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Di Cristoforo Scudiero “AVANTI ATTRAVERSO LA NOTTE”, dirige il maestro Riccardo Wakeman, cantano i SI’.

25 Feb

Ci sono degli album talmente belli che quando ero un ragazzetto mi stregarono così tanto che mi impedirono di approfondire il discorso su certi gruppi;  se vogliamo metterla in un altro modo, ero così maturo per queste cose già allora, da capire che l’album in questione era un capolavoro che la band o l’artista in questione non avrebbe mai superato. Mi accadde  per esempio per Reggatta de Blanc dei Police, per The Stranger e 52nd Street di Billy Joel, per Crusade di John Mayall, per alcuni altri e per The Yes Album degli Yes. E’ forse per questo che non ho mai approfondito come sono solito fare, la conoscenza con il gruppo inglese; certo, Fragile e Close To The Edge si aggiunsero alla collezione , ma troppi album del gruppo mi sono scivolati via durante gli anni. Ho poi sempre guardato ai lavori della band post anni settanta con un certo snobismo, e quando –  negli ultimi lustri –  vedevo le nuove uscite della band riformatasi in formazione storica, facevo spallucce. Neanche due mesi fa, alla ossessiva ricerca di cd in edizioni speciali, mi imbatto in Keys To Ascension su Amazon: bella confezione, 4 cd e un DVD a poco più di 12 sterline, il fuoco del progressive che torna prepotente a bruciare … posso resistere? No di certo.

Qualche venerdì sera fa, ero a casa da solo, e quando sono a casa da solo nel posto dove vivo, sono davvero solo: intorno solo la campagna silenziosa e la notte nera. La cosa che faccio quando sono a casa da solo (ma in realtà è la cosa che faccio sempre e comunque) è ascoltare musica … accendo l’impianto, metto il primo cd del cofanetto e mi seggo davanti al computer. La casa si riempie delle eleganti riletture targate 1996 di brani classici degli Yes e le luci indirette che ho sapientemente acceso in un paio di stanze, danno all’atmosfera la giusta luce. Dopo un po’ mentre son perso tra i siti che sono solito bazzicare (FC Inter News, il blog si Settore, Ross Halfin, La Repubblica, La Gazza, il Billy’s Zep Phreak Club e via dicendo) dal cd parte un pezzo che cattura la mia attenzione fin da subito e che man mano che prosegue mi coinvolge completamente. Mi alzo di scatto, mi precipito davanti allo stereo, prendo in mano la confezione … ONWARD, scritto da Chris Squire. Ma da che album è? Vado nella sezione Rock progressivo della mia collezione, guardo uno ad uno i cd degli Yes che conosco poco e mi accorgo che è tratto da Tormato del 1978. Ora, Tormato lo posseggo da un bel po’, lo ho anche in versione rimasterizzata, ma Onward proprio non me la ricordavo. Metto su la versione da studio ma mi sembra subito meno potente, meno solenne, più compressa. Ritorno alla versione live di Keys To Ascension e la ascolto almeno cinque volte.

E’ proprio strano come a volte ci siano brani di musica che ti arrivano direttamente, senza nessun filtro, e tu sei lì con la tua anima senza difesa in balia di questa aria sonora, di questa sequenza gradevole di suoni che ti avvolge completamente.  Curioso poi come siamo capaci di farci suggestionare e di agganciare il testo della canzone a vicende personali che magari negli ultimi anni ci hanno scosso la vita.

Come dice Mauro Corona, una certa età per gli uomini è una età incerta, è l’età tra l’altro in cui si ha (e uso le parole di Julia) la “percezione del limite”, una età capace di metterti a soqquadro e farti affrontare cose che non avresti mai pensato di affrontare. Una età in cui magari hai perso la tua stella del mattino e ti ritrovi di conseguenza a viaggiare in serate buie alla ricerca di una luce guida, perché quando la strada si fa “lunga e tortuosa” e buia, ciò di cui si ha bisogno è una luce (…light light light in the light…), una meta,  magari anche provvisoria, ma dove si possa approdare senza sbattere sugli scogli.

E allora come si può resistere a Jon Anderson che canta (le parole di Chris Squire)  “tu sei la luce che brucia e che splende, avanti attraverso la notte, avanti attraverso la notte della mia vita”,  mentre un incedere maestoso condotto dalle tastiere di Wakeman si lascia guidare dai ricami chitarristici struggenti di Steve Howe? Può un uomo di blues rimanere indifferente a queste cose?

Contained in everything I do
There’s a love, I feel for you
Proclaimed in everything I write
You’re the light
Burning, brightly
Onward through the night
Onward through the night
Onward through the night of my life

Displayed in all the things I see
There’s a love you show to me
Portrayed in all the things you say
You’re the day
Leading the way
Onward through the night
Onward through the night
Onward through the night of my life

Onward through the night
Onward through the night
Onward through the night of my life

(Chris Squire – YES)

PER SENTIRMI VIVO ALLE CINQUE DI MATTINA CON LA NEBBIA DEI POLMONI

19 Feb

E’ già un po’ che al sabato mattina mi alzo presto, beh, non proprio alle cinque, ma presto abbastanza per mettere alla prova la mia volontà.

Mi lavo, faccio colazione a base di fette biscottate con la marmellata (rigorosamente quella  prodotta da Agricoltura Casentinese di Bibbiena AR) bevendo the e bevande alla frutta (sovieticamente della Coop).

Mi metto in macchina e lascio il posto in riva al mondo dove vivo; attraverso le campagne che in questo febbraio cercano di togliersi di dosso nebbie e foschie, costeggio la ferrovia tenendo il muso della Croma blu puntato verso il sole che nasce …destiny is a rising sun…attraverso Campogallo, arrivo in città, parcheggio all’ex ippodromo e prima delle otto sono in centro a Modena.

Ho bisogno di sentirmi vivo e vivere la città che deve ancora svegliarsi del tutto mi aiuta.

Mi stringo nel giubbotto, guardo i tetti, i cornicioni, particolari delle vecchie case del centro che di solito non si notano, i cardini di un vecchio portone, fontane quasi nascoste nel sottosuolo. Se come stamattina, sono arrivato ascoltando un bootleg degli Eagles (allo Spectrum di Philadelphia il 17 maggio 1975) mi aggiro tra le vie come se fossi uno della banda Doolin Dalton ma poi, se come stamattina incontro Julia, mi sciolgo e ritorno alla realtà. Julia l’ho conosciuta quasi per caso alcuni fa, anche lei ogni tanto è in giro per la città a quell’ora, ma per lavoro non per diletto o per stemperare qualche blues. Se il tempo lo consente ogni tanto ci sediamo in un caffè, ordiniamo qualcosa e ci mettiamo a parlare. E’ sempre bello scambiarsi pensieri profondi. Scuotendo leggermente i suoi lunghi capelli neri poi mi saluta e torna in fretta ai suoi impegni. Io mi fermo nell’edicola sotto la Ghirlandina, compro Repubblica, controllo se sono usciti Classic Rock, Uncut e Mojo, ripenso a quando usciva Ken Parker Magazine e al godimento assoluto che provavo nell’acquistarlo. Faccio mente locale e ripasso l’ora e il giorno  in cui l’Inter giocherà nel weekend, galleggio ancora un po’ nelle piazze del centro e poi rimonto in macchina. Niente di speciale dunque, ma abbastanza per sentirmi vivo … però non c’è più Agnese seduta sul manubrio a cantar canzoni, a cantar canzoni.

 

IMPRESSIONI DI DICEMBRE (2010)

19 Feb

REFLECTION FROM A DREAM

…dicembre per me sempre un mese magico: compio gli anni nel giorno del solstizio d’inverno (il giorno più corto, la notte più lunga… di certo il giorno blues per eccellenza), naufrago con malinconica felicità nella atmosfera festiva, rimango incantato dalle lucine ad intermittenza, preparo l’albero, il presepio (laico s’intende: con il pupazzino di Page al posto del bambinello, e le statuine di Fidel e del Che sulle montagne), contemplo il cielo annusando l’aria nella speranza che arrivi la neve, mi godo i rintocchi delle campane e il gelo delle campagne e infine scambio un augurio con le persone a cui tengo, per la nuova stagione e il nuovo anno che stanno arrivando.
Dicembre significa anche alzarsi con trepidazione il 25 mattina e trovare tutti quei bei pacchetti sotto l’albero. Libri, Dvd, Bluray e soprattutto cd, in edizioni speciali s’intende! …
Tutto molto poetico se non che …

WHEN THE LEVEE BREAKS
… la mia bassista preferita per il compleanno mi ha regalato il bellissimo cofanetto giapponese dei Pink Floyd (14 CD), il 25/12 tra i regali di alcuni di voi e quelli che mi ero preso per me mi saranno poi arrivati qualcosa come circa 25 altri titoli in CD, alcuni dei quali in edizione speciale, quindi da 2/3/4 o 5 cd l’uno.
Facendo un calcolo veloce circa 85 CD singoli.
Ora me li sto duplicandoli tutti – su CD! – per potermeli ascoltare in macchina e conservare gli originali con cura (ho anche iniziato a mettere quelli in edizione standard con la custodia in plastica, dentro a delle bustine affinché non si graffino).
Si potrebbe dire che per un po’ sono a posto no?
E invece, oggi 28 dicembre, il mio carrello su Amazon è già pieno di altri 21 titoli + altri 22 sono nel “sotto carrello” Saved Items To Buy Later.
E c’è di più: è bastata una email da CONCERT LIVE (la ditta inglese che produce gli Instant Live ufficiali di alcuni artisti) dove si leggeva che è iniziata la svendita (doppi cd a 7 sterline invece che 20) per farmi fare in fretta e furia un nuovo ordine di 3 doppi CD (Asia all’High Voltage Festival 2010 – Bad Company 1/4/2010 Birmingham – Bad Company 2/4/2010 Manchester … ovviamente quello a Londra di due giorni dopo lo avevo già).

HELP ME IF YOU CAN
Ora, qualcuno sa se esiste la associazione CDisti anonimi?

Poor Tim