Domenica scorsa, di mattina, con un gran bel sole, decido di fare un giro a piedi. Campagna, le gemme sugli alberi, Ronzoni che malgrado sia festa è in mezzo alla vigna a potare, le campane che suonano e naturalemente “c’è chi va a messa e c’è chi pensa di fumare come aperitivo prima di mangiare”. Respiro l’aria, mi libero la mente e lascio che “il sole batta sul mio viso” in attesa che “le stelle riempiano i miei sogni”. Decido di far un giro al cimitero, voglio andare a trovare Inigo Ganassi, uomo che non ho mai conosciuto ma che seguo con lo stesso fervore con cui seguo Camillo Prampolini. Sono lì, dedico un pensiero a Inni, ormai lo chiamo così, confidenzialmente, e do un’ occhiata intorno… quanti nomi meravigliosi che sanno di Emilia profonda:
Termine Bedogni (donna), Vally Valli (donna), Wilder Casoli (uomo), Aronne Iotti (uomo), Walther Verzellesi, Eteoche Asri (uomo), Vivaldo Campani, Dirce Campani…
Ah, io amo la mia terra.
















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