BAROCK PROJECT “Vivo” (Artalia 2016) – TTTT

27 Lug

Il giornalista DONATO ZOPPO, lo ricorderete, è un mio buon amico. Uno dei pochissimi scriba di musica italici che valga la pena leggere e seguire. Non ci siamo ancora visti “di persona personalmente” (Beneventum e Mutina non sono esattamente vicinissime), ma ci incontriamo spesso sulle blue highway musicali dei nostri rispettivi animi. Ci scambiamo impressioni, punti di vista, riflessioni. DON vive di musica, è continuamente aggiornato ed ha un palato così fine che riesce a spaziare tra i generi in maniera superba. Io non riesco, intrappolato come sono negli anni settanta e in certe convinzioni su cosa e come debba essere il Rock, culturalmente, spiritualmente e filosoficamente. Questa idea del Rock che mi affatica la vita ogni santo (o meglio, diabolico) giorno è un flippo mio, perché è una idea che non esiste, è come il natale, ovvero una botta di lieta e malinconicamente allegra suggestione metafisica che in paio di settimane ci irretisce e quindi sparisce una volta crollati i castelli che ci siamo immaginati nella testa.

Qualche giorno addietro DON mi fa “Hey, Big Tim, lo sai ci sono dei ragazzi di Modena che fanno del prog rock coi fiocchi?” Approfondiamo il discorso. Di solito a me piace solo il classic prog fatto negli anni settanta, quelle quattro grandi band (tre inglesi e una italiana) e poco più, i tentativi fatti dai nuovi gruppi non mi appassionano, nella mia ristretta visione delle cose non mi vedo trasportato da quei musicisti odierni tecnicamente dotati che amano districarsi tra complessi passaggi e sfoggiare le loro pulsioni. Non sono lavori che mi prendono, in quei momenti salta fuori l’uomo di blues e il rock and roller che è in me anche se poi, a pensarci bene non mi piace nessun disco blues uscito dopo il 1969 e nessun disco rock uscito dopo il 1979 (fermi lì! Lo sapete come sono fatto, è una boutade).

Ma DON è DON, come me soffre della sindrome di Stendhal quando ascolta CARAVANSERAI, seguo dunque sempre con attenzione quello che mi dice e così eccomi qua immerso in questo progetto barocco.

BAROCK PROJECT allora, gente della mia zona, persi in provincia tra BONOMIA e MUTINA, musicisti con alle spalle studi seri e dedizione totale.

Il gruppo gira intorno al tastierista LUCA ZABBINI, cresciuto con i miei adorati ELP. Bello però constatare come l’amore per il grande, grandissimo KEITH EMERSON, non soffochi la sua personalità né il suo stile. Anche quando i riferimenti sono palesi la personalità di Luca rimane ben presente.
BAROCK PROJECT vivo

BACK TO YOU contiene tutti i riferimenti del classic prog unito a sonorità moderne che però non scalfiscono la bontà della musica. Si resta impressionati da questo biglietto di visita. In sette minuti i ragazzi fanno capire a che razza di gruppo siamo davanti.

L’album è dal vivo, una scommessa mica da ridere data la laboriosità della musica proposta. Personalmente in questo genero prediligo i pezzi ad ampio respiro, quando i momenti si fanno più duri e virano verso il prog-metal mi ritraggo come una chiocciola dentro la casetta.

INSIDE MY DREAMER’S EYES ha qualche accento AOR trasportato da tempi dispari. Un bell riff e aperture prog e moog alla GENESIS. Al minuto 3:30 irrompono di ELP, quindi gli AREA e tante altre influenze. Ottime prove strumentali da tutti i componenti della band. Il brano dura più di 11 minuti; bello il finale condotto dal piano di ZABBINI e la voce di PANCALDI.

UN ALTRO MONDO è cantata in italiano, evviva! Ancora piano e voce in evidenza. Essendo io un fan in senso stretto di KEITH EMERSON, sento che tra le dita di ZABBINI si rincorrono echi di FUGUE (TRILOGY) e del PIANO CONCERTO di WORKS VOLUME 1.

Di nuovo tempi dispari in DUELLUM a cui segue LOS ENDOS, cover del pezzo strumentale dei GENESIS, reso con padronanza e maestria.

Barock Project

Bella anche OVERTURE, ci sento dentro tanto EMERSON. GOLD parte con una parte solo vocale a più armonie, fosse davvero tutta dal vivo sarebbe una prova davvero da sottolineare. Il resto del pezzo si sviluppa sul ritmo della chitarra acustica che verso metà brano viene accantonata in favore dell’elettrica per un continuo su e giù tra gli impervi sentieri del prog rock.

Anche i pezzi che chiudono l’album iniziano con la chitarra acustica e finiscono per celebrare i chiaroscuri dell’elettricità in chiave prog. L’ultima traccia dal vivo ricorda tanto i GENESIS magari con una spruzzata di ASIA. Bel lavoro di moog di Zabbini. C’è anche un brano registrato in studio. Ancora la chitarra acustica protagonista all’inizio, accompagnata con dolcezza dal pianoforte. Un paio di minuti è l’atmosfera cambia e il prog più impetuoso torna ad essere protagonista.

 

Concludendo BAROCK PROJECT si impone come una delle più belle realtà del nuovo prog italiane. Che bravi!

Francesco Caliendo (basso)

Marco Mazzuoccolo (guitar)

Eric Ombelli, (drums)

Luca Pancaldi (lead vocal)

Luca Zabbini (keyboards – backing vocals)

 

www.barockproject.net

Barock Project Facebook:

www.facebook.com/barockproject

 

Management: Stars Of Italy

Claudio Cutrone (claudio@starsofitaly.com)

www.starsofitaly.com

 

LABEL – Artalia:

www.artalia.org

 

Synpress44 – Press Agent:

www.synpress44.com

 

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