STEPHEN STILLS “Carry On” (2013 Atlantic-Rhino-Warner) – PPP (di Stefano Piccagliani)

6 Mag

Dei 4 Stephen Stills è il mio preferito. I più idolatrano Crosby e Young, ma io mi trovo più a mio agio con le cose di Stefanino Silenzi. Non potevo dunque lasciar passare inosservato il nuovo cofanetto a lui dedicato e non potevo non chiedere al nostro Picca – molto preparato in materia – di scrivere due righe. Nel farlo, Picca tocca anche l’argomento circa il senso di questi cofanetti celebrativi, il mio punto di vista è il suo…operazioni discutibili se fatte come di solito vengono fatte. In ogni modo, siamo qui a parlarne.

STEPEHN STILLS Carry On-Box Cover-Front - Copia

In nuovo box set Rhino dedicato a Stephen Stills, che andrà ad incastrarsi perfettamente con gli altri due dedicati a Crosby e Nash, ripropone un vecchio dilemma che concerne i cofanetti celebrativi dedicati a illustri carriere. In soldoni: troppo ridondanti come ‘greatest hits’  per il fan non esattamente sfegatato e nello stesso tempo poco incisivi e, in qualche misura, banali per l’appassionato cultore. Sono del’ utopistico parere che questo tipo di operazioni andrebbe curato dai fans (ci sono alcuni Stillsologi on line che potrebbero svolgere un lavoro eccellente) per ciò che riguarda scelta di outtakes, alternate versions, brani live inediti eccetera. Purtroppo Carry On è stato compilato da Graham Nash il quale ha evidentemente cercato di compiacere un  disinteressato Stills nell’ offrire un’ antologia che racconti il viaggio artistico del, forse, meno amato e meno compreso del quartetto CSN&Y.  Il fan deve quindi rinunciare a gustarsi in ottimo audio svariate gemme del’ apogeo di Stills, che dal ’67 al ’73 è stato protagonista di un quinquennio straordinario con pochissimi epigoni nella storia del rock, in favore di vaccate varie da carriera in bollitura perenne a partire almeno dagli anni ’80, decennio terrificante per quasi tutti i classic rockers in balìa di drum machines e sintetizzatori Roland e Yamaha da galera.

Stills & his friends

Il grande Steve poi è uno che è invecchiato decisamente male, ha compiuto passi falsi clamorosi massacrandosi il consenso sia di pubblico che di critica a partire almeno almeno dal ’77 quando, al contrario del furbissimo Neil Young, invece di flirtare con le avanguardie smollò al mondo intero un disco, Thoroughfare Gap, in cui faceva lingua in bocca col blue eyed soul da discoteca dei Bee Gees (un disco comunque che suona meglio oggi di allora).

Quindi i primi due CD di Carry On sono da urlo, seppur smunti di reali chicche che rimarranno, vacca d’un cane, solo su orrendi bootlegs o scalcinati mp3, mentre i dischetti 3 e 4 raccontano un declino creativo e vocale davvero inesorabile.

Stephen+Stills

Altra magagna mica facile da mandar giù al cospetto del box set è l’ assenza, ingiustificata se non dall’ ignavia imperdonabile di Stills (un bipolare arrogante segnato da contraddittoria mancanza di autostima), dei polposi e saporiti commenti track-by-track che aveva piacevolmente contraddistinto i boxes di Crosby e Nash: qui ci si limita a elencazioni di musicisti e date di registrazione (con numerose smaronate, tra l’altro).

Ma se il fan che s’accontenta è quello che gode, allora segnalo una bellissima So Begins The Task, scarna e acustica, una sorprendente Lee Shore di Crosby eseguita come demo-guida dal nostro SS, un paio di remix piacevoli e una Crossroads/You Can’t Catch Me che ci fa capire però cosa ci stiamo perdendo data la pochezza di brani inediti live presenti su Carry On.

Curiosa e nulla più la No Name Jam (editata con virulenza) in compagnia di Jimi Hendrix, registrata nel 1970 con sovraincisioni del 2012.

Stephen-Stills & Jimi Hendrix

Nell’orribile 50/50, un brano dell’ 84 maciullato da un arrangiamento criminale tratto dal nadir Right By You, è presente anche Jimmy Page, buon amico di Stills, e la traccia Welfare Blues (una scoreggina inedita messa per allungare il brodo) è registrata ai Sol Studios allora di proprietà del Dark Lord in persona.

Inqualificabili le assenze della versione lunga di Bluebird dei Buffalo Springfield (ma tutto ciò che in qualche modo riguarda Neil Young è sistematicamente bloccato dai legali del canadese), di brani live degli eccellenti Manassas e di altre tracce dell’ abortita reunion CSN&Y del ’74 (probabilmente Neil ha inchiodato tutto in vista dei nuovi volumi dei suoi Archives).

…comunque di Stills avrei comprato anche un quadruplo con 75 versioni di Can’t Get No Booty, eccheccazzo…

STEPHEN STILLS Carry On-Box Cover-Back - Copia

stephen stills -Carry On-Box Cover-Side - Copia

4 Risposte to “STEPHEN STILLS “Carry On” (2013 Atlantic-Rhino-Warner) – PPP (di Stefano Piccagliani)”

  1. picca 06/05/2013 a 11:19 #

    Niente male ‘dal 67 al 73 un quinquennio’…
    Dire a quel coglione di Piccagliani di fare bene i conti.

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  2. alexdoc 06/05/2013 a 12:23 #

    Anche per me dei quattro è sempre stato il mio preferito, segue Crosby. Grandiosi i primi due solisti a suo nome e il primo dei Manassas, poi poco o niente, ma quei tre dischi e quanto fatto con Buffalo Springfield e CSN(&Y) sono abbastanza.

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  3. mikebravo 06/05/2013 a 14:13 #

    Conosco stills per i buffalo springfield, meno per CSN&Y.
    Ma da vera testa di piombo sostengo che il suo capolavoro resta
    RIGHT BY YOU.

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    • mikebravo 06/05/2013 a 14:16 #

      A quando una DELUXE EDITION?

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