Record collection blues

19 Mar

Con il 2015 è arrivato forte, potente, il “record collection blues”. Ho esitato a parlarne sino ad oggi, ma il trend è ormai costante, la linea tracciata: udite, udite, Tim Tirelli sta smantellando la sua collezione di dischi (e non solo). Che poi non è esatto perché non sono mai stato un collezionista. Non ho mai speso cifre folli per 45 girio rari, non ho mai avuto (in LP) tutte le sei copertine di ITTOD, non ho mai comprato t-shirt della mia band preferita per poi riporle imbustate nei cassetti, no, io ho sempre “vissuto” quello che compravo, certo, non sono nemmeno il casual fan, ho sempre ricercato la versione definitiva dei dischi che mi hanno formato ( Julia diceva che io ricerco sempre “il bello, la perfezione”), in alcuni momenti della mia vita le deluxe edition e i cofanetti di CD hanno avuto la priorità su quasi tutto, ma ora no. Oh, li compro ancora, ho ancora tanti vuoti della mia esistenza da colmare, ma sono molto più selettivo.

le sei cover di ITTOD

le sei cover di ITTOD

Ho iniziato con la cosa più facile: i bootleg dei LZ. Quasi tutti non sono originali, ma copie in cdr, scaricati in qualità lossless da internet, con tanto di copertina e stampa sul dischetto. Che me ne faccio di più versioni dello stesso concerto? Prima uscita soundboard, remaster a cura di soiamè, matrix (ovvero soundboard miscelato con la fonte audience), secondo remaster a cura di un altro soiamè…ne tengo una e sono a posto. Quindi ho tagliato i bootleg audience di qualità audio mediocre, tanto non li avrei mai più ascoltati. Certo, non è stato facile, a volte cadi ancora nel giochetto di “ma se poi devo scrivere il libro definitivo dei LZ, mi servono quanti più riferimenti possibili, non posso darli via”, ma poi rinsavisci e ti dici “ma quando mai qualcuno ti commissionerà il libro definitivo sui LZ?”. Ed è così che ho iniziato il primo passo. decine e decine di bootleg dei LZ regalati ad un amico.

Secondo step: bootleg (sempre non originali) di altri artisti. Ho tenuto solo quelli di qualità molto buona di gruppi a me cari, dunque ELP, BAD CO, FREE, JOHNNY WINTER, EDGAR WINTER e poi JEFF BECK, EAGLES , GENESIS, PFM, FRANK MARINO, PINK FLOYD e così via.

Terzo step: cd originali jewel case. Ma sì, due cd dei PENTAGLE che non ascolterà mai, CONCERT FOR GROUP & ORCHESTA dei DEEP PURPLE che mi ha sempre annoiato, tutti i dischi post 1979 dei FLEETWOOD MAC, i bootleg ufficiali dei LYNYRD SKYNYRD, dei MARILLION me ne basta uno, FUGAZI lo regalo a Biccio, FOREVER e MADE IN HEAVEN dei QUEEN, dischi inutilI che non infilerò mai nel lettore, album di oscuri bluesman neri anni 20/30/40…meglio darli a Riff, GOOD TO BE BAD e FOREVERMORE degli Whitesnake sono così brutti che è meglio gettarli nel cestino direttamente.

Arrivato a quel punto, sei quasi preda di una furia iconoclasta. Inizi a pensare alla tua età, alla percezione del limite, al fatto che non hai figli a cui affidare la tua legacy, ma poi, se anche li avessi, conterebbe qualcosa? Confrontandomi con amici, italiani ed americani, che hanno figli, ho scoperto che pure loro fanno di questi pensieri, che i loro figli in massima parte non sono interessati alla cosa, amici che immaginano che un giorno che non ci saranno più tutto verrà impacchettato e venduto, regalato, gettato (d’altra parte io non ho appena fatto lo stesso con le cose di mio padre e di mia madre?).

E allora, in quel momento di debolezza e incazzatura, posi lo sguardo addirittura sullo scaffale delle DELUXE EDITION e delle confezioni DIGIPACK e inizi a tirar fuori la zavorra:

il LIVE con l’orchestra del 1972 versione giapponese K2-HD dei PROCOL HARUM (noioso), il bootleg ufficiale degli ELF, il disco deglli AFFINITY con JOHN PAUL JONES (preso durante una fiera del disco di Modena nello stand del toscano specializzato in prog di seconda fascia, folk inglese inzio settanta e blues psichedelico, ascoltato una volta e riposto nel mobile) i dischi di BONAMASSA che mi annoia a morte, SF SORROW dei PRETTY THING che per me è un disco lofi, LIVE IN THE SHADOW OF THE BLUES e LIVE AT DONINGTON 1990 degli WHITESNAKE che sono due live inutili e dannosi.

Ho dato agli amici sporte di roba, ma il numero di Cd è ancora ad un livello intollerabile: 2700. Devo farmi forza e arrivare a 1000. Ce la farò? Chissà.

Intanto ho già iniziato a guardar male alcuni cofanetti, presto voleranno dalla finestra. Ittod* sta prendendo il sopravvento su Stefano*e Tim* ormai non reagisce nemmeno più.

Se non altro sono riuscito a compattare quasi tutto in quattro scaffali e mezzo (tranne quei maledetti box set grossi come un baule, tipe le prime tre maledette superdeluxe edition dei LZ che non stanno da nessuna parte, il cofanetto di RAM di Macca, La radiona dei CLASH, e gli scatoloni di BURT BACHARACH, AEROMISTH, JEFF BECK, ROBERT JOHNSON, DARK SIDE OF THE MOON e qualcos’altro)…

Gli scaffali di Tim dopo la sfuriata di Ittod

Gli scaffali di Tim dopo la sfuriata di Ittod

Ho fatto lo stesso con i dvd musicali, e l’altra settimana ho iniziato con i libri sui LZ. Per il momento sono riuscito a toglierne una decina, spero di avere la forza di continuare.

Il problema ora è, che farne? Dovrei metterli su ebay, ma chi ha voglia di star dietro alla cosa e poi di andare in posta a spedirli una volta venduti?

Va mo là che diventare un uomo di blues di una incerta età è un bel problema.

* https://timtirelli.com/2014/11/13/limpulso-irrefrenabile-di-disfarsi-di-certi-cd/

11 Risposte to “Record collection blues”

  1. DoC 19/03/2015 a 09:03 #

    Ci sta vecchio, se non altro per ragioni di spazio…quando sei a tappo e compri cose nuove finisce che devi sbarazzarti di qualcosa e giocoforza diventi selettivo ! Ma va bene così ! No worries mate.

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  2. sandro kata 19/03/2015 a 11:03 #

    ti capisco benissimo tim buon lavoro !

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  3. lucatod 19/03/2015 a 11:19 #

    Tasto dolente . Io da quando mi sono trasferito sto facendo la stessa cosa . In un primo momento avevo anche ponderato la tua generosa proposta (cdr con stampa anche sul dischetto fanno gola ad un rompiballe come me) , poi mi sono guardato attorno e ho pensato , si e dove li metto in macchina?
    Ho passato sei mesi senza mettere su un cd (in casa) . A partire dalla scorsa estate il mio fidato impianto stereo mi ha causato qualche problemino e incazzatura dato che nel bel mezzo di una suite da 30 minuti pigliava e si spegneva . Non mi sono voluto arrendere a ricomprarmi uno di questi micro sterei senza mangianastri e con casse piccolissime , così alla fine ho scoperchiato il mio vecchio Philips e ora riesco ad ascoltare nuovamente musica come si deve (il tutto fatto manualmente , senza carrello etc..) . Una nota positiva a ciò è stato il massiccio ascolto di vinile e ….. qualche vecchia cassetta (che per fortuna non ho buttato) .

    Sempre riguardo ai bootlegs , parlo per me , ma dopo anni di intenso download gratuito e conseguenti pile di dischetti masterizzati , alla fine è svanito anche quell’entusiasmo o interesse . C’è da dire che alcuni nuovi silver hanno anche dei prezzi accessibili , di conseguenza le mie scelte vanno ovviamente su un digipack . La Godfather produce dei buoni bootlegs , magari non lo fa in anticipo come la Empress Valley , però ho notato che a livello di audio spesso li migliora parecchio . Ad esempio il mio ultimo acquisto – A MEMORY FROZEN FOREVER (l’ultimo live dei LZ) , ha una qualità straordinaria , non c’è paragone con il famoso THE LAST (da sempre uno dei migliori) .

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  4. bodhran 19/03/2015 a 13:00 #

    Arriva sempre questo momento, a meno di non essere tra quelli che in casa hanno la tv, l’elenco del telefono come libro e il best di Ramazzotti come musica.
    Per me sono i ripulisti sempre stati positivi, spero succeda così anche a te!

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  5. mikebravo 19/03/2015 a 13:45 #

    Nella mia vita ho avuto molti sogni erotici legati al collezionismo di
    vinile.
    Sogni erotici nel vero senso della parola.
    Il desiderio di possedere tutti i dischi del mondo.
    Di avere un luogo capace di contenerli in bell’ordine.
    Un castello.
    Con tante sale, ognuna di un colore.
    Percorrere lunghi corridoi su cui si affacciavano centinaia di stanze
    piene di scaffali con vinili riposti in ordine perfetto.
    Sogni alla Ludwig, il principe della baviera che usci’ pazzo.
    Nel 1996 ero arrivato, nel mio piccolo, ad una situazione vicina
    a quella di papa Grandet.
    Collezionista di oro ( monete ), in punto di morte, se ne fece ricoprire
    il letto, facendo giurare alla figlia che ne avrebbe reso conto,
    giunto il suo momento.
    E quando il prete gli porse il crocifisso da baciare, i suoi occhi si
    illuminarono al luccicchio dela doratura dello stesso.
    E’ stato proprio per non finire cosi’ che ho deciso di vendere cio’
    che avevo messo assieme dal 1971 ( in 25 anni ).
    Quello che tutti dicevano essere la cosa a me piu’ cara.
    Il periodo, casualmente, si rivelo’ propizio.
    Il vinile era andato fuori produzione ed il cd era la novita’.
    Ma i vinil-dipendenti erano tantissimi e duri a morire.
    E cosi’ vinsi la mia dipendenza.
    Quando gia’ tutti mi davano per spacciato.

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  6. Paolo Barone 20/03/2015 a 13:26 #

    Tutti, dico tutti, attraversiamo questi momenti di “pulizie generali”.
    Specialmente con i cd questa cosa e’ inevitabile. Ne abbiamo tanti, troppi, e non hanno nessunissimo valore economico, manco la meta’ dei soldi che negli anni abbiamo speso per comprarli. Li abbiamo messi li, occupano spazio e non li sentiamo più. Ovvio e sano darli via, buttarli, liberarsi dalla zavorra di questi oggetti che non comunicano più con noi. I cd scaricati poi non ne parliamo…o la musica che contengono e’ davvero essenziale, oppure possono prendere il via senza troppi pensieri, tanto quando scriveremo i libri definitivi dei LZ e degli Ash Ra Tempel li andremo a ripescare in rete in un attimo. Con i vinili la situazione cambia decisamente, perché nella quasi totalità dei casi mantengono sempre un certo valore economico. Non per questo dobbiamo tenerci dischi che non ascoltiamo, pero’ vale la pena di portarli in un negozio di dischi e recuperare qualcosa, che siamo troppo presi per metterci a vendere su ebay…E per i libri stessa cosa.
    Liberiamoci da questi pesi inutili, ringraziamoli per le emozioni che ci hanno fatto provare, e lasciamoli andare. La spazzatura di qualcuno e’ il tesoro di qualcun altro, magari hanno ancora molto da dare e da dire, soltanto non più a noi.
    E’ per questo, oltre che per esigenze di spazio che anche io passo alle pulizie di cd, dischi e riviste ogni anno. Chissa’ dove andranno, chissa’ se renderanno per qualche attimo qualcuno felice.
    Molti dei miei dischi e libri li ho comprati usati, li posseggo ora ma poi molto probabilmente un giorno torneranno liberi nel mondo, a dare un po’ di gioia a qualcuno come me. Figli o meno, non credo che farli restare nell’ambito familiare sia alla lunga il giusto destino per queste cose. Meglio lasciarle andare dove possono fare il loro lavoro.
    Mike, ho conosciuto almeno altre due persone che hanno dato via collezioni accumulate per anni. Nessuno di loro mi sembra pentito, anzi.

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  7. Tom 21/03/2015 a 12:34 #

    Anch’io ho dei libri sui Led Zeppelin e Rolling Stones di cui vorrei liberarmi o eventualmente cambiarli con altri mai letti o sfogliati….Tom

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  8. Paolo Barone 23/03/2015 a 12:33 #

    Approfitto di questo post riflessivo-discografico per condividere una mia recente scoperta che mi ha in qualche modo affascinato.
    Ho trovato in rete un sito che si chiama Better Records.
    Allora, mentre noi cerchiamo di far spazio nelle nostre scaffalature di dischi e cd, qualcuno ha deciso (sara’ vero?) che ogni singolo disco (parliamo di vinile ovviamente) suona diversamente dall’altro, anche se stessa stampa e stesso tutto. Si sono messi quindi alla ricerca di alcune “super copie” che garantiscono avere un suono enormemente migliore di qualsiasi equivalente, a detta loro l’esperienza d’ascolto definitiva. Queste meraviglie discografiche possono essere ovunque, nella bancarella del mercatino o persino in casa vostra nella vostra collezione. L’unico modo per scovarle e’ ascoltarle con un buon impianto e orecchio critico (io non ce la faro’ mai, ma se volete nel sito e’ inclusa una guida per “imparare” ad ascoltare i dischi), oppure comprare da loro una copia.
    Per esempio un LZ IV super costa più o meno $400. Niente e’ a meno di 200 e qualcuno arriva a superare i mille. Ma se poi la prova di ascolto non ti fa saltare sulla sedia, ti offrono un rimborso del 100% senza discussione.
    A me questa cosa, vera o falsa che sia non importa, mi e’ sembrata molto affascinante e in qualche modo tipica del mix di manie, sogni e business che e’ la nostra musica rock.

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    • bodhran 23/03/2015 a 15:19 #

      La domanda più interessante mi pare essere “sarà vero”??
      Io non dico di sentire la musica in mp3 a 96kbps su un Ciao smarmittato, ma l’idea di avere la copia “migliore” mi pare delirante, a quel punto sarebbe necessario possedere l’impianto stereo “migliore”, ascoltare la musica nella posizione “migliore”, in una stanza dall’acustica “migliore”. Poi Paolo ha ragione, parte di rock è anche collezionismo, maniacalità, ma io non riesco ad aderirvi più di tanto (anche se devo decidermi di riordinare quei faldoni di ritagli, articoli, e fotocopie di riviste di musica che ho accumulato negli anni).

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  9. lucatod 23/03/2015 a 16:17 #

    L’unica spiegazione a queste improbabili “super copie” potrebbe essere il loro stato di conservazione e usura . Ma trovo esagerati anche gli audiofili incalliti che seguono il forum di Steve Hoffman .

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  10. mikebravo 24/03/2015 a 08:35 #

    Per diverso tempo, molti anni fa ho avuto sogni ricorrenti legati al
    collezionismo ed al deja vu.
    Sognavo di andare in un negozio di dischi dietro a piazza maggiore
    e nel sogno mi aggiravo per le stanze coi vinili in bella esposizione.
    Erano sogni bellissimi e la cosa piu’ strana é che quando mi svegliavo
    avevo l’impressione che il negozio del sogno fosse realmente esistito
    anni prima e che io ci fossi andato realmente.
    Concentrandomi sul negozio e la sua reale collocazione, in effetti lo
    pensavo nella zona tra via ugo bassi e piazza roosvelt ma non
    ricordo nulla di negozi di vinile in quella zona.

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