Una domenica allo stadio: SASSUOLO – INTER 0 – 7

24 Set

Era dagli anni novanta che non andavo allo stadio, e in quel tempo andarci significava entrare nel tempio, nella cattedrale, nell’abbazia di Thelema del calcio: San Siro, naturalmente. Con Doc o con Dennis ero solito fare una gita fuori porta a Milano per vedere la beneamata.  Poi più nulla. Nonostante la cavalcata eroica di non troppo tempo fa, dove l’INTER in un lustro vinse 5 scudetti, alcune coppe italia, supercoppe e…ahem… la COPPA DEI CAMPIONI, (e vogliamo tacere del Triplete? Soli in Italia ad averlo raggiunto…), nonostante questo dicevo, causa una situazione personale un po’ traballante, mai mi riuscì di trovare l’energia per una scampagnata del genere.

Oggi, che il SASSUOLO è in A e che gioca nello stadio di REGIUM LEPIDI che ho dietro casa, torno a a vedere una partita di calcio dal vivo. Scelgo biglietti d’un certo tipo, tribuna inferiore, poco sopra alle panchine delle squadre. La giornata è perfetta, una dolce domenica soleggiata di fine settembre, la groupie e suo padre (interista) al mio fianco.

Riassaporo con gioia l’entrata nello stadio, è un’emozione anche solo questo. I posti scelti sono ottimi, mi guardo intorno e appena sopra di noi scorgo quella grande superfiga di BEDY MORATTI, sorella del presidente…

Bedy Moratti – Foto di Saura Terenziani

In breve lo stadio si riempie, più di ventimila persone, l’atmosfera è rilassata… uomini, donne, vecchi, bambini, famiglie… ah, che bello. Buffo vedere da vicino PAVENTI, NEBULONI e ADANI di SKY in posizione, a bordo campo, pronti ad iniziare il lavoro. Ad un tratto un po’ di trambusto dietro di noi: è arrivato il presidente,  l’unico che riconosco, MASSIMO MORATTI. Lo guardo con ammirazione mentre è assaltato da tifosi, giornalisti, fotografi… decide di tornare a seguire la squadra in trasferta dopo un anno e mezzo proprio quando io torno allo stadio… oh Page, adoro questi segni del blues.

Massimo Moratti - Sassuolo-Inter 22-9-13 - foto di Saura Terenziani

Con lui, la moglie MILLY, il presidente del Sassuolo e di Confindustria SQUINZI, GRAZIANO DEL RIO, oggi ministro ed ex sindaco di Regium Lepidi.

Come un bambino osservo incantato le squadre entrare in campo, vedere i miei ragazzi lì poco distante mi elettrizza.

Sassuolo-Inter 22-9-73 - foto di Saura Terenziani

Il mister davanti alla panchina è fighissimo, mi sembra bellissimo anche GIUSEPPE BARESI. Sono nell’empireo dei beati. In tribuna vicino a me due vecchi con logori cuscinetti da stadio con su scritto “Forza Reggiana”, qualche tifosa della domenica del Sassuolo che non sta zitta un momento e tanti, tanti, tanti interisti. Mi sento a casa. Io poi per il SASSUOLO provo simpatia, è la squadra del paese dove lavoro, è una squadra della provincia di Modena che gioca nello stadio di Reggio Emilia, che voglio di più? E poi, avere il Sassuolo in serie A è un bel segnale per tutto il distretto ceramico, un segnale di speranza, senza contare l’aspetto “promozionale”. Il centro commerciale inglobato nello stadio Giglio è pieno… pizzerie, bar, ristoranti, negozi, lavorano a pieno ritmo. Molto bene.

Rimango piacevolmente sorpreso dallo stadio in sé, dopo anni di abbandono e di miserie dovuti al fatto che la REGGIANA è impantanata da 15 anni in serie C, finalmente il Giglio risorge… il manto erboso è uno spettacolo e tutto sembra funzionare bene. Sono orgoglioso dello stadio di una delle mie due città.

La curva dei tifosi del Sassuolo è meravigliosa, gremita in “ogni ordine di posto”, applaude ed incita i proprio ragazzi. Il coro “chi non salta Carpigiano è” fa tenerezza. La curva dei tifosi dell’INTER invece si vede che è oliata bene in ogni meccanismo (anche nei più meschini). Canta, salta, balla, grida all’unisono…

Sassuolo-Inter 22-9-13 - curva intersita - foto di Saura Terenziani

Gli incitamenti alla beneata mi riempiono il cuore, ma quando parte il coro “Juventino pezzo di merda” inizio a storcere il naso. Lo Juventino è il mio avversario, anzi nemico, numero uno, la Juve è l’unica squadra contro cui tifo sempre e comunque, ma questa volgarità così gratuita non mi fa piacere sentendola gridata da una curva intera. “Milan Milan vaffanculo” mi fa sorridere, ma subito dopo con “milanista pezzo di merda” torno ad inquietarmi. Poco dopo parte poi un coro vergognoso contro i napoletani rei di essere (secondo la curva interista) “colerosi, terremotati” e poco propensi ad usare il sapone. Dura solo 20 o 30 secondi, ma me ne vergogno, da interista e da essere umano. Accenno al sorriso quando cantano “Si è già rotto Kakà”, visto il leggero fastidio muscolare che ha già bloccato il milanista, ma la voglia di leggerezza mi è passata.

La partita… che dire, dopo venti minuti siamo 3 a 0… per i primi goal scatto in piedi come una molla, ma poi assisto un po’ intristito alla debacle del Sassuolo. Nel secondo tempo, dopo sette mesi rientra in campo MILITO, e sono felice di essere lì ad assistere al ritorno del “prinsipe”.

Milito Entra in campo

La curva intona, sull’aria di WHEN THE SAINTS GO MARCHIN’ IN, “…Diego Milito facci un goal, è la Nord che te lo chiede, Diego Milito facci un goal”, ho la pelle d’oca e quando Dieghito risponde all’appello segnando, mi commuovo fino alle lacrime.  Che effetto che mi fa l’INTER quando vince, ragazzi… come l’assolo di JIMMY POIGE in SIBLY versione live 73 dal minuto 00:50 al minuto 01:03… brividi, tremori, giramenti di testa, palpitazioni, stelle negli occhi, rintocchi di campane,  pipì che scappa…

La partita finisce 0 a 7 per noi. Sassuolo a tratti inesistente, il solo SCHELOTTO a cercare di combattere, in quel suo modo sghembo ma viscerale. Sarà l’unico a fine partita che si metterà a piangere per la frustrazione, consolato poi dai giocatori dell’INTER…

Fino alla fine io e la groupie abbiamo sperato che proprio lui, Ezequiel, facesse il goal della bandiera. Per noi, da domenica, SCHELOTTO idolo assoluto.

Rincuorare Schelotto

Rincuorare Schelotto

Spiace per il Sassuolo, ma tutto sommato è stata una gran bella domenica. Certo, non si può giudicare l’INTER da una gara come questa, ma se ripenso a due anni  fa, quando la squadra lasciò 6 punti al NOVARA, il SASSUOLO odierno di quel campionato, beh non posso che rilevare lo stato di buona salute dei ragazzi: contro una squadra materasso, un team serio vince di goleada, e questo abbiamo fatto.

(Tutte le foto di Saura Terenziani)

2 Risposte to “Una domenica allo stadio: SASSUOLO – INTER 0 – 7”

  1. The Ghost Of BR 25/09/2013 a 18:52 #

    Nostro buon nerazzurro Tim, non potresti andar più spesso allo stadio? Vabbè che le avversarie non son sempre Sassuolo, però se porti fortuna…Condivido molte tue considerazioni (eccezion fatta per certe “bellezze”) e capisco il tuo disappunto per i cori eccessivi della curva. Non dimentichiamo però che tanti malcelati tifosi “perbene”, anche in TV, sui giornali o su internet, non danno sfoggio di grande civiltà. E ben sai che di fronte a troppo becero anti-interismo (il quotidiano “sportivo” dei Savoia ne è evidente portavoce) non possiamo proprio porgere l’altra guancia. Però è da apprezzare il tuo moderato invito a considerare “gli altri” avversari e non di peggio. Sembrerà banale, ma stante l’imbarbarimento dei modi non è da sottovalutare. Vado a riascoltarmi la ristampa di “Warrior On The Edge Of Time” degli Hawkwind, che sicuramente ai tuoi accoliti blues non dirà un granchè, ma resta pur sempre un iconico “sempreverde” space-rock. Ciaoooo

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  2. timtirelli 26/09/2013 a 11:29 #

    Illustrissimo fantasma di Joe Banks, grazie del commento. Non dimentico tutto il male che certe squadre (una in particolare) hanno fatto al calcio italiano, alla mia squadra e dunque a me stesso. Non voglio poi fare la parte del politicamente corretto a tutti i costi, in casa, sul divano davanti a Sky, quando gioca quella squadra ne dico di tutti i colori. E anche ieri sera, durante NAPOLI-SASSUOLO, mi sono infervorato incitando Davide contro Golia lasciandomi scappare parolacce, tuttavia un conto è essere sul divano di casa tua, un conto essere in mezzo alla gente, dove bisogna fare il massimo per non usare violenza verbale, e cercare di riportare il tifo sui binari , se non dei valori umani, perlomeno della decenza.

    Per quanto riguarda gli Hawkwind (sto ascoltando adesso l’album da te citato)…non è certo un gruppo di punta qui sul blog, sebbene Paolo Barone ne sia un estimatore. Personalmente non mi dicono tanto in più tra le loro fila c’era una figura che proprio non reggo.

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