Brian e i sistemi sinottici, le ballate struggenti di JOHN MILES e Bologna-Inter 1 a 3

28 Ott

Sabato mattina, vesto Brian e lo guardo: con i jeans, le (finte ) clarks invernali,  il ciuffo che ancora resiste sembra un giovane, vecchio, ma giovane.  Gli sistemo le maniche del maglioncino, gli aggiusto il collo della camicia, mi assicuro che si dia il dopobarba…Mi segue docilmente a far colazione nel bar di Chen il cinese, al Conad del Newtower a fare la spesa e a Ninentyland per il nostro solito giretto settimanale. Si perde tra i pensieri, mi chiede decine di volte la stessa cosa, cita l’incipit della Divina Commedia fino alla nausea eppure dietro quegli occhi c’è ancora la scintilla della lucidità. E’ sempre pronto ad uscire, a stare in mezzo alla gente e a ribattere con sarcasmo ed ironia alle mie battute o a stare al gioco. “Brian Brian” gli faccio “mo sa gh’è dènter cla testa lè, gninto?” “Te pensa ad arivèr ala mee etee po a nim parlòm” ribatte prontamente il vecchio Brian.

Radio Capital passa THINK di ARETHA FRANKLIN , Brian parte con un battimano inaspettato, io mi metto a muovere la testa al tempo di musica nel famoso John Paul Cappi style e Brian si mette a fare altrettanto. Sembriamo due degli Earth Wind & Fire. Mi chiedo cosa possano pensare i guidatori delle macchine che incrociamo.

A Ninentyland incontro Lasìmo, parliamo fitto fitto per alcuni minuti, Brian che forse si sente escluso (naturalmente è lui che deve essere al centro dell’attenzione) se ne esce con  “Eh, i sistemi sinottici”. Io e Lasìmo ci guardiamo sbigottiti e smettiamo di parlare. Brian è riuscito nel suo intento. I sistemi sinottici…mah!

Anche la domenica la passo con Brian, lo porto a Borgo Massenzio, così spezzo la giornata e mi sembra meno lunga.

(Brian alla domus saurea – foto di TT)

Nell’andare avanti e indietro attraversando il primo weekend di vero autunno, quello che già tende a sconfinare nell’inverno, decido che mi serve qualcosa di accogliente così precipito di nuovo verso JOHN MILES. Ho un debole per lui e per le sue ballate sdolcinate, nostalgiche, romantiche e zuccherose. Ma di lui mi piace tutto: le derive sinfoniche, l’hard rock simil zeppeliniano, gli irresistibili ritmi che strizzano l’occhio alla disco rock dei fine settanta. Mi domando se c’è qualcun altro che ama come me certi musicisti. Temo di no. Immagino la gente chiedersi “Lo conosci Tim Tirelli?” “Sì, è quel che pazzo a cui piacciono gli EDGAR WINTER’S WHITE TRASH e JOHN MILES”. Sì, perché va bene i LED ZEPPELIN, gli ELP, SANTANA, la BAD COMPANY e i BLUE ÖYSTER CULT, ma ci sono certi artisti mainstream un po’ ai margini per cui ho delle fisse mica da ridere.

Dopo essermi rigirato un po’ nell’edonismo della nostalgia (NO HARD FEELINGS, TIME e REMEBER YESTERDAY) mi ricompongo con SYMPATHY…

Nel posto in riva al mondo Brian impazzisce per Palmiro. Palmir è un gatto estroverso e intergaisce con tutti con gran piacere… “Mo dio bon, mo se gli voglio bene a quella gattina“Brian è un un maschio si chiama Palmiro” “Beh, va beh, ma gli voglio proprio bene a quella gattina”.

Insieme guardiamo poi l’INTER, sul divano, con lui che mi tiene la mano come se fossi un bambino piccolo. Mi chiede continuamente come siamo messi, se noi siamo i bianchi. Guardare l’INTER è una delle gioie della mia vita, quest’anno sono molto cauto…dopo essere passati dai trionfi del 2010 ad una annata come quella dello scorso anno uno si fa più accorto. Seguo la squadra, il nuovo corso, la ricerca di una propria via ma cerco di rimanere realista. Non voglio lasciar scatenare le tempeste di emozioni che di solito albergano nel mio cuore, quest’anno voglio tenere un low profile, un passo alla volta e vediamo dove arriviamo. RANOCCHIA, MILITO, CAMBIASSO…tre bei goal che mi riempiono di gioia, gioia che esplode ma con eleganza. Brian vede i goal, e poi i replay…non coglie esattamente il fatto che sono riproposizioni e così chiede “Ma quanti ne abbiamo fatti?”. Gli ultimi minuti sono una sofferenza per lui “Allora è finita?” “Ma quando finisce?” “Tim, allora?”. Al fischio dell’arbitro, sorride, mi abbraccia e si lascia andare ad un “Viva, viva,viva l’Inter, dio te stradora”.

Peccato che a Catania ci siano state due sviste arbitrali mica da poco (goal regolare del Catania annullato, goal irregolare della J**e convalidato) perché avremmo potuto avvicinarci un po’ alla squadretta di Trombetti.

Nel riportare Brian a casa noto, esattamente come l’anno scorso, che a Mutina, la ferramenta davanti al Newtower ha già montato gli addobbi natalizi alle vetrina e le lucine in cima ad un grande albero…oggi è il 28 ottobre. Mah.

7 Risposte to “Brian e i sistemi sinottici, le ballate struggenti di JOHN MILES e Bologna-Inter 1 a 3”

  1. bodhran 29/10/2012 a 12:07 #

    per “consolarti” ti dico che due settimane fa smadonnavo da solo per i corridori della Coop locale dopo essermi imbattuto in una disgustosa muraglia di pandori e panettoni

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  2. alexdoc 30/10/2012 a 00:21 #

    Io immagino la gente chiedere “Lo conosci Alex ‘Doc’ Castelli?” “Sì, è quel che pazzo a cui piacciono Terry Callier, Paul Westerberg, Chris Whitley”. Sì, perché va bene gli Stones, Bruce, i Purple e gli Ufo, ma ci sono certi “underdog” per cui anch’io ho delle fisse mica da ridere. Uno di questi é morto ieri sera, proprio Terrence, che non riesco a smettere di riascoltare. Un uomo di blues senza mai avere fatto blues in senso stretto. Uno dei miei musicisti preferiti, sospeso in una terra di nessuno tra soul jazz e folk, che solo lui sapeva esplorare così bene. http://www.youtube.com/watch?v=tc1OLuffMr0

    Col pallone anch’io quest’anno voglio tenere il low profile, dunque non amo nemmeno parlarne volentieri. Ma il rapporto con Brian nel vedere la partita mi ricorda tanto il mio con mio padre. Ti avevo già scritto di come il calcio, la nostra Inter, ci ha tenuto uniti in tanti momenti di difficoltà e problemi personali.

    Ieri sono iniziati i 50 giorni dell’anno che sopporto meno. Sono tra quelli che reggono male il ritorno all’ora “solare” (si fa per dire) e il continuo aumentare del buio e accorciarsi delle giornate. Non amando troppo nemmeno il gran caldo, l’ideale per me sono i primi 6 mesi di ogni anno. Ti dirò che se negli ultimi anni non avessero cominciato anche in Italia a festeggiare Halloween, festa che personalmente non mi dice niente, perché il Carnevale proprio degli Usa mentre noi ne avevamo già uno nostro, gli addobbi natalizi sarebbero già iniziati da un pezzo. Allora capisco che a tutto (o quasi) c’è un motivo, e mi adeguo. Mah again.

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    • picca 30/10/2012 a 12:17 #

      Living With The Law di Chris Whitley è nella mia top-ten di sempre, più in alto di Pepper e Pet Sounds.
      Per un periodo ho ascoltato compulsivamente Gonna Miss Your Candyman di Terry Callier dalla mattina alla sera.
      Salute.

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      • timtirelli 30/10/2012 a 12:27 #

        C’è una tua canzone, Picca, che nel modo di cantare ricorda molto “Candyman”.

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      • alexdoc 30/10/2012 a 12:30 #

        Salute a te, Picca. “Living with the law”, una delle migliori opere prime di ogni tempo, é stabilmente anche uno dei miei 10 dischi preferiti in assoluto, da isole deserte o meno.
        Tra i miei “cult heroes” per cui ho da sempre un amore incondizionato. aggiungo John Martyn e Shuggie Otis,

        Ma quello di Terry é stato uno dei lutti di artisti che ho sofferto di più personalmente, domenica sera la notizia della sua morte mi é dispiaciuta come poche altre. Grandissimo, dimenticato, ignorato, tardivamente ripescato, imitatissimo senza mai ammetterlo, silenzioso eroe dalle due, tre, cento, mille vite, musicali e non solo. Quell’uomo é stato una lezione di stile e una miscela di stili, decenni prima che qualcuno inventasse il termine “crossover”. E Speak your peace, Timepeace, Chelsea blue, Ordinary Joe, Dancing girl, Can’t catch the Trane… e poi What colour is love, affascinante, sensuale e malinconica come la bellissima donna in copertina dell’album omonimo. Grazie di tutto Terrence, I’m goin’ miss you, candyman.

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  3. picca 30/10/2012 a 16:02 #

    Lancio l’idea della rubrica EROI DI CULTO con dischi pulciosi e artisti in bolletta che però amiamo alla follia.

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    • Paolo Barone 01/11/2012 a 17:43 #

      Aderisco alla proposta con vivissimo entusiasmo.

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