PLAYLIST di fine gennaio

28 Gen

SERIE TV:

THE AMERICANS sul canale 111 FOX di SKY alle 21,50 del lunedì per me è un appuntamento imperdibile. Fino a dicembre seguiva l’episodio di un’altra serie TV fenomenale, HOMELAND, da gennaio si ritrova sola soletta a cercare di attirare pubblico. Gli Stati Uniti del 1981, la guerra fredda tra USA e URSS, spie russe perfettamente integrate nel way of life americano. Consigliatissima.

tHE aMERICANS

FUMETTI:

Le STORIE n.16 “Friedrichstrasse”  (Bonelli – gennaio 2014 – Euro 3,50):

Gran bel numero questo, ambientata nella DDR pre 1989  la storia si basa sull’ambigua figura di una cantante, in bilico tra Berlino Est ed Ovest.

Soggetto: Alessandro Bilotta / Sceneggiatura:Alessandro Bilotta / Disegni di:Matteo Mosca  /Copertina: Aldo Di Gennaro

Sinossi:
Berlino Est, i cupi anni della Guerra Fredda… L’impero del terrore della Stasi. Friedrich è un gelido e implacabile agente della polizia politica, il suo compito è controllare, scovare e distruggere ogni forma di dissenso, ogni tentativo di fuga. Il muro che ha costruito intorno a sé, però, è meno solido di quanto sembri. Ad abbatterlo forse basterà lo sguardo di Marlene Becker, la celebre cantante di cui è segretamente innamorato…

Storie Bonelli editore

ORFANI N°: 4 “Spiriti Nell’Ombra” (Bonelli – gennaio 2014 – tutto a colori – Euro 4,50):

Continuo a seguire la serie ORFANI, siamo al n.4 ed è ancora convincente. Speriamo si mantenga.

Soggetto: Roberto Recchioni / Sceneggiatura:Roberto Recchioni / Disegni di:Massimo Dall’Oglio/Gigi Cavenago / Copertina: Massimo Carnevale

Sinossi:
Il passato: si inaspriscono le tensioni all’interno della squadra degli Orfani. I conflitti tra Sam e Rey raggiungono l’apice quando quest’ultimo cerca di insinuarsi nel cuore della ragazza… E qualcosa sembra spezzarsi per sempre, dentro Sam.
Il presente: infuria la battaglia contro gli alieni. Nuove specie scendono in campo contro gli Orfani, dando man forte a quelle già viste in precedenza. Quando le cose volgono al peggio, Sam vede comparire al suo fianco Ringo: sogno o realtà?

Orfani n4 sergio bonelli

RIVISTE MUSICALI:

THE BLUES MAGAZINE N.10 FLEETWOOD MAC (Euro 13,90)

una doppia dedicata ad una bella foto del Jeff Beck vintage del grande Baron Wolman, e otto pagine dedicate a PETER GREEN del periodo A HARD ROAD e del primo dei FLEETWOOD MAC, pagine parecchio interessanti. Il CD allegato come sempre è inutile. Il resto della rivista non suscita interesse nel titolare di questo blog.

THE BLUES MAGAZINE N 10 FLEETWOOD MAC

ALBUM:

PINK FLOYD BOSTON GARDEN  18 GIUGNO 1975 (bootleg): TTTTT – La registrazione fatta dal taper extraordinaire Dan Lampinski è come sempre di ottima qualità, un’audience dunque assai piacevole da ascoltare che rende bene l’idea di cosa doveva essere assistere ad un concerto dei PF in quegli anni…

Pink Floyd 18-06-1975 - sleeve cover

Pink Floyd 18-06-1975 – sleeve cover

FASTWAY (1983): TTT – All’epoca non mi dispiacquero affatto i primi due album, oggi faccio fatica ad andare otre EASY LIVIN’…

Fastway

BOB SEGER & The Silver Bullet Band “Against The Wind” (1980 – 2003 remaster): TTTTT – il Bob Seger che ho annusato durante la mia crescita è naturalmente quello del lustro 1976-80 e riascoltarlo oggi mi riempie di positiva malinconia…

Bob Seger Against The Wind

PINO DANIELE “Vai Mo’ ” (CGD 1981): TTT½  – “Bella ‘mbriana ” (CGD 1982): TTT½:  NERO A META’ fu uno degli album che mi formarono, era il 1980 e d’accordo il Rock, il Punk, il Blues revival inglese, il Blues nero ma non potevo fare a meno della mia dose quotidiana di “cantautori”… Pino poi con la sua musicalità mi affascinava molto. Attesi dunque con una certa trepidazione gli album successivi, ma una volta usciti non riuscirono a penetrarmi come NAM. Voglie jazz-rock, spunti degni di nota, accenti della tradizione napoletana, ma troppo funky, troppe vibrazioni alla GINO VANNELLI, che magari a Pino e al suo pubblico andavano benissimo, ma a me no. Rimangono nonostante tutto due buoni album, eleganti e godibili..peccato che per il Tim di allora e di oggi siano un po’ troppo annacquati. Ogni volta che sento I GOT THE BLUES mi viene immancabilmente in mente il mio amico Joe…che voglia ‘e te vedè …

OZARK MOUNTAIN DAREDEVILS “The OMDD ” (BGO 1973): TTT½  –  “It’ll Shine When It Shine” (BGO 1974): TTT½ ogni tanto mi piace fare due passi tra le praterie del country-rock sudista o come diavolo vogliamo chiamarlo, ma essendo di scuola inglese dopo dieci minuti ho già voglia di ritornare nella mia electric land…

The Ozark Mountain Daredevils

The Ozark Mountain Daredevils

HUMBLE PIE “Performance Rockin’ The Fillmore – The Complete Recordings” ” (AM 1971-2013 4CD BOX SET): TTTT è un cofanetto per fan in senso stretto, i 4 concerti tenuti dalla band il 28 e il 29 maggio del 1971 al Fillmore East di New York sono naturalmente molto simili, e già al secondo disco – se sei un casual fan – senti il bisogno di ascoltare qualcosa d’altro. 4 T ad ogni modo, perché dopo tutto è puro vintage, sano hard rock blues di matrice inglese (e americana) con la voce e la chitarra del povero STEVE MARRIOTT.

HUMBLE PIE live

EUGENIO FINARDI ” Original Album Classics: (Warner Music Italia 2010): TT½  lontano dagli anni settanta FINARDI ha combinato poco e  questo cofanetto ne è la testimonianza: quanta differenza con il bel box set della UNIVERSAL dedicato ai suoi album storici. Avevo le cassette di questi dischi così ho pensato bene di procurarmi questo mini cofanetto. Riascoltato oggi però questo materiale non regge. Finardi è uno di quegli artisti che ha sofferto gli anni ottanta più di altri. Suoni ed arrangiamenti lofi, vocalizzi da evitare (per chi non possiede una gran voce), soluzioni a tratti imbarazzanti. Qualcosa di buono filtra qui e là, ma è troppo poco per chi pochi anni prima aveva fatto sognare.

Eugenio Finardi Original album classics

BLACKFOOT ” Highway Song Live: (1982 – Rock candy Remaster 2013): TTT Ho sempre giudicato questo live troppo sopra le righe, a tal punto da faticare ad ascoltarlo. E’ un peccato perché in pratica è la rappresentazione del tour di MARAUDER, album che ho amato tantissimo, ma c’è qualcosa che non mi convince, che sia l’atteggiamento “metal”? Il continuo urlare? La costante tensione innaturale? Mah, fatto sta che anche questa nuova versione remaster non lenisce il mio sentimento, …forse sono io…

Anyway, periodo in cui sono in una fase pinkfloydiana, macino bootleg su bootleg (mainly 1975/77) fino a farmi avvolgermi dalla ragnatela sonora creata da Waters, Gilmour , Wright e Mason…

Pink Floyd Iron Pigs On Fire bootleg cover

pink floyd Miami 1977 bootleg cover

Pink Floyd All Is Forgiven Montreal 1977 bootleg cover

e con l’arrivo del primo vero freddo, al riparo in un bozzolo non si sta mica male…

28/01/2014 Borgo Massenzio: prima neve alla Domus saurea - foto di TT

28/01/2014 Borgo Massenzio: prima neve alla Domus Saurea – foto di TT

13 Risposte to “PLAYLIST di fine gennaio”

  1. lucatod 28/01/2014 a 22:41 #

    Tim , se non lo hai già , devi provare Oakland 9/05/1977 , si tratta del miglior audience in circolazione dei PF da quel tour , l’unico punto debole è l’inizio di Sheep e la prima parte di Wish You Were Here , ma per il resto non ha rivali .
    Tra i miei ascolti più frequenti , ultimamente ci sono gli WHO , dei quali non sono mai stato un fan scatenato (anche se se musicalmente ho un debole per John Entwistle) , ma che in questo periodo mi vanno parecchio . I miei preferiti ovviamente , Who’s Next e Quadrophenia , mentre Tommy non riesco ad ascoltarlo quasi mai per intero .

    L’argomento Guerra Fredda e più precisamente DDR , prende parecchio pure a me , tra i miei libri preferiti infatti c’è STASILAND di Anna Funder (pubblicato in Italia con il titolo C’era una volta la DDR) che offre uno sguardo interessante su un paese che non esiste più e del quel oggi in molti sentono la mancanza … (n)Ostalgie .

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    • timtirelli 28/01/2014 a 23:16 #

      Luca, sì ho ANIMAL INSTINT naturalmente, un bootleg che tutti dovrebbero avere. Anche io non riesco ad ascoltare per intero TOMMY. In realtà gli WHO mi piacciono meno di ciò che penso, ad ogni modo WHO’S NEXT è uno degli album più belli che siano mai stati fatti.
      Quindi guardi anche tu THE AMERICANS? Hai Sky?

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      • lucatod 30/01/2014 a 11:47 #

        Ieri sera ho trovato l’episodio pilota della serie , gli ho dato un occhiata ma lo guarderò stanotte quando torno a casa . Nella scena iniziale c’è un bel rifacimento di uno dei miei pezzi preferiti dei FLEETWOOD MAC – Tusk .. La tipa poi non niente male!

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  2. gery 29/01/2014 a 12:30 #

    Orfani e Friedrichstrasse li conosco di nome ma non li ho mai letti. Se ne parli bene, mi rifarò. Il problema è che con la Bonelli parto sempre prevenuta. Troppe delusioni. Amavo tantissimo Julia e Dampyr, ma ho smesso di seguirli per disperazione -senza contare Dylan Dog, fumetto della mia adolescenza che …lasciamo perdere-.

    Sulla guerra fredda, un paio di anni fa avevo letto “ Laika” , una graphic novel sulla politica e gli interessi che giravano attorno al lancio spaziale della famosa cagnetta. Carino.

    PS: c’è un bellissimo film – almeno io l’ho trovato bellissimo – sulla fine della DDR “Good bye Lenin!” L’hai mai visto?

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    • timtirelli 29/01/2014 a 13:18 #

      Good Bye Lenin è davvero bello, malinconico ed un po’ ironico. Davvero una piccola opera d’arte.

      Per i fumetti…ne parlo bene, ma magri a te non piacciono; non aspettandomi più tanto a volte forse mi accontento. L’autore di Julia, Berardi insieme a Milazzo è stato il padre del mio fumetto preferito in assoluto, KEN PARKER. Mi piace tutta la storia, ma i latter days della serie, quelli del KEN PARKER MAGAZINE sono stati di una bellezza straordinaria. Leggo ancora Julia con piacere, Dampyr l’ho lasciato dopo 20/30 numeri e Dylan Dog…ha un po’ il fiato corto. I cambiamenti in atto non so come prenderli. Luca Tod è parecchio incazzato a riguardo, io per il momento sto alla finestra. Ciao Marta.

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  3. lucatod 29/01/2014 a 13:20 #

    No Tim , non ho Sky , quindi non conoscevo nemmeno questa serie tv , che sembra molto interessante (ma non dovrei avere problemi a beccarlo) .
    Diciamo che l’argomento Guerra Fredda mi ha sempre affascinato , non solo a livello di film , documentari , saggi e romanzi ambientati in quel contesto storico , ma anche nei libri sci-fi di Philip K. Dick , spesso ambientati in una distopia dovuta ad una ipotetica terza guerra mondiale tra URSS e USA (scritti tra i ’50 e ’70) , con relative conseguenze . Poi come scritto sopra , la storia della DDR e quindi del Muro di Berlino mi affascinano parecchio , anche in virtù dei pareri discordanti dei vecchi abitanti , e del fenomeno della Ostalgie .

    Tornando agli Who , si Who’s next è davvero un album bellissimo , sono d’accordo con te anche sul fatto che non sono tanto sicuro se mi piacciono davvero o se si tratta di una breve infatuazione , dato che la loro discografia (solo gli album che vanno da The Who Sell Out a Who Are You più Who’s last e una raccolta) l’ho sempre ascoltata in maniera frammentaria . Sarà che non ho mai visto di buon occhio Pete Townshend e ancor meno Roger Daltrey , tuttavia John Entwistle e Keith Moon , li ho sempre trovati interessanti , infatti senza di loro nemmeno mi arrischio ad ascoltarli (Pino Palladino? Secondo me, solo un grande professionista che fa il suo lavoro).

    Gery , Goodbye Lenin l’ho visto e c’e l’ho pure , gran bel film , se non l’hai visto ti consiglio Le Vite degli Altri e anche Il cielo sopra Berlino (che però parla d’altro) .
    Hai ragione , Dylan Dog è diventato una delusione , i migliori albi (annata 86/96) sono ormai un ricordo , meno male che li ho tenuti stretti !

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    • gery 31/01/2014 a 09:39 #

      Lucatod, grazie per il consiglio. Le vite degli altri non l’ho mai visto, anche se ne ho sempre sentito parlare bene. Magari è la volta buona che lo guardo. “Il cielo sopra Berlino” l’ho visto molti anni fà e all’epoca l’avevo trovato troppo logorroico e non mi era piaciuto. Probabile che se lo rivedo adesso, magari mi piace. Tra l’altro avevo trovato favoloso “Fino alla fine del mondo” dello stesso regista.

      Tieniti stretto i tuoi albi di Dylan Dog, perchè ora come ora quell’annata lì, vale una fortuna :) -come il buon vino-!

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  4. mikebravo 29/01/2014 a 15:50 #

    The Who : il gruppo che mette d’accordo mods, punks e hard-rockers.
    E poi in tanti sostengono che Live at Leeds sia il piu’ grande disco live
    mai inciso.
    Non voglio entrare nel merito.
    Dico solo che Pete ha mantenuto la sua straordinaria energia anche a 70
    anni e vederlo sul palco é ancora adesso una cosa incredibile.
    Provare per credere.
    Io sto leggendo la sua autobiografia.
    In effetti Live at leeds fu ritoccato in studio.
    My generation ( con Daltrey che tartaglia ), I can’t explain, I can see for miles
    sono inni generazionali.
    Who’s next rivaleggia con Led Zeppelin IV.
    Moon con Bonham.
    Townshend con Page.
    Con la grande differenza che Page non ha mai sostituito Bonham.
    Pete al contrario, senza troppi problemi, ha cambiato nel tempo i
    pezzi venuti a mancare.
    Ed é abituato a cantare al posto di daltrey senza farlo rimpiangere.
    In fondo la band che ha attualmente ha roger rabbit bundrich in
    formazione da decenni + palladino+ townshend jr+starkey.
    Un’ottima band.

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  5. lucatod 29/01/2014 a 16:23 #

    Townshend ha una grande energia anche oggi , questo è vero, ma non farei paragoni con Page , perché sono due chitarristi completamente differenti , e direi anche per Moon/Bonham . Il fatto che dopo la morte di Keith Moon si siano imbarcati in un lungo tour con Kenney Jones , mi rende orgoglioso della scelta fatta poi dai LZ .
    Proseguire anche senza John Entwistle forse è stato pure peggio , perché lui aveva un modo di suonare davvero unico , era insostituibile . P.Palladino a parer mio non ha per niente il suo suono , poi da ottimo mestierante fa comunque la sua figura .
    Comunque la bio su Pete , quasi quasi la compro pure io …

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  6. Paolo Barone 30/01/2014 a 00:46 #

    Secondo me, Who’s Next e Live at Leeds a parte, gli Who sono una band da canzoni più che da album. Se scorro la loro storia e’ su quelle, sparse nei dischi fra anni 60 e 70, che sta la loro grandezza. Pur non essendo un fan in senso stretto, quando vedo un loro filmato mi si allarga il cuore. Che band, che energia, che personaggi….Ma dove lo trovi uno con la faccia di Townshend?!? Nemmeno a disegnarlo veniva così!

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  7. mikebravo 30/01/2014 a 12:47 #

    Dopo il successo enorme di Tommy, Townshend si butto’ nella scrittura
    di un concept album Lifehouse a cui il chitarrista ha dedicato molto
    tempo.
    Alcune canzoni di questo progetto sono confluite in album ufficiali ed
    altre in raccolte successive.
    Nel 2000 é uscito un cofanetto di 6 Cd ( Lifehouse chronicles) a
    testimonianza dello sforzo compositivo.
    Who’s next é un po’ figlio di Lifehouse.
    Per la critica l’album d’esordio é un grandissimo debutto.
    Quadrophenia é un doppio album che é il vero testamento del
    gruppo e raggiunge bene lo scopo di raccontare una storia mod
    con toni epici.
    Per me Townshend é un musicista rock che non ha scritto solo delle
    canzoni, ma ha aspirato a qualcosa di piu’ alto.

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  8. Paolo Barone 30/01/2014 a 15:26 #

    Mike anche io ho grandissima stima per Pete, e quando dico che forse, secondo me, sono una band più da “canzoni” che da album non lo dico per sminuire. Anzi! Cio’ non toglie che Quadrophenia o Tommy siano anche dei dischi bellissimi.

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  9. alexdoc 01/02/2014 a 23:32 #

    Anche a me gli Who “piacciono meno di ciò che penso” (grande frase), e anch’io non riesco ad ascoltare interamente “Tommy”. Ma al contrario di te, amando il funky e quei suoni tra Steely Dan e Vannelli, sono un fan anche di quei due album di Pino Daniele. Per me la sua avventura musicale degna di ascolto finisce col live “Sciò” del 1984, il sigillo al suo periodo migliore, al “Neapolitan Power”, e alla “Superband” che era l’incarnazione vivente del significato della parola “groove”.

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