LIGHTS OUT (The snow falls hard and don’t you know the winds of Thor are blowin’ cold)

12 Feb

Febbricitante, domenica primo febbraio, mi reco allo Stadio Città Del Tricolore di Regium Lepidi a vedere SASSUOLO – INTER. E’ il match di mezzogiorno, c’è un bel sole, ma fa freddo. Prima di entrare compro una sciarpa del Sassuolo alla groupie. Io naturalmente indosso la mia, regalo di DOC di almeno 3/4 lustri fa. Siamo nella tribuna centrale superiore grazie a due omaggi di un mio cliente (thank you Ricky, thank you Philip), la visuale è eccellente.

Lo stadio si riempie, nel settore in cui sono poche le sciarpe Black And Blue. Nelle ultime due partite contro la squadra di Di Francesco l’INTER ha segnato 14 reti. Non mi aspetto un risultato altrettanto rotondo, ma spero in una bella vittoria che faccia finalmente ripartire la beneamata. Vedere MANCIO, SHAQ ATTACK, POLDI e i ragazzi è un’emozione. Il tutto dura poco. Due bei tiri da fuori aerea e il Sassuolo è già sul 2 a 0. La groupie esulta e con lei quasi tutta la tribuna. Divento nervoso. Ogni fallo che l’arbitro fischia contro i neroverdi diventa un pretesto per lamentazioni assurde da parte dei tifosi con in aggiunta offese contro la mia squadra. Fino a quel momento la mia simpatia per il Sassuolo era indiscussa, ma basta quella mezz’ora per trasformare la squadretta della cittadina in cui lavoro in un avversario a tutto tondo. Giochiamo male, lo vedo, ma nel secondo tempo entra MAURITO ICARDI e poco dopo siamo sul 2 a 1. Goal di rapina quella di MAURITO, gol che mi fa scattare in piedi e urlare di tutto “E’ andiamo! Facciamo il culo a quella squadretta. Serie B, Serie B!”

Ritorno in me, sono uno dei pochi ad esultare, tutti mi guardano. Mi rimetto a sedere. Inizio a pregustare il 2 a 2 quando l’arbitro fischia un rigore (generoso) al Sassuolo. 3 a 1 per loro. Finisce la partita. Pieno di malumore esco dallo stadio con due certezze: non andrò più allo stadio con la groupie a vedere l’INTER contro la sua squadretta (epiteto calzante per entrambe le squadre del cuore della groupie, Milan compreso) e non avrò più in simpatia il Sassuolo calcio appunto. Sassuolo Sassuolo vaffanculo!

Sassuolo - Inter - stadio Città Del Tricolore  - Regium Lepidi

Sassuolo – Inter – stadio Città Del Tricolore – Regium Lepidi

La settimana parte male, il football mi condiziona, poi d’improvviso leggo su IL METEO.IT che sta per arrivare il BIG SNOW (e scrivete LA GRANDE NEVICATA, per dio!). La mia attenzione si sposta, il candore della neve è un’altra delle cose che mi sistemano la vita. Giovedì mattina parto dalla Domus Saurea che piove a dirotto, arrivo a Stonecity che nevica alla grande. Nonostante questo, alla sera torno a Borgo Massenzio che per terra ci sono pochi cm di neve. Vado a letto che non nevica più. “E il Big Snow?”, mi chiedo. Alle 6,30 mi sveglia la groupie: “Tyrrell siamo senza luce, siamo senza riscaldamento, io vado a lavorare” “Ma nevica?” “Non lo so, fuori non si vede nulla”.

Mi alzo, guardo meglio alla luce di una alba timida e grigia “Ma groupie, in du vot andèr, a gh’è zinquànta centimetèr ed neva!”. 

SNOWBOUND in Borgo Massenzio -  Domus Saura: la nevicata del 6 febbraio - foto di TT

SNOWBOUND in Borgo Massenzio –
Domus Saura: la nevicata del 6 febbraio – foto di TT

Rimango come sempre incantato dalla bellezza del paesaggio innevato. Facciamo colazione al freddo, ci copriamo bene, ci infiliamo i moonboot e poi scendiamo. Sì, sono quasi 50 i cm caduti, tutti in una notte, e del tipo pesante. Sprofondo nella neve e a fatica cerco di liberare i rami degli alberi dalla coltre pesante che li schiaccia verso il basso. Faccio la rotta, o meglio scavo un sentierino che colleghi casa e garage.

SNOWBOUND in Borgo Massenzio -  Domus Saura: la nevicata del 6 febbraio - foto di TT

SNOWBOUND in Borgo Massenzio –
Domus Saura: la nevicata del 6 febbraio – foto di TT

Do un’occhiata intorno alla Domus Saurea, tutto tace, tutto riposa, la neve continua a cadere.

SNOWBOUND in Borgo Massenzio -  Domus Saura: la nevicata del 6 febbraio - foto di TT

SNOWBOUND in Borgo Massenzio –
Domus Saura: la nevicata del 6 febbraio – foto di TT

SNOWBOUND in Borgo Massenzio -  Domus Saura: la nevicata del 6 febbraio - foto di TT

SNOWBOUND in Borgo Massenzio –
Domus Saura: la nevicata del 6 febbraio – foto di TT

Controllo la stradina lunga e tortuosa: impraticabile. Qui gli spazzaneve del comune non passano, si arrangiano i contadini che abbiamo come vicini, soprattutto quelli della grande stalla che devono permettere al camion del latte di venire a ritirare quanto munto. Devono essere già passati nella notte, ma la neve continua a cadere copiosa e si rimettono in strada con un grosso trattore per una seconda passata. Il problema e che ce ne è troppa ed è pesantissima, lo spazzaneve si blocca nella curva prima del posto in riva al mondo. E’ un trattore potente ed enorme, ma arranca e si arrende.

SNOWBOUND in Borgo Massenzio -  Domus Saura: la nevicata del 6 febbraio - foto di TT

SNOWBOUND in Borgo Massenzio –
Domus Saura: la nevicata del 6 febbraio – foto di TT

Più tardi la situazione migliora (o peggiora a seconda dei punti di vista), smette di nevicare, il trattore esce dall’impasse e with the grace of the Dark Lord above libera anche il cortile della Domus Saurea. Risaliamo in casa, stremati e spolti. Lavarsi al freddo non è il massimo, ci buttiamo sul divano sotto ad un panno pesante. Siamo imbacuccati come due nessi, la groupie dice che sembriamo i due protagonisti de Il Cinema Polacco Kripstak e Petrektek

Il Cinema Polacco

Il Cinema Polacco

Tim & la groupie: Lights Out alla Domus Aurea

Tim & la groupie: Lights Out alla Domus Aurea

Avrei voglia di ascoltarmi LIGHTS OUT degli UFO:

La corrente elettrica torna nel pomeriggio, ma alcuni quartieri di Borgo Massenzio rimarranno senza per qualche giorno.

Il sabato mattina vado da Brian. A Mutina la situazione sembra più tranquilla, ne deve essere caduta un po’ meno. Lungo la via osservo l’ecatombe di alberi e di rami caduti. Torna a cadere una neve leggera, ma non dura a lungo. Sabato sera andiamo a cena dalla Genny e da LaCocca, torniamo verso le 2, facciamo un giro per Borgo Massenzio… molti gli isolati al buio. La domenica splende il sole. Groupie’s parents sono ancora senza luce e vengono a pranzo da noi se non altro per usufruire dell’acqua calda. Il sole risplende sulla neve, la campagna sonnecchia sotto di essa, mi fermo a rimirarla.

Borgo Massenzio Snowy Skyline - foto TT

Borgo Massenzio Snowy Skyline – foto TT

Borgo Massenzio Snowy Skyline - foto TT

Borgo Massenzio Snowy Skyline – foto TT

Lunedì mattina parto per Stonecity, la via Emilia è bloccata. Me ne sto in coda ad ascolotare gli HANOI ROCKS

Crosstown traffic - Via Emilia (foto TT)

Crosstown traffic – Via Emilia (foto TT)

E mentre ascolto quel gran figo di Mike Monroe penso a Borgo Massenzio che finisce sui TG nazionali. Intervistano alcuni abitanti, una di essi ha un accento diverso dal nostro e si lamenta del tardivo arrivo degli spazzaneve, della mancanza della luce, dello schifo generale. “Ma perché non te ne torni dal paese di merda da cui sei venuta?” penso e rifletto una volta di più sull’isteria che ormai domina sull’intera popolazione. Tutti ripiegati su sé stessi, tutti interessati esclusivamente al proprio pianerottolo. Quasi nessuno riesce più a riflettere sul fatto che siamo esseri viventi finiti chissà come su un pianeta, un pianeta su cui capitano intemperie e disastri naturali, un pianeta che noi per primi stiamo portando alla rovina. Dobbiamo ritenerci fortunati a non avere urgenze tipo dover correre all’ospedale durante  grosse nevicate come queste ad esempio, dobbiamo essere pronti a poter rallentare e starcene a casa. Il lavoro, la scuola, la spesa, il castamasso della Cesira, aspetteranno. Cadono 50cm di neve pesante in una notte, cadono alberi sui cavi della luce e del telefono non possiamo pretendere che tutto si risolva in mezz’ora. I trattoristi di Regium  addetti alla pulizia delle strade sono stati presi a badilate dalla gente inferocita. Non me ne capacito. Dalla Gazzetta Di Reggio:

Articolo Gazzetta di Reggio 10-02-2015

Ma cosa pretende la gente? Di non avere più il benché minimo inconveniente? Che l’amministrazione comunale di un comune abbia sempre a disposizione decine e decine di spazzaneve? Dopotutto al venerdì pomeriggio le strade principali erano già completamente libere… Con i problemi economici che ogni amministrazione comunale deve affrontare e lo stato in cui versa la società è già incredibile che i servizi essenziali siano più o meno garantiti. Certo, la società dovrebbe e potrebbe essere migliore, ma la società siamo noi, e noi – sia chiaro – siamo i responsabili di questo degrado civile e organizzativo.

Ad oggi (giovedì 12 febbraio) a Borgo Massenzio siamo ancora senza telefono e senza internet, abbiamo chiamato Telecom, ci hanno risposto con gentilezza e cortesia scusandosi per il disservizio ma i pali caduti sono tantissimi e i tecnici sono al lavoro ininterrotto da parecchi giorni. Basta guardarsi intono: a Gavassae e sulla strada che dalla Via Emilia va a Scandianum i cavi caduti terra sono davvero molti. Dovrebbero ripristinare il tutto entro il giorno 15.

Lunedì accompagno Brian alla visita controllo pace maker. Il vecchio sembra uscito dalla fase influenzale e sembra più vispo rispetto alle ultime settimane.

Il vecchio Brian - febbraio 2015

Il vecchio Brian – febbraio 2015

Su una di quelle ambulanze private per il trasporto di disabili e malati Brian, sulla sedia a rotelle, osserva il paesaggio. “Mo dio bon Tim, quanta neva!”. La visita va bene, ed è un’occasione per Brian per vivere una piccola avventura, per lasciare l’orizzonte in bianco e nero della struttura in cui vive.

Il vecchio Brian imbacuccato - febbraio 2015

Il vecchio Brian imbacuccato – febbraio 2015

Lo lascio sorridente, mi manda una bacio con la mano “Ciao Piròn, viva la neve!”. Lui la neve non la ha mai sopportata, era un autista di corriere, ma in quello che rimane dei suoi pensieri deve essere radicato un frammento di ricordo, un collegamento al fatto che io invece la neve la amo. Così interpreto il tutto come un pensiero gentile verso di me. Torno verso di lui. Lo abbraccio e mi commuovo. Brian se ne accorge e in tedesco mi dice “Alles gut! Awfiedersen”. Brian 1 Alzheimer o.

Awfiedersen vecchio Brian.

3 Risposte to “LIGHTS OUT (The snow falls hard and don’t you know the winds of Thor are blowin’ cold)”

  1. mikebravo 12/02/2015 a 15:50 #

    Da tifoso del bologna posso ben compredere le delusioni che si soffrono
    allo stadio.
    Delusioni cocenti che ti stirano come un tappetino.
    L’ultima partita che ho visto live é quella col catania che ci porto’ in B
    l’anno scorso.
    Mi sono serviti 6 mesi per potermi interessare in qualche modo al
    calcio che ho ripreso a seguire solo di rimbalzo o di sponda.

    Ma é dal 31 maggio 2009 che mi sono reso conto che noi tifosi
    corriamo dietro ad una bandiera e ci illudiamo che il gioco del
    calcio sia il gioco piu’ bello al mondo

    Il 31 maggio 2009 il bologna si gioca la salvezza in casa col catania.
    Serve la vittoria assolutamente.
    Un distinto centrale a pochi euro e sono li’ a lottare con i ragazzi.
    Sono vicino ad un tifoso del bologna e ci scambiamo timori e
    speranze.
    La partita inizia e in pochi minuti il bologna ha piu’ occasioni da gol
    di quante ne ha avute nell’ intero campionato.
    Le strade verso la porta avversaria si spalancano dinnanzi ai
    felsinei che sembrano marziani onnipotenti.
    Una squadra che fino alla domenica prima era segnata dalla stitichezza
    al gol, ne produce 2 in 45 minuti ( senza contare 5 o 6 occasioni
    clamorose).
    Nell’intervallo un mio amico steward mi convince a scendere piu’ in basso
    e piu’ vicino al campo.
    All’inizio siedo isolato poi mi raggiungono 3 uomini con sciarpa rossoblu’
    che si accomodano al mio fianco.
    Dall’accento mi accorgo subito che sono rossoblu’ catanesi.
    Non perdono a tempo a fare conoscenza con me.
    Io sono un po’ nervoso e rimpiango il posto lasciato.
    Sono 3 rappresentanti di una nota casa di materassi di bologna.
    Mi dicono subito che sono tifosi del catania ma che hanno scommesso
    100 euro ciascuno sul bologna vincente 3 a 1.
    Uno dei 3 mi propone subito di cambiare i materassi di casa.
    Io sono nervosissimo ed il secondo tempo comincia.
    La scena che si presenta in campo é diversissima dal primo tempo.
    Il bologna non gioca piu’ e lascia l’iniziativa al catania che é costretto a
    sua volta ad imbastire azioni che non vorrebbe imbastire.
    Il bologna é diventato molle ed il catania, anche non volendo,
    arriva a tiro di porta ma gli attaccanti si passano la palla evitando
    quasi di rischiare il gol.
    I 3 siciliani lanciano lazzi e sono molto allegri.
    Io inizio veramente a temere il peggio.
    I difensori del bologna non difendono piu’ ed il catania, quasi controvoglia,
    accorcia le distanze.
    Mentre il mio vicino continua a propormi nuovi tipi di materassi, io
    inizio a sudare freddo.
    Ad un certo punto sbotto verso i tre:
    OHHHH, RAGAZZI, NON PORTATE SFIGA….OHHH!!!!
    Ed il piu’ autoritario dei 3 si gira sorridendo verso me e mi dice:
    STAI TRANQUILLO…….ADESSO SEGNA DI VAIO!!!!
    Passano pochi istanti e lo stadio esplode al gol di di vaio.
    I 3 mi prendono per il culo
    HAI VISTO? NOI ABBIAMO SCOMMESSO 100 EURO CIASCUNO.
    Ed i lazzi continuano.
    Il mio vicino mi chiede ancora se sono interessato ai materassi.
    Lo mando gentilmente a quel paese.
    Al termine saluto i 3 mentre lo stadio esulta.
    Esco come se uscissi da teatro.
    Ho assistito ad una brutta commedia.

    Ad agosto il bologna compra un giocatore del catania
    per mezzo milione d’euro.
    Quel giocatore non giochera’ nemmeno un minuto del
    campionato 2009 / 10 con la maglia del bologna.
    Ignoro dove sia finito.

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  2. Lorenzo Stefani 15/02/2015 a 15:14 #

    Bellissimo tutto il racconto, e formidabile la conclusione con la frase in tedesco e il punteggio Brian-Alzheimer!

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