L’angolo della posta: “SALENT NIGHT”

28 Ago
Scrive LORENZINO STEVENS: “Ciao Tim, visto che a Pievepelago la temperatura minima era scesa sui 10 gradi (cosa peraltro piacevolissima per il sottoscritto visto che ho sempre lo sbollo), abbiamo prenotato all’ultimo secondo una rapida vacanza nel tanto decantato Salento (mai stato in vita mia). L’unico posto che sono riuscito a trovare, ad un prezzo abbordabile, è stato a Torre Mozza, un microscopico paesino sul mare tra Gallipoli e Santa Maria di Leuca (900 km da Modena, more of less), in un residence per famiglie inserito in una specie di quartierino residenziale stile striscia di Gaza che appena arrivato per poco non giravo la macchina e me ne andavo, tanto per rendere l’idea della reazione istintiva che mi ha ispirato.
Nei giorni successivi mi sono rilassato – al Sud l’approccio take it easy e take your time è fondamentale per vivere bene -, mi sono abituato al disordine, al rusco dilagante e non molto differenziato, ho visto che le bambine si stavano divertendo un mondo e tutto ha preso una piega positiva.
Ieri sera grande occasione mondana con la notte bianca di Torre Mozza: ho portato le bimbe nella piazzetta a giocare coi gonfiabili e gli elastici, poi è cominciato il concerto di hard-pizzica: beh, devo dire che sono rimasto favorevolmente impressionato. Il gruppo si chiamava Alla Bua (http://www.allabua.com/it/), band guidata da una sorta di ibrido tra Caparezza e l’attuale Plant (per via delle spalle un po’ ingobbite e di altri dettagli), con violino e fisarmonica funambolici più un paio di tamburelli talmente potenti che all’inizio pensavo usassero delle basi registrate di batteria.
La gente ballava come invasata, sudando copiosamente: vecchi (uno che avrà avuto tranquillamente 85 anni saltellava suonando le nacchere e coinvolgendo nelle danze le migliori gnocche che riusciva ad individuare nella folla), donne (tranquille madri di famiglia di giorno in spiaggia, trasformate in baccanti sexy alla sera) e bambini. Un grande senso di energia e di allegria, la pizzica è molto meglio di quanto pensassi (vedi video di “Pizzicarella” con leggiadro pippone salentino)

A fine concerto è ovviamente scattato l’acquisto del cd degli Alla Bua live.
Adesso che l’estate entra nella sua parte finale, posso dire quale è stata la mia playlist, basata sui cd che mi sono tenuto in macchina nelle ultime settimane (mi piace ancora selezionare i cd uno ad uno ed ascoltarmeli per intero, senza saltabeccare da un brano all’altro con il lettore mp3, che peraltro non è collegabile all’impianto che ho in auto).
– Chris Robinson: Phosphorescent Harvest
– Rival Sons: Great Western Walkirie
– Led Zeppelin: ITTOD according to TT
– Lynyrd Skynyrd: pronounced ‘lĕh-‘nérd ‘skin-‘nérd
– Black Label Society: Catacombs of the Black Vatican
– Bad Company: Bad Company
– Neil Young: Live Rust
– Neil Young: After the Gold Rush
– Black Crowes: Warpaint live
– Whitesnake: Trouble
– Thin Lizzy: Thunder and Lightning
Ciao!

salento

salento

salento

salento

Risponde l’esperto: caro Lorenzino, un paio di volte ho battuto i sentieri del Salento, quelli che vanno da CASTRO a GALLIPOLI, e ho ricordi piuttosto buoni anche io. Realtà diverse dalle nostre, ma una volta calati nel Salento groove, lasciarsi trasportare è davvero piacevole. Non mi sorprenderei di vedere, per il suo prossimo progetto, ROBERT PLANT alle prese con l’hard-pizzica. Ottima la tua playlist, anzi superlativa.

Una Risposta to “L’angolo della posta: “SALENT NIGHT””

  1. mikebravo 28/08/2014 a 08:31 #

    Incuriosito dal fatto che in america un regista gli avesse dedicato un film,
    in vacanza sono andato a vedere ENZO AVITABILE in concerto.
    Accompagnato dai bottai di portici é salito sul palco del Subiaco festival di
    rock & blues.
    La sua é world music con forte accento napoletano.
    Musica godibile come il suo modo di cantare.
    La lingua napoletana é la lingua che si sposa bene a musicalita’ rock
    (ho sempre pensato che la lingua italiana non funzioni con il rock ).
    La sezione ritmica comprendeva una batteria , 2 enormi botti e 3 tini.
    AVITABILE ha trascinato la piazza e la parola d’ordine era :
    NON SONO AMMESSI DISERTORI!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Quindi tutti a scandire il ritmo con le mani ed a cantare con avitabile in
    napoletano non verace.
    Il palco vedeva ai lati due gigantografie.
    A sinistra ray charles.
    A destra JIMMY PAGE col vestito del dragone e chitarra a doppio manico.
    Cosi’ mi rivolgo molto serio ad uno del servizio d’ordine con cappello e
    maglietta del festival e gli domando indicando jimmy:
    MA QUEL CHITARRISTA LI’ E’ NEL CARTELLONE DEL FESTIVAL.?
    Lui, gentilissimo, mi guarda desolato e mi assicura che si informera’
    dall’organizzazione.

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