BRIAN tales, PALMIRO’s sentimental mood and the BOYS ARE BACK IN BORGO MASSENZIO

2 Giu

Mentre vado e vengo da Brian sempre più spesso mi sorprendo a pensare a lui, a questo vecchio di 83 anni alle prese con l’alzheimer. Ogni settimana mi accorgo che perde qualcosa eppure vedo che non cede, è lì sul precipizio ma rifiuta di gettarsi, di scivolare in quella melma da cui non si torna più indietro. Sono ormai alcuni anni che Brian soffre di questa malattia tipica dei nostri tempi, non è più autosufficiente naturalmente eppure riesce ancora a telefonarmi, a restare da solo qualche ora e alla notte,  ad eccitarsi quando sa che si avvicina il sabato mattina e lo porto in giro a Ninetyland.

Gli studiosi dicono che l’alzheimer rappresenta verosimilmente lo stato mentale degli uomini primitivi, su questa cosa riletto di frequente…la vergogna ad esempio è la prima ad andarsene, un certo modo di vedere le cose doveva essere comune anche ai cavernicoli, quell’atteggiamento dalla sfaccettatura spartana davanti al susseguirsi degli eventi.

E’ interessante poi constatare come alcune faccende proprio non gli rimangano in mente (il nome della groupie, delle signore che quotidianamente ci danno una mano ad accudirlo, il nome dei suoi amici, dei suoi fratelli, addirittura di sua moglie) anche se gliele ripeto di continuo, mentre altre cose gli si piantano nella memoria e hanno rimandi continui. Come ho già scritto, uno sogno della sua vita era quello di andare in America, quando per caso ha saputo che anni fa ci sono stato, non fa che tirarla in ballo. Tempo fa mi ha chiesto se avevo fatto il militare…”Sì, Brian l’ho fatto nei Carabinieri..” da allora la ripete spessissimo. Due settimane fa parlava delle Russia e del fatto che là ci fosse il comunismo, una volta aggiornato che la situazione era cambiata, stupore…meraviglia e posizionamento della notizia nel cassetto delle cose da ricordare.

Il vecchio Brian - foto di TT

Il vecchio Brian – foto di TT

Ci sono poi momenti in cui mi fa molta tenerezza: poche settimane fa seguivamo su Sky una delle ultime deludenti partite dell’INTER. Nell’intervallo il collegamento con lo studio e con ILARIA D’AMICO e le solite chiacchiere post primo tempo. La D’Amico e i suoi ospiti fissano la telecamere mentre parlano e Brian mi fa “Tim , ma loro ci vedono?”

L’altro sabato eravamo a far colazione da CHEN il cinese nel bar del centro commerciale Newtower vicino a casa sua. Guarda i baristi e mi chiede: “Tim , ma sono stranieri?”Sì, Brian, sono Cinesi.” “Ah,…vengono dalla Cina…ma hanno dovuto imparare l’italiano…” “Certo papà“.  Subito dopo in macchina “Ah, sono cinesi…beh io la so parlare la loro lingua…sleptur aiafar…visto?”…SLEPTUR AIAFAR… se metto su un nuovo gruppo lo chiamo così.

Non è tutto così pieno di buoni sentimenti il nostro rapporto, ogni tanto perdo la pazienza, quando mi chiede per dieci volte “Tim , ma che giorno è oggi?”, quando sono obbligato a fargli da badante in ogni  momento libero, quando lo vedo inetto a far tutto…però poi passa, e quando alla sera della domenica lo metto a letto verso le 20,30/21 e lui mi ringrazia per la bella giornata e si scusa se mi ha fatto tribolare, gli do un bacio e dopo che ho chiuso la porta a chiave e lo lascio da solo, mi commuovo e mi preoccupo per lui. Che brutto lavoro la vecchiaia…

Ieri verso le 13 ero in macchina e facevo queste riflessioni su di lui mentre ascoltavo un greatest hits di BILLY JOEL. Spossato dall’ennesimo sabato mattina dedicato a mio padre arrivo nel posto in riva al mondo, c’è il sole, la groupie a piedi scalzi, in calzoncini e maglietta è sotto ad un albero a leggere un libro, Palmiro è lì con lei. Spengo la macchina mi incammino verso di loro, Palmir mi vede e mi corre incontro, mi si butta addosso, fa le fusa, strofina il muso contro il mio, la groupie sorride…piccole sciocchezze quotidiane che però ti risolvono il sabato.

Tim & Palmiro - foto di LST

Tim & Palmiro – foto di LST

Sono alcuni giorni che Palmiro è nel suo sentimental mood, credo sia contento: accudito amorevolmente da due umani che stravedono per lui, coccolato continuamente, possibilità di stare all’aperto diverse ore  al giorno, spazi perfetti per un gatto…casa in campagna situata in una lunga stradina chiusa, poco traffico, pochi pericoli e tanta libertà.

Il posto in riva al mondo - foto di TT

Il posto in riva al mondo – foto di TT

Sabato sera ritrovo con una parte degli ILLUMINATI DEL BLUES. Appuntamento alla domus saurea e cena in un ristorante di Borgo Massenzio. Spaghetti del pescatore, fritto misto del molo, acqua fuori frigo, vinello bianco e tante discussioni nel nome del rock. Dimenticavo, tante risate…e Page solo sa quanto ne abbiamo bisogno. Mentre a fine cena mi bevo il secondo sorbetto ghiacciato penso alla dispepsia funzionale e al fatto che ormai sono mesi che mi lascia in pace. Non lo credevo possibile. Dal 2006 era un attacco se non continuo comunque automatico in certe condizioni. Sono piacevolmente sorpreso. C’è speranza dunque…e se anche dovesse tornare, beh, un episodio ogni tanto è più che accettabile.

Finiamo la serata alla domus saurea in uno dei modi che più ci divertono: guardare filmati musicali improbabili. Il clou della serata è ASIA IN ASIA degli ASIA appunto, filmato del 1983 al Budokan di Tokyo. In quell’occasione al basso e alla voce c’era GREG LAKE. Il video però guardato oggi fa proprio ridere: scenografia tipo FESTIVAL DI SANREMO primi anni ottanta (quello con gli artisti in playback), pezzi tutt’altro che memorabili (diciamo pure brutti), suoni  lofi, pubblico in preda ad un modesto entusiasmo preconfezionato e finto…nel vedere queste cose c’è da maledire MTV e gli anni ottanta. LISO l’indomani mi scriverà che aver visto ASIA IN ASIA lo ha cambiato. Che ridere ragazzi.

Picca poi richiede di vedere un evergreen dell’orrore, uno dei filmati più temuti dalle teste di piombo: la parte del concerto  dedicata a JIMMY PAGE dell’ARMS tour del dicembre 1983 al MSG di New York. Il più grande chitarrista rock di tutti i tempi in versione peggior chitarrista rock di tutti i tempi. Erano gli anni bui per PAGE, ancora preda dell’eroina, si presenta sul palco fisicamente quasi irriconoscibile in preda ad una carica da cocaina e incapace di suonare la chitarra. L’attacco di PRELUDE per poco non fa venire un attacco di cuore a Paolino Lisoni che mai aveva affrontato questa impervia prova. JIMMY PAGE ai minimissimi termini. Con malinconiche risate poi constatiamo come l’aristocrazia del rock inglese in quegli anni fosse tutta a pezzi. Anche chi suona benino sembra non aver senso in quel contesto. Un carrozzone messo in piedi per una nobile causa che avanza stancamente mentre sprofonda nel fango di situazioni assurde…gli spazi di vuoto tra un pezzo e l’altro, la maglietta stile Rockpalast di Jeff Beck, la apatia di Clapton, la improponibile maglietta attillatissima con cui si propone JOE COCKER…un festival dell’orrore. Mi chiedo quale spinta masochista ci spinga a vedere obbrobri del genere. Ad ogni modo un bella serata, il vedersi con i confratelli contribuisce non poco a lenire i blues di questa porca vita.

Finisco la serata dando un’occhiata al cofanetto di OZZY OSBOURNE che mi ha portato dono The Pike Boy e al primo numero di OUTSIDER, il nuovo mensile messo in piedi da MAX STEFANI su cui scrive anche GIANCARLINO TROMBETTI. Me lo ha portato Liso, e ad una prima occhiata non mi dispiace per nulla benché il mio mondo musicale e quello di Stéfani non siano proprio gli stessi. Torneremo a parlarne.

Gli Illuminati Del Blues: da sx a dx Liso, Tim, Picca, March, Jaypee, Riff - foto di LST

Gli Illuminati Del Blues: da sx a dx Liso, Tim, Picca, March, Jaypee, Riff – foto di LST

13 Risposte to “BRIAN tales, PALMIRO’s sentimental mood and the BOYS ARE BACK IN BORGO MASSENZIO”

  1. Rise 02/06/2013 a 20:05 #

    Abbiamo visto anche parte dei concerti ARMS scorso fine settimana nel nostro “seminario” annuale della fraternità Zep locale. Il verdetto comune era che Page era “at the bottom” della sua carriera in quel punto. What a waste…

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  2. lucatod 02/06/2013 a 23:30 #

    Io ho i due spettacoli alla Royal Albert Hall (con Steve Winwood) e San Francisco (con Paul Rodgers) che riguardo ogni tanto , anche se vedere Jimmy Page annaspare in un mare di errori mi fa piuttosto male . Credo che un “estraneo” ci rimarrebbe secco ascoltando un chitarrista così celebrato alla deriva , ma io mi sono allenato a suon di bootleg tratti dal Over Europe del 1980 e ci ho fatto l’orecchio a certi suoni orripilanti . In mezzo a quel guazzabuglio probabilmente c’è qualcosa che mi piace o forse la mia è solo una morbosa passione per il Darklord anche con il culo per terra …

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    • timtirelli 02/06/2013 a 23:37 #

      Luca, SAN FRANCISCO 2 dicembre 83 al Cow Palace tutto sommato accettabile confronto a NY MSG del 9 dicembre. ..e questo tutto dire. Mah.

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      • lucatod 03/06/2013 a 11:35 #

        NY MSG non me lo ricordo , dovrei cercarlo sul web .. Però purtroppo non ho capito bene il tuo commento .

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  3. mikebravo 03/06/2013 a 08:29 #

    Penso che tutto questo faccia parte del prezzo da pagare per aver fatto
    parte della piu’ grande band di rock al mondo.
    Facile il tiro al massacro di arms.
    Anche a Pistoia 1984 non é che il risultato fu migliore.
    Allora se vogliamo giocare al massacro, cosa sono stati firm e outrider
    rispetto ai led zeppelin? Poca roba?
    E coverdale-page ? Un imitazione malriuscita ?
    E page-plant ? Una cover band ?
    Page ed i Black Crowes ? Un’altra cover band ?
    Se qualcosa vi é piaciuto dal 1984 in poi, ARMS é stato il difficile
    passo verso la rinascita.
    E’ stato come il Raimbow concert per Clapton.
    Io ricordo ancora la felicita’ che provai alla notizia di arms.

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  4. timtirelli 03/06/2013 a 11:43 #

    Luca, intendevo dire che quello che hai tu di SF 83 non è nulla in confronto di NY 9/12/83…al Garden Page era probabilmente al suo minimo storico, mai peggio di così.

    Mike: capisco quel che dici, quei concerti potrebbero anche aver significato il ritorno alla vita live di Page, ma non ne sono del tutto sicuro. Nessuno si aspettava che tornasse a toccare le vette raggiunte con i LZ, ma Firm, Outrider, CoverdalePage sono tutte cose accettabili. magari non riuscitissime ma accettabili, ma un manager o una casa discografica con un po’ di carattere e di buon senso non avrebbe mandato Page sul palco nel dicembre del 1983, non in quelle condizioni.

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    • lucatod 03/06/2013 a 12:32 #

      Ho fatto confusione , il concerto al quale mi riferivo era al MSG l’ho scambiato per San Francisco perché era vestito allo stesso modo (di quest’ultimo avevo salvato una copia sul mio pc ma di qualità molto bassa) , in pratica è quello dove cambia una Telecaster durante l’esecuzione di Who’s To Blame .

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  5. mikebravo 03/06/2013 a 11:58 #

    Ma é stata una terapia per JImmy quel tour!
    Le ovazioni piu’ grandi erano per lui!
    Ha capito che i fans l’amavano ancora!
    Ha trovato la forza di smettere l’eroina.
    Ha trovato la forza di tornare musicista.
    Arms è stata la molla.
    Tim, vatti a rileggere il tuo libro :-)

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    • timtirelli 03/06/2013 a 15:49 #

      Mauro, lo so che è stata una sorta di terapia quel tour, anche io come te quando seppi del tour dell’Arms fui molto felice. Quando mi arrivò dall’America il numero di ROLLING STONE (appena uscito) con i protagonisti del tour in copertina fui contentissimo…vedere PAGE e RODGERS insieme sulla cover fu uno sballo. Un po’ di anni dopo però arrivarono le VHS e quindi i DVD con l’esibizione di New York e il giudizio cambiò enormemente. Gli anni che passano servono anche a questo, oggi come oggi non posso essere contento che Page abbia partecipato IN QUELLO STATO a quelle poche date. Certo, lo so che ovazioni più grosse furono per lui, ma non sarebbe dovuto salire su un palco. Il management a quel tempo era inesistente, la situazione Swan Song/Atlantic in confusione, ma ripeto: qualcuno avrebbe dovuto impedire a Page di salire su di un palco in quelle condizioni.I FIRM ci sarebbero stati comunque, anche senza ARMS. Dopo il disco solista di RODGERS del 1983, la ATLANTIC chiese a Paul un piacere…fare una cosa insieme a Page per vedere di salvare il salvabile e capire se era possibile rimettere in moto il chitarrista. Poi naturalmente ognuno di puo’ essere affezionato o meno all’ARMS, ma indiscutibilmente è stato il punto artisticamente più brutto della carriera dio Page.

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  6. lucatod 03/06/2013 a 12:02 #

    Senz’altro avrebbe avuto bisogno di una guida perché era terribilmente allo sbando . Credo che se avesse realizzato effettivamente il suo decadimento artistico o se ci fosse stato qualcuno che gli avesse detto onestamente “Jimmy hai riascoltato le tue performance ? Ti sei accorto delle figuracce che hai fatto?” probabilmente si sarebbe ripulito per bene e sarebbe potuto tornare almeno la metà di com’era ai tempi d’oro . Secondo me Jimmy Page , non si è mai messo il problema e anzi a continuato per la sua strada cullato dall’amore incontrastato del suo pubblico e dalla grande fama che lo ha sempre circondato .
    Un altra cosa , ma che razza di tecnico (Tim Marten) manda sul palco davanti a mezzo mondo (Live Aid) un musicista con la chitarra scordata ? Cazzo nemmeno io ho mai suonato in quelle condizioni … Gli la metteva al collo come un valletto .. ma scordata …

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    • tiziano's ( the best guitar in Zianigo) 03/06/2013 a 14:38 #

      …mi ha sempre incuriosito sapere qualcosa de ‘stò tim marten,dev’essere un tipo no….

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  7. mikebravo 03/06/2013 a 13:46 #

    Luca, mi pare che in tanti interventi tu abbia esaltato i FIRM.
    Se si sono formati é perché durante l’arms tour jimmy e paul rodgers
    si sono rotrovati sullo stesso palco.
    Solo per questo, ma per me non solo per questo, il 1983 é l’anno della
    svolta per Jimmy.

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    • lucatod 03/06/2013 a 14:39 #

      Si Mauro , amo parecchio i FIRM e la collaborazione tra Page e Rodgers a me pare abbia funzionato nonostante lo scarso riscontro commerciale e di critica (dei quali a me poco importa) . Tuttavia in quel gruppo non vedo Darklord protagonista assoluto , anzi spesso e volentieri quello che mi attira maggiormente è Paul Rodgers che secondo il mio modesto parere ha fatto un ottimo lavoro .
      Il Page del periodo , lo preferisco alle prese con quel materiale piuttosto che con quello del Dirigibile , perché secondo me si adattava maggiormente al modo di suonare che aveva allora , non era certo lo stesso dei tempi d’oro ma un chitarrista decisamente più modesto che aveva comunque delle formidabili intuizioni intuizioni . Midnight Moonlight (guarda a caso risalente ai tempi dei LZ) è il suo pezzo post 1980 che preferisco in assoluto e non solo per la prestazione del nostro ma anche e soprattutto per l’interpretazione dell’immenso Paul .

      Hai ragione quando scrivi che senza il tour ARMS non sarebbero ci sarebbero stati i FIRM , e sono d’accordo sul fatto che il tutto abbia rimesso in pista Jimmy Page , quello che dico io invece è che avrebbe dovuto prestare maggiore attenzione alle sue condizioni e accorgersi di quanto fosse arrugginito e che qualcuno (magari un buon manager) glielo avrebbe dovuto fare presente .

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