“Vinyl”, prima puntata

17 Feb

Vinyl-Key-Art-FINALd

 

Lunedì 15/02/2016  ho visto la prima puntata della serie tivù “VINYL” su Sky Atlantic, in lingua originale con i sottotitoli. Per chi conosce l’inglese questa modalità permette di cogliere le sfumature del linguaggio crudo di quegli anni in quegli ambienti ed evita di far raggelare il sangue quando il doppiaggio cade rovinosamente su certi termini sbagliati (tutti ancora rabbrividiamo quando riguardiamo i film BLUES BROTHERS e CADILLAC RECORDS e sentiamo tradurre HARP – armonica a bocca- con ARPA)

La serie mi interessa molto, questa è una ovvietà, il Rock è la mia vita e il 1973 è il mio anno, ossia quello che avrei voluto vivere per quanto riguarda la musica Rock, ma forse Scorsese ha un po’ esagerato riguardo il sesso e la droga. Magari è stato davvero così, Jagger c’era, inutile discutere, ma in questa prima puntata questi due elementi sono praticamente in ogni fotogramma. Capisco che il pubblico del giorno d’oggi ha continuamente bisogno di sensazioni forti, ma qui si rischia la deriva caricaturale.

Noto con piacere il poster di JOHNNY WINTER negli ufficia dell’etichetta discografica messa in scena e mi infiammo quando parte il riff di FRANKENSTEIN di EDGAR WINTER in una delle sequenze.

vinyl-header

Non mi aspettavo citazioni così dirette dei LED ZEPPELIN e sul momento sono sobbalzato sul divano.

ROBERT PLANT e JOHN BONHAM nel backstage (che nella realtà non era quello del MSG) che si vede nel film dei LZ “THE SONG REMAINS THE SAME”, nella scena in cui PETER GRANT prende a male parole il responsabile dell’organizzazione per aver lasciato via libera a chi vende merchandising farlocco.

L’attore che impersona Mr G non è imponente come lo era il manager dei LZ. Poca somiglianza anche con l’attore che impersona ROBERT PLANT. La scena si chiude con una ripresa dei LZ presi da dietro dove si nota anche JIMMY PAGE. Non ho fatto caso se il suo costume di scena fosse consono all’anno 1973. Di sicuro non lo sono stati i rifacimenti di I CAN’T QUIT YOU BABY, di YOU SHOOK ME e SOMETHING ELSE brani non presenti nelle scalette del tour del 1973. Da sottolineare il fatto che non si trattava delle versioni originale, ma di cover fatte apposta per la serie TV. Immagino che i LZ chiedano cifre molto alte per permettere l’uso della loro musica originale e che pure storcano il naso di fronte a richieste di questo tipo, ma possibile che due pesi massimi come Scorsese e Jagger non siano riusciti a trovare un accordo con loro? Possibile che Jagger non sia stato capace di andare da PAGE e PLANT e cercare di mediare?

(clip aggiunto il 18/2/2016)

Jagger, Bobby Cannavale, Scorsese

Jagger, Bobby Cannavale, Scorsese

Nonostante tutto sono rimasto attaccato allo schermo fino alla fine, molto interessato alla cosa. Registro però un appagamento non totale, una sorta di orgasmo non esattamente riuscito. Spero che le prossime puntate mi permettano di raggiungere l’estasi.

Vinyl

PS: posto il link all’articolo su Facebook, il primo commento è di Picca che scrive: “Non può piacerti del tutto. Tu la tua serie Vinyl ce l’hai in testa da 40 anni”. Ecco, in una frase risolto il problema.

2 Risposte to ““Vinyl”, prima puntata”

  1. mikebravo 17/02/2016 a 11:28 #

    L’epopea rock dei sixties e dei seventies è stata un’esperienza talmente
    nuova e sconvolgente per chi l’ha vissuta che, secondo me, il cinema,
    per quanto oggi dotato di mezzi incredibili, fatica a farla rivivere a livello
    di emozioni e immagini.
    Credo che scrittori come STEPHEN DAVIS abbiano saputo rendere
    meglio il tutto che i vari registi che si sono cimentati.
    Anche CAMERON CROWE, per quanto protagonista lui stesso di
    quegli anni, nel film QUASI FAMOSI, premiato da oscar per la
    sceneggiatura, a mio modesto parere, non coglie il segno appieno.
    OLVER STONE con il film sui DOORS ha puntato tutto sul mito di
    MORRISON mancando l’obiettivo.

    .

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  2. lucatod 17/02/2016 a 19:57 #

    Tim , ho visto l’episodio pilota in inglese con i sottotitoli in italiano e non l’ho trovato poi tanto male anche se non mi ha convinto . L’ambientazione rimanda ai soliti stereotipi legati all’epoca , già visti nei vari Scorsese o peggio “Blow” , però il protagonista sembra interessante anche se un po cazzone .
    La scena legata agli Zeppelin l’ho invece trovata ridicola . Buona l’idea del backstage , ma G potevano sceglierlo più grosso , Plant troppo checca (mi ricorda il cantante dei darknes) e John Bonham insignificante (giustamente scontroso nei confronti del discografico) . Robert Plant che discute di contratti discografici nel backstage di un concerto ? Poco credibile . Magari Peter Grant , Jimmy Page e Steve Weiss .
    Comunque il finto Page indossava il vestito MSG 73 , i pantaloni parevano quelli .

    D’accordo con il ragionamento di Mikebravo .

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