Blog musicali and other assorted blues songs

7 Gen

In questi ultimi giorni ho letto un paio di interviste niente male: una a Max Stefani (rilasciata il 21/12/2015) e una a Riccardo Bertoncelli. Max mi è piaciuto quando gli è stato chiesto di citare qualche gruppo o artista sopravvalutato, ha tirato fuori nomi senza tante storie. Bello vedere qualcuno a cui non frega nulla di essere politicamente corretto, citare nomi di gruppi “intoccabili”e spazzare via cliché consolidati da decenni. (Chi fosse interessato la può trovare sul profilo facebook di Stèfani).

Leggere Bertoncelli è interessante, ti mette alla prova, ti fa confrontare con te stesso. Spinto dalle sue parole ho provato a dare un’occhiata a qualche blog prettamente musicale pubblicato sulla rete italica, alcuni dei quali premiati come migliori blog musicali italiani. Ho tentato, ma non ce la faccio, non riesco ad andare oltre i due o tre articolini. Una noia assoluta. Sarò io che sono arrivato al capolinea, lo so, ne ho discusso recentemente anche con Paolo Lisoni, ma leggere quella roba è un fastidio per me. Quei giornalisti che usano verbi tipo “sciorinare”, quei compitini perfetti che parlano di soggetti perfetti per l’intellighenzia Rock nostrana, quell’essere trasversale tanto da far capire che si può scrivere sempre e comunque di qualsiasi corrente del Rock, di qualsiasi gruppo e di essere credibili (cosa che invece capita a pochissimi).

Mi chiedo a cosa sia dovuta questa mia repulsione che arriva come un onda su qualsiasi tipo di blog musicale che io cerchi di affrontare…quelli che “i Dead, Tom Petty e il castamasso della Cesira”, quelli che il metal, quelli che il punk Rock inglese, quelli che il prog, quelli che il jazz, quelli che il blues… Possibile che sia davvero io a non sopportare (quasi) più nulla di scritto a proposito del Rock e della musica? Ci sarà di sicuro qualcuno che penserà la stessa cosa delle frasette sghembe che scrivo a proposito dei soliti quattro artisti su questo blog miserello, e allora? Sono snob a tal punto da non gradire nulla scritto da altri? No, cazzo, mi emoziono quando leggo le considerazioni musicali di qualche bel delinquente del rock and roll che conosco e di cui non faccio il nome, ma allora cos’è? C’è una sorta di idiosincrasia verso il 95% di quello che leggo, in Italia, a proposito del Rock. Sono io ad essere alla frutta, lo è il Rock o semplicemente mi sto trasformando in un vecchio brontolone?

Smetto di scervellarmi, passo ad altro, ad esempio alle due compilation di registrazioni casalinghe di MICK RALPHS pubblicate gli anni scorsi dalla Angel Air. Basta guardare le cover dei cd per capire il livello, ma che ci volete fare, I love this man.

mICK rALPHS CD

Un paio di settimane fa sono stato a pranzo da mia zia, si parlava della stirpe Tirelli, saltano fuori alcune foto, una del padre della madre di Brian, mio bisnonno quindi. Tal Luigi Brini, nato nel 1880 e morto a 25 anni di peritonite o qualcosa del genere. Suo padre (o suo nonno) doveva essere austriaco, o perlomeno così vuole la storia della famiglia. Avevo forse visto la foto in passato, ma solo oggi la imprimo nel mio dna. La invio a mia sorella. Risposta “quanto gli assomigli!” Gli assomiglio? Ma dove? Guardo meglio e, sotto al primo strato superficiale, mi vedo. Stessi occhi e sopracciglia. Quello sguardo blues, quell’intenzione sveviana, kafkiana, (crowleyana?) … non c’è dubbio: sono suo bisnipote.

Faccio vedere la foto a Brian e dice “sei te, Stefano”; certo, un vecchio con l’alzheimer non è propriamente attendibile, ma dopo tutto è mio padre e quando risponde di getto senza a pensare spesso ci prende. Faccio vedere la foto alla groupie e mi dice “sì, vieni da lì”. Ho sempre pensato di essere una sintesi dei Tirelli e degli Imovilli e invece eccola qua la mia Brini legacy.

Luigi Brini, bisnonno - Foto Fantuzzi RE

Luigi Brini, bisnonno – Foto Fantuzzi RE

 

Luigi Brini, bisnonno 1880-1905 - Foto Fantuzzi RE

Luigi Brini, bisnonno 1880-1905 – Foto Fantuzzi RE

JOHN PAUL JONES compie 70 anni, la cosa mi inquieta. PAGE ne fa 72, ho ormai elaborato che le mie figure di riferimento ormai sono dei vecchi con o senza fascine di arbusti sulla schiena, ma che anche JONESY abbia raggiunto the big 7 fa impressione.

Continuo ad essere impelagato con le serie Tivù di SKY. La V stagione di HOMELAND (serie di cui ormai anche PICCA è prigioniero), la III di THE AMERICANS, la II di FARGO e LILYHAMMER. Mi sono dato a quest’ultima da poco, ho scaricato le prime due stagioni su Sky on demand e mi sono messo a guardarla. Mi divertono le storielle del mafioso LITTLE STEVEN, crude e strambe con una vena comedy. L’ironia sul welfare e sull’atteggiamento politicamente corretto norvegese è uno spasso, quasi tutti i personaggi autoctoni paiono sciocchi e con deviazioni varie. Adesso ne è arrivata un’altra, FORTITUDE, anch’essa ambientata nell’estremo nord. Questa è una tendenza che si sta allargando a macchia d’olio. FARGO, LILYHAMMER, FORTITUDE, film tipo HEADHUNTERS (tratto dal romanzo di Jo Nesbø), IN ORDINE DI SPARIZIONE… comune denominatore i ghiacci, siano quelli del Minnesota, della Scandinaviar o beyond.

Sarà un caso ma dal cofanetto di BERNSTEIN pesco il cd riservato a EDVARD GRIEG…

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Mi trastullo anche col box set dell’ ALAN PARSONS PROJECT. Da giovane lo snobbavo, lo consideravo easylistening, ma ora da uomo di blues di una incerta età, con i confini dell’essere esigente più sfumati, mi godo questo Rock sinfonico leggerino con piacere, se poi alla voce c’è JOHN MILES ancora meglio…

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Lo stereo della blues mobile passa ASHES & DUSTdi Warren Hayens, una piacevole sorpresa per me che non sono mai riuscito ad apprezzare del tutto questo chitarrista.

Gli ultimi arrivi, grazie al gift voucher di amazon che un caro amico sempre troppo generoso mi ha fatto per natale, sono: il bluray e il cd QUEEN – A Night At The Oden (la leggendaria performance al teatro coperto del quartiere martellaio di Londinium della vigilia di natale del 1975), i due cd di MICK RALPHS di cui sopra, l’album DERRINGER BOGERT & APPICE e la deluxe edition dell’album dei GRT (S.HOWE & S. HACKETT). QUEEN a parte, devo avere qualche disfunzione musicale anche perché a questi nomi assai discutibili per la stragrande maggioranza dei critici Rock italiani, aggiungo l’ultimo soundboard, arrivato via wetransfer dal nostro uomo a Helsinki, dei FIRM, il gruppo di PAUL RODGERS con LEOPOLD alla chitarra…

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L’INTER torna a vincere, a fatica, in casa dell’EMPOLI e mantiene la prima posizione in classifica. Rimango perplesso benché ancora fiducioso.

Pago multe (180 euro e tre punti in meno sulla patente per aver viaggiato ai 72 kmh sulla circonvallazione di Stonecity), osservo quel po’ di neve scendere sulla pianura, guardo CARLO VERDONE (sul suo profilo FB) fare gli auguri a suo cognato mimando FOUR STICKS dei LZ versione ROLLINS BAND, mi chiedo se sia il caso di comprare un registratore multitraccia 24 piste della TASCAM, favoleggio l’acquisto di una LES PAUL STANDARD cherry sunburst (o sunburst), mi interrogo sul mio futuro, insomma blueseggio come al solito. Happy new year Tim Tirelli.

Domus Saurea gennaio 2016 - foto TT

Domus Saurea gennaio 2016 – foto TT

 

 

 

 

 

5 Risposte to “Blog musicali and other assorted blues songs”

  1. mikebravo 07/01/2016 a 10:58 #

    Se un tempo, circa 20 anni fa, compravo tutte le riviste di rock italiane,
    mi sono ridotto negli ultimi anni al busca e raro!.
    Da qualche mese non compro piu’ neanche quelle.
    Le sfogliavo e le buttavo in un angolo.
    Mojo, Uncut, etc , con una copertina invitante, li compro ogni tanto.

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  2. lucatod 07/01/2016 a 11:56 #

    Conservo ancora pile di riviste musicali acquistate con una certa regolarità fino al 2012 , poi mi hanno stufato . Gli argomenti trattati in maniera troppo superficiale (come ha commentato qualcuno) , intriganti per un neofita ma che un appassionato (o un povero st….zo come me , uno che compra , colleziona , legge .. e commenta) trova scontati anche se rivisitati . Bertoncelli , del quale posseggo ancora diversi libri , lo trovo snob , mi annoia . Sarà che a me E. Costello non è mai garbato . sarà che ai primi due album dei Floyd preferisco Animals , o che sono andato oltre i primi quattro dei LZ . Magari non ci arrivo e basta .

    Io sto aspettando la quarta stagione di The Americans , nel frattempo sono indeciso se guardare o meno la serie The Man In The High Castle (tratta da un romanzo a me caro di Philip K. Dick) , forse c’è troppo digitale per i miei gusti .

    Queen at the Odeon .. non hai menzionato il tuo “apprezzamento” per la veste grafica …

    Il boot dei FIRM lo trovo anche su R.O ?

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  3. Tom 08/01/2016 a 11:59 #

    Purtroppo per noi è un’epopea finita, una corsa all’oro durata lo spazio di un mattino o due, che ha coinciso con le nostre giovanili speranze ed illusioni, per questo unica ed irrepetibile, fatta di capelli lunghi, lps, concerti, riviste, chitarre e qualche additivo….
    Ora ci resta solo la musica di ieri e vagoni di ricordi….amen!

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  4. Lalli 08/01/2016 a 15:32 #

    Del bisnonno Brini hai, come ti dissi già, stessi occhi, stesse sopracciglia…..e ora aggiungo: stesse orecchie…. ;-)

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  5. mikebravo 12/01/2016 a 08:23 #

    La scomparsa di david bowie poco dopo il suo compleanno e l’uscita
    dell’ultimo disco ha colpito tutti.
    Non l’ho mai visto dal vivo anche se in occasione dello spider glass tour
    suono’ a 2 km da casa mia.
    Il concerto fu breve e funestato dalla mancanza di voce di bowie.

    Di bowie e della sua musica ho un bel ricordo.
    Io che non ho mai studiato inglese, in tarda eta’ ho affrontato un corso
    offertomi dal datore di lavoro.
    L’insegnante era di origine persiana ed amante del rock.
    Cosi’ nella prova finale mi buttai in una descrizione, in un inglese tutto
    mio, del glam rock e di david bowie con effetti esilaranti sui compagni di
    corso.

    Un altro ricordo che ho di bowie è la ricerca su vinile di 2 brani del 1965.
    i pity the fool e take my tip dei MANNISH BOY.
    Prodotti da SHEL TALMY ( kinks, who ) DAVID JONES era il cantante
    e sassofonista.
    Jimmy PAGE fu chiamato a collaborare alle sessions con la sua chitarra.
    Page ispiro’ bowie per l’utilizzo di un riff che il cantante avrebbe ripetuto
    per SUPERMEN e per DEAD MAN WALKING..

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