Cosa ascoltavamo nei difficili anni 80: la classifica

10 Set

Il nostro Alex si è preso la briga di riassumere in una classifica i nostri commenti a proposito di ciò che ascoltavamo nel buio degli anni ottanta, non avete scritto in molti quindi non è che i voti siano tantissimi, ma sono comunque sufficienti per stilare una classifica.

Qui il link al thread originale: https://timtirelli.com/2012/05/31/i-12-album-che-ascoltavamo-negli-anni-80/

Qui sotto il lavoro di Alex.

Se non mi sono perso qualche puntata (non dovrebbe, anche perché da tanto tempo nessuno ha mandato il suo elenco), ecco il risultato finale, spesso sorprendente. Enjoy:

6 Black Sabbath – Heaven and hell

5 Ac/dc – Back in black

5 Whitesnake – 1987

4 Van Halen – 1984

4 Robert Plant – Now and zen

3 Van Halen – Diver down

3 David Lee Roth – Eat ‘em and smile

3 Def Leppard – Hysteria

3 Guns N’ Roses – Appetite for destruction

3 Rolling Stones – Tattoo you

3 Deep Purple – Perfect Strangers

3 Robert Plant – Pictures at eleven

3 Bruce Springsteen – Born in the Usa

3 U2 – Under a blood red sky

3 Franco Battiato – La voce del padrone

3 Police – Synchronicity

3 Sting – The dream of the blue turtles

2 Whitesnake – Slide it in

2 Black Sabbath – Seventh Star

2 Black Sabbath – The eternal idol

2 Iron Maiden – Live after death

2 Marillion – Misplaced childhood

2 The Firm – The Firm

2 Jimmy Page – Outrider

2 Queen – The works

2 Queen – A kind of magic

2 Pink Floyd – A momentary lapse of reason

2 Motley Crue – Girls girls girls

2 Metallica – Master of puppets

2 Living Colour – Vivid

2 Cult – Love

2 Clash – Combat rock

2 U2 – The unforgettable fire

2 Stevie Ray Vaughan – Couldn’t stand the weather

2 Vasco Rossi – Va bene, va bene così

2 Zucchero – Blue’s

Un grande lavoro di Team, per un grande Tim!

4 Risposte to “Cosa ascoltavamo nei difficili anni 80: la classifica”

  1. Alexdoc 11/09/2012 a 18:06 #

    Sono contento per Black Sabbath e Whitesnake, che meritano il podio insieme ai recentemente molto più celebrati “Accadacca”. Mi fa piacere anche osservare che possiedo tutti, dicasi tutti, gli album in questione. Ma ultimamente sono rimasto abbastanza sconcertato da una recente scoperta. Molti miei amici e conoscenti, reali e “virtuali”, ora ascoltatori e/o musicisti di Classic Rock, in particolare nel versante Americana e Roots, hanno passato la loro infanzia e adolescenza musicale nel pop più “trash” possibile, a cui vedo che sono rimasti legati fin troppo, per i miei gusti. Insomma, loro negli ’80 ascoltavano (e compravano!) dischi di loschi figuri per me innominabili che pensavo potessero piacere solo alle ragazze per puri meriti estetici, e che per me ancora cinno erano già il “nemico”. Ognuno muove i primi passi come meglio crede, ma la cosa che mi fa riflettere é che non hanno imparato a vergognarsene neanche dopo anni di ascolti “rispettabili” che li hanno riportati sulla “retta via”. E, ancora peggio, danno per scontato che ogni loro coetaneo sia cresciuto così (male, direi). Mi sorprende molto anche la totale assenza di ogni minima componente Hard & Heavy dal loro retroterra sonoro. Non é che tutto debba piacere a tutti per forza, per carità, ma mi colpisce la loro nostalgia affettiva da “voglio tornà bambino” con quella robaccia. E torno a ricordare fiero e orgoglioso quando alle medie l’H&H coi suoi nomi “bandiera” irrompeva come un ciclone a salvare me e tanti altri dal pop più becero. Nel frattempo ho ascoltato album di ogni genere, dal Prog al Punk, dal Blues alla New Wave, dal Folk al Jazz al cantautorato italiano, ma sono sicuro che se non avessi avuto in quel preciso momento storico quella decisiva impronta “Hard” (dai Grandi Padri dei ’70 ai figli bastardi e degeneri che sono tuttora la mia definizione ideale di “Power Pop”) la mia vita musicale sarebbe stata molto diversa. Per concludere: anni difficili, sì, ma almeno per me assolutamente formativi, con l’Hard e il Metallo non solo passioni temporanee da condividere, ma tappa fondamentale alla base di tutto il mio “mondo” in musica.

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    • timtirelli 11/09/2012 a 18:16 #

      Ben tornato Alex, it’s been a long and lonely time…ci mancavi. Vero quello che dici, fortunati sono quelli i cui capitoli musicali importanti della propria vita coincidono con capitoli importanti della musica rock. Poi ci sono le sciocchezze (mai comunque insulse) anche per noi, ma essere cresciuti con dei bei album rock è un privilegio, una fortuna, e una scelta inconscia del nostro animo. Inoltre si sa, c’è easy listening ed easy listening, davanti agli ABBA mi inchino, mentre agli 883 piscio nel culo.

      Hope to read you soon again, Al.

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      • alexdoc 11/09/2012 a 18:30 #

        Thanks a lot Tim, felice di esservi mancato. Anch’io m’inchino ancora e per sempre davanti a Hall & Oates (dio strabenedica il pirlungone biondo e il tappetto baffuto!) mentre a Nick Kamen e Den Harrow (alcuni dei nomi citati da quei tizi di cui sopra) cago in faccia e non solo.

        (I hope too, T.!)

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      • Lorenzo Stefani 12/09/2012 a 00:17 #

        Concordo in pieno!
        Tutto sommato mi sorprende che i Guns ‘n Roses non abbiano raccolto piú consensi. A proposito, avete sentito che viene Slash con Myles Kennedy a Bologna il 23 ottobre? Io mi sto guardando un concerto di quasi due ore a NY tratto dal suo ultimo tour che é disponibile su YouTube in alta definizione (http://www.youtube.com/watch?feature=endscreen&NR=1&v=zOJYtwWq3pA) e mi pare – come sempre – un bel po’ tamarro ma con una grande fluidità nei riff e negli assoli. Myles Kennedy ha fatto un’ormai celebre audizione con il Dark Lord e JPJ e i giornali davano praticamente per certo che avrebbe sostituito Plant, ma per me non ha un gran carisma pur avendo una voce acutissima (anche troppo) e sapendo suonare piuttosto bene la chitarra. Voi cosa ne pensate? Comunque anch’io sono estremamente grato all’Hard and Heavy (e personalmente ad Ulrico Agnati, bassista degli Stonehenge che mi trasmise il virus metallico) per avermi dato il “giusto” imprinting, e orgoglioso per aver visto – come primo concerto della mia vita – i Blue Öyster Cult con tanto di Eric Bloom e Buck Dharma, e a seguire concertacci e concertini vari, solitamente non certo mainstream come quello di Gillan solista (tour di Naked Thunder) al Palazzetto dello Sport di Via Divisione Aqui in cui entrai da una porta laterale con la serratura rotta e feci in tempo a sentirmi una manciata di canzoni tra le quali – inattesa ma graditissima – un’acrobatica “Speed King” sulla quale il vecchio Gianni Gillani rischió di lasciare le tonsille attaccate al microfono.
        Ancora a proposito dell’esito del sondaggio sulla musica che ascoltavamo negli ’80, sull’ultimo numero di Jam (che notoriamente non leggete perché Guaitamacchi vi dà un po’ da fare …) c’è un bell’articolo proprio sul leggendario Heaven and Hell, descritto così: “Il lotto di brani é fresco, ben congegnato, ideale manifesto di un hard rock minaccioso che rinvigorisce le tipicità anni ’70 con dinamismo e spessore: la statuaria title track e le scattanti Die Young e Neon Knights sono una prova lampante. Quest’ultima in particolare sfida le nuove leve del metal con l’immaginario fiabesco e misterioso che diventerà immancabile nel genere, compresa la carriera solista di Dio. Le superbe Children Of The Sea (provata già ai tempi di Ozzy) e Lonely Is The Word coniugano ricercatezza, respiro epico e impatto”. Aggiungo che secondo me la produzione e la pulizia dei suoni sono fantastici, tutti gli strumenti si sentono perfettamente, a differenza di quanto accadrà con Born Again.
        Eppure il 99% delle persone che conosco non ha mai ascoltato né Heaven and Hell nè più in generale i Black Sabbath, non sa neanche vagamente che razza di perla di disco sia e neppure l’ha mai sentito nominare. Ma dove vivono? (o dove viviamo noi, ah ah?)

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