Tutti li amiamo, ma nessuno di noi ascolta più i Doors – di Paolo Barone

29 Set

Da tanto tempo ormai mi gira in testa questa cosa (ok, me ne girano anche milioni di altre, ma questa e’ un altra cosa…)…I Doors non li ascolta piu nessuno.

Li amiamo tutti, li abbiamo ascoltati tutti, ma poi…chi di noi li ascolta ancora?

Ma perche’ dico io?!?

Ci siamo letti “Nessuno uscira’ vivo da qui”, ci siamo fatti prendere dal mito Morrison, abbiamo ragionato e indagato. Non so voi, ma io mi sono sempre chiesto come fosse stato possibile che un cittadino americano famoso e ricco come lui, potesse morire praticamente da solo, a 27 anni, a Parigi, senza che nessuno abbia aperto una vera e propria inchiesta. O che ci sia stato un riconoscimento da parte della famiglia. Mah, una storia strana e affascinante dalla quale tutti piu o meno siamo stati intrigati. E come non esserlo con un personaggio come Jim, icona eterna del ribelle rock, del poeta psichedelico, sciamano magnetico come nessun altro.

Io (e vorrei sapere quanti di voi) ho fatto a sedici anni il mio bravo pellegrinaggio alla tomba del Pere La Chaise, ritrovandomi poi innamorato di quella magica citta’ per il resto della mia vita. Ho abitato a pochi passi dalla casa in rue de Beautreillis dove Morrison e’ morto, ho vagato pensando a lui su e giu per il lungo Senna.

Insomma, ho amato e amo lui e i Doors. Quello che rappresentano, che sono stati, il loro approccio oscuro e poetico al rock. Amo tutto di loro, ma non sento mai la loro musica. Passo e ripasso nei miei dischi continuamente, mi fermo sempre da qualche parte, per il tempo di un brano o per un mese di ascolti monotematici, a seconda del caso, ma dai Doors non mi fermo mai. Allora chiedo in giro, ne parlo con i miei amici, faccio un mini sondaggio, e il risultato e’ inequivocabile: I Doors li amiamo tutti ma non li sente piu nessuno! Eppure hanno fatto dischi formidabili, scritto canzoni bellissime, influenzato molte bend a venire, hanno tutte le carte in regola per essere il mito che sono…ma non mi viene mai voglia di mettere su un loro disco.

Non so bene perche’ ma questa cosa mi da da pensare. E’ come la prova del fatto che nel rock, per come lo sento e lo vivo io, la musica non e’ la cosa piu importante. Per lo meno non da sola. Conta certo, ma conta forse di piu l’insieme, il contesto, la storia i personaggi, e tutto quello che evocano e si portano appresso. E tutto quello che ci costruiamo noi sopra. Sara’ forse per questo che ho letto libri e articoli sui Doors molto di piu’ di quanto abbia ascoltato la loro musica?

Pochi giorni fa parlavo di quanto fosse bello il pezzo che Lester Bangs aveva scritto su Astral Weeks di Van Morrison. Senza dubbio molto piu’ bello del dico stesso, al punto che secondo me e’ piu’ emozionante leggerne il “racconto” che ne tira fuori Bangs che ascoltare la musica di quell’album.

Sara’ cosi anche per i Doors? E per quanti altri?!

Paolo Barone © 2014

6 Risposte to “Tutti li amiamo, ma nessuno di noi ascolta più i Doors – di Paolo Barone”

  1. mikebravo 29/09/2014 a 14:13 #

    Come ebbi gia’ occasione di scrivere sul blog, io sono uno di quelli che
    I Doors, seppur in tarda eta’, li ha scoperti un’estate di 5/6 anni fa.
    Scoprirli nel senso di capire la loro grandezza, la loro unicita’.
    Meglio tardi che mai.

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  2. lucatod 29/09/2014 a 15:25 #

    Io mi ci ritrovo pienamente in quello che hai scritto .
    I Doors li ho scoperti da ragazzino quando stavo alle scuole medie e devo dire che il mito allora andava alla grande . Ho collezionato la loro discografia (Morrison Hotel il mio preferito) , prima su cassetta poi su cd (a parte i dischi fatti in tre) e su vinile il famoso doppio The Best Of del 1985 . Che dire , io il gruppo di Jim Morrison non lo ascolto più da oltre dieci anni , salvo qualche occasionale rispolverata a Riders on The Storm o Roadhouse Blues . Strano , perché come dici tu , hanno pubblicato sei album godibilissimi e contenenti dei grandi pezzi , ma non so perché la loro leggenda mi ha stufato , quasi fosse stata una moda passeggera (ovviamente non lo è). Dato che c’ero sono stato in pellegrinaggio al Père-Lachaise e ho letto un casino di libri sull’argomento , poi The End ci ho messo una pietra sopra .
    Un mito un pochino sciupato dalle svariate reunion di Manzarek e Krieger , dall’attenzione eccessiva riservata al personaggio di Morrison tra gli anni ’80 e ’90 e alla marea di antologie periodicamente pubblicate .

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  3. Andrea 29/09/2014 a 15:29 #

    Nessuno ascolta più i Doors perchè purtroppo si sente che i suoni sono datati e si teme di perdere il mito dei Doors…anch’io li ho ascoltati, letto libri sui Doors, visitato la tomba a Parigi e sono anche entrato in possesso di cd tributo…..ma non li ascolto….

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  4. mikebravo 29/09/2014 a 18:52 #

    Se ho riscoperto i Doors é stato merito del libro di Davis.
    Mi sono riascoltato i loro albums e pure le deluxe editions.
    I led zeppelin suonarono il 27 luglio 1969 assieme ai doors a seattle .
    Plant assieme alla moglie vide un morrison che offendeva il pubblico.
    Page lo descrive vestito in pelle nera, statico come un vecchio e
    “sessualmente introverso”.
    Qualcuno sostiene che gia’ nel gennaio 1969 Morrison si era
    aggirato sul palco del Whisky Club durante un concerto dei led
    a los angeles.
    Si dice anche che Morrison cercato di depositare il trademark
    zeppelin per una sua publishing company.
    Penso che nel tempo plant abbia maturato un buon ricordo
    di jim morrison.
    Nel 2000 ha cantato a pistoia una canzone dei doors.
    Nella reunion del 2007 sembra che presentando Kashmir
    abbia citato versi di morrison.
    …….eppoi ha vestito in pantaloni di pelle nera spesso…..
    alla jim morrison…..

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  5. bodhran 30/09/2014 a 12:56 #

    E’ anche che tanta roba la si è ascoltata e straascoltata, io personalmente vado anche a fasi. Certo la musica dei Doors è anche molto “pop”, ci sta che poi venga a noia prima?
    Però i Beatles non mi fanno lo stesso effetto di noia….

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  6. mikebravo 08/11/2015 a 19:59 #

    Nel luglio 1969 si tenne il Seattle Pop Festival.
    Parteciparono Doors, Led Zeppelin, Vanilla Fudge, Santana, Spirit,
    Ten Years After e molti altri.
    Quando i Doors entrarono in scena, accanto al palco, in piedi, c’era
    robert plant che allora aveva 21 anni.
    Dieci mesi prima robert era troppo povero per permettersi di andare
    a vedere i Doors a Londra.
    Plant amava le band californiane ed era appassionato dei Doors.
    In quell’estate la band di plant era al primo posto al mondo.
    avevano espugnato il Whisky e il Sunset Strip, conquistando
    l’america con un tour interminabile.
    Il concerto a cui assistette plant non fu fortunato.
    Morrison comincio’ a trattare con disprezzo i ragazzi del pubblico
    che si erano annoiati con When the music is over.e la platea
    reagi’ deridendolo.
    Il concerto ando’ degenerando con il lancio di qualche oggetto
    sul palco e con Jimi che rimase solo sul palco dopo The end.
    Gli altri musicisti erano andati e gli applausi finiti.
    il gruppo successivo era quello dei led zeppelin,
    6 ORE DOPO l’episodio degli squaletti e della groupie nel loro
    hotel sul mare.
    i led zeppelin suonarono per quasi 3 ore.
    Plant ha raccontato in interviste l’impressione che gli fece il
    jim morrison in declino.
    Il libro di STEPHEN DAVIS su jim morrison é uno stupendo
    libro.

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