Educazione cattolica: DIRTY DEEDS DONE DIRT CHEAP (The black evil nun)

7 Giu

Si era ad una cena tra amici, anni fa, parlavo del timore che mi incuteva suor Carmelita  – la madre superiora dell’asilo delle suore di Ninentyland –  e del fatto che mi sarebbe piaciuto andare a pisciare sulla sua tomba, quando Jaypee col suo fare riservato iniziò a raccontare la storiella che trovate qui sotto. Raccontava il tutto con estrema facilità essendo una esperienza diretta, aiutato anche dal fatto che il thriller in questione doveva essersi cementato ben bene nei suoi ricordi. Credo che portandolo in superficie Jaypee sperasse di esorcizzare questo ricordo piuttosto infernale. Eravamo almeno in una dozzina e alla fine del racconto rimanemmo qualche secondo interdetti, spaventati e increduli…possibile che si arrivi fino a questo punto?

Eravamo tutti tra i 9 e 12 anni,  alunni delle elementari accompagnati dei rispettivi maestri, per assistere ad un documentario sul volontariato a cura dell’Avis locale in cui si dibatteva sulla donazione di sangue e relative prassi.

Tutti affastellati  nel cinema “del prete”, quindi gestito dalla curia del paesello e per questo i relatori dell’Avis erano introdotti dal “don” locale e da una suora in veste di “vicedon”: oscura e massiccia  figura temuta da tutti quelli che avevano fatto la comunione e la cresima al suo cospetto.

Dopo una breve  introduzione, il “don” passa il microfono alla suora, che con un carpiato e una supercazzola, sfodera  il suo argomento preferito: il peccato e il fatto che tutti siamo peccatori.

Soprattutto noi bambini dobbiamo essere sempre attenti e pregare spesso perché le tentazioni del demonio sono subdole e allettanti.

Pausa ad effetto, dietro le lenti scure dei suoi occhiali, esegue una scansione di tutta la sala, da sinistra a destra, poi, volgendo lo sguardo al centro, iniziala la “parabola” che vado a raccontare ( e che avevo già subito al catechismo tempo prima):

Mi ricordo quando ero più giovane, che c’erano 3 bambini 2 maschietti e una femminuccia  che  facevano catechismo, proprio come voi. Anche loro giocavano nel campo qui dietro e un giorno, portano la femminuccia dietro la canonica e iniziano a fare delle cose sporche che la bambina non vuole fare. Uno di questi invece insiste nel sollevargli la gonnellina, allora l’altro bambino che capisce che stanno facendo peccato, scappa via.

L’altro invece continua la sua bravata mentre la bambina urla di smettere e a un certo punto lei riesce a scappare.

Il bambino, rimasto solo, inizia a camminare verso casa e durante il tragitto, inizia a pensare alle cose che ha fatto e gli sale un dispiacere e un senso di colpa tali, che arrivato a casa, si chiude nella sua cameretta, si sdraia sul suo lettino e appoggiate le nocche delle mani sulle sue tempie inizia a premere,  ripensa a quello che ha fatto e preme sempre più forte, sempre di più, tale è la vergogna per il peccato commesso, che a forza di premeresi sfonda il cranio e muore”. Mentre racconta questo la suora mima il gesto degli indici piegati contro le tempie.

A questo punto, escono due pinguini dal bagno del cinema, tale è il gelo che è sceso  nella sala.

I relatori dell’Avis sono immobili, con un’espressione del viso che sembra dire “cazzo sta succedendo qui?”

Pausa…silenzio….rumore di ragni che fuggono…

Poi continua..

Ma non è finita qui, al funerale dopo la cerimonia, la mamma del bambino morto entra in chiesa, si inginocchia davanti al pulpito e inizia a pregare piangendo, tra le lacrime pronuncia il nome del suo bambino che non c’è più. Dopo un po’ sente una flebile voce che la chiama in un sussurro -Mamma, Mamma!- Lei si volta e vede lo spirito del suo figliolo che da dietro una colonna le annuncia: -Mamma, è inutile che preghi per me, ormai brucio all’inferno per i peccati che ho commesso-”

Poi, ringraziando Iddio, è iniziato il documentario.

(John Paul Cappi giugno 2011)

PS di Tim: il segno degli indici piegati premuti sulle tempie è ormai un classico tra noi amici, una sorta di segno di riconoscimento.

(nella foto: le uniche  suore che piacciono a noi…)

8 Risposte a “Educazione cattolica: DIRTY DEEDS DONE DIRT CHEAP (The black evil nun)”

  1. Laroby 07/06/2011 a 09:12 #

    L’interno sono gli altri.

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  2. Laroby 07/06/2011 a 09:14 #

    P.s. Il correttore automatico ha paura anche lui dell’inferno.

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  3. JayPee 07/06/2011 a 11:32 #

    Come sempre, ottimo e puntuale corredo fotografico

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  4. Paolo Barone 07/06/2011 a 20:04 #

    Bene, bellissima, cosi’ mi piacciono suore e preti! Altro che Don Milani e smidollati vari, peccatori, crani che splodono, fiamme eterne…che ficata.
    Eymerich, altro che il pastore tedesco…

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  5. Sara Crewe 08/06/2011 a 10:12 #

    Ricordo due chicche cinematografiche in b/n che ci propinavano con inquietante regolarità, sia a scuola che come passatempo durante le vacanze in colonia: “Marcellino pane e vino”, altro caso di morte prematura, però come benedizione divina, e “Santa Rita da Cascia”. Quest’ultimo era un vero e proprio horror girato negli anni ’40:ricordo ancora le scene dell’uccisione del marito della santa e quella in cui lei augura la morte ai suoi figli vendicativi che, puntualmente, cadono stecchiti. Alla larga dai santi… meglio scappare a gambe levate…;-)

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  6. Danilo63 08/06/2011 a 14:17 #

    Le uniche prediche giuste sono quelle del reverendo Gary Davis!

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  7. Frank 10/06/2011 a 23:50 #

    Sta storia mi da tanto Blues Brother …

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