Brian, la Speed Queen, i suggerimenti di Mel Previte e i BLACKFOOT di “Payin’ For It” e “Fly Away”.

1 Lug

Sabati e domeniche e poi ancora sabati passati con Brian, lunedì una visita, venerdì una seconda… a volte mi sembra di non avere più una vita mia. Sì certo, sono bravo, me lo dicono in molti ma l’impegno si fa sempre più gravoso. Non so come faremo per il prossimo futuro, una soluzione la si troverà ma sono preoccupato. Sabato scorso mente andavo da lui alle 8 del mattino mi ascoltavao SANTANA…MOONFLOWER, un album della mia adolescenza, uno di quelli che mi fanno sentire bene, al sicuro. Mentre ero lì che mi ascoltavo EUROPA e FLOR D’LUNA, mi è venuto in mente che alle prove, qualche settimana fa, mentre provavamo per le prime volte FROM THE BEGINNING degli ELP (tutti in piedi!) e io improvvisavo l’assolo finale (quello che nella realtà suona il più grande di tutti gli dei, KEITH EMERSON) Lorenz, che teneva la ritmica, guardava incuriosito quello che facevo.

Non è mica facile  lasciarsi andare quando uno come il guitar god di LittleVineyard ti guarda…uno po’ come se JEFF BECK avesse guardato LEOPOLD al tempo dei FIRM. Ad ogni modo, dopo le prime due frasi in cui ricalco quello che faceva il più grande pianista/tastierista rock della storia, mi inerpicavo verso i sentieri impervi della improvvisazione. Oltre alla pentatonica di La- e la scala di La minore aggiungevo qualche altra notarella (tanto per sconfinare brevemente nel territorio delle scale modali). Terminato l’assolo Lorenz mi fa: “Vai Carlos!”.

Oh, io non ci trovavo nulla di SANTANA, ma se lo diceva Lorenz c’era da crederci e in più anche POL confermava la cosa. Rielaborando il tutto, credo che abbia un senso: prima di venir ghermito dal signore delle tenebre, il mio chitarrista preferito era appunto SANTANA. Qualcosa deve essermi rimasto dentro evidentemente. E’ c0n questi pensieri inutili che arrivo a Campogallo, mentre mi dico che mi piacerebbe rimpossessarmi dei sabato mattina e l’umore inizia a farsi spigoloso, ma poi  parte TRASCENDANCE, mi calmo e mi rimetto in bolla, pronto a passare un altro sabato con Brian.

Lavo Brian, lo vesto, lo costringo a restare concentrato. In macchina Ninetyland bound affrontiamo uno dei quattro argomenti su cui ci confrontiamo, il tempo.

Io: “Brian a vin cheld anch’ incòo” (Vien caldo anche oggi…mentre lo dico mi sembra che quella frase nel mio dialetto a vin cheld anch’ incòo abbia assonaze col cinese o con una lingua asiatica).

Brian: “A gh’è un paès in dal mond ca gh’è sempèr la neva. Là al marèini in dventèn mia maduri” (C’è un paese nel mondo che c’è sempre la neve, là le ciliege non diventano mica mature).

Beh, non fa una piega. Sabato scorso, domenica scorsa, questo sabato …Brian cerca di restare a galla, ma il fango della vecchiaia lo rallenta e lo tira giù, è preoccupato da questo suo confondersi e non ricordare nulla (degli anni recenti), cerco di tranquillizzarlo tirando in ballo i nomi dei suoi amici degli anni giovanili, nomi che ricorda perfettamente. Poi insisto, “sì, e la maestra che ti picchiava sulle dita” e lui “Sè, la Sgarbi cla fasèsta” e fa una faccia piena d’odio. Chissà per quanto reggerà il vecchio Brian.

(Brian e Tim Ninetyland giugno 2012)

Dopo i mille giri fatti mentre torno a Borgo Massenzio cerco di ricaricami con il primo album degli STRAY CATS, altro album della mia giovinezza comprato in diretta. A risentirlo oggi mi sembra meno bello di come mi sembrava allora, ma poco importa: ROCK THIS TOWN ha sempre un gran potere su di me…

Domenica sera la Speed Queen è andata a fare una gara di Endurance al Kartodromo di Mantova in coppia con suo nipote Steve, sebbene faccia in media solo due capatine al Kartodromo al semestre, è riuscita a salire sul podio (secondo posto)…il suo talento motoristico mi sorprende sempre.

(a sinistra la Speed Queen e Steve sul podio)

Mi ero preso qualche giorni di ferie per fermarmi un momento, dormire e fare le mie cose…beh, come succede spesso, non ho fatto niente di tutto ciò. Ho corso avanti e indietro, ma stranamente l’umore è rimasto piuttosto buono, la dispepsia non si è fatta sentire e il demone delle notti senza sonno sembra lontanissimo. Credo che il merito sia di Palmiro, il gatto che è arrivato alla domus saurea. Dopo aver avuto Fidèl per 14 anni , mi sembrava impossibile ritrovare un feeling così speciale con un altro gatto e invece sono completamente rincitrullito per Palmiro, lo amo senza riserve. Lui si fida, ma è in quell’età (45 giorni) in cui un gattino è incosciente e comunque si sarebbe fidato di qualsiasi umano di buon cuore che avesse fatto quello che ho fatto io insieme alla groupie. In futuro vedremo se tra di noi scatterà la reazione chimica blues, ci sono delle buone premesse: mentre sono al pc  e ascolto la BAD COMPANY mi viene a cercare e miagola fino a che non lo metto sulla scrivania, giocherella un po’, poi mi guarda negli occhi e si mette a dormire tra la tastiera e il mouse, mentre MICK RALPHS sputa fuori il miglior hard rock inglese degli anni settanta…la BAD COMPANY tranquillizza anche lui.

(Palmiro sleeps tight – foto di TT)

Mentre sono al pc mi accorgo che il  mio amico Melwood (Mel Previte, sì… il chitarrista/sassofonista di Liga), fratello blues nonché mio produttore artistico, mi segnala questa particolare versione di THE OCEAN dei LZ. Io la trovo magnifica:

(Tim e Mel Previte – foto di repertorio)

Viaggiare avanti e indietro con questa calura, in questa campagna assolata, con i fossi rigonfi d’acqua per permettere l’irrigazione dei campi mi porta ad ascoltare musica americana: NEIL YOUNG, MUDDY WATERS e i BLACKFOOT. Quando partii per il militare, mille anni fa, portai con me una C90 com l’abum MARAUDER del gruppo di RICKEY MEDLOCKE (nella side B c’era DIARY OF A MADMAN di OZZY). Quell’album mi aiutò durante quel periodo particolare. Rispolverarlo in questi giorni mi fa bene e i brani PAYN’ FOR IT e FLY AWAY ben si adattano alla calda pianura di questi giorni. La prima con la sua epica di derivazione Rodgersiana, la seconda con quella solare atmosfera in maggiore…mi fan sentire bene, mi fan tornare le energie, il sorriso e una certa cazzutaggine…insomma mi fan sentire vivo. Appena arrivo nel posto in riva al mondo, una bistecca, una birra gelata, un southern comfort e la Les Paul (Standard)  attaccata al Marshall…meno male che c’è il rock….meno male…

Una Risposta to “Brian, la Speed Queen, i suggerimenti di Mel Previte e i BLACKFOOT di “Payin’ For It” e “Fly Away”.”

  1. Danilo63 02/07/2012 a 19:38 #

    Caro Timoteo,
    dedicata al gatto Palmiro:

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