SUONO n.465 – giugno 2012

18 Giu

Ecco qui il nuovo corso di SUONO, mensile dedicato all’hi-fi che ora si avvale anche di una parte “musicale” grazie alla entrata in scena di MAX STEFANI e dei suoi Long Riders. Dopo aver letto con piacere il libro di Stefani, ero davvero curioso di avere tra le mani questo music magazine.

Le riviste di hi-fi le ho sempre comprate raramente, una ogni tanto proprio per non perdere di vista quel mondo, ma ho sempre avuto una sorta di ammirazione per chi trattava quell’argomento così importante e determinante per l’ascolto della musica. Ora la accoppiata Hi-Fi e Musica e Cultura Rock mi affascina mica poco e spero proprio di affezionarmi a questa rivista. Il mio sguardo è rivolto all’estero, UNCUT, MOJO, CLASSIC ROCK, GUITAR WORLD, ma non mi dispiacerebbe tornare a leggere qualcosa in italiano, qualcosa che valga la pena. CLASSIX lo compro ogni tanto, ma mi interessa sganciarmi saltuariamente da quel tipo di mondo e questo SUONO forse fa al caso mio.

Sarà anche the heat of the moment, ma questo nuovo numero me lo sono letto con facilità e piacere. Restare aggiornato sul mondo hi-fi tra un articolo musicale e l’altro non è niente male. Sto riscoprendo poi l’atteggiamento di STEFANI, e devo dire che mi piace un casino. Finalmente qualcuno che dice le cose senza troppi filtri, senza troppe ruffianerie, senza troppi conflitti di interesse.

Certo, mi sarebbe piaciuto leggere almeno un articolo sulla musica e sugli artisti che più piacciono a me, ma per ora mi va bene anche così.

Veloci impressioni su quanto ho letto e quanto mi ha colpito:

  • grafica pulita e se vogliamo elegante. Essendo avvezzo ad un certo rock, questo approccio quasi minimal non è che mi faccia poi impazzire, ma meglio questa neutralità un po’ algida che certe cose  kitsch. Certo, preferirei – budget permettendo –  un po’ più di carattere e di colore.
  • non mi pronuncio sugli articoli dedicati all’hi-fi, non mi sento in grado di giudicare, ma mi sembrano  ben fatti ed efficaci.
  • TUTTI I BATTITI DEL MIO CUORE – intervista di Marcoccia all’ex bassista dei LITFIBA (e CCCP) Gianni Maroccolo. Sebbene la band fiorentina non mi sia mai interessata, ho letto con interesse l’intervista.
  • FINE DI UN’ERA O SPERANZA DI RINASCITA – di Paolo Perilli. Interessante e chiaro articolo sulla nuova tendenza di iTune di dare maggior spazio alla qualità. Sempre AAC (gli mp3 di quel mondo) ma perlomeno in versione PLUS. Lettura consigliata per chi si interessa di LOSSLESS e (purtroppo) LOSSY.
  • QUANTO MI MANCHI, BLUTO – di Blue Bottazzi. Riflessione su John Belushi a trentanni dalla morte. Blue Bottazzi per queste cose è sempre da leggere.
  • IL DELITTO PERFETTO – di Giancarlo Trombetti. Chi frequenta il blog vi riconoscerà considerazioni già abbozzate. Sempre un piacere (ri )leggerlo.
  • IL MUSICISTA TOTALE – LES PAUL – di Paolo Corciulo. Il codirettore in persona si scomoda per ricordare LES PAUL, il chitarrista che non ha bisogno di nessun aggettivo. Uno dei nostri padri putativi, la nostra luce.
  • Alle recensioni ho dato una scorsa veloce, non essendoci (forse a parte i Sigur Ros) nomi che mi solleticassero, da buon “passatista” (come dice Picca) mi sono soffermato con più attenzione sulla doppia pagina RISTAMPE.
  • NOTTURNO ITALIANO: FINE DELLE TRASMISSIONI – di Luciano Ceri. Amara constatazione della chiusura di un programma storico di RADIO RAI.
  • MA SCARICARE (GRATIS) NON E’ UN CRIMINE – a Cura di Max Stefani/ di Picchio. Analisi razionale e sacrosanta di comportamenti legittimi. E noi che  compriamo centinaia di CD originali ogni anno possiamo dirlo senza paura.
  • IL CONCERTONE – pensieri a proposito del CONCERTO DEL 1° MAGGIO. Ogni scritto è condivisibile.
  • SPITS SHIT – le note, su vari argomenti, che appaiono verso la fine del giornale di SPUTAMERDA sono gustosissime.

Che CORCIULO abbia chiesto a STEFANI di iniziare questa nuova avventura  trovo sia una cosa dunque molto positiva. STEFANI poi mi ha sorpreso, non è più un ragazzino ma ha energia da vendere, non lecca il culo a nessuno, tira dritto per la sua strada convinto, come lo siamo noi, che il ROCK sia ancora una cosa bellissima,viscerale e intellettuale…la terra promessa che tutti abbiamo nella testa. Vuoi vedere che anche in Italia il rock non è ancora morto?

Euro 5,50. Da spendere senza pensarci troppo. Poi in seguito vedremo.

3 Risposte to “SUONO n.465 – giugno 2012”

  1. balotelli 19/06/2012 a 08:02 #

    Max Stefani é un bravissimo giornalista e Suono una grande rivista.

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  2. mikebravo 11/01/2019 a 08:05 #

    Il sempre piu’ probabile abbandono dello strumento da parte di jimmy page
    ormai mi vede rassegnato a cercare di affezionarmi nel campo musicale
    a gruppi che non avrei mai pensato di praticare nella mia vita.
    Una citta’ che adoro è firenze e nel mitico negozio CONTEMPO finché
    è esistito, ho trascorso deliziosi pomeriggi.
    Non avevo mai perso la testa per un gruppo italiano.
    Pomeriggi di carp fishing con lunghi trasferimenti in auto con mio cognato
    piu’ di venti anni fa con terremoto dei Litfiba sparato nello stereo, hanno
    gettato il seme.
    Accompagnavo le figlie a scuola con infinito nello stereo,
    un album molto commerciale che piaceva anche a loro.
    Avevo visto ghigo renzulli nel 1980 aprire per i clash con i cafe’ caracas
    a bologna (raf era il bassista ).
    Sta di fatto che qualche anno fa ( attorno al 2010 ) sono affogato in mondi
    sommersi ed ho risentito il terremoto.
    E’ molto strana questa mia passione per i Litfiba ed ho avuto una ricaduta
    in questi giorni.
    Ho cercato di spiegare il tutto confrontando i Litfiba con i led zeppelin.
    Innanzi tutto i nomi dei 2 gruppi iniziano per L.
    Poi un cantante con forte presenza scenica l’hanno tutti e 2.
    Ed pelu’ ha una voce che mi piace.
    Ghigo renzulli è cresciuto con deep purple, led zeppelin e black sabbath
    e si sente benissimo.
    E’ un ottimo chitarrista ed il suono verte sulla sua chitarra.
    Nel loro ambito i Litfiba hanno avuto molto successo ( qualche loro
    album ha raggiunto 1 milione di copie vendute ).
    Il gruppo è andato in crisi intorno al nono album in studio
    ( infinito )………la maledizione del nono album si ripete……
    Renzulli e pelu’ si sono divisi per ritrovarsi una decina di anni dopo.
    Page e plant ci hanno messo 14 anni per riunirsi.
    Entrambe le coppie hanno inciso 2 album in studio e un doppio dal
    vivo.

    Litfiba led zeppelin dei poveri ?

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  3. mikebravo 11/01/2019 a 08:09 #

    Ah….dimenticavo led zeppelin e litfiba hanno perso entrambi
    un componente che suonava la batteria……..

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