L’ultimo di JOE WALSH, il far away blues e GET YOUR WINGS degli AEROSMITH.

9 Lug

Venerdì mattina, ore 9 ho appuntamento con un cliente insieme a Kerlo. Alle 8,30 sono  sulla statale Scandilius-Stonecity. Mi ascolto l’ultimo di JOE WALSH, “ANALOG MAN”. SPANISH DANCER è la prima a colpirmi, una melodia finalmente non banale e un break di chitarra dal minuto 1,25 al minuto 2,20 che mi piace un sacco. Ascoltato a volume alto mi risolve la giornata. Talk Box, bei licks, chitarra ritmica un po’ funk. Ecco, questo per me è il chitarrismo rock. Di questi tempi di stacchi del genere non se ne sentono più.

Verso le 10 l’incontro volge al termine, dalla saletta riunioni ci spostiamo nella showroom, Kerlo esprime il suo parere sulla impostazioni da dare alle pareti…io devo tenere a freno lo sguardo che tende a spostarsi sul dolce declivio delle prime colline reggiane lì fuori. Cerco di restare sul pezzo, di pensare all’incontro che avrò con Lakèrlit di lì a mezz’ora dove parleremo di “mood boards”, di concept creativi e di preventivi. Ma una volto usciti lo sguardo mi scappa là, lontano oltre le colline …

(Over the hills and far away – foto di TT)

Ci si mette poi JOE WALSH col pezzo FAMILY, niente di che, un po’ di retorica americana sul concetto di famiglia, un po’ di melodia legata ad un tempo lento…ma a me mette addosso il far away blues, uno di quelli in cui naufraghi nella nostalgia per viaggi, concerti, esperienze che non hai mai fatto…

Sabato e domenica con Brian. Parti ben disposto ma alla fine della due giorni sei irritabile e nervoso.

Andare a prenderlo e riportarlo significa attraversare più volte le campagne a suon di musica. La blues mobile avanza con  GET YOUR WINGS degli AEROSMITH a buon volume, la colonna sonora giusta per queste campagne irrigate dal sole di luglio…che gran disco. Gli AERO  ripresi tra la grezza spinta dell’ esordio e lo splendido rock maturo di TOYS IN THE ATTIC. Una sequenza fantastica di pezzi di rock genuino  quella che va da LORD OF THE THIGHS a S.O.S, passando per SPACED e la bellissima WOMAN OF THE WORLD. GET YOUR WINGS è l’album di SEASONS OF WITHER, uno dei caplavori di TYLER, ma in questa stagione sono i 4 pezzi citati che bisogna ascoltare…

(Campagne reggiane nei pressi di LittleInn – foto di TT)

La domenica  porto  Brian qui nel posto in riva al mondo, per fortuna c’è Palmiro a darmi un po’ il cambio.

(Il gatto Palmiro – foto di TT)

Per distrarlo lo accompagno a far due passi giù in campagna…

(Are you ready for the country? Brian e Tim – foto di LST)

Oh, sarà il caldo ma Brian con gli occhiali mi sembra Jimmy Poig…(cioè, Leopold).

(JP  – foto di Ross Halfin)

La bassista preferita è fuori a suonare con i WILD TURKEYS sia sabato sera che domenica sera, così mi guardo il film CAPITAN AMERICA su Sky, le prime immagini del ritiro dell’INTER su SkySport24 e poi mi viene un abbozzo di canzone che chiamo provvisoriamnete FUNK 2112; registro l’ossatura sul gighino (Olympus Linear PCM Recorder LS-S). All’una della notte tra domenica e lunedì sono ancora qui in attesa che la bassista preferita torni, con Palmiro appollaiato sulle spalle. Che cosa posso metter su? STANLEY TURRENTINE? JOE JACKSON? Nah, malgrado l’ora ho ancora troppo rock in circolo quindi il titolo manifesto del JOE PERRY PROJECT “ONCE A ROCKER ALWAYS A ROCKER”…già!

5 Risposte to “L’ultimo di JOE WALSH, il far away blues e GET YOUR WINGS degli AEROSMITH.”

  1. Beppe R 09/07/2012 a 20:05 #

    Timmy, hai afferrato il punto parlando di Get Your Wings come del perfetto anello di congiunzione fra l’abrasivo debut-album (dhe sparava ruvida energia come il primo New York Dolls, per riferirmi a qualcosa che credo faccia piacere a Polbi) ed il prototipo dell’hard rock yankee di classe che fu Toys In The Attic…Senza dimenticare il successivo, mirabolante Rocks. Inoltre la produzione di Jack Douglas (che quasi quarant’anni dopo può ovviamente dare altre sensazioni) all’epoca risultava assolutamente moderna, promuovendo le allora innovative sonorità “heavy metal” con effetti deflagranti. Ovviamente siamo distanti dall’interpretazione di questo termine oggi di dominio pubblico, ma allora l’HM americano erano i Montrose, i BOC, gli Aerosmith…Questi ultimi si sono guadagnati con il tempo e l’influenza esercitata sulle generazioni rock a seguire, il titolo di “Greatest R&R Band” in America. Non saranno d’accordo i lettori del Buscadero, potrà sembrare una scontata replica della pubblicità Sony che tanto recitava, ma non riesco ad identificare una band USA superiore per portata storica agli strangolatori di Boston. Autentiche icone del rock a stelle e strisce, gli Aerosmith sono stati la risposta d’oltreoceano a Stones, Yardbirds e Led Zeppelin, riuniti in una mistura mica poco incendiaria. Fino ai classici Permanent Vacation e Pump, Tyler e soci sono stati intoccabili. Poi, com’è negli umani destini, l’inevitabile seppur dorato declino.

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  2. mb 09/07/2012 a 20:49 #

    Riva, leggevo oggi la tua introduzione all’ enciclopedia di cui curasti
    l’edizione italiana.
    Io seguo il buscadero ma sono completamente d’accordo con te.
    Negli anni settanta qualcuno li paragonava agli stones, ma Joe
    Perry dormiva col santino di Page sotto il cuscino ( altra voce che
    girava).

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  3. Beppe R 10/07/2012 a 20:59 #

    Ciao Emmebi, cosa mi fai tornare in mente! Quell’Enciclopedia Hard’n’Heavy la riscrissi in buona parte perchè non potevo far passare una serie di opinioni dell’autore olandese, essendo il curatore dell’edizione italiana. Cosi mi sobbarcai un lavoro enorme (ricevendo anche i complimenti per l'”aggiornamento” -cosi l’ha definito!- dall’autore stesso, ); meglio avrei fatto a scegliermi alcuni collaboratori e realizzarne una ex-novo. Me lo disse anche Bertoncelli…Dopo il pagamento del “fisso” concordato, non ricevetti più una lira dei “diritti” previsti, però non è stato male legare il mio nome a quel volume, vabbè…Aggiungo che personalmente rispetto ogni serio appassionato di musica rock, e mi fa solo piacere che un lettore del Buscadero abbia sotto mano anche la “mia” Enciclopedia metallica. D’altro canto, poco tempo fa si è parlato sul blog di un concerto di Tom Petty & The Heartbreakers; sarà pure un artista per Buscaderiani convinti, ma io che tale non sono mai stato, comprai il primo album appena uscito (e proprio da Carù!) perchè il caro Tom in copertina sfoggiava un giubbotto di pelle nera e cartuccera, inoltre esibiva anche rock’n’roll tagliente (bissato nel secondo You’re Gonna Get It). Ed ho sempre continuato a stimare Tom Petty, al punto di commuovermi girovagando fra i filmati di YouTube, quando lo vedevo duettare con la dolce Stevie Nicks.

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  4. mb 11/07/2012 a 08:19 #

    E’ molto bello che certi libri restino e vengano ancora letti.
    La tua enciclopedia é tuttora godibilissima
    Anche il libro di Tim e quello di Nosotti sui Led mi sono cari

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  5. timtirelli 11/07/2012 a 16:42 #

    D’accordo con te Beppe circa la greatest american r’n’r band…AEROSMITH naturalmente.
    Nonostante la mia infatuazione per i BOC, il mio amore per i VAN HALEN, gli album che gli Aero hanno fatto uscire nel periodo d’oro sono insuperabili.

    ROCKS…mirabolante come scrivi tu e non posso aggiungere altro…uno dei 10 più bei dischi hard rock in assoluto, e poi TOYS IN THE ATTIC, GET YOUR WINGS e se mi permettete anche NIGHT IN THE RUTS.

    DRAW THE LINE forse meno incisivo, ma comunque interessante…e poi contiene KINGS AND QUEENS a mio avviso uno dei punti più alti della banda Tyler-Perry. Trovo comunque eccitanti anche pezzi “minori” come THE HAND THAT FEEDS e SIGHT FOR SORE EYES col loro hard rock funk contagioso.

    LIVE BOOTLEG sporco come un vero disco live di rock and roll deve essere (se penso a AIN’T GOT YOU e MOTHERN POPCORN con quelle performance di Tyler mi vengono i brividi) e ROCK IN A HARD PLACE che magari tu non valuterai granché ma che io trovo – almeno in parte – riuscito.

    DOWN WITH MIRROR è considerato da sempre un album minore, ma nel 1985 delle chitarre così rock e intendo così “squisitamente” rock, ce ne erano davvero poche.

    PERMANENT VACATION è un megaclassico, la loro rinascita in termini di successo e notorietà. Divertente e pieno di buone vibrazioni. Certe cose come ANGEL sono troppo sdolcinate e gnocche per me, ma HANGMAN JURY (basato su un vecchio canto blues) è
    I R R E S I S T I B I L E.

    Il resto mi è scivolato via, ma questo non significa che non siano “prodotti” di qualità…album solo un po’ troppo patinati e un po’ troppo lunghi. Sia inteso, album sempre dignitosi e piuttosto belli.

    E poi gli Aero significano altro per me: Monster Of Rock di Bologna 1990…io back stage insieme a te, tu poco dopo in loro compagnia a farti firmare un po’ di merchandising, io a far quattro chiacchiere con Whitford, così gentile da farsi fotografare con una copia della fanzine OH Jimmy…proprio mentre ci passa Tyler di fianco, guarda Brad e poi guarda me con quel suo ghigno unico…che emozione, che bello essere fan, essere amanti del rock.

    Let the HARD ROCK do the talkin.

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