ANVIL – THE STORY OF ANVIL di Sacha Gervasi (2008 – Feltrinelli 2013) – TTTTT

23 Apr

Anvil

Era qualche anno che Polbi mi diceva “Tim devi vedere il film sugli Anvil”. Dentro di me mi dicevo “Insomma, che sarà mai, gli Anvil non sono esattamente il mio gruppo preferito, l’Heavy Metal non è precisamente la musica cui faccio riferimento… eppure, se lo dice Polbi… “.

Poi, un giorno, Polbi mi manda tramite Amazon il divudi, “gentile il mio amico Polbino” penso, ma il divudi è in lingua inglese, senza sottotitoli… difficile da affrontare. Qualche settimana fa, nella cassetta della posta dell’ufficio trovo la versione della Feltrinelli: il divudi sottotitolato finalmente in italiano, accompagnato da un libro di Marco Denti. Gentile omaggio del Michigan boy.

L’altra sera lo metto su e man mano che mi addentro nel documentario, mi trovo coinvolto completamente. Sì perché questa storia travalica l’heavy metal, questa è la storia blues che tutti sentiamo di attraversare, un inno alla testardaggine, alla determinazione, alla voglia di rimanere attaccati a un sogno che, seppur infranto, nel nostro animo si è fatto concreto. L’affrontare a schiena dritta il tramonto malinconico delle nostre esistenze, il trovare la dignità in situazioni che di dignitoso hanno davvero poco. Un rollare e ondeggiare tra le pieghe della disperazione e del sentimento di chi non si è mai trovato al posto giusto al momento giusto.

Film bellissimo. Da vedere.

PS: Michigan boy, I love you.

2 Risposte to “ANVIL – THE STORY OF ANVIL di Sacha Gervasi (2008 – Feltrinelli 2013) – TTTTT”

  1. Francesco 23/04/2013 a 10:24 #

    Già, anch’io ne sono rimasto travolto, una storia bellissima, in cui la musica fa solo da sfondo. Amicizia, determinazione, sogni e speranza, tanta speranza, ma di quella terrena, quella che ci fa andare avanti ogni giorno, quella che al pessimismo della ragione oppone ostinatamente l’ottimismo della volontà, e “God only knows” se ne abbiamo bisogno, in un momento come questo. Una copia l’ho regalata alla mia nipotina, che ha solo 20 anni e quindi tanti sogni in testa, e spero per lei che non li perda per strada. Una vera storia blues come dici tu, Tim, una di quelle storie in cui i perdenti sono i veri vincenti!

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  2. Beppe 27/04/2013 a 11:38 #

    Visto ieri sera su Sky Arte. Bellissimo. Conferma la grande dignità dell’essere Born to lose e di continuare a credere in un ideale.

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