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Back Street Crawler: Atlantic Years 1975-1976, 4CD mini box set (HNE/Cherry Red/WEA 2020) – TTT½

2 Ott

Paul Kossoff, indimenticato chitarrista dei FREE, subito dopo il primo scioglimento del gruppo nel 1971 si lascia agguantare dai blues più feroci e da un uso sempre più frequente di sostanze chimiche, faccenda pericolosissima per lui, anima predisposta alle dipendenze. Poco dopo i Free decidono di rimettersi insieme per cercare di aiutarlo, per non vederlo sprofondare negli abissi da cui è attratto. Nel 1972 esce un album (Free at Last) in cui Koss non è più quel brillante, poetico e vivido chitarrista blues rock del periodo 1968/71, bensì uno spaesato musicista senza più dinamica, idee e autodisciplina. Il tour seguente è disastroso, Paul non è fisicamente in grado di sostenere una attività live, sul palco le cose non possono funzionare, così Andy Fraser (bassista, pianista, co-autore e co-leader della band insieme a Paul Rodgers) decide di mollare tutto. Rodgers opta di continuare, l’album che esce nel 1973 non è affatto male, ma Koss è a mezzo servizio (nelle note di copertine appare negli additional musicians), si limita a qualche nota lancinante e imprecisa, ed è sostituito alle chitarre ritmiche da Snuffy Walden e dallo stesso Rodgers. L’album è un successo, entra nella top ten UK e nella top 50 USA (ottimo piazzamento per gli standard dei Free), il tour finale del gruppo vede Wendell Richardson degli Osibisa alla chitarra, Koss è ormai fuori dal gruppo, che comunque di lì a poco di scioglie.

Il chitarrista in qualche maniera riesce a moderare il suo uso di droghe e a completare il suo disco da solista Back Street Crawler (Island 1973) il cui titolo più tardi diventa il nome della band che Koss mette insieme e che (incredibilmente) viene messo sotto contratto dalla Atlantic grazie a Ahmet Ertugun. Un paio di album, tentativi di tour e poi Koss come sappiamo se ne va nel marzo del 1976 a soli 25 anni.

Il cofanetto uscito da poco contiene i due dischi da studio del gruppo e due cd live (il secondo ha anche qualche outtake) e un flyer riproducente articoli di riviste del tempo che fu. Confezione al risparmio, ma è inevitabile visti i tempi e il nome non certo altisonante del gruppo.

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DISC ONE

THE BAND PLAYS ON (1975) – TTT¾

1. WHO DO WOMEN
2. NEW YORK, NEW YORK
3. STEALING MY WAY
4. SURVIVOR
5. IT’S A LONG WAY DOWN TO THE TOP
6. ALL THE GIRLS ARE CRAZY
7. JASON BLUE
8. TRAIN SONG
9. ROCK & ROLL JUNKIE
10. THE BAND PLAYS ON

Si parte col bel funk di Who Do Women (Back Street Crawler) la solista di Koss è piuttosto precisa e penetrante (l’unico problema è che è più o meno sempre la stessa in tutti i brani), la voce di Terry Wilson-Slesser sofferta. New York New York (Mike Montgomery) è un bel pezzo di Montgomery (colui che scrive la maggior parte dei pezzi)

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Stealing My Way (Mike Montgomery, Paul Kossoff) è un riuscito tempo medio in stile Free, Survivor (Mike Montgomery) ha degli accordoni di chitarra su un bel giro di piano, il ritornello ricorda un po’ lo stile dei Mott The Hoople. It’s A Long Way Down To The Top (Mike Montgomery), di nuovo il sapore dei Free in questo buon pezzo guidato dalla chitarra, alla solista Koss cerca di uscire dal format note alte tirate allo spasimo e offrendo un assolo degno di questo nome. Pezzo davvero notevole.

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All The Girls Are Crazy (Mike Montgomery) appare più scontata rispetto alle altre ma contiene tuttavia alcune aperture interessanti per quanto bislacche, Jason Blue (Mike Montgomery) proviene dall’album del 1973 dei Bloontz, gruppo in cui militavano Terry Wilson, Mike Montgomery, Tony Braunage prima formare i Back Street Crawler. Il brano inizia lento, poi si fa più ritmato per ritornare nei territori della ballata blues. Finale arricchito dalla sezione fiati. Ragguardevole.

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In Train Song (Terry Wilson, Tony Braunagel) è il clavinet che apre le danze. Il groove è eccitante, la solista di Koss a tratti è deliziosa. Rock & Roll Junkie (Mike Montgomery) è un roccaccio, pur non avendo nulla di particolare risulta in qualche modo convincente. Di nuovo i fiati nel finale. Anche The Band Plays On (Terry Wilson) proviene dall’album dei Bloontz, ed è costruita su un giro eccentrico; ogni tanto il ricordo dei Free (ultimo periodo) è forte, l’assolo di organo efficace.

In definitiva un buon album di rock (venato di blues e di funk) anni settanta. Gruppo all altezza, gran cantante, songwriting degno di nota. Koss come scritto alterna qualche gran momento a fasi un po’ tutte uguali, ma riesce a farsi seguire ugualmente.

Back Street Crawler
  • Paul Kossoff – guitar
  • Terry Wilson-Slesser – vocals
  • Terry Wilson – guitar, bass guitar
  • Tony Braunagel – drums
  • Mike Montgomery – keyboards, vocals

con:

  • Pete Van – baritone saxophone on “Jason Blue” & “Rock & Roll Junkie”
  • Eddie Quansah – trumpet, flugelhorn on “Jason Blue” & “Rock & Roll Junkie”
  • George Lee – flutes, tenor & soprano saxophones on “Jason Blue” & “Rock & Roll Junkie”

DISC TWO
2ND STREET (1976) – TTT¾

1. SELFISH LOVER
2. BLUE SOUL
3. STOP DOING WHAT YOU’RE DOING
4. RAGING RIVER
5. SOME KIND OF HAPPY
6. SWEET, SWEET BEAUTY
7. JUST FOR YOU
8. ON YOUR LIFE
9. LEAVES IN THE WIND

Il secondo album (registrato da NY e Los Angeles) vede Koss di nuovo alle prese con grossi problemi, la maggior parte delle chitarre viene suonata da Snuffy Walden, Paul si limita a sovraincidere la solista a registrazioni avvenute. Montgomery lascia la band e viene sostituito da  John “Rabbit” Bundrick, il tastierista dell’ultimo periodo dei Free.
Selfish Love (John “Rabbit” Bundrick) riporta alla mente immediatamente i Free del periodo 72/73, il brano funziona, bello il lavoro al piano e sempre convincente Terry Wilson-Slesser alla voce. Niente male anche Koss alla solista. Blue Soul (Terry Wilson) è una meraviglia, momento riflessivo scritto con “animo malinconico” …

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Stop Doing What You’re Doing (Back Street Crawler) sembra uno di quei pezzi nati da una jam, il testo non dice molto, il tempo di batteria usato non ci ha mai attratto molto, l’uso del piatto china (sempre che non sia un crash) è insopportabile; tuttavia i BSC riescono a farsi sentire anche quando alle prese con brani mediocri. Basta una canzone per ritornare sulla retta via, Raging River (Terry Wilson) è un gioiellino con una assolo di chitarra che pur essendo sempre sul punto di precipitare regala belle emozioni.

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Some Kind of Happy (Terry Wilson) vede di nuovo il bassista nelle vesti di autore, pezzo vagamente alla Rod Stewart anni settanta sebbene in alcuni momenti il richiamo ai Free sia forte, Sweet, Sweet Beauty (Terry Wilson) è il quarto pezzo di Terry Wilson che sembra ereditare (in condivisione con John “Rabbit” Bundrick) il ruolo di autore principale del gruppo. Di solito i suoi sono pezzi riflessivi, intrisi di una vena malinconica marcata che il grande Terry Slesser-Wilson e il gruppo riescono ad interpretare con determinazione e aggressività. Gli ultimi tre pezzi sono scritti da John “Rabbit” Bundrick e sembrano seguire lo stesso format: songwriting apprezzabile, chitarra solista sofferente e gruppo che si affida al colori del blues per tratteggiare il proprio rock: Just for You (John “Rabbit” Bundrick, Dean Rutherford) usa tonalità in minore, On Your Life (John “Rabbit” Bundrick) è  in maggiore, un simil gospel riuscito e Leaves in the Wind (John “Rabbit” Bundrick, Dean Rutherford) brano un po’ alla Little Feat, con le tastiere di Rabbit in bella evidenza, con uno di quei finali sofferti che sfumano in lontananza

Secondo capitolo dunque degno successore del primo.

Back Street Crawler

  • Terry Wilson Slesser – lead vocals
  • Paul Kossoff – lead guitar
  • Terry Wilson – bass, acoustic and electric guitars
  • John “Rabbit” Bundrick – keyboard, vocals
  • Tony Braunagel – drums, vocals

con:

  • W.G. ‘Snuffy’ Walden [uncredited] – guitar

DISC THREE
LIVE AT FAIRFIELD HALL, CROYDON (1975) – TTT½

1. THE BAND PLAYED ON
2. SIDEKICK TO THE STARS
3. IT’S A LONG WAY DOWN TO THE TOP
4. NEW YORK, NEW YORK
5. TRAIN SONG
6. SURVIVOR
7. STEALING MY WAY
8. ALL THE GIRLS ARE CRAZY
9. JASON BLUE
10. ROCK & ROLL JUNKIE
11. MOLTEN GOLD
12. THE HUNTER
13. WE WON
14. BIRD SONG BLUES

Pochi mesi prima dell’uscita dell’album d’esordio (ottobre 1975) il gruppo provò a partire per un tour del Regno Unito, a cui furono aggiunte ulteriori date, ma buona parte dell’attività live fu interrotta a causa delle pessime condizioni fisiche di Koss (che ebbe persino un arresto cardiaco), il concerto presente nel CD 3 fu uno dei pochi portati a termine.

La Fairfield Hall di Croydon (15 km a sud di Londra) fu un piccolo tempio per il rock di quegli anni, una sala da 1800 posti che vide passare grandissimi gruppi rock, tra cui i Free che in quella zona avevano un gran seguito.

Fairfield Halls Croydon, London

Sin dal primo brano è facile capire come il gruppo fosse compatto e preparato mentre Paul Kossoff suonasse sempre a bordo del precipizio. Il nostro piccolo eroe riesce comunque a portare a casa un prova tutto sommato convincente, ma dai contorni sfumati e poco precisi, vedi ad esempio l’inizio dell’assolo di Sidekick To The Stars (Mike Montgomery). Il concerto comunque fila via liscio, i brani del primo album sono interpretati con il giusto approccio. Molten Gold (Paul Kossoff) è l’inedito dei Free poi apparsa sul primo album da solista del 1973 di Paul (con l’aggiunta delle armonie vocali di Terry Slesser-Wilson al cantato di Paul Rodgers). Il brano è bellissimo, qui è suonato con l’aiuto dei fiati che come l’assolo di sax mi sembra non c’entrino molto con il mood del brano. The Hunter (il brano reso famoso da Albert King) era un classico del repertorio live dei Free, i BSC non possono competere con la versione piena di testosterone del gruppo originale di Koss così, pur essendo dignitosa, non aggiunge nulla. Kossoff alla solista sembra svegliarsi, ma il paragone con i Free non regge. We Won (Bundrick) riporta il livello in alto mentre l’ultimo pezzo Bird Song Blues (Back Street Crawler) – un blues veloce piuttosto scolastico – spegne un poco l’entusiasmo. In quella serata deve essere stato un buon finale per il concerto, sentendolo oggi si ha l’impressione di ascoltare una band parrocchiale alle prese con un giro di rock and roll. Poco swing, ripetitività, mancanza di un minimo di arrangiamento.

Back Street Crawler

FINAL PERFORMANCE (1976)

LIVE AT THE STARWOOD CLUB, LOS ANGELES: 3rd MARCH 1976

1. WHO DO WOMEN
2. STEALING MY WAY
3. CHEAT ON ME
4. COMMON MORTAL MAN
5. TRAIN SONG
6. JUST FOR THE BOX
7. IT’S A LONG WAY DOWN TO THE TOP
BONUS TRACKS
8. JASON BLUE (OUTTAKE)
9. EVENING TIME (UNRELEASED)
10. IT’S A LONG WAY DOWN TO THE TOP (OUTTAKE)
11. SHE’S GONE (UNRELEASED)

Prima dell’uscita del secondo disco, il gruppo riuscì a fare qualche data, in febbraio Koss fu sostituito da Walden, mentre in marzo Koss riuscì a essere presente alla serie di concerti tenuti allo Starwood di Los Angeles, un club da 800 posti; un fan registrò il concerto del 3 marzo 1976, i suoi sforzi sono finiti su questo quarto cd. Kossoff morì due settimane dopo mentre era in aeroplano per edema polmonare e cerebrale.

Durante i concerti allo Starwood, membri dei Bad Company – anche loro in città – fecero visita al vecchio amico, salendo sul palco per un paio di jam.

da sx a dx: Rabbit, Terry Slesser, Paul Rodgers, Koss, Mick Ralphs – Starwood marzo 1976

La registrazione del fan è naturalmente audience, cioè presa dal pubblico, in più non è certo di qualità particolare. Materiale per fan in senso stretto del chitarrista. Paul Kossoff non ha tanto da offrire, note tirate e qualche momento discreto, ma alla fine la performance è dignitosa. Segnaliamo Cheat on Me brano del 1974 di Rabbit, Commom Mortal Man dei Free e Just For The Box dall’album del 1972 Kossoff-Kirke-Tetsu-Rabbit.

Back Street Crawler con Rabbit

Back Street Crawler con Rabbit

A chiudere il disco due outtake di 2nd Street e due inediti Evening Time (Slesser/Wilson/Kossoff/Braunagel) e She’s Gone (Slesser/Wilson/Kossoff/Braunagel). La prima è un buon tempo medio in stile BSC, la seconda ricorda da vicino i Free.

I Back Street Crawler soffrirono dunque per tutta la loro esistenza dell’ombra di Paul Kossoff, dapprima per la sua incapacità di ripulirsi ed essere un musicista affidabile e in controllo del suo strumento e quindi per la sua scomparsa. Il gruppo ad ogni modo continuò sotto il nome di Crawler sino al 1979, pubblicò un paio di album da studio con Geoff Whitehorn alla chitarra e – negli anni duemila – tre registrazioni live relative agli anni settanta:
1. 1977 – Crawler
2. 1978 – Snake, Rattle & Roll
3. 2001 – Snake Bite (Live)
4. 2002 – Crawler Live – Agora Club Ohio
5. 2003 – Pastime Dreamer (Live)

Un buon gruppo dunque, con un grande chitarrista, purtroppo in quegli anni perso nei vuoti esistenziali dati dalla droga.