An evening with THE YES – Padova 17 maggio 2014

19 Mag

ENGLISH VERSION BELOW

 

Qualche mese fa la groupie mi dice: “Tyrrell, in maggio vengono gli YES in Italia. Prendo i biglietti!”. Pochi giorni dopo vengo a sapere che l’intrepida reggiana dagli occhi di ghiaccio li ha acquistati direttamente sul sito ufficiale del gruppo nella versione deluxe, ossia il MEET& GREET package. 200 euro a biglietto. Sobbalzo, ma poi mi dico che se avessi avuto la possibilità avrei fatto lo stesso per ELP, BAD CO o FIRM. Gli YES sono gli YES, seppur in formazione rimaneggiata, e la groupie, convinta Yeshead, non bada a spese. Sabato pomeriggio: dopo una mattina di badanataggio da Brian, verso le 16 saliamo sulla blues mobile northbound. Autostrada del sole e poi la Bologna-Padova. E’ una bella giornata, sul car stereo QUADROPHENIA deluxe edition. Usciamo dall’autostrada e poco dopo, d’improvviso, eccoci al GRAN TEATRO GEOX di Padova. Visto da fuori non sembra un granché, anche perché è sito in una zona industriale non certo bella. Siamo tra i pochi avventori già arrivati sul posto. Mancano più di due ore all’apertura dei cancelli, ma inspiegabilmente passano velocemente. Un paio di panini, una coca, tabletaggiamenti, una passeggiata, un’occhiata ai prog fans: bravi ragazzi col borsello e maglietta di THE YES ALBUM infilata per bene dentro ai jeans a vita altissima con scarpe da zio Fedele, anziani hippie simil Jerry Carcia vestiti così male che in confronto lo zio Fedele sembra una rockstar, maturi prog lover all’apparenza mansueti ma pronti a farsi saltare in aria al grido di “Tales From the Topographic Oceans forever!”

Gran Teatro Geox, Padova (foto di TT)

Gran Teatro Geox, Padova (foto di TT)

Insieme alla groupie rifletto sul fatto che PADOVA è ormai diventata la capitale italiana del rock: tra lo stadio, il teatro Geox e Piazzola sul Brenta ormai tutti si fermano qui. Che tristezza pensare a  REGGIO e MODENA, un tempo vive e palpitanti da questo punto di vista, e ora ormai escluse dal giro che conta. Un po’ di jazz, Ligabue e i Jethro Tull (band che per qualche euro verrebbe a suonare anche nel giardino di casa tua)… che noia, che mortorio!

Concerti a Padova summer 2014

Concerti a Padova summer 2014

Davanti ai cancelli saremo in 20 con l’email esplicativa del sito ufficiale degli YES, quindi col pacchetto MEET&GREET. Verso le 20 entriamo. Tutti sono un po’ smarriti nel cercare di decifrare l’email di cui sopra e quindi nel cercare il responsabile che ci guiderà attraverso il processo MEET&GREET. Io entro, mi guardo in giro un secondo e deciso avanzo verso il tavolino su cui sta seduto l’unico che può essere il tipo che cerchiamo. “Alan?” “Yeah, that’s me”. La groupie mi guarda esterrefatta …“ma come hai fatto a capirlo subito?”... faccio un po’ il figo “with Tim Tirelli you can never go wrong, baby…”. Alan ci consegna il laminato per l’incontro post concerto, due t-shirts, due foto, due poster. E’ molto gentile e affabile, parla in un inglese comprensibile, e tiene l’Inter (no dai, questa me la sono inventata). Se dall’esterno il Teatro Geaox non sembra un granché, all’interno la prospettiva cambia radicalmente. Struttura ad arco autoportante ma elegante e dotata di ogni comfort tra cui grandi ed eleganti servizi igienici. Capacità di 2500 posti, poltroncine, ottima organizzazione, servizio d’ordine attento. Siamo in seconda fila, esattamente davanti a dove starà STEVE HOWE. Mica male. Sento telefonicamente Frank, vecchio cuore zeppeliniano. E’ a un matrimonio, ma riesce a liberarsi e a 10 minuti dall’inizio trova l’ultimo biglietto disponibile ed entra.

Gran Teatro Geox, Padova - foto di Saura Terenziani

Gran Teatro Geox, Padova – foto di Saura Terenziani

Gli YES, o meglio quel che resta degli YES, entrano poco dopo le 21,30. Oh, vedere STEVE HOWE a pochi metri è un’emozione, così come osservare l’imponente figura di CHRIS SQUIRE. Alla fine anche la presenza di ALAN WHITE e GEOFF DOWNES non è cosa da poco. Alla voce, il sostituto del sostituto di JON ANDERSON, JON DAVISON. Lo spettacolo che portano in tour si basa su tre album della band: CLOSE TO THE EDGE, GOING FOR THE ONE e THE YES ALBUM. Partire col pezzo CLOSE TO THE EDGE è da pazzi ma loro lo sono. L’esecuzione è un po’ meccanica, poca comunicazione tra musicisti. STEVE HOWE tira un po’ indietro. Intendiamoci, non è che la musica degli YES sia particolarmente viscerale, cerebrale semmai, ma forse suonare a freddo un pezzo così non è il massimo, soprattutto se sei un ultrasessantenne. L’impressione rimane la stessa per AND YOU AND I e SIBERIAN KHATRU. Sembra manchi l’anima e che l’aspetto “business” abbia preso il sopravvento.

YES a PADOVA 17/05/2014 - Steve Howe e Geoff Downes (foto di Saura Terenziani)

YES a PADOVA 17/05/2014 – Steve Howe e Geoff Downes (foto di Saura Terenziani)

Con GOING TO THE ONE la band pare prendere le misure, tutto è più fluido, più vero. Guardo STEVE HOWE e spesso rimango a bocca aperta. Si vede che ha 67 anni, che è un goccio più legnoso dei giorni d’oro, ma rimane un chitarrista  S T R A O R D I N A R I O. Alla sua età suonare delle parti così è una cosa davvero notevole. Che dire poi di CHRIS SQUIRE, uno dei bassisti più talentuosi di sempre? La semplicità con cui suona è disarmante, con quelle sua dite ormai grassottelle continua a fare quello che vuole su quella tastiera. E non sto parlando di tecnica, che se fine a se stessa è la morte della musica, ma di capacità di saper dire delle cose, anche con il basso, anche in pezzi a volte astrusi. Nelle sue frasi c’è sempre una componente melodica che mi affascina completamente. SQUIRE è una presenza fisicamete imponente, è grosso più che grasso. Insieme a WHITE e a DOWNES formano un trio molto massiccio a supporto di due musicisti pelleossa come HOWE e DAVISON. Essendo smilzo, mi sono sempre immedesimato in STEVE HOWE e anche adesso che l’ho lì davanti mi dico che tra qualche lustro, quando avrò la sua età, finirò per diventare un uomo come lui, e questo non mi dispiace per niente. Con AWAKEN si chiude la parte dedicata all’album del 1977 e inizia un intervallo di 20 minuti. Frank ci raggiunge e per 20 minuti chiacchieriamo fitto fitto.

YES a PADOVA 17/05/2014 CHRIS SQUIRE (foto di Saura Terenziani)

YES a PADOVA 17/05/2014 CHRIS SQUIRE (foto di Saura Terenziani)

La band ritorna, è il momento di THE YES ALBUM e le gambe iniziano a tremare. Sì lo so, è scontato amare soprattutto quest’album, ma che ci posso fare… sono entrato a contatto con gli YES grazie ad un cassetta fatta da un amico nella seconda metà degli anni settanta e in quella cassetta, oltre ad un disco dei PENTAGLE, c’era appunto THE YES ALBUM. Termina YOURS IS NO DISGRACE e inizio a tremare, immagino sia il momento di THE CLAP… qualcuno porta una sedia e una chitarra acustica, HOWE si siede e imperterrito inizia a suonare uno dei più bei strumentali per chitarra acustica della musica rock: THE CLAP.

Immobile, contemplo STEVE HOWE alle prese con una esecuzione impeccabile. Sento un formicolio in tutto il corpo. Oh satana,  quanto amo quest’uomo! Sì perchè HOWE non è un tipetto facile, sul palco non lo vedi quasi mai sorridere, è ombroso, poco incline a socializzare, altezzoso ma in maniera molto naturale, uno che sul palco, senza scomporsi, grida “Fuck you” al tecnico delle luci che lo acceca con un faretto… mi ci ritrovo in questo musicista magrissimo, con la sola differenza che – sulla chitarra – ho un milionesimo del suo talento. Peccato.

YES a PADOVA 17-05-2014 "THE CLAP" - STEVE HOWE (foto di Saura Terenziani)

YES a PADOVA 17-05-2014 “THE CLAP” – STEVE HOWE (foto di Saura Terenziani)

STEVE si prende gli applausi scroscianti, accenna ad un inchino col capo. Con STARSHIP TROOPER il fan che abbiamo seduto accanto si tradisce e inizia a scomporsi. Ha l’aria di essere un bancario o qualcosa del genere, in quella twilight zone tra i 50 e i 60 anni. Non emette un gemito, ma inizia a piegare freneticamente il busto in avanti e indietro, come fosse una persona con seri problemi.

Con I’VE SEEN ALL THE GOOD PEOPLE mi scappa da piangere. Sì, lo so, è uno dei loro pezzi memorabili, piace a  tutti etc etc… ma mi commuovo ugualmente. Nostalgia, malinconia… rivedo il Tim ragazzino ascoltare da un vecchio mangianastri questa musica meravigliosa che mi colorava il presente mentre mi sentivo titanico dinnanzi al futuro. Da sottolineare i cori di HOWE e SQUIRE: qui, come in parecchie altre occasioni durante il concerto, sono stati pressoché perfetti. Che maestria. Parte poi A VENTURE e il fan di fianco a noi entra in orbita. Una cosa tutta sua, silenziosa, non esplicita ma si capisce benissimo che dentro di lui c’è un vero e proprio big bang in atto. I fan del prog sono davvero… particolari, diciamo così.

YES A PADOVA 17/05/2014: STEVE HOWE, GEOFF DOWNES, CHRIS SQUIRE  - (foto di Saura Terenziani)

YES A PADOVA 17/05/2014: STEVE HOWE, GEOFF DOWNES, CHRIS SQUIRE – (foto di Saura Terenziani)

PERPETUAL CHANGE è probabilmente il mio pezzo degli YES preferito e sentirlo da vivo, in quella bella situazione mi riempie l’animo di vibrazioni positive.

YES a PADOVA 17/05/2014 (foto di saura Terenziani)

YES a PADOVA 17/05/2014 (foto di saura Terenziani)

ROUNDABOUT è il bis, ottimo modo (seppur non originalissimo) di chiudere il concerto. Concerto che alla fine si è rivelato molto buono. HOWE e SQUIRE su tutti naturalmente, ma niente male anche GEOFF DOWNES, ALAN WHITE e JON DAVISON.

Si accendono le luci e i sorrisi, bel concerto, bella musica, belle sensazioni.

 Come da accordi, ci raggruppiamo alla dx del palco per il MEET & GREET. Alan ci ragguaglia su come avverrà la cosa, prima le foto poi gli autografi. Ci dice che STEVE HOWE non dà la mano a nessuno, che non firma strumenti musicali e che non risponde a domande. SQUIRE invece è disponibile a raccontare qualche aneddoto. Uno crede di essere un fan navigato, di saper gestire certe situazioni… fino a quando poi non si trova a tu per tu con gruppi tipo gli YES. Tocca a noi: ci avviciniamo e, benché più che un gruppo di rockstar sembri un gruppo di tipografi avanti con gli anni  in libera uscita il venerdì sera, ti senti perlomeno un po’ strano lì a tu per tu con loro. La groupie senza tanti problemi chiede, in un inglese reggiano, a CHRIS SQUIRE se puo’ farsi la foto vicino a lui. CHRIS ride, le risponde “sure” e aggiunge un “buonasera”. Io vorrei stare vicino a STEVE HOWE, lo guardo un attimo, è impenetrabile… meglio non rischiare e affidarsi alla disponibilità di DAVISON e WHITE. Finita la photo session si siedono in fila davanti ad un paio di tavolini,  pronti a firmare qualsiasi cosa. Mi chiedo come debbano sentirsi DOWNES e DAVISON a firmare copertine degli album degli anni settanta della band. Io e la groupie ci facciamo firmare i poster e le foto relative a questo tour, ci sembra la cosa più onesta e logica da fare.

Vorrei chiedere qualcosa a SQUIRE, magari non le solite cose da fan degli YES, così parto col chiedergli se ricorda per caso qualcosa delle studio sessions fatte nel 1981 con Jimmy Page (insieme ad Alan White per il progetto XYZ, mai andato in porto), ma CHRIS è intento a parlare con la groupie , le chiede come si dice buonanotte in italiano visto che lui conosce solo buonasera. La groupie è lì che ride con lui, quindi intervengo io e spiego a Chris che si dice Buonanotte. Chris chiede alla groupie se le è piaciuto il concerto, e lei “Amazing!“, lui di rimando le risponde in inglese ” in qualche momento, forse…” e ridendo le augura “Buoninotte!”

Io cerco di dare qualche soddisfazione ai tre meno acclamati: “Nice job, Geoff”, “Good gig Alan” “Good Job, Jon, bravo!” Mi rispondono con garbo e, credo, contenti. L’ultimo è STEVE HOWE… che cavolo dici ad uno come STEVE HOWE in due secondi? “It’s been a pleasure, Steve, and an honour to be here with you. Thanks for being Steve Howe”. Steve mi sorride e mi dice “Thank you Tim Tirelli, your blog is very cool”... questo nella mia testa, perché in realtà mi dice solo “Thank you”, e mi sorride convinto. Poco importa se è un sorriso di circostanza, mi basta, mi avanza e mi fa contento.

Gli YES, l'uomo di blues e la groupie - da sx a dx STEVE HOWE, JON DAVISON, TT, ALAN WHITE, GEOFF DOWNES, la groupie, CHRIS SQUIRE (foto di Alan)

Gli YES, l’uomo di blues e la groupie – da sx a dx STEVE HOWE, JON DAVISON, TT, ALAN WHITE, GEOFF DOWNES, la groupie, CHRIS SQUIRE (foto di Alan)

Ringrazio Alan della gentilezza e usciamo. E’ l’una e trentacinque circa… il teatro è ormai vuoto, il parcheggio anche, lasciamo Padova in tutta tranquillità. Ci immettiamo sulla MILANO-VENEZIA e poi sul BRENNERO. La blues mobile rolla serena sui 150kmh, la sera è magnifica, la groupie è ancora in visibilio anche perché RICK WAKEMAN sarà a fine mese a SCHIO e forse riusciamo a prenotare due biglietti… Arriviamo alla domus saurea dopo le tre. Qualche coccola a Palmiro, qualche ultimo pensiero al concerto ed è ora di andare a letto, felici. PADUA, good night.

PS: STEVE HOWE IS GOD.

Scaletta concerto Yes Padova 17-05-2014 The Firebird Suite (Igor Stravinsky)

Close to the Edge Close to the Edge And You and I Siberian Khatru

Going For The One Going for the One Turn of the Century Parallels Wonderous Stories Awaken

The Yes Album Yours Is No Disgrace The Clap Starship Trooper I’ve Seen All Good People A Venture Perpetual Change BIS Roundabout

ENGLISH VERSION:

A few months ago the groupie says,” Tyrrell, in May YES will play Italy. I’ll get the tickets.” A few days later I learned that the intrepid ice-eyed girl from Reggio Emilia bought them directly on the official website of the group in the deluxe version, which is the MEET & GREET package. 200 euro per ticket. I was taken aback by the price, but then I told myself that if I had the chance, I would have done the same for ELP, BAD CO or THE FIRM. YES is YES, albeit in a restructured line-up, and the groupie, as a dedicated Yeshead, spared no expense.

Saturday afternoon: After a morning of caring for my father Brian, we are northbound in my blues mobile. While driving on the Highway thru a beautiful day, we listen to QUADROPHENIA deluxe edition. We leave the highway and suddenly, here we are at the Gran Teatro Geox in Padua. From the outside it does not look like much because it is located in an industrial area that is certainly not beautiful. We are among the few fans that have already arrived on the spot. It’s less than two hours to the opening of the gates, but inexplicably, we pass through quickly. After a couple of sandwiches, a Coke, Tableting away, we took a short walk. I looked at the prog fans: all nice guys with messenger bags and t-shirts for THE YES ALBUM tucked well inside their high-waisted jeans. Old hippies who looked like Jerry Garcia and wearing clothes so bad in comparison, uncle Fedele looks like a rock star. I saw mature prog rock lovers seemingly meek, but ready to blow themselves up to the cry of “Tales From the Topographic Oceans forever!”

Together with the groupie, I reflected on the fact that PADUA has now become the capital of Italian rock: the stadium, the theater Geox and Piazzola sul Brenta — every rock star now seems to hit the city. How sad to think of Reggio Emilia and Modena, at one time living and benefitting from this vantage point. Now they are excluded from the tours that count. A bit ‘ of jazz, fucking Ligabue and Jethro Tull ( the band that would play for a few Euros in the garden of your house ) … what boredom, what a funeral! We are now in front of the gates with other 20 fans with emails in our hands sent from the official YES website for the MEET & GREET package. Around 8 pm, we enter. All of us are a bit lost in trying to decipher the email   and then to look for the manager who will guide us through the MEET & GREET process. I go in, look around and decided in a second to head to the table where sits the only one who can be the man we seek. “Alan ? ” ” Yeah , that’s me.” The groupie looks at me aghast … “but how did you know?” … I joke: “with Tim Tirelli, you can never go wrong, baby… ” Alan gives us the laminate for the meeting after the concert, two t -shirts , two photos, two posters . He is very kind and affable, speaks in an understandable English , and supports FC Inter (no, come on, this I have invented).

If outside the theater Geaox doesn’t look like much, from within the perspective changes radically. Self-supporting arch structure, but elegant and equipped with all comforts including large and elegant bathrooms . Capacity of 2500 seats, chairs, excellent organization, attentive service order. We are in the second row, right in front of STEVE HOWE. Not bad. I speak with Frank (himself a Phreak) by phone. He is at a wedding, but at 10 minutes from the start, arrives and finds the last available ticket and enters. The show is sold out.

YES, or rather what remains of YES, comes on shortly after 21.30 . Oh, to see STEVE HOWE only a few meters away is emotional for me, as well as observing the imposing figure of CHRIS SQUIRE from so close. Eventually even the presence of ALAN WHITE and GEOFF DOWNES is not a trivial matter. Performing under the heading, “substitute of the substitute of JON ANDERSON,” is JON DAVISON. The show that opens the tour is based on complete performances of three albums: CLOSE TO THE EDGE, GOING FOR THE ONE and THE YES ALBUM . Starting with the piece CLOSE TO THE EDGE is crazy but, after all,  they are kinda crazy. The execution is a bit mechanical with poor communication between musicians. STEVE HOWE pulls a little back (musicians will understand what I mean). Mind you, the music of YES is not especially visceral, it’s cerebral, but maybe to start with a complicated piece like this is not the best idea, especially if you are well over 60. The impression remains the same for AND YOU AND I and SIBERIAN KHATRU. Seems to miss the soul and that the appearance of “business” has taken over. With GOING TO THE ONE, the band seems to take the necessary steps, and everything is more fluid, more true. I look at STEVE HOWE and remain open-mouthed. It is obvious from his appearance that he is 67 years old, and he is a touch more stiff on the guitar, but he remains a guitarist EXTRAORDINAIRE. At his age, to play the parts, it’s really remarkable. What can be said of CHRIS SQUIRE, one of the most talented bass players of all time? The ease with which he plays is disarming, with those fat fingers he continues to do what he wants on the neck of the bass. And I’m not talking about technique (an end in itself and the death of music), but of ability to say things, even during parts sometimes obtuse. In his licks there are always a melodic component that fascinates me completely. SQUIRE is an imposing presence, he is more big than fat. Along with WHITE  and DOWNES, he forms a formidable trio in support of other two skinny musicians HOWE and Davison. Being thin myself, I’ve always identified with STEVE HOWE and even now that I am here in front of him, I guess that when I am his age, I will look like him and I do not mind at all . AWAKEN closes the 1977 album and began an interval of 20 minutes.

Frank joins us and we chat for 20 minutes.

The band returns , it’s time for THE YES ALBUM and my legs begin to tremble. Yes I know, it is obvious I especially love this album, but what can I do… I came in contact with YES thanks to a cassette made by a friend in the second half of the 70s and the cassette with one side Pentangle and THE YES ALBUM on the other side. At the end of YOURS IS NO DISGRACE, I start to shake, I guess it’s time for… THE CLAP; someone brings a chair and an acoustic guitar, HOWE sits and undaunted starts playing one of the most beautiful acoustic guitar instrumentals of rock music. I stand still as I contemplate STEVE HOWE …a flawless execution. I feel a tingling throughout the body. Oh sweet Satan , how I love this man ! Yes, because HOWE is not an easy little chap, on stage he almost never smiles, it’s shady, disinclined to socialize, haughty but in a very natural way,  without getting upset yelling “Fuck you ” to the lighting technician that blinds him with a spotlight. I find myself aligned with this skinny musician, with the only difference that – on guitar – I have a millionth of his talent. What a pity!.STEVE takes the applause and bows his head a little.

STARSHIP TROOPER begins and the fan who sits next to us starts to break down. He looks to be a bank clerk or something, in that twilight zone between 50 and 60 years old. He does not emit a groan, but frantically starts to bend his upper body forward and back, like a person with serious problems. Then I ‘VE SEEN ALL THE GOOD PEOPLE begins and I start to cry. Yes, I know, it’s one of their memorable pieces, everyone likes it etc., etc. … but I still get emotional. Nostalgia, melancholy … I see the little boy Tim listening to an old tape of this wonderful music that colored his present while he felt titanic sized emotions towards the future. To underline the backing vocals of HOWE and SQUIRE: here, as in several other occasions during the concert , they were almost perfect. That mastery.

A VENTURE starts and then the fan next to us comes into view. He is at one with the music, it is all its own for him, quiet, not explicit but we understand very well that inside him there is a real big bang in place. Fans of prog  are really…particular, so to speak. PERPETUAL CHANGE is probably my favorite piece of YES and to listen to it in a live situation fills my soul with positive vibes. ROUNDABOUT is the encore, a great way ( though not original ) to close the concert – a concert hat eventually turned out to be very good. HOWE and SQUIRE overall of course, but also GEOFF DOWNES, ALAN WHITE and JON DAVISON did good things The house lights came on and the smiles too. Good show, good music, good feelings .

As agreed , we group together to the right of the stage to the MEET & GREET . Alan briefs us on how it will happen: first the photos, then the autographs. He tells us that STEVE HOWE does not shake hands with anyone, he does not sign musical instruments and he does not respond to questions. SQUIRE is available instead to tell some anecdotes . One thinks he’s a sailed and experienced rock fan ,one thinks he knows how to handle certain situations … until  you succeed to  find yourself face to face with groups such as the YES.

It’s our turn, and we approach: even though they are a group of rock stars, they look more like a group of punters out on the tiles on a Friday evening. You feel at least a little strange being face to face with them. The groupie without much trouble asks, in an Emilian English, CHRIS SQUIRE if she can get a picture next to him. CHRIS laughed, and replied “sure” and added a ” buonasera.” The groupie is a great bass player and CHRIS SQUIRE (and John Paul Jones) is one of her heroes. I would like to stay close to STEVE HOWE, but when I look at him for a moment, he  is impenetrable. Better not to risk annoying him, and rely on the availability of Davison and WHITE. After the photo session, the sit in a row in front of a couple of tables, ready to sign anything. I wonder how DOWNES and DAVISON must feel to sign album of the seventies of the band. Me and other groupies now have signed posters and photos from this tour, it seems to us the most honest and logical things to do. I would like to ask something to SQUIRE , maybe not the usual things as a fan of YES, so I start with asking him if he remembers something of the studio sessions for the case made in 1981 by Jimmy Page ( with Alan White for the XYZ project) but CHRIS is intent on chatting with the groupie. He asks how you say good night in Italian because he knows only good evening . The groupie is then laughing with him, then I intervene and explain to Chris that “good night” is “buona notte.” Chris asks the groupie if she liked the concert, and she said ” Amazing! ” He replied back in English, “something, maybe… ” and laughing wishes her, ” Buoninotte!” (in broken Italian) I try to give some satisfaction to the three less acclaimed by saying, “Nice job, Geoff,” and “Good gig, Alan” and “Good job, Jon, bravo!” The last one is STEVE HOWE … what the hell you say to someone like STEVE HOWE in two seconds? “It’s been a pleasure, Steve , and an honor to be here with you . Thanks for being Steve Howe.” Steve smiles at me and says, ” Thank you Tim Tirelli , your blog is very cool” … This is all in my head, because he actually just says, “Thank you,” and smiles at me convinced. It does not matter if it’s a polite smile, it is enough for me. I move forward and it makes me happy….

 I thank Alan for his kindness we leave. And ‘one thirty-five about … the theater is now empty, the parking lot also, we leave Padua easily. We head for the Milan-Venice highway and then on the BRENNERO one. The blues Mobile rolls on 150kmh, the night is magnificent, the groupie is still in raptures because RICK WAKEMAN (her ultimate god of rock) will be later this month in SCHIO (VICENZA) and we have just bought two tickets

We arrive at the domus saurea after 3 am. After a cuddle with our cat Palmiro, we talked some more about the gig and then it is time to go to bed, in a happy mood. PADUA, good night.

Broken english translation: Tim Tirelli

Beautiful english medication: Bill McCue

6 Risposte to “An evening with THE YES – Padova 17 maggio 2014”

  1. saurafumi 19/05/2014 a 13:32 #

    Indescrivibile.
    Nient’altro.
    Brividi sulla pelle e lacrime di gioia.

    YES miglior gruppo di tutti i tempi.

    CHRIS SQUIRE is GOD.

    Waiting for RICK WAKEMAN…

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  2. timtirelli 19/05/2014 a 13:43 #

    Groupie, fai un bel respiro …

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  3. mikebravo 20/05/2014 a 07:50 #

    Cavolo!!!! Avete fatto tutto quello che era da fare.
    Siete stati bravissimi!!!!!!!!!
    La foto poi………

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  4. lucatod 20/05/2014 a 11:55 #

    Sinceramente non conoscevo questo pacchetto speciale Meet & Greet , immaginatevi una cosa così nei ’70s , impossibile ! Comunque gran bella storia , incontrare il grande Steve Howe , un tipo sicuramente non facile e credo il meno incline a cose di questo genere .

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  5. pol 20/05/2014 a 13:27 #

    Ragazzi, vi invidio sinceramente!! Saura, mi aspetto già che a casa pannellerai un’intera parete con questa foto :-)

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  6. Baccio 20/05/2014 a 16:57 #

    Dalla foto dei cartelloni al Palageox si vede anche il manifesto di Robert Plant.
    Dai Tim, accaparrati un meet and greet anche con Percie!

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