CD MADNESS: il mercato è impazzito

1 Dic

Sono settimane che io e Picca ci scambiamo – sbalorditi –  email relative al continuo flusso di box set ed edizioni speciali che il mercato lascia tracimare ormai senza controllo. Alcuni titoli sono appetibili…i nomi sono altisonanti ma anche qui ci si interroga se ad esempio il BOX SET VOLUME 1 (volume 1 si badi bene) di BOD DYLAN con 47 cd non sia già oltre la soglia del praticabile …o il BOX con i tutti i 19 album in cd di JOHN MELLENCAMP sia davvero necessario. Quale deve essere il limite massimo di cd che un box set deve contenere? Io penserei, così tanto per dire, a  8/10 per nomi importanti e 4/5 per nomi minori o di culto.

E invece no, ecco che per LEO SAYER (zio can, Leo Sayer) esce un cofanetto da 14 cd per un totale di 166 pezzi. Oh, c’è da sparasi nei maroni se per natale ti arriva un lavoro del genere.

leo sayer

Picca oggi mi ha scritto: “per natale avevo deciso di regalarti il centuplo di leo sayer, ma adesso è subentrato l’ottuplo di alexander o’neal e sono sopraggiunti dei dubbi…” che ridere ragazzi, e che piangere al pensiero di un un cofanetto anche per O’NEAL, sei album e due cd di “seven-inch and twelve-inch remixes”.

Ma anche nomi a noi cari non sono esenti da cose imbarazzanti:

Milionesima ristampa per STICKY FINGERS, presentato anche in versione Platinum, dove il platino è usato al posto dell’alluminio per creare lo strato protettivo del CD. Non sanno più cosa inventarsi per farcelo comprare di nuovo…(naturamente la lampo/cerniera è vera)…

RS Sticky Fingers a

Veniamo ai nostri cari, adorati EMERSON LAKE AND PALMER, è di qualche giorno fa l’annuncio che in aprile del 2014 uscirà la deluxe edition della deluxe edition di BRAIN SALAD SURGERY che includerà i nuovi mix 5.1, alternate takes, materiale inedito  e altre curiosità…dunque vediamo un po’, io ho l’LP, due versioni in CD entrambe rimasterizzate, la versione giapponese in K2HD e la deluxe edition…che faccio, compro anche questa?

ELP Brian Salad Surgery April 2014

Poi, teniamoci stretti, è uscito il cofanetto di ROGERT TAYLOR, batterista dei QUEEN…ma nulla cosmico benedetto, il cofanetto di ROGER TAYLOR, ma non era sufficiente (eventualmente) un doppio CD con i momenti più riusciti (sempre che nella carriera solista di TAYLOR ci siano momenti riusciti)? In più, beffa nella beffa, il box set è pieno di errori I N C R E D I B I L I: indicizzazione sbagliata, mix diversi da quelli descritti, running order sbagliati, canzoni che ad un certo punto si interrompono e poi ripartano dai secondi iniziali, errori tipografici e testi mancanti. Roba da galera.

Roger Taylor box set

Continuiamo: sembra che  nelle recenti ristampe di Robert Palmer la musica sia presa da mp3, invece di usare i file WAV lossless hanno usato gli mp3. Al mio tre tiriamo una madonna tutti insieme. Siete pronti? Uno, due, tre, ma porca …….!

Robert Plamer last reiussues

Veniamo a ROD STEWART, TIME – il suo ultimo album è uscito in maggio, adesso pubblicano già la deluxe edition di 2 CD…

Rod Stewart

Le tre serate del febbraio del 1970 che i PETER GREEN’S FLEETWODD MAC suonarono al Boston Tea Party sono riproposte in un 3CD set, e fin qui nulla di male. Il problema è che sono inclusi 5 sottobicchieri con su stampate le facce dei nostri.

FM Boston 3CD set

FM Boston sottobicchieri

A tutto questo si aggiunge che AMAZON ormai è diventata la sola realtà che vende e distribuisce musica su supporti fisici in rete. E’ un monopolio che spezza le reni a tutte le altre realtà, piccole, indipendenti e anche di grandi dimensioni. Aggiungiamo che le condizioni di lavoro dei dipendenti di AMAZON non sembrano essere certe le più dignitose, e questo problema si riflette anche sull’indotto nato intorno al world’s largest online retailer.

L’altro giorno mi è arrivata un’email dal responsabile di JAZZ LOFT, dove si diceva che l’azienda chiude i battenti. JAZZ LOFT era your source for independent & imported CDs, DVDs, & Vinyl specializing in jazz, avant-garde & modern classical, era dunque un punto di riferimento per tanti appassionati. Il Jazz non è my cup of tea, ma sono davvero dispiaciuto. E’ da JAZZ LOFT che mi rifornivo delle a me tanto care SPACE SAVING CD SLEEVE…

To my amazing customers,

After 15 years of serving the jazz and avant-garde artists and customers, The Jazz Loft is going out of business sometime early next year.  Over the past few years, the market has become harder and harder for a small, independent record store like mine to survive.  

 We’ve been beaten up by:

  • Amazon’s predatory pricing schemes selling items below cost
  • At least two of my major distributors going out of business for the same reasons
  • In January, the U.S. Postal Service tripled the cost of shipping outside the U.S. instantly alienating 40% of my business.
  • Downloads, streaming, ripping, burning, stealing… you name it.

I appreciate all the faithful customers who have been loyal to me for years, if not decades.  It is my goal to reemerge in early 2014 as a boutique store on eBay.  

 We will continue to sell our CD & DVD Space-Saving Sleeves!

 We are having a clearance sale until all merchandise is sold.  As things are selling out, I am trying to remove them from the site.  As stated below, all future orders will be filled with inventory on hand.  If you place an order, please list alternatives in the Customer Order Notes box at checkout.

 Thank you again for all your loyal support.  

Best wishes,

Alan Lawrence – http://www.jazzloft.com/

Jazz Loft

Io sono davvero imbarazzato e confuso, per quanto mi dia piacere possedere cofanetti e deluxe edition ed ascoltarne i contenuti, il tutto ci sta scappando di mano, e sto seriamente pensando di ritirarmi da questa corsa ossessivo-compulsiva. Non so se riuscirò, magari non del tutto (che farò quando mi si presenteranno davanti le deluxe edition dei LZ, o ipotetici cofanetti di BAD CO, JOHN MILES, MAHOGANY RUSH, EDGAR WINTER tanto per fare qualche nome?), ma devo mettere un freno, ed evitare di cadere in questo pozzo senza fine.

10 Risposte to “CD MADNESS: il mercato è impazzito”

  1. lucatod 01/12/2013 a 15:18 #

    Ormai si sta cercando di rifilare sempre la stessa roba , ad acquirenti (come noi) che Forse non saranno mai sazi dei loro tanto amati idoli . Dico forse perché per alcuni dischi ho detto stop .Sticky Fingers ad esempio ce l’ho in tre versioni , mc (bianca) no remaster , vinile UK del 1979 con vera zip e infine cd (1994?) , un altra versione ? Non credo proprio !
    Ho alcuni album di Roger Taylor e credo che siano pure troppi , certo qua e la ci sono anche dei pezzi carini , ma un cofanetto è troppo , lo sarebbe stato anche un best of .. ..best of di che ?
    Mesi fa ho acquistato per una ventina di euro quello con la discografia degli Eagles , ok il prezzo vantaggioso , ma è abbastanza miserello , ho preferito quello di Simon & Garfunkel . Mentre le “super” versioni audio degli EL&P non mi prendono particolarmente , penso che questi dischetti non possano nemmeno essere letti nel mio normale impianto , inoltre mi bastano le versioni vinile e cd .
    Poi per la serie box sovradimensionati , quello dei Sex Pistols , certo sono solo 3 CD , ma non dimentichiamoci che hanno pubblicato un solo album , il resto è spazzatura ….

    Comprerò senz’altro i nuovi remasters dei LZ , perché NON POSSO FARNE A MENO , li sto aspettando perché spero includano anche del materiale LIVE inedito ripulito , ma se devo essere onesto da Jimmy Page non mi aspetto non so che , magari ci rifila roba d’archivio sentita e risentita sui numerosi boot , ma è ancora troppo presto e spero di sbagliarmi .
    Sono d’accordo anche sul fatto che amazon detenga ormai il monopolio di questo commercio (e non solo) , io mi trovo bene , consegne rapide , buoni prezzi (sfogliare il vecchio catalogo NANNUCCI era tutta un’altra cosa) , poi ovviamente frugare nei negozi di dischi è una goduria unica , che va ben oltre i prezzi scontati etc. ma dalle mie parti non ne sono rimasti nulla , anche a Londra dove sono tornato di recente ne hanno chiuso un casino , al loro posto negozi di cianfrusaglie british tutte uguali per i turisti … sigh ..

    Un box di Leo Sayer ! Mi chiedo , chi ca–o se lo compra ?

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  2. claude65 02/12/2013 a 12:22 #

    Premesso che anch’io ormai compro tutto o quasi via Amazon, non significa che la cosa mi riempia di gioia. Il fatto è che qui da noi per trovare un negozio di dischi degno di questo nome ormai si devono fare 30Km (Carù Dischi a Gallarate) o andare a Milano. Aggiungiamoci che il tempo a disposizione è poco e il gioco è fatto; sei praticamente costretto a comprare su Amazon.
    E capita che a volte, non lo nascondo, mi ritrovo ad acquistare in maniera quasi compulsiva, senza riflettere troppo sulle scelte che faccio. Anni fa, complice forse anche il fatto che le disponibilità erano più limitate, la scelta di un disco era molto più meditata, quasi un atto sacrale.
    A Borgomanero, per un certo periodo, abbiamo avuto anche due (!) negozi in contemporanea, buoni entrambi. Ci si andava non solo per comprare, ma anche per scambiarsi opinioni, consigli. Da cosa nasceva cosa. Magari poi il disco che cercavi non c’era e lo dovevi aspettare un mese e quando arrivava era festa! O entravi con una intenzione e uscivi con tutt’altro in tasca. Bei tempi, che nostalgia!
    Anche adesso quando arriva il pacco di Amazon è bello, però è diverso. La cosa è vissuta più in solitudine, non hai nessuno a cui sorridere, a cui dire grazie. Ho appena visto un video in cui Amazon usa i droni per fare le consegne. Tra un po’ non si potrà più ringraziare neanche il corriere. E poi si parla di creare nuovi posti di lavoro! Non sono contro la tecnologia, anzi. La tecnologia mi da di che vivere. Sono contro l’azzeramento dei rapporti umani, sono a favore di uno sviluppo sostenibile, di una società che dia opportunità a tanti e non i monopoli a pochi.
    Vista la velocità con cui corre questo nostro tempo, probabilmente è già troppo tardi per cambiare il corso delle cose ma mi chiedo se non ci sia proprio rimedio a tutto questo.
    Le politiche culturali di questo martoriato paese non brillano di certo per oculatezza e visione però, a costo di sembrare demagogico e in controtendenza, penso che si potrebbe intervenire con una leggina come hanno fatto in Francia per mantenere vive le piccole librerie indipendenti.
    Semplicemente hanno deciso che un libro lo paghi uguale tanto su Amazon quanto in libreria, quale essa sia. Basterebbe estendere il concetto ai CD DVD ecc. Spenderemo qualche euro in più, ma in questo modo molti riuscirebbero a sopravvivere. E poi vuoi mettere? Andare in centro a comprarsi un disco e fare due chiacchiere sarà pur meglio che vedere il tuo cane mentre azzanna il drone che ti è atterrato in cortile. Che poi devi pagargli anche i danni, a Mr Amazon, e addio risparmio.
    Ciao a tutti

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  3. alexdoc 02/12/2013 a 14:36 #

    Anch’io sono un “amazoniano” (o “amazonico”?) da anni, ma sono sempre riuscito a resistere senza troppa fatica alla tentazione di cadere nell’ossessivo-compulsivo. Per questo Natale mi concederò (o forse me lo farò regalare) il cofanetto con inediti “Dalla-Roversi”, sperando tra qualche anno di averne uno analogo relativo però all’immediato periodo post-roversiano di Lucio (1977-80). Belli, i sottobicchieri coi faccioni dei Mac “prima maniera” British Blues, per adesso ancora “non mi avranno”, ma se e quando li faranno per il “Dream Team” Pop con i visi delle divine Stephanie e Christine ci farò un pensierino. ;)

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  4. bodhran 02/12/2013 a 15:10 #

    Resistere alla comodità di Amazon non è facile, sia per i dischi che per i libri, soprattutto quando in una normale libreria rischi di fare un’ordine e dover aspettare anche un paio di mesi. Resistere alle special editions invece è una cosa che mi viene facile, non mi sono mai appassionato ai remix, rimasterizzazioni e tantomeno alle ristampe, deluxe o meno, unica eccezione i 3 vinili Remasters degli Zep del 1990.
    E’ comunque un altro segno dell’inesorabile (e augurabile, se devono “trattarci” così) sgretolarsi dell’industria musicale.

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  5. mikebravo 02/12/2013 a 19:35 #

    Compro dischi dal 1971 ma non ho mai comprato da amazon.
    Tra i piaceri imprescindibili della mia vita c’è la frequentazione
    assidua e prolungata dei negozi di vinile.
    Momenti intensi vissuti con piacere.
    Mi piace la ricerca, il toccare con mano, la sorpresa, magari il
    colpo grosso o inaspettato.
    Una passione che avevo da ragazzo e che mi mantiene vivo
    tuttora.
    4 o 5 negozi di vinile usato e 9-10 mercatini in franchising
    sono la mia america vicino a casa ( al massimo arrivo a
    Vignola o ad Ozzano Emilia ).
    Aggiungiamo 2 fiere del disco all’anno ( al palanord ).
    Niente di piu’ ma tanta felicita’.

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  6. Paolo Barone 03/12/2013 a 04:48 #

    Ho visto oggi al telegiornale qui a Detroit le prove del drone consegna pacchi di amazon. Una cosa da brividi. Viviamo tempi difficili per noi, pieni di contraddizioni…E i nostri commenti a questo post mi fanno sentire meno solo, il che non e’ da poco! Complimenti a mikebravo non solo per la competenza e i gusti musicali che sento sempre molto vicini, ma stavolta anche per la coerenza. Io compro dischi dal ’79 e devo dire che uso spesso amazon per i motivi che sappiamo tutti. Ma non lo faccio volentieri, anzi incomincia ormai a diventare sempre più fastidiosa questa cosa…comoda e veloce quanto vuoi, ma credo che presto troveremo una soluzione più coerente e sostenibile. Vado spesso nei negozi di dischi. Ho la fortuna di averne molti e ottimi, sia a Roma che a Detroit, mentre nei mesi che passo a Scilla ho un banchetto di vinile e cd usati la domenica in un mercatino. E pensare che fino a pochi anni fa a Reggio Calabria c’era il miglior negozio di dischi che abbia visto in vita mia. Il proprietario, Guglielmo, aveva una competenza impressionante ed era riuscito a far diventare il piccolo negozio un punto di riferimento culturale. Oggi quando vado in un negozio di dischi difficilmente so cosa prenderò. Entro e mi godo un oretta di esplorazioni per poi, a volte, tirare fuori qualcosa, quasi sempre vinili usati. Mentre passo ad amazon le mie ricerche mirate. Alle volte recupero qualcosa anche su ebay, poco a dire il vero, che alle aste mi battono sempre…
    Ho la sensazione che l’impero amazon presto iniziera’ a ridimensionarsi, questa sensazione di fastidio di cui stiamo parlando l’ho sentita da più parti, qualcosa credo che cambierà, magari un servizio di vendita online alternativo e meno distruttivo…mah, chissà! Le deluxe edition, ristampe e cofanetti da 10 e passa cd mi lasciano invece quasi sempre indifferente. Preferisco di gran lunga comprare un disco in vinile originale, se lo trovo a prezzi ragionevoli, che una edizione remix, remaster, surround, e quant’altro.

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  7. picca 03/12/2013 a 11:21 #

    Un giorno parliamo anche di prezzi. Ho visto, a pochi giorni dall’uscita, l’immersion box di Dark Side Of The Moon a 145 euro in un negozietto e a 94 euro in un megastore(credo Comet). Mi chiedo: quanto cazzo costa il maledetto box? A quanto lo vende la E.M.I.?Ammesso che Comet lo venda sottoprezzo in qualità di esca per clienti, 51 euro di differenza su 145 mi sembrano una follia. Ok il rapporto umano e il senso culturale del negozietto, ma ci sono differenze di prezzo assurde. Fleetwood Mac Rumours Deluxe box 79 circa in negozio, 55 circa da Comet. Il nuovo Stones 2 cd e 1 dvd viene venduto a 22’90 circa in negozio e a 15’90 al megastore, per non parlare di internet dove forse lo trovo anche a meno. Il vinile di Nursery Crime dei Genesis 29’90 in negozio ( il prezzo del vinile nuovo è una presa per il culo totale) e 22’90 al mega. Conosco gente che davanti al disco da comprare va in para perchè sente una vocina che dice ‘occhio, magari se cerchi in giro lo paghi meno’ e a volte finisce per non comprare un cazzo. Poi se vai al negozietto e chiedi il box di Harry Nilsson (tanto per dire) non solo sai che lo pagherai 20 euro in più che se hai il colpo di culo di trovarlo al mega o di rivolgerti sul web, ma ti senti anche dire ‘lo metto in nota e lo chiedo al distributore/importatore’.
    Cioè : io posso andare sul web con lo smart-phone e ordinarlo in 5 minuti su Amazon risparmiando un bel po’ e tu devi sentire l’importatore (che poi ricarica la sua fetta di pecunia) ???? Guarda, faccio prima: ce l’ho anche io l’importatore e si chiama Amazon, mi arrangio. Con questo non voglio mica colpevolizzare i negozianti del negozietto ma evidentemente nel sistema c’è qualcosa che non va. Il mercato, come sempre, funziona alla cazzo, almeno per noi acquirenti e credo anche per i negozianti. Parlavo con Robby di Dischinpiazza qui a Modena e mi diceva che il cd che ha venduto di più negli ultimi tempi è stato il cofanetto di Stephen Stills Carry On (4CD di Stills nel 2013!!!) mentre l’ultimo di Madonna o Lady Gaga non li vuole nessuno.

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  8. picca 03/12/2013 a 11:29 #

    …continua da sopra…
    Quindi propongo una cosa: cari discografici delle mie palle, sfagiolate una politica che preveda superprezzi di offerta per quelli che voi considerate best-sellers (Gaga, Emma Marrone, Mengoni, Giuseppina Ferreri, la Nannini, Biagio, Eros, Madonna, One Direction eccetera) e concentratevi sui megastore, dove transita il popolo che si ciuccia le suddette vaccate. Ai negozietti invece proponete politiche di forte sconto per quanto riguarda le sborrescion edition, i deluxe, i box sets, gli Skydog di Duane Allman, il box dei Fleetwood, il box di Cooder, l’immersion di Floyd, il collector’s di Tommy, così noi ossessionati amanti del disco e collezionisti al pari dei filatelici andiamo a spendere i nostri soldi a cuor leggero sostenendo i negozi e la loro valenza cultural-social-tradizionale e tutti insieme la cacciamo nel culo ad Amazon e ai suoi ridicoli droni (driiin…chi è?? signora sono il drone, c’è da firmare…scendo subito!)

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  9. lucatod 03/12/2013 a 12:48 #

    Anch’io amo collezionare vecchi vinili che possibilmente preferisco scegliere presso negozietti o bancherelle dei mercatini (ma questo lo posso fare solo quando sono in viaggio perché dalle mie parti non se ne trovano più) che come dice MikeB , danno piacere unico . In sostituzione (forzata) di questi , acquisto i vinili usati su ebay , da due o tre negozi inglesi di fiducia (prezzi ottimi e spese di spedizione inferiori a quelle dei negozianti italiani ..) .
    Sono d’accordo con Picca , è vero che i piccoli negozi andrebbero aiutati , ma (almeno per quanto riguarda i CD) ,c’è un abisso con i prezzi posti da Amazon o un mediaworld .

    Nel ’96 Pulse dei Pink Floyd costava 50.000 lire (edizione speciale con libretto cartonato e quel cazzo di LED) da trony , mentre nel negozio a pochi passi 75.000 , ed era l’edizione “economica” ! Non ho ancora visto un negozio di CD (i vinili usati sono un discorso a parte) DVD etc , fare prezzi vantaggiosi o comunque onesti .

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  10. bodhran 03/12/2013 a 15:53 #

    è il solito cane che si morde la coda: ovviamente siamo per i piccoli negozi di dischi e per le librerie con i librai e non con i commessi, ma per risparmiare compriamo su Amazon o simili, e i piccoli negozi chiudono.
    Tutto questo mentre le etichette discografiche stanno disperatamente raschiando i barili rimasti prima di doversi reinventare un mestiere e Amazon tratta i dipendenti come schiavi. E il titolo del post è tristemente perfetto: il mercato è impazzito

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