HAVE A BLUES ON ME (AC/DC Imola Italy July 9, 2015)

17 Lug

Tre ore per fare 100 km, coda in autostrada da quando ti immetti sulla A14, esci e ti butti in tangenziale, due km e coda anche lì. Esci di nuovo e fai le strade normali, inizi il giro del perdono e per entrare a Imola è tutto bloccato. Parcheggi a qualche km dal luogo del concerto… arrivi all’autodromo dunque con l’umore non esattamente alle stelle. Quando poi vedi che il mare di gente che ti aspettavi è in realtà un oceano infinito, ti vien voglia di bestemmiare.

In origine dovevamo essere in 75.000, ma è chiaro che l’organizzatore ha spostato l’asticella e messo in vendita altri biglietti. Ufficialmente siamo in 92.000, ma voci di corridoio sussurrano si sia molti di più (120.000?). Evidentemente qualcuno doveva riprendersi da perdite precedenti, il tutto a discapito di noi poveri rock fan … 100.000 (e oltre) spettatori sono troppi anche per uno posto come questo.

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Mentre faccio questo ragionamento mi accorgo che non riesco più a godermi nulla e non capisco se – con l’età che avanza –  sono diventato insopportabile o se sono sempre meno incline a farmi prendere in giro. Ho speso, se non ricordo male, più di ottanta euro per essere, rispetto al palco, su di un altro continente. Va beh, passerà anche questa, cerchiamo di goderci la serata. Noto con piacere che non ci sono stand che vendono merchandising fasullo, di conseguenza quello ufficiale è preso d’assalto. Saura, come da tradizione, vuole una maglietta. La più bella (quella grigia) ormai è disponibile solo nella taglia XL, così opta per la meno peggio.

Mi accorgo come i bidoni per i rifiuti, e nello spazio intorno all’arena e in città, siano clamorosamente insufficienti. Bottiglie vuote e ciarpame ovunque per terra. Troviamo un varco e ci posizioniamo alla bene meglio. Almeno un terzo del pubblico indossa le corna di plastica intermitttenti e durante il concerto gratificherà i vari rimandi demoniaci che la band mette in scena con boati assordanti. La sensazione però è che sia un atteggiamento superficiale, evocare il diavolo, indossarne la maschera per esorcizzarne il significato, per riderci sopra e scacciare le paure. Un po’ come per i BLACK SABBATH, è tutto a favore di telecamera, tutto per lo spettacolo e per vendere (un tempo) dischi. Faccio un paragone con artisti molto più spaventosi da questo punto di vista … i primi due nomi che mi vengono in mente sono  LED ZEPPELIN (of course) e DAVID BOWIE … tutta un’altra storia.

AC/DC Imola 8/7/2015 (foto TT)

AC/DC Imola 8/7/2015 (foto TT)

Scommetto che buona parte di quelli che hanno le corna in testa domenica mattina andranno a messa. Oltre un’ ora d’attesa, non posso fare a meno di ascoltare i discorsi di quelli che ho intorno e una volta di più capisco che il Rock non esiste (o che perlomeno quello contenutistico è sparito). Un giovane senza speranza dietro di me indossa una maglietta dei QUEEN con ADAM LAMBERT, e le chiacchiere che sento nulla hanno a che fare con il Rock. Ci rifletto su questa cosa, gli AC/DC ormai sono diventati un gruppo trasversale, piacciono a tutti. Chi l’avrebbe detto!? Ligabue, Jovanotti, Ac/Dc, tutti dentro allo stesso calderone. Io non mi ci riconosco più. Tutto si mescola e si ribalta come in politica. Facce toste del centro destra che si indignano circa i disegni del capitalismo, partiti che dovrebbero rappresentare la sinistra guidati da moderati, figli, o meglio nipoti, della democrazia cristiana. Il Classic Rock che ora ingloba contemporaneamente KISS e SEX PISTOLS. Finiremo per avere gente che tifa in egual misura nerazzurri e bianconeri, blaugrana e camiseta blanca.

AC/DC Imola 8/7/2015 (foto TT)

AC/DC Imola 8/7/2015 (foto TT)

Ho pena per me stesso, sono ormai allo sbando, se anche quella che dovrebbe essere una piacevole serata di Rock and Roll diventa occasione per scivolare su riflessioni senza soluzione, temo di essere alla frutta. Per fortuna inizia il concerto e la mia attenzione si sposta. ROCK OR BUST e SHOOT TO THRILL mi ridanno vigore. La prima impressione è che il gruppo rolli in maniera decisa nonostante gli anni e la perdita di una pedina fondante.

AC/DC Imola 8/7/2015 (foto TT)

AC/DC Imola 8/7/2015 (foto TT)

Guardo verso la collinetta alla mia sinistra, siamo davvero una marea di gente. Con l’arrivo di CHRIS SLADE (l’ex batterista dei FIRM) mi sembra che  il gruppo abbia ripreso una dinamica e una ricchezza ritmica notevole nonostante abbia un bassista inesistente. ANGUS è in forma, suona la Gibson diavoletto da par suo, è lui l’idolo della serata. Io sono qui, oltre che per CHRIS SLADE, per BRIAN JOHNSON. Mi piace l’anglo-italiano di Duston, per le cose in cui (non) crede, per la sua schiettezza e sincerità. Fatica un po’ stasera, ma credo sia inevitabile, anzi a pensarci bene è i-n-c-r-e-d-i-b-i-l-e che a 68 anni riesca ancora a reggere una tournée  con gli AC/DC.

AC/DC Imola 8/7/2015 (foto TT)

AC/DC Imola 8/7/2015 (foto TT)

La scaletta è un discreto mix di classicissimi e pezzi meno scontati, mi sarebbe piaciuto che la scelta di questi ultimi si fosse basata su cosucce musicalmente più rilevanti. Il pezzo che forse mi godo maggiormente è HAVE A DRINK ON ME.

Chiusura scontatissima con WHOLE LOTTA ROSIE e LET THERE BE ROCK, pezzi che non ho mai amato in modo particolare, ed infatti sono l’unico a non saltare. Angus gigioneggia nell’assolo di quest’ultima, io trovo queste cose un po’ fuori luogo nel 2015, ma io non sono nessuno, lui invece è ANGUS YOUNG.

Bis: HIGHWAY TO HELL e FOR THOSE ABOUT TO ROCK, i cui cannoni mi paiono un pochino spompi. FTATR però ogni volta mi mette in corpo un brivido fighissimo,  quindi per qualche minuto sono in preda al fremito del Rock.

In quattro parole: buon concerto, bello spettacolo.

AC/DC Imola 8/7/2015 (foto TT)

AC/DC Imola 8/7/2015 (foto TT)

SCALETTA:

Rock or Bust
Shoot to Thrill
Hell Ain’t a Bad Place to Be
Back in Black
Play Ball
Dirty Deeds Done Dirt Cheap
Thunderstruck
High Voltage
Rock ‘n’ Roll Train
Hells Bells
Baptism by Fire
You Shook Me All Night Long
Sin City
Shot Down in Flames
Have a Drink on Me
T.N.T.
Whole Lotta Rosie
Let There Be Rock

Bis:
Highway to Hell
For Those About to Rock (We Salute You)

AC/DC Imola 8/7/2015 (foto TT)

AC/DC Imola 8/7/2015 (foto TT)

Uscire dall’autodromo dal punto in cui siamo entrati è impossibile, mai vista tanta gente così. Decido di uscire dall’uscita posteriore del catino che inaspettatamente è molto meno frequentata. Facciamo il giro largo della città, passiamo per il centro, ci mangiamo un gelato. All’una però siamo ancora lì che cerchiamo di uscire da Imola. Voltiamo la macchina, evitiamo l’autostrada e prendiamo la via Emilia.

A letto alle 3, mi chiedo in che condizioni sarò domani in ufficio, due serate consecutive di concerti lontani da casa sono uno sport estremo per l’ometto miserello che sono. Va beh, pazienza, ho visto CHRIS SLADE, sono già a tre per quanto riguarda i membri dei FIRM. Mi manca solo TONY FRANKLIN.

Prima di chiudere gli occhi ripenso alle melodie color pastello di TOGETHER, ma è solo un momento … mentre cedo alle tenebre sento i rintocchi delle TYRRELL BELLS e ritorno così al mio inferno personale.

8 Risposte to “HAVE A BLUES ON ME (AC/DC Imola Italy July 9, 2015)”

  1. mikebravo 17/07/2015 a 12:42 #

    Mentre gli acdc li ho visti a 2 km da casa una ventina di anni fa, un’esperienza
    simile agli acdc a imola l’ho vissuta a Modena nel 1994 coi Pink Floyd.
    Parcheggio lungo tangenziale a diversi chilometri dal luogo del concerto
    ( che poteva essere l’ex mattatoio o macello, non ricordo ) un posto
    che definire infelice é un complimento.
    Un’ORA DI OROLOGIO per percorrere l’ultimo chilometro che portava
    allo spiazzo dov’era montato il palco.
    Il tutto in fila indiana e a lentezza inesorabile.
    Un’ORA DI OROLOGIO per ripercorre lo stesso chilometro in uscita eppoi
    la tangenziale a ritroso fino alla macchina.
    Ma allora ero giovane ed il rock era abbastanza giovane.
    Ora il rock mi sembra addirittura piu’ vecchio di me.
    In realta’ siamo nati lo stesso anno.
    Io sono della bilancia.
    Il rock di che segno è ?
    Gli acdc sono del toro.

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    • Tom 17/07/2015 a 13:11 #

      …sicuramente Il Rock è un segno di Fuoco, il Blues di Terra, il Jazz di Aria, di Acqua direi il Progressive o se vuoi la Musica Classica da Beethoven a oggi, strampalata teoria del vecchio Tom

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  2. Tom 17/07/2015 a 13:15 #

    P.S…. se riuscite a fare sacrifici del genere per concerti così, beh complimenti, devo essere proprio decrepitom

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  3. lucatod 17/07/2015 a 18:05 #

    Tim , ottime considerazioni , e in merito al tuo disprezzo verso certi atteggiamenti …. non sei certamente il solo .
    I grossi concerti non fanno impazzire nemmeno a me . Se stai nelle prime file (cosa di per se impossibile) rischi l’osso del collo , altrimenti stai a due km dal palco cercando di intravedere i musicisti . Per questo stesso motivo lo scorso anno ho evitato di andare a vedere gli Stones al Circo Massimo , preferendo stare in prima fila a vedermi Robert Plant (sempre a Roma ) .

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  4. the best guitar in Zianigo.....maybe 17/07/2015 a 19:33 #

    …vabbè, dico anch’io la mia. Siete degli eroi . Punto . A me… neanche se mi pagano. Credo anzi che se mi trovassi li dovrei trovare il modo di fare la pipi senza che nessuno se ne accorga…fantastico nel video di Rock or bust (mai visto un palco cosi,ma non faccio testo) al minuto 1,40 circa un ragazzo che dice “… siamo cerebrolesi, tutti col cellulare, ma dai…” e si vede questo oceano di telefoni. forse hanno soppiantato gli accendini accesi…una scena che mi ha impressionato.

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  5. bodhran 18/07/2015 a 14:13 #

    sicuramente mi ripeto, ma concordo pienamente con una frase di Tim che ben riassume il concetto “Ho speso, se non ricordo male, più di ottanta euro per essere, rispetto al palco, su di un altro continente”. Questi non sono più concerti, perchè se va bene riesci a vedere qualcosa dai maxischermi, e allora tanto vale un video fatto bene. Certo c’è la dimensione del “rito pagano”, ma oramai è fagocitata dal marketing, in questo caso delle corna da diavoletto. Tocca a tutti, se si vogliono vedere alcuni nomi non ci sono alternative. Ma i miei concerti migliori sono stati sicuramente quelli in cui il rapporto è tra artista e pubblico e non tra artista e una massa indistinta di teste (o telefoni).

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  6. lucatod 18/07/2015 a 14:25 #

    Quel mare di telefoni non si può vedere ! Non sembra nemmeno un concerto rock .

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    • bodhran 18/07/2015 a 17:48 #

      Oramai è così, con poca distinzione che si tratti di Angus Young o Papa Francesco. In molti partecipano agli “eventi” (perchè non basta più “fare le cose”) tramite lo schermo per testimoniare di esserci stati. Però il bootleg non è più una cosa così rara e sacra che ti fa sapere com’è dal vivo una band, e se non la trovavi stavi lì a fantasticare. Tocca farsene una ragione. Credo che questo potrebbe essere l’ultimo mio post, poi il caldo mi ridurrà in liquame. Ciao

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