STEVE VAI live al Vox di Nonantola (MO) 2 ottobre 2013 – TTTT

4 Ott

Steve Vai lo seguo dal 1984. Ero abbonato a GUITAR PLAYER, rivista americana che in quegli anni allegava un 45 giri in vinile “flessibile” dedicato soprattutto ai nuovi talenti chitarristici. In uno dei numeri di quell’anno c’era ATTITUDE SONG di STEVE VAI.

Ascoltandolo in fonoteca a Nonantola insieme a GIANNI NICOLINI (famoso chitarrista jazz modenese), arrivammo alla conclusione che in quei tre minuti e passa c’era davvero qualcosa di nuovo, chitarristicamente parlando. A quel punto STEVE aveva già suonato qualche anno con FRANK ZAPPA e pubblicato FLEXABLE, il suo primo album. Lo vidi poi nella parte del chitarrista del diavolo in CROSSROADS/MISSISSIPPI ADVENTURE (figura perfetta vista la sua data di nascita: 6/6/60), quindi nella band di DAVID LEE ROTH per tre anni sfavillanti ed infine negli WHITESNAKE dove suonò in SLIP OF THE TONGUE. Lo vidi dal vivo nella tour relativo a quest’ultimo album, al MONSTERS OF ROCK di Bologna nel 1990, dove tra l’altro insieme al maestro BEPPE RIVA e a GIANNI DELLA CIOPPA, bazzicavo il backstage.

Nel 1989 VAI pubblicò PASSION AND WARFARE, il suo disco solista più di successo, che conteneva la ormai leggendaria FOR THE LOVE OF GOD…

Quello fu il punto più album del mio interesse per lui. Gli anni novanta, duemila e dieci mi videro lontano da tutto il movimento dei guitar-hero, tuttavia continuavo a gettare un orecchio alle cose di JOE SATRIANI e di STEVE VAI appunto. VAI venne anche un paio di volte al VOX di Nonantola, ma snobbai la cosa. Non è stato così per il concerto dell’altra sera.

Alle 20,30 sono nella mia dolce, cara, amorevole home town. Prima di infilarmi nel VOX, faccio un giro per il centro insieme alla groupie, ed è bello sentirle dire: “Che carina che è Nonantola!” Probabilmente non è vero, ma far due passi per via Roma (the heart of the city) con l’Abbazia che appare pian piano al di sopra delle vecchie case del centro, di sera, coi lampioni accesi, ha il suo fascino…

Nonantola - the heart of the city - foto di Saura Terenziani

Nonantola – the heart of the city – foto di Saura Terenziani

L' abbazia di Nonantola - foto di Saura Terenziani

L’ abbazia di Nonantola – foto di Saura Terenziani

E mentre passeggio sotto ai portici, il mio pensiero non può che tornare all’autunno di 7 lustri fa quando, ragazzino, insieme a Biccio giravo instancabilmente per le stesse stradine fantasticando sulla vita e sul futuro. Ah.

VOX: a sedere su due poltroncine di pelle a parlare amabilmente con la groupie fin verso le 21. Dopo pochi minuti, le luci si abbassano, ci incamminiamo verso il palco, raggiungiamo senza fatica un buona posizione (il Vox è mezzo pieno, o, come dice la groupie, mezzo vuoto). E così eccolo qui, STEVE VAI.

STEVA VAI al Vox di Nonantola (MO) - 2 ottobre 2013 (foto di Saura Terenziani)

STEVA VAI al Vox di Nonantola (MO) – 2 ottobre 2013 (foto di Saura Terenziani)

Oltre alla sua (incredibile) abilità chitarristica, noto con piacere che ha un riflesso incondizionato che dimostra quanto da ragazzino abbia amato i LED ZEPPELIN: i pantaloni richiamano il “dragon suit” di JIMMY PAGE del 1975, spesso si lancia nel JIMMY PAGE WALK (minuto 0:08/0:11, 1:11/1:16, 2:35/2:43 e soprattutto 3:12/3:12 di ROCK AND ROLL 1973), e in pose comunque relative al modo di PAGE di star sul palco nel film TSRTS.

La band che lo accompagna ha una sezione ritmica di quelle che non mi interessano, musicisti dotati che però non mi smuovono, che non mi danno praticamente nulla, e anzi, spesso mi infastidiscono. Il batterista non suona quasi mai “chiuso”, è costantemente sui piatti, soprattutto sui crash che hanno un suono orribile. Pure il ride che dovrebbe essere più dolce, ha il suono di una lingua barbara anziché di una romanza.Per non parlare poi di una sorta di piatto china, che non riesco a vedere, ma che suona appunto come il china cymbal, una delle cose che detesto maggiormente nell’universo. Aggiungiamoci l’uso smodato del doppio pedale, una batteria davvero brutta, pantaloni da basket. tatuaggi etc etc. Il bassista ha un basso arancione sei corde e porta pantaloni militari. Dave Weiner, l’altro chitarrista, invece mi piace. Umile e bravissimo, mette la sua tecnica superba al servizio del gruppo, senza la pretesa di dover dimostrare nulla. Molto carino il suo intermezzo acustico.

Dave Weiner

Dave Weiner

Di VAI in generale colpisce il, seppur sottinteso, controllo totale dello strumento. Mi chiedo come si possa andare oltre quello che fa lui. Si può anche non amare completamente il suo lavoro (specialmente sui pezzi duri), ma è difficile non rimanere a bocca aperta nel vedere come utilizza la whammy bar, o quanto va veloce o che razza di intonazione (sulla chitarra) abbia…cose che noi umani non riusciremmo mai ad ottenere. Tutto questo mentre, in qualche modo, riesce spesso a travalicare il modus operandi da guitar-hero ed entrare nel mondo della musica vera e propria.

In un paio di momenti, quelli più lenti, mi sciolgo e divento tutt’uno con il liquido musicale che galleggia nell’aria…

…TENDER SURRENDER, dal sapore hendrixiano…

WHISPERING A PRAYER, lenta coinvolgente, piena i spiritualità…

Brividi.

Nel mezzo di questi due strumentali lenti, la groupie filma WEEPING CHINA DOLL…

Verso le 23, dopo due ore di concerto inizia il set acustico… io avrei iniziato i bis. Comincio infatti ad annoiarmi un po’. Accompagno la groupie al bar per una lemonsoda (o meglio due dita di lemonsoda e dieci di ghiaccio… 4 euro), controllo sul cellulino i risultati della Champions League.

STEVE VAI al Vox di Nonantola (MO) - foto di Saura Terenziani.

STEVE VAI al Vox di Nonantola (MO) – foto di Saura Terenziani.

Finito il set acustico, l’assolo di batteria e di basso, arriva sul palco PREDATOR…

Predator

Un STEVE VAI dal futuro atterra al vox…è tempo di THE ULTRA ZONE.

STEVA VAI al Vox di Nonantola (MO) - foto di Saura Terenziani

STEVA VAI al Vox di Nonantola (MO) – foto di Saura Terenziani

Io ne avrei già abbastanza, ma voglio aspettare FOR THE LOVE OF GOD che puntualmente arriva alla fine per concludere il rituale nel modo giusto. Serata piacevole, e a tratti sorprendente, meglio di quanto mi aspettassi. Ultimo appunto: concerto troppo lungo. VAI comunque è un buon intrattenitore, a volte buffo, ironico e mai sopra le righe. Suona per il piacere di farlo, lo vedi, lo senti. In alcuni momenti capisci che si perde dentro ad una spiritualità tutta sua, ed bellissimo starlo a guardare e a sentire. Bravo Steve.

Steve Vai al Vox di Nonantola (MO) - foto di Saura Terenziani

Steve Vai al Vox di Nonantola (MO) – foto di Saura Terenziani

Scaletta “Story of Light Tour 2013″:

Intro
Racing the World
Velorum
Band Introductions
Building the Church
Tender Surrender
Gravity Storm
Dave Weiner Solo (Acoustic Guitar)
Weeping China Doll
Answers
The Animal
Whispering a Prayer
The Audience Is Listening
Michael Aaron Solo (Keyboard)Rescue Me or Bury Me (Vai song)
Sisters
Treasure Island (with The Beast)
Salamanders in the Sun
Pusa Road
Jeremy Colson Solo (Drums)
The Ultra Zone
Frank
Build Me a Song
For the Love of God

Encore:

Taurus Bulba

3 Risposte to “STEVE VAI live al Vox di Nonantola (MO) 2 ottobre 2013 – TTTT”

  1. davide 04/10/2013 a 18:42 #

    grazie per la recensione, ‘mi piace il tuo stile, Tirelli’….direbbe un cowboy sorseggiando della salsaparilla.

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  2. saurafumi 04/10/2013 a 19:20 #

    A me è piaciuto molto. Mi sono proprio divertita, e ultimamente non è facile che mi diverta ad un concerto. Credevo che mi sarei annoiata di più, invece, set acustico a parte, il mio livello di attenzione si è sempre mantenuto alto. Poi vederlo così da vicino, in un concerto proprio a misura d’uomo, è sempre emozionante. In fondo, guitar hero o meno, è pur sempre una leggenda del rock. :-)

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  3. Giancarlo T. 05/10/2013 a 22:03 #

    Stefano Vai era presentato da Zappa nel tour dell’82 come addetto alle “impossible guitar parts”. Quando abbandonò Coverdale, nel famoso concerto di Donington 91, venne presentato come “the seven strings guitar sorcerer”…di persona è…era…un ragazzo timido e cortese, devoto al Maestro e alla nonna, cui scriveva “nice letters in italian” (dalla intro al concerto di Pistoia). E forse un giorno qualcuno racconterà la verità sulla famosa visita a Partinico di Zappa accompagnato da Vai…ben al di là di quanto sta nel film di Cuccia…mi piace leggere che ti sia piaciuto, Tim. Io me lo sono perso, peccato.

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