Oggi pomeriggio, in giro per Mutina per lavoro. Me ne stavo tranquillo nella blues mobile ascoltando GUGLIELMO IL GROSSO PIANDELBOSCO * quando d’improvviso ho iniziato ad essere sbalzato dentro e fuori ad uno spazio temporale. A Mutina del 2013 si sovrapponeva la PINE BLUFF dell’ARKANSAS di 80/100 anni prima.
La skyline di Viale Ciro Menotti si trasformava nella County Court House di PINE BLUFF …
Va bene che il blues (quello vero) è potentissimo, ma non mi aspettavo un lavoro del genere. Un gran bagliore e ritorno a MUTINA. Mi butto sulla tangenziale e flash, ecco che mi infilo in un’altro cunicolo spazio-temporale: la tangenziale diventa una country road del tempo del blues…
Ma porca di quella puttana, che cazzo di potenza il blues di BIG BILL BROONZY!
Continuo ad andare con la mia blues mobile, guardo alla sinistra, alla destra, ci sono dentro fino al collo, nel blues. GUGLIELMO IL GROSSO continua a cantare, mi fermo, cerco di raccapezzarmi, guardo la cartina…
Ma cazzo! Tiro fuori il cellulare, cerco di telefonare ai miei confratelli di Mutina ma i nomi sulla rubrica sono cambiati…MODENA STEVEN PIKES…deve essere Picca, PAUL PATRICK Guitar BETTS sarà Paolino Lisoni, ATHOS RY COOPER …uhm Marchino Bottazzi, JOHN PAUL CAPPI…Cristianino Cappi. ..tiro fuori la foto dal portafoglio che mi son fatto coi ragazzi, cambiata anche questa…
Ho bisogno di bere; entro in un locale…
Ma che succede? Esco, mi guardo in giro,ma dove sono capitato?
BIg BILL BROONZY continua a suonare…
Risalgo in macchina, chiudo gli occhi, li riapro, guardo fuori dal finestrino…
Poi il CD finisce, lo estraggo dal car stereo…flash…mi ritrovo sulla via Emilia in direzione Borgo Massenzio, sono le 19,30.
Ancora scosso metto la macchina in garage. Prendo il mano il CD di BIG BILL BROONZY, lo guardo… domattina provo ad inserire THREE DAYS AFTER… i Led al Los Angeles Forum nel giugno del 1973, hai visto mai…
*Tradurre un cognome come BROONZY non è semplice, tra l’altro BIG BILL si faceva chiamare anche BROMZIE; ad ogni modo il suo cognome era BRADLEY dall’inglese antico BRAD (BROAD) e LEAH ovvero “woodland clearing”, radura in un terreno bosco. Per rispettare una certa metrica e quindi per scorrevolezza fonetica, l’ho tradotto con PIAN DEL BOSCO.











Fantastico delirio blues! A proposito di blues e Robert Johnson, stavo giusto leggendo un articolo del Guaitamacchi su Ben Harper, la sua sconfinata ammirazione per RJ (Ezio dice che ne esistono solo due foto, ma è rimasto indietro rispetto a Tim & Picca) ed il suo ultimo lavoro con Musselwhite (Get Up!) che dicono sia notevole e strapieno di blues. A me comunque Ben Harper starà perennemente sulle palle perché l’ho visto all’Arena Civica di Milano immediatamente dopo Plant e molto gente del pubblico era venuta solo per lui, quasi che Robert gli facesse da spalla! Ben Harper la chitarra la sa suonare ma la voce non graffia, è in generale un po’ troppo perfettino. Meglio i Thin Lizzy che sto ascoltanto sullo sfondo. Ciao
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òstrega, che tipo di pasticche usi?
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Però…il Dr. D. W. Young’s Drug Store al posto del Bar Astor che ho di fronte a casa non sarebbe male :-) Pensa se mettevi su i Camaleonti: ti ritrovavi a 14 anni sul Tentation blu. Grandissimo Broonzy…sta roba qua sì che fa viaggiare. Però anche Mississippi Fred…. va là che tira da matti con You gotta move. Con sta gente qua nel lettore non si sbaglia mica tanto!
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