BAD BLOG BLUES

20 Mag

Leggendo i commenti che alcuni di voi scrivono in risposta a certi miei scritti, mi chiedo ormai da qualche mese se valga davvero la pena portare avanti iL blog come sto facendo io, se valga la pena non avere tanti filtri, mettere in chiaro oltre alle proprie opinioni anche certi pensieri un po’ sghembi che ogni tanto passano per la testa. So di non essere un tipo facile, né particolarmente simpatico, come ho già scritto sono un po’ cagacazzo e snob, non passo sopra alle cose e faccenduole di questo genere. Questione di carattere immagino. Questo atteggiamento vale un po’ su tutto, ma se per quanto riguarda certe cose come la politica so di aver ragione e di stare dalla parte giusta, per la musica le mie sono riflessioni, provocazioni, sentimenti, intuizioni che mi sgorgano dallo stomaco con cui interrogo prima di tutto me stesso. Credevo che avere un blog personale  significasse avere un blog sganciato da logiche di equilibrio, paraculismo, oggettività, professionalità. Mi accorgo invece che ciò non è possibile, che le tue idee pur personalissime e discutibilissime, toccano nel profondo gli altri, scandalizzando e rendendo meno credibile il tutto.

Negli ultimi giorni, tra messaggi vari e altri mezzi di comunicazione in parecchi mi hanno mostrato – amichevolmente – le loro perplessità sui miei giudizi frettolosi, esagerati, senza freni. Prendo ad esempio qualcosa arrivato tramite commento al blog (tralascio le altre forme di contatto forse più private e meno adatte ad essere portare ad esempio pubblicamente):

PICCA:…Tornando a Tim, mi verrebbe da consigliargli di non cadere nella trappola del doversi esprimere in pareri su artisti, musiche e momenti che non gli interessano minimamente (trappola nella quale cado assieme a lui troppo spesso).

Nel mio caso è la frègola dell’ opinione a tutti costi (un male dei nostri tempi) che altro non è che una nevrosi data da bassa autostima e paura di non essere all’altezza (devo esprimermi su tutto altrimenti capiranno che non valgo una cazzo).
Ma Tim è very opinionated e penso che giocherà fino alla morte e a viso aperto con le sue analisi e i suoi giudizi su Soundgarden (Sabbath riscaldati, vero Tim?) Black Keys (vuoi mettere con Howlin’ Wolf, vero Tim?) o Jack White (erano meglio gli Stone The Crows, giusto Tim?) prima di rituffarsi completamente e inguaribilmente in un frammento di reperto di un polveroso bootleg audience registrato male dei New Yardbirds e ritrovarsi, felice, nel suo brodo.

(Howlin’ Wolf)

ALEX: Da “Genesista” a me piace , ma posso benissimo capire che uno trovi noioso e pretenzioso “The Lamb”. Invece faccio fatica a capire il preferire al “perfect pair” Perry & Whitford (uno dei più grandi e ignorati “ritmici” della storia) l’anonima coppia di mestieranti Dufay & Crespo (quest’ultimo cognome mi fa pensare con molto più entusiasmo all’omonimo centravanti argentino): da fan dei Fleetwood Mac sarebbe come dire preferire Burnette & Vito a Lindsey Buckingham, ma non discuto i gusti personali. Riconosco però che “Rock in a hard place” é un buon album, non inferiore alla loro media di quel periodo. E ti “perdono” perché sei uno dei pochi che come me pensa che “The song remains the same” sia quello che troppi sordi non vogliono sentire, ovvero un live della madonna.

(Jimmy Crespo)

(Rick Dufay)

BEPPE Argomento musica: Tim, so che ti fa piacere esser in sintonia con GC (Giancarlino!?!) Trombetti. In effetti, pur con differenti personalità, amate dar mazzate psicologiche a destra e sinistra, ed esser dissacratori. Passi che a te gli High Tide dicano poco, passi che Atomic Rooster ti dicano ancor di meno, e che per te Montrose fosse poco più di una pippa, ma…Crespo-Dufay meglio di Perry-Whitford? Sai che per un fan di rock americano è come se si venisse da te (o dai molti ultras Zeppeliniani di questo blog) sostenendo che Page faceva miglior figura con Coverdale alla voce che con Plant? Comunque, parafrasando le femministe che alludevano a qualcosa di (spesso) molto interessante, il “blog é tuo e lo gestisci tu”. Io mi ritiro in buon ordine, mi hai demolito l’ennesimo mito. Ma sei sicuro che condividevi qualcosa di ciò che scrivevo? Bye.

Opinioni senza dubbio condivisibili, PICCA, ALEX, BEPPE sono personcine mica da ridere, ed è proprio per questo che mi chiedo se davvero valga la pena continuare. Purtroppo io son fatto così, per certi aspetto a volte ho un atteggiamento simile a  Lester Young e Nick Kent ( facendo le debite proporzioni naturalmente) pur essendo per preferenze musicali molto diverso dai due scriba in questione. La differenza è che io non le scrivo in articoli musicali e su libri, ma le condivido semplicemente con una ristretta comunità di uomini e donne blues su di un personalissimo e umilissimo blog. Per la faccenda CRESPO/DUFAY, nel post mi chiedevo come mai mi piacessero più di, non scrivevo che che erano meglio dei due intoccabili a voi tanto cari. ATOMIC ROOSTER e HIGH TIDE li prendo per quel che sono, gruppi di seconda fascia. Ho i loro dischi, mi piacciono  ma li posiziono dove li ha posizionati la storia del rock. Mai detto che MONTROSE sia una pippa. E come potrei? Io poi che sono un chitarrista mediocre avvicinabile tutt’al più a MICK RALPHS… Dico però che il talento musicale non basta, che devi avere sufficiente testa, forza, coraggio e pazienza per portare avanti la tua visione. Una partecipazione illustre ad un disco di enorme successo (THEY ONLY COME OUT AT NIGHT) e un ottimo disco di esordio – seppur template per un certo rock americano –  (MONTROSE) non bastano per farlo diventare una figura di primissimo piano. Le sue altre cose, i suoi altri progetti sono ottime per i fan in senso stretto, come per me lo sono i FIRM ad esempio. A forza di chiedermelo, Beppe, mi stai convincendo che forse non abbiamo poi tante cose da condividere, ma il punto per me non è questo, il punto per me è stare insieme a gente illuminata, gente con cui ho comunque territori comuni da condividere, gente da cui posso imparare ad amare cose che altrimenti non mi arriverebbero (come è successo recentemente con i “tuoi” ANGEL e con il KRAUT ROCK “di” Polbi).

(Montrose)

Sono poi il primo ad ammettere che ogni tanto spingo sull’acceleratore, che tra il serio e il faceto mi piace dire che a LZ1 e TARKUS preferisco ITTOD e LOVE BEACH, capitoli importanti solo per la mia vita, ma è solo per stimolarmi il dibattito interno, per scacciare la noia, per vedere le cose da angolazioni diverse,che non sono necessariamente quelle giuste.

La domanda che mi faccio già da un un po’ quindi è se vale la pena portare avanti il blog, e portarlo avanti in questo modo, andando ogni tanto sopra le righe, esprimermi (ignorando il consiglio di Picca) su artisti che non mi interessano minimamente (GRAND FUNK? Son d’accordo con Page, sono solo volume.  REM? D’accordo con me stesso, fanno cagare.)?

Parlare ed esprimermi su band che ascolto ed amo, dicendo pane al pane e vino al vino di ciò che mi consiglia il mio cuoricino (BLACK SABBATH? D’accordo con John Paul Jones. L’assunto che vuole CHARLIE WATTS essere un gran batterista? Non diciamo cazzate. I PINK FLOYD di Barrett?Yawn…)?

Sia chiaro, non cerco mica comprensione, non è vittimismo, non ce l’ho con Picca, Alex, Beppe o chicchessia …è solo che anche in questo momento uso il blog nell’unico modo che so … a metà tra la necessità di battere sentieri dove in pochi si avventurano e una seduta di piscoterapia con cui provare a fare ordine tra pensieri di pancia, di testa, di blues.

TERREMOTO REPORT

20 Mag

Due veloci righe per aggiornare e tranquillizzare un po’ tutti. Qui nel posto in riva al mondo, a Nonantola e a Modena da Brian tutto abbastanza bene. Pochissime decine di km più a nord i danni come avrete saputo sono molto gravi. Oggi non mi sono mosso e da qui, in piena campagna, non idea della situazione reale del triangolo di terra che batto quotidianamente. La scossa è stata fortissima, lunga e pesante, da questi parti in pianura non abbiamo mai avuto nulla di simile che io ricordi. Lalalli ,mia sorella, al settimo piano è quella che ha forse avvertito di più la cosa, con ante degli armadi e sportelli della cucina aperti, oggetti caduti per terra. Lasìmo a Nonantola ha passato tutta la notte in strada. Brian, se non altro, sembra aver preso tutto con filosofia e con coraggio. Spero che stiate tutti bene. Grazie a Giancarlo, Beppe, Polbi, Marco, Jaypee e gli altri che, preoccupati, hanno chiesto notizie.

 

L’HIGHWAY BLUES e il CHELSEA che vince la Champions

20 Mag

Seconda parte della settimana rotolata verso un black mood fastidioso (soprattutto per gli altri), amplificato dall’ascolto di THE LAMB LIES DOWN ON BROADWAY dei Genesis, disco, diciamocelo, noiosetto e pretenzioso.

Sabato mattina, diretto da Brian as usual. Mi ascolto SECONDS OUT sempre dei Genesis:

A Campogallo passo sul ponte  dell’autostrada, quella che conduce alle porte del cosmo che stanno su in Germania. Viene voglia di entrarci, di perdersi tra quelle corsie nel tiepido sole del mattino, raggiungere mete, far  scartare di lato la tua vita, trovare significati che si rincorrono dall’età in cui si è diventati uomini di blues (in pratica da quel freddo solstizio d’inverno di secoli fa…).

Invece prosegui, arrivi a Mutina. Alla LittleCross vedi un vecchio arabo che mendica al semaforo del grosso incrocio. Sono le 09,09, sono in ritardo di 9 minuti. Sento squillare per la seconda volta il telefono, è Brian che mi cerca, la suoneria collegata al suo numero non lascia dubbi…

Solite faccende a Ninetyland, un gruppo di turisti veneti davanti alla’Abbazia di Thelema, la colazione al K2, una salto da Lasìmo e Brian che mi diletta coi suoi interventi:

Te t’è come un fiòl per me!” (Tu sei come un figlio per me)….vorrei anche vedere.

“Te piaci alle donne, cadono ai tuoi piedi” …Fosse davvero così sarei tutte le domeniche allao stadio accanto a Bedi Moratti.

T’è propria un Tim” (Sei proprio un Tim)…???

Mi propina poi la sua poca simpatia per i tedeschi “Ierèn gnu chè a cumandèr, lor e i fasèsta, c’ag vegna un azidènt” (Erano venbuti a comandare, loro e i fascisti, che gli venga un accidente). Sintomatica questa la metamorfosi. Negli anni sessanta e settanta per lavoro finiva spesso ai lidi ferraresi, così volle imparare un po’ di tedesco per poter comunicare con i turisti tedeschi. Al mare in vacanza metteva insieme compagnie di decine di persone italiane e tedesche e alla sera si facevano feste leggendarie sulla spiaggia con lui come mattatore. Adesso con la malattia che lo imprigiona nelle nebbie e nei pantani, dalla pancia salgono i sentimenti più istintivi e dunque la poca simpatia per quell’esercito che per alcuni anni della sua adolescenza gli peggiorarono la vita.

Verso le 13 ritorno. Basta progressive, provo a vedere se l’hard rock che piace a me mi colora di tinte meno scure il morale, AEROSMITH dunque, un bootleg del 1982 a Chicago, con Jimmy Crespo e Rick Dufay alle chitarre:

Non so perchè ma ho sempre preferito Crespo e Dufay a Perry e Whitford. Boh, misteri.

Serata di Champions league. Non amo particolarmente nè gli inglesi nè i tedeschi, ma tengo per il Chelsea, senza tentennamenti. E il Chelsea vince, un po’ inaspettatamente…questo è davvero il bello del calcio.

Sospiro un po’ pensando che due anni fa a quest’ora ero a girare per Reggio con Dennis e col bandierone nerazzurro, mi asciugo gli occhi pensando a Josè…mi ricompongo e inizio a bisticciare con la groupie, poco convinta che STRAMACCIONI sia il secondo miglior allenatore del mondo. Ma tiene il Milan, che ne può sapere. Intanto prego il padre dei quattro venti che arrivi presto il due agosto…preliminari di Europa League. Non vedo l’ora. (sì, cioè…insomma…)

My Brian Hurts

18 Mag

La gestione del vecchio Brian si fa sempre più impegnativa, sabato mattina, domenica, giovedì a pranzo, qualche altro giorno quà e là…rimpallo come una pallina del biliardino tra Regium Lepidi, StoneCity e Mutina. Faccio la doccia a Brian, gli lavo i capelli, lo porto in giro, gli faccio da mangiare, gli lavo i piatti…mi scopro badante e mi sorprendo a far cose che mai avrei pensato di dover fare.

Mentre maledico i soldi che non ho per potermi permettere una badante vera e propria, mentre mastico a fatica i blues che nascono da questa situazione, mentre riscaldo in un tegamino le tagliatelle al ragù, mentre cuocio un paio di svizzere, mentre preparo il caffè e mentre sporco il lavandino e i fornelli come solo un uomo di blues può fare ripenso alle cose che ogni tanto sento dire a Brian, allora mi scappa un sorriso e adempio ai miei doveri da figlio con più piglio:

mentre gli ordino di vestirsi come voglio io e di mettersi quindi le calze fantasmino a cui non è abituato: “Andare senza calze è inumano“.

Mentre bisticciamo perché col caldo che fa potrebbe anche arrotolarsi le maniche della camicia: “Con le maniche della camicia non arrotolote e abbottonate fino in fondo è più scic

Mentre siamo a tavola e consumiamo il pranzo, con il tg di LA7 che commenta l’ennesima giornata nera delle borse “E con Milàn cum andòmmia, sommia a sero?” (E con la borsa di Milano come andiamo, siamo a zero?) (Lui che le borse non le ha mai sopportate).

Trafficando con la chiave mentre cerca di inserirla a fatica nella serratura “Dio scandiàn” (Dio Scandiano – imprecazione tipica di uan certa zona del reggiano…lui cattolico convinto).

Che ridere che mi fa il vecchio Brian.

LED ZEPPELIN – “Snowblind – Vancouver 20 marzo 1975” (EVSD 2012) TTTTT

17 Mag

TITLE: Snowblind – Vancouver 20 marzo 1975

LABEL: Empress Valley Supreme Discs 2012

TYPE: excellent sounboard

SOUND QUALITY: TTTTT

PERFORMANCE: TTTT

BAND MOOD: TTT1/2

Nuovo capitolo per la saga cosiddetta SOUNDBOARD REVOLUTION: la registrazione soundboard del secondo concerto di Vancouver del 1975 mai apparsa fino ad oggi. E’ il decimo soundboard del tour dell’anno in questione e come gli altri la sound quality è eccellente. Ogni volta che ne esce uno si dicono al stesse cose: magari uscissero sounboard del 1970, del 1971, anche del 1977…certo magari, ma io non mi lamento: un nuovo soundboard dei LZ per me è sempre una cosa eccitante. Siamo nel 1975, come sappiamo non sono più i LZ dei primi cinque anni, Plant ha i soliti problemi alla voce, Jimmy è sempre poco preciso ma resta comunque una bella esperienza rock gustarsi un concerto del LZ per intero con questa qualità.

La performance per i livelli del ’75 è più che buona. Mi pare particolarmente riuscita DAZED AND CONFUSED. Dalla registrazione manca il primo minuto o poco più del concerto, e la Empress Valley ha inserito un minuto e 16 secondi della registrazione soundboard del giorno prima. Poteva farlo con la fonte audience del concerto del 20… peccato. Come dicevo buon concerto (per gli standard del 1975), anche Page si muove bene, eccetto HEARTBREAKER. E’ l’ultimo pezzo. Deve essere successo qualcosa (che tutti crediamo di immaginare) nei camerini tra la fine di STH e il ritorno sul palco per i bis. In WHOLE LOTTA LOVE e HEARTBREAKER le prestazioni di Jimmy Page si fanno lofi lofi. WHOLE LOTTA LOVE è comunque interessante per la lunga sezioni funky, dove Plant accenna al grido di IMMIGRANT  SONG e Page abbozza il riff di OZONE BABY.

HEARTBREAKER è un disastro, forse la peggiore versione che io abbia mai sentito. Siamo a livelli dell’ATLANTIC 40th ANNIVERSARY, con l’aggravante che Page qui paciuga anche il riff.

Come si sia potuto ridurre così uno che quindici minuti prima ha suonato una buona DAZED AND CONFUSED di oltre 40 (!) minuti è un bel mistero. Va beh i blowjobs, la polvere colombiana, il Jack Daniels ma in quei camerini succedevano senza dubbio cose al di là della nostra immaginazione…

Il problema facebook

17 Mag

Il problema facebook per me è questo: diverse persone che non conosci (o conosci poco) ti chiedono l’amicizia (senza mai specificare perché), tu gliela dai perché vuoi essere cortese e ben disposto, ma poi se per un valido motivo decidi di toglierle dalla tua lista di amici succede un finimondo e vieni criticato.

Dunque vediamo un po’, mi chiedono l’amicizia perché sono amiche di qualche mio amico, perché sanno chi sono dai tempi pre-facebook e nel nome del rock vogliono diventare mie amiche (le persone intendo non le fighe), perché portano lo stesso cognome, perché hai fatto un commento su un post di un tuo amico che loro trovano divertente, perché in qualche modo durante la vita vi siete sfiorati.

Poi ti capita di vedere i loro post, i loro commenti, le loro preferenze e capisci che in quanto ad affinità elettive siete distantissimi. Io, che non sono uno che passa sopra alle cose con facilità, le cancello dalla lista degli amici. Per questo vengo tacciato di non essere democratico, di non rispettare le idee altrui, etc etc.

No aspetta un attimo…vedo un tuo delirante post dove fai apologia del fascismo, quello di mussolini per intenderci, e io dovrei fare finta di niente? Già faccio tanto a non offenderti, a non commentare, il minimo che posso fare è cassarti dalla lista. Tu che fai? Mi scrivi un messaggio dove blateri di democrazia e di rispetto delle idee altrui e che evidentemente ti sei sbagliata a giudicarmi. Ragazzina, per me  – e per la legge italiana – la apologia di fascismo è reato. Vai a fare in culo, te e mussolini.

Un altro fa un commento poco elegante sulla morte di Carlo Giuliani al G8 di Genova. E’ una cosa che mi tocca. Gli scrivo in modo pacato e diplomatico che non possiamo essere amici. Via, anche lì questione di democrazia, di non rispetto delle idee altrui…

Ancora, un amico pubblica un video da youtube intitolato IO ODIO L’INTER. Lo casso! Questi si interroga sul significato dell’amicizia e cose di questo genere…troppo profondo, se uno odia l’Inter su facebook non lo voglio tra le palle.

Io ho pubblicato note poco simpatiche sulla J**e, se uno J**entino vuole togliermi dai suoi amici, nessun problema, capisco benissimo, senza tante tragedie. Se uno è di destra e gli dà da fare che io sia dichiaratamente di sinistra, no problem, non me le prendo mica. Se i territori comuni non sono sufficienti a colmare il vuoto enorme che ci separa per quel che concerne la interpretazione della vita non facciamo tragedie, non ci frequentiamo su facebook (e magari nemmeno nella vita) e siamo a posto. Le amicizie (o presunte tali) non devono mica durare per forza tutta la vita.

Quindi, messaggio per: fascisti, fondamentalisti cristiani e religiosi in genere, berluskoniani, gobbi, milanisti, ascoltatori di musica di merda e di radio di merda, telespettatori di mediaset e di Rai1 e Rai2, amanti del grunge, amanti dei Rem dei Rush dei Nomadi, amanti del gioco del Barcellona, fan e lettori di Giancarlo Pansa, rompicoglioni in genere…non chiedetemi l’amicizia se poi ci rimanete male se ve la tolgo.

Bon, torno ad ascoltarmi THE DIVIDING LINE di ROBERT BERRY (solo un momento di spensieratezza prima di ributtarmi sui BLUE ÖYSTER CULT).

C.S.I. ROCK: IS JIMMY PAGE DEAD?

15 Mag

Picca mi invia questo articolo, così, all’improvviso….rimango sorpreso… è una delle sue intuizioni geniali? Lo ha sognato? Un semplice artifizio ? Fatto sta che non mi aspettavo che sapesse, che potesse smascherare una faccenda che solo in pochissimi in questo mondo sanno, così mi pongo il dilemma: glissare o, per il voto che ho fatto all’onestà intellettuale, integrare il suo post con una appendice che potrà finalmente spiegare uno dei grandi misteri irrisolti dell’universo? 

C.S.I. ROCK: IS JIMMY PAGE DEAD? di Picca

Guardavo l’altra sera l’ennesima menata televisiva legata al mito ‘Paul is Dead?’ che sarà simpatico e stuzzicante finchè volete ma ormai ha stracciato le gonadi alla grande.

Nel programma Misteri una Paola Barale irriconoscibile e con una sospetta voce ‘di naso e di fronte’ tipica delle liasons troppo lunghe con i prodotti tipici di Colombia e Bolivia ha intervistato un manipolo di ‘esperti’ per cercare di snodare l’antico inghippo sulla possibile morte di beatlepaul e la sua sostituzione con sosia, pare, canadese.

Misurazioni di orecchie, analisi di dentature, comparazioni di spettri e frequenze vocali eccetera…

Alla fine della fola appare quasi scontato che Macca 1 è crepato nel ’66 e che un Macca 2 gli è entrato nei beatleboots, ha imparato a imitarne l’accento adenoidale di Liverpool e si è allegramente messo a scrivere su due piedi Hey Jude, Penny Lane, Let It Be, Blackbird, Helter Skelter, Maybe I’m Amazed, Live And Let Die, My Love, Band On The Run e via discorrendo.

Così si spiega Maxwell’s Silver Hammer, se non altro.

La follia di tutto ciò ha però contribuito ad accendere un led (!) nel mio cervello fulminato e a imbastire un’ ipotesi che da qualche giorno mi ossessiona: Paul is Alive.

But Jimmy Page is dead.

(Jimmy Page 1  – 1969)

Vabbè la stanchezza, vabbè l’eroina, vabbè la cocaina, vabbè Charlotte Martin, vabbè Uncle Aleister, vabbè Kenny Anger, vabbè Richard Cole, vabbè Lori Maddox, vabbè la Riot House: ma la metamorfosi al contrario da farfalla virtuosa a bruco inceppato del chitarrismo, e non solo, di Jimmy non trova altra spiegazione.

Poniamo l’ipotesi (e qui la gnosi storiografica del nostro Timmy dovrà aiutarci) che mr. James Patrick Page, alla fine del tour del 1973, sia morto.

(Jimmy Page 1 – 1973)

Come non lo so, gli è cascata la doppio manico in testa, ha fatto un rito crowleyano per generare il Monnchild con Peter Grant come Scarlet Woman, l’ ha accoppato Ronnie Wood perchè gli molestava la moglie…non m’importa.

(Jimmy Page 1 – San Francisco Kezar Stadium 2 giugno 1973 – Foto di Riff Gilioli)

La Led Zep inc. decide di fare ‘la vecchia’ e di sostituirlo per non buttare alle ortiche tutto il lavoro svolto e le potenzialità future. Prendono un po’ di scarti degli albums precedenti per il disco successivo (cosa effettivamente accaduta per Graffiti: evidence n.1) e assoldano un chitarrista sconosciuto (mica puoi prenderne uno famoso sennò ti cappellano subito) e lo trasformano in Jimmy Page 2. Peter Grant smolla qualche mazzetta a chirurghi plastici per dargli un’ aggiustatina, Richard Cole parla con le groupies, Ahmet abbozza e il gioco è fatto.

C’è un problema: Jimmy 2, confronto a Jimmy 1, è un chitarrista scarsissimo.

Cioè… è uno che in un pub andrebbe da dio, tra l’altro conosce molti riff degli Zeps, ma messo di fronte a Dazed and Confused live del ’73 si caca sotto nel costume da dragone.

Planty e Jonesy si occupano di aggiustare un po’ di appunti e dar loro una forma zeppellinara, mentre Jimmy 2 sta in casa da mane a sera a fare scale e allenare diteggiature.

Mettono in giro la voce che sia drogato, ma in realtà va a lezione di chitarra.

Solo che non ha la manina, soprattutto la destra, come si evince osservando i filmati dal ’75 in poi: il polso del chitarrista ha subito un’ involuzione drammatica, è fermo, saldato all’avambraccio, senza fluidità (evidence n.2 – Tim: chiedere perizia a ortopedico appassionato di rock).

Anche le movenze sul palco si fanno meno fluide: certo, Jimmy 2 ha studiato bene le pose di Jimmy 1, ma ora hanno un che di sforzato, di meccanico, addirittura fuori-tempo, al contrario della showmanship mostrata da Jimmy 1 in TSRTS e altri filmati pre-decesso.

E a livello compositivo Jimmy 2 ci prova eccome a reggere il confronto, ma The Rain Song è un ricordo lontano, al massimo puoi arrivare ad Achille’s Last Stand con le 4’000 sovraincisioni di chitarra necessarie per portare la canzone a casa (evidence n. 3) e il buon Jonesy che ti dà una mano ad arrangiare.

Altrimenti…Hot Dog. Lucifer’s Rising. Chopin’s prelude.

Questo spiega anche i fallimenti delle collaborazioni successive, con Coverdale e Rodgers che si aspettavano di lavorare con Jimmy 1 e si sono ritrovati Jimmy 2.

Il problema è che adesso Jimmy 2 è Jimmy Page da molto più tempo di quanto non lo sia stato Jimmy 1, e indietro non si torna.

Se Timmy boy potesse piazzare due ritratti di Jimmy, diciamo un ’72 e un ’79, si evidenzierebbe che si tratta di due individui differenti.

Altrimenti basta guardare la manina destra.

Il dibattito, e l’indagine, sono aperti.

©Stefano Piccagliani 2012

Appendice: LE PROVE di Tim Tirelli

Il 29 luglio 1973 (o meglio il 30 visto che il concerto si protrae oltre mezzanotte) termina il tour americano del 1973 e terminano i Led Zeppelin come li conosciamo. Cinque anni in cui hanno pubblicato cinque album bellissimi e portato in tante città uno spettacolo rock come non si era mai visto. Nessuno come loro ha saputo fondere impatto sonoro/importanza storica/songwriting eccezionale/look/senso del rock/ senso del blues/capacità musicali e strumentali /intrattenimento/capacità di far soldi e di saperli gestire. I cinque anni in questione saranno il fulcro di tutto l’avvenire del gruppo, grazie a quanto fatto in questo periodo di tempo, i LZ saranno adorati per decenni a venire.

Il manager Peter Grant e il guru discografico AHMET ERTEGUN capiscono che – dal punto di vista della raccolta frutti…peraltro già abbondantissima – il bello deve ancora arrivare, pongono quindi la loro massima attenzione e cura al progetto LED ZEPPELIN.

Tutto perfetto quindi, beh non proprio…durante le riprese personali per le scene fantasy del film musicale a cui si sta lavorando Jimmy Page, la mente e leader del gruppo muore. Morte in apparenza normale e sciocca: Page cade da un cima montagnosa mentre gira per la terza volta l’ arrampicata. Il freddo, la stanchezza, il fisico non certo allenato…Page molla la presa, fa un volo di qualche decina di metri, batte la testa, muore. In Scozia, vicino alla Boleskine House, sulle rive di Loch Ness, mentre interpreta lo scalatore e l’eremita . Tutto sommato una morte adattissima.

(ultima immagine di Jimmy Page, pochi minuti prima di iniziare per la terza volta la scalata – tardo 1973)

Nel ristrettissimo cerchio Zeppelin la notizia è terrificante. Grant avvisa subito Ertegun che vola immediatamente in Inghilterra e che impone di non divulgare la notizia. Due giorni dopo si tiene un primo meeting segreto in un albergo delle midlands tra Grant, Ertegun, Richard Cole, Plant, Bonham, Jones, il regista delle riprese. I tre assistenti di questi vengono rinchiusi in una sala adiacente. Viene deciso di tenere nascosta la notizia e si ipotizza di continuare come i Beatles fecero con il sostituto di PMC. Jones decide di uscire dal gruppo, Bonham è confuso, Plant si ribella, non ne vuole sapere, vuole chiudere anche lui. Ertegun mette in campo tutte le sue doti e la sua esperienza e per farla breve, nel giro di tre settimane convince sia Jones che Plant. Tutti firmano un documento segretissimo dove si impegnano a non divulgare mai la verità. Sgarrare significa finire – ben che vada – in un istituto per le malattie mentali (il primo ad entrarci è uno dei tre tecnici assistenti alle riprese testimone della morte di JP).

Seguono meeting dove si traccia la strategia su come rimpiazzare Page. L’ottima intuizione di Picca non è completa: non esiste un Jimmy Page 2…ne esistono diversi.

Il 1974 il gruppo tiene un profilo bassissimo: niente concerti naturalmente, si distoglie la attenzione dando vita alla SWAN SONG, si lascia trapelare che Plant deve operarsi alle corde vocali (cosa peraltro vera) e ci si organizza per preparare un nuovo album. Già il nuovo album. Ma come fare? Si rispolverano pezzi registrati e non usati per i tre album precedenti (BRON YR AUR viene dalle session di LZIII / NIGHT FLIGHT-BOOGIE WITH STU-DOWN BY THE SEASIDE da quelle di LZIV / THE ROVER-BLACK COUNTRY WOMAN-HOUSES OF THE HOLY dalle session del 1972 per l’album HOUSES OF THE HOLY). In un primo momento si pensa di far uscire un album doppio, con un disco con questi 7 pezzi da studio e un disco con una selezione di pezzi live presa dalle registrazioni multitraccia fatte nel giugno del 1972 in California (che poi usciranno nel 2003 come HOW THE WEST WAS WON). Gli inediti – pur essendo validi – non vengono considerati sufficienti, c’è bisogno di materiale nuovo, di pezzi che possano diventare nuovi grandi manifesti del sound LZ. Viene chiesto a Jones di scrivere alcuni brani nello stile di Page e di registrare con la band con lui stesso alla chitarra (Jones è un polistrumentista che sa suonare piuttosto bene la chitarra …l’intro di CELEBRATION DAY su LZ III l’ha suonata lui). Si cerca nelle home recording di Page, si trovano spunti interessanti (KASHMIR / TEN YEARG GONE) e da quelle idee abbozzate e dal nuovo materiale composto da Jones nascono gli altri grandi brani che appariranno su PHYSICAL GRAFFITI.

Occorre però un vero chitarrista per registrare certe parti. Spacciando il lavoro come un album solista di Jones, vengono ingaggiati un paio di chitarristi inglesi: CHRIS SPEDDING e BERNIE MARSDEN ma il risultato non è ancora sufficiente, per plagiare il chitarrismo e il genio di Page serve ben altro, così AHMET ERTEGUN e PETER GRANT decidono di rischiare e di mettere al corrente JEFF BECK. Non si conoscono le reazioni di El Becko, fatto sta che due settimane dopo Beck è in studio con la band, registrando con le chitarre, gli ampli e lo stile di Page i rimanenti pezzi di Physical Graffiti.

Beck a questo punto è totalmente coinvolto ed entra dal punto di vista legale e dei profitti nei LED ZEPPELIN, però non può salire sul palco nel vesti di JP. Inizia la ricerca di un sostituto che assomigli come una goccia d’acqua (o quasi) a Page e che sappia suonare la chitarra.  Come accennato da qui in poi in realtà i sostituti saranno diversi nel corso degli anni, mai chiarito dove finissero poi a fine lavoro.

FINE 1974/INIZIO 1975 – JIMMY 2: viene scovato vicino Londra un chitarrista discreto che assomiglia incredibilmente a Page, anzi è persino più bello e affascinante: sarà l’unico – dal punto di vista del visual – ad essere all’altezza dell’originale. Il gruppo parte per il tour americano annunciando che Page si è fatto male all’anulare della mano sinistra ma che comunque il tour viene confermato. Le non eccezionali perfomance del chitarrista vengono quindi giustificate dalla cosa. Plant si ammala nel primo giorno del tour: si porterà dietro fino a marzo la bronchite, le sue performance saranno miserabili, ma ciò contribuisce a mascherare  l’assenza del vero JP spostando l’attenzione su di lui. A fine tour i contrasti con Jimmy2 porteranno all’allontanamento di quest’ultimo. Jimmy2 diventerà un tossico, non ci sarà bisogno di farlo internare. Morirà (a quanto si sa) alla fine del 1978. Il tour comunque è un successo incredibile, il nuovo album arriva in cima alle classifiche riportando anche i precedenti cinque nei TOP 200 di Billboard.

(Jimmy 2 – 1975)

1976: altro anno praticamente sabbatico dal punto di vista di tour e di apparizioni pubbliche. In gennaio viene registrato a Monaco di Baviera (lontano da occhi indiscreti dunque) PRESENCE. Molte parti di chitarra vengono in origine registrate da Jones alla tastiere, per poi essere rifatte da Jeff Beck e, almeno secondo indiscrezioni, da Roger Fisher (HEART) e Paul Chapman (LONE STAR) che avrebbero contribuito alla scrittura dei brani insieme a  Jones. Un errore in fase di missaggio svela quanto appena scritto: in ACHILLES LAST STAND è ancora udibile per qualche secondo la tastiera di Jones. In aprile esce PRESENCE. In ottobre il doppio live e film THE SONG REMAINS THE SAME, basato sulle ultime apparizioni live del vero Jimmy Page (NY Madison Square Garden 27-28-29 luglio 1973). Invece di mandare in tour il gruppo, il management manda in tour questo film, soprattutto nei paesi meno battuti, alimentando il mito con un film spettacolare relativo al gruppo originale.

1977 – JIMMY 3: entra in scena un nuovo chitarrista, ma la scelta è meno felice del precedente. Il tour deve partire in febbraio, ma Jimmy 3 non è ancora ad un livello decente (non lo sarà comunque mai). Si sposta tutto ad aprile. Viene fatta circolare la voce che Jimmy Page è debilitato, che le droghe stanno minando le sue capacità. Il pubblico se la beve e, seppur pieno di violenza, il tour consacra il gruppo ai vertici del rock mondiale. Dalla scaletta viene tolta DAZED AND CONFUSED, troppo particolare per essere affrontata da un chitarrista normale. I bootleg evidenziano le magagne chitarristiche…quanta differenza tra Jimmy3 e il vero Page. I lunghi capelli neri sempre davanti al viso e il completo bianco con papaveri e dragoni rendono Jimmy3 una copia estetica accettabile. Durante la terza parte del tour, muore all’improvviso, il figlio di Plant. Tutto si ferma di nuovo. Jimmy3 ad un certo punto sparisce. Non si sa altro.

(Jimmy 3 – 1977)

1978 : in maggio Plant accetta di ritrovarsi qualche giorno allo CLEARWATER CASTLE nella foresta di Dean in Inghilterra con Ertegun, Grant, Richard Cole, Bonham, Plant e Beck. Quest’ultimo non riesce più a gestire la cosa.  Garantendo il massimo riserbo, esce dalla società. Plant, Jones e Bonham fanno qualche prova. In novembre il gruppo si ritrova ai Polar Studio di Stoccolma (anche questa volta lontano dai riflettori londinesi o americani) per registrare un nuovo album. Jones suonerà molte parti di chitarra. Roger Fisher degli Heart completerà il resto. L’album è – per cause di forza maggiore – keyboards oriented.

1979/1983 – JIMMY 4: in gennaio 1979 viene reclutato quello che viene schedato come Jimmy4, uno svizzero di madrelingua inglese, del giro di  Claude Nobs. Fisicamente simile, non una goccia d’acqua… ma ormai passa l’assunto per cui le strane metamorfosi facciali (e fisiche) di Page sono dovute al massiccio uso di eroina. Jimmy 4 non è malaccio, ma è davvero troppo magro e mediocre come chitarrista. Però si integra bene con la band, accetta gli ordini di Plant, insomma fa il Jimmy Page senza pensare di essere diventato Jimmy Page (cosa accaduta ai precedenti due). Due date a Copenhagen e due date a Knebworth e il 1979 dal punto di vista delle esibizioni (seppur misere) passa. In agosto l’album IN THROUGH THE OUT DOOR irrompe nelle classifiche e benché non sia certo un capolavoro vende tonnellate di copie. Ertegun e Grant dovrebbero essere contenti, ma la cosa inizia ad essere un peso insopportabile.

(Jimmy4 a Knebworth 1979… è evidente che si tratta di una altra persona)

Nel 1980 si decide di capitalizzare al massimo – prima di una fine che sembra imminente – e si inizia ad ipotizzare un nuovo tour negli USA. Plant impone qualche data in Europa per vedere se la cosa può almeno avere un senso. Vengono organizzate un po’ di date a maggio, ma Jimmy4 non pare in grado. Vengono spostate tra giugno e luglio. E’ probabilmente il punto più basso toccato dai LZ. Seppur senza le grandi maratone del passato, e con la giustificazione dell’approccio sporco del punk di gran moda in quel periodo, le esibizioni sono – dal punto di vista chitarristico – deprimenti. Jimmy4 si nasconde dietro occhiali da sole e completi eleganti, ma le mani non vanno. Inizia a conficcarsi nella mente del giovane Picca, presente alla data di Zurigo, la intuizione che c’è qualcosa che non va, che quello non può essere Page.

(Jimmy4 durante il tour del 1980)

Plant non è convinto, Bonham non parla, Jones è soggiogato dal sempre maggior potere che acquista all’interno del gruppo, la situazione è confusa, ma si decide di partire per l’ultimo grande tour negli USA. Un paio di settimane prima di partire Bonham muore. Sappiamo tutti come è andata. A quel punto tutto crolla, o meglio crollano i LZ. Sì, perchè il problema Page rimane. Non si può certo far morire anche lui, troppi sospetti si aprirebbero sulla società  Zeppelin. Grant molla, Plant e Jones non ne vogliono più sapere. Ertegun delega la faccenda Page a Phil Carson (capo della Atlantic inglese). Nel 1981 esce a nome  Jimmy Page la colonna sonora di un brutto film di Michal Winner, DEATH WISH2. In relazione a questi anni si hanno meno certezze, ma pare che in studio ci fosse Roger Fisher, appena uscito dagli HEART. Phil Carson convince Beck ad includere Jimmy4 nel tour dell’Arms nel 1983. Viene messo al corrente della cosa Paul Rodgers. I due si presentano insieme, in alcune canzoni lo stesso Rodgers prende in mano una Gibson Les Paul per coprire l’inettitudine del chitarrista che ha a fianco. Il risultato sarà scabroso. Jimmy4 viene cassato. Non si sa che fine abbia fatto.

1984/2000  – JIMMY 5: Phil Carson gestisce orma il tutto da solo, Ertegun non ha più il polso della situazione e il resto dell’entourage Zeppelin ormai è preda dei demoni e dei sensi di colpa dell’operazione. Plant cerca di distrarsi con la carriera solista. Sorprendentemente Carson convince Rodgers a fare qualcosa utilizzando il marchio Jimmy Page. Si inventano i Firm. Reclutano Chris Slade e Tony Franklin (ai quali non verrà detta la verità) e un chitarrista australiano nato in Inghilterra, un certo Leopold. Il tipo è, o meglio era un buon chitarrista, è molto amico di un conoscente di Carson. Il problema è il 1984, il tipo prende tutto alla leggera, è fuori allenamento, suona una Fender Telecaster con il B-Bender e adotta un look che forse è adatto ai bar di Perth, non certo per l’Hammersmith di Londra. Rodgers lo convince ad usare la Gibson Les Paul almeno in qualche pezzo. Io ho visto Jimmy5 dal vivo a Pistoia in quell’anno, posso giurare che – morisseilpapa-  quello non era Jimmy Page.

(nella foto Jimmy5 aka Leopold: è evidente che questa persona non è Jimmy Page)

Gli anni 1985 e 1986 andranno un po’ meglio. Sotto controllo di Rodgers , viene assunta una stylist per rendere accettabile il look di Page. Leopold insiste a volte con discutibili camicie hawaiane, ma per il resto il tutto sembra funzionare abbastanza bene.

(Paul Rodgers con Leopold/Jimmy5 dal vivo con i Firm nel 1986)

 (Jimmy5 con i Firm nel 1986 dopo l’intervento della stylist)

Jimmy5 viene inviato a calarsi meglio nel ruolo, a curare di più il suo aspetto e la sua tecnica. Il risultato sotto certi aspetti è sorprendente.  Nel 1988 esce OUTRIDER, scritto da Jimmy5 e Roger Fisher. Album modesto ma che lascia trasparire in alcune sue parti momenti ispirati (l’assolo di HUMMING BIRD potrebbe davvero essere stato fatto dal vero Jimmy Page). Lo stile per i più è perfetto, per i pochi invece è evidente che chi suona e scrive è un finto Jimmy Page che fa il Jimmy Page. PRISON BLUES è troppo Jimmy Page per essere davvero Jimmy Page. Chiaro no? John Miles, Durban Laverde, Jason Bonham sono convinti di stare a suonare col Jimmy1.

Jimmy5 nel tour relativo sorprende tutti, me compreso: la prima data (naturalmente quella ripresa da MTV e mai trasmessa) è un mezzo disastro, Jimmy preso dall’emozione è scoordinato e pasticcione, ma nei concerti di ottobre e novembre si rivela un grandissimo chitarrista. Sembra il Jimmy1 dei giorni d’oro. L’emozione è un po’ il tallone d’Achille di Jimmy5: in maggio per il 40esimo anniversario della Atlantic cicca clamorosamente l’appuntamento con la storica reunion dei LZ, ovviamente in mondovisione. Milioni di persone si domandano se davvero quello è Jimmy Page. Ahmet Ertegun e Phil Carson avevano persino preparato un comunicato temendo il peggio.

Nel 1990 esce il Box set rimasterizzato, Leopold viene portato in giro per un tour promozionale dove nelle mille interviste recita la particina impartitagli da Ertegun e Carson.

Nel 1991 Jimmy5/Leopold viene messo insieme a Coverdale. A David non viene detta la verità, ma il cantante del Serpente Bianco intuisce che qualcosa non va. Passano due anni prima di vedere pubblicato il disco, il tour mondiale relativo viene annullato e solo una manciata di date in Giappone prendono forma. Si ipotizza che Coverdale abbia capito tutto, ma che sia stato convinto a continuare.

Nel 1995/98 visto la sua più che buona (per un musicista di quel livello) tecnica chitarristica Leopold viene affiancato a Plant, voglioso di tornare a riempire arene da 20.000 posti. Il live UNLEDDED/NO QUARTER dove rileggono classici dei LZ e WALKING INTO CLARKSDALE, deboluccio album di pezzi nuovi. I tour del 94/95/96/98 fanno registrare ovunque il tutto esaurito. Per Plant sembra quasi di stare a suonare col vero Jimmy1, Leopold in più è affabile, affidabile e anche di buon umore. Ha smesso di bere, solo l’abbigliamento rimane una nota dolente. Inizia a perdere i capelli. Nel 1998 la stylist lo costringe ad un drastico taglio della chioma e ad infoltire un po’ il bulbo con tecniche d’avanguardia.

(Jimmy5 coi capelli corti – in mano un bootleg con in copertina una immagine di Jimmy2 del 1975)

Nel 1999/2000 fa due mini tour con i Black Crowes, il chitarrismo è scaduto nuovamente, ma in una band con tre chitarre la cosa è meno evidente (ai più). Leopold ha ripreso a bere, si presenta in concerto con una terribile felpa nera che mostra una pancia che il nostro anglo-australiano sfoggia con poca eleganza. Il tour del 2000 deve toccare anche le nostre sponde, ho il biglietto per il Forum d’Assago, ho voglia di rivedere il vecchio Leopold… ma tutto viene annullato, causa un mai chiarito mal di schiena di Page (cioè Jimmy5).

Da lì in poi tutto si fa confuso, almeno per me che negli anni duemila perdo i miei contatti all’interno dell’entourage. Nel 2003 vengono pubblicati un triplo live del 1972 (che vende un milione di copie in america, disco di platino) e un vendutissimo doppio divudi (che vende nelle prime settimane 400.000 copie, quattro dischi di platino) dei Led Zeppelin.

Verso la fine del decennio compare in pubblico e in concerto (la storica reunion del 2007 per celebrare Ahmet Ertegun morto nel 2006) un signore con una lunga criniera bianca, una specie di George Washington, con lineamenti orientali vagamente simili a quelli che potrebbe avere Jimmy1 fosse ancora vivo. Io rimango a bocca aperta. Non so chi sia quel signore, non suona mica tanto bene la chitarra ma è capace di muovere folle oceaniche…. la reunion genera aspettative altissime e una richiesta di biglietti da record assoluto.

A tutt’oggi il mistero rimane irrisolto. Io sono confuso, sono addirittura arrivato a chiedermi “ma era davvero morto Jimmy1? Non è che invece 39 anni fa decise di sparire per ricomparire solo in questi ultimi tempi? ” Ertegun è morto, Peter Grant è morto, Phil Carson è scomparso non si sa dove….Plant e Jones sono davvero al corrente della verità? Chi è che sa qualcosa? Insomma chi cazzo è quel tipo che chiamiamo Jimmy Page?

© Tim Tirelli 2012

INTERVALLO: consigli

14 Mag

LA PIACEVOLEZZA DELLE SERATE SOLITARIE NEL POSTO IN RIVA AL MONDO…(ascoltando i Genesis Live In Reggio Emilia 1973)

11 Mag

Ecco, uno passa una settimana un po’ così…spesa girando con un’ auto sostitutiva (Fiat Idea col cambio manuale). Uno poi pensa che il cambio automatico è una delle cose fondamentali della vita.  Più di una persona ha commentato che con quel tipo di cambio ci si annoia, che non c’è gusto, che ci si addormenta…uno capisce se si tratta della speed-queen, una che deve sentire il motore rombare ad ogni cambiamento di marcia, ma tutti gli altri? Non sanno quel che dicono.

Poi uno passa un martedì sotto i duri attacchi della dispepsia. Uno rimette quattro volte, una di queste mentre sta guidando ed è in tangenziale e non può fermarsi. Di solito quando capitano queste giornate, uno si rintana per 24 ore sul divano – senza toccare nè acqua nè cibo –  divorato da un senso di nausea nauseabondo e un mal di testa ai massimi livelli. Ma a uno può capitare di avere il martedì un incontro con un patronato per pratiche relative al vecchio Brian. Così uno – con sforzo immane – porta in porto la cosa e appena uscito dall’edificio rimette per la terza volta, assistito dalla solerte sorella. Uno poi si ferma a casa dal vecchio Brian, crolla sul divano fino a sera per poi, con molta sofferenza, ripartire, con la Fiat Idea tutta scassata, verso Borgo Massenzio. Uno poi arriva, non fa nemmeno in tempo ad aprire il portello del garage che rimette per la quarta ed ultima volta sotto gli occhi della gatta Raissa.

Uno passa un mercoledì al lavoro con ancora i postumi del dispepsia blues alle prese con faccende lavorative da sbrigare ad ogni modo.

Uno si accorge che arriva il giovedì, cerca di fare mente locale su quello che ha ascoltato nel corso della settimana nel lettore (lofi) della Fiat Idea e sul PC al lavoro…roba senza continuità…intuizioni rinfrescanti o schizofrenia?

BOB DYLAN con THE BAND…

Una compilation progressive della Rhino dove uno non può fare a meno di accorgersi che la canzone n.2 non è quella riportata sulla copertina ma un’altra (AND YOU AND I), mica un errore da poco, e dire che è un boxset della Rhino…

FIRST STEP dei FACES…

e il LIVE FROM LOS ANGELS del 1967 della BIG BAND di OLIVER NELSON…

Uno poi alla mezza di quel giovedì corre da Brian. Arriva alle 13 passate, apparecchia la tavola e prepara il pranzo per se stesso e per il vecchio: tagliatelle asciutte preconfezionate, le immancabili svizzere, una insalata, banane, yogurt magro, sughi d’uva (fatti in casa dalla Lucy) e per finire caffè, corretto per Brian. Uno poi saluta Brian, si ferma a Mutina dal commercialista e si rimette in tangenziale verso Stonecity. Gradi 28. Uno accende l’aria condizionata della Fiat Idea. Uno poi si ritroverà verso sera col mal di gola e col torcicollo. Finalmente verso sera uno riceve la telefonata della autofficina, i pezzi sono arrivati, finalmente la blues mobile è pronta. Così, uno arriva finalmente nel posto in riva al mondo. Ma è uno di quei giovedì che la bassista preferita ha le prove con i Wild Turkeys. Così uno cena in fretta e verso le 21 si ritrova solo.

Vediamo un po’…è una di quelle sere che anche su SKY sembra non ci sia nulla…così un’oretta di chitarra, venti minuti di ginnastica, sistemazione degli archivi musicali e ascolto del bootleg dei GENESIS live in Reggio Emila il 20 gennaio del 1973. Oh Josè, la piacevolezza di questo tipo di serate nel posto in riva al mondo mi arriva all’improvviso così…io immerso nella campagna, solo, ad ascoltare ad un discreto volume i GENESIS dal vivo a pochi km da qui 39 anni fa, senza paura di disturbare nessuno…

…fare la doccia verso mezzanotte, girare in accappatoio accompagnando col corpo gli stacchi musicali di THE MUSICAL BOX, sistemare i cd che avevo lasciato sul lettore dello stereo, contare quanti bootleg dei Genesis ho…(16, uhm, mica male calcolando che mi interessano solo quelli fino al 1978 e che del tour di THE LAMB non voglio nulla)…è in semplici serate così che per qualche momento scordo le mille paturnie blues che sempre mi irretiscono l’animo…thank you, place on the edge of the world…

Play me my song.
Here it comes again.
Play me my song.
Here it comes again.

INTERVALLO: Il Dark Lord e la Sfinge

10 Mag