LED ZEPPELIN I Super Deluxe Editon (Swan Song 2014 – 96 euro)

17 Giu

 (BROKEN) ENGLISH VERSION BELOW

LED ZEPPELIN I-II-III super deluxe edition

Ricevere i nuovi box set dei LZ è stata una emozione, pur con qualche angolo spiegazzato, ma sono confezioni pesanti e tutto sommato delicate, temo sia fisiologico riceverle con qualche ammaccatura se si sceglie la spedizione per corriere. Due LP, due CD, corposo ed elegante libro, cartellina-copia del primo press kit, cartoncino con riprodotta la cover e il numero della tua copia (su una tiratura di 30.000 … e qui il termine limited edition va a farsi benedire), nonché il codice per scaricare gratuitamente la versione digitale ad alta definizione.

LED ZEPPELIN I super deluxe edition (photo Tim Tirelli)

LED ZEPPELIN I super deluxe edition (photo Tim Tirelli)

La confezione è grande e nel mio caso non è possibile sistemarla nello scaffale dei vinili, così devo adattarmi e riporla nell’armadio vetrinetta che ho in sala…

LED ZEPPELIN I super deluxe edition negli scaffali (photo Tim Tirelli)

LED ZEPPELIN I super deluxe edition negli scaffali (photo Tim Tirelli)

ORIGINAL ALBUM – LZ FAN: TTTTT

ORIGINAL ALBUM – CASUAL FAN: TTTTT

BONUS DISC – LZ FANTT½

BONUS DISC – CASUAL FAN: TTTT

PACKAGING: TTTTT

 

Disc 1: Original album (released as Atlantic 588171 (U.K.)/SD-8216 (U.S.), 1969)

  1. Good Times Bad Times
  2. Babe I’m Gonna Leave You
  3. You Shook Me
  4. Dazed and Confused
  5. Your Time is Gonna Come
  6. Black Mountain Side
  7. Communication Breakdown
  8. I Can’t Quit You Baby
  9. How Many More Times

Queste nuove superdeluxe edition sono anche un’occasione per riascoltarsi i dischi originali, e farlo col nuovo remaster di JOHN DAVIS è una piccola nuova esperienza. Credo che gli album dei LED ZEPPELIN non si siano mai sentiti così bene, e stiamo parlando di remaster mica di remix. Tutto sembra più chiaro, la musica respira meglio …  mammia mia che bravo questo DAVIS. LED ZEPPELIN I, che disco … registrato alla fine del 1968, uscito nel gennaio del 1969, suona ancora fresco e palpitante, e non è la solita frasetta scontata che si legge dappertutto, in questo caso è proprio vero. Registrato in un periodo di tempo compreso tra le 30 e le 36 ore, da quattro giovani musicisti (due di 20 anni, une di 22, uno di 24), l’album definisce l’hard rock nella sua forma più pura, quella che proviene dal blues e che si lascia trasportare da suggestioni acustiche.

Gennaio 1969 dunque, i CREAM si sono già sciolti, erano un gran gruppo ma votato più alle improvvisazioni che alla composizione e il continuo detestarsi dei tre membri del celeberrimo trio non avrebbe permesso nessun volo pindarico compositivo; la JIMI HENDRIX EXPERIENCE è un qualcosa di memorabile, ma è ormai alla fine dell’avventura, HENDRIX non sopporta più REDDING, musicista tra l’altro non eccelso, e il nero di Seattle sceglierà di versarsi liquido in progetti mai a fuoco. Il JEFF BECK GROUP è la band di riferimento del momento, l’album TRUTH è 15° nelle classiche Usa, PAGE lo utilizzerà se non come template, come termometro per verificare la temperatura della musica Rock. BECK è come PAGE, provengono dallo stesso background, hanno lo stesse idee, sono stati membri degli YARDBIRDS, si vogliono un gran bene, ma BECK è scostante, non è un compositore, e ha un gruppo su cui sa di non poter contare per quanto riguarda scrittura, arrangiamenti, visione.

I FREE sono una band interessante, ma sono giovanissimi (tra i 16 e i 20 anni), il loro primo album esce nel dicembre del 1968, è un po’ acerbo seppur di gran sostanza.

I BLACK SABBATH al momento sono ancora una bislacca blues band, mentre i DEEP PURPLE sono impegnati a fare il verso ai VANILLA FUDGE. Entrambi saranno così colpiti dal gruppo di PAGE da imporre un brusca sterzata alla loro direzione: 13 mesi dopo i BS faranno uscire il loro primo album di rock durissimo, i DP faranno lo stesso 15 mesi dopo con IN ROCK, siamo nel 1970 e i LZ, dopo due album di hard rock, avranno già voltato pagina.

LZ I è la fioritura definitiva del movimento blues inglese degli anni sessanta, i colori  sono ancor più accesi del previsto grazie a riflessi acustici che provengono dalla tradizione della musica popolare. I primi momenti dell’album per tutti sono racchiusi in quel gioco di gran cassa di JOHN HENRY BONHAM, il batterista che sin da quei primi battiti diventerà leggendario. Già dal secondo pezzo, BIGLY, PAGE lascia intendere che il gruppo sarà qualcosa di diverso. Il delicato e commovente arpeggio di chitarra acustica, la disperata dolcezza del cantato contrapposti alla furia delle parti ritmate. Eccola qui, sin da subito, la formuletta del shade & light tanto cara a PAGE, le dinamiche tight but loose che faranno la fortuna dei LZ. L’arpeggio di chitarra è sempre al limite, in diverse occasioni JP è sul punto di precipitare, ma non lo fa mai, anzi prende spunto dalle sbavature per cercare nuove soluzioni e comunque ha il coraggio e l’intelligenza di lasciare parti di chitarra magari non precise pur di non togliere nulla alla magia del momento catturata su nastro.

YOU SHOOK ME è un blues greve, ostinato, che non lascia prigionieri, credo che sino ad allora non si fosse mai ascoltato un blues così pesante. Probabilmente troppo sovraccarico (era necessario il piano sull’assolo d’organo?) e lungo (assolo di armonica, di organo, di chitarra). DAZED AND CONFUSED proviene dritta dritta dal periodo YARDBIRDS, il riff di JACK HOLMES trasformato in quella che diventerà (dal vivo) la più ardita improvvisazione di chitarra di sempre.  YOUR TIME IS GONNA COME: ancora oggi, gente come Massimo Bonelli (nostro amico e label manager extraordinaire) identifica i LZ con questo pezzo, con quell’apertura d’organo, al contempo delicata e aspra. Cosa c’entra un pezzo così in un album di heavy blues? Questi sono i LZ, baby, diversi da tutti gli altri. BLACK MOUNTAIN SIDE deriva da BLACK WATER SIDE, il traditional reso celebre in quegli anni dal grande BERT JANSCH, COMMUNICATION BREAKDOWN è forse il primo esempio di HARD ROCK suonato a ritmo molto sostenuto, I CAN’T QUIT YOU BABY è un altro blues di Wille Dixon reso alla LZ. Chiude HOW MANY MORE TIMES un riff trascinante su cui imbastire tanti riferimenti blues.

L’album naturalmente non è impeccabile, PLANT è ancora immaturo, tende ad urlare non appena Jimmy allenta la briglia, i testi che canta sono un miscuglio di frasette blues rubate alla prosa blues di dominio universale, PAGE lascia forse qualche imperfezione chitarristica di troppo, ma quello che rimane alla fine è una sensazione di purezza e d’intenti senza pari, è la certezza di aver assistito alla cristallizzazione del big bang dell’hard rock, è lo destabilizzante stupore che ossimori arditi siano possibili, che l’immacolata dissolutezza della musica sia cosa concreta. Gennaio 1969, una nuova era si è aperta per la musica rock.

LED ZEPPELIN 1969

LED ZEPPELIN 1969

LED ZEPPELIN I super deluxe edition

Disc 2: Live @ The Olympia, Paris – 10/10/1969 (previously unreleased)

  1. Good Times Bad Times/Communication Breakdown
  2. I Can’t Quit You Baby
  3. Heartbreaker
  4. Dazed and Confused
  5. White Summer/Black Mountain Side
  6. You Shook Me
  7. Moby Dick
  8. How Many More Times

Il companion disc per un casual fan rappresenta una ghiotta occasione per ascoltare un concerto dei LZ del 1969, per il fan vero e proprio del gruppo invece è un’occasione sprecata. Il concerto dell’Olympia di Parigi è disponibile su bootleg da alcuni anni, in qualità praticamente simile a quella riproposta in questo box set. Certo, nel bootleg manca MOBY DICK, ma dall’altra parte non è che questa mancanza da sola ne giustificasse la pubblicazione ufficiale.

Come ho già fatto capire su OUTSIDER, non sono particolarmente legato a questa registrazione, non è un serata memorabile, PLANT a volte è fuori controllo e dunque fastidioso, la chitarra di PAGE è in sottofondo, ma ascoltata a buon volume con la giusta concentrazione sa comunque darti buone vibrazioni … i LED ZEPPELIN del 1969  riescono  quasi sempre ad irretire.

Buona COMMUNICATION BREAKDOWN, molto buona ICQYB. HEARTBREAKER ha la parte iniziale dell’assolo tagliata dato il fastidioso effetto indomabile sulla chitarra, così, dopo la brevissima parte iniziale, si passa subito alla seconda parte suonata insieme al gruppo. Mah. In linea coi tempi DAZED, sicure e dritte al punto WHITE SUMMER/BMS e YOU SHOOK ME.

MOBY DICK è strana, i primi momenti hanno solo basso e batteria con feedback della chitarra in sottofondo poi, una volta che PAGE si unisce al pezzo, si parte dal secondo giro, quello che prevede gli stacchi con gli assoli di chitarra.

HMMT ha il medley completamente tagliato, evidentemente Page ha preferito non dover pagare i diritti agli autori delle cover allora inserite nel pezzo, quindi niente SMOKESTACK LIGHTNING, BECKS BOLERO, OVER UNDER SIDEWAYS DOWN, THE HUNTER, BLUES IMPROVISATION, THE LEMON SONG, BOOGIE CHILLUN, HIDEAWAY, THINK YOU NEED A SHOT (THE NEEDLE). Alcune di queste sono solo accenni, brevi (e oscuri) riferimenti. E’ un peccato perchè ad esempio THE LEMON SONG (che musicalmente non è quella del secondo album) ha un gran bel giro blues. BOOGIE CHILLEN era ancora nella fase embrionale, ben lontana dalla irresistibile versione degli anni a venire (intendo la sezione comunemente chiamata BOOGIE MAMA che c’è ad esempio su TSRTS nel medley di WHOLE LOTTA LOVE).

Buono quindi per il casual fan questo concerto, per le teste-di-piombo ci vuole ben altro.

Credo che, almeno per queste prime uscite, ci si debba soffermare più sulla qualità dell’articolo che sulle sorprese del materiale bonus, più sull’emozione di avere nuove uscite ufficiali dei LZ in mano, più dal commuoversi nel vedere i primi tre dischi dei LED ZEPPELIN nelle top ten (quelle vere, non quelle farlocche) americane ed inglesi.

Jimmy Page - Olympia 1969

Jimmy Page – Olympia 1969

 (BROKEN) ENGLISH VERSION 

LED ZEP I – original album

It was a thrill to receive the new LZ box sets , though with some crumpled corner, but they are heavy packs and delicate items, I fear it’s physiological to receive them with some dents if you choose the shipment by courier. Two LPs, two CDs, full-bodied and elegant book, folder with the copy of the first press kit, a print of the artwork with the number of your copy (on a print run of 30,000 … and hence the term limited edition goes to hell) , as well as the code to download the digital version in high definition.

The packaging is big and in my case it is not possible to place it on the shelf of vinyl, so I have to adapt and put it in the glass cupboard of the living room

This new editions also provides an opportunity for a new listening of the original discs, and to do it with the new remaster of JOHN DAVIS is a new experience. I think the LED ZEPPELIN album never sounded so clear and so good, and we’re talking remaster not remix. Everything seems clearer, the music breathes in a better way … mamma mia, JOHN DAVIS is a real master!  LED ZEPPELIN I, what an album  … recorded at the end of 1968, released in January 1969, it still sounds fresh and vibrant, and it’s not the usual obvious phrase you read everywhere, in this case it’s true. Recorded over a period of time between 30 and 36 hours by four young musicians (two  20 years old, one 22, the other 24), the album defines the hard rock in its purest form, the one that comes from the blues and that is carried by acoustic influences.

January 1969, therefore, the CREAM do not exist anymore, they were a great group but more voted to improvisations than compositions and the continuous hate among  the three members of the famous trio would not allow any flight of fancy composition; The JIMI HENDRIX EXPERIENCE is something memorable, but it is now at the end of the adventure, HENDRIX  does not stand REDDING anymore, and the black cat from Seattle chooses to pour himself liquid into projects never in focus. The JEFF BECK GROUP is the reference band of the moment, the album TRUTH is 15th in the USA chart. PAGE  uses it, if not  as a template, at least as a thermometer to check the temperature of the rock music. BECK is like PAGE, he comes from the same background, the pair have the same ideas, they have been members of The Yardbirds, the two guitarists love each other, but BECK is unfriendly, not a composer, and has a group of which he knows he can not count as relates to writing. arrangements, vision.

The FREE is an interesting band , but they are young (between 16 and 20 years old), their first album was released in December of 1968, it  is a bit ‘sour albeit it has substance.

The BLACKS SABBATH are currently still a weird blues band, while DEEP PURPLE are struggling to be something more than a VANILLA FUDGE inspired band. Both will be so impressed by the group of JIMMY PAGE to impose a sharp turn to their direction: 13 months after the BS will release their first album full of hard rock, the DP will do the same after 15 months with IN ROCK, we are in 1970 now and LZ, after two hard rock albums, have already turned the page.

The LZ I is the flowering of the British blues movement of the sixties, the colors are even brighter than expected due to acoustic reflections that come from the tradition of popular music. The first moments of the album are all enclosed in that big bass drum trick of JOHN HENRY BONHAM, the drummer that ever since those first few beats  will become legendary. Already in the second piece, BIGLY, PAGE suggests that the group will be something different. The delicate and poignant acoustic guitar arpeggio, the sweetness of the vocals as opposed to the desperate fury of rhythmic parts. Here it is, right now, the formua of shade & light so dear to PAGE, the dynamics of the  “tight but loose” attitude that will make the fortune of  LZ. The guitar arpeggio is always on the edge, on several occasions JP is about to fall, but he never does, indeed he seems inspired by those smears to  search for new solutions and however  he has the courage and the intelligence to leave guitar parts maybe not precise so as not to detract from the magic of the moment captured on tape.

YOU SHOOK ME is a heavy blues, obstinate, that  takes no prisoners, I believe that until then you had never heard a blues so heavy. Probably too much overhead (it was necessary that piano during the organ solo?) and long (harmonica solo, organ solo, guitar solo). DAZED AND CONFUSED comes straight from the Yardbirds period, the JACK HOLMES’riff is transformed into what will become (live) the most daring guitar improvisation ever. YOUR TIME IS GONNA : even today, people like Massimo Bonelli (our friend and Italian big label manager extraordinaire) identifies the LZ with this piece, with that opening organ at the same time gentle and harsh. What the hell a piece like this is  doing in an album of heavy blues? These are the LZ, baby, different from all the others!  BLACK MOUNTAIN SIDE comes from BLACK WATER SIDE, the traditional made famous in those years by the great BERT JANSCH, COMMUNICATION BREAKDOWN is perhaps the first example of a HARD ROCK played a very fast pace, I CAN’T QUIT YOU BABY is another blues  by Wille Dixon played in LZ style. HOW MANY MORE TIMES closes the album, a compelling riff on which to baste many blues references.

The album is of course not flawless, PLANT is still immature, it tends to scream as soon as Jimmy slacks the rein, the lyrics are a mixture of blues sentences  stolen from the prose of the universal public domain, PAGE leaves maybe some imperfect guitar  parts too, but what remains at the end is a feeling of unparalleled purity of intent, it is the certainty of having witnessed the crystallization of the big bang of hard rock, it is the destabilizing astonishment that oxymorons are possible, that the immaculate debauchery of rock music is a concrete thing. January 1969,  a new era is now open for rock music..

LED ZEP I – companion disc

The companion disc for a casual fan is a good opportunity to listen to a concert of LZ in 1969, for the real fans of the group instead is a wasted opportunity. The concert at the Olympia in Paris is available on bootleg for several years, in almost similar audio quality to the one proposed in this box set. Sure, the bootleg is missing MOBY DICK, but on the other hand it is not that that alone would justify an official release.

As I have already written on the OUTSIDER magazine, I’m not particularly keen on this recording, it is not a memorable evening, PLANT is sometimes out of control and therefore annoying, the guitar is in the background, but if you pump the volume and  listen to it with the right concentration it give you good vibes anyway…THE 1969 LED ZEPPELIN never let you down.

COMMUNICATION BREAKDOWN is good, ICQYB is very good. HEARTBREAKER has the first part of the solo cut, given the annoying effect on the guitar, so after the  brief initial part it will immediately switch to the second part of the solo played with the group. Uhm.  In line with the times DAZED, safe and straight to the point WHITE SUMMER / BMS and YOU SHOOK ME.

MOBY DICK is odd, the first bit is just bass and drums with feedback of the guitar in the background and then, once PAGE joins the piece, they start from the second instrumental verse, that on with the lead guitar breaks.

HMMT has completely cut the medley, Page evidently preferred not having to pay royalties to the authors of the covers then inserted into the piece, so no Smokestack Lightning, BECKS BOLERO, OVER UNDER SIDEWAYS DOWN, THE HUNTER, BLUES IMPROVISATION, THE LEMON SONG, Boogie Chillun , HIDEAWAY, THINK YOU NEED A SHOT (THE NEEDLE). Some of these are only hints, short (and obscure) references. It ‘a shame, because for example THE LEMON SONG (musically it is not the one of the second album) has a great bluesy guitar part. BOOGIE CHILLEN was still in its infancy, far from the compelling version in the years to come (I mean the section commonly called BOOGIE MAMA that there is in TSRTS during the Whole Lotta Love medley).

This concert is then good for the casual fan, for the ledheard  it is more than just this.

I believe that, at least for these first releases, we should dwell more on the quality of the article and not on  the surprises of the bonus material,  more on the emotions you have when official new  LZ official releases are available, more on the fact that you are moved by seeing the first three albums of LED ZEPPELIN in the top ten (the real ones, not those phony) of the UK and USA charts.

 

16 Risposte to “LED ZEPPELIN I Super Deluxe Editon (Swan Song 2014 – 96 euro)”

  1. Francesco Boccia 17/06/2014 a 18:51 #

    Tim,
    cosa ne pensi del libro? E’ solo fotografico o ci sono anche pagine con testo ? Ci sono le didascalie delle varie foto?
    A me il packing dei cd è piaciuto molto. I libretti, di 16 pagine cadauno, sono sostanzialmente fotografici (non c’è nessun testo aggiuntivo, ad esempio sulla storia dei pezzi “nuovi” ), con le didascalie riportate nell’ultima pagina.

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  2. lucatod 17/06/2014 a 19:25 #

    Tim , nessuno scrive dei LED ZEPPELIN meglio di te , lo dico sul serio . Descrizione dettagliata , mai noiosa , e appassionante . Dopo questa mia breve sviolinata (ma su una Gibson Les Paul) , posso dire di trovarmi d’accordo con la tua valutazione .
    Ho acquistato le Deluxe e (anche se già possiedo la collezione su triplice copia) i vinili , devo dire che se avessi avuto modo di acquistarli il mese stesso dell’annuncio ufficiale avrei optato per le Super , poi il passare del tempo ha ridimensionato il mio interesse per questa lussuosa edizione , seppur molto bella .
    Riguardo a LZI , la resa sonora del lavoro è ottima , mentre il bonus disc , mi ha deluso . non tanto perché già lo possedevo su bootleg (se possibile preferisco avere edizioni originali), tanto per i tagli da te citati , altrimenti sarei stato più soddisfatto . Un po come già accaduto per WLL presente sul secondo dischetto delle BBC Sessions , trovo certe scelte “artistiche” di Page talvolta discutibili . Però un neofita , (o uno meno rompicoglioni di me) , lo apprezza di sicuro .

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  3. Amduscia 17/06/2014 a 22:57 #

    Tim, non c’è nulla da aggiungere a quanto scrivi!

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  4. timtirelli 17/06/2014 a 23:46 #

    FRANCESCO: il libro è molto bello, contiene riproduzioni di contratti, articoli, locandine e foto con didascalie. Non c’è testo.

    LUCA: grazie, detto da te è un onore. Il bonus disc per noi rompicoglioni (come scrivi tu) non è granché, ma è il DARK LORD che comanda. Tra l’altro sembra che abbia dei digital noise, cioè che in fase di mastering o di copia ci siano stati dei problemi. Mah! ma chi è che si occupa del controllo qualità?

    AMDUSCIA: anche il tuo è un gran complimento, magari più criptico ed esoterico :-) Detto da te significa molto. Grazie.

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    • lucatod 18/06/2014 a 20:07 #

      JP ha deciso (per la prima volta) di mettere in commercio un live con audio da bootleg . Potrebbe anche essere una buona notizia , magari si deciderà a pubblicare ufficialmente anche altri live non impeccabili , ma di grande valore . Spero che questa formula venga nuovamente presa in considerazione almeno su una delle future uscite : Presence , ITTOD o Coda .

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  5. mikebravo 18/06/2014 a 08:38 #

    I o ho comprato la confezione a doppio cd.
    Non avevo ascoltato il concerto prima d’ora.
    Bel concerto.
    Jimmy nel 1968 ha inventato un nuovo strumento.
    Il suo stile diventa unico e difficilmente imitabile.
    In tanti ci proveranno.
    Robert Plant in certi momenti ricorda Janis Joplin.
    Si affinera’.
    Riguardo il confronto TRUTH – LZ1, due grandissimi esordi.
    Due enormi chitarristi amici di infanzia.
    Qualche ruggine e qualche invidia nasce da li’.
    Ed in mezzo c’é Peter Grant in America con beck prima e poi
    con page.
    A dire la verita’ c’era andato ancora prima con gli yardbirds di page.
    Infatti Jimmy aveva gia’ maturato certe idee nel 1967.
    Il JBG nel 1968 gliele confermo’.
    Il successo partiva dalla conquista dell’America.
    il JBG non ha una formazione stabile ed alterna grandi concerti
    ad esibizioni non felici.
    I L Z hanno una formazione di prima scelta con un vero bassista.
    Il JBG ha come la J H Exp un bassista in realta’ chitarrista.
    Il batterista del JBG cambia tante volte.
    I LZ hanno Bonham, il vecchio amico di Robert,il grande Bonham,
    l’insostituibile John Bonham.
    E l’instabilita’ di Beck, non solo a livello di formazione, segnera’
    da subito la sua carriera solista.

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  6. lucatod 18/06/2014 a 11:57 #

    Amduscia è un importante punto di riferimento per noi collezionisti di bootlegs . Hats off .

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  7. mikebravo 19/06/2014 a 08:23 #

    E’ chiaro che nel caso della deluxe edition di LZ 1, un fan che non conosce il
    bootleg, come nel mio caso, puo’ gustarsi il gruppo ed é quello che sto facendo
    da diversi giorni con grande soddisfazione.
    Jimmy nel 1969 era un fenomeno.
    Non riesco neanche ad immaginare cosa si provasse ad essere spettatore di un
    suo concerto a quell’epoca.

    Mi piace

  8. Amduscia 19/06/2014 a 23:03 #

    Lucatod, grazie per la considerazione!
    Dico la mia sulla pubblicazione del concerto parigino: i commenti qui parlano chiaro e fa sempre piacere che ci sia dell’apprezzamento per il materiale Zeppelin.
    Il concerto è molto buono pur non essendo il migliore di quella annata; la sua scelta da parte di Page suscita, più che una (anche legittima) perplessità, forte curiosità: perché non lo show del Texas International Pop Festival, perché non un Live at Fillmore West o un super inedito Live targato 1968???
    Riascoltando il bootleg (ovviamente le versioni figlie dell’edizione della TCOLZ, prima etichetta a pubblicare la versione pre-FM nel 2008 senza i commenti del DJ e con audio migliore) gli interrogativi aumentano: se è vero che Moby Dick è assente nel bootleg (si sapeva che per la trasmissione radiofonica era stata eliminata dalla scaletta) in compenso HMMT ha una durata più che doppia rispetto alla versione ufficiale ed Heartbreaker non è stata mutilata del solo. In più, i commenti tra i pezzi rivelano chiaramente, grazie ai riferimenti di Plant, che il concerto ormai è da considerarsi nell’era di Led Zeppelin II…
    I pensieri di Page rimangono spesso imperscrutabili… i miei un po’ meno: chissà se dopo la pubblicazione ufficiale ci sarà ancora spazio, nel mercato “unofficial”, di una super “Definitive Edition”?

    Mi piace

  9. lucatod 20/06/2014 a 00:20 #

    Texas International Pop Festival , sarebbe stata una scelta decisamente azzeccata , oltretutto più in linea con il “periodo LZI” .

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  10. mikebravo 20/06/2014 a 07:58 #

    Ho notato che in HMMT Jimmy inframezza piu’ volte il riff di WHOLE LOTTA LOVE.
    In ottobre 1969 immagino che la canzone fosse gia’ registrata per LZ 2.
    Quando l’hanno fatta per la prima volta dal vivo?
    HMMT é tagliata ? Certo che jimmy é proprio una testa di………….

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  11. lucatod 20/06/2014 a 15:34 #

    La prima esecuzione live di WLL dovrebbe essere stata suonata il 26 aprile 1969 a San Francisco (Winterland) , esiste anche la registrazione su Bootleg .
    Il riff di WLL su HMMT lo trovi anche nel concerto al Royal Albert Hall del 1970 (su DVD) , sicuramente certi tagli sono fatti per contenere la durata del CD . Guarda quello che ha fatto sulle BBC Sessions , però il risultato , a mio parere , è decisamente superiore .

    Mi piace

  12. Rise 20/06/2014 a 21:38 #

    Cool! You finally found a place for it in your bathroom :-)

    Just joking, just joking…

    L’Italia ci salutiamo! Ho ordinato le mie copie delle edizioni super deluxe di Amazon.it! Alla Finlandia – incredibile!!

    Unfuckingbelievable,,, :-)

    Mi piace

  13. timtirelli 20/06/2014 a 22:57 #

    MIKE: sì, HMMT ha il medley completamente tagliato, l’ho scritto anche nell’articolo. L’assolo di HEARTBREAKER (il primo) ha subito la stessa sorte. Poi ci sono cose davvero sciocche, come dimezzare il tempo (un secondo circa) tra la fine di HB e la reazione del pubblico.

    Il concerto è di ottobre, di lì a poco sarebbe uscito il II, certo che WLL era già registrata.

    LUCA, non credo che i tagli c’entrino con la durata dei CD, sono stati fatti per non pagare i diritti agli autori dei pezzi inseriti nei medley. E’ successo anche per le BBC session, alcuni brani del medley sono stati tagliati perché chi ne detiene i diritti ha chiesto troppo,

    AMDUSCIA: c’è un famoso “remasterizzatore” al lavoro per preparare la versione definitiva di Olympia 1969. Un mix tra la versione ufficiale, che pare si senta (appena) un po’ meglio, e la migliore source bootleg.

    RISE: it was nice to talk to you by phone this evening. The Roman Empire emilian outpost should be ready to welcome the Barbarian delegation from the Finnish shores next fall.

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    • Rise 20/06/2014 a 23:44 #

      >it was nice to talk to you by phone this evening.

      I actually called all my closest Zep friends here on the old continent this evening. What amazed me most was the fact that almost *everyone of them* had some cool shit going on – from Sweden down to good ol’ Italy. Must be because of the new remasters :-)

      It will be so cool to return back to Italy in October – I am working hard to ensure that I can meet my dear, so dear friend mr. Amduscia again and then storm the ultimate the destination in Italia – mia carissima Reggio Emilia :-)

      Mille baci per i miei amici italiani dalla terra del sole di mezzanotte!

      Rise

      Mi piace

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