L’AMACA del 09/05/2012 (Michele Serra)

10 Mag

Il fenomeno dei giornalisti tifosi è troppo patetico perché  io vi ammorbi con la mia opinione sulla controversa “terza  stella” della Juventus. Mi limito a un’osservazione  strettamente tecnica, temo inoppugnabile.La Juventus ha  tutto il diritto di ritenersi vittima di una sentenza sbagliata e  cucirsi sulle maglie la terza stella. Ma un secondo dopo,la  Federazione italiana gioco calcio dovrebbe dichiararsi  sciolta, perché il suo operato e quello della giustizia sportiva  sono ritenuti carta straccia, e giudicati nulli, da una delle  società più autorevoli e note del calcio italiano. Terze vie  non ce ne sono, perfino in un Paese di ipocrisie e di pateracchi.  Perché attribuirsi due scudetti revocati per frode sportiva  non è solo un gesto di “orgoglio ritrovato”, come pensa  abbastanza puerilmente il presidente Andrea Agnelli. È, a  tutti gli effetti, un gesto che sconquassa dalle fondamenta le  istituzioni del calcio, le sconfessa, le rifiuta. È un durissimo chiamarsi fuori dal mondo in cui si opera e dalle sue regole.  Nella vita, ovviamente, ci si può anche ribellare. Quello che  non si può fare è credere che ci si possa ribellare al modico  prezzo di qualche titolo di giornale, e cavarsela temperando  le polemiche con un paio di interviste diplomatiche.

Da La Repubblica del 09/05/2012.

SOME ENCHANTED EVENING: Inter – Milan 4 a 2

7 Mag

Anche in annate così balorde vale la pena seguire la tua squadra perché può sempre arrivare una serata incantata che per novanta minuti ti fa tremare, bestemmiare, gioire, esultare. E’ arrivata ieri, questa serata palpitante, quella che ti fa inarcare, sobbalzare, amare il calcio, la vita, la musica rock.

Non sei allo stadio, ma hai le tue vedette là in tribuna a San Siro, Beppe e Doc con cui scambi sms pieni di tensione. La groupie è sull’altra sponda del divano, veste gli altri colori, non puoi far finta di nulla in serate come queste. Tremo, sono nervoso, mi batte il cuore.

Sky inquadra la nord, e anche un emiliano ateo come me si emoziona…

I primi venti minuti rulliamo il Milan, i ragazzi che pressano (compreso Alvarez) che vogliono condurre la partita, ah che bello vedere l’Inter coraggiosa. Mi lascio travolgere dagli eventi: goal di Milito,gol giustamente annullato a Lucio (che avevo dato per buono), poi palla entrata/non entrata…da un possibile 2 a 0, a 2 a 1 per loro grazie ad un rigore inesistente e aun bel goal di Ibra. Inizio ad incazzarmi. Rigore su Samuel non dato, rigore per trattenutina su Milito, pareggio, un loro giocatore gioca a pallavolo in area…altro rigore per noi e bomba finale di Maicon. Entro in un tunnel di beatitudine.

Con viva e vibrante soddisfazione mi alzo dal divano…non ho fatto il matto, la groupie è troppo vicina. Poi, con la nostra vittoria abbiamo consegnato lo scudetto alla J**e cosa non proprio simpatica. Bisogna ammetterlo però: è stata la squadra migliore, certo senza le fatiche della Champions…ma hanno dimostrato un gran carattere. Chissà come hanno festeggiato i pochi (immagino) lettori juventini del Blog? Miss Crewe sarà andata a festeggiare a porta San Pietro? E Giancarlino Trombetti? Lo immagino brindare e ballare con la sua maglietta bianconera al ritmo di Zappa In New York.

Penso agli umori cupi della groupie, di Paolino Lisoni, a quello di certi miei cuginetti e cuginette…mi scappa un sorriso beffardo. Mi tengo questa bella vittoria, ma penso sia ai sei punti fatti col Milan e ai sei persi col Novara. Perché si vada in Champions una concatenazione di eventi impossibili dovrebbe avverarsi, quindi non ci penso nemmeno. Europa League, dunque. Cosa piuttosto triste. Ma sento che tra l’Inter e Stramaccioni c’è quella reazione chimica che potrebbe far funzionare a dovere le cose, quando vedo i giocatori andare a sbattere il petto contro il mister mi tornano in mente le notti magiche di due anni fa…così anche stasera, mi addormenterò con un sorriso ebete sulla faccia, pensando a lui, Josè…e in culo tutti quelli che immancabilmente mi dicono “ma state ancora pensando a lui?”.

 

AA.VV. “PROGRESSIVE ITALIA – Gli Anni ’70 VOL.3″ The Universal Music Collection” (2011 Universal) – TTT1/2

7 Mag

JUMBO “JUMBO” 1972 – TTT: non posso che ribadire quanto detto in occasione del cofanetto precedente: progressive di stampo pseudo cantautorale.  Un po’ Troppa rabbia nel cantato per i miei gusti. Ammetto però che nel riascoltarli dopo tanto tempo, mi stancano meno del previsto. Chiedo alla groupie : “non mi dispiacciono“. Mezza stella in più.

BILLY GRAY “FEELING GRAY” 1972 – TTT: disco del chitarrista (inglese) dei Trip. Nulla di particolare anche se poi WRITING ON THE WALL qualche brivido lo da e il disco poi alla fine si fa ascoltare.

SENSATIONS’ FIX “BOXES PARADISE” 1977 – TTTT: dal 1976 in poi la band si spostò da un kraut rock ostico a un qualcosa di più accessibile; il nuovo corso a me piace.

TRITONS “SATISFACTION” 1973 – TTT: progetto un p0′ confuso, la denominazione è Tritons ma in realtà si tratta degli IBIS, con l’aiuto di musicisti esterni tra cui Jimmy Villotti.

TONI ESPOSITO “LA BANDA DEL SOLE” 1978 – TTT½: musica mediterranea strumentale, la title track è deliziosa.

MAURO PELOSI “MAURO PELOSI” 1977 – TT½: cantautore con un po’ progressive e jazz/rock. Ha un suo senso.

ESTRAZIONE DEI BLUES

4 Mag

Martedì sera CHANGELING film del 2008 di CLINT EASTWOOD, film che non avevo visto e che mi è piaciuto moltissimo. Sempre grande, Clint.

Mercoledì mattina appena messo in macchina urto contro il new jersey in uno dei rari momenti in cui in macchina vado un po’ forte…discendo un cavalcavia, imbocco una rotonda sfiorando il cordolo, mentre ne esco sfioro il new jersey come faccio tutte le mattine, ma questa volta non mi accorgo che uno dei blocchi sporge di due / tre centimetri e  gomma e cerchione entrano in contatto contro il duro cemento. Forte botta, discreta sbandata, madonna sparata nell’alto dei cieli. Il gommista mi cambia la gomma, me ne mette una di scarto e mi da appuntamento a venerdì per la nuova Michelin che ordinerà. Passo in officina, probabilmente cuscinetto andato e speriamo null’altro. Ci passerò il prossimo lunedì perché non hanno auto sostitutive. Un bel mercoledì da peoni. In macchina non riesco ad ascoltare nulla, sembra che niente mi attiri. Chiaro, visto che nella vita devono comunque capitarti dei fastidi, meglio che siano di questa portata…però che due palle…proprio in questo periodo di vacche magrissime (ma ‘sta crisi, finirà un giorno prima o poi? O per il resto della mia esistenza dovrò averci a che fare?).

Giovedì sera dal dentista estrazione di un dente. Erano lustri che non me ne toglievano uno. Me lo suddividono in tre parti, e lo estraggono in tre volte, mentre io mi tengo stretto alla poltrona su cui sono sdraiato. Non è una sensazione piacevole così tengo occupata la mente pensando a: l’Eremita col cappuccio bianco che fa volteggiare la spada colorata, Paul Rodgers così pieno di testosterone che gli cresce la barba nel breve volgere di un concerto, Peta Wilson che è sempre una gran figa, Diego Milito che vìola due volte la porta del Bayern nella finale di Madrid di due anni fa.

(Peta Wilson)

Mentre ritorno, mi ascolto gli ARMAGEDDON…

Al tepore delle melodie intorpidite di SILVER TIGHDROPE penso che non sarebbe male se fosse altrettanto fattibile estrarre i blues.Vai dal bluesista e gli dici:

“Dottore, ho l’Utah Blues che mi da da fare, me lo può estrarre?”

Lui ti sistema la tenaglia a ventosa sul costato, lì appena sotto la macchia del peccato originale, aziona il macchinario e dal tuo petto glabro (o villoso se ti chiami Paul Rodgers) viene risucchiato l’Utah Blues, oppure il blues del Madison Square Garden, oppure quello dell’Heartbreak Hotel…insomma quello che preferisci. Spendi 150 euro a colpo, ma ti sistemi per un po’.

Però, però il bluesista non esiste quindi meglio farci la mano ad avere i cani dell’inferno alle calcagna…

ROBERT PLANT & OH JIMMY magazine

3 Mag

Stamattina Frank ha postato sulla mia bacheca facebook una foto tratta da una album del mio amico Mauro Monaco, foto che lo ritrae in compagnia di Robert Plant. Immagino sia stata scattata il 1 giugno del 1990, il giorno dopo in cui io e Frank lo avevamo incontrato in occasione della sua  partecipazione al Festivalbar a Chioggia…Robert che legge la mia fanzine OH JIMMY…mica male.

(Mauro Monaco, RP e OH Jimmy)

AA.VV. “PROGRESSIVE ITALIA – Gli Anni ’70 VOL.2″ The Universal Music Collection” (2009 Universal) – TTTT½

2 Mag

Secondo volume a mio parere ben più godibile del primo.

LOCANDA DELLE FATE “Forse Le Lucciole Non Si Amano Più” 1977 – TTT½:  progressive italiano classico per questo gruppo piemontese. Buono.

IBIS “Ibis'” 1975 – TTTT½:  in pratica una delle versioni dei New Trolls, impossibilitati ad usarne il nome. Gran bel progressive italiano di stampo chitarristico con il grande  NICO DI PALO.

SENSATIONS’FIX “Finest Finger'” 1976 – TTT:  bizzarro kraut rock italiano, sperimentale, a tratti psichedelico.

ROBERTO CACCIAPAGLIA”Sei Note In Logica” 1979 – TTT½:  musica sperimentale, ricerca sonora. Difficile ma affascinante.

CARNASCIALIA (PASQUALE MINERI-GIORGI VIVALDI) “Carnascialia’” 1979 – TTTT½:  progetto di Minieri e Vivaldi comprendente anche Mauro Pagani, Demetri Stratos ed ex componenti del canzoniere del Lazio. Folk tradizionale italiano portato da venti progressive mediterranei. Molto bello. L’esercizio vocale di FIOCCHI DI NEVE E BRUSCOLINI mi fa scoprire ancora una volta che razza di personaggio fosse Stratos.  Secondo me è con album come questo che la musica italiana smette di inchinarsi al gigante anglo-americano, perché il concetto “progressive” noi lo abbiamo dentro, matrice del nostro DNA che se accostata alla musica pura tradizionale italica (quella povera e quella ricca) si modella in musica italiana contemporanea.

STRADAPERTA “Maida Vale'” 1979 – TT½:  se è progressive, è diet progressive. Aiutati e prodotti da Venditti, finiranno anche per suonare con lui in studio e in tour. Intendiamoci non mi dispiacciono, ma ci sono echi Vendittiani che mi lasciano perplesso.

ROLLING STONES “Hampton Coliseum (Live 1981)″ (Hampton, Coliseum 18 dicembre 1981) – (Rolling Stones Archive 2012 ) – TTTTT

1 Mag

Come ha scritto Picca nel recente post su LA FRIDAY 75, i Rolling fine settanta persero il suono rock più autentico e si fecero più vicini ai suonini di gruppi tipo Talking Heads. Sono quindi una band un po’ diversa, più scarna, meno morbida e quindi più incline a lasciar amplificare le magagne che  le mediocri qualità dei musicisti fanno trasparire. Tuttavia un concerto intero dei RS, senza edit, con lo spirito del bootleg e con la qualità di un sopraffino album ufficiale è spesso una gran cosa.  I 4 pezzi da TATTOO YOU, allora uscito da poco, rendono frizzante la scaletta. Come successo per LA FRIDAY 75 devo confessare che Ron Wood mi da meno fastidio del solito, anzi è quasi piacevole da ascoltare…e se lo dico io!

Ah, se anche altri gruppi sposassero questa politica degli Stones sarebbe fantastico (qualora fossero in possesso di registrazioni multitraccia). Concerti interi in qualità lossless stellare. Che può volere di più un amante del rock? Anche questo, per me, è imperdibile.

La PICCA’s GUIDE alle grandi canzoni in ordine sparso:I CAN’T LET GO – The Hollies 1966

30 Apr

I CAN’T LET GO – THE HOLLIES (1966)

Ascoltavo questo vecchio singolo degli Hollies  stupendomi ancora una volta per quanto fosse esplosiva e gioiosamente contagiosa la musica del primo beat inglese, quello della cosiddetta British invasion dei i vecchi 45 giri di  Manfred Mann, Dave Clark Five, Zombies, JohnPaulGeorge&Ringo e appunto, gli Hollies. Dopo 15 secondi di canzone dovevi già aver conquistato l’ascoltatore, già illamato il pesce, e poi ti restavano un paio di minuti lordi per convincerlo a comprare il 45 giri durante un frettoloso assaggio nella cabina di pre-ascolto, così a Manchester come a Modena (Messori Dischi, negozio in Piazza Mazzini, commessi in grembiule azzurro).

Gioia contagiosa, si diceva.

Ascoltavo e pensavo ciò: questa era gente, gli Hollies ma anche gli altri ‘bitt’ dell’epoca, che fino a cinque minuti prima pensava, anzi sapeva, di essere destinata a tornire bulloni in qualche acciaieria o a smartellare carbone in qualche miniera o a scaricare casse in qualche porto di mare, nell’Inghilterra grigiofumo dei primi 60’s, ma poi, cinque minuti più tardi, per un semplice scherzo del destino, si era trovata a cantare, ripeto a cantare, con la chitarra a tracolla e a fare dischi, a guadagnare, girare il mondo, ad adombrare giovani pulzelle consenzienti, anzi entusiaste.

Gioia con cui contagiare il globo.

Gioia pura, altro che pugnette.

La cosa in seguito è diventata consueta, calcolata e calcolabile e la musica pop si è un po’ incupita, se vogliamo è diventata più interessante, materia di studio, formula, schema, oppure diverso schema per apparire fuori dallo schema, ‘arte’ come sostengono i più tromboni, feeling, espressione, impegno, politica, dramma, improvvisazione, tecnica, virtuosismo…tutto quello che vi pare e piace.

Ma se vogliamo la botta di gioia contagiosa, la felicità pura e semplice di essere giovani davvero a fronte alta e a viso aperto, ecco che si fa sempre ritorno ai favolosi sixties, i primi, i più teneri e disarmanti e felicemente ingenui, i sixties ancora in biack&white, pre-colore, pre-droga, pre-contestazione, pre-tutto, a questi pasticcini di tre minuti scarsi colonna sonora di un vitale e contagioso urlo di gioia, quando davanti si aveva solo futuro.

Nel controcanto del contagioso e ben architettato ritornello, Graham Nash col suo tenore becca una nota inumana che tiene stoicamente per parecchie battute e che allora colpì l’entusiasta Paul McCartney, il quale pensava trattarsi di una tromba.

Ecco, per me Graham Nash, con lo spettro delle acciaierie, delle miniere e del porto di Manchester ormai alle spalle, si merita tutta la fama e la gloria e i dollari guadagnati in seguito con CS&Y  solo per quella nota lì, e tutte le volte che l’ascolto in cuor mio lo ringrazio per la gioia emozionante e meravigliosamente stupida che riesce ancora a regalarmi, che Dio lo benedica.

Parole, ricerca fotografica e video di Stefano Piccagliani – (C) 2012

EUGENIO FINARDI “The Universal Music Collection” (2009 Universal) – TTTTT

29 Apr

Cofanetto dedicato ai primi cinque album di Finardi, quelli degli anni settanta usciti per la Cramps, box set importante dunque. Parecchi musicisti fondamentali per il rock italico, vi partecipano: Alberto Camerini, Walter Calloni, Lucio Fabbri, Ares Tavolazzi, patrizio Fariselli, Stefano Cerri, Paolo Tofani, Mauro Pagani…

NON GETTATE ALCUN OGGETTO DAI FINESTRINI (1975) – TT½: acerbo, disgiunto e non a fuoco. In alcune chitarre echi dei FREE.

SUGO (1976): – TTTT½gran balzo in avanti rispetto al precedente. Cantautorato rock impegnato  sorretto da una band che sconfina volentieri nell Jazz/Rock. Nei suoni e nella produzione c’è un qualcosa di morbido, di rotondo…senza togliere nulla all’energia.MUSICA RIBELLE, LA RADIO, SULLA STRADA…

 DIESEL(1977): TTT½: Cambia la produzione, suoni un po’ più acidi.L’inizio dell’album proviene dritto dritto dagli WHO. Buono.

BLITZ (1978): – TTTT½entra in scena Stefano Cerri, bassista che mi ha sempre colpito. Il basso, oltre che portante, diventa importante o meglio rimane tale perché in tutti questi dischi di Finardi lo strumento è in primo piano. E’ l’album di EXTRATERRESTRE e CUBA, che altro dire?

ROCCANDO E ROLLANDO  (1979): –  TTTT½: anche questo è un album sicuro, ben suonato, rock (nel senso ampio del termine).

Con Picca a commentare i 5 video dei FIRM

28 Apr

Sulle ali del blues dell’extraterrestre, per una fortunata coincidenza (o meglio, per uno di quei segni blues che ci capitano ogni tanto nella vita) i pianeti si allineano e mi ritrovo in un cinegiappo a Regium Lepidi ieri sera in compagnia di Picca. Due uomini di blues che prelevano piatti dal buffett cine-asiatico-internazionale-emiliano confusi in mezzo a compagnia di ragazzine, di ragazzotte, di signorotte. Ripenso al fatto che con Picca ho un sacco di affinità elettive: la musica rock, l’Inter, l’illuminismo, l’aver suonato alla prima edizione di Modena Rock nel 1981, la chitarra, lo scrivere canzoni, l’appartenere alla stessa generazione, l’aver avuto a che fare nella maturità giovanile con album tipo CUT LOOSE di Paul Rodgers e il primo dei FIRM, l’aver battuto sentieri (con più o meno pietre su di essi) più o meno uguali.

Trovo molto appagante uscire con qualcuno con cui posso parlare di musica senza la paura di stancare o di apparire monotematico. E’ la cosa che più ci interessa. Dopo circa un’oretta di chiacchiere rock fitte fitte tra rane fritte, spaghetti di riso e sushi ci trasferiamo nel posto in riva al mondo. Arriviamo, la bassista preferita sta ripassando i pezzi della scaletta…TRAIN KEPT A-ROLLIN. Beviamo qualcosa, il discorso cade sulle vecchie glorie degli anni settanta alle prese con i video anni ottanta. Il loro approccio, il loro disperato inconscio tentativo di stare al passo coi tempi e con MTV. Iniziamo a ridere… il primo a prenderci sotto è Robert con il video di IN THE MOOD…ragazzi neri che ballando la breakdance, ROBBIE BLUNT in tuta, Robert con la maglietta senza maniche, Robert con in mano un limone…come direbbero Balbontin e Ceccon “quanto ridere”.

Il discorso scivola sui FIRM, sui loro cinque video…tre dei quali Picca non aveva mai visto.  Io naturalmente ho il DVD di FIVE FROM FIRM, la videocassetta ufficiale uscita negli USA negli anni ottanta. Un mio contatto americano ha riversato con cura la VHS su DVD.

Si ride di gusto nel vedere PAUL RODGERS vestito alla Spaundau Ballet nel video ALL THE KING’S HORSES con una pettinatura anni ottanta e sempre nello stesso video guardare i “modellini” usati dal regista per evocare un villaggio giapponese del passato. Ci immaginiamo un dirigente della Atlantic dire a Page di indossare la doppio manico nel girare il primissimo video della band, RADIOACTIVE. Ce li vediamo volentieri, un po’ perché ci riportano indietro di 25 e passa anni, un po’ perché Page era comunque figo, un po’ perché SATISFACTION GUARANTEED ci è sempre piaciuta molto e il relativo video anche. Picca si mette a cantarne il testo parola per parola…oh, credo sia l’unico italiano a saperlo (oltre a me).

Su youtube mancano i video ufficiali di TEAR DOWN THE WALL e LIVE IN PEACE, ma questi tre qui sotto possono bastare per rendere l’idea.

Finiamo poi per guardarci il DVD bootleg dell’ARMS a San Francisco il 2 dicembre del 1980. Picca è forse l’unico con cui posso farlo. Chiunque altro si scandalizzerebbe riguardo il bassissimo livello di performance chitarristica di Page, Picca no, lui conosce bene il personaggio, conosce la storia, ne approfitta anzi per studiare di nuovo la cosa. Ci divertiamo un mondo comunque nel contemplare la aristocrazia rock inglese degli anni settanta aggirarsi sperduta nei primi anni ottanta. La maglietta di Joe Cocker poi è il pezzo forte…attillata infilata dentro ai pantaloni, lo rende ancora più buffo.

Della data in questione, quella del 2, su youtube non sembra esserci altro:

Chiudiamo la serata dedicata ai video strambi, con HEALING HANDS di Andy Fraser, dove lo storico bassista dei miei adorati FREE mette a nudo la sua nuova identità gay davanti alla moglie e alle figlie. Video da due soldi, canzone bruttina, figura imbarazzante …lui palestrato, col trapianto in testa a rincorerrere disperatamente la giovinezza…

 E’ l’una e venti, un abbraccio e Picca si infila nella notte nera Mutina bound. Nell’autoradio JJ CALE.

PS: nel cercare su youtube le cose dei Firm mi imbatto in alcuni video che avevo dimenticato: quelli della tribute band dei FIRM, gruppo guidato da Jimmy Sakurai, quel matto e incredibile chitarrista giapponese che suona e impersonifica Jimmy Page soprattutto con i MR JIMMY. Un tribute band dei Firm…di gente matta ce n’è.