Il FAR AWAY HEART e l’alternate FIRE AND WATER dei FREE.

6 Ott

Sabato mattina, ti svegli alle sette e il primo istinto è quello di farti forza per poter affrontare la giornata. Scendi e ti immedesimi in quel velo di nebbia che in questo periodo ottenebra i campi…

(Nebbia sui campi – foto di TT)

Ti metti in macchina, attraversi Borgo Massenzio, a Gavassae il giorno non sembra ancora arrivato…

(Light dark and grey october morning in Gavassae – foto di TT)

Ti posizioni meglio sul sedile della blues mobile e inizi a fare mente locale. Non hai voglia di sentire niente stamattina, strano, qualcosa deve nascondersi lì dietro all’anima. Sintonizzi su RADIO CAPITAL. Sei Mutina bound, idraulico di prima mattina poi solito lavaggio, stiraggio, badantaggio di Brian. Man mano che avanzi lo senti il brusio che cresce dentro di te, cerchi di capirne le parole, il senso…sì certo, uno dei tuoi blues, ma quale sarà quello odierno? Dai una occhiata al sole, sembra indeciso, timido mentre cerca di sbucare sopra una delle frazioni di Saint Martin On The River che attraversi.

(Sole su Stiolo – foto di TT)

L’idraulico è più o meno puntuale, come il livello del blues che sale sale sale dentro di te. Lavo e preparo Brian, un caffè da Chen il cinese e la spesa al Conad del Newtower. Ti vedi dentro quel supermercato mettere nel carrello le cose scritte nel foglio che ti ha preparato tua sorella, cercare di tenere a bada Brian che attacca bottone con tutti, andare alla cassa e riempire i due borsoni in fretta prima che il cassiere debba aspettare troppo mentre tu accaldato tiri fuori il bancomat, paghi ed esci. Invece che prenderla con ironia, la prendi con ferocia e con un tono poco simpatico ti lasci andare un “zio pork an s’è mai vest Paul Rodgers fer la spesa al Conad con so pèder”.

(Paul Rodgers)

Risali da Brian, riponi la spesa in cucina, riscendi e porti Brian a Ninentyland, ti fermi da Lasimo dove prendi altre tue cose, riparti, arrivi a Mutina e riporti Brian in casa. Sono le 13,15 e sei già cotto. Abbracci e baci Brian (se non gli si da la mano e non lo si bacia Brian non è soddisfatto, è diventato un gran sentimentale) e riparti. Controlli il blues, cazzo è già al livello di guardia. In Macchina metti i TRAFFIC, ma forse peggiori la situazione…

Arrivi nel posto in riva al mondo, una bistecca, una birra, un southern comfort e ti metti sul divano a cercare di interpretare il blues che continua a farti sentire in prestito…ma Palmiro capisce il momento, le sue orecchie sbucano da sotto il divano, con un saltello è sopra di te, si sdraia sul tuo petto ed inizia a fare le fusa. Ti arrendi a questo terapeutico momento naturale dove due esseri viventi di specie diverse interagiscono…

(Tim e Palmir interagiscono – foto di LST)

Nel tardo pomeriggio di questo tiepido ottobre scendi in campagna in preda a vibrazioni blues che si fanno sempre più violente, vai dietro casa, osservi le campagne, ti toglie felpa e maglietta e il FAR AWAY HEART BLUES ti esce dal petto come un piccolo alien…la testa inizia a girare, l’equilibrio si fa instabile mentre lo sguardo arriva là, lontano oltre le colline, e si posa sulla Patagonia, su Santa Clara, su San Francisco, su Inglewood, su Baton Rouge, su Helena, e via via sempre più veloce più su verso New York, Chicago, Montreal…poi riscende sul New England, attraversa l’Atlantico, arriva nel Sussex, nella Snowdonia, nell’Olanda che è lontana dai nostri confini, nella Scandinavia. E poi ancora Leningrado, Isola di Sakhalin, Tokyo, Nagoya, Osaka, Perth …per poi cadere esausto sull”Africa orientale dove tutto ebbe inizio con le scimmie australi di quattro milioni di anni fa.

Ritorni in te e ti chiedi se troverai mai un po’ di pace in questa porca vita blues, se la smetterei finalmente di cercare il tuo nido di stelle, perché tanto lo sai che non esiste, tanto vale mettersi il cuore in pace e far tacere questi impulsi di fuga.

Torni in casa a testa bassa, ti chiudi in quella specie di studiolo che ti hanno concesso, scruti gli scaffali con i CD…ti viene in mente Picca quando dice che finisce sempre per ascoltare quei cinquanta album con cui è cresciuto. Già, ci vuole uno dei tuoi album, quelli che sono carne della carne, blues del tuo blues…scaffale deluxe edition, lettera F, FREE, FIRE AND WATER, disco 2 con alternate version…

Te lo ciucci tutto come fosse un biberon pieno di latte tiepido…FIRE AND WATER (US Album mix), OH I WEPT (Alternate Vocal Version), REMEMBER (New mix), DON’T SAY YOU LOVE (New mix) e via via tutto il resto. A fine cd le cose vanno un po’ meglio, il blues sembra regolare adesso, battito costante, maliconia sottocontrollo. Ti chiedi cosa sarebbe la tua vita senza la musica rock, la tua musica rock, quella vera, quella che ti tiene in vita…

Poi ti arriva all’improvviso un sms di un tuo amico, Liso… “MAKE OR BREAK pezzo dell’anno”…sorridi, solo con certi amici sono possibili queste gustosissime incursioni rock sopra le righe. Gli rispondi “Sei un mito”, e lui di rimando “Pochi accordi…LA maggiore dritto e pochi cazzi. Questo è rock”. Digiti sulla tastierina del tuo Galaxy “FIRM miglior gruppo di tutti i tempi, dopo SANTANA”. E lui “Esàat”.

Ecco, il rock e gli amici venuti col rock. Sono vivo grazie a loro.

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