DIANA DEW UNMASKED – La comunità ASMR in subbuglio: Diana Dew ci mette la faccia!

28 Feb

Mesi fa siamo caduti nel burraccione ASMR, il post del 25 luglio 2013 è lì a testimoniarlo:

https://timtirelli.com/2013/07/25/asmr-quasi-come-music-al-minuto-444-e-510/

Prendere coscienza di riflessi incondizionati che abbiamo sempre avuto ha aperto porte sorprendenti. L’ASMR è ora un nostro pensiero fisso, ed è ormai prassi quotidiana lavorare, quando possibile, con le cuffiette sintonizzate sui video youtube di DIANADEWASMR. Sì, solo su quelli di Diana Dew, che è italiana ma che fa principalmente video in inglese, perché è con Diana che, su di noi,  i “tingles” prendono forma in modo completo. Abbiamo provato altri nomi, naturalmente solo femminili, ma niente da fare, è solo Diana Dew che ci aziona il pulsante start.

La particolarità di Miss Dew era quella di non mostrare mai il viso, atteggiamento che non ha condizionato la piacevolezza dei suoi video. A parte il fatto che noi facciamo quasi sempre solo un uso “audio” del suo materiale, la parte video rimaneva comunque sempre affascinante: il movimento delle mani che sapientemente accompagna quei suoni deliziosi e il dolce sussurrare è comunque un bel vedere.

Per motivi personali DD si era assentata dal suo canale youtube per qualche settimana poi, una volta tornata, ha ricominciato a produrre video…

Poco dopo, all’improvviso, senza tante anticipazioni, pubblica un clip col titolo “♋ OMG Diana has a face? ♋ Hands relaxation soft spoken ramble about ABC ASMR reportage”. Ehi, ci diciamo, Diana mostra la faccia…Finalmente smascherata! Beh, non è del tutto vero. La signorina Rugiada usa quasi lo stesso trucchetto usato da KISS nel 1980:

Kiss unmasked

Insomma, sì, ci mette la faccia, ma lo fa indossando una maschera.

Resta ad ogni modo un qualcosa di clamoroso nel mondo ASMR. Diana Dew è una ragazza piacevole sotto tutti i punti di vista, ma ci chiediamo se ci mancherà il non avere il visual del suo viso mentre ascoltiamo il suo eloquio suadente e quasi inaudibile. Un po’ come vedere, all’inizio degli anni ottanta, i primi video musicali basati su delle storie. Avranno anche avuto molto successo, in alcuni (pochi) casi saranno stati anche ben fatti, ma hanno anche spento o comunque condizionato l’immaginazione.

Ad ogni modo, al di là di tutto, viva Diana Dew.

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