Interview with CACTUS’ Jim McCarty, rock guitarist extraordinaire – di Paolo Barone

21 Mag

Il nostro Michigan Boy intervista Jim McCarthy, chitarrista dei CACTUS …oh, mica robetta da poco! Buona lettura.

ENGLISH VERSION BELOW

Jim McCarty e’ l’ultimo dei grandi chitarristi hard rock blues.

L’ultimo di quella generazione di insuperabili musicisti che hanno aperto a colpi di pedali e amplificatori valvolari le strade a tutta la musica rock a venire. Prima con i Detroit Wheels di Mitch Rider, poi con Buddy Miles, Cactus, Rockets e ancora dopo Detroit Blues Band, Hell Raiders e Mistery Train. Ha suonato e condiviso il palco con tutti i piu’ grandi, ispirando a sua volta generazioni di chitarristi rock e blues fino ad arrivare ad oggi, senza avere ancora alcuna voglia di staccare il jack della sua Les Paul nera.

Lo incontriamo in una sera primaverile per una lunga chiacchierata.

Jim Mccarthy

 

PB: Jim, vorrei iniziare col dirti che secondo me sei l’ultimo rimasto dei chitarristi che hanno cambiato la storia dell’hard rock, intendo dire l’ultimo rimasto in piedi sul serio, con la chitarra sul palco a suonare veramente…

JMC: “ Dici?! Non saprei….fammi pensare…Jimmy Page, il piu’ grande chitarrista hard di tutti i tempi…mi sembra che si accontenti di dedicarsi al catalogo dei Led Zeppelin, e secondo me e’ un vero peccato. Potrebbe fare ancora molto, ma effettivamente l’ultima volta che l’ho visto da queste parti era in tour con i Black Crowes, molto tempo fa ormai. Sono andato a trovarlo nel backstage, ci siamo abbracciati forte, e da allora non l’ho piu’ visto. Clapton…beh, dai non fa piu’ queste cose da tantissimo tempo ormai…Jeff…Jeff Beck e’ un chitarrista fusion, un bravissimo chitarrista fusion sia chiaro, ma io ho nostalgia di Truth, di Beck Ola, quello e’ il Beck che vorrei sentire…mah, qualcuno di noi ancora in giro a fare quello che facciamo io e Carmine Appice ci deve ancora essere dai!”

E a questo punto ci facciamo qualche bella risata, perche’ lui pronuncia Karmain Apis, come lo chiamano qui, e io Carmine Appice, italianissimo come e’ il suo nome! Chiuso il siparietto, gli chiedo di racconatrmi come ha iniziato questa carriera.

 “ Sono cresciuto fra i musicisti. Mio padre era un batterista Jazz, suonava in una big band. E anche io ero un batterista e tale mi sono considerato per anni, pure quando suonavo la chitarra con i Detroit Wheels! Poi a un certo punto, mentre usciva il singolo “Devil with the Blue Dress On” ed iniziavamo ad avere veramente successo, allora mi sono detto, mi sa che sono un chitarrista…C’e’ poco da fare…”

Sei stato citato da tanti come una fonte di ispirazione, un influenza nel modo di suonare la chitarra…Giusto per dirne qualcuno, Ace Frehley, Ted Nugent, Eddie Van Halen…Ma non ti ho mai sentito dire chi sia stato ad influenzare il tuo modo di suonare.

 “ Sai e’ difficile dirlo, ma se dovessi fare un nome, uno solo, direi BB King. Ma in realta’ ci sono tantissimi suoni, tantissime influenze, che ti attraversano, che fanno parte di te. Tu le metti tutte insieme, e poi trovi la tua voce. Il tuo modo di suonare. This is what separate the man from the boys, questo fa la differenza fra un uomo e un ragazzo. Non ha importanza quanto sei bravo a suonare nello stile degli altri, tu cosa hai da dire? Il miglior complimento che mi possano fare e’ quando mi dicono, tu hai un suono tuo, riconoscibile, unico.”

Mitch Ryder and the Detroit Wheels. Perche’ si e’ chiusa quell’esperienza? Andavate alla grande che io sappia…

“ Eravamo dei veri Hit Makers! Sfornavamo una canzone dopo l’altra tutte formidabili. Sono ancora convinto che se avessimo avuto un manager bravo, un Andrew Loog Oldham della situazione, saremmo rimasti insieme alla grande. Invece…qualche fesso penso’ bene di puntare tutto su Mitch Ryder cantante solista. La cosa ovviamente non poteva funzionare, misero insieme una specie di show da Las Vegas e ando’ tutto all’aria…”

 E tu? Come ne sei venuto fuori? Deve essere stata una bella botta.

“ Io in tutto il periodo che sono stato con i Detroit Wheels, appena tornavo in albergo in tour, andavo in camera e ascoltavo dischi blues. Era diventata una passione forte per me, quella musica mi ha sempre parlato dentro…E quindi mi sembro’ normale unirmi a una band blues e andare in tour con loro. Una sera eravamo a Los Angeles, suonavamo al Wiskey a Go Go, e ho incontrato Buddy Miles che mi ha chiesto se volevo entrare una band che stava mettendo in piedi. Una cosa grossa, con una sezione di fiati, percussioni…molto aperta a diverse sonorita’…Dissi di si immediatamente, mollai tutto ed entrai nella Buddy Miles Express. Ci rimasi per un anno.”

Un po’ poco…cosa e’ successo, perche’ si e’ chiusa questa esperienza?

“ Miles era ormai in procinto di formare una band con Hendrix, Jimi era una presenza costante intorno alla nostra band in quei giorni, e io volevo prendere una strada diversa, piu’ mia. Era uscito un album che per me e’ stato un punto di svolta: Truth di Jeff Beck. Era esattamente quello che avrei voluto fare io! In quello stesso momento mi chiama da NYC un mio caro amico Rusty Day, che era stato il cantante degli Amboy Dukes, e mi dice che e’ li con Carmine Appice e Tim Bogert. Erano stati in tour con i Led Zeppelin e volevano mollare i Vanilla Fudge per suonare una musica piu hard, piu blues, e che cercavano un chitarrista…Un tempismo perfetto! Presi la palla al balzo, e volai da LA a New York. Erano nati i Cactus.”

Che band i Cactus…

“ Si, e’ una grande band. Ma in un certo modo, pur avendo attraversato alla grande i primi anni settanta, e’ sempre rimasta una band di culto. Il grande pubblico non ci ha mai veramente accolto. Certo, poi passano gli anni e salta sempre fuori qualcuno che dice Hey! I Cactus sono la mia band! Ero andato al cinema a vedere il film Anvil, quei ragazzi bisogna dargli atto che hanno cuore e coraggio come nessuno, e lui a un certo punto dice: ascoltavamo un sacco i Cactus, erano la nostra band…Beh ti giuro che a momenti casco dalla sedia svenuto per terra!! Non ci potevo credere! Negli anni settanta avevamo delle buone canzoni su tutti i nostri album, ma quella formazione era un esperimento mai del tutto riuscito. Dal vivo non eravamo coesi, ognuno suonava come un matto nel suo piccolo mondo, senza realmente ascoltare gli altri. Ora e’ un altra cosa, credimi, siamo una band che spacca il culo come non mai! Non male per la nostra eta’! Carmine poi e’ incredibile, a volte quando fa il suo solo io resto sul palco a guardarlo a bocca aperta…E’ pazzesco, sembra che abbia trent’anni…E’ divertentissimo suonare con lui. Cosi come con Pete Bremy al basso,  Randy Pratt all’armonica e Jimmy Kunes. Musicisti straordinarii con i quali mi trovo perfettamente. E’ una band che meriterebbe piu’ attenzione di quella che in realta’ ha…”

Prima mi parlavi di Hendrix, deve essere stato bello per te averlo conosciuto.

 “ Jimi era in giro tutto il tempo mentre ero con Buddy Miles. Abbiamo suonato insieme piu’ volte. In quel periodo era molto frustrato, voleva muoversi in un altra direzione rispetto alla Experience. Riceveva anche un sacco di critiche dal pubblico afroamericano perche’ suonava con dei musicisti bianchi, oggi sembra strano ma all’epoca era cosi. Ma a lui del colore della pelle proprio non importava nulla, potevi anche essere verde, ma se eri un buon musicista per lui eri perfetto. Mi chiedo cosa avrebbe combinato negli anni. Ricordo che i Cactus avevano finito un tour in Inghilterra e io ero rimasto qualche giorno in piu’ a Londra, a casa di Dave Mason dei Traffic. La sera prima che partissi arrivo’ Hendrix all’improvviso. Era molto triste, e si mise a parlare in disparte con la moglie di Mason. Poi dopo una decina di minuti venne da me, ci siamo salutati ed e’ andato via. Il giorno dopo appena atterrato a New York, Tim Bogert che era venuto a prendermi mi dice che lo avevano trovato morto in camera sua. Una cosa pazzesca, praticamente sono stato una delle ultimissime persone a vederlo vivo. Lui era un mondo a parte. I piu’ grandi chitarristi rock di sempre per me sono Page, Beck, Clapton e Keith Richards. Tutti bianchi e inglesi. Poi c’e’ Hendrix, afroamericano…che ti lascia senza parole. Era uno di quei pochi geni musicali come Robert Johnson, Louis Armstrong e John Coltrane. Loro hanno ridefinito i confini e reinventato le regole del gioco. Hendrix ha completamente rimodellato il paesaggio sonoro contemporaneo, e ancora oggi, secondo me, nessuno lo ha piu’ toccato.”

Che posto ha il blues nella tua musica?

 “ Semplice: Non potrei vivere senza suonare blues e rock and roll. Per un po’ negli anni ottanta ero giunto alla conclusione che volevo suonare solo blues e nient’altro, cosi mi sono unito alla Detroit Blues Band. Ora che i Cactus sono tornati insieme per me e’ veramente perfetto, ho la mia blues band, Mistery Train, e suono hard e rock and roll con Carmine!”

 Qualche chitarrista delle nuove generazioni che ti piace in particolare.

“ Ultimamante ho suonato con Joe Bonamassa ospite del suo concerto a Detroit. Lo abbiamo incendiato quel palco! E’ il chitarrista che preferisco fra le nuove leve. Ha una tecnica impeccabile ma anche anima e sensibilita’. Anche Warren Haynes che suona con gli Allman da diversi anni e’ un chitarrista incredibile, mi piace tantissimo. “

Che cosa stai ascoltando in questo periodo?

“ Quasi solo jazz, dischi della blue note.”

Che ricordi hai della Detroit Rock City, Stooges, MC5, la Grande Ballroom…

“ Praticamente nulla, ero quasi sempre a New York in quel periodo! Ma ricordo benissimo i Cream alla Grande Ballroom. Andai nel pomeriggio a sentire il soundcheck. Per la prima volta vedevo questi grandi Marshall, due colonne una per Clapton e l’altra di Bruce. Eric ha provato il suo Wha Wha e…Wooow! Che roba ragazzi, mai sentito prima un suono cosi! Sono andato a parlarci nei piccoli camerini, e loro mi hanno chiesto se potevo rimediargli qualcosa da fumare e altro…gli dissi che non c’era problema in quel senso, e chiesi se potevo registrare il concerto la sera stessa. “ Se ci rimedi qualcosa puoi registrare quello che cazzo vuoi!” ci pensi che roba?! All’epoca era cosi, potevi registrare i Cream senza nessun problema…sistemai qualche microfono sul palco e venne fuori una buona documentazione sonora di quella magica serata. Molti anni dopo, un tipo in giappone ha tirato fuori un bootleg famoso con nastri di terza generazione della mia registrazione…mi veniva da dirgli, hey, dove e’ la mia parte di soldi!? Devo ancora avere i nastri originali da qualche parte…”

cactus

 Ho saputo che Les Paul ha vinto un Grammy con un tuo pezzo, giusto?

“ Si tratta di 69 Freedom, un pezzo che avevo scritto e suonato con Buddy Miles. Les Paul ha vinto un Grammy con una cover e a me hanno dato un riconoscimento e…un po’ di diritti! Grazie Les! Quell’uomo e’ stato un genio della tecnica di registrazione. Gli dobbiamo tutti qualcosa in quel senso, quasi tutto quello che e’ la registrazione multi traccia viene da sue invenzioni. Pero’ devo dire che non sono mai stato un fan della sua musica, in ambito jazz sono altri quelli che mi fanno sognare, West Montgomery…E poi non possiamo dimenticarci che ha creato la mia chitarra preferita, la Gibson Les Paul! “

Che ti ho visto sempre suonare con un ampli Fender…

 “ Un Fender a valvole del ’64. Ha il suono grosso e pulito che io voglio. Per poter lavorare bene con i miei pedali ho bisogno di un amplificatore dal suono pulito. Altrimenti quando attacco con i pedali esce fuori “ mash potatoes “. Invece quando infilo i pedali nei miei Fender…si scatena l’inferno. Ma non mi fido di poratrmeli in tour. Di fatto il mio vero suono live lo riesco ad ottenere solo quando suono qui a Detroit. “

C’e’ qualche nuova band che ti piace?

“ Ma…non saprei…ascolto sempre cose vecchie io…Gov’t Mule sono molto bravi…anche i Black Crowes, se si possono considerare nuovi…Ma poi… l’altra sera sono finito a guardare il video degli Stones live in Texas, tour di Some Girls…Sono la piu’ grande rock and roll band di tutti i tempi! Good Lord! Oh man!! Keith…Killer licks…E Mick e’ il piu’ straordinario frontman che ci sia mai stato nella storia del rock.”

Penso che ti piacessero ancora di piu con Mick Taylor…

“ Taylor mi piaceva e mi piace molto. Ma…lasciamelo dire: Ronnie va meglio! Vedi, gli Stones sono essenzialmente una blues band che ha avuto la magia di restare attuale per cinquanta anni. E una blues band e’ tutta basata sull unione dei musicisti e dei suoni. Io suono questo mentre tu suoni quello, e’ la musica dei bianchi. Gli Stones, Keith, sono black music. Pensa a Beast of Burden, e senti le chitarre come suonano insieme. Quello e’ il suono degli Stones! Mick era bravo, ma non c’era quell’unione…Ronnie segue e fa quello che vuole Keith come nessun altro. Questa e’ un po’ la chiave per capire la differenza fra Hard Rock e Rock and Roll. Led Zeppelin erano la miglior band Hard che ci siam mai stata al mondo. Bonzo il piu’ incredibile batterista rock…perche’ rock e’ le palle, la forza…Invece roll e’ il blues, il soul. Piu’ spingi duro e piu’ il roll e’ spinto da parte. L’Hard e’ un interpretazione bianca della musica nera, ma il rock and roll e’ un invenzione dei neri, di Chuck Berry…I LZ erano il rock e gli Stones sono il Roll. Eppure per quanto Jimmy Page potesse spingersi lontano, potevi sempre sentirlo che restava connesso con il blues. Per questo secondo me i Led Zeppelin non sono mai stati una band Metal, nemmeno per un secondo.”

cactus pèrimo album

 Ti interessa il Metal, i suoi chitarristi, segui qualche band?

“ Nella musica Metal il “roll” e’ completamente sostituito dall’aggressivita’. E’ musica estrema ed estremamente bianca…diciamo troppo bianca per i miei gusti!”

E il Punk? In fin dei conti sei di Detroit…

“ Il Punk…beh, sostituisce con l’attitudine la mancanza di talento! Pur non essendo una musica che mi abbia mai particolarmente inetressato, penso che sia una buona cosa. Ha dato e continua a dare la spinta giusta a tutta la scena rock.”

 Che rapporto hai con l’enorme patrimonio musicale della Motown?

“ Per molto tempo sono stato piu’ un fan del suono Stax, ma ora in questi ultimi anni sono totalmente innamorato della Motown. Ho appena visto, e consiglio a tutti di vedere, “Standing in the shadow of motown” sulla house band degli studi Motown…Che roba ragazzi!! Se parliamo di roll, di soul…assolutamente imbattibili, unici…Mi fai venire in mente un altra band che adoro, Sly and the Family Stone. Una band di neri con un batterista bianco…( si mette le mani nei capelli ) Le cose che hanno fattooo!!! Wooow!!!”

Prima hai nominato gli Allman, le vostre strade si sono mai incrociate in qualche modo?

“ C’e’ stato un periodo che passavo molto tempo a Memphis, e nel sud in generale. Ho incontrato Duane e Gregg, ci siamo conosciuti e sono andato ai loro concerti in compagnia di Duane piu’ volte. Allman Brothers Band e’ un perfetto esempio di una band che suona insieme. Anche nelle loro jam piu’ libere, dopo venti e passa minuti, puoi ancora sentire che suonano uno per l’altro. All’epoca questo mi ha fatto capire quale era il mio piu’ grande problema con i Cactus. Ognuno di noi suonava benissimo ma non eravamo coesi.”

Rusty Day, il vostro cantante, deve essere stato un personaggio difficile…

“ Era un grande cantante e un mio carissimo amico. Le parole delle canzoni gli venivano di getto, e spesso tirava fuori cose bellissime, pensa per esempio ad Alaska. Purtroppo era pesantemente coinvolto nelle droghe e venne ucciso, sparato in casa sua insieme a suo figlio per una partita di roba non pagata. Una cosa terribile, al suo funerale sono totalmente crollato. Non lo dimentichero’ mai.”

Cactus 2

Dopo tutti questi anni e dischi, quali sono i lavori dei quali sei piu’ soddisfatto?

“ Tutte le cose fatte con Mitch Ryder and the Detroit Wheels. Poi sicuramente il disco dei Cactus con la nuova formazione, e il live con Mistery Train la mia band piu’ rock blues. Ci sono anche altri due dischi di cui sono molto contento. Il live in Detroit fatto con gli Hell Drivers…un mix di hard e rock and roll Detroitiano…that record smokes!! Ma forse il disco di cui sono piu’ orgoglioso in assoluto e’ Jim McCartney and Friends. Una raccolta di diversi brani blues suonati con musicisti differenti. E’ il disco che piu’ mi ha messo alla prova e quello a cui sono piu’ legato.”

Che stai facendo in questo periodo musicalmente?

“ In questi giorni sto attraversando un momento molto difficile. Rick Stel, il chitarrista con cui ho suonato per venti anni nei Mistery Train e’ morto di cancro la settimana scorsa. Per me e’ stato un colpo durissimo musicalmente ed umanamente, eravamo molto legati. Da ora in poi credo che quel progetto prendera’ una piega ancora piu’ blues e meno aperta al rock and roll. Mentre con i Cactus abbiamo dei concerti in arrivo, e molto materiale nuovo pronto da portare in studio appena possibile. Sai, non e’ un periodo facile per fare il musicista questo. Nei club l’unica cosa che conta e’ quanti drink riescono a vendere, della qualita’ musicale delle band non gliene fotte nulla. E internet ha ovviamente stravolto il modo di ascoltare la musica. La scena musicale nella quale sono cresciuto non esiste piu’ ormai, questo e’ sicuro. Ma d’altronde le cose cambiano sempre, niente e’ per sempre. Da parte mia, questo ho fatto e questo amo fare: Suonare la chitarra. I don’t give a shit, sono qui per fare questo e continuero’ a farlo. Alle volte puo’ essere frustrante e scoraggiante, lo so. Ma io continuo per la mia strada.”

 Paolo Barone © aprile 2014

ENGLISH VERSION:

Jim McCarty is the last of the legendary hard rock blues guitar players.

The last one of that generation of amazing musicians who paved a new road made of pedals and tube amps, for all the rock music that came after. Starting with Detroit Wheels, then Buddy Miles, Cactus, Rockets and after that Detroit Blues Band, Hell Raiders and Mistery Train. He played and shared  stages with all the best guitar players from around the world, and inspired all the next generations of rock blues musicians until today. He has no intention to unplug his black Les Paul.

We met him on a nice Royal Oak night, for a long talk.

 Jim, do you realize that you are the last of the guitar players that changed the way electric guitar was played, and still really playing?

“ Do you think so?! I don’t know man, lets see…Jimmy Page, best hard rock guitar palyer in history…seems like he is content with just taking care of the Led Zeppelin catalog, and it’s a shame…last time i saw him, was on tour with Black Crowes. He gave me a big hug, but after then i didn’t see him. Clapton, well he is not doing this kind of stuff anymore. Jeff…Jeff Beck now is a Fusion guitar player, and of course a very good one. But i miss Truth, Beck Ola, that is the way i would like to hear him playing! But…must be somebody else out there still doing music like Carmine and i, we can’t be the last one!”

Can you tell me how everything started?

“ I grew up with music and musicians. My father was a drummer in a big jazz band. I was a drummer too, and i was still considering myself a drummer when i was in Detroit Wheels! Around the time of “Devil with a Blue Dress On” i said to myself, well…i guess i am a guitar player..! “

Many famous musicians said you are a big inspiration and influence, people like Ace Frehley, Ted Nugent, Eddie Van Halen…But who was your inspiration?

“ If i really have to say a name is BB King. But there are many sounds, many influences, that comes to you from everywhere. You put them all togheter and then find your own voice. Your sound. This is what separates the man from the boys. Doesn’t matter how good you can play anybody else’s style, tell me what you have to say. The best compliment is when somebody tells me that the way i play is unique, recognizable. “

Mitch Ryder and the Detroit Wheels. Why did that band break up? You guys were doing great for what i know…

“ We were real hit makers! We were making  song after song, all good. I still belive that if we had a good manager, an Andrew Loog Holdam, we could be like the Stones. Instead, somebody decided to present Mitch Ryder as a solo act. Obviously it didn’t work, they created a kind of Vegas show, and everything ended…”

What did you do then?

“ The entire time that i was with the Detroit Wheels, I would come  back to my hotel room and listen  to blues records. That music always spoke to me, and my passion was growing. So i thought to join a blues band and go on tour with them. One night we where playing the Whiskey in LA and Buddy Miles came. He was putting together a new band, something big, with many musicians and different sounds. He wanted me to join his band and i did it that very night! That was the Buddy Miles Express and i played with them for one year.”

Then you got involved with Cactus, right?

“ Jimi Hendrix was often around Buddy Miles at the time, and him and Miles were talking about a new project. I wanted to go in a different direction. My turning point was when Jeff Beck’s album ‘ Truth ‘ came out. That was exactly what i wanted to play. One day my old friend Rusty Day called me from NYC. He was there with Carmine Appice and Tim Bogert. They went on tour with Led Zeppelin and wanted to leave Vanilla Fudge to play a more hard rock, blues kind of music. The timing was perfect, they were looking for a guitar player and i flew from LA right away. “

Cactus…what a band….

“ Yeah man, a great band that in someway and somehow became a cult band. We never really  became a mainstream group. Then, still today, i meet people saying Cactus was my favorite band…I went to the movie theater a few yars ago to see Anvil the Movie,  that band has a big heart and they are brave like nobody else, and in the middle of the movie this guy, Lips, says Cactus…Cactus was our band and a huge inspiration…I almost fell out of my chair, i couldn’t belive it! See, things like this keep happening all the time. In the seventies we had good songs on all of our records, but that line up was an experiment that never completely worked. On stage we were playing our ass off, but everybody was closed in is own world, without really listening to the others. Now it’s different, we are a kick ass band more than ever! Not bad for our age…Carmine is incredible, sometimes when he’s playing his drum solo i remain on stage with my mouth  handging open…He’s unbeliveable, playing like a 30 year old boy, it is so much fun to play with him. Pete Bremy, Randy Pratt and Jimmy Kunes are excellent musicians, it’s such a pleasure to play with them.”

You were talking about Hendrix, i guess it was great to meet him…

“ Jimi was around all the time while i was playing with Buddy Miles. He was reciving a lot of pressure from the brothers, the afro american comunity, because he was in a band with white musicians, sounds strange today, but it was different at that time. He was really colour blind, you could be black, white or green, he could care less. I remember that Cactus just finished an european tour, and i decided to stay few more days in London at Dave Manson’s place. My last night there, Jimi arrived and he was very sad, very down. He spent some time talking with Mason’s wife, and then with me for a little bit before leaving. The day after as soon as i arrived in New York, Tim Bogert came to pick me up at the airport and told me that Hendrix was found dead…I couldn’t belive it, i was one of the very last people to see him alive…What a shame…You see,he was on a different planet. I believe that the best rock guitar players of all  time are Page, Beck, Clapton and Keith Richards.  All british, all white. Then, we have Hendrix, the best of all, and he is afro american…He was one of the very few real musical geniuses like Robert Johnson, Louis Armstrong and John Coltrane. They reshaped everything and rewrote thre rules of the game. Hendrix completely reinvented the musical landscape of our time, in a way that is still untouched.”

What is the place of Blues music in your life?

“ Easy: I just couldn’t live without playing blues and rock ‘n’ roll. For a while, in the eighties, i came to the conclusion that all i wanted to do was play the blues, so i joined the Detroit Blues Band. Now that Cactus are back togheter it’s heaven for me! I have my blues band, Mistery Train, and i can play hard rock and roll with Carmine!”

Is there any guitar player right now that you really like?

“ Lately i played with Joe Bonamassa live here in Detroit. The stage was on fire man! Right now he’s the one that i really like: An amazing technique with a big feeling. I also like Warren Haynes of Allman Brothers Band, i really really like him.”

What are you listening to now?

“ Blue Note, Jazz records…”

What’s your personal memory of Detroit Rock City at the end of the sixties?

“  Almost nothing, because i was in NYC at that time! But i was here when Cream played at the Grande Ballroom. I went to see their sound check and it was the first time i ever saw these big “stacks” of Marshall amps, one for Clapton and one for Bruce. Eric tried the Wha Wha pedal and….Wooow! What a sound man! I went to talk with them in the dressing room, and they asked me if i could help in finding some shit…I said that  it was no problem , and i asked if i could record the show. “ Help us to find some shit, and you can record whatever the fuck you want man!” Can you belive it? At that time you could record Cream live with no big deal…so i set up some microphones on stage and it came out a very good documentation of that magic night. Many years after, a guy in Japan released a bootleg with third generation tapes of my recordings…i thought to call him and say Hey! Where is my share?! I belive i still have the original tapes in some closet…”

Les Paul won a Grammy Award with one of your songs right?

“ Yes, 69 Freedom, a track i wrote when i was with Buddy Miles. Les Paul made a cover and won the Award, and so i got some royalties…thank you Les! That man was a genius of recordings techniques. Every multi track recording is in some way coming from his ideas, still today. I’ve  never been a big fan of his music, but we can’t forget that he created my favourite guitar ever, Gibson Les Paul!”

That you play with a Fender ampli…

“ A  1964 Fender Tube Amp. Has the fat and clean sound that i like to play with my pedals. Otherwise what comes out it’s mash potatoes. When i plug my pedals in the fender…all hell breaks loose! I love them but i don’t travel with them, and sometimes that’s a problem, i can’t have my sound.”

Do you like any new band?

“ I don’t know….i mostly listen to old stuff…Gov’t Mule are good, and also Black Crowes, but are they new? You know…the other night i was watching the Stones live in Texas, Some Girls Tour…They are the best rock and roll band of all the time! Good Lord! Oh man! Keith…Killer licks…Mick is the most extraordinary frontman in rock history…”

What about Mick Taylor?

“ He is a great guitar player, but let me tell you this: Ronnie is better! You see, Stones are a blues band with the magic gift of remaining so good for fifty years. And a blues band is all about playing togheter. I play this and you play that, it’s white music. Stones, Keith Richards, that’s black music. Think about Beast of Burden, listen how the two guitars play. That’s Stones sound! Mick is great, but there wasn’t that feeling, nobody can play with Keith like Ronnie does. In some way this is the key point to understand the big difference between Hard Rock and Rock and Roll. Led Zeppelin was the best Hard Rock band in the world, Bonzo the most amazing rock drummer…Strong, powerful…At the same time Roll is blues, soul. The harder you play,  more the roll is pushed on a side. Hard Rock is a white interpretation of black music, but Rock and Roll it’s been created by Chuck Berry…Zeppelin were the rock and Stones are the roll. But even in his most esoteric stages Jimmy Page was always connected with blues. That’s why, in my opinion, Led Zeppelin was never a metal band, not even for a second.”

Do you like metal? Is there any metal guitar player that you like?

“ In Heavy Metal music the “roll” is completely replaced by aggressivity. It’s extreme music, and extremely white music….too white for me!”

What about Punkrock? You are from Detroit….

“ Punk…well, it’s a lot of attitude with a lack of talent! But even if it’s a music that never really got me, i think it was a good thing. It was the shot in the arm  that it needed! “

Thinking of Detroit music, what about Motown…

“ For years i have been more a fan of Stax sound, but now i really dig Motown too. I just saw “Standing in the shadow of Motown” a documentary about the label’s house band…Wow! What an incredible band…talking of black music, soul music, they were really amazing! Another great band was Sly and the Family Stone. Black guys with a white drummer…The stuff they diiiid!!! Woooow!!!!”

You said something about Allman Brothers, did you ever meet them?

“There was a time that i was spending a lot of time in Memphis and in the south. I met Duane and Gregg, we became good friends and i went to see them play live on more than one occasion. Allman Brothers is a perfect example of a band that play together. Even in their most free form twenty minutes jam, you can tell that they are still playing with each other.”

What about Rusty Day, the original Cactus singer?

“ Rusty was a very good singer and a dear friend. Lyrics just came out of him llike waves, often brilliant stuff like Alaska. Too bad he was also extremely involved with heavy drugs. He was killed, somebody shot him and his son in their house. That was horrible, i completely broke down at his funeral.”

Is there any record that you are really proud of?

“ All my work with Detroit Wheels. Then Cactus five, with the new line up, and Mistery Train’s live album. There are also another two records that i really love. Live in Detroit with Hell Drivers, that record smokes man! But maybe the one i am most proud of is Jim McCarty and Friends. A collection of blues played with different musicians, in some of the traks i also play with a Horn section.”

What are you doing now?

“ Right now i am going through an hard time. Rick Stel, my friend and guitar player with Mistery Train for more than 20 years just died of cancer. For me that’ s a very hard blow, we were really close musicians and friends. From now on i think that band will be more on a blues path. We have some live shows coming with Cactus and some new material ready to be recorded as soon as possible. You know, this is not an easy time for music today. Club owners only care about how many drinks they can sell, they don’t give a shit if the band is good or not. Internet completely changed the way people listen to music. The entire music industry that i grew up with, dosen’t exist anymore, that’s for sure. Things always change, nothing is forever. And me…Well, i play guitar, i don’t give a shit, this is what i came for and this is what i will always do! I know, sometimes it can be hard and frustrating, but i keep on playing.”

 

 

 

 

 

 

 

 

9 Risposte to “Interview with CACTUS’ Jim McCarty, rock guitarist extraordinaire – di Paolo Barone”

  1. mikebravo 21/05/2014 a 08:34 #

    Stupefacente intervista!!!!!Grande il personaggio che per tanti versi si incrocia
    con beck, jimi,jimmy, clapton.
    Ho ascoltato CACTUS e MITCH RYDER & detroit wheels.
    La copertina dell’album con il grosso cactus non puo’ non richiamare alla mente
    quella del primo zeppelin.
    Il successo strepitoso dei primi zeppelin é quello che nei settanta cercarono molti
    gruppi richiamandosi al loro sound e non solo a quello.
    I deep purple e i black sabbath furono tra i pochi a staccarsi dal modello originale
    e a trovare una propria identita’ ed una consacrazione.
    Ma prima della svolta HARD ROCK furono i VANILLA FUDGE e gli IRON BUTTERFLY
    che Beck e Page e Blackmore captarono nei loro tour americani del 1968.
    Sicuramente piacquero..
    Beck col tempo si associo’ a Bogert e Appice.
    I primi Deep Purple divennero i vanilla inglesi.
    Bonham divenne grande amico di Appice.
    Jimmy e Jeff furono colpiti anche da in a gadda da vida e dal successo che ebbe.
    Il concetto legato al nome iron butterfly, pesante e leggero nel contempo,
    potrebbe aver ispirato la scelta di led zeppelin, simile nel significato e indicatore
    dello stile.

    Mi piace

  2. lucatod 21/05/2014 a 11:02 #

    Bella intervista e personaggio decisamente interessante . Ma quanta gente ha incontrato Hendrix il giorno prima di morire eh ?
    Per quanto riguarda Jeff Beck sono d’accordo con JM , pure io lo preferisco nei suoi primi album , ormai lontani dal suo modo attuale di suonare . Tuttavia ce ne fossero chitarristi del genere che al posto di arrugginire affinano la tecnica (come Jeff , mi viene in mente anche un certo JPJ) !
    Al contrario ritengo gli Stones con Mick Taylor l’incarnazione migliore della band , non è un caso che 3/4 di repertorio provengano da quel magico periodo . Beast Of Burden sarà anche un bel pezzo , ma potersi godere un bel solo di chitarra è un ‘altra cosa , soprattutto dal vivo .

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  3. mikebravo 21/05/2014 a 14:29 #

    Mi piace molto quando Mc Carthy dice che i led zep sono stati la
    piu’ grande band di hard rock.
    Mi piace molto ed anch’io la penso cosi’.
    Perché uno puo’ dire che la piu’ grande band della terra e’ quella
    dei Rolling o dei Beatles o dei Pink Floyd o degli Allman o dei
    Grateful Dead.
    Oppure il miglior chitarrista Hendrix o Van Halen o Clapton o
    Beck.
    Ma sull’hard rock ragazzi, non ci piove, i piu’ grandi erano e sono
    ancora loro, insuperati.

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  4. lucatod 21/05/2014 a 14:54 #

    Io invece detesto quando ci si riferisce ai LZ come hard rock band . Lo fanno in tanti , paragonandoli ai Deep Purple , Black Sabbath , Uriah Heep e via dicendo ..
    Per quanto mi riguarda , sono stati un gruppo ROCK , nel senso che hanno suonato praticamente di tutto , senza rimanere intrappolati come le due band sopracitate in un unico genere dominato da riff pesanti e voce in falsetto . Ovviamente hanno fatto anche hard rock e direi anche della miglior specie , ma per fortuna sono andati anche oltre .
    Sicuramente (a mio parere) il più grande gruppo Rock , mentre i Beatles ad esempio sono stati un vero e proprio fenomeno culturale .

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  5. mikebravo 21/05/2014 a 15:53 #

    Lo stesso puo’ dire un fan sfegatato di Pink Floyd.
    Hanno suonato di tutto.
    Anche un fan dei Rolling ti puo’ sostenere la stessa cosa.
    Pero’ nell’ambito dell’HARD ROCK, nessuno si é avvicinato
    ai led zeppelin.
    La definizione” La piu’ grande band di hard rock ”
    non é nel senso di limitazione ma nel senso di qualcosa
    di assoluto e indiscusso.

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  6. lucatod 21/05/2014 a 16:39 #

    Sicuramente l’hard rock fatto dai LZ è quello che preferisco , niente a confronto con gli altri gruppi del genere , ho capito cosa intendi dire e sono anche d’accordo , più che altro mi riferivo a chi non li conosce affatto e non è andato oltre ai primi quattro lp (in particolare oltre ai pezzi duri)bollandoli come gruppo hard rock (del genere Deep Purple ..) o addirittura heavy . Che poi ci sia in loro una forte componente heavy ci può stare , ma non solo . Lo trovo limitativo e offensivo , perché oltre ad aver suonato il miglior hard rock di sempre , i LED ZEPPELIN hanno suonato tutta la musica del periodo , ovviamente a modo loro .
    Un po come dire che i PINK FLOYD sono un gruppo psichedelico , ma a parte qualcosa del primo lp non c’è altro . Tuttavia non credo che i PF abbiano suonato di tutto , perché gli ingredienti sostanziali del loro successo sono più o meno gli stessi , anche
    se notevoli .

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  7. Francesco 21/05/2014 a 17:15 #

    Wow! Bellisima intervista Pa’, bellissima! Ora però sei fregato, lo sai chi mi aspetto, vero? Comincia pure la caccia!…

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  8. alexdoc 22/05/2014 a 00:01 #

    Complimenti Paolo, bel colpo. Una grandissima intervista a un grandissimo personaggio, Neanch’io sono d’accordo riguardo agli Stones, che hanno oggettivamente dato il meglio negli anni con Mick Taylor, e su Jeff Beck che a me piace molto anche nel secondo Jeff Beck Group di inizio anni ’70 e in altre sue avventure, ma qui si entra nei gusti personali. Ma i Cactus restano una band che ha fatto la storia dell’hard blues, che da quando ho scoperto parecchi anni fa da ragazzino sulle pagine delle riviste specializzate mi sono sempre chiesto perchè sono un segreto riservato a pochi eletti.

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  9. mikebravo 23/05/2014 a 08:33 #

    Sicuramente questa intervista scoperchia tante pentole.
    Si vede che Mc Carthy é rimasto legato a doppio nodo al genere che l’ha
    reso famoso.
    Le citazioni di Page e Beck danno l’idea di quello che suscitarono i due
    con i loro rispettivi primi lavori.
    Truth e L Z 1 indicarono la strada a tanti nuovi gruppi e la fecero cambiare
    a gruppi gia’ famosi come i Vanilla Fudge e i Deep Purple.
    La differenza che Mc Carthy traccia tra LZ e Rolling Stones ( il rock ed il roll )
    é un altro punto saliente.
    A proposito per me vengono prima i R S con Brian Jones, poi quelli con Taylor
    ed ultimi quelli con Wood.
    Notare bene che anche Mc Carthy definisce Hendrix il piu’ grande tra i
    chitarristi , un vero e proprio genio.

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