PETER GRANT BLUES

22 Feb

(nelle foto la ex dimora di Peter Grant a Hellingly, East Sussex)

Io me lo immagino Peter Grant, nel periodo “orizzonti perduti” dei Led Zeppelin, diciamo dal 1976 al 1980, rintanarsi sempre più spesso nel suo maniero in preda ad una depressione e a una dipendenza dalla cocaina sempre più forti.  I Led Zeppelin sono ormai una mostruosa creatura senza controllo, troppo successo, troppi soldi, troppa droga, e avrebbero bisogno di una mano salda, di una mente lucida, di una guida sicura.

Peter Grant invece, il manager che tutti temono, colui che ha riscritto le regole del management, un uomo dalla stazza imponente crolla a causa della separazione dalla sua amata Gloria, che se ne va insieme al fattore della loro tenuta.  Il successo continua, ma le tenebre avvolgono il mondo fin lì sgargiante e colorato del più grande gruppo di musica rock mai apparso sul pianeta. PRESENCE del 1976 è un album cupo, difficile, metallico, freddo che THE SONG REMAINS THE SAME (doppio live e relativo film) riesce solo in parte a mitigare.

Il Tour del 1977, poi interrotto a causa della morte del figlio di Plant, è pieno di violenza, il gruppo porta con sé come responsabile della sicurezza John Bindon un losco figuro coinvolto più tardi in traffico di droga e omicidio. Folle in delirio (e non è un iperbole) osannano i Led Zeppelin, ma Jimmy Page è il fantasma di se stesso, a causa dell’eroina non sarà mai più all’altezza della sua fama, e a nessuno sembra importare. A Oakland l’incidente in cui Grant, Bonham e i loro scagnozzi picchiano a sangue un collaboratore di Bill Graham per futili motivi (verranno poi tutti condannati). Nel 79 il ritorno a Knebworth, la paranoia continua, Grant litiga furiosamente con l’organizzatore dei due concerti – Bannister –  circa il numero degli spettatori chiedendo ancora più soldi. Esce IN THROUGH THE OUT DOOR , album di transizione che lascia i più titubanti. Il breve tour europeo del 1980 si svolge nonostante Page sia, chitarristicamente parlando, ai suoi minimi storici.

25 settembre 1980, John Bonham, completamente ubriaco, muore nel sonno. Nel 1983 chiude i battenti la Swan Song Records.

Sì, io ce lo vedo Peter Grant, in quella grande casa, consumare cocaina, ordinare sandwich alla vicina rosticceria dopo che tutto il suo mondo è andato a catafascio…  anche la casa stessa, senza più manutenzione,  inizia a crollare.

Certo, intorno al 1990 riesce a sconfiggere la sua dipendenza, dimagrisce in modo considerevole, vende la casa e si trasferisce altrove,  ma nel decennio degli anni ottanta, prigioniero di quella dimora, ne passa di blues.

E tutto questo per una donna …

…And her name is G . L . O . R . I . A
G.L.O.R.I.A, G.L.O.R.I.A
G.L.O.R.I.A, G.L.O.R.I.A
Gonna shout it every night
Gonna shout it every day…

 

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