Questo classico del “preso a prestito” è suggerito da Jaypee.
JOE COCKER “Hitchcock Railway” 1969
JOE COCKER “Hitchcock Railway” LIVE IN DORTMUND 1992
ZUCCHERO “Per Colpa Di Chi” 1995
Questo classico del “preso a prestito” è suggerito da Jaypee.
JOE COCKER “Hitchcock Railway” 1969
JOE COCKER “Hitchcock Railway” LIVE IN DORTMUND 1992
ZUCCHERO “Per Colpa Di Chi” 1995
Ieri sera seconda cena di classe dell’anno, dovevamo essere in 15 ci siamo trovati in nove per forfait dell’ultimo minuto. All’ultima fatta in maggio per il trentennale del diploma non c’eravamo nemmeno tutti, rifletto su questa cosa…ci si ritrova dopo trentanni, tra gente che è stata insieme un lustro e ha condiviso una esperienza importante di vita e alcuni non trovano il tempo…una sera in trentanni (sera tra l’altro organizzata con largo anticipo). Chi non ha voglia di uscire, chi deve andare alle prove del coro, chi ha un programma TV da guardare, chi ha il mal di pancia…mah. Ad ogni modo serata piacevole, in nove se non altro si chiacchiera più facilmente; alla fine teatrino finale molto divertente tra RoseDawn e il sottoscritto, lei a far la parte della donna un po’ sboccata ed emancipata ed io a far quello che si scandalizza nel sentire certe parolacce dette da una donna (ma in realtà è un po’ così, io tendo ad idealizzare le donne). Concludere la serata con risate serene e sincere è sempre bello.
(Quel che resta della 5 C – Foto TT)
Sveglia alle 06,30 per il solito sabato mattina pieno di impegni. Spendo 20 eurini in edicola: lo special di MARTIN MYSTERE, LA REPUBBLICA, IL MALE e la statuina di SAMUEL ETO’O. 9,90 li posso anche spendere l’immaginetta sacra del giocatore che mi ha fatto godere come pochi (e che adesso troneggia sul mio scaffale deluxe edition – commento de Lasàurit: ” Gli hanno anche fatto le orecchie a sventola“…io di rimando – sottovoce – “Te pensa al nasone del tuo amico slavosvedese e alle gambe storte di Zambrotta“).
(il mio papa nero – foto di TT)
Incontro con Julia la quale dopo un oretta fitta di conversazione se ne esce con la frase secondo cui io respingo ciò che non è bello. Oh, mica una frasetta da niente. La lascio pensando allo cosa. Da Brian va in atto la riappacificazione, dopo una settimana in cui sie era impermalosito per certi miei toni un po’ accesi. Gli faccio il bagno, gli asciugo i capelli, gli preparo i vestiti, gli sistemo i conti e lo convinco ad uscire. Un ultimo controllo però ai capelli: Brian ha l’ossessione della riga dei capelli …deve essere perfetta. Bagna il pettine, divide con precisione i capelli nel punto che predilige e i capelli, come le acque con Mosè (secondo quella frottola a cui credono i cattolici) si dividono magicamente e si sistemano nel modo giusto: la riga di Brian anche questa volta è a posto.
In centro a Ninentylands Brian incontra come al solito diverse persone che gli fanno la festa e lui si pavoneggia come Rod Stewart ad un concerto dei Faces. Incrociamo Lencio un mio amico d’infanzia e mio batterista dei tempi che furono con i MIDNIGHT RAMBLERS, va di fretta, è in bici, al volo ci tocchiamo le mani ed esclamiamo “John Bonham”!
Al K2 incontriamo Peter e Mario, amici ottuagenari di Brian. Caffè macchiato e cannolo.
(Brian, coffee at K2 – foto di TT)
Ripasso dove vivevo per continuare il mio ormai eterno trasloco, oggi è la volta dei miei LP degli STRAY CATS, UFO, VAN HALEN e WHITESNAKE. In mezzo c’è anche RIGHT BY YOU di Stephen Stills del 1984…uno dei dischi più brutti mai prodotti, in cui fa due o tre assoli anche Jimmy “Poige”. Io e Picca spesso ci chiediamo come è possibile che STILLS abbia fatto un disco così. Dio canta, gli anni ottanta sono stati un bel periodo di merda per la musica. Brian è giù che chiacchiera con Vasco, l’altro giovanotto del 1929.
Al MiniBar come al solito entra come una star, stavolta sembra un divo del cinema, un giovane vecchio Marlon Brando da FRONTE DEL PORTO. “Tirelli cum andommìa?” “Alora Tirelli, sòmmia a post?” “Tirelli, ah i bèe temp dal curèri (Brian era una autista di corriere)“.
(Brian: crodino al MiniBar – Foto di TT)
Brian si è sistemato l’umore, mi sembra stabile e ben disposto. Verso mezzogiorno lo smollo alla LittleCross (il suo quartiere) e lui mi ringrazia tre volte per la bella mattina. “Son io che ringrazio te, vecchio Brian”.
Alle 13 alla Coop di Regium Lepidi, cibo per i gatti, un paio di jeans scontati per Brian, dopobarba per Brian, carne, frutta, caramelle, e naturalmente Tisana Digestiva Bonomelli in scatola bianca…alla sera è sempre i momento per HERB TEA FOR ONE.
Io amo la Coop, nella mia testa vive ancora la idea romantica e un po’ socialista della cooperativa, ma mentre son lì che sulla bilancina peso i mapo e attendo lo scontrino scuoto la testa e mi dico “An s’è mai vest Johnny Winter fèer la spesa alla Coop, dio pòver…“
(Tim pesa i mapo alla Coop – foto di LS)
Ritorno nel posto in riva al mondo ascoltando la collection del 25 anniversario degli WHITESNAKE e mi ritrovo a cantare – commosso – WE WISH YOU WELL perso in un blues senza motivo, il blues deve essere qualcosa di organico per me.
Spazzo via la commozione con LIGHTS OUT degli UFO a volume a 21.
Nel pomeriggio dovrei fare altri giri ma dopo una tartara, rapanelli e due bicchieri di Gutturnio riesco solo a godermi 5 minuti di sole sulle scale lì fuori e poi addormentarmi sul letto.
Alle 18 Catania – Inter. Buon primo tempo, la squadra gioca benino e Cambiasso segna un gran bel goal. Nella ripresa di nuovo down in the hole. I siciliani pareggiano e poi vanno in vantaggio grazie ad un rigore inesistente: Castellazzi esce, non tocca il giocatore, questi però simula si lascia cadere e l’arbitro abbocca. Capita. L’Inter subìta l’ingiustizia però crolla, Massimo Ranieri fa entrare Alvarez e Zarate e mi si gela il sangue. Zarate anche anche, ma mettere su anche Alvarez, un altro giocatore umorale, mi sa folle.
Depresso vado su Facebook a vedere che dice SETTORE, trovo un suo post che mi si addice e che dice “tristezza, per favore vai via”.
PS:
Ieri in tarda mattina ero nella sala d’aspetto del mio medico…aspettavo che Giangi (posso chiamarlo così, eravamo insieme alle elementari e medie) mi chiamasse nell’ambulatorio quando mi son messo ad ordinare l’archivio sms del cellulino. Tra sms di ieri e di un anno fa o più mi son trovato a riflettere su questo sistema di comunicazione e di come certi messaggini andrebbero conservati per sempre. Pezzi di vita, di blues, di rapporti umani che magari oggi sembrano un po’ retorici, sopra le righe e poco stabili ma che rappresentano bene alcuni momenti delle nostre vite.
MERCOLEDI’ SERA – ALLE PROVE MENTRE CERCAVAMO DI REPLICARE IL FINALE DI TRAIN KEPT A-ROLLIN DA LIVE BOOTLEG DEGLI AEROSMITH:
Scrive Liso: “A me non basta facebook o il tuo fantastico blog per comunicare te!!! Cristo e … (segue madonna)!!! Scusa lo sfogo ma facciamo tutti una vita di merda. Cazzo Tim, dobbiamo vederci di più!!! Siamo in pochi ma abbiamo molto blues inside”
Riflette l’Esperto: ” Riporto l’sms alla mia bassista preferita, mi guarda e mi dice “Sono tutte tue creature!“. Poi penso a Polbi che una volta mi disse “Cristo Tim, tu hai un potere di penetrazione nella vita delle persone che è incredibile”. Mentre eseguo con la band quel finale – che significa molto per me e Lorenz in quanto cresciuti con LIVE BOOTLEG – penso a quanto voglio bene a Paolino Lisoni e ai miei amici blues.
IERI MATTINA MENTRE ATTENDEVO IN SALA D’ATTESA DEL MEDICO:
Scrive Polbi: “In prima fila allo show di ieri sera di ALICE COOPER. Che notte folle di R’n’R. E pensare che su disco mi lascia indifferente, ma live è qualcosa da vedere, era da tempo che non mi divertivo così ad un concerto”
Riflette l’Esperto: ”Polbino continua a disorientarmi, nelle ultime 48 ore mi ha parlato di amori folli per GIRLSCHOOL e ALICE COOPER”
PRIMO AGOSTO DEL 2010
Scrive Picca: “Perchè non organizzi un blog rock serio, con tutte le tue amicizie? Ci passiamo l’estate”
Riflette l’Esperto: ”Ehm…”
VENTICINQUE AGOSTO DEL 2010
Scrive Picca: “Ti ho dedicato MINUETTO (di Mia Martini pezzo che piace ad entramb, ndtim) stamattina. Visto che era in scaletta” (Picca è uno speaker di Modena Radio City)”
Riflette l’Esperto: ”Ehm…I love you, man”
SEI SETTEMBRE DEL 2010 – DOPO AVERMI CHIESTO UN CHIARIMENTO SU UNA FACCENDA RIGUARDANTE I LED ZEPPELIN
Scrive Picca: “Grazie Maestro di vita!”
Riflette l’Esperto: ”Oh.”
VENTIDUE SETTEMBRE DEL 2010 – COSE DI LAVORO
Scrive Lakèrlit: “Ma … (segue madonna)…le ho detto che saresti arrivato…non capiscono un cazzo”
Riflette l’Esperto: ”Uh, le lucidi analisi della mia amica…I love you Kèrlit ”
VENTITRE MARZO del 2011 – UN GATTO DI NOME FIDEL
Scrive Lasìmo: “Purtoppo non torna più il nostro Pùpus”
Riflette l’Esperto triste: ”Già… ”
CINQUE MAGGIO del 2011 – LA MATTINA DOPO AVER PASSATO LA SERATA IN SALA PROVE
Scrive Lorenz: “Train Kept A-Ruuuleeeen!“
Riflette l’Esperto: ”Oh yeah, man ”
VENTOTTO SETTEMBRE del 2011 – DOPO LA VITTORIA NEL FINALE PARTITA DELL’INTER IN CASA DEL CSKA MOSCA IN CHAMPIONS LEAGUE
Scrive Mario: “Ciao vecchio, stiamo tornando la vecchia Inter che ci fa soffrire e giore, che ci tiene incollati davanti alla TV fino al 95esimo. Che non è mai banale!Pensa fossimo tifosi del Barca…che noia (forse)”
Riflette l’Esperto: ”Inter come la nostra vita, sempre sul filo del blues. ”
DUE OTTOBRE del 2011 – DOPO IL CONCERTO DELLA CATTIVA A SAN MARTINO
Scrive Riff: “Ciao fratello, vorrei ringraziarti tanto e di cuore per la serata di ieri, per la gioia di rivederti sul palco a fare ciò che più ami e amiamo…per i cd e le custodie e per il bellissimo articolo sul blog sulle tue origini, Brian, l’uomo assurdo in braghe corte e la strafiga al bar. Grazie Tim, amico mio!”
Riflette l’Esperto: ”Quariegh…goodnight ”
(Tim & Riff backstage Festa dell’Unità Paganine MO 2003)
OTTO OTTOBRE del 2011 –
Scrive Frank R: “Finalmente sto ascoltando tutto KEYS TO ASCENSION degli YES che ho preso qualche mese fa dopo il tuo post nel blog…molto bello, me lo sto gustando ad alto volume. Grazie della dritta”
Riflette l’Esperto: ” ONWARD throught the night…!”
Tardo 2008 – LEAVING HOME BLUES
Scrive Kerlo: “Forza Slimtim, dopo il peso della discesa, toccato il fondo si torna a salire e chissà che dietro l’angolo non ci sia una stairway to heaven…”
Riflette l’Esperto: ” Poetic & friendly associate!”
SEDICI SETTEMBRE del 2009 – DOPO AVERGLI FATTO GLI AUGURI DI COMPLEANNO
Scrive Lele: “Grazie Tim, ti voglio bene.”
Riflette l’Esperto: ” Lele, la tigre della malesia :-)”
Bene, termina qui questa Edizione Deluxe un po’ sentimentale de L’Angolo Della Posta. Siamo qui quindi, con pregi e difetti, ma siamo qui…still alive and well.
Scrive Polbi: “Non ho accesso internet da giorni, sono in preda al Blog Blues. Lunedì sarò a Detroit, martedì quindi Mac Store. per ora mi consolo con CARAVAN, NEIL YOUNG e un libro inchiesta sulla scomparsa di Moana Pozzi”
Risponde l’Esperto: ” Quando ti rubano il portatile, come capitato a te, ti senti come se la tua finestra sul mondo fosse sprangata. Ti auguro quindi di munirti il prima possibile di un nuovo laptop. Per tenerti occupato e con il morale sollevato ti consiglio STILL ALIVE AND WELL di JOHNNY WINTER, MISSISSIPPI LIVE di MUDDY WATERS e i nuovi numeri di IL MALE e LINUS. Hold on, mate.”
BOBBY PARKER “Watch Your Step” 1961
LED ZEPPELIN “Moby Dick” 1969
Ritorna in edicola IL MALE grazie a Vauro Senesi e Vincenzo Gallo. Quelli della mia generazione ricorderanno questo formidabile giornaletto satirico che dal 1977 al 1982 ci deliziò non poco.
Questo nuovo numero è esplosivo, poche le pagine sottotono. Benché giornale satirico IL MALE ha comunque un certo coraggio nel proporre una paginetta di risposta a Giorgio Napolitano intitolata “Grazie al cazzo presidente“, o una vignetta a tutta pagina con il cavaliere nero nell’atto di scoparsi l’ennesima escort o minorenne a cui si sovrappone l’immagine di mamma Rosa e la scritta “La sua ossessiva ricerca di figa nasconde in realtà un unico inconfessabile desiderio”. A sfogliarlo con attenzione si scoprono cose che ad una prima letta erano sfuggite come la terribile e riuscitissima vignetta a pagina 50.
Costa 3 euro, se vi rimane qualche soldino investitelo lì, l’ uscita in edicola de IL MALE significa che c’è ancora qualche speranza.
Il VOX rimane sempre un luogo niente male dove vedere concerti, anche stasera il tutto è stato dal punto di vista logistico e acustico assai funzionale.Mi fa incazzare pensare che si parli di trasformarlo nella mensa della vicina scuola elementare, così si affossa la cultura, la buona musica e la mente della gente. Perché invece non buttiamo a i bambini fuori dalla scuola elementare e ne trasformiamo il cortile interno in una arena spettacoli con l’edificio scolastico intorno adibito a camerini, sala conferenze stampa, ristorante, servizi, bed and breakfast per chi viene ad assistere ai concerti, etc etc eh?
Al concerto incontro Liso, non lo sapevo fan di FDG…e infatti non lo è, accompagna l’Anna che invece ama molto Francesco.
Temevo un concerto un po’ ostico, di quelli dove cambia tutte le melodie e le metriche delle canzoni, di quelli dove il violino ti fa addormentare e invece tutto piuttosto godibile. Certo ci sono arrangiamenti un po’ forzati come l’ukulele reggae di Rimmel o il country swing di Buonanotte Fiorellino, la voglia un po’ sopra le righe di fare un concerto alternativo con scelte un po’ scontate (Violino, Fisarmonica, Pedal Steel Guitar), ma nel complesso vedere De Gregori nel 2011 rimane una piacevole esperienza.
SCALETTA:
Generale / Caldo E Scuro /Vai In Africa Celestino /Niente Da Capire / Finestre Rotte / Gambadilegno A Parigi/ Agnello Di Dio/ Non Dirle Che Non E’ Così (If You See Her, Say Hello)/ Il Panorama Di Betlemme/ Sempre e Per Sempre/ La Storia Siamo Noi/ Tempo Reale/ La Casa/ Titanic/ Alice/ Buonanotte Fiorellino/ La Donna Cannone/ Rimmel/ Bellamore/ Compagni Di Viaggio/ Battere E Levare/ Sotto Le Stelle Del Messico A Trapanar/ A Chi (di Fausto Leali)
Ognuno di noi vorrebbe una scaletta diversa, e mi ci metto anche io. Caldo E Scuro, la cover di Dylan,Il Panorama Di Betlemme, La Casa e Sotto Le Stelle Del MessicoA Trapanar le avrei sostituite volentieri con, che so, Giovane Esploratore Tobia, Due Zingari, Deriva, Povero Me…e di certo Viva L’Italia, manifesto che andrebbe cantato tutti i giorni visti i tempi.
Mi colpisce la voce di De Gregori, proprio bella, sembra quasi che canti meglio che in passato. Bravo Francesco. FINESTRE ROTTE dal vivo diventa un pezzo più interessante rispetto alla versione da studio, un rock blues ben dipanato. Noto che davanti da noi c’è un ragazzo con la “maglietta numero 7” con su scritto “Nino”. Mentre lo ascolto e lo guardo mi fermo a pensare a questo cantautore che è stato una sorta di padre putativo per me o se non altro un fratello maggiore. Quanto ho amato l’album DE GREGORI del 1978, sapevo suonare a memoria quasi tutte le canzone e alcune di queste facevano parte della scaletta dei THE STRANGERS, uno dei miei primi gruppi. Ora lo guardo lì a pochi metri di me in una atmosfera informale e serena con il distacco degli anni passati ma sempre con tanto affetto e riconoscenza..la sua musica, i suoi testi mi hanno insegnato a vivere.
Generale, Bellamore, Compagni Di Viaggio, Titanic, La Donna Cannone quelle che mi hanno toccato di più. De Gregori poi si mette al piano e inizia SEMPRE E PER SEMPRE, e allora ecco che mi commuovo, con le lacrime indecise se scendere o no, cerco di riprendermi di far finta di niente ma mi emoziono tanto, ah diavolo d’un De Gregori riesce sempre a colpirmi nel profondo.
…ricordati
dovunque sei,
se mi cercherai
sempre e per sempre
dalla stessa parte mi troverai …
Ritrovo al cinegiappo di Regium Lepidi, per confondere le acque March arriva per primo ed evita così di fare la solita entrata da rock star tipo Rod Steward. Riff, Sutus e Lorenz si avvicinano poco dopo con noncuranza, c’è un che di maligno nell’aria e dobbiamo stare attenti. Io e Picca arriviamo da strade laterali, Jaypee ancora non si vede. Scattiamo una foto anche senza di lui, l’archivio va aggiornato sempre e comunque.
(da sx a dx: Rify Betts, Lorenz Deville, Timothy Winter, Marcello Van Zant, Picchen Zevon, Sutus Young)
La fotocellula della fotocamera riconosce le nostre iridi, adesso siamo certi, siamo proprio noi. Ci mettiamo a mo’ di pentacolo, io mi pongo in mezzo, indossiamo i cappucci nero(azzurri) e procediamo col canto d’ordine. Fisso la tonalità e dopo esattamente 666 secondi partiamo tutti insieme a mormorare il riff di DOMINO, cantico strumentale del Dark Lord:
Alla fine inizio a salmodiare i versi sacri:
Now that I’m free
to take it all easy
take all my time
and do what I please
nobody ‘round me
that’s pullin’ me down
building me up,
just to turn me around
gli altri rispondono in coro
Baby I got you
like the summer has the sun
and its all that I can do,
just to walk and not to run
Baby you got me
and thats all I have to give
together we’ll be free,
free to live, free to live
Bene, possiamo procedere alla riunione.
Ci sediamo alla tavola rotonda che Yoyo la cinese che non parla italiano ci ha riservato, ad un lato della grande sala, proprio di fianco allo sgabuzzino/magazzino, perfetto. Siamo in nove, comprese le due segretarie, ordiniamo tre acque naturali fuori frigo, 4 birre cinesi, 2 thè verdi. Cena a buffet. Fissiamo l’ordine del giorno, iniziamo a mangiare e lasciamo la discussione per dopo.
Verso le 22, lasciamo libere le segretarie e ci trasferiamo nel locale di fronte, il Jake Holmes Pub.
.
Allungo alla cameriera un biglietto da venti in modo da avere il tavolo nell’angolo più oscuro. Due birre bionde, due nere, un rum, un Maccalan single malt scotch whisky per Lor e un infuso caldo ai fiori di ghiaccio per Magister Timotheus.
(Nell’angolo più scuro, da sx a dx Jay, March, Lor e Riff)
Si inizia parlando dei Black Sabbath, ma se da quello che scrive Riva nel blog si intuisce che il loro satanismo è alla fine solo marketing, se non sono veri, se tutte quelle croci rovesciate sono solo intrattenimento, per un fan, che gusto c’è? Dice Picca, è come se Springsteen dicesse “A me piaceva il progressive rock dei Genesis, ma siccome non c’era spazio mi sono dato ad un altro genere, in realtà di tutta questa bazza del rock americano non me frega più di tanto, a me piace il progressive”, o se Jim Morrison – giù dal palco – si fosse fatto delle insalatine e bevuto dei succhi di frutta. Allora dov’è il fascino dei Sabbath? Come ha scritto Picca ” se si tratta di una posa carnevalesca, sono solo una noiosissima palude di compressione distorta con un cantante scemo che non sa cantare e una ritmica agile come un fermaporta”. Se fosse così ad esempio i Black Sabbath ai COVEN gli fanno una sega.
Visto che siamo in tema, Picca ci ricorda la posa di Crowley (vedi JP con le braccia alzate ad angolo alle prese con Theremin).
(The Dark Lord alle prese col Theremin nel 1975)
Il discorso si inerpica: le peggiori copertine nel rock, il secondo disco mai uscito dei THE LAW, Willie De Ville, la straordinarietà dei doppi ( o tripli) dal vivo degli anni settanta con la copertina dallo sfondo nero… THE SONG REMAINS THE SAME dei LZ, SECONDS OUT dei Genesis, WELCOME BACK MY FRIENDS degli ELP, LIVE di Frank Marino (anche se era singolo) dove ti immaginavi la arena da ventimila posti in una sperduta città americana, con le luci rosse, gialle, verdi, bianche e blu sopra al palco e i tuoi eroi ad eruttare musica magnifica.
Picca suggerisce a tal proposito il titolo per un ipotetico doppio album dal vivo della Cattiva Compagnia…”DOUBLE LIVE COMPANY”…con “Live In San Martino In Rio” come claim, aggiungo io…
E ancora, l’ultimo album blues di Robert Palmer, gli album degli anni novanta degli ZZTOP, la differenza che c’è tra ispirazione e plagio se prendi qualcosa da un altra canzone a seconda che tu faccia rock o blues oppure pop.
Picca porta doni per tutti, io e Riff facciamo lo stesso, a fine serata a mo’ di eucarestia distribuisco ai confratelli una copia del doppio bootleg dei Cream SUN VANISHES, Detroit Grande Ballroom 15 ottobre 1967.
Usciamo, ci mettiamo in circolo per l’arrivederci, intoniamo il ritornello di HYPNOTIZING WAYS (OH MAMMA) da DEATH WISH II e ci diamo appuntamento alla prossima assemblea.
Arrivo alla domus saurea a notte inoltrata, infilo la blues mobile in garage, stacco il grande adesivo con la scritta Lucifer Rising dal lunotto posteriore, mi tolgo il mantello ed il cappuccio, respiro a fondo nella notte scura.
Stamattina, mi alzo e c’è una bella golden dawn, scendo rimango qualche minuto al sole e ripenso alla serata di ieri notte.
(Golden Dawn a Borgo Massenzio – Foto di TT)
Mentre aggiorno gli archivi della Congregazione mi ascolto PASSPARTU’ della PFM e maledico le soste per la Nazionale, il weekend senza calcio fa schifo.
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