L’ “avtunno”, l’integrazione e il vecchio Brian

5 Ott

Grigio e umido sabato autunnale. Io e Lakerla di primissima mattina siamo già in giro. Ci mandiamo sms per confortarci a vicenda. Mentre attraverso la campagna, penso che solo un sabato fa era piena estate, e che in centro a Mutina per un mini sinodo insieme a Picca, Jaypee e Lorenzo Stevens, sotto la Ghirlandina in piazza Grande, dopo un pranzo a base di e tortelli di zucca e bollito, si stava da Page.

TRES HOMBRES: da sx a dx JayPee, Tim, Picca - Foto di Lorenzo Stevens

TRES HOMBRES: da Sx a DX: JayPee, Tim, Picca – Foto di Lorenzo Stevens

Invece oggi il cambio di stagione si inizia a sentire e a vedere.  Entro da Brian che, in pigiama, esordisce con:“Tim è arrivato l’avtunno”. Lo lavo, lo preparo e usciamo. Restiamo a Mutina, troppo cotto per andare a Ninetyland. Caffè e paste al bar di Chen il cinese, spesa e chiacchiere lì al centro commerciale New Tower. Brian si ferma a parlare con gente che non riconosce più. Un vecchio di 85 anni, che vengo a sapere Brian conosce da almeno 40 anni,  e che si tiene in forma spazzando la corte interna del New Tower, mi dice che lo fa per tenersi in forma, altrimenti se si adagia sulla poltrona a guardare la TV “per me l’è finida”. Con la stessa nonchalance mi informa che ha perso sua moglie due mesi fa.

Stiamo parlando davanti al negozio MEDITERRANEO – ARTICOLI ORIENTALI gestito da un nordafricano di mezza età che viene ad aggregarsi. Mi sorride, attento ad essere gentile, cercando in maniera discreta di sentirsi parte del gruppo. Cerco, per quanto possibile, di tenere i discorsi di Brian incanalati su terreni comprensibili, Khalid (non conosco il suo nome ma lo chiamo così) se ne accorge, ma mi fa cenno che capisce e che non devo preoccuparmi. Il vecchio modenese parla di politica e del cavaliere nero caduto – sembra – finalmente in disgrazia. Commento e alla fine mi scappa, in modenese stretto,  un “Mo’ dio canta an s’pol menga”. Khalid, ride. In quel momento mi è sembrato uno di noi, intendo dire…uno perfettamente integrato. Mantiene sempre un atteggiamento sempre un po’ reverenziale che la dice lunga su meccanismi vecchi di secoli, ma Khalid ormai è un modenese.

Entriamo al Conad, non prima di aver salutato la zingare seduta per terra all’entrata. La guardo negli occhi, si vede che non è abituata alla cosa. Mi sorride ma con un punto interrogativo gigante che le si accende sul viso. Facciamo la spesa. Usciamo, lascio qualche spicciolo alla zingara. Magari è una vittima del racket delle elemosine, ma non riesco ad evitare quel piccolo gesto. Mi viene in mente una frase che ho sentito tante volte: “ste atenti ca ghè di singànai in giro!” (state attenti che ci sono degli zingari in giro).

GipsyGirl

Ci fermiamo all’edicola della LITTLE CROSS…La GAZZA dello sport, la REPUBBLICA, il MANIFESTO. Nel lunotto della blues mobile bagnato di gocce di pioggia Brian scrive “W TE”. Il TE è riferito a me.

Che tenero che è diventato Brian. Lo osservo, dietro il velo dell’alzheimer credo di scorgere il giovane Brian…

Il vecchio Brian - foto di TT

Il vecchio Brian – foto di TT

Il giovane Brian (1958 circa)

Il giovane Brian (1958 circa)

Torno verso Borgo Massenzio. Ancora preda di un STEVE VAI kick, mi godo ad alto volume EAT ‘EM AND SMILE  e SKYSPCRAPER di DAVID LEE ROTH, due magnifici album di big hard rock americano. L’approccio alla take no prisoners (seppur scanzonato) del primo, gli accenti progressive del secondo… spettacolo…

Arrivo alla domus saurea, osservo lo squarcio prodotto dai due boscaioli (i genitori della groupie). Scuoto la testa.

Domus Saurea, l'opera dei boscaioli.

Domus Saurea, l’opera dei boscaioli.

Pranzo. Bistecca e birra media. Caffè, doppio southern comfort. Crollo sul letto. Mi alzo alle 18, subito dopo aver sognato che stavo per morire e che stavo scrivendo una lettera d’addio agli illuminati del blues. Avevo appena iniziato quella a Picca. Zabaione, frutta.  Sullo stereo READY AN’ WILLING degli WHITESNAKE.

Rising with the morning sun
I turn to greet the dawn,
Knowing I must face another day
Sleepless night behind me,
Just a memory of pain,
My heart has always been a cross to bear

Mi accingo a guardare INTER-ROMA.

Just another saturday for the ordinary bluesman…

Tim Tirelli, ordinary bluesman (foto di repertorio)

Tim Tirelli, ordinary bluesman (foto di repertorio)

Una Risposta to “L’ “avtunno”, l’integrazione e il vecchio Brian”

  1. bodhran 06/10/2013 a 08:47 #

    Tralascio volutamente la fine del post (sai tanto quanto me ne freghi del calcio a me), ma quella foto di Brian da giovane mi ha fatto venire in mente Marlon Brando in “Fronte del porto”, ci credo continui a conquistare cassiere e signore, gran fico!

    Mi piace

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