli
esco solo la sera come faceva Edgar Winter ( … sì, lo so, questa non è per tutti).
Mi dedico alla musica, alla chitarra, alla lettura di quotidiani e riviste. Rimango basito quando vedo che esistono riviste tipo “La Metallurgia Italiana”, questo perché mi chiedo se vi sia un pubblico che davvero acquista pubblicazioni sul complesso dei trattamenti che devono essere eseguiti sui minerali dopo l’estrazione dalle miniere fino alla preparazione dei metalli e delle leghe che hanno interesse nelle diverse applicazioni (Treccani), evidentemente sì. Il mio stupore diventa prossimo allo sgomento quando poi mi cade l’occhio sulla rivista “Il Mio Angelo” dove in copertina vi appare la scritta “Chiedi assistenza all’arcangelo Michele, lui risponde alle tue richieste di aiuto! Mi astengo da ogni commento, sebbene Ittod (uno dei dei tre uomini che sono) si agiti parecchio, laggiù nelle segrete dove lo tengo a bada.
Giunta la sera mi ritrovo alla grande Festa dell’Unità di Villalunga, quasi adagiata nel letto del fiume Secchia, di nuovo a cena di nuovo col mio amico Lorenz; questa estate festeggiamo i 23 anni di amicizia virile, Blues, Rock, nel nome di Johnny Winter, uno dei grandi Dei che preghiamo.
Johnny Winter
Lorenz è una della rarissime vere Rock Star emiliane secondo me, oltre ad essere, come dico sempre, un chitarrista extraordinaire.
Lorenz Mocali 2025-08-14 Villalunga (RE)
Sì perché in questa serata ferragostana lo rivedo in concerto con i Cuore Nero Blues Band e sentirlo suonare è sempre un grande, grande piacere per me.
GOLDEN AGE OF ROCK AND ROLL
_Fleetwood Mac – Capital Center, Largo, MD, 1975
Versione di qualità superiore e senza watermark, davvero stupefacente. I FM del 1975 mi sono sempre piaciuti molto. E poi, c’è la mia preferita: Station Man.
_Santana Day On The Green, Oakland, CA, 2 luglio 1977
Pur amando da matti il periodo Jazz/Rock del gruppo (1972/74) i Santana che da ragazzino ho vissuto in diretta erano questi del 1977, che spettacolo, che gruppo, che formazione superlativa: Carlos Santana (chitarra, percussioni, voce), David Margen (basso), Graham Lear (batteria), Eddie Colon (percussioni), Raul Rekow (percussioni, voce), Tom Coster (tastiera, voce) e Greg Walker (voce)
Quella Yamaha poi …
FILM
_Kodachrome (2017 USA) – TTT¾ – pellicola con il grande Ed Harris il cui personaggio in questo film dice tra le altre cose “siamo tutti degli stronzi infelici!”. Già! Ad ogni modo, bel film tratto da un articolo apparso sul New York Times che raccontava un fatto realmente accaduto, ovvero “il clamoroso pellegrinaggio di numerosi appassionati della gloriosa pellicola Kodachrome verso l’ultimo centro Kodak ancora in grado di svilupparla e che chiuderà definitivamente.”
Al boomer che sono, questo malinconico omaggio al mondo analogico è piaciuto.
_Soshana (2023 GB/Italia) – TTT¾
Film che parla della Palestina, tra thriller politico, archivi originali e love story. Parecchio intrigante e ben fatto.
PLAYLIST
Kenny Wayne Shepherd 1998
Wes Montgomery 1960
Buddy, il più grande.
Alphonso Johnson
FINALE
In questi giorni che ho tutti per me sono arrivato a pensare che, come per Italo Svevo, uno dei miei padri putativi, scrivere è una pratica igienica o comunque salvifica nei confronti della malattia mortale della vita, o perlomeno contro il logorio della stessa.
Ma sai che c’è, lasa cla vaga, come diciamo qui, lascia che sia, let it be baby e Keep On Playing that Rock And Roll.
Entrare nelle case di campagna di una volta, in estate, era l’equivalente di infilarsi in una dimensione di quiete e di ombra; nel meriggio assolato e caldo potevi facilmente trovare le tue esatte coordinate in quelle cucine silenziose, dove solo il tic toc di grosse sveglie in metallo poste sulla mensola del camino sapevano come irretire il tuo stato d’animo. Gli uomini e le donne se ne stavano in campagna a lavorare o tutt’al più nell’aia a sistemare chissà cosa, mentre le nonne sbucciavano piselli sotto al portico all’ombra. Presto saresti diventato un giovane uomo, ma in quella incerta età tra la adolescenza e la giovinezza, quando ti capitava di entrare in quella cucina, credevi di trovare le risposte alle domande che ben presto ti saresti posto.
il giovane Tim – Villa Bagno (RE) 1978
Avanti veloce (va beh fast forward) di alcuni decenni, ti ritrovi uomo di una (in)certa età alle prese con quelle risposte che non arrivano e allora ti senti preda dei principi della dinamica e saltelli tra le posizioni di Galileo e di Isacco Cittanova, ti senti dunque come una biglia che rotola su una superficie piana orizzontale molto estesa con gli attriti che diminuiscono fino a rendersi nulli, e dunque tu, la biglia, non rallenti mai e dunque non ti fermi. In certi giorni il tuo moto inerziale assume una direzione circolare, come riteneva Galileo, altri invece assume la direzione rettilinea come prevedeva Isacco.
Ti senti così, un biglia spinta dalla forza d’inerzia, in questa estate stramba che passa da settimane di caldo infermale a decadi molto più fresche, e non ti resta così che ammirare le rondini che si riposano nei pressi della house of blues dove vivi,
Rondini emiliane – estate 2025 – foto Tim Tirelli
ritornare nella tua comfort zone emiliana e guardare la signora Ganassi fare i tortelli di zucca,
L’Emilia d’estate – tortelli di zucca fatti in casa da Lucia Ganassi – foto Tim Tirelli
e a rimirare le nuvole che passano lente su quella fetta d’Emilia centrale in cui vivi.
L’Emilia d’estate – foto Tim Tirelli
Poi certo, continui con la tua vita, vai a vedere il tuo amico Lorenz chitarrista extraordinaire che suona al Morrison Hotel di Arceto (RE) con una delle sue formazioni, quella più blues, quella che passa da Robert Leroy Johnson/Elmore James con Dust My Broom, a Curtis Mayfield riletto da El Becko ovvero People Get Ready, fino a Stefanino Meraviglia con Living For The City. Qualche giorno dopo vai poi a pranzo da lui e ne approfitti per provare alcune delle sue splendide chitarre. Ora usa anche le Fender, ma Lorenz rimane il tuo Gibson twin.
Lorenz & Cuore N. Blues Band – Morrison Hotel, Arceto, estate 2025.
Insieme a Yesterday Frig, l’uomo di Belo Horizonte e Frignano Belle te ne vai a cena nella bassa alla Foresteria Cavicchioli dove di nuovo l’Emilia ritorna protagonista, un vecchio casale di una volta e la cucina della nostra terra, quella che il New York Times descrive come la migliore al mondo.
Nonantola Slim, O homem de Belo Horizonte, Frignano Belle & Yesterday Frig – San Prôsper agosto 2025.
Insomma Obladi oblada life goes on bra, Lala how the life goes on … la vita continua: le prime amichevoli della tua squadra del cuore, il calciomercato, i libri che stai leggendo, i film che guardi, la musica che suoni. La lettura dei quotidiani ogni mattina ti fa sentire prostrato, non riesci a credere che il mondo vada come va, che la società sia ridotta a quello che è oggi. Tu cerchi di metterci del tuo, di fare il possibile nel tuo piccolo ma in certe giornate gli sforzi appaiono inutili. Tuttavia hai un modo per ritrovare un minimo di fiducia, per capire che non sei solo, per non arrenderti mai: la musica!
SERIE TV
_Untamed (USA 2025) – TTT½
Bel thriller drammatico ambientato nello Yosemite Park. Con il grande Eric Bana.
_The Undoing (USA 2020) – TTT+
Con Hugh Grant e Nicople Kidman, thriller discreto.
FILM
_The Homesman (USA/F 2014) – TTT¾
Tratto dal libro “L’accompagnatore” recensito su questo blog pochi giorni fa. Trasposizione cinematografica riuscita.
FINALE
Tardo pomeriggio di mezza estate, lo stereo passa Jeff Beck alle prese con Angel (Footsteps), giorni di calma pur velati di irrequietudine dunque qui alla Domus, ma questa è una costante del “Blog per l’uomo di Blues”. Tra poco sarà tempo di vendemmia, l’uva è quasi matura nei campi qui intorno …
Vigne emiliane
Noi, io e voi, intanto continuiamo ad andare avanti appunto, insieme a questo blog miserello … da 14 anni ormai … pare incredibile. Chissà se vinceremo mai, ma perlomeno siamo in campo e ce la giochiamo. Buona estate donne e uomini di blues, dal vostro Blues boy.
Solstizio d’estate appena passato, immerso nel caldo torrido di questo gran pezzo dell’Emilia mi getto a capofitto nelle inevitabili riflessioni che nascono nella maruga dell’uomo di blues che sono. A bordo del treno che mi porta da un capo all’altro della mia vita, dal finestrino osservo la mia esistenza e tutto quello che la circonda passare via velocemente nonostante abbia l’impressione che tutto ristagni.
Già, il tempo scorre a velocità supersonica, lascia senza fiato, irretisce ed inibisce i sensi.
I campi di grano nei pomeriggi estivi riportano alla mente immagini tratte da sussidiari di una infanzia ormai lontanissima.
Bassa modenese – foto Andrea Malagola –
i giorni si susseguono ad un speditezza ragguardevole, in un battibaleno il sole nasce e quindi affonda dietro l’orlo del mondo, la sera cala e in essa ricerco refrigerio ricordando distanti notti d’estate della fanciullezza idealizzando il paesino in cui sono nato e dandone una versione certamente edulcorata.
Nonantola by night – foto di Giorgio Lera
La mia fitta rete di amicizie si sta sfilacciando, per un motivo o per l’altro la frequentazione dei mie blues brothers si è attenuata, è colpa mia? Mi sto isolando dal mondo come d’altra parte sta facendo la mia amica Yesterday Frig, alias Copper Leg Girl (gamba ramata insomma)?
L’unico amico dal quale non mi disconnetto mai è (quel gran figo di) Polbi, quest’anno festeggiamo i trent’anni di amicizia assoluta, mi basta guardare una sua foto per sentirmi meno solo e al sicuro (un po’ come accade quando guardo immagini di Keith Richards), e dire che siamo esattamente agli antipodi dello stivale, io nella Regium Lepidi, lui nella Regium Calabriae, eppure la distanza ci fa un baffo.
Polbi, estate 2025
Lo sferragliare del treno della mia vita dà il ritmo al traffico di pensieri, nessuno di essi dà la precedenza, sfrecciano tutti in maniera casuale:
_la tendenza che ho ad usare il termine “iperbole” anche al plurale, visto che “iperboli” proprio non mi piace.
_i nuovi gruppi di classic Rock che non fanno altro che fotocopiare la musica e l’estetica dei grandi gruppi del passato, nessuna pericolosità reale, nessun sbuffo creativo degno di nota, solo riproposizioni audiovisive sterili del bel tempo che fu.
_Lucien Bullock che riempie una volta di più il Campo Volo (va beh, la RCF Arena) qui a Regium Lepidi …
_la tipa a cui chiesi anni fa “ma che musica ti piace? Hai qualche artista preferito?” e impiegò un giorno e mezzo a rispondere.
_la brutalità in senso lato delle persone, degli amici, dei colleghi, dei semplici conoscenti, degli sconosciuti; la si contempla nelle azioni e nei discorsi di ogni giorno e descrive lo scollamento profondo tra ciò che si dice o scrive e il comportamento messo in atto. Immagino di essere un tipo parecchio sensibile (but I’m not the only one … whaddayathink Lady Moon?) e magari per stare al mondo serve una corazza che anestetizzi i sentimenti, ma la brutalità appunto, anche inconscia e involontaria, proprio non la reggo. Gente che sì a malapena conosci ma che frequenti tutti i giorni che nemmeno saluta, gente che ammicca e poi sparisce, gente che liquida faccende che ti coinvolgono con poche parole e senza tante spiegazioni, … ma allora sono tutte frottole quelle che raccontano, tutti quei bei discorsi che vengono fatti nei workshop di formazione ed incontri simili sulla importanza del quoziente emotivo, dell’empatia, sul “prima di assumerti mi interessa sapere chi sei, conoscerti, le competenze si possono anche acquisire in un secondo momento” come mi ha riportato recentemente una mia nuova amica. Che il profitto e il denaro (dunque il potere) siano l’unico scopo della società umana oggi è chiaro, ma perlomeno che non ci si prenda per i fondelli. Troppi leader senza leadership, troppe autorità senza autorevolezza, tropp* scriteriat* mess* a governare aziende, nazioni, continenti, mondi.
Difficile districarsi tra questi rovi spinosi, difficile uscire indenni, tutt* che vogliono dimostrare di essere maschi o femmine alfa, quando l’importante sarebbe imparare a vivere nel branco con po’ di decenza.
Ecco che allora mi perdo nella ucronia, nei futuri che non sono stati e che non saranno, nei presenti diversi da quelli che abito.
Sempre troppo facile per me smarrirsi in un fiume di pensieri e allora meglio abbandonarsi nelle braccia di una donna, reale o immaginaria che sia, e nella musica, la musa per eccellenza, l’unica che sa dare sollievo al mio animo inquieto ed irrequieto, nonostante ci sia il divieto all’allitterazione.
Già, devo ricordare che un bacio è sempre un bacio, un sospiro è solo un sospiro, e che le cose fondamentali valgono sempre col passare del tempo …
You must remember this:
A kiss is still a kiss,
A sigh is just a sigh.
The fundamental things apply
As time goes by.
SERIE TV
_Dept. Q (UK/USA 2025) – TTTT
Serie televisiva thriller poliziesca scozzese creata da Scott Frank e Chandni Lakhani, basata sulla serie di romanzi dello scrittore danese Jussi Adler-Olsen.
FILM
_ La Vedova Nera (Spagna 2025) – TTT½
PLAYLIST
_Acqua Fragile ” Morning Comes” 1973
_Tom Waits “San Diego Serenade” 1974
_Miles Davis “Flamenco Sketches” 1959
_The Impressions “People Get Ready” 1965
_The Beach Boys “The Nearest Faraway Place” 1969
◊ ◊ ◊
E allora, se ci penso, alla fine mi basta poco, quella fettina di pianura su cui vivo, uno dei miei dischi obliqui preferiti, le ristampe con nuove traduzioni di Philip Roth e Franz Kafka, le gioie e i dolori legate alla mia squadra del cuore, certi film di Sydney Pollack e Walter Hill, qualche vecchio blues del Delta e il non rinunciare a darmi una mossa …
You got to move You got to move You got to move, child You got to move Oh, when the Lord get ready You got to move
You may be high You may be low You may be rich, child You may be poor But when the Lord get ready You got to move
You see that woman Who walks the street You see that police Upon his beat But then the Lord get ready You got to move
You got to move
View from the Domus Saurea – estate 2025 – foto Tim T.
É dal 15 maggio che Spaventina non torna a casa, non si era mai allontanata per più di due giorni, per una gatta di 17 anni (84 o giù di lì in anni umani) che viveva in campagna significa solo una cosa: non esserci più. Eccomi dunque qui a scrivere due righe di saluto a questa gatta che per 17 anni ha in qualche modo convissuto con noi, una gatta che abbiamo visto nascere e che nonostante la sua indole solitaria e diffidente ha fatto parte della colonia felina della Repubblica Democratica di Palmiria e dunque della nostra famiglia.
Dal 2023 qui alla Domus abbiamo avuto perdite pesanti, Palmiro in primis, Raissa lo scorso anno e adesso lei che era figlia di quest’ultima. Già a sette/otto settimane manifestò il suo carattere tanto da guadagnarsi il nome che si è portata addosso per tutti questi anni.
Spaventina giugno 2008 – foto Saura T
Già, è stata un gatta guardinga, ha sempre vissuto e operato con estrema cautela, di certo eccessiva, ci riconosceva come umani di riferimento ma preferiva mantenere le distanze, talvolta entrava in casa e negli ultimi due inverni in cui sentiva la vecchiaia ghermirla ogni sera riusciva a vincere la diffidenza, entrare in casa e infilarsi in soffitta dove passava la notte al caldo con ciotole di cibo e acqua a disposizione. E’ stato in questi due inverni che abbiamo capito concretamente quanto bene ci volesse: una volta in soffitta, al sicuro nella sua comfort zone, si faceva abbracciare, strofinare, rimodellare e riusciva a ricambiare l’amore che sentiva provenire dai due umani a cui era capitata … le fusa rumorose e gli sfregamenti di muso contro muso erano prove inequivocabili.
Spaventina – foto Tim Tirelli
In tutti questi anni Spaventina ha passato buona parte delle sue giornate a gironzolare intorno ad una casa diroccata a un centinaio di metri dalla nostra House Of Blues, chissà quanti topini ha catturato, quante piccole avventure tra quelle mura in rovina, tra quella vegetazione intricata. Verso sera, quando le lanciavo il richiamo (“andiamo Spavve, ‘ndiamo,’ndiamo ‘ndiamo ‘ndiamo!?”) sbucava tra la folta vegetazione, si rimetteva in carreggiata, percorreva quel breve tratto della stradina lunga e tortuosa e veniva a prendersi la razione serale di cibo e coccole (se era molto affamata se le lasciava fare).
Ragni-Raissa-Spaventina – gatte sulla finestra – ottobre 2020 – foto Tim Tirelli
Siamo stati fortunati con lei, in 17 anni solo tre volte dal veterinario, nessun problema serio, tonica, dinamica e con gli esami a posto sino alla fine. Penso che abbia passato un buona vita qui in campagna, in una casa che si affaccia su di una stradina chiusa, poche macchine, qualche trattore e tanto verde da esplorare. Avrei voluto spupazzarmela di più, ma questo è un bisogno umano, evidentemente a lei andava bene così.
Mi spiace non sapere che fine abbia fatto, non aver potuto seppellirla qui sotto ai frassini dove riposano gli altri suoi compagni di avventure, tuttavia fa tutto parte del ciclo naturale. Addio piccola Spavve, inutile dire che ci mancherai molto, sai, ti abbiamo voluto tanto bene.
Negli ultimi mesi, diciamo da Marzo a Maggio, mi è capitato di recarmi con frequenza e di buona mattina a Bonomia per faccende lavorative. Sveglia alle 5, treno poco dopo le 6, e alle 7 eccomi arrivato nella città dotta, grassa e rossa. In marzo le mattine sono fredde, a tratti gelide … entro nella stazione di partenza attraversando Europa Square, in queste albe livide gli alberi spogli e i praticelli delle aiuole modello brughiera spingono l’animo verso la desolazione spirituale.
Parcheggio Stazione – Regium Lepidi – 2025 – foto Tim Tirelli
Negli auricolari del Samsung Stagnation dei Genesis, non sono nemmeno le sei del mattino ma avrei l’istinto di seguire letteralmente il testo di Gabriel
I want to sit down I want a drink I want a drink To take all the dust and the dirt from my throat I want a drink I want a drink To wash out the filth that is deep in my guts I want a drink Then let us drink Then let us smile Then let us go
Non sono in vacanza nella mia isoletta caraibica preferita (The Hasta Siempre one) però, sono qui per lavorare, fare la fila per tre, risponder sempre di sì e comportarmi da persona civile. Il bicchiere di Rum on the rocks con la fettina di lime può aspettare.
In tre giorni consecutivi (oggi è uno di questi) si ripetono incontri con chi ha le giornate scandite dal solito tran tran. Quando il treno verso le 7 arriva alla stazione centrale c’è ogni mattina la donna bassina perduta in attesa di chissà quale treno, mentre mi immetto su via Amendola mi superano ogni giorno due meridionali non troppo alti che – incassati nei loro giubbotti e berretti di lana – se ne vanno in silenzio a lavorare. Il senzatetto che per tre giorni di fila dorme sopra a cartoni e avvolto in un telo a ridosso dell’entrata di un negozio stamattina si muove, non trova pace nei 2 gradi centigradi di questo freddo mattino. Poco più in là due donne impellicciate stanno facendo colazione comodamente sedute in un tavolino del bar Milano sotto ai portici.
La città è sonnolenta e al contempo già pronta a mettersi in moto, io percorro via Marconi e quindi mi vado a perdere nelle stradine dell’inner city della città. Verso le 13 mi fermo a pranzare, da solo, in un bistrot. Sono all’altezza di via Hugh Shorts dunque in the heart of the city e anche stavolta mi pare che non vi sia amore…
C’è un altro disperato che pranza da solo in un tavolo poco più in là. Veste un completo sgualcito con tanto di gilet senza maniche di lana tipo impiegato del catasto o bancario ormai pronto per il cimitero degli elefanti. Si toglie la giacca, la piega con cura e la appoggia allo schienale della sedia che ha lì di fianco, si avvolge poi le maniche della camicia ad altezza avambraccio, dispone posate e bicchiere secondo un ordine preciso, piega il giornale “La Verità” (scusate le maiuscole) e inizia ad assaggiare il piatto che ha davanti. Potrebbe essere uno dei personaggi di un film di Verdone.
Torno al lavoro e a fine pomeriggio mi incammino di nuovo verso la stazione, incrocio una scritta sul muro … sospiro …. sì, dai piccola, portami dov’è buio dove l’unica luce sei tu.
Light & Shade – Bonomia 2025 – foto Tim Tirelli
Qualche minuto davanti alla Libreria Libraccio
e di nuovo rail station bound a contemplare tutto quel blues che abita nei miei pensieri.
VITA ALLA DOMUS
Ad inizio maggio mettiamo in ovra, come diciamo qui, la piscina ed il bersò, sebbene il tempo sia frizzante e turbolento
La Yamaha Girl – Domus Saurea primavera 2025 – foto Tim Tirelli
Le cicogne stanziali di Gavasseto (10 km da Borgo Massenzio) a volte arrivano sino qui, all’improvviso, e ci voltiamo a guardarle proprio mentre parte l’autoscatto.
Guardando le cicogne – Domus Saurea primavera 2025 – autoscatto
I gatti continuano a colorare la nostra vita, sebbene nell’ultimo anno e mezzo abbiamo avuto due perdite molto dolorose, Palmiro e Raissa, a cui se ne sta aggiungendo un’altra o meglio, se ne è aggiunta un’altra: sono ormai più di due settimane che Spaventina non torna a casa e per una gatta di 17 anni (80 e passa anni umani) pur ancora in gamba significa probabilmente la fine. Non abbiamo finito di cercarla e di sperare, ma occorre iniziare ad accettare la triste realtà.
Honecker ormai ha un anno e mezzo (in anni umani è come fosse un adolescente di 18 anni), è ancora un gran monello ma si intravedono segni di crescita e maturità. Essendo l’ultimo arrivato (si è presentato qui da noi spontaneamente nell’ottobre del 2023 a più o meno un mese e mezzo d’età) ha ancora attenzioni prioritarie da parte nostra, ma forse non è nemmeno così, perché anche a Minnie (6 anni) e Ragnatela (17 anni figlia di Raissa e sorella della Spavve) riserviamo il nostro massimo impegno; così come succede ai due randagi ormai stanziali, ovvero il vecchio maschio alfa Aroldo, pieno di cicatrici da vita selvaggia e Poldo Sbaffini, un gatto bonario che cerca solo sicurezze, cibo e carezze.
Tyrrel & Honecker – primavera 2025 – foto Saura T.
Tyrrell & Honecker – primavera 2025 – autoscatto
Honecker, the beautiful one – primavera 2025 – foto Tim Tirelli
SERIE TV
_Adolescence (UK 2025) – TTTT
_Under The Bridge (USA 2024) – TTT½
_Acab (Italia 2025) – TTT½
_Celda 211 (Messico 2025) – TTT
_Åremorden – Gli omicidi di Åre (The Åre Murders) (Svezia 2025) – TTT½
_Clark (Svezia 2022) – TTT½
_Il Giardiniere (Spagna 2025) – TT½
_La Cupola Di Vetro (Svezia 2025) – TTT½
_ Reservatet (Danimarca 2025) – TTTT
FILM
_Uno di noi (Let Hin Go) – USA 2020 – TTT
_Bandida – La Numero Uno (Brasile 2024) – TTT¾
_Il Ragazzo dai Pantaloni Rosa (Italia 2024) – TTT½
_Belfast (Usa 2021) – TTT¾
_The Order (Canada 2024) – TTTT
_Force Of Nature (Usa 2020) – TT½
_Absolution (Usa 2024) – TTT½
PLAYLIST
_Heart featuring John Paul Jones on bass
_Staple Singers featuring Jimmy Page
_ Doors
_Miles Davis
_UFO
FINALE
Dopo la mia adorata Mar e il mio adorato Piter Tanglewood, lascia l’azienda in cui lavoro anche la Stremmy Girl, la Chemistry Teacher del mio cuore. La Blues Unit di cui facevamo parte si assottiglia sempre più, siamo ormai rimasti in tre, io, la Sonya LittleSaints e PaoloLeo81; tra l’altro se ne va anche SimoSca, altro collega al quale sono affezionatissimo. Soffro ogni volta, il distacco da persone a cui sono legato è sempre faccenda complicata per me.
Scaringi’s last dance – Tim, Stremmy, Mar – aprile 2025 – autoscatto
Mi rifaccio uscendo in pausa pranzo con Lady Moon o con l’amico Jaypee, 31 anni di amicizia cristallina sotto il segno di blues
Tim & l’amico Jaypee – Mutina maggio 2025 – autoscatto
e con gli ex colleghi di una mia precedente avventura professionale, i ragazzi della via Po.
Io e Rinna ci battibecchiamo come sempre, in modo affettuoso ma preciso, abbiamo modi diversi di pensare la società, chi in modalità moderata chi invece in quella rivoluzionaria … non è semplice trovare territori comuni, ma almeno ci proviamo, anche perché ci vogliamo bene; però sia chiaro, finisce sempre col sottoscritto che gli dice: at voi ben damànt un fradèl mo t’en capès gninto (ti voglio bene come un fratello ma non capisci niente).
Tyrrell-Picci-Rinna-Pavve – I ragazzi della via Po – maggio 2025 – autoscatto
Queste uscite, i concerti di Michael Schenker e di Rod Stewart … tutti stratagemmi per non pensare alla condizione della società odierna, ed è grazie agli alberi della Domus che cerco di non vedere le brutture di un mondo che faccio sempre più fatica ad accettare,
View from Domus Saurea maggio 2025 – foto Tim Tirelli
cerco riparo e sollievo e lo trovo rimirando la pianta di malva che ho da diversi anni e che è in piena fioritura
La Malva, Domus Saurea maggio 2025 – foto Tim Tirelli
sì, ho bisogno di bellezza, di speranza, di maestosi respiri universali, e allora è così che anche stavolta vengono in mio soccorso i Led Zeppelin, Rain Song è la canzone perfetta in questi momenti.
Dodicesima School of Rock quella dell’equinozio di primavera del 2025 e dunque – qui faccio un copia incolla – nuovo ritrovo modello “Dopolavoro” nei locali della azienda per cui lavoro. Sospinto dall’inarrestabile volontà del nostro dirigente GLB eccomi di nuovo davanti al gruppo dei fedelissimi e affezionati colleghi che con dedizione e passione si assiepano – dopo l’orario di lavoro – nella (mia amatissima) Sala Blues (where the dreams come blue), la grande sala informale dell’azienda dotata di un vero e proprio impianto hi-fi.
Mi prendo una mezz’oretta prima dell’inizio per raccogliere i pensieri, immergermi nella silenziosa sala vuota e preparare ellepì e cd.
Tim Tirelli’s School Of Rock XI – foto Tim Tirelli
Tim Tirelli’s School Of Rock XI – foto Tim Tirelli
Avendo sola un’ora o poco più vado di buon passo, parlo delle origini, della formazione del gruppo, dei quattro componenti, dei primi singoli e dell’inizio del successo.
TT School Of Rock The WHO – foto Siuviu
TT School Of Rock The WHO – foto TinMarcy
Mi concentro soprattutto sul loro periodo migliore, ovvero 1969-1978. Il primo concept album Tommy e il primo clamore internazionale con un disco che ha fatto la storia del Rock.
TT School Of Rock The WHO – Tim – foto Mar
Tim Tirelli’s SoR The Who – Tommy 1969 – AG Sala Blues 25-3-25 – Filmato da Siuviu e Marzia P
Qualche accenno a Live At Leeds, che nella sua edizione originale rimane uno degli album dal vivo più esposivi.
TT School Of Rock The WHO – Tim – foto Mar b
Con Who’s Next si toccano vette ancora più alte, uno dei 33 giri di musica Rock tra i più belli in assoluto, un album che tutti gli amanti della musica che amiamo dovrebbero avere: Baba O’Riley, Getting In Tune, We Dont’ Get Fooled Again, Behind Blue Eyes … la spinta emotiva adolescenziale e le sue sfumature descritta magistralmente…
“Ma i miei sogni non sono così vuoti come la mia coscienza sembra essere ho ore, solo solitudine il mio amore è vendetta che non è mai libera.””
TT School Of Rock The WHO – Tim – foto TinMarcy
Tim Tirelli’s SoR The Who – Whos’ Next – AG Sala Blues 25-3-25 – Filmato da Marzia P
Il tour seguente, le tensioni tra Townshend e Daltrey, i problemi con le sostanze chimiche di Moon, una pausa di riflessione e di nuovo un capolavoro: Quadrophenia, che “l’amore regni su di noi”.
TT School Of Rock The WHO – Tim – foto b TinMarcy
Tim Tirelli’s SoR The Who – Quadrophenia – AG Sala Blues 25-3-25 – Filmato da Siuviu
TT School Of Rock The WHO – Tim – foto Siuviu
Nel 1975, il disco The Who By Numbers e il film Tommy,
TT School Of Rock The WHO – Tim foto TinMarcy
e nel 1978 l’album Who Are You?, l’ultimo disco con Moon e la fine degli Who come li conoscevamo.
TT School Of Rock The WHO – foto TinMarcy
Tim Tirelli’s SoR The Who – Who Are You – AG Sala Blues 25-3-25 – Filmato da Marzia P
Nel 1979 ultimi squilli con il film Quadrophenia e il film-documentario The Kids Are Alright.
Niente male anche stasera direi, serata più intima (rispetto al sold out/overbooking della penultima puntata, quella dedicata ai Queen, gruppo certamente più commerciale e pompato, ma si sa gli Who sono un gruppo per intenditori o perlomeno per volenterosi.
Il solito finale un po’ sopra le righe, le foto con le groupies e il party dopo lo show al Red Lion Pub di Mutina. New York, goodnight. It’s been great.
Tim Tirelli’s SoR The Who – Finale- AG Sala Blues 25-3-25 – Filmato da Siuviu
TT School Of Rock The WHO – le Adidas della Marzia – foto Siuviu
Gli Equinox tornano alla Bottega dei Briganti che per noi è un po’ quello che il LA Forum era per i LZ. Siamo ad Orologia di Quattro Castella, vicino a Montecavolo, a circa 15 km sud ovest di Regium Lepidi. Il locale è raddoppiato in spazi e dunque vi è un po’ di apprensione … saremo in grado di riempirlo in questo mercoledì sera? Il palco ora è più grande e questo è un fatto molto positivo, ad ogni modo direi missione compiuta, la Bottega è piena, gente arriva sin dalla Toscana (la Tuscany Boy’s gang) e poi da Bologna, dal Modenese e ovviamente dal Reggiano.
THE EQUINOX -BdB 26-2-2025 Foto Tim T.
Sono influenzato, da quattro giorni ho febbre, tosse e un raffreddore fastidioso. Non ho voluto rimandare ma inutile nasconderlo, sono cotto. Prepariamo la strumentazione, facciamo il soundcheck, ci cambiamo, ceniamo e io sarei già pronto per andare a letto. Prendo una bustina di potassio e magnesio.
THE EQUINOX -BdB 26-2-2025 Foto Francesco Prete
Ore 21,45 si parte.
Nei primi due pezzi faccio una gran fatica, sono esausto e mi chiedo come farò a finire il concerto. In Black Dog per un momento mi perdo, non sono puntualissimo nel riff strumentale. In Heartbreaker cerco di fare il possibile per essere quantomeno dignitoso.
Video Immigrant Song-Black Dog-Heartbreaker – filmato da Giovanni Sandri
The Equinox Bottega dei Briganti 26-2-2025 foto Giovanni Sandri
Un gran spinta me la dà il gruppo, Lele, Saura e Pol spingono con convinzione, sono ottimi (!) musicisti, sanno cos’è il Rock, il sound e il “senso” che riusciamo a creare insieme è ogni volta fonte di soddisfazione per me. Io rimango obnubilato e confuso come il pezzo che andiamo a proporre.
Video Dazed And Confused – filmato da Giovanni Sandri
The Equinox Bottega dei Briganti 26-2-2025 foto Giovanni Sandri
Seguono What Is And What Should Never Be e Nobody’s Fault But Mine. Mi tolgo il foulard, sto sudando molto ma tengo la giacca, la porta d’ingresso è vicino al palco e non voglio che gli spifferi peggiorino la mia situazione.
Video What Is And What Should Never Be – Nobody’s Fault But Mine – filmato da Giovanni Sandri
The Equinox Bottega dei Briganti 26-2-2025 foto Giovanni Sandri
The Equinox Bottega dei Briganti 26-2-2025 foto Giovanni Sandri
The Equinox Bottega dei Briganti 26-2-2025 foto Giovanni Sandri
Sarebbe il momento di Misty Mountain Hop, ma dopo pochi secondi l’expander di Saura, il dispositivo che permette alla pedaliera basso di funzionare, va in contrasto con l’impianto del locale e si spegne; riproviamo più volte ma niente da fare. L’umore peggiora, significa fare a meno dei pezzi con le tastiere e quindi anche di Since I’ve Been Loving You, Kashmir, Stairway e Thank You. La scaletta va stravolta, peccato in una serata in cui già sono messo così così io non ci voleva. Procediamo con When The Levee Breaks, evitiamo di fare Dancing Days e quindi affrontiamo Moby Dick. Durante l’assolo di Lele mi seggo sul divano, cerco di riprendere le forze e contemplo il lavoro di Lele. Lui non vorrebbe fare questo pezzo, mi dice sempre che non è tipo da assoli, ma ogni volta che gliene sento fare uno rimango incantato: Lele ha un tocco pieno di dinamica e swing e per uno come me cresciuto ascoltando John Henry Bonham quella è una faccenda maledettamente seria. Così lo zittisco e gli impongo (scherzando ovviamente) di farlo.
The Equinox Bottega dei Briganti 26-2-2025 foto Giovanni Sandri
Andiamo avanti con The Song Remains the Same, dopo un paio di mie sbavature mi riprendo e mi ributto nel flusso di questa cavalcata elettrica. Non possiamo non fare Stairway e allora Saura si mette alle tastiere e finita la lunga introduzione, quando entra la batteria, torna al basso.
video Levee – TSRTS – Stairway (spezzoni) – filmato da Giovanni Sandri
The Equinox Bottega dei Briganti 26-2-2025 foto Giovanni Sandri
The Equinox Bottega dei Briganti 26-2-2025 foto Giovanni Sandri
The Equinox Bottega dei Briganti 26-2-2025 foto Giovanni Sandri
The Equinox Bottega dei Briganti 26-2-2025 foto Giovanni Sandri
Una volta salutata la doppio manico partiamo col piombo Zeppelin: Whole Lotta Love (including Going Down un pezzo che i LZ a volte inserivano nel lungo medley di WLL), Communication Breakdown e Rock And Roll.
video Whole Lotta Love – The Train Kept A-Rollin – filmato da Giovanni Sandri
The Equinox Bottega dei Briganti 26-2-2025 foto Giovanni Sandri
The Equinox Bottega dei Briganti 26-2-2025 foto Giovanni Sandri
The Equinox Bottega dei Briganti 26-2-2025 foto Giovanni Sandri
La gente ci chiede a gran voce il bis e allora – sebbene siano anni che non la suoniamo più optiamo per Train Kept-A Rollin’, il pezzo del 1951 di Tiny Bradshaw reso celebre in UK da Johnny Burnette nel 1956 in versione Rock e ripreso dagli Yardbirds e dai Led Zeppelin stessi (tour 1968, 1969,1980).
Sono certo di non aver suonato al massimo delle mie possibilità, ma la gente viene a complimentarsi con molto calore e, una volta rivisto i video, devo dire che certamente poteva andare peggio visto i problemi tecnici e di salute. Alla fin fine questo è Rock And Roll, tenere la barra a dritta anche durante la tempesta. Orologia, goodnight. It’s been great!
Undicesima School of Rock quella del solstizio d’inverno del 2024 e dunque nuovo ritrovo modello “Dopolavoro” nei locali della azienda per cui lavoro. Sospinto dall’inarrestabile volontà del nostro dirigente GLB eccomi di nuovo davanti al gruppo dei fedelissimi e affezionati colleghi che con dedizione e passione si assiepano – dopo l’orario di lavoro – nella (mia amatissima) Sala Blues (where the dreams come blue), la grande sala informale dell’azienda dotata di un vero e proprio impianto hifi.
Mi prendo una mezz’oretta prima dell’inizio per raccogliere i pensieri, immergermi nella silenziosa sala vuota e preparare ellepiì e cd.
Tim Tirelli’s School Of Rock XI – Queen – foto Tim Tirelli
Tim Tirelli’s School Of Rock XI – Queen – foto Tim Tirelli
Tim Tirelli’s School Of Rock XI – Queen – foto Tim Tirelli
Tim Tirelli’s School Of Rock XI – Queen – foto Tim Tirelli
Tim Tirelli’s School Of Rock XI – Queen – foto Tim Tirelli
Stasera c’è il completo sold out, siamo in overbooking, anzi no, piantiamola con questo maledetto inglese, siamo in numero superiore ai posti disponibili, d’altra parte il gruppo in questione è borderline, Rock ma non solo, infatti una volta inviato l’invito di questa undicesima School of Rock ho ricevuto feedback variegati, alcuni si sono mostrati molto soddisfatti della scelta (in primis il grande Albi “Tim, erano 4 anni che aspettavo questo momento) e altri più scettici (“Tim, ti hanno pagato per fare la puntata sui Queen”).
Questa ambivalenza mi ha ricordato un articolo (provocatorio) scritto parecchi anni fa sul blog:
Parto con una prima visione d’insieme facendo, ahimè, una sorta di compitino veloce:
I Queen sono stati fondati nel 1970 a Londra da quattro musicisti che combinavano background artistici molto diversi ma complementari: Freddie Mercury, Brian May, Roger Taylor e John Deacon. Sono diventati uno dei gruppi rock più influenti della storia, noti per il loro stile eclettico, spettacoli dal vivo potenti e innovazioni nell’uso di tecnologie musicali e video. Aggiungo anche che la componente grandeur/kitsch – vista la debordante personalità del cantante – è stata, particolarmente nella seconda parte della carriera, una costante. Qualche notizia biografica su Farrokh Bulsara, Brian Harold May, Roger Meddows Taylor e John Richard Deacon, l’impatto commerciale (enorme successo, soprattutto negli anni ’70 e ’80, vendendo complessivamente oltre 300 milioni di dischi a livello mondiale) e una ancor più veloce storia del gruppo, storia che inizia inizia nei tardi anni ’60, quando Brian May (chitarrista) e Roger Taylor (batterista) formarono il gruppo Smile insieme al bassista Tim Staffell, che abbandonò la band nel 1970. Fu proprio grazie a Staffell che May e Taylor conobbero Freddie Mercury (al tempo, Farrokh Bulsara appunto), un giovane cantante e artista con un’evidente vena creativa. Con l’ingresso di Mercury, che suggerì il nome “Queen”, e successivamente del bassista John Deacon nel 1971, la band trovò la sua formazione definitiva.
Il loro album di debutto, “Queen” (1973), pur non ottenendo subito grande successo, fu seguito da “Queen II” (1974), con cui cominciarono a guadagnare popolarità. Con “Sheer Heart Attack” (1974) e soprattutto “A Night at the Opera” (1975), i Queen si affermarono come fenomeno mondiale. “Bohemian Rhapsody”, dall’album del 1975, è diventata una delle canzoni più iconiche della storia del rock.
Con dischi come “News of the World” (1977) e “Jazz” (1978), i Queen consolidarono il loro successo internazionale. Con brani come “We Will Rock You”, “We Are the Champions”, “Don’t Stop Me Now”, e “Bicycle Race”, il loro stile divenne sempre più riconoscibile e amato dal grande pubblico. L’album “The Game” (1980), grazie a “Another One Bites the Dust”, segnò un altro punto di svolta nel suono della band, le influenze decisamente ballabili del fortunatissimo (bel) singolo scritto da Deacon li mantenne su vette altissime.
Durante i primi anni ’80, la band tuttavia attraversò una fase controversa con “Hot Space” (1982), un album che per metà propone disco music e che deluse gran parte dei fan storici (compreso il sottoscritto). “The Works” (1984) segnò in qualche modo un ritorno al rock e una discreta rinascita commerciale, con successi come “Radio Ga Ga” e “I Want to Break Free”. Nel 1985, i Queen parteciparono al Live Aid a Londra, con una performance considerata con buona ragione la migliore di quel grande evento.
L’album “A Kind of Magic” (1986) confermò il successo della band anche nelle colonne sonore (dopo il mezzo pasticcio di Flash del 1980) associandosi al film Highlander. Nel 1987, a Mercury fu diagnosticato l’AIDS, ma continuò a lavorare con la band. Il modesto (artisticamente parlando) “The Miracle” (1989) e il ben più convincente “Innuendo” (1991) riflettono la faccia dei Queen in questa fase. La morte di Mercury nel novembre 1991 significò ovviamente la fine dei Queen (sebbene May e Taylor abbiano continuato con un paio di cantanti assunti come “guest”), “Made in Heaven” (1995) diventò il classico album postumo completato dai membri rimasti usando le ultime registrazioni di Freddie.
Aggiungo qualche dato tecnico sui primi tre album che comunque salto quasi a piè pari (ben sapendo che i fan in senso stretto non mi perdoneranno).
Queen (1973)
Keep Yourself Alive
Doing All Right
Great King Rat
My Fairy King
Liar
The Night Comes Down
Modern Times Rock ‘n’ Roll
Son and Daughter
Jesus
Seven Seas of Rhye (strumentale)
Tecniche: Registrato ai Trident Studios, prodotto da Roy Thomas Baker.
Classifiche e vendite:
UK: posizione n. 24; oltre 100,000 copie vendute (Disco d’argento).
USA: circa 500,000 copie.
Giappone e Italia: Riconosciuto successivamente, con modeste vendite iniziali.
Queen II (1974)
Procession
Father to Son
White Queen (As It Began)
Some Day One Day
The Loser in the End
Ogre Battle
The Fairy Feller’s Master-Stroke
Nevermore
The March of the Black Queen
Funny How Love Is
Seven Seas of Rhye
Tecniche: Album più orchestrale e sperimentale.
Classifiche e vendite:
UK: n. 5; Disco d’oro. 150.000 copie
USA: vendite inferiori rispetto al Regno Unito.
1974: Sheer Heart Attack
Il terzo album dei Queen rappresenta il primo successo commerciale del gruppo. Dopo l’uscita di “Queen” e “Queen II”, che avevano avuto riscontri positivi soprattutto in Inghilterra, “Sheer Heart Attack” si apre al mercato internazionale, grazie a un suono più accessibile, vagamente glam e singoli niente male.
Brani principali:
“Killer Queen” (singolo di successo in UK e USA, con elementi di pop rock e cabaret)
“Now I’m Here” (un pezzo più hard rock scritto da Brian May)
“Stone Cold Crazy” (considerata una delle prime canzoni proto-thrash, influenzando generazioni di band hard rock e metal)
Classifiche e vendite:
UK Albums Chart: Raggiunge il n. 2 – 600,000+ copie (disco di platino)
USA Billboard 200: Entra in classifica alla posizione n. 12 – circa 1.000.000 di copie (disco di platino)
Giappone: circa 100,000 copie
Italia: circa 70,000 copie
Video TT’s SoR – primi anni – filmato da Jona H & Marzia P
Passo quindi al periodo d’oro dei Queen, quello che va dal 1975 al 1980.
1975: A Night at the Opera
Considerato uno dei massimi capolavori dei Queen, sottolineo che “A Night at the Opera” segna un nuovo standard nella produzione musicale per complessità e costi. Registrato utilizzando tecnologie avanzate per l’epoca, è un album che esplora rock, ballate, opera e cabaret, culminando in “Bohemian Rhapsody”. Quasi inutile farla ascoltare ma non si può evitare anche perché divenne un enorme successo globale, grazie anche all’iconico video musicale trasmesso in anteprima sulla BBC, aprendo la strada all’era del video musicale.
Classifiche e vendite:
UK: Primo posto, tre volte disco di platino, pari a circa 1.100.000 copie vendute. L’album è stato il primo della band a raggiungere il primo posto nella classifica britannica, restando in vetta per settimane
USA: Multi platino, raggiunge il quarto posto, 3.000.000 di copie
Giappone: circa 300,000 copie
Italia: circa 200,000 copie
Video TT’s SoR – ANATO – filmato da Jona H & Marzia P
1976: A Day at the Races
L’album con cui mi sono arrivati i Queen. Dico ai colleghi che proseguendo sulla scia di “A Night at the Opera”, “A Day at the Races” riprende alcuni temi e lo stile del precedente, ma con arrangiamenti forse più accessibili benché la produzione rimanga sofisticata. È il primo album dei Queen interamente autoprodotto. I pezzi cardine sono “Somebody to Love” (ispirata dal gospel e uno dei brani più emotivi di Mercury) e “Tie Your Mother Down” (un classico hard rock scritto da Brian May)
Classifiche e vendite:
USA: 1,000,000+ copie (platino)
UK: quasi 600,000+ copie (due dischi di platino)
Giappone: circa 200,000 copie
Italia: circa 150,000 copie
Tim Tirelli’s School Of Rock XI – Queen – foto Jona H
Tim Tirelli’s School Of Rock XI – Queen – foto MARZIA P
Video TT’s SoR – ADATR – filmato da Marzia P
Arriva poi il momento di quello che forse è il mio disco preferito, di certo uno dei due a cui sono più affezionato.
1977: News of the World
Certo, due delle canzoni più iconiche e rappresentative della band, “We Will Rock You” e “We Are the Champions”, che sono diventate inni universali, ma anche diverse deep cut, ovvero i brani forse meno conosciuti ma profondi, come Spread Your Wings, All Dead All Dead, Sleeping On The Sidewalk, Who Needs You, la meravigliosa (!!!) It’s Late e il blues notturno da cuore infranto di Melancholy Blues.
La copertina dell’album “News of the World” dei Queen, pubblicato nel 1977, è a mio avviso l’unica copertina del gruppo ad essere di livello superiore, la più iconiche nella discografia della band. L’immagine raffigura un gigantesco robot che tiene in mano i corpi senza vita dei membri della band, trasmettendo un senso di drammaticità e fantascienza.
La copertina fu creata da Frank Kelly Freas, un celebre illustratore di fantascienza appunto. L’immagine originale, disegnata nel 1953 per la rivista Astounding Science Fiction, mostrava un robot che teneva un uomo ferito.
La band chiese a Freas di adattare l’opera, sostituendo l’uomo con i membri dei Queen.
Il robot è rappresentato con un’espressione malinconica, come se fosse addolorato per ciò che ha fatto. Questo contrasto tra la potenza meccanica e la fragilità emotiva o comunque umana è parte del fascino dell’immagine. Questa copertina è diventata un simbolo del periodo più ambizioso della band. Il design ha contribuito a rendere l’album visivamente memorabile, abbinandosi perfettamente all’energia innovativa e ai temi di sfida dell’album.
Classifiche e vendite:
USA: 4,000,000+ copie (quadruplo platino)
UK: 600,000+ copie (multi-platino)
Giappone: circa 250,000 copie
Italia: circa 180,000 copie
Tim Tirelli’s School Of Rock XI – Queen – foto Jona H.
Tim Tirelli’s School Of Rock XI – Queen – foto Jona H
Video TT’s SoR – NOTW – filmato da Marzia P
Inizio ad accelerare, il tempo scorre in fretta:
1978: Jazz
“Jazz” è un album di Rock vario, eccentrico e vario tipico dei Queen.
Brani principali:
“Bicycle Race” (pezzo irriverente con un famoso videoclip)
“Don’t Stop Me Now” (inno all’energia e alla vitalità di Mercury)
“Fat Bottomed Girls” (brano rock classico scritto da Brian May
Classifiche e vendite:
UK: n. 2, disco di platino, 300.000
USA: n. 6, disco di platino, 1.000.000
Giappone: circa 150,000 copie
Italia: circa 150,000 copie
1980: The Game
Con “The Game”, i Queen sfornano il loro secondo album più venduto negli USA. Due i singoli di enorme successo: “Another One Bites the Dust” (un bel Rock in formato funky scritto da John Deacon) e”Crazy Little Thing Called Love” (brano in stile rock and roll anni cinquanta)
Classifiche e vendite:
USA: 4,000,000+ copie (quadruplo platino)
UK: 900,000+ copie (multi-platino)
Giappone: circa 300,000 copie
Italia: circa 200,000 copie
1982: Hot Space
“Hot Space” rappresenta l’album più controverso della band, caratterizzato da un forte orientamento verso la disco music, con pochi brani rock classici. Per il giovane Tim di quegli anni fu un colpo al cuore. Tuttavia contiene Under Pressure” (collaborazione con David Bowie).
Classifiche e vendite:
UK: n. 4, disco d’oro 150.000
USA: disco d’oro, 500.000
Giappone: circa 75,000 copie
Italia: vendite modeste, circa 50,000 copie
Video TT’s SoR – JAZZ/THE GAME/FLASH HOT SPACE – filmato da Marzia P
1984: The Works
“The Works” segna un ritorno dei Queen a uno stile rock più tradizionale dopo l’esperimento dance di “Hot Space”. L’album riflette la risposta della band alle critiche e il desiderio di ritornare al proprio nucleo rock. Non è un album spettacolare, ma pur con influenze anni 80 è un disco ben più che dignitoso che personalmente mi riconcilia col gruppo. “Keep Passing the Open Windows”, “Radio Ga Ga”, “Hammer to Fall” i brani a me più cari.
Classifiche e vendite:
USA: circa 1,000,000 copie (platino)
UK: 600,000+ copie (multi-platino)
Giappone: circa 200,000 copie
Italia: circa 150,000 copie
1986: A Kind of Magic
“A Kind of Magic” è un album strettamente collegato al film Highlander – L’ultimo immortale, diversi pezzi sono stati creati come colonna sonora della pellicola. Il suono del disco e del Rock dei Queen si veste di anni ottanta e inevitabilmente diventa più grossolano seppur funzionale a quel periodo.
Classifiche e vendite:
USA: circa 1,000,000 copie (platino)
UK: 600,000+ copie (multi-platino)
Giappone: circa 250,000 copie
Italia: circa 180,000 copie
1989: The Miracle
“The Miracle” segna il ritorno dei Queen in studio dopo un periodo difficile per la band. Freddie Mercury scopre di essere malato di AIDS, ma la band decide di continuare a registrare e conseguentemente far uscire il nuovo album. “Breakthru”, “The Miracle”, “The Invisible Man” i pezzi di maggior valore a mio avviso. Il resto piuttosto bruttino.
Classifiche e vendite:
USA: circa 500,000 copie (oro)
UK: 600,000+ copie (multi-platino)
Giappone: circa 150,000 copie
Italia: circa 130,000 copie
1991: Innuendo
Con “Innuendo”, ultimo album pubblicato dai Queen durante la vita di Freddie Mercury, la band torna ad avere credibilità Rock. Nonostante le sue condizioni di salute peggiorino, Freddie registra cose egregie. “Innuendo” è una meraviglia … epica, rococò, intensa, bellissima. “I’m Going Slightly Mad” e “These Are the Days of Our Lives” le altre due perle. A me è sempre piaciuta anche Headlong.
La copertina dell’album è senza dubbio una delle più artistiche e significative della band.
Classifiche e vendite:
USA: circa 500,000 copie (oro)
UK: 300,000+ copie (disco di platino)
Giappone: circa 200,000 copie
Italia: circa 100,000 copie
1995: Made in Heaven
Pubblicato postumo dopo la scomparsa di Mercury, “Made in Heaven” è composto da tracce vocali registrate prima della sua morte, con arrangiamenti e produzione finale curati dai membri rimasti. L’album è caratterizzato da toni malinconici ma celebra anche il contributo artistico di Freddie. Questo quello che si dice. Non roba per me, quindi evito di giudicarlo.
Classifiche e vendite:
USA: circa 500,000 copie (oro)
UK: 1,200,000+ copie (multi-platino)
Giappone: circa 400,000 copie
Italia: circa 150,000 copie
Un accenno anche a Live killer de 1979, e poi via verso i saluti finali (vedi video qui sotto). Un’altra serata niente male, un’altra illusione che il Rock sia ancora quello che era.
NEW YORK GOODNIGHT! Sant’Orsola thank you … it’s been great.
Sabato sera, pizzeria di Herberia. Di fianco ho il mio fedele amico fraterno e cuore nerazzurro Mario, di fronte abbiamo due groupie raccattate chissà dove. Il locale è pieno. Arriva la cameriera, ordiniamo. E’ il mio turno “una Bella Napoli alta, grazie”, la cameriera si avvicina quindi a Mario, il quale sottovoce le dice, indicando una pizza sulla tovaglietta/menù: “A me questa, non la nomino altrimenti il mio amico Tim s’incazza!”. Scoppio a ridere, Mario vuole evitare che lo prenda in giro perché ordina la pizza Fufi con conseguente scherno accompagnatorio “An s’è mai vest Johnny Winter tôr una Fufi … non si è mai visto Johnny Winter ordinare una Fufi“, sottintendendo che con quel nome è una pizza da mammolette. Si sa, con gli amici del Team Tirelli giochiamo a fare gli uomini di una volta, sebbene tra creme e prodotti di cosmesi siamo ormai tutti dei metrosexual.
Parliamo delle nostre cose, io e Mario teniamo inoltre d’occhio i risultati delle partite in corso delle dirette concorrenti della nostra squadra del cuore. Arriva quindi il momento del dessert, io non posso non ordinare una delle mie droghe preferite, ovvero il sorbetto bio di stagione al mandarino (sì, lo so, sono una pheega anche io). Una delle groupie ordina il mascarpone con il “crumble” cacao dimenticando forse che il cacao ha un gusto particolare che lei non ama particolarmente, infatti si arrabbia parecchio per il sapore che ha, arriva persino ad inveire contro le briciole di frolla al cacao, al che libero ITTOD (uno dei tre uomini che sono) mi alzo ed esclamo: sì, dai, fanculo, spacchiamo tutto!!! Il mio exploit la sorprende, la tensione si stempera in risate fragorose. La serata è salva. Grazie ITTOD.
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Il riscaldamento climatico è ormai conclamato da anni, il pianeta è stremato, ciò non toglie che qui nella steppa della Valpadana vi siano ancora periodi piuttosto freddi, un rosario di notti e mattine sottozero che rendono i territori intorno alla Domus, la casetta blues e vagamente derelitta dove vivo, simili alle tundre del grande nord. Per l’uomo di blues che sono questi panorami sono assai suggestivi.
Tundra alla Domus – gennaio 2025 – foto Tim Tirelli
Tundra alla Domus – gennaio 2025 – foto Tim Tirelli
Tundra alla Domus – gennaio 2025 – foto Tim Tirelli
Talvolta al crepuscolo, se non rincasa per tempo, vado a cercare il gatto Honecker, l’unico maschio dei quattro felini che abitano la Domus; ultimamente sembra attratto dalla vecchia casa mezza crollata a cento metri da qui, proprio come faceva l’indimenticato e tanto amato gatto Palmiro anni or sono. Mi inoltro tra la vegetazione intricata che prospera intorno al rudere chiamandolo in maniera suadente; d’un tratto il fascio di luce della torcia si riflette sul suo muso, i suoi occhi si trasformano in due faretti che lo guidano verso di me. Arrivati sulla stradina stretta e tortuosa ci incamminiamo verso casa, Honecker lo fa col suo passo sinuoso, sembra quasi una danza, ogni tanto si volta per assicurarsi che io sia proprio dietro di lui, mi si scioglie il cuore; non pensavo che dopo Palmiro avrei potuto amare un altro gatto in questo modo. Volgo lo sguardo verso sud, sugli Appennini vi è una pennellato di arancione … prendo il cellulare, faccio partire Dusk dei Genesis e mi emoziono quasi fino alle lacrime e constato ancora una volta quanto la musica mi permetta di sopravvivere, di illudermi che ci sia un senso in questo mistero assoluto che è la vita.
Dusk alla Domus – gennaio 2025 – foto Tim Tirelli
Dusk alla Domus – gennaio 2025 – foto Tim Tirelli
Rincasati, una volta rifocillato il mio amico felino, amorevolmente lo redarguisco … qui intorno abbiamo volpi e altri animali che potrebbero essere pericolosi per lui, non deve attardarsi fuori. Honecker mi guarda perplesso, ovviamente non capisce il perché di questa reprimenda, è legittimo il sguardo, quanto siamo stupidi noi umani quando pretendiamo che si vedano le cose dal nostro punto di vista.
Honecker – gennaio 2025 – foto Tim Tirelli
GOLDEN AGE OF ROCK AND ROLL
Incappo in un trafiletto tratto da una vecchia rivista nazional popolare italiana, Sorrisi e Canzoni Tv, riporta la classifica dei 45 giri più venduti nel gennaio del 1978 in Italia. Ripenso al Tim adolescente di quel periodo che si attaccava ai nomi a lui cari presenti in classifica … Santana, Vecchioni, Le Orme, Pooh, Jean Michel Jarre, Locanda Delle Fate, Branduardi…
Superclassifica settimanale dei 45 giri più venduti , pubblicata sul n. 4 di TV Sorrisi e Canzoni del Gennaio 1978 (Maurizio G. Donatelli)
SERIE TV
_American Primeval (USA 2025) – TTTT½
Storie cupe e violente di frontiera (1850) che riprendono anche fatti realmente accaduti, descritte senza retorica né filtri. Serie TV di alto godimento per gli uomini blues che siamo.
_ True Detective 4: Night Country ( 2024) – TTTT
Ennesima stagione di grande impatto. Ambientata in Alaska questo nuovo capitolo è un magnifico noir gelido e tenebroso. Jodie Foster è fantastica.
Strike è una serie televisiva britannica basata sui romanzi polizieschi scritti da J. K. Rowling con lo pseudonimo di Robert Galbraith. il protagonista della serie è il personaggio di Cormoran Strike, nome suggestivo per il blog che siamo. Cormoran è un uomo tribolato, fa l’investigatore privato, il suo ufficio è in Denmark Street, strada londinese centrale per noi amanti della Musica Rock. Cormoran è figlio di una rockstar e di una groupie. La 5a stagione è forse quella che mi è piaciuta di più.
The Walking Dead: The Ones Who Live (USA 2024)- TT½
La si considera uno spinoff questa miniserie televisiva statunitense del 2024 ideata da Scott M. Gimple, Danai Gurira e Andrew Lincoln. In pratica è un sequel che vede Andrew Lincoln, Danai Gurira e Pollyanna McIntosh riprendere i loro ruoli. Non mi è piaciuta, troppo prevedibile, in qualche modo sdolcinata e lontana dalla grandezza (lo so, è ovvio) delle prime magnifiche stagioni originali.
PLAYLIST
FINALE
Talvolta ritorno al mio paese natale, Nonatown, lo faccio per mantenere il legame col luogo in cui sono nato e vissuto per qualche decennio, per incontrare casualmente facce conosciute, sebbene ormai siano sempre meno. Vi sono anche in questo sabato, in preda alla nostalgia giro per il piccolo centro storico con le due torri e la famosa abbazia dell’anno 752; faccio colazione in uno dei bar del complesso commerciale dove una volta vi era una antica fabbrica per la lavorazione del pomodoro poi divenuta per parecchi decenni cantina sociale. Saggiamente qualche lustro fa, al momento della ristrutturazione, fu deciso di mantenere il design architettonico del vecchio aggregato cosicché il tutto non è davvero niente male. Entro per qualche secondo alla Coop e vedo solo facce sconosciute, forestieri che sono venuti a vivere in periferia visto che i prezzi delle case del capoluogo di provincia sono inavvicinabili ai più. Al ritorno mentre cammino sotto ai platani di via Fossa Signora noto un uomo della mia età che mi fissa; lo guardo dritto negli occhi e gli chiedo: “mi scusi, ci conosciamo?”, “tu sei Tirelli vero?”, “Sì, sono io ma tu chi sei?” “Sono Vito …”. Cazzo, Vito, un’amico d’infanzia, subito mi si sprigiona il ricordo dell’andare, in estate, in campeggio ovvero in vacanza in montagna con la parrocchia … è da allora che non ci vediamo. Lo abbraccio, ci aggiorniamo brevemente sulle nostre vite e poi aggiunge “so che sei un grande chitarrista” … ah, Vito, Vito, magari lo fossi davvero.
Risalgo in macchina e ritorno verso l’altra città che ho nel DNA, Regium Lepidi. Chiamo l’amico Jaypee.
“Ciao Jay, che stai facendo?”
“Sto ripassando Vento Di Maestrale (un mio pezzo), sabato prossimo abbiamo le prove e voglio essere preparato. E tu?”
Con Jaypee, Mixi e March abbiamo deciso di ritrovarci in sala prove, come dico sempre … così per non morire; vogliono suonare i miei pezzi ed io non posso che esserne lusingato.
“Sto tornando a casa, sono appena stato a Nonatown e ho pensato di chiamare l’amico Jaypee, anche perché ormai sei l’unico che ho …” gli dico
“Beh, sono l’unico perché le altre sono tutte pheeghe!” mi dice, alludendo al fatto che ormai ho la nomea di frequentare solo delle (gran) pheeghe.
Scoppio a ridere di nuovo. Jaypee, come fa spesso, riesce a risolvermi le giornate.
Tim & Jaypee alla discoteca Rock “Corallo” – Scandiano dicembre 2011
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