ROCK ITALIANO 2013: Lacuna Coil-Giuda-Bloody Beetroots di Paolo Barone

15 Lug

Il nostro Polbi continua a tenerci agganciati alla realtà, e noi  – che senza nessuna vergogna viviamo (musicalmente) nel passato – non possiamo che ringraziare il nostro amato Michigan Boy.

L’altro giorno, dopo una veloce scorsa ai giornali della mattina, mi sono reso conto di una cosa: in Italia ci sono in questo momento almeno tre realta’ musicali, tre gruppi, molto diversi fra loro ma comunque riconducibili in qualche modo ad un ambito rock, che riscuotono un grosso successo all’estero. E sono semi sconosciuti da noi. Probabilmente ce ne sono anche altri che io ignoro, ma Bloody Beetroots, Giuda e Lacuna Coil mi sono venuti in mente praticamente insieme.

I Lacuna di Cristina Scabbia fanno un Popmetal per me abbastanza moscio e scontato, ma gli esperti del genere sono convinti del valore della band italiana. Negli Stati Uniti i loro dischi li trovi ovunque sia in vendita qualcosa di Hard Rock o Metal, il che vuol dire praticamente in ogni negozio di dischi, grandi catene Walmart e Sears incluse. Fanno tour internazionali con band superstar tipo Megadeth e simili mostri sacri del metal, portandosi appresso un nutritissimo e agguerrito seguito, in ogni angolo del globo. Lei e’ stata eletta cantante dell’anno in piu’ di un occasione su riviste del calibro di Kerrang e simili. Insomma, un successo internazionale. Qui in Italia se mettono insieme qualche centinaio di persone e una manciata di date grasso che cola.

I Giuda, band underground romana, dedita ad un energico rock & roll fatto di quello che loro stessi definiscono glam rock di strada, da noi quasi non se li fila nessuno.

E dove e’ che sono famosi? Dov’e’ che fanno tour con quasi tutte le date esaurite in prevendita? Dov’e’ che vedi i ragazzi in giro con le magliette stampate con su scritto I am a Giuda fan??? In Inghilterra, ecco dove! Nella patria di questo genere musicale, dove certe sonorita’ sono state inventate, nei club di Londra, nelle strade di Liverpool, nei pub di Manchester, e’ tutto un fiorire di Giuda fans. La cosa e’ andata talmente oltre le loro piu’ sognanti aspettative, che si sono dovuti organizzare con un management in loco, tanto sono diventati richiesti da quelle parti. Sono sicuro che se in patria vengono a suonare al bar sotto casa non tirano piu’ di dieci persone se va bene. E invece in England tutti sotto il palco a ballare seguendo le note di Number Ten, pezzo dedicato a Francesco Totti capitano della Roma, cosa che magari non sanno ma non sembra importare piu’ di tanto. Questo dei Giuda mi sembra un fenomeno senza precedenti nella storia del rock italiano. Non sono certo un esperto in materia, ma a naso mi sembra che nessun gruppo o artista rock nostrano sia arrivato a tanto nella terra dei Beatles e dei Sex Pistols. Certamente (e giustamente direi) i nostri gruppi prog sono molto considerati, ma non credo siano mai riusciti a sganciarsi dai mostri sacri locali, e diventare una presenza autonoma di pari importanza. Ripeto, non ne sono sicuro, ma ho la sensazione che il successo dei Giuda, meritato o meno che sia, rappresenti un elemento di novita’ non da poco.

In ultimo i  veneti Bloody Beetroots. Nel loro caso i concerti sono sold out a Los Angeles, a Sydney o a Berlino, con i Motley Crue e Madonna nel backstage. Nel loro nuovo disco e’ ospite Paul McCartney. Si, proprio lui, Paul in persona, fan della band e a quanto pare felice di cantare con loro. Cose da pazzi. I Bloody non sono una band “rock” in senso classico, perlomeno dal punto di vista prettamente musicale, ma lo sono senz’altro nell’attitudine e nei contesti culturali di riferimento. Con il viso sempre coperto da una maschera a meta’ fra l’Uomo Ragno e Venom, il loro battito dance elettronico fa ballare mezzo mondo. Da noi penso che abbiano un seguito marginale, sicuramente di gran lunga inferiore che all’estero. Magari ora che suonano con Macca le cose cambieranno un po’, ma non ne sono tanto sicuro.

Che questi gruppi abbiano successo in USA , Inghilterra, Australia, ecc. e non in patria mi sembra una cosa buffa, che vale una piccola riflessione. O no?!

Per chiudere mi concedo una piccola digressione.

Qualche settimana fa e’ partito per altre galassie e dimensioni Claudio Rocchi.

E’ stato un agitatore culturale/spirituale per tutto il tempo della sua presenza su questo pianeta, e ci ha anche lasciato dei bei dischi a suo nome. Mi sono riascoltato Volo Magico numero uno, e mi e’ sembrato un capolavoro. Sarebbe un peccato dimenticarlo.

Paolo Barone ©2013

3 Risposte to “ROCK ITALIANO 2013: Lacuna Coil-Giuda-Bloody Beetroots di Paolo Barone”

  1. mikebravo 15/07/2013 a 18:45 #

    Conosco i Lacuna Coil e sapevo del loro successo,credo meritato.
    Divertente il video dei Giuda con le figurine.
    L’attacco del brano é alla ac/dc poi ricalca spudoratamente Get it on
    di Marc Bolan.
    Molto meglio the Bloody Beetroots!!!!

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  2. Lorenzo Stefani 15/07/2013 a 20:39 #

    Grande Paolo, molto interessante.
    I Lacuna Coil si conoscono anche se non si vuole, se ne parla da tanti anni, ma tutte le volte che li sento mi lasciano più indifferente: in particolare Cristina Scabbia mi ricorda una versione dark di Laura Pausini e non mi piace.
    Sicuramente più interessanti i Giuda, mi ricordano vagamente i Vintage Trouble di cui ho imprudentemente acquistato un cd facendomi abbindolare dalla promessa che avevano qualcosa dei Led Zeppelin. Anche se hanno fatto da spalla agli Who, l’unico brano decente è questo: http://www.youtube.com/watch?v=lsw4ipHcMvY, il resto sembra Terence Trent D’Arby.
    Ma, mentre i Vintage Trouble sono dei fighetti iper-prodotti, molto elengantini con la loro braga a sigaretta e le piroette del cantante, questi Giuda mi sembrano più veraci, per il video avranno speso 300 Euro a dargliela tutta.
    I Bloody Beetroots meritano un fitto lancio di ortaggi.

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  3. Paolo Barone 15/07/2013 a 22:03 #

    Grazie Lorenzo! Scabbia/Pausini mi sembra un paragone perfetto, non me ne vogliano i fan della band….Eppure bisogna ammettere che sono un gruppo assolutamente internazionale, li conoscono ovunque. Per quanto mi riguarda e’ il genere che non mi interessa proprio, loro magari saranno pure bravi…
    I Giuda sono veri al 100% e i miei amici in england dicono che questa sia una delle cose che più li fanno apprezzare da quelle parti. Altre band romane che hanno condiviso con loro cantine e piccoli palchi ne parlano con gran rispetto umano, al di la’ del fatto che la musica possa piacere o meno. Certo i BB sono meno “rock’ nei suoni, non e’ quello che mi va di ascoltare quando accendo lo stereo, ma un loro concerto lo vedrei volentieri!

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