ORIGINI: McLeod’s Reel – Bonyparte – Hoedown

20 Gen

McLEOD’S REEL (la danza scozzese di McLeod) – traditional scozzese del 1700 circa…

BONYPARTE aka BONAPARTE’S RETREAT  (Bonyparte era il nome di un cavallo da corsa) – William Hamilton Stepp 1937 (recorded by Alan Lomax)

(probabilmente scritta nel 1892 da James Thornton col nome di O’BRIEN’S HORSE, BONYPARTE)

HOE-DOWN from RODEO (l’Hoe-down è una festa campagnola dove si balla. Hoe significa zappa/ dare addosso/ andare all’assalto/ sarchiare / togliere le erbacce) – Aaron Copland 1942

HOEDOWN  – Emerson Lake & Palmer 1972

21 Risposte to “ORIGINI: McLeod’s Reel – Bonyparte – Hoedown”

  1. mikebravo 22/01/2014 a 15:01 #

    Ai collezionisti di ELP segnato il cdsingle a tiratura limitata uscito per i 25 anni
    di FANFARE FOR THE COMMON MAN che contiene una versione live, allora
    inedita, di HOEDOWN.
    l

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  2. picca 23/01/2014 a 11:44 #

    Pensa il culo sfondato di Aaaaaaaron Copland che prima può chiavare ‘Bonaparte’s retreat’ in toto, senza che nessuno rompa il cazzo per eventuale plagio o royalties da pagare a qualche fiddler del Kentucky o a qualche pastorello delle Highlands, e ci basa il brano più famoso del suo balletto, e poi arrivano EL&P che lo popolarizzano presso il pubblico rock e gli fanno vendere qualche disco anche ai rocchettari.

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  3. picca 23/01/2014 a 11:48 #

    Quando leggo ad esempio ‘Dvorak si ispirò a danze popolari slave’ capisco che Tony D. andava con carta da musica a far suonare degli zingari sfigati con l’orso legato al palo, scriveva le melodie all’impronta, gli arrostiva la musica e ci faceva su una sinfonia e si scopava le sue groupies. Nessuno parla di plagio in questo caso. Si comincia a parlare di plagio solo nel momento in cui nascono i diritti d’autore. Prima ci si ispirava (sto cazzo).

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  4. timtirelli 23/01/2014 a 12:10 #

    First of all, Picca, grazie per esserti preso la briga di approfondire il contenuto di questo post; so che queste cose non interessano a nessuno, ma per me sono irresistibili e mi ci ficco sempre molto volentieri. Trovare uno dunque che si metta a rifletterci sopra è una gran soddisfazione.

    Per il resto…già, tanto è Jimmy Page che “rubava” le idee agli altri :-) Ho sempre trovato di una ilarità incontenibile i vecchi bluesman negri che si incazzavano perché ragazzetti bianchi inglesi rubavano loro idee o canzoni, come se non avessero fatto lo stesso tra di loro in maniera ancora più spudorata.

    Ad ogni modo, un brindisi al “pastorello delle Highlands” che abbozzò per primo HOEDOWN.

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    • Picca 23/01/2014 a 12:26 #

      Bisognerebbe punire il plagio solo quando rovina la canzone.

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    • Fausto "Tom" Tomelleri 23/01/2014 a 13:14 #

      Forse i vecchi bluesmen vedevano i british boys far “qualche dollaro” anche con la “loro musica” e firmarla pure a proprio nome…..o no Pagey..?..) mentre loro arrancavano quotidianamente (anche se dopo ne hanno tratto sicuramente qualche beneficio).
      Faceva più ridere la montagna di lardo e muscoli di Peter Grant rincorrere bootleggers, bagarini ed affini…e meno male che c’erano gattoni e volponi come Mike Millard con le antenne in funzione.Ciao Tom.

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      • Picca 23/01/2014 a 14:36 #

        Il problema sono i soldi. Non credo che nel 65 gli Yardbirds fossero più ricchi di sonny boy williamson, il quale era più ricco dei braccianti del Mississippi che cantavano il blues prima di lui. Poi il rock diventa un business enorme e allora tutti vanno a caccia di soldi.

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  5. lucatod 23/01/2014 a 13:39 #

    A quanto pare nel blues era una prassi comune fottersi a vicenda , a dire la verità ne so davvero poco , io mi riferisco principalmente ai furti di Page & Plant , non solo ai vecchi padri del genere (che a mio parere erano dei grandi stronzi che hanno avuto la FORTUNA di essere stati derubati dai ragazzini inglesi) , ma anche ai loro contemporanei , creandovi attorno comunque della magia che prima non c’era .
    Oltre al blues , ad esempio ho sempre pensato che I Camaleonti avessero copiato la Epitaph dei King Crimson e non viceversa ,e l’ho scoperto su questo blog altrimenti non ci avrei mai creduto . Alle versioni Hoedown e Fanfare di Aaron Copeland , preferisco centomila volte quelle dei EL&P …
    Certo che anche tentare di farla franca (o credere) in maniera spesso così spudorata la dice lunga sulla rapacità di certi musicisti , ai quali comunque la creatività non mancava affatto .

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    • Fausto Tom Tomelleri 23/01/2014 a 16:26 #

      Beh, senza voler far tante polemiche inutili – forse ho inteso male – ma chiamare i vecchi padri “..grandi stronzi…etc” mi sembra una bestemmia, roba da scomunica immediata nella grande patria del BLUES, a cui questo sito rivolge spesso le sue devote preghiere.
      Pensa che perfino qugli ipervalutati, già “cotti” nel 1970-71 dei Pink Floyd hanno “rubato” il nome da due bluesmen eccellenti, Pink Anderson e Floyd Council…..è tutto dire o no?? Ciao Tom

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  6. mikebravo 23/01/2014 a 14:50 #

    I plagi sono sempre esistiti e sono tantissimi.
    Amore bello di baglioni é la copia carbone di mona lisa and mad hatters
    di elton john ad esempio.
    Si vocifera che Jimmy coi primi led zeppelin in tour con gli audience, abbia
    captato gli arpeggi di una loro canzone, maiden’s cry, e si sia ispirato per
    stairway.
    Ho ascoltato la canzone e non ci azzecca per nulla.
    Piu’ credibile la somiglianza per i primi arpeggi tra taurus degli spirit
    ( jimmy li vide dal vivo negli usa ) e l’inizio di STH.
    Resta il fatto che STH nella sua struttura é un brano che ha contribuito
    ad avvicinare il rock alla musica classica.
    Infatti la canzone é la perfezione fatta musica.

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  7. timtirelli 23/01/2014 a 16:21 #

    Non sono d’accordo Tom: i vecchi bluesman se oggigiorno sono riconosciuti e se hanno avuto una vita in cui hanno guadagnato qualche soldo tramite la musica la devono ai musicisti inglesi, non fosse stato per questi ultimi probabilmente non sarebbero andati più in là del ristretto mercato dei “race records”. Certo, ci sarebbe comunque stato AHMET ERTEGUN, ma lui viaggiava più su musica ballabile nera.

    Io, ed altri milioni di ragazzi, sono arrivato a loro tramite i LED ZEPPELIN e JOHN MAYALL, mica tramite le registrazioni di LOMAX.

    Tirare in ballo JIMMY PAGE per questa cosa è ormai purtroppo un luogo comune, PAGE non fece né più né meno quello che fecero i musicisti inglesi della sua era, solo che essendo stati i LZ quelli di maggior successo è più facile rivalersi su di loro. Certo, l’intro di BRING IT HOME la dovevano accreditare a SB Williamson (uno che cmq rubò addirittura l’identità ad un altro musicista) e THE LEMON SONG non era altro che un miscuglio di citazioni blues (KILLING FLOOR in primis), ma per il resto i credits venivano rispettati. Ecco questo non succedeva per qualche frase nei testi, ma mi sembra una faccenda minore. Ridicolo WILLIE DIXON a portare in tribunale i LZ qualche decennio dopo per qualche frasetta della sua YOU NEED LOVE inserita in WHOLE LOTTA LOVE, proprio lui che come padre-padrone della CHESS RECORDS HOUSE BAND imponeva la sua firma su brani nati da idee altrui. Quindi sì, andiamo a fondo, ma ipocrisie, demagogia e luoghi comuni lasciamoli fuori, almeno da questo blog.

    La storiella del povero negretto a cui ricche rockstar bianche hanno rubato le idee non è sempre vera.

    Per un musicista prendere ispirazione da pezzi esistenti è normale, anzi fa parte del processo. Quando poi si tratta di pezzetti provenienti da giri blues e rock non credo si possa nemmeno parlare di plagio, ma di uso di frammenti musicali ancestrali, che fanno parte del patrimonio collettivo dell’umanità. Nel pop, o comunque nella musica più melodica, la cosa cambia un po’…però anche qui occorre distinguere: l’ispirazione, l’omaggio, l’influenza sono comprensibili…quello che non bisogna tollerare è lo scopiazzamento scientifico.

    Dare del “Montagna di lardo” a Peter Grant mi sembra una offesa gratuita se gettata lì senza nessun contesto e anche qui vado contro corrente: tu cosa avresti fatto se alla fine del 1970 e nei mesi successivi nei negozi di dischi di tutto il mondo (Italia compresa) diventa facilmente reperibile un disco live dei LZ (live at Blueberry Hill Los Angeles Forum 4/9/70), disco di cui tu – manager e parte in causa – non sai nulla? Facile criticare ora, ma all’epoca i bootleg avevano appena iniziato ad apparire e tutta la faccenda dello scambio no-profit di registrazioni live tra fans (che Page non ha mai osteggiato) non aveva l’eco (e l’importanza) che ha oggi.

    MIKE: sì l’intro di STH è simile a TAURUS degli SPIRITS, però bisogna anche dire che è un giro in LAminore che esiste naturalmente tra le corde della chitarra (lo stesso di BABE I’M GONNA LEAVE YOU ad esempio), quindi anche qui secondo me è utilizzo di un giro standard. Ma poi se anche fosse stato preso da Taurus, chissenefrega…se quattro battute prese in prestito generano un capolavoro come Stairway.

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    • Picca 23/01/2014 a 16:25 #

      I manager rincorrono i bootleggers anche per far vedere ai loro clienti che si danno da fare, altrimenti i loro clienti trovano altri managers in cinque minuti.

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  8. timtirelli 23/01/2014 a 16:42 #

    TOM: hai ragione, mi era sfuggito il ” grandi Stronzi” di Luca, con cui naturalmente non sono d’accordo. Per quanto riguarda i PF già cotti nel 1970-71, capisco che ognuno abbia le proprie teorie e preferenze, ma mi sembra una bestemmia.

    PICCA: forse, ma non nel caso di GRANT, e cmq non nei primi anni, in cui era parte centrale della band, lui e Page potevano licenziare gli altri ma non viceversa.

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  9. lucatod 23/01/2014 a 16:46 #

    Beh Tom , io non ho paura di bestemmiare , secondo me la maggior parte dei vecchi bluesman dai quali i ragazzini inglesi hanno fregato parte di pezzi per rielaborarli in capolavori , erano degli stronzi . La verità è che loro hanno fregato ad altri neri vecchi traditional e l’hanno fatta franca , poi come dice Picca , quando la musica è diventata un businnes milionario (in dollari) , vai con il plagio .
    Continuo a dirlo , avranno avuto certamente i loro meriti , ma se hanno avuto un certo riconoscimento , lo devono a gente come Stones , Bluesbreakers , Clapton e Zeppelin .

    PINK FLOYD ipervalutati , ovviamente è un tuo parere , non hanno certo bisogno di essere difesi da me e non mi interessa nemmeno farlo . La questione del nome (sparato da Syd) poi , non a molto a che fare con quello che hanno registrato dopo e se hanno fregato qualcosa (ovviamente) , chi se ne frega !

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  10. lucatod 23/01/2014 a 16:49 #

    Cosa dovrei dire che erano delle belle persone ? Io la penso così anche a riguardo di certi musicisti che adoro , la musica è una cosa la personalità è un’altra .

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  11. timtirelli 23/01/2014 a 16:59 #

    Sebbene i toni siano un po’ accesi mi piace questo scambio. Personalmente ritengo il “bestemmiare in senso stretto” un dovere civico :-) quindi trovo divertente la frase di Luca. Continua a non essere d’accordo su “Brutti Stronzi”, ma capisco quello che intende, riflessione che si interseca bene su ciò di cui stiamo discutendo.

    Io mi innervosisco quando sento le solite frasi sul valore dei LZ relativo ai soli primi quattro album e faccio lo stesso quando leggo queste boutade tipo quella di Tom. Sì, temo che siano cose molto soggettive, se non piacciono o si ritengono ipervalutati non c’è problema, ognuno ha la propria sensibilità, ma se vogliamo affrontare il tutto da un punto di vista generale dire che i PF nel 70/71 erano già cotti mi sembra sbagliatissimo. Sai Tom se qualcuno usasse la mannaia come fai tu parlando dei tuoi amati Jethro Tull forse anche tu sobbalzeresti sulla sedia.

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    • Fausto Tom Tomelleri 23/01/2014 a 18:47 #

      Wow !!! wonderful!! superlativo d’obbligo Tim, Tod e Co!!
      Bisognerebbe trovarsi al Pub, bere, discutere, e magari sfidarsi a duello per le proprie convinzioni musicali, e poi bere ancora…tanto ognuno si impiccherà al proprio albero preferito…
      Tim, sul bestemmiare sfondi una porta già aperta dai secoli dell’Inquisizione, sarei già al rogo da un vita per questo…ergo…
      Sul valore degli Zeppelin ed i loro album anch’io sono fermo al 4°Lp cosi come altri miei coetanei, ma sono opinioni personalissime di un non musicista non propriamente un esperto od un tecnico…
      Ciò dipende dall’età e da quello che hanno rappresentato i LZ nel triennio 69-70-71, uno stormo di Stukas in picchiata…altro che un lento dirigibile…poi… beh beati voi giovani, io mi chiamo fuori da questa lenta agonia così come reputo zero – achtung! Tim – i Jethro Tull del dopo Aqualung (1971), per me sono morti e sepolti da quando imboccarono STOLTAMENTE la via del progressive per schiantarsi come tanti altri contro un muro di bricks (thick as brick parla da solo toh!!) walls…e graffiti vari…
      Sembra quasi che col 1971-72 si apra un voragine e dentro spariscano le menti migliori (Traffic,Jethro,LZ,Stones,Free,Pinks etc.)
      rimane solo il gelido vento del prog, evviva la poesia…Per ora chiudo e saluto, senza rancore, statemi bene ciao Tom

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      • timtirelli 23/01/2014 a 22:43 #

        Tom, certo che sei severissimo, dopo il 1971 il diluvio!!! Capisco naturalmente che il triennio1969/1971 sia stato il più puro per il rock, ma quello che è venuto dopo, almeno fino al 1977, io lo gusto con un godimento estremo…colori, musicalità ampliata, maturità espressiva, un sospiro di tenebra…ma si sa, ognuno predilige ciò che ha scoperto negli anni giovanili.

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      • Fausto "Tom" Tomelleri 25/01/2014 a 12:43 #

        Esatto Tim. Voi giovani con 2 lustri in meno, siete affettivamente più legati alla musica metà anni ’70, quella della vostra “iniziazione”(HOTH-GRAFFITI-ELP-YES-BAD.CO) io a quella anni ’65-70 (Hendrix,Stones, LZ 1°/2°, Free, Jethro etc.), ciò non toglie però
        che capiti anche a me di ricordare con un po’ di nostalgia la voce di Greg Lake, qualche mitragliata di Hammond emersoniano e basso-chitarra degli Yes, non fosse altro perchè allora avevo 40 anni di meno ed il mondo sembra essere ai tuoi piedi. Bye Tom

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  12. lucatod 23/01/2014 a 17:20 #

    Si Tim , ovviamente il termine che ho usato non è inteso artisticamente , non mi permetterei mai perché , anche se rielaborati da dei bianchi bastardini , i loro pezzi (o i vecchi traditional a loro nome) sono parte della colonna sonora della mia vita .
    Vado oltre il blues , Chuck Berry , un grande della chitarra e fonte d’ispirazione per numerosi chitarristi che amo , non ha la fama di essere una persona tanto facile , anzi
    tutto il contrario .

    i PINK FLOYD annata 70/71 .. stavano prendendo il decollo …………………………..

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  13. mikebravo 24/01/2014 a 10:59 #

    Fino all’estate del 1971 ho vissuto ignorando l’esistenza della musica rock.
    Poi ho visto la luce.
    Il periodo che prediligo di page é quello yardbirds e primi zeppelin che ho
    scoperto solo a ritroso.
    E’ per me il periodo piu’ bello, piu’ nuovo, piu’ stupefacente, piu’ all’avan-
    guardia della sua carriera, nulla togliendo a quello che ha fatto dopo.
    Ma l’ho scoperto dopo, non l’ho vissuto in diretta perché led IV é il primo
    disco di page che ho comprato appena pubblicato.

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