Conversazione con BEPPE RIVA – 1a parte

1 Apr

(Nella foto BEPPE RIVA e  KEITH EMERSON durante un’intervista)

Quando con certi miei amici ancora oggi si parla di BEPPE RIVA, i sospiri si fanno più profondi, gli occhi si inumidiscono… qualcuno riesce a citare a memoria ancora pezzi di sue recensioni, e tutti riscopriamo quanto furono essenziali per la nostra crescita i suoi articoli, il suo giornalismo rock,  la sua presenza. Flashback: siamo nella seconda metà degli anni ottanta, ecco che un bel giorno mi chiama a casa per ringraziarmi delle fanzine che gli ho inviato in redazione a Metal Shock.  Beppe Riva, cioè…Beppe Riva che chiama Tim Tirelli, un pischello aspirante giornalista rock. Che felicità che mi diede quel giorno. Da quel momento il nostro rapporto non si è più interrotto, sono stato più o meno sempre in contatto con lui, la sua disponibilità, il suo modo di fare, il suo interismo, la sua inarrivabile cultura musicale, la sua prosa…Beppe Riva…che spettacolo.

 

Pier Giuseppe Riva nasce nell’ormai distante 1956 sul ramo del Lago di Como di manzoniana memoria, ma presto si trasferisce con la famiglia nelle Terre Orobiche, dove tuttora risiede. Nel 1964 assiste alla diretta televisiva della finale di Coppa Campioni al Prater di Vienna, dove la Grande Inter  di Herrera travolge la squadra più titolata del mondo – il Real Madrid – e l’imberbe ragazzino capisce che sarà l’amore calcistico della sua vita…All’incirca nello stesso periodo, vede uno dei rari filmati dei Beatles trasmessi dal monocanale tv: il quartetto di Liverpool canta “She Loves You” con adeguato contorno di yè-yè (come scrivevano in Italia) ed è molto più eccitante delle proposte nazional-popolari di Canzonissima. Allora cerca di ascoltare tutto il pop che viene d’Oltremanica, specie i suoi ambasciatori nella penisola, The Rokes,  ed il più abbordabile (con i mezzi a disposizione…) beat italiano.

Ma è iniziando il Liceo che Beppe viene completamente fulminato dalla “musica underground” e nel fatale 1970 fa del suo meglio per ascoltare tutto l’hard rock e il progressive che esplodono anche dalle nostre parti, con dischi come Tarkus o Aqualung che vanno al primo posto nella classifica dei 33! Ancora minorenne, il Riva riesce a pubblicare una recensione dei Blue Oyster Cult sull’oracolo settimanale Ciao 2001, grazie a un concorso fra i lettori. Da allora la passione per il rock non lo molla più, ma non gli impedisce di completare gli studi universitari, dove affina quel linguaggio (si augura…) decorosamente in bello stile che gli verrà riconosciuto in seguito. Nel ’79 inizia, nemmeno per sua iniziativa, a scrivere su Rockerilla, una rivista che nel nostro paese importa in tempo reale le più aggiornate tendenze del panorama internazionale. Si fa notare soprattutto come antesignano del giornalismo hard’n’heavy, ritagliando all’interno della rivista uno spazio significativo per questo genere, palestra d’esercizio per altre penne di tutto rispetto nel settore (a partire da Giancarlo Trombetti ). Appare anche in Tv in Mr.Fantasy, proprio come avvocato difensore del controverso heavy metal… Credendo molto nelle “bandiere”, ossia nell’importanza di far parte di un’unica “squadra” per formulare un discorso completo e coerente, si lega a lungo a Rockerilla, dove realizza anche alcune edizioni speciali intitolate Hard’n’Heavy, le prime in Italia dedicate a questo genere musicale. Poi decide di trasferirsi su Metal Shock, che nel 1987 sembra realizzare le aspirazioni di chi credeva in un certo tipo di musica (non solo metal, ma anche classic rock!); cavalcando quest’onda e grazie al più famoso giornalista rock italiano, Riccardo Bertoncelli, Beppe viene inserito nel team dell’Enciclopedia Rock Anni ’80 dell’Arcana, e a coronamento del periodo di maggiori soddisfazioni nell’ambito rock, diventa l’unico responsabile (all’inizio dei ’90) della prima Enciclopedia Hard’n’Heavy, sempre edita da Arcana. Per farla breve, continua quest’attività, sempre “fuori orario” rispetto al lavoro fisso iniziato dopo la Laurea, fino al 2005, quando ormai stanco e un po’ disilluso, decide che era giunta l’ora di ritirarsi nel nirvana del puro ascolto, non più condizionato dalla catena di montaggio delle recensioni…Una ritrovata libertà, dopo anni passati a scrivere nel più breve tempo possibile!

1 – IL 05 MAGGIO DEL 2002, stavo seguendo la partita che avrebbe assegnato lo scudetto alla TV, non c’era ancora Sky e mi toccava vedere Quelli Che Il Calcio. Al 90esimo, mi sono sdraiato sul divano, mi son coperto con un plaid e per un ora ho avuto le palpitazioni. Il giorno dopo però sono andato al lavoro in giacca e cravatta, la cravatta era quella dell’Inter… suscitando l’ammirazione del mio amico/collega (e ora socio) bianconero Kerlo. Tu dove eri, come hai reagito subito dopo la partita e il giorno dopo?

Non c’era  ancora Sky ma ho visto in diretta la partita su Tele+ con un club interista, a fianco di un mio amico di fede nerazzurra, compagno di tante trasferte. Ricordo benissimo com’è maturata gradualmente la sconfitta nonostante i due vantaggi, con il crollo psicologico nel secondo tempo; invece all’inizio del primo, la concorrente che avrebbe vinto lo scudetto aveva già risolto la pratica, in quanto l’Udinese (non certo la stupefacente squadra attuale) era andata in campo per una passeggiata, visto che si era matematicamente salvata in Puglia la domenica precedente, grazie ad una discutibile decisione arbitrale. Naturalmente i nostri detrattori “non ricordano”  questi sostanziali particolari; infine, conservo tuttora uno stralcio della Gazzetta con i dati aggiornati alla penultima di quel campionato. Avevo sottolineato il saldo rigori a favore e contro delle prime 5 in classifica, indovina qual’era il peggiore? Al fischio di chiusura il mio amico piangeva, io ero semplicemente nerissimo e senz’altro frastornato. Non ricordo assolutamente nulla del giorno dopo.

2 – Che si vinca o che si perda, forza Inter e ….?

Forza Inter, ma le sconfitte non fanno mai piacere…Mi sento da sempre legato a questa squadra e la mia passione è stata temprata anche dagli anni bui senza vittorie, non solo per demerito nostro. Il Presidente è una grande persona, vedi anche l’iniziativa degli Inter Campus in paesi dove i giovanissimi hanno bisogno di centri d’aggregazione, e immeritatamente è stato bersagliato con accanimento quando non vinceva. Anche oggi, nonostante quello che ha conquistato nel 2010 basterebbe a render leggendaria la sua Inter, i media manipolati dal potere continuano a scagliare i loro strali. Come ha detto il grande Eto’o, in Italia si dà più risalto alle bravate di Balotelli che ai trionfi dei nerazzurri. Dopo che è venuta alla luce la macchinazione dolosa che gli ostacolava la strada verso il successo, Moratti ha dimostrato di esser un vincente facendo anche operazioni economiche illuminate, come la ricostruzione della squadra grazie al cessione del “simpatico” svedese…

3 – Beppe, Dio esiste?

Una domanda troppo impegnativa, non ho l’autorevolezza per rispondere né certezze da trasmettere. In me convivono aspetti spirituali e razionali che inevitabilmente, talvolta entrano in conflitto fra loro. Certamente non sono materialista e neppure ateo. Certi valori del Cristianesimo credo che siano giusti in assoluto, indipendentemente dalla fede religiosa, e pienamente accettabili per chi ha una visione democratica della vita. La logica del profitto e del potere economico nelle mani di pochi, che hanno creato un divario sempre crescente fra un’oligarchia straordinariamente ricca e masse di nullatenenti, è senz’altro opposta a qualsiasi fede in una giustizia divina, e potrebbero portare ad un vero e proprio Apocalisse terrestre.

Capisco quel che vuoi dire Beppe, io credo che i valori del Cristianesimo a cui ti riferisci siano valori universali dell’umanità, sganciati da qualsiasi religione, ma sai come la penso … ho una one track mind per queste cose.

4 – Film: i tuoi 3 preferiti

Da anni non sono un gran cultore di cinema, una volta ero appassionato, ma non aspettarti da me slanci verso pellicole  intellettuali o da cineforum. Mi piacevano molto Bladerunner, Excalibur, Nosferatu, film intelligenti  e ottimamente realizzati, ma anche d’evasione…Quando scrivevo di dark sound assistevo parallelamente agli horror di un certo livello, tipo il Dracula di Coppola, lo stesso Inferno di Argento. Come vengono realizzati oggi, film di questo genere non mi interessano più, troppo farciti di effetti speciali computerizzati, molto spesso innaturali.

5 – Fumetti: i tuoi 3 preferiti

Sono un tradizionalista: Tex per me è un mito ineguagliabile del fumetto; grande il personaggio, un vero giustiziere tuttora significativo (vista la palese diffusione d’ingiustizia sociale), anche nel suo rapporto speciale con gli indiani. A suo modo è un precursore delle denunce sui massacri dei nativi d’America, sottolineati da un film storico come “Soldato Blu”; inoltre mi entusiasmavano l’ambientazione western così efficace nelle mitiche illustrazioni di Galep, ma anche le rare divagazioni “occulte” con avversari indimenticabili quali Mefisto e le risorte mummie azteche! Poi mi piace un altro vecchio eroe, Zagor, a sua volta propugnatore di un rapporto democratico fra bianchi e pellerossa, con la sua accentuata componente fantasy ed ironica. Infine un personaggio più alla moda, Dylan Dog, indagatore dell’incubo e quindi ideale rappresentante di un genere, l’horror, che da giovane mi ha sempre affascinato.

6 – Musica: 5 artisti o gruppi che ti piacciono.

Mi metti in grandissima difficoltà; non ho valori assoluti immutabili ed in certi periodi della mia vita ho apprezzato artisti e gruppi differenti. Quando scrivevo, ci sono stati anni in cui prediligevo a turno Iron Maiden, Manowar, il come-back degli Aerosmith, Guns n’Roses e Kyuss. Ma fra quelli citati, l’unica carriera discografica che oggi giudico davvero da primato, nonostante il fisiologico ed evidente calo dagli anni 90 in poi, è quella degli Aerosmith. Le bands eterne non esistono, e proprio per questo – salvo occasionali riunioni – le migliori hanno vissuto i loro anni d’oro in un arco temporale limitato (un decennio o poco più). Le formazioni che ho maggiormente amato per il mio gusto personale sono tre: Emerson Lake & Palmer, Black Sabbath e Led Zeppelin. I Beatles sono stati probabilmente il gruppo più seminale in assoluto, è innegabile. Ma poi ci sono miriadi di formazioni “cult”, che non hanno mai riempito gli stadi né sono andate in classifica, che occupano un posto speciale nella mia ingente collezione di dischi.

7 – Musica: 5 album senza i quali non potresti vivere?

Ho un’innata predilezione per album d’esordio a mio avviso epocali, per la freschezza espressiva e la novità della proposta. E’ indubbio che, ad esempio, la suddetta trilogia (ELP, BS e LZ) di miei idoli  abbia realizzato in seguito dischi più maturi rispetto agli omonimi, ma io mi tengo stretto il devastante impatto emozionale ed oltraggioso delle loro opere prime. Poi non riuscirei mai a scegliere solo due dischi per completare il mini-elenco che mi chiedi, fra le celebrità di certo devo citare In The Court dei  King Crimson, In Rock dei Deep Purple ed Electric Ladyland di Hendrix, ma ho le mie fissazioni cult come Sacrifice dei Black Widow, Sea Shanties degli High Tide e Death Walks… degli Atomic Rooster, “SF Sorrow” dei Pretty Things, persino i primi Angel e Starz,  che per me hanno rappresentato tanto quanto i dischi più famosi. In sintesi, non ti sarà difficile concludere che il periodo in cui sono cresciuto adorandone la musica, ossia a cavallo fra i 60 ed i 70,  resta il più leggendario. Amo anche i primi anni sessanta più pop e psych, gli anni 70 più avanzati che sconfinano nel metal anni ’80. In seguito ho perso gradualmente interesse nelle nuove tendenze discografiche, a mio avviso troppo manipolate dalle etichette, dai media, e comunque senza quella scintilla creativa in grado di accendere il mio entusiasmo, se non occasionalmente.

8 – Per Beppe Riva chi sono i Led Zeppelin?

Il Martello degli Dei, come recitava il titolo di un celebre libro che rende l’idea della loro epica grandezza. La perfetta utilizzazione dei tre strumenti essenziali del rock e di una voce. La formazione che ha nobilitato un genere spesso vilipeso dalla critica, l’hard rock, con una versatilità tale da farli andare ben oltre i confini restrittivi di “genere”, rendendoli universali. Inoltre hanno riscosso un successo tale che persino gli iniziali detrattori hanno dovuto inchinarsi alla loro potenza di gruppo più rimpianto (insieme ai Beatles) della storia del rock. Per me sono fra i primi gruppi rock che ho conosciuto ed amato, restano intoccabili; tutti i loro primi quattro LP più Physical Graffiti sono fondamentali, e li riascolto ciclicamente con immutata emozione.

9 – Beppe, qual è il senso della vita?

Il programma di Bonolis di cui ho sentito parlare? Non lo guardo, anche se lui è intelligente e interista. Scherzo! Secondo me significa  lasciare un segnale e un ricordo positivo del proprio passaggio in questa confusa terra, anche se non credo proprio di poter aspirare a tanto. Certamente non ho mai avuto ambizioni di carriera, anche perché non ho il carattere adeguato, la piaggeria nei confronti di chi conta non è il mio forte, tutt’altro. Non a caso ho iniziato a scrivere di un genere musicale che era denigrato da tutti o quasi! Penso piuttosto che fare del mio meglio in modo corretto e generoso per la famiglia sia qualcosa di estremamente lusinghiero, visto quel che di brutto ci tocca leggere puntualmente sui giornali. E’ importante in ogni caso saper dimostrare attenzione e sensibilità verso le persone che ti stanno a fianco o semplicemente che ti sono amiche.

10 – Un tuo pensiero su Alvaro Recoba.

Non sono mai stato troppo tenero nei confronti del Chino…Il mio vicino di posto a S.Siro mi diceva: non ho mai visto un piede sinistro del genere. Io replicavo: ma neanche un fisico ed un carattere cosi fragili! Faceva goal da metà campo ad Empoli ma non ha mai inciso in partite decisive. Nel primo derby di Champions ha avuto l’occasione, solo davanti al portiere, di portarci in vantaggio, invece ha sbagliato ed abbiamo perso un appuntamento con la storia. Che per fortuna non abbiamo fallito anni dopo. Guadagnava esageratamente all’Inter, ma in seguito ha deluso a Torino, sponda granata, e in Grecia. Dovrei rimpiangerlo?

So da tempo come la pensi a proposito, ed ecco perché ti ho fatto questa domanda, mi interessava un punto di vista diverso dal mio. Quel che dici è sostanzialmente esatto, ma io ho una predilezione per il Chino, un fatto di pelle e condivisione ancestrale. Poi, mi piacciono le storie blues, lui eterna promessa sul punto di esplodere, lui straricco e viziato, sbaglia tempi e spreca occasioni, lascia la squadra e la squadra subito dopo vince tutto quel che c’è da vincere, finisce mestamente la sua carriera in campionati e squadre di seconda e terza fascia. Con quel suo sguardo un po’ spaurito, con quella maturità mai arrivata, io lo considero quasi un uomo di blues, così … I still love Chino.

11 – Un libro che hai divorato.

Lo scrissi ai tempi di Metal Shock, suscitando la curiosità di alcuni: il mio libro preferito in assoluto è L’Opera Completa di H.P. Lovecraft … Incredibile la tensione narrativa di racconti come “Le montagne della follia” o “Il richiamo di Chtulhu” . Mai più ritrovata tanta inventiva nel regno dell’ignoto! Ho letto con religiosa attenzione molte enciclopedie specialistiche del rock 60-70 ricche di gruppi underground, tipo “Tapestry Of Delight”, “Galactic Ramble”, “Fuzz Acid And Flowers”. Sono rimasto colpito da come Edward Macan ha vivisezionato con precisione maniacale e chirurgica gli ELP in “Endless Enigma”, analizzando brano per brano ogni composizione e spiegandoci che fraseggio musicale avviene, ad esempio, al minuto e 50 di “Barbarian”! Per citare qualcosa di più “leggero”, la recente biografia del leader dei Rokes, Shel Shapiro, “Io sono immortale” è uno spaccato interessante e divertente della scena musicale italiana, con particolare riferimento ai “mitici” anni ’60.

12 – Avresti mai pensato che politicamente l’Italia sarebbe arrivata a questo punto?

Nella profetica “Dio è morto” del 1967, la premiata collaborazione artistica Nomadi & Guccini già sentenziava: “una politica che è solo far carriera”. Non ho mai avuto fiducia nella politica, non ho mai pensato che in Consiglio dei Ministri si curasse “solo” l’ interesse della Nazione, ma oggi siamo a livello di farsa, ed alcuni esponenti del passato di indubbio carisma si rivolterebbero nella tomba pensando ai loro epigoni. Bastano le cronache giornalistiche, anche le più tiepide, per rendersene conto. In particolare c’è un sedicente “leader massimo” che batte tutti…E  pochi giorni fa l’ANSA ha pubblicato i redditi dei principali politici: scandaloso! Passiamo alla prossima domanda?

13 – Quando guardi l’infinito, di solito a cosa pensi?

…Alle stelle ed ai pianeti, per carpirne i segreti! Seriamente: fino a un paio d’anni fa, avevo la fortuna di affittare una mansarda d’estate in montagna, dove di notte si poteva  ammirare il cielo senza ostacoli visivi, e la luce remota delle stelle che punteggiava l’oscurità. Uno spettacolo davvero affascinante, che mi induceva alla meditazione. Difficile pensare che la Terra sia l’unico pianeta popolato dell’Universo, in questa sterminata immensità. E ammirando l’”infinito”, si può davvero credere che ci sia una Creazione, un disegno preciso alla base di tutto ciò. Quale? Forse non lo scopriremo mai. –

14 – Il tuo pezzo rock preferito?

Se penso alla perfetta costruzione di un brano alla portata di (quasi) tutti, o se preferisci dal fascino assoluto, rischio di esser banale dicendo “Stairway To Heaven”. Però non è possibile stabilire valori indiscutibili a questa stregua. Fra i miei brani preferiti ce ne sono di insospettabili per chi non mi conosce bene: ad esempio “John Barleycorn Must Die” dei Traffic, meravigliosa  reinvenzione di un antico brano folk. Oppure mi piace pensare a “Mr. Big” dei Free solo per il crescendo chitarristico assolutamente ipnotico. Più comunemente per i miei gusti, il pezzo “Black Sabbath” è un’autentica pietra miliare del rock orientato verso l’occulto, e pensando alle suite dei ‘70 che occupavano un’intera facciata di LP, “Tarkus” era di una varietà incredibile per oltre 20 minuti di durata, animata da una costante tensione espressiva.

15 – Il tuo pezzo easy listening preferito (scusa ma non riesco a scrivere Pop, sono cresciuto musicalmente negli anni 70 e la musica Pop era altra cosa rispetto a ciò che si intende oggi).

Anche in questo caso, occorre innanzitutto intendersi sul significato di easy listening… Tenderei ad escludere tutto l’originale pop degli anni ’60, perché si trattava di musica rivoluzionaria rispetto alla tradizione. In quell’epoca, c’era dell’eccellente “musica leggera” anche in Italia, dal “Ragazzo della Via Gluck” di Celentano a molti hits di Lucio Battisti. In tema di easy listening internazionale, non posso che pensare a “My Way” di Sinatra, alla strepitosa interpretazione di Barry Ryan in “Eloise”, oppure alla dolcezza seducente di “La poupèe qui fait non” di Michel Polnareff. Ma le ultime due erano pop o easy listening? E qui torniamo alla questione iniziale.  A mio avviso non bisogna vergognarsi di apprezzare la “musica leggera”: non è una parola sporca, se si tratta di belle canzoni. Ce ne sono anche oggi, forse non altrettanto memorabili ed in grado di resistere nel tempo. Certo il rock è un’altra cosa…

Certo, il rock è un’altra cosa, ma anche io non mi vergogno affatto di ascoltare easy listening, di qualità s’intende, ad esempio amo molto gli ABBA e penso che SOS sia una delle canzoni più belle in assoluto.

16 – Che giornali musicali leggi?

Classic Rock e suoi derivati (Prog e AOR) e Record Collector. Poi mi aggiorno su Internet. Null’altro, per quanto mi riguarda basta e avanza.

17 – Che quotidiani leggi?

La Gazzetta dello Sport con il caffè al bar e il Corriere della Sera, entrambi saltuariamente. Di solito seguo le notizie d’attualità su Internet, a partire dal sito ANSA per un’informazione generalizzata.

18 – Come sai abbiamo pubblicato un’intervista anche al tuo collega GIANCARLO TROMBETTI, hai un messaggio per lui?

Ho letto l’intervista con ammirazione. Penso che con il passare degli anni GC abbia persino migliorato la sua capacità di raccontare e raccontarsi in modo stimolante, combinando ironia e maturità. Per me resta un vero amico, anche se non gli credo troppo quando sostiene di esser un tifoso “tiepido” e di non considerarsi un “buon giornalista”.  Lo è senz’altro e sa di esserlo; anche l’intervista che ha rilasciato dimostra la sua abilità nell’esporsi e non strettamente  in qualità di cosiddetto “critico musicale”. Inoltre è un polemista nato.  Ah, se non fosse moggiano

Concordo pienamente, lo è e sa di esserlo, cazzo è  proprio bravissimo, coraggioso nell’esporsi e con vena polemica deliziosa. E pazienza se adesso mi scriverà un’email di insulti. Anche io penso che non sia un tifoso tiepido, peccato che pensi che certe cose successe fossero solo chiacchiere da bar. Ma al di là di questo, per me resta un esempio e, la cosa mi onora, un amico.

(Continua)

 

Beppe Riva in diretta su Radio Lombardia (Lunedi’ 11 Aprile)

Lunedi 11 Aprile Beppe Riva sarà in diretta sulle frequenze di Radio Lombardia ospite di Marco Garavelli e Mox Cristadoro nel programma “Linea Rock” in onda dalle 20 alle 22. Ascoltabile in streaming su http://www.facebook.com/l/edca2JeLXCLx7W_3WGR07biFwPA/www.radiolombardia.it e non è previsto il podcast o il riascolto. Vi consiglio di non perderla, si tratta della prima ) partecipazione di Beppe ad un programma radio dal 2008 ad oggi… spread the word!


7 Risposte a “Conversazione con BEPPE RIVA – 1a parte”

  1. mixi 01/04/2011 a 16:44 #

    ti confesso Tim che quando ero ragazzino ho “abusato” del nome Beppe Riva…ah ah ah. Devi sapere che quando volevo convincere qualche mio amico, malato come me di hard rock e Heavy Metal, sulla validità o sulla scarsità di un gruppo o di un album dicevo: “oh ma lo ha detto anche Beppe Riva in una recensione”… ah ah ah! E devo dire che funzionava sempre! Se penso anche a quanti dischi ho comprato solo perchè lui ne parlava bene… diciamo pure che Riva, involontariamente, ha contribuito a peggiorare la mia situazione contabile durante l’adolescenza. Ho iniziato a seguirlo sin dai tempi da Rockerilla e ri-leggere qualcosa di suo mi ha regalato un bel momento.

    "Mi piace"

  2. Danilo63 01/04/2011 a 20:06 #

    Caro timoteo, ti ringrazio per questa bella intervista ad un’altra delle firme che abbiamo amato e seguito.

    "Mi piace"

  3. Sara Crewe 01/04/2011 a 23:50 #

    Un’altra bella intervista piena di bei ricordi: a partire dall’incontro con i Beatles, che anch’io feci proprio in quell’anno, quando ero ancora alle elementari… fu come essere colpita da un meteorite musicale dagli effetti imprevedibili, un vero cambio di DNA… e al diavolo lo Zecchino d’oro e il Mago Zurlì… E le prime riviste musicali, forse Beppe Riva le ricorda… Big e Ciao Amici, io impazzivo per le foto dei musicisti e per gli inserti/poster. Tra le cose che mi ha fatto molto piacere vedere citate: Metal Shock, di cui conservo ancora molti numeri, anche se ho dovuto sfoltire la collezione per motivi di spazio; ovviamente, Led Zeppelin e Black Sabbath, ma anche High Tide, Pretty Things, Polnareff… e Lovecraft e Dylan Dog. La conversazione sull’Inter mi ha inevitabilmente coinvolto, anche se sono juventina (ma decisamente antimoggiana…)
    Grazie!

    "Mi piace"

  4. Paolo Barone 02/04/2011 a 09:35 #

    Sono cresciuto (?) leggendo Rockerilla e ritrovare Riva su questo blog e’ un piacere speciale. Sapere poi che condividiamo ancora passioni come Hig Tide, Atomic Rooster e pretty things, mi fa ancora piu’ contento!
    H.P. Lovecraft…ti dico solo che durante un tour in USA, in viaggio fra NY e Boston, ho fatto fare a tutti una deviazione per vedere Providence, citta’ natale del Maestro.

    Aspetto la seconda parte dell’intervista….

    "Mi piace"

  5. Saura 02/04/2011 a 12:35 #

    Ho sentito parlare molto di Beppe Riva, e sempre in termini lusinghieri, e adesso capisco il perchè.
    Grazie per questa intervista, Tim, aspetto di leggere la seconda parte.
    :-)

    "Mi piace"

  6. JayPee 02/04/2011 a 13:50 #

    Bella chiacchierata, complimenti, come dovrebbe essere un intervista a qualcuno che ammiri, non solo musica ma vita…bravi!

    "Mi piace"

  7. DoC 03/04/2011 a 12:01 #

    Grazie Tim, che…lavoro ! Come dite voi, e come certo e’ il caso questa volta. Un tuffo nel passato, che poi non e’ cosi lontano in fondo…

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: