…sigh…

20 Set

 

 

 

 

SULLO STEREO: ALCATRAZZ “Disturbing The Peace” 1985

20 Set

Oggi mi sento questo. Graham Bonnet mi è sempre piaciuto e alla chitarra c’è Steve Vai prima che iniziasse a diventare noiosetto. GOD BLESSED VIDEO (una critica aperta ai video musicali),WIRE AND WOOD e SONS AND LOVERS le mie preferite. Il resto è heavy rock di maniera. Prodotto da Eddie Kramer.

CLASSIC ROCK MAGAZINE Settembre 2011: AC/DC For Those About To Rock 30 anni dopo

19 Set

Interessante l’articolo su FOR THOSE ABOUT TO ROCK, su come la band e la casa discografica persero una buona occasione di fare uscire un degno successore al fortunatissimo BACK IN BLACK. Visto il successo che la band stava avendo con il nuovo album registrato con Brian Johnson alla voce, il nuovo presidente della Atlantic Doug Morris decise di pubblicare l’album DIRTY DEEDS DONE DIRT CHEAP, uscito in tutto il mondo tranne che negli USA 5 anni prima. Certo, la ristampa non costò quasi nulla e vendette 2 milioni di album, tantissimi… ma poca cosa in confronto ai 10 milioni a cui era già arrivato BACK IN BLACK.

Quella mossa creo’ confusione e sospetto nel mercato e da lì in poi gli album degli AC/DC non vendettero più cifre stratosferiche; un altro chiaro motivo fu che la band fece uscire un serie di dischi piuttosto brutti. Anche FOR THOSE ABOUT TO ROCK non è granché e questo perchè Malcom Young (il leader della band) decise di interrompere il lavoro che avevano iniziato con Mutt Lange negli studi Marconi di Parigi nel giugno del 1981. Ora, capisco che lavorare con un produttore non sia semplice, ma Mutt Lange è un polistrumentista e compositore di gran talento, un perfezionista, uno che aveva già prodotto HIGHWAY TO HELL e BACK IN BLACK i due capolavori del gruppo ed estrometterlo significò fare uscire album mediocri, con suoni mediocri e con pezzi mediocri.

Un articolo quindi capace di andare oltre l’agiografia e toccare argomenti meno conosciuti e scomodi. Mica roba da tutti, credetemi.

Io ricordo che nel 1981 mi sorpresi di vedere ripubblicato DIRTY DEEDS come successore a BIB e nella mia testolina di allora mi chiesi che cazzo di idea fosse e, negli anni subito a venire, come mai gli AC/DC dopo un paio di album bellissimi, avessero iniziato a far uscire dei dischi di merda (se penso a Flick Of The Switch mi viene il nervoso).

Nelle rubrica delle recensioni (HARD STUFF REISSUES) è bello notare che a LIVE AT DONINGTON 1990 degli Whitesnake danno solo 4 stelle su 10. Meno male che c’è qualcun altro nella editoria classic rock/hard and heavy ad avere un minimo di coraggio e orecchie che ancora funzionano.

ELP – “…Welcome Back My Friends” 40th Anniversary Reunion Concert – High Voltage Festival – 25 luglio 2010 – DVD – JJ1/2

17 Set

C’era bisogno di fare uscire questo DVD? Mah, temo di no. Capisco il concerto, la reunion in occasione del 40esimo anniversario del debutto, ma gli ELP del 2010 non sono gran cosa e una testimonianza ufficiale mi sembra una mossa azzardata.

Naturalmente è sempre un brivido vederli su di un palco, ma Emerson titubante su certi passaggi, Lake che sembra l’omino della Michelin, performance un po’ traballanti con l’aiuto di basi non sono un gran vedere. Certo, bisogna accettare il tempo che passa, pensare al coraggio che hanno avuto nel farsi vedere candidamente come sono oggi, sapere che il business è busiuness e che occorre spremere il più possibile da un evento del genere.

Karn Evil / Lucky man / From The Beginning / inizio Fanfare le più imbarazzanti, ci sono anche momenti in cui si intravede la loro classe e maestria, ma non è sufficiente temo.

Sono depresso nel pensare che tra poco dovrebbe uscire in versione ufficiale anche la reunion dei LZ. Come possono queste band competere con la versione di loro che ha l’ immaginario collettivo e dunque col fatto che li ricordiamo e li vogliamo come nel 1973?

La prescrizione, quella squadra di Torino e quell’individuo che hanno come presidente.

17 Set

Quell’individuo che è il presidente di quella squadra di calcio di Torino parla sempre di prescrizione (riferita all’Inter naturalmente,) fa richieste di indagini all’Uefa affinché valuti la regolarità dell’iscrizione dell’Inter alla Champions ‘ League, cerca di togliere lo scudetto del 2006 all’Inter e rivendica la riassegnazione dei due scudetti tolti a quella squadra di Torino di cui lui è presidente. E’ proprio vero che il calcio è lo specchio della società, come questo governo dedito al mercimonio, quell’individuo e la sua squadra si votano al populismo più bieco, certi di irretire il popolo bianconero e di scaravoltare la realtà a loro piacimento. Mettere sullo stesso piano le telefonate di Giacinto Facchetti con quello che aveva messo in piedi la triade bianconera è roba da gente senza senso civile e io sono indignato all’inverosimile. Una squadra e una dirigenza che andava radiata nei secoli dei secoli è ancora lì che ha il coraggio di parlare, confortata da tifosi che  nel loro stadio urlano il loro odio a Moratti invocando che raggiunga PEPPINO PRISCO e GIACINTO FACCHETTI nel’aldilà, o che augurano per 90 – minuti  – 90 a quello “sporco negro di Balottelli” di morire. Che le curve delle varie tifoserie siano più o meno tutte da biasimare lo si sa …  anche quella dell’Inter, capace di sventolare svastiche, di gettare motorini giù dalla gradinate e urlare cori razzisti nei confronti dei giocatori neri. Atteggiamenti non condivisi però dalle altre sezioni dello stadio e dagli stessi giocatori interisti che sempre hanno consolato gli avversari di pelle nera oggetti di tali ignobili offese. Quelli della squadra di Torino in questione no, sono capaci di urlare per, ripeto, 90 – minuti  – 90, insulti pesantissimi a sfondo razzista che di umano non hanno niente tutti insieme: curve e tribune, mentre nessun loro giocatore va perlomeno a mettere una mano sulla spalla del malcapitato avversario, tanto meno il loro capitano, quell’Alessandro Del Piero di cui in tanti cercano di santificare. Questa è la cosa che mi fa più male, nemmeno lui a dare un cenno di buon senso. Evidentemente è sopravvalutato anche come uomo, oltre che come calciatore. Il sistema Moggi, il doping, la rovina del calcio italiano…che schifo.

PS: e comunque non mi arrendo…viva l’Inter, viva l’Italia, viva il sol dell’avvenire.


Travaglio provoca Agnelli: “Perchè non restituisce i trofei dopati?”

DI MARCO TRAVAGLIO
C’era una volta lo ”stile Juventus”. Quello di Gianni Agnelli e Boniperti, Trapattoni e Platini. Poi, al seguito di Umberto Agnelli, arrivò la “triade” Giraudo-Moggi-Bettega. Risultato: il processo per doping, lo scandalo Calciopoli, due scudetti annullati e retrocessione in serie B (la prima della storia). Nel 2006 John Elkann affida il club a due manager gentiluomini, Giovanni Cobolli Gigli e Jean-Claude Blanc, con il compito di recuperare lo stile e la serie A: missione compiuta su entrambi i fronti. La Vecchia Signora accetta con signorilità il verdetto sportivo, giusta espiazione per i maneggi di Moggi & C., e si rimette all’onor del mondo.
Ma due anni fa il ramo cadetto degli Agnelli si riprende il giocattolo con il giovane Andrea, figlio di Umberto e vecchio sodale di Moggi e Giraudo. Risultato: zero titoli sul campo, ma centinaia sui giornali, cavalcando il revanscismo della parte più becera della tifoseria, convinta che retrocessione e scudetti perduti non siano colpa di chi commise gli illeciti, cioè Moggi e Giraudo, radiati dal mondo del calcio, ma di chi li ha scoperti (la Procura di Napoli) e sanzionati (la giustizia sportiva e il commissario Figc Guido Rossi). Un complotto delle toghe: non rosse, ma nerazzurre.
Ora Andrea Agnelli, per non passare alla storia come l’unico presidente juventino che non ha vinto neppure la Coppa del Nonno, rivuole addirittura indietro i due scudetti di Calciopoli e minaccia ricorsi al Tribunale di arbitrato dello sport e perfino alla giustizia ordinaria. A suo dire, il titolo del 2005-2006, uno dei due viziati dalla manovre moggiane su arbitri e designatori, dunque assegnato all’Inter seconda classificata, non sarebbe “lo scudetto degli onesti” come lo definì Moratti, ma “dei prescritti”. E questo perché il pm sportivo Stefano Palazzi ha dichiarato prescritti i sospetti sul coinvolgimento dell’Inter in Calciopoli, “a meno che l’Inter non rinunci alla prescrizione e si lasci processare”. Moratti non rinuncia e sbaglia di grosso.
Ma la prescrizione, in casa Juventus, è materiale infiammabile da maneggiare con estrema cautela. L’Agnellino dovrebbe dare una ripassata alle 49 pagine della sentenza del 10 marzo 2006 con cui la Cassazione, ribaltando le assoluzioni d’appello, dichiarava i vertici bianconeri colpevoli di aver “dopato” i giocatori con sostanze proibite oppure lecite ma usate in dosi e con metodi vietati, dal luglio ‘94 al settembre ’98 (l’età dell’oro di Marcello Lippi), alterando le prestazioni e dunque truccando ben quattro stagioni sportive. Colpevoli, sia Giraudo sia il medico sociale Riccardo Agricola, di un unico “disegno criminoso” a base di frode sportiva e somministrazione di farmaci in modo pericoloso per la salute; ma salvi per prescrizione, in quanto i reati si erano estinti pochi giorni prima a causa della lunghezza del processo. Sia per Giraudo, assolto in primo e in secondo grado, sia per Agricola, condannato in tribunale e assolto in appello, la Suprema Corte dava ragione al pm Raffaele Guariniello e disponeva l’annullamento dell’ultimo verdetto perché “questo collegio ha ritenuto che la condotta degli imputati integri il delitto di cui all’art.1 della legge 410/89” (frode in competizioni sportive).
Il reato insomma c’era, ma era “estinto per prescrizione”. Il medico, su mandato dell’amministratore delegato, imbottiva i calciatori di “sostanze vietate” come i “corticosteroidi”, e anche di farmaci non vietati ma somministrati ad atleti sani per potenziarne il rendimento, “in modo pericoloso per la salute”. E anche per la genuinità delle classifiche, violando – ricordano i giudici – la legge che tutela “la regolarità e la correttezza delle competizioni, poste in pericolo dalla sleale alterazione chimica delle prestazioni”.
La Juve che oggi sfida l’Inter a restituire “lo scudetto dei prescritti” e a rinunciare alla prescrizione nel processo sportivo si guardò bene dal rinunciarvi in quello penale. Anche perché, dopo la sentenza di Cassazione, il nuovo processo sarebbe finito con condanne sicure e la conseguente revoca di tutti i trofei vinti nel quadriennio dello scandalo: tre scudetti, una Champions, due Supercoppe italiane, una Supercoppa europea e un’Intercontinentale. Questi come li vogliamo chiamare, dottor Agnelli: i “trofei dei prescritti”? E perché, per dare il buon esempio all’Inter, non li restituisce?

Marco Travaglio da “Carta Canta” L’Espresso – Agosto 2011

CALCIOPOLI – Cellino: “Anch’io telefonavo come Facchetti”

© foto di Giacomo Morini

Msssimo Cellino, patron del Cagliari, uno dei 25 membri del Consiglio Federale, dice la sua sulla richiesta di revoca dello scudetto 2006 e ‘scagiona’ in toto Facchetti: “Lo scudetto è bello vincerlo in campo ma quello 2006 è stato dato all’Inter per quello che ha fatto la Juventus. Non può essere rimesso in discussione per intercettazioni prive di rilevanza. Facchetti era un po’ un bambinone, in certe cose anche sprovveduto, ma era una persona semplice e leale. Più che essere dato all’Inter, quel titolo è stato tolto alla Juve. All’epoca io ero reggente in Lega e Moratti mi disse che accettava con piacere quello scudetto, ma che non l’aveva chiesto lui. Anch’io ho fatto telefonate senza malizia come quelle di Facchetti, magari mi lamentavo per certe designazioni di arbitri per gare importanti per la salvezza. Chiamavo Bergamo perché lo consideravo al di sopra di ogni sospetto, non sapevo la storia delle sim svizzere. Ora l’importante è iniziare a guardare al futuro, al bene del calcio italiano, non focalizzarsi sul passato. Serve buon senso”.

Massimo Cellino – Presidente del Cagliari – 08/07/2011

Jacobelli: “Ok la revoca, ma Facchetti non si tocca”

08.07.2011 16:02 di Fabrizio Romano   articolo letto 547 volte
© foto di Antonio Vitiello

Dalle frequenze di Radio Sportiva, il direttore di QN Xavier Jacobelli torna a parlare di Calciopoli: “Nel 2006 fu fatto un errore da Guido Rossi, assegnando quel titolo: in caso di manifestata irregolarità, la Federazione aveva la facoltà di non assegnarlo. Il 28 luglio la Federcalcio prenda una decisione, ma a mio parere quello scudetto non deve essere assegnato. Inoltre è sbagliato utilizzare la memoria di Facchetti, è in corso una campagna denigratoria nei suoi confronti, nessuno può permettersi di sindacare sulla sua correttezza”, conclude Jacobelli.

Palazzi: “Moggi, elementi gravi. Niente prescrizione”

08.07.2011 17:46 di Fabrizio Romano   articolo letto 74 volte
Fonte: Repubblica.it

Il procuratore federale, Stefano Palazzi, ha ribadito la sua richiesta di radiazione per Luciano Moggi, nel corso del suo intervento presso la Corte di giustizia federale: “La particolare gravità dei comportamenti di Moggi è stata evidenziata da due gradi di giudizio e resta attuale ancora oggi, giustificando così la scissione del vincolo associativo, e rendendo attuale l’interesse della federazione nel ribadire la richiesta di radiazione. Quei comportamenti non devono più capitare, e questa sentenza deve servire a dare memoria storica di quei fatti”. Ribadita anche l’inammissibilità delle nuove prove emerse nel processo di Napoli, mentre sulla prescrizione della radiazione chiesta dai legali di Moggi ha spiegato: “Non ci sono norme che prevedono una prescrizione della proposta di radiazione. Respingiamo questa richiesta. La prescrizione è infondata, e l’oggetto del giudizio di oggi resta la gravità di quei fatti già accertati.

Anche attualizzandoli ad oggi, le loro posizioni (Moggi, Giraudo e Mazzini) non si sono modificate, e non sono mai state rimosse da alcuna sentenza. Tutti gli elementi nuovi, legati alle questioni delle altre società, non possono essere presi in considerazione. Quanto è emerso da quegli atti era chiaro, non c’era solo una rete, ma una molteplicità di reticoli, per favorire la Juve. Nel 2006 tra gli incolpati non c’erano solo questi 3, ma tanti soggetti istituzionali e società. Affidarsi al grido di tutti colpevoli nessun colpevole, o di così fan tutti, non leva gravità a quei fatti già accertati”.

06.07.2011 10:50 di Alberto Casavecchia
Fonte: Gazzetta dello Sport

Dalle colonne de La Gazzetta dello Sport, Umberto Zapelloni, vicedirettore del quotidiano rosa, fa un ripasso a tutti sulla figura di Giacinto Facchetti, il quale, con toni garbati ed educati, cercava di ripulire un mondo marcio: “Le sue intenzioni, umanamente, non sono da condannare. Basta leggere le sue intercettazioni e magari riascoltarne l’audio per capire, anche dal suo tono di voce, che ciò che chiedeva era ben diverso da quello richiesto da Moggi. Ripassatevi anche le cose non certo gentili che Bergamo e della Fazi dicevano. Giacinto era vittima non carnefice”.

Basta questo stralcio di editoriale per capire che il Cipe voleva giustizia e parità, in un mondo totalmente sbilanciato e proteso verso l’illegalità. Giacinto poteva solo essere ‘colpevole’ del fatto di essere diverso, di essere un uomo onesto, retto e senza nulla da nascondere.


CATTIVA COMPAGNIA al Caztus Cafè Live di San Martino in Rio (RE) sabato 1 ottobre 2011

16 Set

CARTA CARBONE: I Rainbow e Jimi Hendrix

16 Set

JIMI HENDRIX “Little Wing” 1967

RAINBOW “Catch The Rainbow” 1975

LEAVING HOME

15 Set

Mi sembra di sentire  una brezza stasera, deve essere il libeccio che mi soffia dall’anima o forse è solo il regolare respiro di settembre, mese che ho sempre amato, forse per quel principio di malinconia che porta con sé.  Sento cantare una femmina d’usignolo e quel suo canto discreto e armonioso mi riporta alla mente che … three years gone…

CLASSIC ROCK MAGAZINE N.162 CD “Splatt! best Of The Year So Far” (Settembre 2011) – J

15 Set

I Cd allegati alle riviste musicali generalmente non mi piacciono nemmeno po’, tranne rare eccezioni (che riguardano soprattutto la rivista MOJO); anche questo è un cd da dimenticare. Essendo però un best (secondo Classic Rock Magazine) della musica uscita nel mercato Rock fino ad ora, mi pongo una domanda: ma la situazione è così deprimente o sono io imprigionato negli anni settanta? L’unico pezzo che mi piace è l’ultimo, ovvero Movin’ On dei SPRING HEELED JACK, una sorta di The Jack degli AC/DC con un trattamento Rolling Stones.

JULIA n.156 “Il settimo comandamento” (settembre 2011 – Bonelli)

15 Set

Nulla di particolare da segnalare in questo numero che comunque si fa leggere senza problemi.