MARCO PRIULLA “Judas Priest – Heavy Metal Messiah” (Youcanprint – ristampa 2012) – TTTT

10 Gen

marco priulla heavy metal messiah

Priulla è un amico conosciuto qualche anno fa, ci legano affinità elettive importanti tra cui la passione per la musica rock. Quando ho saputo che era stato ristampato il suo libro sui JUDAS PRIEST, non ho esitato. Un po’ candidamente pensavo fosse più o meno una biografia sulla metal band per eccellenza e invece mi sbagliavo. HEAVY METAL MESSIAH è più una indagine antropologica e un sunto su come la musica heavy metal, quella dei JUDAS in particolare, nasca da condizioni ambientali e spirituali ben precise e ne descriva in modo appropriato i sentimenti.

Attraverso i testi, i temi, le atmosfere, le allegorie del gruppo, Priulla descrive la difficile condizione umana, la vita dell’individuo che deve sopravvivere in un mondo tetro, scuro, pesante, metallico.

La prosa di Marco Priulla in questo libro è lirica, epica, lontana dal minimalismo, adatta insomma al tipo di lavoro in questione:

“Ministrante supremo, centauro artificiale e dittatoriale, Rob Halford governa l’orda barbarica con una compiacenza apocalittica verso questa orgia di fulminazioni atomiche repentine e carezze di acciaio fuso. La sua voce sadica ed inquietante è una delle più grandi di ogni tempo, non solo dell’heavy metal; e con questa voce luciferina Halford canta l’orgoglio di unìappartenza indelebile, incrollabile: I’m a rocker”

L’heavy metal come mito atavico, come una fenice borchiata che genera e si rigenera da sè stessa nutrendosi di provocazione e sostenuta dalle più intime e guerresche passioni degli innocenti ascoltatori. Una follia quasi scientifica portata avanti da demoniache polifonie vocali, da laceranti vocalizzi, da sinistri acuti ultrasonoci, da chitarre rigidamente educate a sincroniche armonie eroiche e taglienti…”

Libro poi che si trasforma in racconto, la figura di un rocker prende forma, figura che attraversa  – nel metafisco e metallico mondo dei JUDAS PRIEST –  varie fasi, da quella del sesso spinto ed estremo al quella della chiamata alle armi.

Nella parte finale il libello contiene la discografia essenziale commentata e una cronologia biografica 1967/2011.

Al di là che piaccia o meno il metal, questo è un libro coraggioso, valoroso, volutamente sopra le righe… qualcosa che non lascia indifferenti. Certo, bisognerebbe essere fan dei JUDAS PRIEST in senso stretto per cogliere tutte le sfumature, per capirne e carpirne tutti i significati, ma se tra le altre cose si è anche amanti del rock duro in generale, è comunque possibile calarsi nella giusta dimensione.

Titolo: Judas Priest: Heavy Metal Messiah
Autore: Marco Priulla
Collana: Saggistica
Data di uscita: Settembre 2012
Pagine: 166
ISBN: 9788867515257

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5 Risposte to “MARCO PRIULLA “Judas Priest – Heavy Metal Messiah” (Youcanprint – ristampa 2012) – TTTT”

  1. mauro bortolini 10/01/2013 a 14:11 #

    I miei anni ottanta potrebbero intitolarsi ALLA RICERCA DELLO ZEPPELIN PERDUTO.
    Impresa disperata che ha causato innamoramenti, o meglio cotte, per gruppi come
    van halen, ac/dc, saxon , journey, blue oyster cult e pure judas priest.
    BRITISH STEEL mi piacque tantissimo e mi comprai tutti i loro LP.

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  2. claude65 11/01/2013 a 23:33 #

    Tim, da qualche parte sul blog ho letto che hai scritto una biografia di Jimmy Page; mi piacerebbe molto leggerla. Da chi è stata pubblicata? è ancora possibile averne una copia? Thanks in advance!

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  3. Beppe R 13/01/2013 a 19:52 #

    Saluto con simpatia Marco Priulla, congratulandomi con lui per la ristampa del suo “Heavy Metal Messiah”; tempo fa volle omaggiarmi della prima edizione di questo libro con dedica, tramite un comune amico, e colgo l’occasione per ringraziarlo. Il commento di Tim è assolutamente corretto; lasciatemi aggiungere che i Judas Priest sono incontestabilmente un’istituzione metal, ma al di là del settore e del boom anni ’80, è giusto riconoscerne il valore assoluto, anche per gli appassionati di hard rock seventies. Infatti la trilogia di album “Sad Wings Of Destiny”, “Sin After Sin” e “Stained Class”, con i suoi sulfurei, drammatici accenti doomy, va riconosciuta per il suo formidabile impatto, al di là di qualsiasi barriera divisoria fra generi. Bravo Marco, che continui a “difenderne la fede” con passione e personalità.

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  4. timtirelli 14/01/2013 a 10:04 #

    RICEVO E PUBBLICO VOLENTIERI:

    Tim, non so perché ma WordPress mi dà problemi e non mi consente di pubblicare il mio commento sul tuo sito.
    Te lo copio-incollo qui sotto, così potrai postarlo sul blog sotto gli altri commenti a nome mio.

    “Prima di tutto, ringrazio l’amico Tim per avermi dedicato tempo, lettura e spazio. Sono di quelle piccole cose che fanno grande il giorno.
    Tim ha dietro di sé gusto, conoscenza e storia; guadagnare il suo apprezzamento è più che una soddisfazione.
    Poi, con la massima umiltà di cui dispongo, scrivo a Beppe Riva, che chiamo Maestro, permettendomi per un momento la libertà di dare del “tu”.
    Carissimo Beppe, sai quante volte ho pensato che mi sarebbe piaciuto poter comunicare, parlare o scrivere con te? Sai già, credo, che le parole lasciate a commento sul post di Tim mi hanno emozionato non poco. Come ti scrissi, devo moltissimo a te, a ciò che hai scritto e inventato, al tuo gusto e al tuo stile. Per quanto possa sforzarmi di scrivere, forse non riuscirei a testimoniare adeguatamente la mia gratitudine, anche per questo tuo ultimo commento, e la mia ammirazione nei tuoi riguardi.
    Quindi userò solo le parole più semplici: grazie di tutto.
    Marco Priulla”

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  5. mikebravo 18/11/2015 a 08:05 #

    L’altro giorno ho trovato per caso un cd dei judas, sad wings of destiny.
    Devo dire che l’album non me lo ricordavo neanche.
    Decenni che non ascoltavo i judas priest.
    Cosi’ l’ho sparato in auto.
    Grandissimi.
    E il cantante ?
    Nel disco si permette di tutto e di piu’.
    Addirittura i falsetti……………..
    Ma ho letto che gli piacevano i queen.
    I judas priest.
    Figli dei black sabbath ?

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