LED ZEPPELIN III Super Deluxe Editon (Swan Song 2014 – 96 euro)

23 Set

ITALIAN/ENGLISH

Arrivo  a parlare di questa deluxe edition con molto ritardo, ma la delusione ricevuta dal contenuto di scarso valore dei bonus disc, o companion come li chiama JIMMY “POIGE”, ha avuto il suo peso. Quelli del IV e di HOTH in arrivo ad ottobre poi sono al limite della comicità, ma poi ho pensato che questo passo falso di PAGE non deve comprometter il mio amore per album di un valore incalcolabile, non deve intaccare il flusso di linfa che ancora quei solchi trasmettono al mio animo.

Zep3Box

ORIGINAL ALBUM – LZ FAN: TTTTT+

ORIGINAL ALBUM – CASUAL FAN: TTTTT

 BONUS DISC – LZ FAN: TTT

BONUS DISC – CASUAL FAN: TT

PACKAGING: TTTTT

led_zeppelin_III_deluxe_a__

 

Disc 1: Original album (released as Atlantic 2401002 (U.K.)/SD-7201 (U.S.), 1970)

  1. Immigrant Song
  2. Friends
  3. Celebration Day
  4. Since I’ve Been Loving You
  5. Out on the Tiles
  6. Gallows Pole
  7. Tangerine
  8. That’s the Way
  9. Bron-Y-Aur Stomp
  10. Hats Off to (Roy) Harper

Tempo fa, dopo aver riascoltato il terzo per la milionesima volta, Picca mi scrisse:

PICCA “Led Zep III è il disco di una band che non ha più paura di niente. Avrebbero potuto ripetere la formula vincente del II ed allinearsi alle miriadi di gruppi hard and heavy che spuntavano sul globo come funghi dopo un acquazzone, ma a Jimmy & friends le cose facili non sono mai piaciute. E’ un disco imperfetto ma lì sta il suo fascino. Inoltre è un disco intellettuale, nel senso che c’è molto di più di ciò che si sente e immagino sia servito a milioni di teen-agers in balìa del Dirigibile per conoscere altra musica, fornendo coordinate fantastiche per retrocedere fino al blues del Delta o al folk britannico, flirtare con sonorità orientali, avvicinarsi a songwriters di Laurel Canyon e prendere in prestito in biblioteca libri sulla storia dei vichinghi o trattati sul folklore . Tutte cose di cui nei dischi di colleghi come Sabbath o Deep Purple non vi è traccia.”

Ecco come sintetizzare in poche righe il succo del discorso relativo a questo disco.  IMMIGRANT SONG, CELEBRATION DAY e OUT IN THE TILES provvedono alla necessaria dose di piombo zeppelin ma è forse il resto a risaltare maggiormente per la sua particolarità. Con FRIENDS si intuisce già al secondo pezzo che i LZ sono di una altra pasta, chitarre acustiche in accordatura aperta e spinte che stanno tra l’oriente e il nord Africa, con SIBLY si batte il sentiero del blues, ma quello meno canonico, certo, è un blues lento in minore ma vuoi mettere la ricchezza di accordi e dell’arrangiamento? Dal vivo diventerà (tra la fine del 1972 e il 1973) un capolavoro che assurgerà definitivamente nell’empireo dell’energia cosmica nella versione di New York luglio 1973. GALLOWS POLE è un traditional vecchio di secoli, probabilmente scritto intorno al 1600 da qualche parte in Europa e giunto chissà come in Britannia. Il titolo in origine (per quanto riguarda la lingua inglese) era THE MAID FREED FROM THE GALLOWS, ma la storia contenuta nella canzone ha risuonato in parecchie parti d’Europa prima di essere cantata nella lingua dei britanni: Germania, Svezia, Finlandia, Lituania, Ungheria e persino Italia. La canzone popolare CECILIA infatti parla di una donna che si offre ad un capitano affinché non impicchi suo marito Peppino. Cecilia va a letto col capitano quindi ma la mattina si affaccia alla finestra e vede il suo uomo comunque impiccato. La prima versione ad essere registrata fu quella del bluesman  Pancia di Piombo, LEADBELLY insomma, nel 1939, a cui ne seguirono altre in campo folk fino a che non giunse quella definitiva dei LZ.

TANGERINE è un quadretto acustico che proviene dai tempi di PAGE con gli YARBIRDS …

THAT’S THE WAY e BRON-Y-AUR STOMP provengono dalla vacanza che PAGE & PLANT fecero in un “piccolo e derelitto cottage” nella Snowdonia, in Galles, vacanza che permise loro di smaltire la sbornia metallica dei primi due dischi e tour e di arricchire il terzo album con parecchie suggestioni acustiche, appunto.  THAT’S THE WAY in particolare è di una bellezza immacolata.

Chiude il disco HATS OFF TO (ROY) HARPER, un siparietto arrangiato da “Charles Obscure”  (pseudonimo dato da Robert a Jimmy), basato su parecchi riferimenti di vecchi blues e registrato facendo il verso al sound tenebroso delle prime registrazioni dell’epopea blues.. Avessero incluso HEY HEY WHAT CAN I DO (B side del singolo  IMMIGRANT SONG) invece di HOTRH il terzo album dei LZ sarebbe stato perfetto.

LZ III companion disc

Disc 2: Companion audio disc (previously unreleased)

  1. Immigrant Song (Outtake)
  2. Friends (Outtake)
  3. Celebration Day (Outtake)
  4. Since I’ve Been Loving You (Outtake)
  5. Bathroom Sound (Instrumental Version of “Out on the Tiles”)
  6. Gallows Pole (Outtake)
  7. That’s the Way (Outtake)
  8. Jennings Farm Blues (Instrumental Version of “Bron-Y-Aur Stomp”)
  9. Keys to the Highway/Trouble in Mind

Su OUTSIDER di giugno scrissi che (dopo aver ascoltato velocemente il bonus disc negli uffici della WARNER a Milano):

“Le unreleased version sono già più interessanti, ma nella maggioranza dei casi rimangono piuttosto simili alle versioni poi pubblicate. FRIENDS è meno a fuoco, CELEBRATION DAY ha l’assolo di chitarra quasi identico. BATHROOM SOUND è una versione strumentale di OUT ON THE TILE e si distingue per il suonaccio della chitarra. GALLOWS POLE rispetto all’originale è meno ricca e meno dinamica, THAT’S THE WAY ha in sottofondo il mandolino (e forse un’altra chitarra) confuse e indecifrabili. SINCE I’VE BEEN LOVING YOU è la più pregevole, versione alternativa in senso letterale. Chitarra diversa, cantato diverso, testo diverso. Intendiamoci, niente che superi l’originale, il tutto è ancora una volta meno a fuoco, ma ascoltare un’outtake come si deve di uno dei migliori episodi di blues bianco mai incisi è pur sempre un’emozione.

In generale sono versioni che ci lasciano intuire il percorso fatto per arrivare poi alle gemme che tutti conosciamo.

JENNINGS FARM BLUES (dal nome della fattoria comprata all’epoca da Plant) è la versione elettrica e strumentale di quella che diventerà poi BRON YR AUR STOMP. Il pezzo è disponibile da tempo immemorabile su bootleg.

KEYS TO THE HIGHWAY/TROUBLE IN MIND è l’inedito vero e proprio. Dal colore e dall’atmosfera s’intuisce senza nessuna difficoltà che il pezzo proviene dalle session acustiche che hanno portato a HATS OFF TO (ROY) HARPER. Robert, con la voce effettata, biascica frasi blues su accompagnamento di chitarra acustica, alternando interventi con l’armonica. A tratti il tutto sembra un po’ scolastico. Rimane ad ogni modo un quadretto carino di Page and Plant che in studio strimpellano del country blues.”

Anche dopo ascolti più attenti condivido più o meno quanto scrissi. Aggiungo solo che THAT’S THE WAY è presentata nella sua tonalità originale, il sol, (mentre quella ufficiale fu abbassata di mezzo tono usando il meccanismo del pitch per renderla più appoggiata), e con quello che dovrebbe essere un dulcimer.

(broken) ENGLISH

Disc 1: Original album (released as Atlantic 2401002 (U.K.)/SD-7201 (U.S.), 1970)

I talk about this deluxe edition now and I’m very late, but the disappointment about the content of the bonus discs, or companion as JIMMY “POIGE” calls them, was a drag. Those of IV and HOTH arriving in October are almost comical, but then I thought that this misstep by PAGE must not jeopardize my love for albums of incalculable value, it must not affect the flow of sap those records bring to my soul.

Some time ago, after having listened to the third for the millionth time, my friend PICCA (aka the Pike boy) wrote to me this:

PICCA “Led Zep III is the album of a band that is not afraid of anything. They could repeat the winning formula of II and align the myriad groups of hard and heavy on the globe that sprouted like mushrooms after a downpour, but Jimmy & friends have never liked easy things. It’s a imperfect record but there lies its charm. Moreover, it is an intellectual album, in the sense that there is much more of what you hear and I guess it served to millions of teen-agers at the mercy of the airship to get to know other music, providing fantastic coordinate to move back up to the Delta blues or United Kingdom folk , flirting with oriental sounds, gettingclos to Laurel Canyon songwriters and borrow library books on the history of the Vikings or dealt in on folklore. All things mentioned in the records of colleagues as Sabbath or Deep Purple there is no trace. “

How to summarize in a few lines the gist on this disc. IMMIGRANT SONG, CELEBRATION DAY OUT ON THE TILES  ensure the necessary dose of lead zeppelin but perhaps is the rest to stand out more for its peculiarity. With FRIENDS you realized already by the second track that LZ are made of another different stuff, acoustic guitars in open tunings and spurs that lie between the eastern and the north of Africa, with Sibly you strike the trail of the blues, but the one that is less canonical, sure ,it  is a slow blues in minor but what about the wealth of chords andarrangements? In the live situation it become (between the end of 1972 and 1973), a masterpiece that will ascend definitely  at the empyrean of cosmic energy in the version playet in New York in July 1973.

GALLOWS POLE is a century old traditional, probably written around 1600 somewhere in Europe and who knows how it reached the British shores. The title originally (as far as the English language) was THE MAID FREED FROM THE GALLOWS, but the story in the song resonated in several parts of Europe before being sung in the language of the Britons: Germany, Sweden, Finland, Lithuania , Hungary and even Italy. The popular song CECILIA infact talks about a woman who offers herself to a captain just to save her husband Peppino from the gallows pole. Cecilia get laid with the captain but in the morning she look at the window at the window and sees her man hanged anyway. The first version to be recorded was that of bluesman LEADBELLY in 1939, which was followed by others in the field of folk music until it reached the the ultimate version with the LZ one.

TANGERINE is a little lovely picture that comes from the time of PAGE with YARBIRDS …

THAT’S THE WAY and BRON-Y-AUR STOMP come from the holiday PAGE & PLANT took in a “small and derelict cottage” in Snowdonia, Wales, holiday that allowed them to sober up metal of the first two albums and tour and enrich the third album with acoustic fascination, in fact. THAT’S THE WAY in particular is an immaculate beauty.

HATS OFF TO (ROY) HARPER closes the album, a little backcloth arranged by “Charles Obscure” (nickname given by Robert to Jimmy), based on several references to old blues and recorded mimicking the sound of the first recordings of the epic dark blues era.  Had included HEY HEY WHAT CAN I DO (B side of the single IMMIGRANT SONG) insteda of HOTRH the third album of the LZ would be just perfect.

Disc 2: Companion audio disc (previously unreleased)

On the june issue of OUTSIDER  I wrote that (after a quick listen to the bonus disc in the WARNERMUSIC GROPU headquarter in Milan):

“The unreleased version are more interesting than the backing tracks of LZ II, but in most cases are quite similar to the official versions published. FRIENDS is less focused, CELEBRATION DAY has the guitar solo almost identical. BATHROOM SOUND is an instrumental version of OUT ON THE TILE . GALLOWS POLE is less rich than the original , THAT’S THE WAY in the background has the mandolin (and maybe another guitar) confusing and indecipherable. SINCE I’VE BEEN LOVING YOU is maybe the most valuable, it’s an alternate take in the literal sense. Different guitar, different vocals, different lyrics. Mind you, nothing that exceeds the original, everything is once again oit of focus, but to listen to an outtake of one of the best episodes of white blues is always a thrill.

JENNINGS FARM BLUES (from the name of the farm at the time bought by Plant) is the electric instrumental version of what will become BRON YR AUR STOMP. The piece is available on bootleg from time immemorial.

KEYS TO THE HIGHWAY / TROUBLE IN MIND is the only real inedit. From the color and atmosphere you sense without any difficulty that the piece comes from the acoustic session that led to HATS OFF TO (ROY) HARPER. Robert, his voice with effects, mumbles blues phrases  over an acoustic guitar accompaniment, alternating action with the harmonica. At times the guitar parts seems a bit scholastic. It remains however a cute picture of Page and Plant in the studio strumming country blues. “

Even after more attentive listenings, more or less agree with what I wrote. I add only that THAT’S THE WAY is presented in its original key, G, (while the official was lowered to half-tone using the mechanism of the pitch to make it more leaning), and with what should be a dulcimer.

 

6 Risposte to “LED ZEPPELIN III Super Deluxe Editon (Swan Song 2014 – 96 euro)”

  1. lucatod 23/09/2014 a 10:12 #

    Bella recensione Tim , ovviamente mi ritrovo in tutto e per tutto con quello che scrivi . Anche se da anni non fa più parte dei loro album che ascolto con maggior frequenza (ascolto più CODA) , lo ritengo comunque uno dei loro lavori più riusciti . LZIII è il disco che nessuno al loro posto si sarebbe sognato di registrare , ma che invece andava fatto per evitare di diventare una band come le altre (io i paragoni con Sabbath e Purple proprio non li reggo) .
    Il bonus disc l’ho trovato più interessante del II (che al contrario mi ha annoiato parecchio) , in particolare SIBLY , davvero notevole . Purtroppo con le due prossime uscite avremo poco da entusiasmarci .

    Secondo me il mercato discografico sta impazzendo . Criticavo le ristampe di JP , poi vedo gruppi come Queen e Pink Floyd risorgere dall’oltretomba , con progetti poco chiari che sanno davvero di fregatura . I Queen (May&Taylor) che pubblicano l’ennesima antologia con pesanti edit , nella quale spacciano per inediti due pezzi del Mercury solista pubblicati da ormai trent’anni . I Floyd (ovvero D.J. Gilmour) che a distanza di vent’anni decidono di pubblicare gli avanzi dalle sedute del loro ultimo lp in studio , quando proprio quest’ultimo è stato recentemente ristampato sotto forma di lussuoso box set contenente un bel cazzo di niente ! Ovviamente non essendo ancora stato pubblicato , evito di criticare il valore dei pezzi (tutti strumentali eccetto uno) , ma piuttosto l’operazione .
    A questo punto meglio JIMMY PAGE e i suoi DELUDENTI companion disc .

    Mi piace

  2. mikebravo 23/09/2014 a 14:43 #

    Avevo scoperto LZ 1 e LZ 2 da pochi mesi, quando un compagno del liceo mi
    vendette la sua copia di LZ 3 con copertina provvisoria.
    Era il 1971 e da li’ a poco avrei comprato LZ 4 ( il primo disco acquistato appena
    pubblicato ).
    L’impressione che LZ 3 mi fece ( e non solo a me ) fu di delusione.
    Immigrant song, Celebration.. e Out on.. , sebbene hard, non mi sembrarono
    all’altezza dei fasti di LZ 2.
    Col tempo apprezzai GALLOWS, FRIENDS, SINCE e TANGERINE.
    Il bluesaccio di oltre 7 minuti é un grande brano, forse il blues definitivo di
    Jimmy.
    Hard, folk, blues, oriente e occidente si sposano nell’album ed i
    page e plant riformati ripartirono da li’.
    Nonostante non sia tra i miei preferiti, sicuramente un passo importante per il
    gruppo e la sua evoluzione.

    Mi piace

  3. Francesco Boccia 23/09/2014 a 22:12 #

    E’ il mio disco della vita, il disco che amo più di ogni altro,
    Since i’ve been loving you la ascolto quasi ogni giorno, per me non c’è niente di meglio in giro, ed anche la versione alternativa mi soddisfa, finora forse è la cosa migliore pubblicata tra i bonus.
    Anche io ho perso entusiasmo per le nuove pubblicazioni, certo completerò la collezione acquistando tutti i doppi cd, ma avrei voluto qualcosa in più. Sarebbe stato così complicato associare ad ogni disco un live ? Problemi di lunghezza? Forse difficile fare un cofanetto con i vinili dei live di tre ore.
    In realtà penso che Page, da buon capricorno, preferisca lavorare sui dettagli, ripubblicare gli album storici facendo piccole modifiche giocando con le copertine, inserendo dischi alternativi quanto più possibile simili ai dischi originali, belli da collezionare, ma da ascoltare?
    Io il Companion del secondo, ad esempio, l’ho ascoltato una sola volta, non mi attira proprio, un poco meglio il primo (non conoscevo il concerto) ed il terzo.nel quale oltre a Since i’ve been loving you mi piace tanto anche Bron-Y-Aur Stomp (anche in questo caso non conoscevo questa versione).

    Mi piace

  4. Paolo Barone 24/09/2014 a 03:00 #

    Approfitto di questo spazio per ribadire il mio totale amore per questo disco.
    Alla lunga il disco dei LZ che ascolto di più insieme a Phisical Graffiti. Quello che non mi stanca mai, quello che riempie ogni stato d’animo, luce e ombra.
    E’ anche il primo disco che ascoltai dei LZ, rubandolo alla collezione di mio zio a cavallo fra anni 70 e 80. Immigrant Song mi fece paura, nel vero senso della parola, prima di partire per le montagne russe emotive con il resto dei brani. Mi piacciono molto (come sempre) le considerazioni di Picca a riguardo, ne fossi stato capace avrei potuto scriverle io. E’ vero, da quel disco sono probabilmente partito per altre mille esplorazioni, senza rendermene nemmeno conto. Un disco di apertura, che pone i LZ in una categoria diversa dai pur fenomenali contemporanei Hard, li fa passare di fatto ad un altro campionato.
    Mi piace talmente tanto questo disco che ho consumato il bonus disc. Si, non ci sono cose da strapparsi i capelli, ma in un certo modo e’ stata una bella occasione per ascoltarlo in un modo diverso. Per goderselo ancora di più. Tim e’ giustamente incazzato nero con questa operazione di ristampe, potevano essere molto meglio c’e’ poco da fare, e non riesco a capire perché siano così avare di sorprese. Cosa mai dovranno aspettare per tirare fuori tutto? Forse si tengono per un altro giro di cassa una volta arrivati alla soglia degli ottant’anni e garantirsi così un ultimo bonifico internazionale di massa (come mi sembra stia avvenendo in questi mesi). Mah, non ho idea.
    Comunque per me in definitiva questo e’ il disco più importante della mia vita.

    Mi piace

    • Lorenzo Stefani 24/09/2014 a 22:36 #

      Sono d’accordo con te, Paolo. Anche a me LZ III è l’album che da sempre sembra il più geniale degli Zep insieme a Physical Graffiti, quest’ultimo vera enciclopedia del rock. Stranamente non mi è mai piaciuta Immigrant Song, l’ho sempre trovata fracassona e un po’ eccessiva, ma SIBLY è insuperabile e tuttora insuperata, e che dire di Friends, di That’s the way, di Tangerine (ottimamente riesumata e reinterpretata da Plant nel 2010 a Milano, con la Band of Joy) di Gallows Pole … Fantastica e completissima la ricostruzione storico-filologica di Tim, nonostante l’approccio giustamente critico mi ha fatto venir voglia di comprare il disco (non ho preso nessuna delle reissue, sino ad ora).

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: