Il Coro dell’Armata Rossa, gli Equinox alla Bottega dei Briganti e le varie ed eventuali del blues

18 Nov

RED ARMY CHOIR live in REGIUM LEPIDI 5/11/2016

E’ il compleanno della groupie, festeggiamo al Lime Theater di Regium Lepidi. Finalmente un nuovo spazio per concerti in città. Il teatro è stato ricavato da uno dei padiglioni della Fiera, il tutto è un po’ spartano ma niente male. Al momento 1600 posti, in futuro si parla di 2500. Speriamo che Regium e (Mutina) torni ad essere tappa dei tour di artisti e di gruppi. Siamo nelle tribunette. In platea c’è anche mia sorella.

Sono qui per una serata di musica non occidentale, niente Blues, niente Rock, niente capitalismo…per una volta distante dai suoni che di solito mi riempiono le orecchie. Entrano i coristi e i musicisti. Il colpo d’occhio non è niente male. Si parte con l’inno italiano (molti spettatori si alzano in piedi), quindi l’inno russo e a seguire BELLA CIAO (con intermezzo strumentale di BANDIERA ROSSA). Uh, cominciamo bene mi dico. Seguono brani di musica russa, conditi da balletti davvero straordinari. Il livello è alto, gran coro, bella orchestra, ballerini bravissimi

Son lì che godo di queste arie che parlano di cosacchi, di viburno rosso, di notti moscovite, dell’epopea della grande madre Russia quando verso metà spettacolo il livello della proposta scade miseramente: prima con insulso motivo danzereccio occidentale con tanto di basi e con i “militari” russi che iniziano a fare i simpatici, poi  E DIMMI CHE NON VUOI MORIRE, il brano di Curreri, Ferri, Vasco Rossi che Patty Ptravo cantò qualche anno fa, che di per sé è una bella canzone ma che in questo contesto risulta piuttosto ridicolo.

Poco dopo i cinque suonatori di balalaika si spostano sul fronte del palco, iniziano con un pezzo classico poi franano su SMOKE ON THE WATER…mamma mia mi dico. Chiudono con BACK IN USSR che a dir la verità ci sta, ma speravo che il varietà non appartenesse alla serata. Molti tra il pubblico applaudono convinti. Sono io quello con dei tarli nella mente.

Questo è uno dei problemi della globalizzazione, di tutto un po’…in qualsiasi campo. Io sono venuto per venire catapultato negli Urali del Dottor Zivago, nella piazza Rossa, a Leningrado…non per ricordare Patty Pravo o le sconcezze musicali ballabili dei tempi moderni. Volete fare un omaggio all’Italia? Bene, allora inserite VERDI, PUCCINI, MORRICONE. Volete fare un omaggio alla cultura occidentale? Va bene, allora suonate qualcosa di AARON COPLAND o di giganti simili.

La serata era partita benissimo, ma alla fine esco col capo chino. Mi risolve la serata un commento che capto per caso: una ragazza (da cui non ti saresti mai aspettato un commento del genere) rimpiange il non aver trovato l’INTERNAZIONALE in scaletta.

Coro dell'Armata Rossa - Lime Theater 5/11/2016 - photo Saura T

Coro dell’Armata Rossa – Lime Theater 5/11/2016 – photo Saura T

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THE EQUINOX LIVE AT BOTTEGA DEI BRIGANTI, MONTECAVOLO 16/11/2016

Gli EQUINOX tornano alla BOTTEGA DEI BRIGANTI, è la terza volta quest’anno. I gestori e il pubblico del locali evidentemente ci amano, così inizio a pensare che la BOTTEGA per noi è quello che il LOS ANGELES FORUM fu per i LZ. Suonare di mercoledì sera è una faccenda che terrorizza, il pomeriggio di ferie, fare tutto di corsa, l’indomani mattina andare a lavorare, ma alla fin fine gli operai del Rock sono abituati a questi strapazzi. Caricare la AOR mobile sembra una mission impossible… 4 chitarre, un piano elettrico, due amplificatori, un mandolino, una spia, reggichitarre, seggiolini, una pedaliera basso, tre valige di cavi ed effetti, una pedaliera per chitarra. La vita è dura.

The Equinox - Bottega dei briganti 16/11/2016 - Photo Saura T

The Equinox – Bottega dei briganti 16/11/2016 – Photo Saura T

The Equinox - Bottega dei briganti 16/11/2016 - Photo Saura T

The Equinox – Bottega dei briganti 16/11/2016 – Photo Saura T

Il palco del locale è piccolo, ma in qualche modo riusciamo a dividere gli spazi.

The Equinox - Bottega dei briganti 16/11/2016 - Photo TT

The Equinox – Bottega dei briganti 16/11/2016 – Photo TT

Stasera riportiamo in auge il set acustico, dopo 9 lunghi anni di assenza dalla nostra scaletta.

The Equinox - Bottega dei briganti 16/11/2016 - Photo TT

The Equinox – Bottega dei briganti 16/11/2016 – Photo TT

POL ha mal di gola, stasera ha il blues della raucedine. E’ disperato. Federica, la sua groupie, cerca di consolarlo, ma il Brad Delp di Correggio è nervoso e stizzito. Cerchiamo di stabilizzarlo, dopotutto PLANT si fece tutto il tour del 1975, da gennaio a marzo, in quelle condizioni. Io gli do il mio aiuto psicologico (so quanto sia dura una cosa del genere per un cantante), SAURA gli fa da crocerossina e LELE gli tira due madonne. Con l’aiuto di acqua calda con aceto e due o tre bicchierini di bourbon POL si rimette in sesto e alla fine porta a casa la serata meglio di quanto ci si aspettasse.

Arrivano gli amici.  Mario mi chiede se faremo TANGERINE, il cuoco (americano) chiede NO QUARTER… sono anni che vorrei farla, speriamo che SAURA si decida ad imparare la parte di piano.

Stasera partiamo con THE SONG REMAINS THE SAME, segue BLACK DOG. Al riff di HEARTBREAKER partono le prima urla. Ah, il piombo zeppelin non tradisce mai. Dopo DAZED AND CONFUSED Riff corre sotto al palco a dirmi “ Stefano, che spettacolo!”  Quando Riff mi chiama Stefano significa che c’è dell’energia cosmica da qualche parte. Grazie Roberto! MMHOP, SIBLY, RAMBLE ON precedono I’M GONNA CRAWL, per quanto ci si sforzi di proporre qualche brano per intenditori è indubbio che quest’ultima riscuote sempre poco successo. Peccato, secondo noi rimane un gran pezzo, dove tra l’altro PAGE suona uno dei suoi assoli migliori.

The Equinox - Bottega dei briganti 16/11/2016 - Photo TT

The Equinox – Bottega dei briganti 16/11/2016 – Photo TT

Ci mettiamo a sedere, THE BATTLE OF EVERMORE e  GOING TO CALIFORNIA. Guardo Saura tutta concentrata sul mandolino. Che polistrumentista! Rimango seduto e parto con l’arpeggio di BIGLY (Babe I’m Gonna Leave You insomma), la gente inizia ad urlare. BIGLY è un pezzo difficile da rendere dal vivo, se lo fai con una chitarra acustica poi perdi il senso nelle sezioni Rock, se lo fai con una chitarra elettrica perdi il senso dell’arpeggio suggestivo sulla acustica. Io uso una DANELECTRO, che è elettrica sì, ma particolare. Da quando abbiamo il pezzo in scaletta, è la nostra versione migliore. E’ la prima volt che sono soddisfatto. L’applauso è di quelli che non ti scordi.

The Equinox - Bottega dei briganti 16/11/2016 - Photo Riff Gilioli

BIGLY – The Equinox – Bottega dei briganti 16/11/2016 – Photo Riff Gilioli

Mi rimetto in piedi è il momento di ACHILLES LAST STAND. E’ la prima volta che la suoniamo dal vivo. Ci siamo trovati in sala prove solo due volte prima di questo concerto, probabilmente è un azzardo, il pezzo non è ancora digerito del tutto, LELE la suona guardando lo schema che ha attaccato di fianco alla batteria. Difficile per SAURA rendere il giro di basso che fece JONES con il suo BECVAR 8 corde. Ha arricchito il suono col compressore e il risultato alla fine è dignitoso. Ho studiato l’assolo di ACHILLES per la prima volta in queste ultime settimane e sono rimasto sbalordito dal fatto che PAGE riesce ancora a sorprendermi, e questo dopo quasi quarant’anni di amore ininterrotto. L’assolo nella versione in studio mi piace davvero moltissimo. Che gran chitarrista che era. Prendo in mano la doppiomanico, it’s STAIRWAY TO HEAVEN time. La gente applaude, il pezzo vola via tranquillo. Dall’assolo sino al finale sento che il gruppo è in sintonia, rocchiamo e rolliamo con la grazia del Dark Lord sopra di noi. WHOLE LOTTA LOVE, COMMUNICATION BREAKDOWN, ROCK AND ROLL. Ancora piombo Zeppelin per un pubblico appassionato. Durante la presentazione del gruppo che faccio in mezzo a CB introduco la nostra bassista-tastierista con le solite frasi: “la Valentino Rossi del Rock And Roll, la reggiana dagli occhi di ghiaccio la nostra superfiGa SAURA TERENZIANI!”. Segue Boato! E quando scrivo boato, intendo boato!

Ci chiedono il bis. THE OCEAN.

Mi sembra che sia stato un buon concerto. POL se la è cavata bene nonostante i gravi problemi alla voce. LELE una volta di più mi ha impressionato, quando lascia libera la bestia, il batterista elegantemente hard rock che c’è in lui, il gruppo vola ad alta quota. Se Lele fosse un professionista, se fosse nato in Britannia negli anni giusti sarebbe oggi un batterista alla pari dei grandi che veneriamo oggi. Il discorso non vale solo per lui, conosco altri musicisti talentuosi che se cresciuti in una altra epoca e in altro paese sarebbero diventati musicisti Rock famosi, ma stasera rivolgo principalmente a lui questo pensiero.

Dopo il concerto la gentilezza e l’entusiasmo degli amici ci riempie il cuore. La Simonetta- che non ci aveva mi visti – mi viene incontro e dice “Sei fantastico!”e lo fa con una semplicità, con un candore che mi emoziona. Naturalmente non è vero, è la doppio manico che contribuisce alla suggestione, quando la alzo per la fanfara di STAIRWAY etc etc, però è bello – nel nostri piccolo – suscitare reazioni così positive.

Riff mi dice che si è commosso durante la parte finale, assolo e sezione Rock di STAIRWAY TO HEAVEN. “Mi sono venute le lacrime agli occhi” e se lo dice Riff superfan anche lui da quarant’anni  (vide la band a Knebworth nel 79) capisco che abbiamo fatto un discreto lavoro. Leo, cantante e chitarrista della zona, mi dice “Quando ho visto la DANELECTRO pensavo mi avresti fatto KASHMIR in accordatura aperta…”

Valerio, il titolare del locale, si complimenta con me in tre momenti diversi, e già ci prenota per una data in primavera. Quando il titolare di un locale è soddisfatto anche tu sei soddisfatto. Smontiamo, carichiamo e compilo il borderò della SIAE. Saluto e mi metto in moto. Prima di uscire un tipo mi dice. “Bravo Tirelli!”. Non lo conosco, ma lo abbraccio e lo saluto con affetto. E’ da poco passata l’una, fa un freddo cane, sono ancora preda del turbinio del concerto, salgo sulla AOR mobile e parto. La Tucson ha la possibilità di riscaldare i sedili. Da qualche settimana a questa parte non riesco più a farne a meno. Il tepore mi avvolge mentre con Saura attraverso la notte reggiana. Non ancora sazi ci spariamo NO QUARTER versione studio…la notte nera, il piano sintetizzato di JONES, l’assolo pieno di mistero di PAGE, il testo evocativo…che brividi ragazzi. Arriviamo alla Domus Saurea dopo mezz’ora. Scarichiamo, portiamo l’ambaradam in soffitta, una doccia calda, un thè e a letto. Sono le due passate…domattina sarà dura alzarsi per andare al lavoro, ma adesso mi sento a posto, ho avuto la mia distrazione, mi sono sbarazzato di me stesso, sono sereno…chiudo gli occhi…New York, goodnight.

MICK RALPHS BLUES

Venti giorni fa ho visto la BAD COMPANY a GLASGOW, era il 25 ottobre, pochi giorni dopo, MICK RALPHS, il chitarrista, ha avuto un ictus. A parte che sì, ho appena fatto in tempo a vederli e a vederlo, la cosa mi ha intristito molto. Credo di essere il fan italiano numero uno di MICK RALPHS, comprenderete tutto il mio dispiacere.

Si sono susseguiti alcuni comunicati stampa.

Questo il primo:

Following the Bad Company UK tour that wound up last Saturday at London’s 02 Arena the family and representatives of the band’s co-founder, guitarist and songwriter Mick Ralphs are sad to announce that Mick has suffered a stroke. Mick is receiving excellent medical care and is recovering in hospital, although all his public engagements are necessarily on hold, pending his improvement. Everyone is wishing Mick a speedy recovery, and further news will be announced at the appropriate time.

Questi i più recenti:

Really good news, and it seems a slight improvement.Mick has been moved from the intensive care, to his own room. A huge thanks to Ben Ralphs, who not only is at Mick’s bedside, but also running his own business, dealing with Mick’s affairs, and keeping us all informed.

Mick update. Mick is progressing with his recovery, and has now started to get back some feeling down his left side, but its going to be a slow process. He is comfortable, and receiving the best treatment.

Mick update. I saw Mick today. He was sleeping peacefully, after having his phisio, which he started this week. His drop has gone, and he is off Oxygen. The feeling to his left side, is continuing to come back very slowly, and he was looking better. A huge amount of praise goes to his two sons, Ben and Jim, who is his constant care companions, and are both fiercely protective of Mick, but have asked me to thank all the well wishers, for there cards, and words of support.

Le cose sembrano dunque migliorare. Mick ha 72 anni, spero possa tornare ad avere una vita dignitosa. Da altri canali ho saputo che SIMON KIRKE (batterista della BAD COMPANY è riuscito a parlargli. SIMON è molto, molto dispiaciuto.

Mick Ralphs

Mick Ralphs

Spero con tutto il cuore che il vecchio MICK riesca a superare questa faccenda.

 

DONALD TRUMP

Questo signore è diventato presidente degli Stati Uniti. Roba da non credere. Uno disdegnato persino dallo stesso Partito Repubblicano, uno che parla delle donne in maniera disdicevole, uno che usa una sacco di violenza nelle parole, uno che sa solo parlare alla pancia dell’elettorato meno illuminato, un miliardario che ha avuto imbarazzanti problemi finanziari (sei bancarotte), una guerrafondaio, reazionario, razzista. Ecco, questo è il nuovo presidente della nazione più importante al mondo. La CLINTON non era certo un modello di simpatia, tanto meno era distante dalle sinergie che oggi tutti dicono di odiare (se uno usa ancora le parole “poteri forti”, giuro che gli tolgo il saluto), probabilmente non sarebbe riuscita ad unire il popolo degli Stati Uniti, ma eleggere questo mi pare sia stata una pazzia.

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Nel mio mondo ideale il presidente degli Stati Uniti sarebbe BERNIE SANDERS o ELIZABETH WARREN ma la realtà si sa è ben diversa e occorre farci i conti. Cerco di farmi forza usando il metodo della moglie di FRANCESCO PICCOLO, lo scrittore (e sceneggiatore). Nel libro IL DESIDERIO DI ESSERE COME TUTTI, la chiama Chesaràmai, perché è così che la moglie affronta la vita, cercando di non drammatizzare sempre e comunque. Una leggera superficialità che potrebbe rendere meno pesanti le vite come le nostre, prigioniere della idealizzazione.

Segnalo la copertina del Manifesto, davvero riuscita.

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F.C. INTERNAZIONALE

Frank De Boer è stato esonerato. L’INTER dopo aver battuto la Juve non è più riuscita a dare continuità ai risultati. Qualche bella partita, belle azioni, ma poca sostanza. Figure barbine con squadre che avremmo dovuto battere 3 a 0, sicurezza psicologica inesistente, musi lunghi dei giocatori e soprattutto di noi tifosi. Se non altro il nostro nuovo proprietario JINDONG ZHANG ha capito che prendere in mano la situazione personalmente era ed è necessario adesso. Via l’amministratore delegato voluto da Thohir, ridimensionamento dello stesso Thohir, dirigenza sotto il controllo cinese. E arrivo di STEFANO PIOLI, il nuovo mister, il quale dovrà dare un po’ di serenità, di tranquillità e buon senso a tutta la squadra. Per come son fatto io, avrei forse scelto MARCELINO, ma amici e cuori nerazzurri illustri come BEPPE RIVA, mi assicurano che Pioli è la scelta più saggia. Lo spero tanto. In più Mr Pioli si chiama come me, è emiliano e da piccolo era un convinto tifoso nerazzurro. E allora avanti Mister, domenica c’è Milan-INTER, sarebbe davvero tanto bello se…

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PALMIR

In mezzo a tutti questi blues c’è Palmir, il diavoletto nero della Tasmania che vive con noi, il gatto blues che ama l’Aor, il gatto che quando è In A Sentimental Mood diventa il rimedio a tutti i blues di questo mondo. La sveglia della groupie suona alle 6,20, alle 6,50 è fuori dalla porta diretta al lavoro, la mia sveglia suona una mezzoretta dopo e, in quei trenta minuti che intercorrono tra l’uscita di Saura e lo squillo della sveglia, Palmir con la sua zampina apre la porta della camera, salta sul letto, mi sale sul petto, fa la pastella, si adagia accanto a me, infila il suo muso sotto al mio mento. E così, con le sue fusa rumorose in sottofondo, ce ne stiamo al sicuro, protetti l’uno dall’altro in quella estasi da amicizia che solo due mammiferi di specie diverse posso ricreare. You are my best friend, Palmir (tu e il sedile riscaldato della Tucson).

Palmiro - Domus saurea 17/11/2016 - photo TT

Palmiro – Domus saurea 17/11/2016 – photo TT

 

4 Risposte to “Il Coro dell’Armata Rossa, gli Equinox alla Bottega dei Briganti e le varie ed eventuali del blues”

  1. Pol 18/11/2016 a 13:04 #

    Tim, Saura, Lele, vi ringrazio caldamente per avermi supportato in questa mia “defaillance” vocale. Avevo il morale sotto i piedi ma voi, con grande spirito di fratellanza musicale, siete riusciti ad infondermi fiducia. Un grazie di cuore anche al pubblico, che mi ha supportato non poco, ho avuto decisamente la vostra empatia ragazzi! E’ stata comunque una serata musicale molto stimolante ed interessante.
    See you at next rock ‘n’ roll show.

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  2. lucatod 18/11/2016 a 13:23 #

    Sono curioso di sentire la vostra versione di Achilles .. difficile trovare una buona performance live di Page dell’assolo , che in genere ci gira intorno con alterni risultati . Avrai notato che le versioni del 1980 sono semplificate in quanto a parte ritmica , il basso è meno serrato e la batteria evita diversi passaggi . Però il risultato complessivo non è male .

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  3. timtirelli 18/11/2016 a 15:57 #

    L’altra sera nessuno ha filmato, quindi dovremo attendere date future per farti ascoltare la nostra versione. Se adesso Achilles è in scaletta è “colpa” tua caro Luca…in passato ci hai scritto varie volte “dovreste fare Achilles” :-)

    Ad ogni modo è emozionante farla, ci si mette alla prova, si prova a superare certi limiti e ad avvicinarci alla grandezza degli sei! Led Zep numeber 1!

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  4. bodhran 20/11/2016 a 08:45 #

    Bravi a fare il set acustico, è il lato dei LZ che mi pare nel tempo stia reggendo meno (colpa anche di Page e della sua mania di far passare tutto come Mistery Power & the Hammer of the Gods), e invece ci son tante di quelle meraviglie.

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