EDGAR WINTER GROUP “Shock Treatment” (1974 – Sony Mini Lp Japan 2011) – TTTT

3 Gen

SHOCK TREATMENT fu l’album che uscì dopo THEY CAME OUT AT NIGHT del 1973 e risente dunque di questa situazione, tipico album che ne segue uno di grandissimo successo.

Rispetto al precedente c’è il ritorno del grande Rick Derringer alla chitarra (sostituisce Ronnie Montrose), qui in veste anche di produttore. SHOCK TREATMENT lo si può considerare l’album di Dan Hartman, il golden boy infatti firma otto pezzi (uno a metà con Winter). SOME KIND ANIMAL è uno sfrenato rock and roll a tinte hard e glam che ha il compito di aprire l’album in maniera decisa e di fare da apripista a EASY STREET, un pezzo davvero bello. Negli anni ottanta fu riproposto con molta fortuna da DAVID LEE ROTH, questa è la versione originale ed è quella da avere nella vostra collezione. Stupenda.

SUNDOWN è il terzo brano di fila a firma Dan Hartman, a metà tra tempo medio e ballata, anche questo assai riuscito. MIRACLE OF LOVE è un filo meno incisivo ma rimane un buon pezzo perso tra ritmi sospesi e leggeri. DO YOU LIKE di Edgar Winter è proprio un brano anni settanta, ricorda un po’ le colonne sonore di Starsky e Hutch; incalzante funk di buona fattura che si trasforma in un boogie scatenato.

ROCK AND ROLL ANIMAL è un rock un po’ scontato comunque gradevole e molto, molto anni settanta, seguito da SOMEONE TAKE MY HEART AWAY, un lentaccio alla Edgar Winter. QUEEN OF MY DREAM è invece un rockaccio alla Led Zeppelin che lascia un po’ interdetti: Black Dog e i luoghi comuni più consunti del gruppo di Page. Lo si poteva evitare.

MAYBE SOME DAY YOU’LL CALL MY NAME non colpisce più di tanto, mentre RIVER’S RISING, sempre di Dan Hartman, è una veloce corsa a tempo di rock and roll molto divertente. Chiude il disco ANIMAL di Winter, un rock funk un po’ pasticciato che non lascia traccia.

Non a fuoco come il precedente quindi, ma ugualmente gustoso e riuscito. Rock americano anni settanta, magari un po’ glam, a mio modo di vedere irresistibile. Certo, sono un fan in senso stretto dei fratelli Winter, forse pecco di obiettività, ma sono sicuro che chi legge questo blog, in un modo o nell’altro saprà apprezzare questo bel disco.

Your 2011 in blogging …

2 Gen

Mi ha scritto WORDPRESS per il sunto dell’anno appena passato circa il blog. Alcuno statistiche le sapevo già:

The busiest day of the year was dicembre 1st with 422 views…già, il giorno con più contatti è stato il primo dicembre con 422 visite. Niente male eh?

Più interessante scoprire che oltre all’Italia il blog è toccato anche da altre nazioni. Certo, lo so, capiteranno per caso, non è che l’italiano si parli poi in tanti posti, ad ogni modo:

Top countries: Italy, The United States e France.

EUROPE: Italy 91,6% / France 1,2% / Germania 1% / UK 1% / Spain 0,8 %

NORTH AMERICA: Usa 85,9% / Canada 7,6% / Mexico 4,4% / Costa Rica 1,5 % / El Salvador 0,4 %

SOUTH AMERICA: Brazil 51,8% / Argentina 22,4% /Colombia 6,7% / Venezuela 5,8% / Perù 5,2 %

AFRICA: Uganda 41,7% / Egypt 31,3% / Algeria 14,6% / South Africa 8,3%

ASIA: Japan 59,8% / South Korea% / Arab Emirates 6,5% / Indonesia 6,3% / Thailand 6,3%

OCEANIA: Australia 94% / New Caledonia 3% / New Zeland 1,5% / Guam 1,5%

Mi chiedo che faccia faranno quegli sventurati provenienti dall’isola di Guam, dalla Nuova Caledonia e da El Salvador nel vedere le foto di Brian dopo il secondo bicchierino di Southern Comfort. Grandioso poi il fatto che in Uganda io sia ormai una celebrità. :-)

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  •  Sara Crewe 102 comments
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  •  Paolo Barone 87 comments
  •  mauro 84 comments
  •  picca 64 comments
Grazie quindi a Miss Crewe, a Polbi, a MikeBravo/Mauro Bortolini oltre che a Picca e Lasàurit. Un grazie anche a tutti quelli che non sono nella top 5 ma che comunque scrivono e commentano quando hanno qualcosa da dire.
Sono soddisfatto, la piccola comunità che è nata intorno al blog mi piace un casino, tutti amanti della musica buona e menti illuminate.
Ieri ho ricevuto via sms molti auguri di buon anno,un paio dedicati al blog:
BEPPE RIVA: “Auguri al blog delle meraviglie…Giancarlo Trombetti, Picca, Polbi e ovvio il grande TT che grazie a questi campioni è da leggere tutti i dì del 2012.”
RIFF: “Buonanno a te e a Lasàurit e tanti auguri al blog. Il blog è un rifugio sicuro di conoscenza e di saggezza. Non c’è persona a cui abbia suggerito di visitarlo che non sia rimasto colpito e entusiasmato. Lunga vita al blog. Viva il blog, viva Tim Tirelli, viva il rock, viva la **** e gli Emerson Lake and Palmer. Zio pork. E così sia.”
Oltre a questo paio di simpatici sms mi giungono spesso feedback pieni di affetto e riconoscenza. Grazie ancora blues boys & blues girls. I love you all.
Il 2012 è cominciato con l’ascolto di:
  • BILLY JOEL – “Piano Man” (1973 Legacy Edition 2010)
  • LOREDANA BERTE’ “Normale O Super” (1977 Original Album Series 2010)
  • JIM STEINMAN “Bad For Good” (1981)
  • LUCIO DALLA – FRANCESCO DE GREGORI “Banana Republic” (1979)
  • CHRIS REA “Santo Spirito Blues” (2011 Box Set)
  • PINK FLOYD “Pulse” (1995)
  • ELP “The Ultimate Collection” (2004)
  • THIN LIZZY “Black Rose” (1979 Deluxe Edition 2011)
  • MICHAEL SCHENKER GROUP “Walk The Stage – The Officiale Bootleg Box Set” (Live 1980/93 – 2009 Box Set)
  • JOHNY WINTER ” White Hot & Blue” (1978 BGO remaster 2007)
  • BRUCE SPRINSTEEN “Born In The Usa” (1984 – Mini Lp japan edition 2005)
  • LED ZEPPELIN “3rd Night Wild Beach Party – Long Beach 27 giugno 1972” (bootleg audience / Godfather 2011)

ROLLING STONES “Some Girls” (1978 – Promotone BV 2011 – 2cd) TTTTT / “Some Girls Live In Texas ’78” (Promotone BV 2011 – Blu-Ray & Cd) TTTTT

31 Dic

ROLLING STONES “Some Girls” (1978 – Promotone BV 2011 – 2cd) TTTTT

Some Girls è uno di quegli album che ho vissuto in diretta, arrivavo sul mio Tentation Romeo 4 marce nel punto di ritrovo nel cuore del parco, nel nostro bar estivo all’aperto, prendevo le monete, la inserivo nel Juke Box e MISS YOU e FAR AWAY EYES finivano per fare da colonna sonora ai miei diciassette anni nell’estate del 78. Album vero, sporco e irriverente, lo si può considerare forse come l’ultimo vero grande album dei Rolling (Tattoo You del 1981 è molto bello, ma trattasi in buona parte di materiale riciclato da outtake degli anni precedenti).

Il ritmo ruffiano di MISS YOU, il rock alla Rolling Stones quale egregia risposta al punk inglese RESPECTABLE e SHATTERED, la bella e spiritosa FAR AWAY EYES con un ritornello che nell’andamento e nel testo ho seguito per tutta la vita, la sublime dinamica delle chitarre in BEAST OF BURDEN e tutto il resto delle canzoni ben sopra la media.

Questa irresistibile digipack special edition ha un secondo cd con 12 outtake, in pratica un nuovo album dei Rolling Stones di quel periodo. L’altra sera ne parlavo con Riff, mi diceva che secondo lui il secondo cd è più bello del primo, dell’originale insomma e anche in un commento qui sul blog Alexdoc ne parlava in termini lusinghieri. Credo che Riff perlomeno si sia spinto troppo in là, ritengo infatti che sia in definitiva un bonus disc di ottime outtakes, un misto di rock alla Stones (CLAUDINE, LOVE YOU TOO MUCH) bluesacci strascicati (WHEN YOU’RE GONE) e stralunati (KEEP UP BLUES) e momenti country (DO YOU THINK I REALLY CARE e YOU WIN AGAIN). C’è poi il classico lento cantato da KEITH RICHARDS sempre in maniera toccante (WE HAD IT ALL) e una ballata alla You Can’t Always Get What You Want (NO SPARE PARTS). 12 pezzi in più, non all’altezza dei momenti top del disco orgoninali, ma davvero gradevoli e gustosi.

Edizione da avere.

ROLLING STONES “Some Girls Live In Texas ’78” (Promotone BV 2011 – Blu-Ray & Cd) TTTTT

Ron Wood non mi è mai piaciuto, né come chitarrista né come tipo. E’ gioviale, solare, sempre in vena di scherzi ma a me proprio non dice nulla. Sarà che “i simpatici mi stanno antipatici e i comici di rendono triste” come canta FDG, sarà che il suo modo di suonare non mi è mai piaciuto, ma è proprio una figura che non fa per me. Tuttavia in Some Girls (il disco) si comporta bene e nel relativo tour non mi disturba più di tanto. Questo LIVE IN TEXAS è portentoso, ritrae i ROLLING di nuovo in sella con un Keith Richard più cosciente e presente. ROLLING che erano più attenti al suonare e al cantare e che ancora non facevano il verso a loro stessi, diventando a tratti delle macchiette. Non siamo ai livelli del tour per eccellenza del 1972/73, ma sono vicini all’essere al top of their game. Filmato crudo e senza troppi fronzoli, qui si bada al rock, e se ci sono due figure emblematiche come JAGGER e RICHARDS beh c’è poco da dire…siamo nel cuore del rock and roll. Sbavature, smagliature, scuciture, ma anche tanti bei pezzi rock suonati alla Rolling Stones. Un blu-ray da non farsi scappare.

Bene, non male dedicare l’ultimo post dell’anno ai Rolling Stones, segno che il senso che abbiamo per il blues segna ancora la rotta. Vi auguro un felice anno nuovo, magari un po’ più rock e un po’ meno blues e nonostante i tempi non siano granché, che le stelle  riempiano i vostri sogni e che il padre dei quattro venti gonfi le vostre vele.

A presto, uomini e donne di blues. Stay tuned for more rock and roll.

COVERDALE – PAGE – “Coverdale – Page” (1993 – Sony Music Japan – Blu-Spec CD 2011) – TTT1/2

30 Dic

Da Wikipedia:

Introdotto da Sony Music Entertainment, il Blu-spec CD è una particolare tecnica di masterizzazione creata per migliorare la qualità del tradizionale Audio CD.

Invece del classico laser ad infra-rossi viene utilizzato un laser a luce blu (quello dei Blu-ray Disc) per la registrazione dei dati sul CD master. Presumibilmente, il laser a luce blu crea una riversione dei dati più precisa, causando meno distorsione nella lettura ottica con conseguente migliore qualità audio.

Un Blu-spec CD è tecnicamente solo un normale CD che può essere riprodotto su tutti i lettori CD e non richiede un laser a luce blu per essere letto. Non si tratta di un Blu-ray Disc.

Versione giapponese (e di chi altro se no?) blu-spec cd dell’album di Coverdale – Page. Ho provato a cogliere le differenze con la edizione originale del 1993 sullo stereo di casa: forse sarà la suggestione ma mi sembra che questa sia più cristallina. E’ stata ad ogni modo una occasione per riascoltare questo album. Ho dato tre TTT e mezzo perché cerco di essere obbiettivo anche con i miei musicisti preferiti (Jimmy Page, appunto), ma la pancia mi avrebbe fatto aggiungere  una T in più. Sì, perché sebbene in passato non mi sia fatto incantare più di tanto da questo album, riascoltandolo ho provato un gran gusto nel risentire certe cose, quelle meno scontate. SHAKE MY TREE, TAKE ME FOR A LITTLE WHILE, PRIDE AND JOY e TAKE A LOOK AT YOURSELF si sono ascoltate fin troppo, buoni brani rock che a volte sconfinano nel ridicolo grazie a comunque spiritose allusioni di Coverdale e rovinati a tratti da un uso cscelleratodelle tastiere (quei tappeti di tastiere in TAKE ME FORV A LITTLE WHILE sono insopportabili. Tipici della fine degli anni settanta, nel risentirli ti incazzi. Anche solo l’uso del gergo “tappeti di tastiere” andrebbe bandito. Le tastiere non devono essere usate cosi! Punto.).

WAITING ON YOU e EASY DOES IT però sono da riscoprire. Non so se sono condizionato da un commento di Coverdale secondo il quale ci si sentiva Diana Ross dentro, ma WAITING ON YOU la sento come un pezzo delle SUPREMES trattato con delle Gibson Les Paul belle distorte. In passato avevo bollato EASY DOES IT come una outtake di LZ III, magari lo è ancora ma adesso mi piace di più. Che strano, riesco ad apprezzare anche OVER NOW, un paio di accordi rubati ai THIN LIZZY e trasformati in un epic moment alla KAHMIR. Così alla fine ho riscoperto quest’album e me lo godo più che in passato. Chissà se prima o poi Jimmy e David faranno uscire una special edition con qualche pezzo dal vivo e i vari inediti (tra cui SOUTHERN COMFORT e SACCHARINE BLUES).

Mini ritrovo della Congregazione degli Illuminati del blues al concerto dei TACCHINI SELVAGGI al Barricada.

30 Dic

Mini ritrovo della confraternita ieri sera al Barricada di Dinazzano (RE): un paio di email, un paio di sms ed eccoci riuniti intorno ad un tavolo io, Picca, Liso, Riff e Lorenz. Suto sta nel tavolo della band insieme a tutta la cricca dei TACCHINI SELVAGGI.

Mentre tre di noi cenano e io mi sorseggio un thè, si parla del fatto che sul forum di STEVE HOFFMAN si dice che a parità di rimasterizzazione, non vi è nessuna differenza tra un cd stampato su materiale normale e uno su materiale speciale, gli SHM-CD (giapponesi) di cui sono tanto ghiotto. Subito mi tappo le orecchie, non voglio sentire questa cosa visto che mi sto procurando con sacrifici molti SHM-CD, Picca sorride ma ha una faccia che dice “Eh, vecchio, ti toccherà accettarla questa cosa”.

(Mini congregazione: da sx a dx Tim, Picca, Liso e Riff – fuori campo Lorenz e Lagiòrgia – foto di LS)

Cerco di pensare ad altro, come ad esempio al regalo che Lorenz mi ha appena fatto: un quadro su tela diviso in tre parti dei LZ (Plant e Page on stage nel 1975). Roba da rimanere a bocca aperta, eccolo qui sotto nel visual approntato dal venditore:

Certo che ho degli amici speciali. So di che pasta siam fatti, ma a volte mi sorprendo del bene che ci vogliamo l’un l’altro.

Partono i Tacchini e il loro “country sudista” prende quota. Non esattamente my cup of tea, ma i ragazzi (e ragazze vista che Lasàurit ci suona il basso), ci sanno fare e lo show risulta come spesso capita energico e convincente. Suto e Mauro alle chitarre e alle voci, Lasàurit al basso e Daniele alla batteria. Mi godo l’elegante picchiare di quest’ultimo, gli assoli e il canto di Suto e Mauro e soprattutto i puntuali, perfetti e riconoscibilissimi giri di basso della mia bassista preferita.

Mauro dedica HOT DOG del LZ alla conftaternita del blues…noi ci alziamo in piedi e inchiniamo la testa in segno di riverenza.

(I Tacchini ieri sera al Barricada: da sx a dx Mauro, Sutus e Lasàurit. Fuoricampo, Daniele. – foto di TT)

E’ un giovedì sera, siamo tutti un po’ cotti, Lorenz e Giorgia ci lasciano per primi, seguiti da Picca e Liso. Io e il Riff decidiamo di rimanere quasi sino alla fine. Io e lui, seduti su due sgabelli e appoggiato ad uno di questi tavolini alti a sorseggiare bourbon (lui) e acqua minerale naturale fuori frigo (io…porca troia) e a parlare, pensate un po’, di Emerson Lake And Palmer.

(Riff & Tim: blues brothers – autoscatto)

I Tacchini tornano sul palco per i bis, ma io e Riff dobbiamo andare. Thank you Wild Turkeys, Dinazzano…goodnight.

Durissima stamattina alzarsi alle sette, ma si deve andare. Doccia, colazione e via che si parte in macchina in mezzo alla campagna tutta brinata. Nel car stereo IAN HUNTER a tutto volume…Good Morning Emilia.

PAUL RODGERS & FRIENDS – Live At Montreux 1994 – (Eagles Records 2011) TT1/2

29 Dic

 

 

 

Sapete quanto ami Paul Rodgers ma questo album non mi convince nemmeno un po’. Erano gli anni novanta, anni brutti per la musica, ogni pezzo viene trattato senza il giusto rispetto per il rock . Questo è hard rock tout court, con noiosissime chitarre che vanno a mille all’ora, senza un costrutto, senza dire nulla. Arrangiamenti di maniera, courtesy della sua band di allora (in pratica i Bonham senza il cantante), performance piuttosto banalotte e una forzatura di fondo che confonde anche un gran chitarrista come Brian May, costringendolo all’effetto a tutti i costi. E’ un po’ triste vedere certi pezzi finire così, è un po’ triste vedere Paul Rodgers felice di aver accanto degli pseudo guitar hero un po’ invasati. Certo, c’è di peggio, ma anche un certo modo di fare rock fa male al rock.

L’angolo della posta: RIFF e gli ELP

29 Dic

 

Scrive RIFF: “Zio porc! Mi stai attaccando la febbre ELP. Sono costretto a chiederti WORKS Volume 1 e 2. Sob. I’m sorry. Gavassa…goodnight!”

Risponde l’esperto: “Vieni confratello, cadi definitivamente nella rete anche tu, lascia che impressioni, fughe, piano improvisations,  melodie di altri universi e arditi passaggi strumentali riempiano i tuoi sogni, affinché l’animo stremato si arrenda definitivamente a quell’aria sonora che è il nostro piacere massimo.Come cantava il piccolo Roberto Antonio “let the music be your master”. ELP o muerte”

 

L’angolo della posta: JAYPEE e il Winter Album

29 Dic

 

Scrive JAYPEE: “Stamattina, verso Montese, la neve che vela i monti e luccica al timido sole, strade deserte e THE WINTER ALBUM 2011 come soundtrack…un trionfo”

Risponde l’Esperto:”Quando il WINTER ALBUM tocca le corde Ernie Ball Super Slinky dell’anima di qualche amico, mi sento a posto con il mondo”

 

ELVES (featuring Ronnie James Dio) “And Before Elf…There Were Elves” (2011 – NiJi Entertaiment Group) TT

28 Dic

 

A me gli ELF piacciono moltissimo. CAROLINA COUNTY BALL (1974) (conosciuto anche come LA/59) e TRYING TO BURN THE SUN (1975)  sono due album davvero belli, pieni di hard-rock-and-roll-boogie-blues assai godibile . Il RJD che preferisco è quello degli ELF appunto, non che mi dispiaccia quello dei RAINBOW, dei BLACK SABBATH e dei DIO, ma non essendo un gran amante del genere epico e lirico e del metal in generale, trovo più piacevole e fruibile il Ronnie James degli ELF. Prima di chiamarsi ELF, il nome era ELVES (e ancora prima THE ELECTRIC ELVES).

Questa registrazione sembra provenire da un bootleg che già avevo (LIVE AT THE BANK 1972) e contiene cover dal vivo e materiale da studio. Non ci sono indicazione nella brutta copertina, nessun riferimento. Il periodo comunque dovrebbe essere 1971/72. Essendo  dunque un amante delle prime cose di Dio speravo in qualcosa di più, d’altra parte Ronnie James in quel periodo aveva quasi trentanni, ma  tutto il materiale è  acerbo e senza troppa personalità. Peccato, ho speso dei soldi per niente e il rock non ci guadagna nulla con queste registrazioni, registrazioni che dovevano restare nel cassetto degli archivi personali del cantante, non essendo roba pubblicabile. E dire che dietro c’è Wendy Dio, la moglie.

 

DAGO 74 / LUPO ALBERTO 318

28 Dic

DAGO 74 “Un Nemico Chiamato Dago” (AureaComix/ dicembre 2011– euro 10,90) – TTTTT

Di Robin Wood e Carlo Gomez. Ristampa in cartonato delle avventure di DAGO che appaiono su Lanciostory settimanalmente. In questo episodio DAGO si trova a Lucca in compagnia di Michelangelo Buonarroti.  Bella storia,per  il cui seguito dovremo aspettare il numero di gennaio.

LUPO ALBERTO “Natale In Baita” (McK Edizioni / dicembre 2011– euro 3,50)- TTTT

A dare una occhiata alla rubrica della posta, l’età media dei lettori di LUPO ALBERTO si aggira sui 13 /14 anni. Poco importa: il numero di dicembre per me è un must visto che contiene storie a carattere invernale. Anche quest’anno il numero natalizio è carino. Per chi prova gusto nel veder cader la neve.