LED ZEPPELIN – Celebration Day (il film) – TTT

19 Ott

Le reunion sono una delle cose inevitabili della vita, se sei una delle poche rockstar che non ha bisogno di soldi alla reunion pensi comunque perché hai di nuovo voglia di essere adulato e di richiamare folle oceaniche, se sei una delle molte rockstar che, nonostante i dischi primi in classifica negli anni settanta, ha bisogno di soldi, rispolverare il vecchio magico brand ti assicura un riscontro dignitoso. Poco importa se alla chitarra hai un altro al posto dell’originale guitar god, o se ti ritrovi insieme al tuo chitarrista storico e tre sconosciuti a suonare sulle rive del Po in un contesto quasi paesano. Sei poi hai pochissimi soldi la reunion, fosse anche con un solo membro originale, è essenziale per il tuo mantenimento. I LZ sono uno dei quattro cinque gruppi che non han bisogno di soldi, il brand vale moltissimo (e un po’ come quello APPLE per la tecnologia, genera frenesia), le uscite sono centellinate e quasi sempre soggette ad un quality control quasi ossessivo (il che  a volte si trasforma in una cosa negativa). Se esce un nuovo live ufficiale degli YES vende 20.000 copie, se ne esce uno dei LZ vende 1.000.000 di copie… una discreta differenza.

Nel 2007 hanno fatto questa reunion per beneficenza a favore dell’AHMET ERTEGUN EDUCATION FUND, così, per celebrare il loro mentore nonché creatore della più bella etichetta discografica di tutti i tempi (la ATLANTIC ), hanno deciso di rimettersi insieme per una sera insieme al figlio del loro batterista scomparso per un ultimo ruggito (arrugginito) nel tentativo di far scordare le tre tristissime reunion passate (LIVE AID 85 / ATLANTIC 40TH ANNIVERSARY / ROCK AND ROLL HALL OF FAME 1995). Record di richieste per i biglietti, evento mediatico planetario, etc etc… quello che il nome LED ZEPPELIN può scatenare insomma. Naturalmente il tutto è stato filmato e nonostante abbiano impiegato cinque anni per decidersi, ecco che oggi esce il film e tra un mese il Bluray o DVD + CD. Fare uscire qualcosa di ufficiale dei LZ attuali incentrato su una sola data, da una band sciolta dal 1980 con un chitarrista che ha smesso di essere tale nell’estate del 1973, è un atto coraggioso, perché il paragone col passato sarà impietoso e soprattutto perché Jimmy Page farà la solita figura, diciamo così, non del tutto convincente. Ma le pressioni devo essere state forti, il giro di soldi che può nascere da una cosa del genere è  evidentemente troppo grosso per essere snobbato.

Il martedì sera entro in clima CELEBRATION DAY, a cena nel posto in riva al mondo ho il mio amico RISE e la sua compagna MARIE, due finlandesi amanti dell’Italia. Quasi ogni anno si fanno una settimanina da noi, e quasi ogni anno si fermano a MUTINA o a REGIUM LEPIDI per vedermi e cenare insieme. RISE ovviamente l’ho conosciuto grazie ai miei giri zeppelin. Parliamo di tutto e quindi anche di LZ davanti ad una cenetta niente male cortesy of the groupie: tris di primi (cappelleti in brodo, tortelloni di zucca, tortelloni verdi), sfogliate di manzo con salsina di rucola e sedano, torta “sbrisolona”, sangiovese della gran  riserva del Marchese (il mio amico Ludo), birra artigianale (già… il mio finnish friend beve contemporaneamente vino e birra). Verso le due li riaccompagno all’hotel St. Lorenz (il nome è tutto un programma e non posso non pensare al mio fratellino guitar god di Litte Vineyard). Mentre torno e attraverso la Regium Lepidi deserta mi ascolto NO QUARTER, al momento dell’assolo di Jimbo sono nelle campagne nere… oscurità, civette, gufi, ombre di animali selvatici, fronde di alberi che sembrano ghermire la blues mobile… mi infilo nella stradina lunga e tortuosa, scendo per aprire il garage… latrati di cani lontani, chiudo la macchina e corro verso la scala. Mi chiudo la porta alle spalle, sono di nuovo al sicuro nella domus saurea.

Arriva il mercoledì, qualche vibrazione negativa per beghe personali, qualche defezione (Paolino Lisoni è bloccato al lavoro, Riff per motivi più seri), ma è ora di mettersi in moto, oggi è il giorno della festa…

Ci presentiamo al cinema UCI (Koochie) di Regium Lepidi puntualissimi. Siamo in preda ad una strana frenesia, siamo io, la bassista preferita, Picca, Sutus e Lorenz. Mi precipito alla cassa con in mano la prenotazione, c’è una discreta fila. Il tabellone della sala 2 dice: Film LED ZEPPELIN, posti disponibili 0 (zero). Uh. Mentre aspetto il mio turno sento che il tipo che ho davanti dice qualcosa a proposito di “una faccia blues” mi guarda e  mi fa “ciao sono Lorenzo Stefani”. Cazzo, Lorenzo, uno dei più fedeli e affettuosi followers del blog. Ci abbracciamo e iniziamo a parlare. Abbiamo un sacco di cose da dirci, come se fossimo due buoni amici che non si vedono da un po’. Lorenzo è di Mutina, ma è venuto a Regium per vedere il film insieme a noi, ha prenotato anche il posto vicino al mio. Il tutto tenendomi all’oscuro.

In preda a quella frenesia di cui dicevo prima entriamo nella sala e con nostra grande sorpresa notiamo che è vuota. Già, siamo un anticipo di almeno mezzora (un’ora dall’effettivo inizio del film). La groupie ci scatta una foto nella sala vuota.

(da sx: Suto, Picca, Lorenz, Tim, Lorenzo Stevens)

Pian piano la sala si riempie, qualche posto rimane vuoto, evidentemente qualcuno ha prenotato e poi si è trovato impossibilitato a venire. Entrano ragazzini con le magliette dei LZ… mi rivedo ai tempi di THE SONG REMAINS THE SAME. Ah. Suto con orgoglio mostra la sua. Mezzora di trailer di film dell’orrore, con Picca che inizia a cagarsi addosso e poi, ringraziando satana, finalmente il film.

Avevo già visto il DVD bootleg, avevo ascoltato il CD bootleg, non è che mi aspettassi poi chissà che, ma i commenti entusiastici degli ultimi giorni da parte di fan illuminati mi avevano fatto titubare, vuoi vedere, mi dicevo, che mi sono sbagliato e che Page ha suonato bene?

Purtroppo non è così, Page è il solito Page degli ultimi 40 anni. Questa volta non fa figuracce, ma non brilla nemmeno. Ha avuto tutto il tempo per prepararsi, ha persino finto di essersi rotto un dito per far posticipare il tutto, ma non è riuscito a portare a casa un risultato convincente. Assoli corti, poco fluidi, in alcuni casi brutti, un suono di chitarra a volte davvero lofi, nonostante quel popò di produzione che aveva alle spalle. Certo, ogni tanto ha dato la zampata del vecchio leone, ma non è stato sufficiente. Ai miei occhi – dal punto di vista di Page – era meglio non fare uscire questo film.

Plant mi ha colpito invece positivamente, me lo ricordavo svogliato e poco presente nel bootleg, invece è parso sufficientemente dentro alla cosa, non canta più come un tempo, le tonalità di molti pezzi sono state abbassate (anche di un tono), ma la sua performance è stata buona.

Jones è risultato essere il solito gran professionista, eccellente al basso, bravo alla tastiere (e contemporaneamente alla pedaliera basso). Jason Bonham è stato una sorpresa, meno legnoso di come me lo ricordavo, quasi sempre puntuale e prontissimo sulle figure ritmiche del padre. Fa forse un po’ troppe cose, a volte bisognerebbe saper essere essenziali, ma non dimentichiamoci che era una data unica, molti occhi erano puntati su di lui… in quelle occasioni si tende a strafare.

I primi due pezzi sono un po’ imbarazzanti, i ragazzi sono freddi, un po’ imballati, con BLACK DOG (con headbaging in sala due file sotto di noi) iniziano a smollarsi. JONES col basso fretless in IN MY TIME OF DYING è una novità piacevole.

(Jones, Plant and Page)

FOR YOUR LIFE si conferma come uno dei pezzi venuti meglio, mai fatta dal vivo ai tempi degli Zep originali qui prende la vibrazione giusta e va come un treno. TRAMPLED UNDERFOOT molto buona, NO QUARTER  quasi. SIBLY piuttosto fiacca con PAGE sottotono. DAZED ha qualche edit imbarazzante, ma l’intermezzo con PLANT che risponde a PAGE con l’archetto di violino è suggestivo (“Sembra di essere sulla barca di Caronte mentre attraversa lo Stige” dirà la groupie). STAIRWAY tutto sommato non male, in TSRTS PAGE butta la mano, non si capisce bene cosa faccia negli assoli ma non sfigura troppo. Buona MISTY MOUNTAIN HOP e buonissima KASHMIR. Quest’ultima è il miglior pezzo dell’intero concerto. Chitarristicamente parlando è il brano più semplice suonato stasera, in accordatura aperta e senza assoli, ma il superbo incedere viene interpretato a meraviglia. Maestosi i Led in questo frangente. Le ultimi frasi dell’assolo di WLL sono bruttine e in ROCK AND ROLL PAGE riesce persino a perdersi nel riff.

1. Good Times Bad Times
2. Ramble On
3. Black Dog
4. In My Time Of Dying
5. For Your Life
6. Trampled Under Foot
7. Nobody’s Fault But Mine
8. No Quarter
9. Since I’ve Been Loving You
10. Dazed And Confused
11. Stairway To Heaven
12. The Song Remains The Same
13. Misty Mountain Hop
14. Kashmir
15. Whole Lotta Love
16. Rock And Roll

(Page alla premiere di Tokyo)

Il film in sé, come è girato intendo, ci ha un po’ deluso, troppi cambi di inquadrature, ed è incentrato esclusivamente su quello accaduto on stage. Nessun diversivo che dia un po’ di respiro alla cosa, che so un PAGE che arriva in macchina, un PLANT che  si sistema la camicia mentre guarda un vecchio disco di blues, un porta di un camerino che si chiude… Poi quello che veniva trasmesso sul grande schermo dietro al palco non mi ha mai convinto.

Usciamo senza dire tanto, ci fermiamo ad un ristorante messicano… Lorenz è il più deluso, è chiaro che vede tutto da un punta di vista chitarristico, il suo voto è 2 MM su cinque, Lorenzo Stevens invece è il più entusiasta per lui le stelle sono 4 SSSS. Suto non si è divertito, tre CCC. Picca elabora un voto diviso in tre parti: PP per il film, PPPP per la performance, PPPPP per l’operazione. La groupie è d’accordo con lui. Le mie stelle sono 3.

E’ stata tutto sommato una serata molto piacevole passata con gli amici a vedere la nostra rock band preferita, seppure in versione terza età.

Prima di salutarmi Lorenzo Stevens mi dice che ha un pensiero per me: 1 cd digipack e un minicofanetto. La prima volta che ci vediamo e si premura di regalarmi qualcosa, come siam soliti fare nella Congregazione del Blues, e pure in confezione digipack. Sono stupito dal senso di fratellanza blues che questo blog riesce ad esprimere.

Ritorno a casa, sono un po’ interdetto, il film non è male, ma vedere per l’ennesima volta un PAGE pallidissima copia di quel che era nel 1973 mi mette tristezza. Faccio il collegamento con un’altra reunion simile, quella del 2010 degli ELP, una data unica con relativo filmato ufficiale, Emerson che pasticcia sulla tastiera, qualche base in aiuto e la forma fisica di Lake fuori controllo. Mica facile conciliare il rock con i segni del tempo che passa.

Considerazioni a tiepido dopo il Celebration Day  – di Picca

PERCHE’ MI PIACCIONO I LED ZEPPELIN:
1-perché io volevo diventare un chitarrista come Jimmy Page e invece è Jimmy Page che è diventato un chitarrista come me.
2-perché non li ho mai visti ad una sfilata di Armani o Versace.
3-perché suonano come si suona in sala prove. Non sono mai diventati completamente competenti. Gli idraulici o i chirurghi devono essere competenti.
4-perché non hanno mai avuto coriste nere, sezione fiati, robe pre-registrate o percussionisti napoletani (si lo so…ma Page & Plant è un’ altra storia).
5-perché nella loro musica c’è qualcosa di incompleto, di imprendibile, di lasciato al caso, di dilettantesco. Alcuni la chiamano ARTE.
6-perché il diavolo è quello che ha le canzoni migliori.
7-perché nessun loro brano ha mai pubblicizzato la Levi’s .
8-perché ascoltarli prevede uno sforzo, fisico e intellettuale.
9-perché il prossimo anno saranno 40 anni dall’ultimo assolo ben fatto di Jimmy (auguri!).
10-perché abbiamo sempre pensato che fossero dei virtuosi e invece probabilmente fanno parte della categoria dei ‘beautiful cazzons’ che buttano lì note alla ricerca dell’ estasi (mentre tutti i loro epigoni sono ossessionati a indovinare stacchi, sciorinare diteggiature e ad andare a tempo perdendo di vista Sua Maestà il Feeling), così come Bob Dylan, Miles Davis, John Lee Hooker, gli Who, Howlin’ Wolf, Neil Young, gli Stones, Lou Reed…
11- perché piacciono a Tim Tirelli e Tim Tirelli piace a me.
12- perché se Ludwig Van avesse sentito Kashmir si sarebbe abbonato a Tight But Loose.
13- perché, quando ne ha voglia, Jimmy Page è l’uomo più figo del globo.

41 Risposte to “LED ZEPPELIN – Celebration Day (il film) – TTT”

  1. DoC 20/10/2012 a 00:50 #

    …meno male che c’e Picca, va la’. Per quanto mi riguarda, e mi sa che non son mica solo, hats off…and, yes, thank you…
    Nothing more, nothing less, my dear OLD friend.
    Qua su nella nebbiosa Milano, citta’ fondamentalmente di merda, ma e’ quel che passa il convento…danno di nuovo il film lunedi 29, ci sto facendo un pensierino…
    E mercoledi sera, forse, almeno per me, la cosa piu

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    • DoC 20/10/2012 a 00:56 #

      …sto cazzo di iPhone. La cosa piu’ bella, dicevo, e’ stata la faccia dei miei compagni di ventura, che son tutti buoni se non ottimi appassionati ed estimatori della buona musica, senza esser dei fans come me…erano sconvolti, e tutto sommato si, felici.
      Certo non avevano visto il Page del 73, ma forse meglio per loro.
      In the mighty arms of Page, Amen.
      Yours truly, DoC

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  2. LucaT. 20/10/2012 a 01:03 #

    Ciao Tim , bellissimo post (si dice così ?) me lo sono letto tutto d’un fiato . Per motivi di lavoro ho dovuto aspettare lo spettacolo delle 22:30 , visto assieme alla mia goldiegrupie e devo dire di essermi divertito , avevo già visto e rivisto il bootleg video e non mi aspettavo certo miracoli . Nonostante tutto , ho trovato Celebration Day molto emozionante , pieno zeppo di pecche , ma allo stesso tempo estremamente coinvolgente , Jimmy che fa il figo e arranca tra un pezzo e l’altro , Robert , sempre più simile ad un vecchio leone , ha dato il meglio che poteva (la voce ormai è quella non ci sono cazzi) , Jones sempre professionale e discreto e Bonham jr. può ritenersi soddisfatto del suo lavoro . Del film ho odiato quelle riprese stile bootleg viste anche su DVD del 2003 , colpa del regista che infatti è lo stesso …
    Le reunion dei Led Zep non mi hanno mai convinto (anche se quella del Live Aid , me la sono guardata mille volte su dvd) , colpa di un chitarrista intrappolato dalla sua stessa leggenda (o pigrizia) che ha fatto troppo poco per tornare artisticamente alla ribalta .
    Comunque , sono tornato a casa contento ;-)

    Grande Picca !!! D’accordo su tutto …

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  3. Pigi 20/10/2012 a 10:26 #

    Anche io mi sono fatto prendere dalla frenesia di andare a vedere il dirigibile al cinema. Non andai a vedere The songs remain the same, e qualcosa vorra’ dire. Quindi solo voglia di sentirmi gggiovane? Oppure all’epoca girava ancora tanta robba bona, mentre ora il convento passa questo? D’accordo su tutto: regia pessima (IMO), troppi stacchi. Forse giusta la scelta del concerto nudo e crudo. Le luci dietro il palco (obbligatorie?) mooooolto Pink Floyd… Plant non male, Page direi buono. E’ vero quello che dice Picca (volevo suonare come Page, ora Page suona come me…bellissimo!) ma comunque emana carisma ad ogni nota (stonata, vabbe’….cia’ ‘n’eta’!) Nella sala volume indecorosamente basso. Pochissima partecipazione del pubblico pagante (mi aspettavo applausi, cori e grida, invece popocorn e pepsi cola (pepsi….). In fin dei conti una bella serata, nulla piu’ nulla meno.

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    • LucaT. 20/10/2012 a 11:42 #

      Hai ragione il volume era basso , pensavo di uscire dal cinema con le orecchie fumanti e invece riuscivo a sentire il suono quadrifonico di pepsi e i pop corn , stile Alan’s Phychedelic Breakfast …

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  4. Mirko 20/10/2012 a 10:54 #

    Diciamo che le sensazioni, da quanto leggo, sono state le stesse un po per tutti… a partire dall’ingresso nel cinema, a concerto finito, e il giorno dopo. Noi con i L.Z. nel sangue, purtroppo o per fortuna, siamo molto critici, me ne rendo conto, e oggi ancora di piu: dopo aver sentito i miei genitori all’uscita della sala (diversa da dove ero io) completamente estasiati, perchè loro non hanno piu seguito la band dalla fine dei ’70, e la mia ragazza, che non vive di L.Z., ascolta tutto ma non sono decisamente nelle sue corde: stava con gli occhi sgranati, meravigliata da quello che ha visto e sentito, elogiando quei tre personaggi over 60, compreso ovviamente il quarto “intruso”.
    Si, mi rendo conto di essere estremamente critico.

    “Ma allora, ti è piaciuto o no? Ancora non ho capito” mi ripetono tutti, familiari e amici…
    Oh, si che mi è piaciuto, avevo visto il bootleg, ascolto le tracce audio, sono uscito dal cinema pensando le stesse cose di 1/2/3 anni fa. Bellissime secondo me le inquadrature, il montaggio mi ha affascinato incredibilmente, a volte, lo confermo, la pelle d’oca non tardava a farsi vedere… Ho notato che se non ci sono assoli da fare (lo sto gisutificando???), Jimmy, una volta azzeccato il suono giusto, dice ancora la sua, secondo me TSRTS ha meritato.
    Per il resto concordo pienamento che quello scritto da Tim, ovviamente….
    Per chiudere, vi lascio con 2 domande e un un mio personale appunto: non avevo mai visto prima le testate “Orge” :)))) sapete se “AN” è stata eliminata per motivi legati al brand (sponsor, motivi economici e/o legali) oppure una sana malattia di Pagey???
    Come non avevo mai visto la modifica fatta al Les Paul che usa su Kashmir, sapete qualcosa in piu su questa chitarra?
    E il mio appunto: dopo la seconda canzone, ho sentito veramente tanto la mancanza della botta, della pezza di Bonzo. Insostituibile. Jason bravissimo, è diventato veramente un grande batterista, moderno. Ma la pezza del papà, mi è davvero mancata tanto.

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  5. Paolo Barone 20/10/2012 a 11:31 #

    Io, nel mio piccolo, mi sono divertito e anche un po’ emozionato…Forse sto invecchiando, o forse mi accontento facilmente…chissa’!
    Nel cinema di Roma dove ero, audio insufficiente, pubblico coinvolto con applausi e urletti, generazioni di rockers dai 70 ai 15 anni, tante famiglie al completo, molti posti liberi
    Una ragazza molto giovane (con maglietta degli Who) alla fine mi ha detto di essersi meravigliata dalla potenza della band. Gli ho chiesto se aveva mai visto TSRTS, non sapeva neanche che esistesse. Ma forse, mi dice, il suo papa’ ne ha una copia….
    Quindi da parte mia 4stelle, Kashmir fantastica, grande serata fra amici, e va bene così.
    Menomale che non hanno fatto un tour.

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    • Pigi 20/10/2012 a 11:54 #

      Meno male un ca##o. Pero’ rispetto per le tue opinioni.

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      • DoC 20/10/2012 a 12:23 #

        Boh non so. Forse un tour non avrebbe avuto e non avrebbe senso, quantomeno senza musica nuova da promuovere…
        Come spesso ancora ci diciamo con TT, ci starebbero delle serie di date in selected venues, tipo Royal Albert Hall o Madison Square Garden, dei minitour insomma, mi pare che si stia parlando di qualcosa del genere per gli Stones…
        In ogni caso, tornando a Quel concerto, e’ molto evidente l’ impatto mitico della data unica, anzi l’alone mistico che trasuda, al di la’ del delirio che ha creato a suo tempo, e quindi forse darei ragione addirittura a Plant, ma, soprattutto, lo dico con altre parole, e’ stato proprio un cavolo di show !!! Diciamo una molto buona prima data, ci fosse stato il tour, come non sempre I Led Zep avevano fatto, fatte le dovute proporzioni, nei loro heydays…
        E, ancora, vorrei aggiungere, fuor di qualsiasi polemica, essendoci stato, alla O2 Arena, quello strano (per miei blues…) 10 dicembre di 5 anni fa…che visto ex post questo documento, e senza l’incredibile emozione di esserci in mezzo, I ragazzi mi hanno convinto anche di piu’…non so se vi e’ capitato di far caso all’audio di No Quarter come sfondo ai titoli di coda…era quella, non era quella del 73 !!! Love and Peace everybody.

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  6. LucaT. 20/10/2012 a 12:38 #

    Penso che un concerto per loro sia stato pure troppo , lo dico con sommo dispiacere ma è evidente che quello che avevano da dare hanno dato . Non è questione d’età , perché gente come Stones , Clapton , Waters etc vanno ancora (o sono andati) in tour a più di sessant’anni , solo che a differenza di Page&co , ci vanno con una schiera di session man e coristi per non parlare di un repertorio più fattibile . Secondo me se gli Stones salissero sul palco “soli” senza tastiere percussioni cori altre chitarre fiati etc , non andrebbero più lontano dei “Celebration Zeppelin” .
    Detto questo , una serie di date selezionate (Cream nel 2005) forse non sarebbero state male .

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  7. Riccardo 20/10/2012 a 12:48 #

    Io me lo sono gustato in pieno come fa un ragazzino con un gelato. Certo Jimmy Page non è più quello di un tempo lo stesso dicasi di Robert ma solo la gioia di vederli suonare insieme di nuovo mette tutto in secondo piano. Era il giorno della celebrazione e quello è stato per me.

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  8. Paolo Lisoni 21/10/2012 a 01:08 #

    Se nel corso della tua vita sei stato il Jimmy Page del 1972 hai solo una possibilità: scomparire per sempre negli anni successivi.
    In caso contrario ci puoi solo rimettere.

    Lunga vita a Jimmy!!!!!

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  9. bodhran 21/10/2012 a 10:10 #

    Aggiungo un commento da Arezzo, dove il cinema alle 22,30 è stato riempito fondamentalmente da 20enni più appartenenti alla tipologia del “rockettaro-medio” che del “fan incallito”, chi insomma sembra andare avanti a suon di “best of” e “greatest hits”, con una conoscenza non troppo approfondita della Zeppelinologia (questo perchè all’uscita mi son messo a cercare di carpire quanti più commenti potevo).
    Devo dire che mi ha fatto piacere così tanta gioventù: la buona musica è carsica e quindi non tutto è perduto.
    Rimango nella media di quel che ho letto qui sopra: chi i LZ non li conosce troppo è uscito dalla sala soddisfatto, anche un po’ intimorito, è musica che lascia il segno (Kashmir finalmente con i suoni che ha meritato fa abbassare la coda anche al cane più mordace), e ha valore di per sè, chi ne sapeva un po’ di più invece dava giudizi più cauti: “però….”, “certo che…”, “vero, solo che oggi come oggi…”
    La prestazione musicale è la stessa sentita e risentita 5 anni fa: non infierirò sul povero Page, che nei momenti in cui si è “sparato la posa” mi ha fatto davvero tenerezza (troppo poco sul palco negli ultimi anni per trovare una dimensione che non fosse quella del “mito”); Plant invece mi è piaciuto: la voce non è più la stessa, è toccato tirargli giù le tonalità, tutto quel che volete, però è riuscito ad essere “credibile”, nelle sue mille contraddizioni l’O2 ha dimostrato di quanto sia riuscito a crescere dopo i LZ, a digerirli completamente e a poter reinterpretarli, nel senso proprio di interpretari diversamente. Insomma ho trovato che, essendo quello più a rischio, è quello che ne è uscito meglio.
    Però il film è davvero poca roba, un montaggio da videoclip, praticamente mai un respiro per farci vedere una band che suona, troppe inquandrature ravvicinate: e ora i piedi (ma possibile che negli ultimi anni si debbano filmare/fotografare sempre i piedi?) e ora la faccia, e ora le mani (che non sono più “quelle” mani, su…), E CHE PPALLE!
    A questo va aggiunto l’approccio ancora più claustrofobico di non uscire praticamente mai dal palco; i video dello schermo non erano chissà che, ma perchè far finta che non ci fosse uno schermo gigantesco???
    Poi che c’entra… io il cd/dvd li ho ordinati da un pezzo…

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  10. Frank_zep 21/10/2012 a 21:06 #

    Prima di entrare nella sala del cinema ho provato a cancellare il ricordo che avevo del concerto di cinque anni fa, per provare ad essere obiettivo.
    Non ci sono riuscito! Mi è sembrato di tornare indietro a quella indelebile e magica serata. Poi il fatto di averlo visto in prima fila non mi può rendere obiettivo certo (il concerto, non il film).
    Non avendo nessuna aspettativa me lo sono goduto al massimo. E d’altronde che aspettativa si poteva avere? Su Plant dubbi non ne avevo, l’avevo visto in italia 4 mesi prima e sul palco era sempre in forma. Pensare abbia ancora la voce di quarantanni fa mi sembra illusione adolescenziale. Anche su Jones e Bonham riponevo parecchia fiducia … quindi l’incognita era sempra la stessa … Page! Dopo parecchi anni di niente di serio e vuoto assoluto, ero curiooso di vedere se arrivava a fine concerto. Pur se da zep fan incallito ho sempre cercato di essere realistico nelle aspettative. Page del 73 era nel 73 ed io avevo 9 anni! Quello lo troviamo nei bootlegs (perchè sappiamo che su TSRTS c’hanno rittoccato sopra no ?). Se poi calcoliamo che anche a quell’epoca suonando in pubblico quasi ogni sera faceva qualche pasticcio, cosa ci si poteva aspettare in un one off show celebrativo?
    Una cosa è certa: dagli sguardi che si scambiavano erano più emozionati loro del pubblico!
    Io non sono un musicista e nulla posso esprimere sulla tecnica di esecuzione, ho sempre apprezzato la musica per le emozioni che riesce a darmi.
    For Your Life, In My Time Of Dying, kashmir sono i pezzi che più mi sono piaciuti quella sera, Trampled Underfoot l’ho rivalutata nel film.
    Sono dell’idea che quel concerto non andrebbe valutato per la qualità di esecuzione dei brani, ma per il suo valore celebrativo e titolandolo “Celebration Day” penso che il messaggio fosse quello. E in quel senso per me è stato un trionfo!
    Sorvolando comunque sulle abili mosse di marketing che l’hanno circondato. Lotteria, clamore sulle richieste del biglietto, cinque anni di richieste mondiali per avere il DVD, ecc…

    Tecnicamente il film invece mi ha un po’ deluso. Inquadrature con cambi troppo repentini, gli spezzoni stile 35 mm d’annata che non c’entravano un cazzo (effetto già usato su LZ DVD che sembra a Carruthers piaccia tanto ma che poteva bastare) e poi pochissime inquadrature sul pubblico (si… speravo di vedermi), qualche figa quà e là! LZ rules?
    Vedremo poi all’uscita del DVD cosa ci daranno con gli extra…

    Ho dei contatti per acquistare da Marty McFly la macchina del tempo (al concerto c’era anche lui, nelle vesti di Michael J. Fox)…. Così ci facciamo un giro nei ’70. Chi ci sta?

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  11. lorenz 22/10/2012 a 07:33 #

    Tim mi ha chiesto di scrivere qualcosa in merito a “Celebration Day” da un punto di vista tecnico-chitarristico. Non penso di avere le competenze richieste ma a Tim non riesco a dire di no quindi prendete le mie considerazioni per quello che sono, cioè le impressioni che personalmente ho avuto nella visione del film.
    Page si presenta in formissima da un punto di vista fisico, avvolto in una bellissima giacca nera lunga fino al ginocchio, gilet nero abbottonato, camicia bianca… una gran cartola come si usa dire dalle nostre parti.
    Dietro, tre casse Marshall (almeno sembrano tali, il logo è stato rimosso) sorreggono ognuna una coppia di testate, nell’ordine: due Orange AD30 (o ORGE come giustamente fatto notare da uno dei bloggers) , due Petersburg JP100, due Marshall 1959SLP e altre due Orange AD30 collegate questa volta ad una cassa ENGL.
    Da notare che solo una testata di ogni coppia è accesa e funzionante, l’altra evidentemente viene usata di riserva nel caso di problemi.

    ( http://i115.photobucket.com/albums/n301/2-9-9/Pagelive2007amps.jpg )

    Il tutto è pilotato da una pedaliera assemblata da Pete Cornish, nella quale sono stati “inglobati” i pedali preferiti dal chitarrista, Eco, Chorus, Phaser, un Boost, ben due Whammy pedal e un Wah, molti dei quali modificati dallo stesso Cornish. La pedaliera ha anche un sistema per eliminare rumori, interferenze e perdite di segnale. Un vero bijoux insomma, certo non ci si poteva aspettare di meno.

    ( http://www.woodytone.com/wp-content/uploads/2010/04/Page_Jimmy_pedalboard_petecornish_co_uk.jpg )

    Diverse le chitarre usate: La Les Paul 1959 Sunburst No1(in verità è la replica del 1991 del Custom Shop Gibson), La Les Paul No2, La Gibson ES -350 usata per “In My Time Of Dying”, la Les Paul Custom Shop Jimmy Page nera 3 pick up e leva Bigsby usata in “For Your Life”, la Gibson EDS-1275 Double Neck (Stairway/TSRTS), la Les Paul Deluxe riverniciata rossa (originalmente era gold top) con sistema Parsons/White B-Bender (Kashmir) e la Les Paul Goldtop Classic Premium Plus equipaggiata con il sistema The Performer della AxCent Tuning System (ex Transperformance) che permette di memorizzare varie accordature e di richiamarle in tempo reale tramite dei pulsanti posti vicino al selettore dei pickups (Whole Lotta Love).
    Questo l’equipaggiamento a grandi linee.
    Parto subito dal presupposto che l’età per me non è una scusante (a meno di patologie varie di cui non mi risulta ne soffra Page), molti musicisti della stessa età suonano in maniera dignitosissima se non superba, in alcuni casi anche meglio dei tempi andati. Senza andare lontano basta guardare alla destra di Page, il suo compagno Jonesy, sempre preciso, competente, non perde un colpo.
    Plant sarebbe l’unico per cui l’età potrebbe invalidare la sua capacità di fare musica, invece se l’è cavata da gran professionista, certo le tonalità sono state abbassate, non ha il testosterone di un ventenne ma ha saputo dosarsi come doveva , osare dove poteva e ha portato a casa il risultato.
    La performance del nostro è stata piuttosto deludente per il sottoscritto, poco controllo del suono, dello strumento, ritmiche spesso non a fuoco e nonostante la mano destra conservi il suo leggendario attacco, il polso rimane ingessato nei passaggi più veloci, la sinistra ci prova ma non regge il passo, la coordinazione si perde, assoli con note spesso calanti, fraseggi che incespicano…
    Non capisco perché uno come lui, che fa il musicista professionista, non si prepari a dovere per un evento del genere, perché non sia chiuso in casa sei, sette mesi o un anno prima a fare degli esercizi, a riprendere manualità, sicurezza sullo strumento, perché decida di presentarsi al concerto con più richieste di biglietti di tutti i tempi suonando… così. E’ un tradimento verso i suoi fan, verso la sua musica, verso il suo strumento e verso sé stesso. Non gli si chiede di raggiungere di nuovo certe vette ma neanche annaspare così in basso, non capisco come nonostante l’equipaggiamento sopra descritto non riesca a trovare un suono decente per “Stairway” o “The Song Remains The Same” dove la poesia delle meravigliose parti di chitarra si perde in un suono troppo distorto, impastato, senza dinamica.
    Certo, si sa, un certo modo di suonare, pieno di sbavature è sempre stato un trademark del nostro ma se ai tempi emozionava oggi non posso fare a meno di guardarlo suonare con un misto di nervosismo, un senso di “Oh mio Dio e adesso?” il terrore che faccia lo sbaglio madornale, la cappella del secolo, con la band costretta a fermarsi, lo stadio ammutolito e invece no, riesce sempre a rimanere sull’orlo del baratro, sempre in procinto di cadere senza cadere mai, fregandosene di tutti gli errori e le imperfezioni, come dice Picca è un temerario e ogni tanto ci prende pure, “Dying”, “Kashmir”, “Trampled”,”For your life” non sono niente male ma non bastano a salvarlo da una performance mediocre e la cosa più triste è che non mi aspettavo niente di più.

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    • timtirelli 22/10/2012 a 10:19 #

      Grazie Lorenz, era quello che desideravo. E complimenti:una analisi di questo tipo che brilla per competenza ed esperienza non la si trova mica facilmente. Lorenz is god :-)

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  12. Marco Colasante 22/10/2012 a 10:08 #

    Io non sono riuscito ad andare a vederlo (nel senso che avevo altri impegni), il rammarico era mitigato dalla notizia che il successo è stato tale che replicheranno la proiezione nei prossimi giorni. Poi il trip zeppeliniano mi ha fatto ricordare i tempi di “Oh Jimmy” e mi ha spinto a cercare Tim Tirelli in rete, facendomi approdare qui alla ricerca (anche) di commenti…beh, in rete avevo letto recensioni ben più entusiaste, invece mi avete riportato con i piedi per terra e adesso non so più se andarci o accontentarmi di comprare l’edizione De Luxe, godermela a casa ed evitare di andare al cinema…
    In ogni caso sono se non altro contento di di essere arrivato qui :-)

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    • timtirelli 22/10/2012 a 10:17 #

      Marco! Ben ritrovato. Noi ti consigliamo di andare al cinema, è una bella esperienza che va fatta. Poi, sì…non abbiamo le orecchie foderate di prosciutto…Page è quello che è, ma nel bene o nel male quel concerto ha fatto storia e va visto. Ad ogni modo benvenuto nella community del blog. Stay tuned for more rock and roll.

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      • Marco Colasante 23/10/2012 a 11:09 #

        Beh, penso proprio che alla fine al cinema ci andrò, se riesco a trovare un po’ di compagnia (impresa realizzabilissima).
        Nel frattempo sguazzo un po’ qui un po’ là leggendo il blog a macchia di leopardo :-)

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  13. Rise 23/10/2012 a 09:47 #

    Tim & Saura,

    Grazie ancora per la vostra ospitalità in Reggio Emilia della scorsa settimana! Abbiamo visto “Celebration Day” in Genova con signor Amduscia il mercoledi – era molto meglio di quello che mi aspettavo! L’ho visto di nuovo in un cinema qui a Jyväskylä con amici ieri e tutti erano senza fiato! E stato un spettacolo confusione :-)

    Saluti e baci a tutti & alla prossima volta!

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  14. LucaT. 23/10/2012 a 11:51 #

    Se non sbaglio il film veniva proiettato per un solo giorno , ti conviene controllare sul web , infatti io per poter andare a vederlo ho dovuto fare i salti mortali . A meno che alcuni cinema si siano riservati di continuare a proiettare la pellicola .

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    • LucaT. 23/10/2012 a 12:02 #

      .. e infatti sbagliavo… Ci sono delle repliche …

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  15. Giancarlo T. 23/10/2012 a 12:37 #

    Non ho visto il film al cinema, Tim. Stavo tra i lupi, nella mia personale Misty Mountain (Hop) ma ho sentito più volte l’audio e visto qualche clip rubacchiato chissà dove sul web. Il mio non è un giudizio – in particolare da un punto di vista cinematografico e di tecnica di ripresa (di cui credo potrei avere qualche opinione ;) – ma una considerazione, ritengo, quanto più realistica possibile.

    Ho letto tristezza e analisi approfondite, quasi una dissezione di cadavere; ho letto date di morte chitarristica che temo di non condividere a fondo; ho visto grondare speranze dai commenti. Credo che si tratti di un amore così profondo che impedisce di analizzare con serenità la situazione. Siamo nati e cresciuti con la musica degli Zep nel cuore, nelle orecchie e nel cuore; siamo stati testimoni della nascita quasi casuale del gruppo rock blues più influente dei sessanta. Abbiamo assistito a un crescendo compositivo e creativo di ampio respiro, raro in un ambiente troppo spesso ottuso e chiuso di fronte alle richieste tutte uguali dei cosiddetti fans.
    La leggenda s’è chiusa altrettanto per caso, per Fato, abbandonando al Mito dieci dischi che, non a caso, sono ancora pronti ad esser venduti e saccheggiati a decenni di distanza. Chiedere ai partecipanti di sapere andare sempre oltre è vile e eccessivo. Tanto e troppo hanno saputo, nel bene e nel male, donare. Se avrei voluto rivedermi gli Zep? Ma certo, perfettamente consapevole che si sarebbe trattato di settantenni prigionieri di una fama immortale. Chiedere a Page di perpetrare i suoi migliori solo dopo quarant’anni, di proporre scale e suoni divenuti comuni persino nei pub ed eseguiti da ragazzini di 14 anni meglio dell’originale, sarebbe stato un insulto alla religione. Esattamente come credere che Lennon e McCartney avrebbero saputo continuare a progredire per altri vent’anni come fecero nei primi sette, otto. Una follia. No, chi non muore è destinato a invecchiare lasciando dietro di se rimpianto ed una bava di Storia che non avrà mai tempo. Chi muore cristallizza una situazione. Andare a sezionare come una rana le esibizioni di tre signori attempati è utile come chiedere alla clessidra di non scorrere. E’ far finta di non sapere che maturando – se uso un’altra volta il verbo invecchiare finisco col sentire come una bottiglia di Vecchia Romagna pure io! – i gusti, gli atteggiamenti, le idee e le volontà mutano, cambiano, si radicalizzano. E’ giusto e corretto che Plant abbia tutto il desiderio di abbandonare certe pose che oggi sarebbero solo patetiche, che Jones scelga di salpare per lidi anomali e che Page accetti, una volta per tutte, di essere stato un eccezionale creatore di riff già inventati ma resi unici all’interno di un contesto che, semplicemente, non esiste più. Che Bonham bimbo non sia come il papà.

    Avvicinarsi a una uscita occasionale degli Zep (ma di chiunque altri) con la consapevolezza che si sta accarezzando la Storia e che da essa non si può pretendere una banale fotocopia di se stessa ma una sua attualizzazione, avrebbe fatto godere un po’ tutti molto di più di quello che, mi pare di capire, vi siate portati dietro come ricordo.
    Nella mia non più giovine vita posso dire di aver visto solo un soggetto maturare andando avanti, proponendo cose sempre più in linea con la sua personalissima visione di Continuità Concettuale, l’eccezione che conferma tutte le regole. Un solo Maestro che ogni volta ha saputo rimandarmi a casa sorpreso dalla assoluta ininfluenza dello scorrere del tempo sul suo fisico e sulla sua mente. Uno che anch’esso è oggi cristallizzato senza esserlo del tutto, perché ogni perla che riesco a scoprire mi fa rimbalzare lontano, in uno spazio ancora non fissato, in evoluzione nonostante tutto. Ma ricordo bene che qua c’è chi lo immaginò compositore di spot commerciali dal 1968. Dunque non mi dilungo. Finirei col convincerlo del contrario.

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  16. picca 23/10/2012 a 17:06 #

    Mai immaginato Zappa a comporre sopt commerciali. Era per dire che senza la stampa anche uno come Zappa avrebbe fatto fatica ad affermarsi. Trombetti si incazza (ed evidentemente resta incazzato) se difendo la sua categoria. Era un’ iperbole. Era per dire ‘addirittura Zappa’. La prossima volta mi spiego meglio. O forse no.

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  17. Giancarlo T. 23/10/2012 a 18:01 #

    Picca se fossi incazzato utilizzerei molte delle mie creative espressioni locali. Sono indeciso se essere sorpreso o demoralizzato. Affermare che Zappa e le Mothers abbiano goduto di stampa favorevole può significare solo due cose: non sapere che Zappa non ha mai goduto di stampa in patria e poca e mal composta altrove (RS edizione americana non gli ha mai dedicato una cover in 45 anni) o conoscere ancor meno una categoria cui temo di non appartenere. Perché pensare che un Artista – non una sensazione pop o un menello di periferia – possa essere tale o diventarlo per le belinate scritte da qualche inoffensivo scribacchino significa dare fin troppa importanza alle righe contrapposte ai contenuti. Che poi è quello che fanno tutti quelli che non riescono a sfondare nella musica: danno la colpa alla stampa. Mai al pubblico che non se li incula de pezza e che è quello che i dischi li compra(va). Ai sedicenti scrittori specializzati li regala(va)no.

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  18. Beppe R 23/10/2012 a 18:45 #

    Faccio i miei pur superflui complimenti a Giancarlo perchè in un post è riuscito ad essere lirico, ironico e ispirato, manco scrivesse su una rivista specializzata (inglese, non italiana). Penso che Tim gliene sarà sicuramente grato, ed anch’io, perchè amo queste letture. Parlo ovviamente del capitolo Zepp Celebration. Sul dibattito a suon di Zappa fra due stelle assolute del blog non entro in merito, perchè è una specie di Juventus-Chelsea, quindi ai confronti di vertice si assiste e basta…

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  19. Paolo Barone 23/10/2012 a 21:00 #

    Concordo pienamente con il maestro Riva, il post di Giancarlo su Celebration Day e’ bellissimo, complimenti.

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    • Frank_zep 23/10/2012 a 21:43 #

      Wow, scontro tra titani!
      Complimenti anche da parte mia a Giancarlo per le parole su Celebration Day e dintorni. Condivido in pieno prendendo atto che non sarei mai riuscito a scriverlo così magistralmente.

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      • DoC 23/10/2012 a 23:38 #

        Finalmente qualcosa di sensato e sentito, senza fronzoli e senza compromessi. Grazie Beppe, un po’
        d’aria fresca ! E, quanto al godere, vai sereno, io ho goduto come un riccio, alla O2 Arena, e l’altra sera all’UCI Cinema di Viale Certosa, e se riesco lo faro’ di nuovo alla stragrandissima allo Space Cinema di Cerro Maggiore (Legnano) lunedi prossimo…

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      • DoC 23/10/2012 a 23:51 #

        E, soprattutto, grazie Giancarlo, parole, beh…sante !!! Ma poi, che cavolo staremmo a fare qui, senza Page ? Turbulent, technical, tasteful
        and torrid (Chris Welch)…

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  20. timtirelli 24/10/2012 a 00:10 #

    Se sono poco presente è perché in questi giorni sono raffreddatissimo e quasi completamente out, ad ogni modo il commento di Giancarlo è superbo e testimonia che razza di scriba e pensatore rock sia. Il suo pensiero, a questo proposito, è molto vicino a quello di Picca (e anche di Paolo Lisoni). Sono considerazioni molto interessanti, tuttavia io rimango della mia opinione che poi è quella di Lorenz. Nessuno, e ripeto nessuno, si aspetta da Page un altro LZIV, nessuno si aspetta la grandezza chitarristica dei primi 5 anni, ma sia chiaro, Jimmy Page in un concerto – seppur unico – in universovisione per il quale ha avuto tutto il tempo necessario per prepararsi e adeguarsi avrebbe dovuto suonare meglio di come ha fatto. Non ci son cazzi.

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  21. Paolo Barone 24/10/2012 a 05:54 #

    Mi sorge una piccola riflessione: I LZ sono stati soprattutto un suono e delle grandi canzoni. C’erano entrambi in Celebration Day e tutti abbiamo fatto, per una sera, il karaoke delle emozioni. E dai che ci possiamo stare…

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  22. mauro bortolini 24/10/2012 a 08:32 #

    Non credo che i pink o i rolling con il film di un concerto vecchio di 5 anni
    avrebbero attirato tanti fans al cinema per un giorno solo.
    Un vero giorno di celebrazione.
    .E le prox uscite in dvd , vinile e cd saranno il solito enorme successo.
    Per decenni rolling, who e led si sono disputati il titolo di
    piu’ grande band del pianeta.
    I rolling e gli who, al confronto dei led, hanno venduto pochi dischi.
    E questo é un dato di fatto.
    Riguardo gli anni d’oro di page, physical graffiti e relativo tour ,
    presence ( che contiene 2 canzoni come achilles last stand
    e nobody’s fault but mine, due cazzuti capolavori di rock duro
    con parti di chitarra incredibili , il suo meglio, anche a detta di jimmy )
    dimostrano che il periodo aureo va dal 1968 al 1976.
    E adesso vado a riascoltarmi destroyer… .

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    • LucaT. 24/10/2012 a 11:43 #

      Sono d’accordo con te , anche il periodo del ’75 e ’77 ha dei momenti di altissimo livello (compresa la prima data a Knebworth) , vedi l’ultima parte del tour USA e l’ultima data a Earl’s Court o i concerti tenuti a Los Angeles nel ’77 , Jimmy sicuramente meno affidabile ma certe parti sono notevoli (Stairway sul DVD ufficiale è bellissima) . Sicuramente la lunga pausa tra l’undicesimo tour americano e il ritorno (per non dire l’abuso di cagate varie) ha segnato un solco decisivo tra il Page dei primi anni e quello che diverrà noto come “Leopold” …

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  23. mauro bortolini 25/10/2012 a 10:41 #

    Io mi fermo al 1976, ma il clima torbido, violento, paranoide, malato
    del tour del 1977 é affascinante.
    Avvicina Page al Jimi Hendrix degli ultimi mesi di vita.

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  24. claude65 02/11/2012 a 00:47 #

    Caro Tim,
    Ho seguito con attenzione il tuo articolo e i commenti appassionati che ne sono seguiti e mi piacerebbe aggiungere anche la mia opinione. È la prima volta che scrivo su un blog, ma la passione che ci accomuna per la migliore rock band di sempre merita questo e altro
    Che non fossero stati certi di far uscire il film è secondo me una boiata pazzesca. A parte le innumerevoli telecamere presenti, l’intero concerto è stato costruito a tavolino, un format architettato ad arte per successivi CD-DVD Nel film si vede chiaramente che poco o nulla è stato lasciato al caso. I LZ si sono presentati in chiave moderna, release 2007. Tutti i pezzi sono stati rivisti in quest’ottica. Due ore e tutti a casa (in ogni caso alla fine non ne avevano davvero più!).
    Sono finiti anche per loro i tempi dei lunghi interludi musicali che sapevi da dove partivano e mai dove andavano a finire. Anche Jimmy Page (qualcuno penserà; “non poteva fare altrimenti”!) si è dovuto adattare al format. Penso che non concedere a Jimmy lunghe improvvisazioni sia stata la chiave di volta per convincere Robert Plant ad affrontare il progetto Reunion.
    Ciò detto, a me i LZ in versione Senior sono piaciuti. Indovinata la set list (potevano farne altre due altrettanto belle con brani tutti diversi) che, con la sola eccezione di Stairway, non ha lasciato spazio a nessun romanticismo nostalgico. Poche parole dal palco, molto blues, ritmo intenso, incalzante. Mascolino, con i “maroni”.
    Anche con il taglio cinematografico hanno voluto dare questa impressione. Telecamere solo e sempre su di loro (troppi i cambi di inquadratura); poco è stato mostrato del pubblico (in delirio) proprio per non cadere in questa logica nostalgica. Per certi versi un nuovo debutto. Tutti li aspettavamo al varco.
    Al solito, parlare di LZ significa parlare in primo luogo di Jimmy Page. I LZ sono una sua creatura, lui ne è stato l’artefice, il compositore, il produttore. Negli anni post LZ è stato curatore e custode del LZ sound. Depositario di una cultura musicale e di un brand (non si vive di sole note!).
    Certamente è grazie a lui se non li abbiamo mai sentiti nella pubblicità della Levi’s!
    Vero, Jimmy purtroppo chitarristicamente non è più quello del 73, anche se personalmente estenderei la sua “Golden Age” fino al USA Tour del 1977; penso alle serate di Earls Court 75 e Cleveland del 1977, pietre miliari dei LZ live. Atmosfere solari e sciolte ad Earls Court, più cupo e introspettivo (sicuramente più sballato) il secondo, quello di Destroyer 1-2.
    Ciò detto, JP non sarà mai ricordato come un esempio di precisione. Jimmy ha sempre fatto un sacco di cazzate dal vivo (molte corrette nei live ufficiali) ma mai nessuno come lui è stato in grado di interpretare la musica live, di prendere per mano la Band e trascinarla con il suo incedere e la sua fantasia verso vette inarrivabili (TSRTS contiene momenti che sono inequivocabilmente il meglio che la musica rock abbia mai prodotto, in ogni epoca e luogo …Mike Oldfield, ndr). Jimmy è un visionario, dipinge musica, compone emozioni. Se vogliamo la precisione la fuori c’è un’infinita schiera di tecnici (Malmsteen, Vai & Co tanto per non fare nomi).
    Dattilografi, tecnica 10, emozioni zero. C’è chi scrive i romanzi e chi è bravissimo a battere a macchina e non sbaglia mai tasto. Preferisco di gran lunga il buon vecchio Jimmy con tutti i casini che combina.
    Jimmy all’inizio ha stentato, ma poi è salito in cattedra, ha trovato il feeling con la band ed è riuscito a ricreare quell’energia e quel groove che solo i LZ sanno esprimere. Secondo me ha avuto momenti sontuosi. Bravissimi anche gli altri, preciso come sempre JPJ (un killer), immenso Robert (anche con un ottava in meno, averne di voci così!) , Jason una piacevole sorpresa, ma senza il nostro, ancorché con i suoi errori (o forse proprio per quelli) non sarebbero i Led.
    Per quanto mi riguarda ha vinto la sua scommessa. Altro che non far uscire il film.
    Ciao a tutti

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  25. Paolo Barone 03/11/2012 a 16:34 #

    “C’e’ chi scrive romanzi e chi e’ bravissimo a battere a macchina e non sbaglia mai un tasto” e’ una delle frasi più fiche e divertenti e azzeccate che abbia mai letto parlando di queste cose, complimenti!

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    • Fausto "Tom" Tomelleri 16/11/2012 a 14:02 #

      Non avendo visto il film ma solo sentitone la Musica, e dopo aver letto tutte le impressioni pro e contro per le quali comunque mi levo il cappello, dico la mia – data la veneranda età – da semplice “seguace” del DIRIGIBILE sin dal primo volo (primavera-estate ’69)quando finimmo tutti “dazed & confused” nonostante su questo pianeta fossero gia’ atterrati HENDRIX LA COMETA direttamente dal sole, l’asteroide impazzito amico-nemico-maestro (neh.. Jimmy?)Jeff Beck e la CREMA of England.
      Scusate lo sbrodolamento storico ma – come gia avvenuto a suo tempo per la reunion dei Cream 2005 e ripeto da semplice discepolo-apostolo rock-blues – io sono stato PIACEVOLMENTE SORPRESO dalla musica prodotta dal vecchio dirigibile.
      Temevo catastrofi sopratutto in “Percy” Plant e Pagey (okay sara’ pigro e indolente per gli esperti chitarristi!!), ma ricordiamoci che il rock è sopratutto GIOVENTU’, ADRENALINA e spesso… qualcos’altro, e da gente che si sta avvicinando rapidamente al secolo di vita, mi sembra non sia poi tanto male e chiudo come direbbe mio nonno….”erano dei bravi ragazzi ma (il tempo) ne ha impiccati di migliori”.
      Loro – bene o male – sono stati ancora per una sera un po’ con noi a farci ricordare che “panta rei, tutto passa”, ma rimane sempre la MUSICA, (sigh poesia a poco prezzo) grandissima scalinata verso il cielo…ciao

      Mi piace

  26. Graziella 21/11/2012 a 21:46 #

    Ciao Tim, scusa se rubo un po’ del tuo tempo, ma a chi posso rompere le scatole se non a te dopo aver fatto le ore piccole per vedere Celebration Day? Ti tocca Tim, sopporta.
    Premetto che non sono riuscita ad andare al cinema e non ho voluto vedere i vari video che giravano in rete (tranne il trailer), volevo resistere e aspettare l’uscita del dvd. E così ho fatto, me lo sono guardato stanotte, da sola e così me lo sono gustato al meglio.
    Non voglio entrare nel merito di questioni tecniche che non sono in grado di valutare, anche se JP era evidentemente altra cosa rispetto a quello del ’73 a New York, però Tim sono passati….. 40 anni? Quasi. La voce di Plant è sicuramente un tono più bassa, però io la trovo comunque bella e adatta a lui adesso, dopo che sono passati…. 40 anni, appunto. Jason bravo, però devo dire che mi ha fatto sentire ancora di più la mancanza del papà……altra cosa, altra energia. JPJ invece mi è sembrato sempre quello, preciso e professionale e con il solito aplomb.
    Però Tim, al di là di tutte le polemiche a proposito di questo evento, a me sono piaciuti, e anche tanto.
    Perchè loro hanno il merito di ricordarmi chi sono, quando mi perdo mi riportano al mio centro, che è esattamente lì, davanti a quel palco.
    Perchè alla mia età (non sono più una teenager da un pezzo) mi emoziono e riesco ancora a versare qualche lacrima quando ascolto “Since I’ve been loving you”.
    Perchè sono cresciuta con la musica degli anni ’70 e se torno a nascere faccio la rockstar. O la groupie, dipende.
    Perchè Page si è ripreso alla grande, dopo le droghe e le tinte improbabili devo dire che è un gran bel figo, sospetto un patto con il diavolo.
    Perchè Plant forse produce meno ormoni adesso (sono passati…. sempre 40 anni), ma per me è ancora molto accattivante. Lo amo e non è un segreto.
    Scusate, ma io i LZ io li vivo così, anche oltre la musica.
    Per concludere vorrei farti una domanda: ma secondo te, quando si svegliano la mattina, in quei 5 minuti in cui si stirano nel letto prima di alzarsi, si rendono conto di quello che sono stati per tutti noi? “Cazzo, ma io sono Robert Plant, quello dei Led Zeppelin!”.
    Ciao Tim, lunga vita a te e al tuo fantastico blog.

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  27. Marco Colasante 23/11/2012 a 11:03 #

    Alla fine non ce l’ho fatta ad andare al cinema, ho dovuto aspettare l’uscita del DVD.
    Dal basso della mia ignoranza di non musicista, devo dire che dai vostri commenti temevo peggio.
    Forse perché inevitabilmente faccio il paragone con le (terribili) reunion precedenti, anche se è sbagliato perché stavolta avevano provato per diverse settimane.
    Insomma, per una serie di motivi ero predisposto a vedermi qualcosa dal sapore nostalgico ma ben poco di più.
    E invece, magari saranno state le aspettative decisamente basse che avevo, mi è piaciuto, molto.

    La prestazione di Plant è stata molto più che convincente, i suoi lavori degli ultimi anni in cui canta spesso con un filo di voce mi avevano convinto che l’avesse persa quasi del tutto, e invece, con le dovute accortezze (abbassando la tonalità dei pezzi ed evitando di osare l’inosabile qua e là) non ha giocato affatto in difesa e per quanto mi riguarda la sua partita, per quanto si possa parlare di singoli quando si parla di un concerto dei Led Zeppelin, l’ha decisamente vinta.

    John Paul Jones è rimasto praticamente uguale, non ha più il caschetto ed è un po’ raggrinzito ma se fosse per lui i Led Zeppelin potrebbero tranquillamente riunirsi in occasione dei 50 anni dal loro primo album. Forse perfino dal loro ULTIMO album, vale a dire nel 2029 :-D

    Jason Bonham era emozionato e caricato a molla, ed ha saputo trasmettermi entrambe le cose. Ho visto un Bonham maturo seduto alla batteria di un concerto degli Zeppelin. Non era John, ma c’era molto di John.

    Jimmy Page…che dire? Messo per così dire in guardia dai vostri commenti, soprattutto da lui non mi aspettavo niente di che, ed effettivamente nelle parti soliste non è un disastro totale ma comunque c’è ben poco del Page che tutti ricordiamo.
    Però io ricordo che già molti anni fa, con gli Zeppelin ancora in piena attività, non era più del tutto lui. Anzi se vogliamo dirla tutta anche all’apice della forma Page non è mai stato esente da imperfezioni. Mettiamoci pure che negli oltre 30 anni passati dallo scioglimento del gruppo, Page avrà fatto l’equivalente di 5 anni di attività, rimanendo fermo anche per anni.
    Tutto questo per dire che alla fine io non sono particolarmente sorpreso, vedere un Page in gran forma era una speranza ma sarebbe stata per me una sorpresa, bellissima quanto inaspettata.
    Preferisco invece rimarcare che mi è piaciuto più di quanto mi aspettassi nelle parti ritmiche, il suo vero punto di forza anche nell’era d’oro, e in cui ho rivisto Page (e non Leopold) all’opera.

    E comunque, aldilà del giudizio sui singoli, è stato bellissimo rivederli sul palco, suonando ben più che dignitosamente. Ogni volta che si scambiavano un sorriso fra di loro mi si allargava il cuore, l’emozione di Jason alla fine mi ha quasi commosso.

    Per me il giudizio è assolutamente positivo. Una degna conclusione alla straordinaria storia degli Zeppelin, che dalla morte di Bonham non c’era mai stata.

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    • Lorenzo Stefani 04/12/2012 a 19:02 #

      Concordo al 100% con te, Marco, e anche con Graziella. Jason suona egregiamente pure in “Afterglow”, l’ultimo (probabilmente in tutti i sensi) album dei Black Country Communion uscito poche settimane fa. Ciao!

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