SESSO, DROGA E ROCK AND ROLL di Paolo Barone

4 Lug

Io e Polbi ci confrontiamo da sempre – e quindi anche fuori blog- su temi che vertono sul rock and roll. Ci mandiamo sms, ci scriviamo email, ne discutiamo al telefono. Questa volta il Michigan boy mi ha mandato questa sua riflessione su SD&RNR…magari non è rifinita, né confezionata, ma quando scrive di queste cose il mio amico che vive nell’Urbe, nel cuore pulsante della culla della civiltà, mi emoziona sempre. Per questo, per sua gentile concessione, pubblico questi suoi pensieri in libertà con cui il nostro subacqueo preferito scandaglia fondali poco battuti…

La cosa che mi girava in testa era di parlare a mente aperta del legame fra sex drugs e rnr. Senza falsi moralismi, mi e’ sembrato evidente che la miglior musica rock si sia prodotta con il fondamentale supporto delle sostanze psicoattive e del sesso. Anzi, direi che sono stati pilastri fondanti della nostra musica, un po’ troppo spesso sottovalutati e genericamente condannati. E’ innegabile che la rockstar strafatta di eroina non sia un bell’esempio educativo, ma al tempo stesso gli album piu’ belli e importanti della storia senza droghe semplicemente non esisterebbero. Stesso dicasi per la voglia di sesso che da sempre pervade il rnr piu’ entusiasmante….

All’inizio era una faccenda piuttosto pericolosa, fatta di anfetamine, ormoni,giubotti di pelle e motori. La cosa succedeva negli Stati Uniti, noi in Europa uscivamo dalla seconda guerra mondiale e avevamo tutt’altre cose per la testa; loro invece erano al massimo del boom economico, piena occupazione e consumi in crescita stellare, all’epoca l’America era veramente l’America. Una nuova generazione ribelle e motorizzata attraversava la nazione al ritmo del rock and roll. Il sesso ne fu parte integrante da subito, nei gesti, nelle allusioni dei testi, nei balli, nei suoni, in tutto. Ci raccontano che nelle notti americane fatte di sedili ribaltati e rossetti sbaffati, la colonna sonora era il r’n’r’ che usciva come un fiume lascivo elettrico da mille autoradio, tutte sintonizzate sulla stessa onda d’urto. Questi ragazzi avevano fretta, andavano veloce, molto ma molto piu’ veloce della generazione dei loro genitori. Erano ragazze e ragazzi poco inclini a seguire la tradizione perbenista e puritana, anzi con il trio sesso, droga e rock and roll, facevano di tutto per mandarla a quel paese ‘sta benedetta tradizione. Ci provarono a fermarlo questo fiume in piena i censori di tutto le risme, provarono addirittura a mettere al bando un brano strumentale, Rumble, perche’ troppo pericoloso. Cercarono di rimettere le ragazze al loro posto, al sicuro in casa, e i ragazzi al lavorare, ma come sappiamo la cosa non ebbe un gran successo. La miccia era accesa e non era così che si sarebbe spenta.

Russ Mayer – Trailer Faster pussycat kill kill kill!!!

Poi, un po’ alla volta, l’Europa rispose al richiamo. E con molto entusiasmo bisogna dire.

Beatlestones vennero innalzati in cielo da un ciclone di mutandine, minigonne, alcolici e pillole. La cosa era andata proprio fuori controllo, anche se, in un certo senso, era diventata meno aggressiva…almeno così pareva. Poi un giorno arrivo’ su questo fiume in piena di ritmi frenetici, il fumo denso della marjiuana e il caleidoscopio lisergico dell’acido. E tutto definitivamente esplose. Liberazione sessuale, naturismo, crisi del rapporto coppia/famiglia, messa in discussione dei modelli socioeconomici…Suoni nuovi, musiche nuove, rock, pop, prog, hard, blues, folk, r’n’r’, psichedelia, soul, e ancora comuni, viaggi interiori ed intergalattici, corpi colorati, pop art… dio solo sa quante mille contaminazioni musicali, culturali, sessuali accompagnarono questa enorme espansione di coscienza di massa. Probabilmente l’ apice culturale e  creativo del secolo scorso e della musica che chiamiamo rock. Ispirata ed ispiratrice di tutto questo sconvolgimento, colonna sonora in presa diretta di una terra promessa quasi a portata di mano.

LZ TSRTS – Stones – A Day in the Life – Velvet Venus in Furs C’e’ l’imbarazzo della scelta…!

Ma le cose andarono un po’ alla volta in una direzione diversa e forse inattesa. Mentre il popolo del rock stava ancora beatamente “ Smoking my stuff and drinking all my wine…” perso in democratiche esplorazioni galatticosessuali di massa, le rockstar iniziavano lentamente ma inesorabilmente a chiudersi in esclusivi backstage party, fatti di modelle, champagne e cocaina. Molta cocaina. La quale, assunta in dosi da cavallo da persone poco piu’ che ventenni, adorate da tutti e con i conti in banca in vertiginosa ascesa…beh, diciamo che qualche problemino di ego ipertrofico lo pone. Per molti questo periodo apparentemente ancora creativo, diciamo grosso modo meta’ anni ’70, segna l’inizio della fine. Anzi, dicono sia proprio la fine e basta. La musica perde via via di mordente ed originalita’, il sesso diventa piu’ hard e meno libero, le droghe piu’ tristi e pesanti. Si affaccia anche l’eroina, oppiaceo infido e totalizzante, per un po’ consumata in coppia con l’eccitante cocaina, della quale diventa una sorta di lenitivo. Madame heroine pero’ ha degli effetti collaterali piuttosto seri. Spegne ogni desiderio, creativo, esistenziale e sessuale, diventando moglie amica e amante. E, a differenza di tutte le altre droghe sperimentate fin li’, l’eroina uccide. Qualcuno, anche famoso, c’era gia’ restato secco a fine anni ’60, ma dai ’70 in poi e’ un ecatombe.

Per un attimo, nel ’77, il r’n’r’ originale, quello diretto e senza fronzoli degli inizi, sembra tornare vestito da punk per riscattare la musica e restituirle il ruolo che le spetta. Dalle rolls royce alle periferie delle metropoli, dalle modelle stile vogue ai pornoshop.  Ma le cose si sono nel frattempo complicate non poco, nella societa’ occidentale e nel rock, e il percorso non sara’ cosi lineare. La carica erotica del punk e’ tutta femminile, sia nelle sue rappresentazioni tradizionali che nei momenti piu’ di rottura. E’ un momento breve, avra’ poi mille risvolti, ma di fatto il punk originale con i suoi rossetti e le calze a rete smagliate, con le chitarre distorte e la carica dissacrante, dura poco piu’ di un anno.  Gli anni ’80, con il loro carico di restaurazione sociale, AIDS, eroina diffusa, crack e MTV sono dietro l’angolo.

Blondie – Patti Smith – Ramones specialmente il modo opposto di porre la sessualita’ femminile di Debbie H. e P.S.

Nel giro di un decennio si passa bruscamente dal massimo al minimo. L’aids, la mortifera eroina, e la videomusica assestano al rock un colpo quasi letale. Quasi, perche’ non tutto e’ perso e qualcuno continua a crederci.  Come sempre, il fuoco cova sotto la cenere, e un po’ alla volta, piano piano, le cose tornano ad essere con gli anni ’90, se non proprio elettrizzanti, almeno elettriche. Ma quella triade, quella miscela altamente esplosiva fatta di sex, drugs & rock and roll, non e’ piu’ tornata “veramente”, salvo che in pochi, estemporanei ed imprevedibili ambiti underground.

Ma ci pensi, Tim, cosa ne sarebbe stato di Beatles, Stones, LZ, Velvet, Dylan, Free, Elvis, Stooges, Bowie ecc…senza fica, alcool e sballi vari??? E che ci sarebbe rimasto??? Il prog???? Forse giusto quello, specialmente quello italiano che di sex & drugs mi sa che ne ha visto poco e niente.

Paolo Barone © 2012

14 Risposte to “SESSO, DROGA E ROCK AND ROLL di Paolo Barone”

  1. picca 04/07/2012 a 17:31 #

    Beh, la pillola contraccettiva arriva in USA nei primi ’60, in Europa continentale alla metà dei sixties e in Italia viene autorizzato l’uso nel ’71 dopo qualche anno di utilizzo più o meno alla luce del sole.
    Serviva una colonna sonora per celebrare l’evento, no…?

    Le droghe e l’assunzione delle stesse in funzione creativa sono un argomento interessante, difficile da affrontare senza essere politicamente scorretti o andare contro eoni di educazione repressiva e oscurantista. Personalmente credo che lo spauracchio dello stupefacente sia stata un’ arma a doppio taglio, che da una parte ha creato una sorta di tabù propedeutico ma dall’altra ne ha esagerato l’impatto effettivo sulla musica, per lo meno quello percepito dai fans.
    Per anni abbiamo sentito queste storie di Hendrix sfattone (per lo più balle, Jimi era uno che lavorava sodo), lo sciamano stracotto Morrison (il problema era l’alcool), la malinconica Janis (alcool anche in questo caso, con overdose mortale per sfiga)…per non parlare delle decine di infarti che non sapremo mai se dovuti ad assunzioni varie o a fisici minati da faticosi tours e impegni troppo spossanti.
    Certe voluttà dionisiache tipiche dell’artista, un certo debosciato atteggiamento nei confronti del successo (I am a Golden God), un’ adrenalinica convinzione di immortalità da raggiungere sia attraverso le opere sia attraverso un’ esistenza con poche regole in un eterno presente di tours, dischi, interviste eccetera, la quasi totale mancanza di senso di responsabilità a causa di una vita da dedicare soltanto al ‘particolare’, ovvero alla produzione ed esecuzione di musica, con tutta una pletora di incaricati pagati per sbrigare le tue faccende pubbliche e private, uffici che si occupano della tua burocrazia, managers padri-padroni grazie ai quali bamboccionizzarsi ad libitum, press agents che ti dicono cosa devi dire, i roadies stipendiati per sollevare ampli ma anche per individuare le belle fighe tra il pubblico e portarle direttamente sul tuo pisello e soprattutto intere ‘aziende’ costruite intorno a te mooolto indulgenti nei confronti dei tuoi vizi, il ricorso ad additivi per reggere fusi orari, contratti da rispettare, l’anonimato degli Holiday Inns, depressioni e attacchi di disistima perniciosi per la creatività e un ambiente generale in cui se vomiti sulle scarpe di qualcuno si alza un applauso di simpatia e le scarpe finiscono su E-bay, tutte ‘ste robe fanno il resto.
    Inoltre credo che l’artista ingaggi una lotta eterna e in qualche modo eroica contro i legacci della consuetudine, il benpensiero dominante e i nodi delle convenzioni (scontro tutt’altro che agevole) il tutto alla ricerca di una libertà espressiva ed esistenziale che possa permettergli di vivere la propria arte fino in fondo. E’ lo stesso nella pittura, nel cinema, nella letteratura, addirittura in certo misticismo religioso.
    La sostanza psicotropa può fungere da grimaldello per spalancare la gabbia.

    Alla fine si passa alla cassa per pagare il conto.
    Fate voi le battute su quale cassa.

    Mi piace

  2. timtirelli 04/07/2012 a 17:45 #

    Certo che questo qui, a volte, è un blog mica da ridere! Complimenti ragazzi.

    Mi piace

    • Paolo Lisoni 04/07/2012 a 22:48 #

      le migliori menti della mia generazione…..sono miei amici….che figata!!!!!

      Mi piace

  3. mb 05/07/2012 a 08:02 #

    Grande il riferimento al cinema di russ meyer!!!!
    Ho visto molti dei suoi film ed era un grande.
    Criticato per l’ultima opera, si giustifico’ adducendo
    HO SCELTO ATTRICI CON LE TETTE TROPPO PICCOLE…..

    Mi piace

  4. mb 05/07/2012 a 13:49 #

    Eric Clapton ha pubblicato la sua autobiografia qualche tempo fa.
    Non leggetela.
    Certe cose, anche se fatte, é meglio non raccontarle in giro.
    I fans di Clapton non sono l’ANONIMA ALCOLISTI.
    Ed avrebbero piacere di leggere di musica.
    Un libro che puzza di alcool e vomito.

    Mi piace

  5. Luca82 05/07/2012 a 20:07 #

    Hai ragione quel libro ha poca Crema e molto alcool … poteva fare di meglio …

    Mi piace

  6. Francesco 06/07/2012 a 10:18 #

    OK, proviamoci, anche se il grande Picca secondo me ha già trovato la quadratura del cerchio. Sesso droga Rock’n’Roll, anche se di solito è sulla seconda che ho detto che si concentra ogni discussione in merito che si rispetti. Sul sesso siamo tutti d’accordo da migliaia di anni, idem sul Rock and Roll – magari da qualche anno in meno – però sulla droga… Fine anni 60 inizio 70: io c’ero, e sono sopravvissuto, però quello era un periodo in cui, soprattutto nelle periferie urbane – e la Garbatella allora lo era – erano in tanti a farsi di robaccia, soprattutto eroina tagliata con altre schifezze. Non solo i musicisti quindi, che loro almeno avevano accesso a quella buona, ma anche operai, impiegati, panettieri, vigili urbani, studenti, casalinghe ecc. E di gente morta ne ho vista: “er pagnotta” abitava al piano sotto il mio, e da un giorno al’altro non ho più sentito i Pink Floyd che ogni pomeriggio mandava a palla dal suo stereo. Il fatto è che se muori di droga e sei un cantante Rock avrai sempre attorno a te quest’aura di misticismo, paradossalmente di “immortalità”, di mito, e difficilmente verrai giudicato. Però se muori nello stesso modo e sei uno qualunque resterai sempre lo sfigato che “se l’è cercata”. Ancora: se muori in un incidente stradale e non ti chiami James Dean, o Marc Bolan, o Duane Allman o Fred Buscaglione o Rino Gaetano, ma sei Raffaele Persichetti impiegato alle poste uscito di strada mentre stava tornando a casa, sarai solo uno dei tanti cretini che “potevano stare più attenti”, buono per qualche statistica e basta. Ecco, ci siamo capiti, questa storia della droga nel Rock va benisimo per iniziare una sana discussione, è quello che stiamo facendo, ma non bisogna esagerare con la teoria della causa-effetto sulla produzione artistica. Poche storie, “Like a Rolling Stone” sarebbe venuta fuori anche senza droghe, stessa cosa per “The Weight” della Band o per “Born to Run” (Bruce poi, a parte i primi anni, da certe sostanze si è sempre tenuto opportunamente lontano, c’ha il fisico Lui). E giustamente Paolo ha tirato in ballo l’Italia, dove l’unica vera droga a circolare con sistematicità era il vino: De Andrè era in pratica alcolizzato, Guccini quasi. Uno è ancora con noi l’altro no, ma l’alcol non c’entra, semmai qualche sigaretta di troppo, però la cosa più importante è che a essere ancora con noi sono Marinella e quella “Locomotiva come una cosa viva”. Viva, appunto. Fine?

    Mi piace

    • picca 06/07/2012 a 11:00 #

      D’accordo su tutto, anche se trovo che la musica rock sia peggiorata da quando i musicisti non si drogano più come si deve. Non voglio sembrare cinico, lo penso davvero. Non te lo ordina mica il dottore di essere Keith Richards. Se la devastazione di KR ha in qualche modo contribuito a consegnarmi Let It Bleed, ben venga. E’ un rischio del mestiere. Tutti a condannare il doping nello sport, ma poi tutti entusiasti a vedere degli umani che devono affrontare 250 km in bici ai 60 orari con due scalate in vetta e tre cambi climatici. Tutti a rompere i coglioni se un rocker da 250 date all’anno in giro per il mondo si sballa, ma poi tutti a ingoiare antidepressivi per la minima cagatina esistenziale. I musicisti hanno da sempre pubblicizzato pochissimo i loro additivi, a parte il periodo hippie in cui qualcuno confondeva lsd ed eucaristia, ma è stata una fase. Non conosco rockers che abbiano mai detto ‘ragazzi drogatevi, è bellissimo’. Probabilmente lo è, ma probabilmente lo è anche scalare l’Everest in solitaria ma col cazzo che io mi metto a scalare l’Everest. I giamaicani amano l’erba, e noi abbiamo miliardi di canzoni popolari sul vino e nelle feste di paese i nonni danno il lambrusco ai nipoti di tre anni. Se Stephen Stills tira la coca è un cretino, se lo fa un contadino colombiano è folklore, se lo fa Castaneda è ricerca. Se poi Persichetti si buca per emulazione (mi pare però che le cause scatenanti siano un po’ più complesse) non so cosa farci. E tutti quei coglioni che si ammazzano o ammazzano qualcun’altro per troppa esposizione domenicale alla Formula Uno?

      Mi piace

      • picca 06/07/2012 a 11:12 #

        Ho citato (a sproposito) Persichetti perché mi piace il nome. Massimo rispetto per Persichetti, logicamente.

        Mi piace

  7. Giancarlo T. 06/07/2012 a 11:48 #

    La questione è complessa. Ricordo di averci provato un paio di volte nella vita a scriverne; ma ricordo anche non è che fossi riuscito a farmi capire bene. Magari ci riproverò. Il sesso non conta nel processo creativo: è solo un aroma su di un piatto, direi. E poi il rock and roll nasce da una allusione sessuale fin dalla sua definizione…certo i neri avevano coraggio…avremmo mai chiamato noi, in Italia, un genere musicale, “duro che va su e giù”? Riuscendo anche a far creder al mondo che non si trattava di ammiccamento sessuale? Uhmmm…Il centro del problema è la droga, la cui sequenza d’uso di Polbi non condivido (..prima l’alcool e l’ero, gli acidi e poi la coca come uso e diffusione) ma non è importante. Egoisticamente direi che sono stato felice che ne sia viaggiata a fiumi: sempre, comunque e dovunque. Perché senza eroina e acido non avremmo avuto nulla, temo. Poco, al massimo. Egoisticamente perché sono astemio, mai fumato, sesso solo teorico. Ma se loro non ci avessero dato dentro grazie anche all’appoggio di una letteratura e di una cultura estremamente libertina e “sperimentale” e se le leggi non avessero avuto quelle maglie larghe che avevano agli inizi, ci saremmo potuti scordare tutta la psichedelia, e la Rivoluzione rock dai sessanta in poi. E avremmo perso gran parte della bellezza di questa vita terrena. Con l’inizio della strage qualcuno ha moderato gli eccessi; i più ricchi hanno scoperto il riciclo totale del sangue e mille altri trucchetti per sopravvivere che neppure ci immagineremmo mai. Ma per qualche Persichetti locale, l’eccesso di chi ha sempre potuto permettersi un check semestrale dei propri organi vitali è, ahimè, divenuto un mito da sperimentare, con i risultati che conosciamo. La mia Religione Musicale è basata su di un soggetto che ha sempre e rigorosamente non solo evitato ma persino cassato ogni genere di droga, al punto di privarsi, spesso, di musicisti che, invece, ne facevano un uso quotidiano. Di nascosto al Capo. Ma che è morto per aver fumato due paccheti di Winston al giorno, sostenendo che “per me, la sigaretta, è cibo”. Ecco, con lui, con Zappa, l’equazione droga-creatività proprio non funziona. Certe menti non ne hanno bisogno, anzi. Ma temo che sia lui l’unica eccezione che conferma la regola. E adesso? La musica fa schifo perché son diventati tutti salutisti? Naaa…la droga circola esattamente come e più di prima; sì, qualcuno mostra i muscoli e sta più in palestra che in sala prove (e si sente!), ma la realtà è che l’immortale frase di Gilmour resterà valida per tutte le prossime stagioni: “Perché quelli della mia generazione erano più bravi? Perché noi componevamo guardando avanti; oggi si scrive guardando indietro”.
    Così noi siamo costretti a comprare guardando indietro. Perché davanti non abbiamo proprio niente.

    Mi piace

  8. mb 06/07/2012 a 13:30 #

    Se il buon vecchio Frank ha attraversato i sixties senza droghe,
    si sara’ sentito senz’altro un anormale , un reietto, una pecora
    nera.
    Fermo restando che era un geniaccio.

    Mi piace

  9. Francesco 06/07/2012 a 15:22 #

    Eccolo il punto Giancarlo, quel “davanti non abbiamo proprio niente”! Non è vero che la musica è scaduta da quando i musicisti non si drogano più (che poi non è vero, sono solo cambiate le sostanze), e non è vero che non avremo più altri Beatles, altri Stones, altri Kinks o un altro Dylan, il fatto è che non avremo più gli anni 60! A nessun livello, artistico in generale (mi viene da pensare al cinema e ai capolavori di Kubrick), culturale, politico, sociale, sportivo anche. Lo so, non è facile ammetterlo, ma è così!

    Mi piace

    • picca 06/07/2012 a 16:18 #

      Comunque le cose buone durano a lungo. Vedi Michelangelo, Giotto, Bach, Mozart, Chaplin, Dickens, Tolstoj…mettete chi vi pare.
      I sixties, che sono una specie di Rinascimento almeno per noi, possono continuare a stupire e interessare per secoli. Trovo la buona musica di 30/40/50 anni fa (per non parlare del blues) ancora molto attuale, vitale e inspiring. Non ho mai sofferto del complesso della contemporaneità. Viviamo di nostalgie di epoche che non abbiamo vissuto o soltanto sfiorato, ma questo contribuisce a farci fantasticare e a riempire le nostre vite e ad avere qualcosa a cui pensare prima di spegnere la luce. Buonanotte e sogni d’oro.

      Mi piace

  10. Francesco 06/07/2012 a 16:34 #

    D’accordissimo con te Picca, fra l’altro quella è stata un’epoca talmente florida che sicuramente ancora non abbiamo scoperto tutte le meraviglie che ci ha regalato – parlo per me, almeno – e che comunque ci terranno compagnia ancora a lungo!

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: